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La brutta storia di Obama Bin Clinton: i clan, le lobby e le guerre in nome del petrolio

lunedì, 16 gennaio 2017

Barack Hussein Obama II il pacifista, il sostenitore delle energie rinnovabili, il difensore del clima terrestre.

Così si presentava Obama al mondo.

In realtà le cose non stanno proprio così e andiamo a dimostrarlo.

Barack Hussein Obama II viene eletto presidente degli Stati Uniti d’America successivamente all’attacco del terrorismo islamico, islamista e musulmano a New York, con l’abbattimento delle Twin Towers al secondo attentato.

Contemporaneamente l’attacco alla Casa Bianca e al Pentagono, simboli del potere americano e occidentale nel mondo.

Dopo ben due mandati da presidente abbiamo capito perché un musulmano è andato alla Casa Bianca dopo questi eventi.

Premesso che Barack Hussein Obama II non ha mai reso di pubblico dominio la lista dei propri finanziatori, qualcosa la possiamo intuire leggendo i finanziatori della Clinton Foundation:

una oligarchia di potenze arabe e musulmane affatto democratiche e molto interessate a detenere e mantenere il potere globale del mercato del petrolio e del gas.

Alla faccia de “sostenitore delle energie rinnovabili, il difensore del clima terrestre”.

In realtà dietro Obama si celavano gli interessi di una oligarchia di paesi produttori di petrolio, non certo produttori di fonti energetiche rinnovabili o ecologiche.

Arabia Saudita in testa (un paese sottosviluppato e troglodita in cui non esiste un parlamento e le donne sono mantenute in regime di schiavitù), questa oligarchia petrolifera manteneva il proprio predominio nello scacchiere del medio e vicino oriente come in Africa alimentando guerre civili e terrorismo, in modo da destabilizzare “paesi scomodi” come l’Iran, l’Iraq e la Libia.

Proveniva infatti dalla famiglia reale saudita quel Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden che attaccò per ben due volte le Twin Towers, finanziato prima dagli USA (in Afghanistan) e successivamente dalla famiglia reale saudita, interessata a destabilizzare l’area che va dalla Turchia all’Iran, da Israele all’Iraq.

Questa strategia pareva funzionare, per qualche decennio.

Poi, la riemersione di potenze Globali come Russia e Cina hanno modificato lo scacchiere globale, sino al punto da rendere visibile la cattiva politica guerrafondaia di Obama e della sua oligarchia di stati arabi e musulmani produttori di petrolio.

Obama riesce in un sol colpo a perdere tutta la sua credibilità, allontanando la Turchia dal’orbita delle NATO, regalando tecnologia nucleare all’Iran, facendo finta di combattere ISIS e DAESH.

Qualcosa va storto:

la capacità di Putin di tessere strategie diplomatiche con Turchia e Iran e gli enormi investimenti stabilizzatori della Cina in molti paesi africani mutano il quadro, svestono i clan Obama, Clinton e Bush di una verginità in realtà inesistente.

Intanto, emerge come Obama abbia usato NSA, FBI e CIA (e fratelli spioni italiani) per destabilizzare le potenze amiche ed alleate in Europa e nel Mediterraneo:

lo scandalo emissioni Volkswagen e Renault è il frutto delle intercettazioni NSA che dovevano prevenire attacchi del terrorismo islamico mentre venivano invece usate come strumento di spionaggio industriale per affossare politicamente un competitor nuovo e antico nello scacchiere globale, una nuova grande e forte Germania Unita in una grande e forte Europa Unita.

Anche la Turchia subisce questi attacchi e addirittura, il tentativo di golpe, naufragato e fallito in un repulisti generale e radicale da parte di Recep Tayyip Erdoğan, costretto a difendersi dal tradimento del suo (ex) principale alleato, l’America.

L’attentato in cui trova la morte l’ambasciatore russo Andrey Karlov ad Ankara, da parte proprio di un poliziotto, rompe definitivamente la fiducia tra Erdogan e Obama e chiarisce il perché di un repulisti generale nelle forze di polizia, nell’esercito, tra i giudici e i giornalisti in Turchia:

Obama godeva di una fitta rette di simpatizzanti del terrorismo islamico in Turchia.

Poco tempo prima Obama perdeva definitivamente la fiducia di Israele, che attaccava realmente l’ISIS insieme alla Russia, dimostrando così che l’amministrazione Obama tutto faceva, tranne che combattere il terrorismo nel mondo.

Nel contempo Obama disegna e realizza una forte pressione sulla Germania al fine di destabilizzare l’Europa e impedirle di divenire leader globale.

In questo tradimento il democratico Obama ha un alleato:

il democratico Matteo Renzi.

I paesi arabi e musulmani come la Libia, destabilizzati dalla oligarchia petrolifera che finanzia Obama e Clinton, alimentano terrorismo, mafia e corruzione e producono una immigrazione storica, di carattere biblico:

ecco la forbice della islamizzazione globale.

Questa immigrazione trova una porta spalancata in Europa:

è l’Italia di Napolitano e Mattarella, Renzi e Berlusconi.

I governi italiani non prendono le impronte digitali ai migranti, non li controllano sanitariamente e penalmente per creare una vera e propria invasione musulmana d’Europa, una spina nel fianco della Germania, costretta a subire dal tradimento italiano l’eterno ricatto di più flessibilità per rubare ancora e all’infinito e celare che sino ad ora, si è solo rubato e tradito il popolo e il territorio italiano.

La strategia è chiara:

destabilizzare l’Europa e ucciderla in culla.

L’interesse di Obama Bin Clinton è chiaro:
ma quale interesse muove l’intera leadership politico-istituzionale italiana in un simile tradimento dei fratelli europei?

Vizio, mafia e corruzione, ecco cosa.

La giovane democrazia repubblicana italiana è mortificata e vanificata dalla estrema corruttibilità politica e burocratica, una vera e propria mafia che attraversa i partiti come fossero di burro.

Dalla caduta del Fascismo ad oggi, i politici hanno rubato l’impossibile, minando dall’interno una potenza globale come l’Italia, svendendosi a poteri stranieri molto generosi quanto interessati a impedire che l’Italia progredisca, torni (come la Germania e insieme alla Germania) a condizionare le scelte e gli indirizzi politici, economici e finanziari globali.

Così, l’establishment politico-burocratico-tecnocratico italiano che non vede di buon occhio l’Austerity (che fa emergere le prove del magna magna generale) imposta dalla Europa ai paesi corrotti e viziosi,tradisce l’Italia, si sottomette a Obama, alla oligarchia petrolifera saudita, alla lobby gay e bancaria americana.

Un orrore storico che tenta di nascondere e celare il malaffare che impregna ogni atto politico, amministrativo e di governo in Italia, volto a salvare bancarelle fraudolente malversate dalla mafia politico-bancario-imprenditoriale, a imporre gli interessi particolari omosessuali sugli interessi generali italiani, a svendere le aziende italiane portate volutamente al collasso dai politici alla oligarchia saudita di Obama Bin Clinton.

La situazione italiana è gravissima e comprendiamo perché i militari non abbiano ancora fucilato tutti i politici italiani quando emerge uno scandalo coinvolge il comandante dell’Arma dei Carabinieri, sospettato di difendere e tutelare interessi di partito democratico e renziano e obamiano piuttosto che servire e difendere l’Italia, come ha giurato di fare:

l’intero vertice del potere pubblico italiano appare come un granitico e compatto clan mafioso interessato alla corruzione come strumento anti-democratico e anti-repubblicano posto in essere e imposto con la forza per impedire la crescita economica, sociale e Politica dell’Italia, per negare la realizzazione del dettato della costituzione italiana.

Semplicemente agghiacciante.

Non resta che sperare in un repulisti radicale simile a quello avvenuto in Turchia, un sisma, una onda anomala di razionalità, intelligenza e coerenza per salvare l’italia da questi clan mafiosi, radicati e infiltrati nel potere pubblico al fine di imporre interessi illeciti e illegali, soprattutto, interessi stranieri in abuso e sopraffazione di quelli italiani.

Ma c’è un nuovo soggetto politico che spezza le catene di questi agenti maligni:

Donald John Trump.

Diviene presidente degli Stati Uniiti d’America quasi per miracolo,portando con se un nuovo miracolo americano, un miracolo di popolo che spazza via media e giornalisti schierati con la oligarchia di clan anti-democratici Obama, Clinton e Bush.

Trump è un ciclone che sveste l’establishment americano, denuda il re Obama, distrugge i servi del regime, rappresenta il popolo e il sogno americano.

La sua amicizia con Vladimir Vladimirovič Putin lo salva dall’attacco e dal mobbing del sistema obamiano e clintoniano e la pubblicazione delle intercettazioni da parte di Julian Paul Assange e Wikileaks lo difendono dai falsi scandali costruiti contro di lui e consentono agli americani di conoscere la verità, di formare una pubblica opinione informata e non deviata dalla informazione asservita ai clan partitocratici.

Trump rompe gli schemi, rompe le alleanze e le complicità, minaccia di mandare in galera Hillary Clinton (vi sono le prove), distrugge in poche settimane poteri enormi e oscuri, costringe le lobby americane a tornare ad essere governate dalla politica invece che governarla, corromperla, condizionarla.

Un vero e proprio eroe americano che riduce le figure di Obama e Hillary a piccoli ipocriti senza alcuna qualità, portatori di interessi non americani se non, anti-americani.

Il Nobel per la Pace doveva essere assegnato a Trump e non certo a quel guerrafondaio e fomentatore del terrorismo internazionale che risponde al nome di Obama Bin Clinton.

Questo è lo stato dell’arte all’alba del terzo millennio sul pianeta Terra.

Un nuovo e più sano ordine mondiale si affaccia sul governo dei popoli e delle risorse terrestri:
privo di ipocrisia, politicamente scorretto, intelligente, razionale ed equilibrato.

La reazione delle caste, dei clan e delle lobby non tarderà a farsi sentire.

Ma grazie a Dio le potenze americana, russa e cinese pare abbiano trovato un denominatore comune per assicurare ai popoli un buongoverno e non quella “truffa democratica” americana e italiana che uccide le democrazie occidentali in nome della democrazia.

Il re è nudo.

Ed io non vedo l’ora di assistere ai prossimi capitoli di questa nuova e avvincente avventura dell’umanità.

La Politica con la P maiuscola è finalmente tornata:

tremate, viziosi, mafiosi e corrotti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

I governi democratici e lo spionaggio di massa

sabato, 3 dicembre 2011

L’ormai famigerato sito Wikileaks pubblica l’elenco, nazione per nazione, delle società che offrono strumenti di intercettazione, di controllo e di spionaggio, i dettagli e la descrizione accurata di tali strumenti e di come funzionano ed interagiscono fra loro.

Clliccando qui , avrai accesso ad una pagina del sito di Wikileaks che si presenta come una mappa del mondo.

Cliccando ancora sul nome di uno stato, comparirà una finestra che elenca i nomi delle società che producono i mezzi tecnologici oppure offrono direttamente il beneficio indiscutibile di questi mezzi di spionaggio di massa.

Il Grande Fratello, quello di George Orwell (pseudonimo dello scozzese Eric Arthur Blair) e non quello spettacolo miserabile offerto in tv dalla Mediaset, annuncia da tempo che le libertà individuali e fondamentali dell’uomo sono in pericolo, accerchiate da una tecnologia sempre più capace di spiare contemporaneamente ogni singolo cittadino in ogni suo ambito più privato e riservato (automobile, casa, ufficio, telefono cellulare, web, e-mail, social network, etc) .

Bene, anzi male:

oggi sappiamo che quella tecnologia esiste e che essa viene quotidianamente utilizzata dai governi dei paesi democratici per ….

spiare i terroristi? spiare i mafiosi? spiare gli assassini, gli stupratori, i pluriomicidi?

No, no: nulla di tutto questo.

Altrimenti mafiosi, politici corrotti, pluriomicidi e stupratori e violentatori di ogni genere e grado sarebbero facilmente individuati e tempestivamente puniti.

No, no, oggi sappiamo che quella tecnologia esiste e che essa viene quotidianamente utilizzata dai governi dei paesi democratici per spiare i cittadini qualunque, i cittadini X, voi insomma, me insomma, me e tutti i liberi cittadini come me.

Una notizia che non era del proprio inaspettata, ma che causa comunque molto malessere.

Fa male perché denuncia che le democrazie occidentali sono profondamente malate, della patologia da abuso del potere pubblico applicato contro i cittadini e non del buongoverno del potere pubblico applicato a tutela e garanzia degli interessi dei cittadini,

Questa degradata condizione di controllo antidemocratico ed illiberale delle popolazioni nasce all’indomani dell11 settembre 2001, allorquando non si andò troppo per il sottile nel condurre una campagna di spionaggio mondiale e capillare che potesse offrire una qualche misura di prevenzione rispetto al nuovo nemico mondiale:

lo spettro del terrorismo fondamentalista islamico.

ma da allora, i “governi democratici” hanno fatto dell’abuso una regola ed hanno diretto questa arma potentissima nel controllo dei popoli e nel contrasto alle critiche ed alle opposizioni interne.

Pericoloso crinale questo:

dove muore la libertà, non nasce più l’erba …

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il paradosso

mercoledì, 1 dicembre 2010

Che una fuga di notizie interna alla intelligence americana investa “il nemico poco abbronzato” Silvio Berlusconi, è cosa anche accettabile, visto il liquame in cui naviga la contrapposizione politica in questi tempi moderni e la voglia di penetrazione del mercato da parte della americana Sky ai danni della italiana Mediaset.

Ma che la responsabilità di questa fuga di notizie che allude a “festini goliardici” cui avrebbe partecipato il premier italiano Silvio Berlusconi provenga dalla incapacità di mantenere in sicurezza le notizie riservate diplomatiche di una certa signora che risponde al nome di Clinton, ebbene, questo è un paradosso inaccettabile.

Il nome dei Clinton resta ancorato nell’immaginario collettivo a quei “festini sessuali a vocazione orale” che hanno rovinato il buon nome della Casa Bianca e dei suoi rispettabili residenti.

Non può questo stesso nome, essere speso a danno della rispettabilità di altri palazzi del potere planetari, ivi compreso quello di Palazzo Chigi.

Sia nel caso che la fuga di notizie fosse “pilotata” o meno, il paradosso clintoniano resta inaccettabile.

E noi, non lo accettiamo.

Invitiamo quindi la signora Clinton ed il signor Obama a dimettersi, per rendere onore alla responsabilità di una fuga di notizie pericolosa e incredibile e di cui sono essi i primi responsabili.

Invitiamo inoltre alle dimissioni, anche il presidente della camera dei deputati italiana Gianfranco Fini, poichè, se i cerchi sovrastrutturali di cui tanto si narra nelle leggende telefoniche intercettate passano anche attraverso i nomi di D’addario e di Fini, allora di festini ne hanno subiti anche troppi i cittadini italiani.

L’unico festino che vogliamo vedere è quello in cui si festeggerà la fine di una politica nazionale ed internazionale così squallida e paradossale.

L’unico festino accettabile è quello in cui ogni tradimento umano non cerchi una capra espiatoria, ma si auto-responsabilizzi e porti all’unico atto politico non paradossale:

le dimissioni.

Obama, Clinton, Fini:
dimettetevi!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X