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Corruzione ed Evasione: la truffa del debito pubblico italiano

giovedì, 8 dicembre 2011

Il debito pubblico italiano, frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale, continua a preoccupare l’economia e la finanza globalizzata.

L’agenzia di rating internazionale cinese Dagong Global Credit Rating ha ieri declassato il debito pubblico sovrano della repubblica italiana da A – a BBB, con un outlook negativo, il che, per un paese avanzato e complesso come è l’Italia, equivale a ridurre la valutazione finanziaria (ma anche e soprattutto di tenuta economica e politica del paese) ad un livello che porta l’Italia al di fuori del giro delle grandi potenze economiche mondiali.

L’Italia è fuori dal grande giro che conta, con un futuro che promette solo peggioramenti, sacrifici immensi e dolorose perdite di potere d’acquisto, potere contrattuale e peso politico.

Il rischio di contagio della crisi italiana, mette in pericolo l’intera Eurozona.

Infatti il giorno successivo al downgrade italiano e la minaccia da parte dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s di declassare l’intera eurozona, ecco arrivare il declassamento effettivo del rating francese da AA- ad A+.

La situazione europea, ed in particolare la condizione italiana, appaiono sempre più critiche e pericolose.

L’Italia, in particolare, è ormai solo ad un passo dal vedersi valutati i bond italiani (BOT e BTP), emessi a garanzia e rifinanziamento del debito pubblico sovrano al valore della mera carta sulla quale sono stampati.

L’indicazione del rating italiano a BBB infatti, porta il bond italiano ad un passo dalla definizione di “junk bonds” (titolo spazzatura), così come è definito nella Bond Rating Definition:

AAA and AA: High credit-quality investment grade

AA and BBB: Medium credit-quality investment grade

BB, B, CCC, CC, C: Low credit-quality (non-investment grade), or “junk bonds”

D: Bonds in default for non-payment of principal and/or interes

Il declassamento ulteriore del debito sovrano italiano porterebbe ad un indirizzo di disinvestimento e di non investimento in titoli italiani.

Sarebbe la certificazione di morte della repubblica italiana, sarebbe la realizzazione del completo fallimento dell’entità statuale italiana, sia come unità politica che come unità economica e finanziaria.

Ma il passo è più breve di quel che si pensi.

Esiste infatti un debito pubblico italiano nascosto fra le pieghe dei bilanci (e fuori da essi) locali, regionali, provinciali e comunali, compreso e soprattutto l’universo delle società pubbliche e pubblico-private di “presunto servizio pubblico” locale.

La domanda giusta è:

le agenzie di rating internazionale hanno dati ed informazioni analitiche su questo debito pubblico grande quanto quello sovrano?

Le agenzie di rating sono a conoscenza che il debito pubblico italiano è frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale?

Le agenzie di rating sono a conoscenza del fatto che il 90% dei grandi appalti pubblici italiani viene aggiudicato alle organizzazioni mafiose?

Inoltre, perché dovrebbe pagarlo il popolo italiano questo debito pubblico costruito con la corruzione politico-burocratica?

E perché dovrebbe pagarlo un francese piuttosto che un tedesco o un olandese il debito pubblico italiano della truffa organizzata e continuata?

E perché lo stato italiano non rende pubblici i dati sulla partecipazione al prelievo fiscale?

Quanto partecipano effettivamente al prelievo forzoso fiscale i lavoratori dipendenti ed i pensionati?

E quanto gli artigiani?

Quanto i commercianti?

Quanto i professionisti?

Quanto gli industriali?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X