Troppo immaturi per essere colti, troppo incivili per essere accolti.

Quel che manca in Italia?

Tante, tantissime cose importanti e fondamentali.

Ma se non si ritrova il senso della misura e il valore del rispetto, non vi potrà essere futuro.

Talvolta mi apro ad un sorriso di fronte agli infantili egoismi che vedo ingenuamente manifestarsi.

Poi mi rattristo, nell’osservare quanto sia lontana la meta della civiltà che taluni crederanno forse raggiunta stasera, al mero costo di una partita di calcio.

L’Italia non è altro che un immenso asilo nido all’aperto dove senso della misura e valore del rispetto sono esclusivamente orientati all’asservimento dello status quo mafioso, e non della comunità civile, sociale, economica, finanziaria, famigliare, aziendale, industriale, etc etc.

Nessuna cittadinanza attiva o passiva, ma solo sintomi di una pericolosa sudditanza, ammaliata e affascinata da canoni di un sottosviluppo piuttosto testardo, arrogante e presuntuoso, che offre lo spettacolo indegno di teatrini politici in cui il dialogo con altre nazioni europee si restringe a piccoli ricatti e grandi estorioni, in tipico stile infantile, in tipico spirito egoistico, in una crema purulenta di assenza di rispetto per il prossimo e di senso delle misure reciproche e delle loro valorizzazioni.

Come un bambino pretende il giocattolo dei suoi desideri con ogni mezzo che garantisca la mera soddisfazione egoistica, così, con il medesimo metodo umano, troppo umano, si osserva l’Italia tentare di competere nel mondo europeo, occidentale e globale.

Ancora troppo immaturi per essere colti.

Ancora troppo arretrati per essere accolti in un consesso comunitario multinazionale.

Ancora troppo avvolti in una tossicità mentale sin troppo condivisa che impedisce il mutamento, l’innovazione ed il rinnovamento.

E pretendono anche di imporre un indirizzo politico-economico a popoli che sono avanti a loro anni luce ….

Avranno cognizione della loro condizione?

Ovvero vivono in una realtà tutta loro, costruita sui gangli di una vocazione egoistica prettamente infantile e che nega loro il dono di un senso critico sufficiente per assaporare una realtà che sia scevra dalle loro impossibili aspirazioni di vita, dai loro impagabili stili di vita, dai loro insostenibili modelli di vita che pretendono invece resi possibili, pagati e sostenuti dal lavoro e dal grado di civiltà altrui?

Ma è accettabile che tutto questo avvenga in un clima di continua ed infantile pretesa estorsiva?

E per quanto ancora verrà tollerato tale ricatto estorsivo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

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