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Quando un sistema paese è corrotto e mafioso il “malato” è l’onesto

giovedì, 1 marzo 2012

Se vuoi cambiare le cose, non puoi farlo dall’interno di un sistema che riconduce tutto al sistema stesso.

Se vuoi cambiare le cose, devi cambiare il sistema e le sue regole prima che il sistema stesso ed il suo complesso di regole cambi od opprima te stesso.

Se vuoi cambiare il sistema, devi essere alternativo al sistema, non omogeneo ed omologato al sistema, in specie se il fenomeno della corruzione è elevato a sistema, se il fenomeno mafioso è elevato a sistema, se il fenomeno dell’usura è elevato a sistema, in specie se l’evasione, sia fiscale che dai propri doveri, è elevata a sistema.

Altrimenti verrai corrotto, usurato, estorto e mobbizzato dai mafiosi.

Altrimenti diverrai strumento dei mafiosi, anche solo per omissione.

Ma se entri nel sistema per cambiare il sistema, tu accetti la corruzione, il sistema mafioso, l’usura e l’estorsione come metodo, come prassi, come sistema e stile di vita.

E tutto questo, tutta questa massa di escrementi umani diverrà te, incarnerà te, ucciderà te.

Devi scegliere:

o fuori o dentro.

Io ho già scelto, tanto tempo fa, con qualche parentesi di entusiastica volontà riformatrice, frustrata, umiliata e delusa dalla corruttibilità del sistema e delle persone che lo vivono.

Non puoi stare con loro, se vuoi essere diverso da loro.

E ne pago il fio, ogni maledetto giorno della mia vita.

E ne assaporo il piacere, ogni benedetto giorno della mia vita di uomo libero.

E sia quel che sia:

io non mi vendo, non mi piego, non mi spezzo, non mi corrompo.

Perché io sono Io.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

A giocare troppo con la fiamma della Libertà, ci si brucia

mercoledì, 15 giugno 2011

Una intera casta corporativa combatte la battaglia perduta della difesa di privilegi impagabili e di un prepotere impossibile.

Hanno tentato in ogni modo di fermare le riforme del paese, hanno compiuto azioni di terrorismo politico di massa sul popolo sovrano contro la riforma costituzionale della devoluzione, hanno utilizzato il metodo delle “paludi romane” per impedire il federalismo, contrastano con ogni mezzo l’avvento di una normativa anti-corruzione.

Non vogliono cambiare il loro stile di vita e pretendono che tale mantenimento a vita del prepotere corporativo, sia pagato in toto dal popolo.

Essi odiano il popolo, non lo amano ne lo rispettano, odiano ogni manifestazione sociale e culturale che sia “popolare”, avversano con ogni mezzo la possibilità che il popolo viva felice in un benessere diffuso, in un progresso condiviso ed incarnato, in un sistema statuale che sia veramente democratico, sicuro e giusto.

La casta corporativa della restaurazione conservativa della prima repubblica ha contrastato con ogni mezzo il cambiamento richiesto dai tempi e da quella parte del paese che produce quella ricchezza di cui tutti si nutrono, imponendo la schiavitù al popolo del nord nei confronti del resto del paese.

Ma il momento storico che viviamo è fortemente scosso dalla indignazione e dalla insoddisfazione popolare, del popolo che lavora e produce lavoro, che si arricchisce e produce ricchezza per altri, generosamente quanto ingenuamente.

Ma questa ingenuità è stata risvegliata da una condizione di lassismo e di rassegnazione del paese di fronte alla corruzione politica e burocratica, di fronte al cancro mafioso, di fronte alla insicurezza ed alla ingiustizia che vive il popolo del nord.

Ebbene, c’è un messaggio per questa casta di mantenuti e viziati a vita, l’ultimo messaggio:

se il federalismo non dovesse essere immediatamente approvato in via definitiva e realizzato in tempi celeri, se le riforme che urgono al paese saranno ancora rinviate sine die, la risposta che potrebbe cadere sulle scrivanie del potere romano potrebbe essere quella di una richiesta ufficiale di secessione del nord o di parti di esso da questo paese assai corrotto e mafioso.

Già taluni imprenditori del nord hanno dichiarato che, stante l’attuale condizione di crisi economica ed il conseguente immobilismo politico, potrebbero seguire la scelta di richiedere ufficialmente la secessione dall’italia per motivi economici.

Ma che sia per motivi economici, politici, culturali o sociali, il messaggio diretto alla casta corporativa della restaurazione conservativa della prima repubblica è chiaro e limpido:

libertà dalle mafie, libertà dalla corruzione, libertà dalla illegalità, libertà da una casta politica indecente, corrotta, sprecona, incapace ed inaffidabile.

Qualunque battaglia si ponga sotto il nome “libertà”, è una battaglia giusta.

Qualunque battaglia si ponga contro il nome “libertà” è una battaglia persa.

Questo racconta la storia dell’umanità.

Questo racconterà la storia di questo paese, in un modo o nell’altro.

Fine dei giochetti e dei teatrini, fine dei bluff e dei tradimenti, fine dei trasversalismi e delle convergenze parallele:

da oggi in poi, si gioca a carte scoperte e chi sbaglia, paga, ed i cocci sono certamente i suoi.

O si cambia strada o si cambia tutto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X