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Il Reddito di Cittadinanza – Analisi e Definizione

mercoledì, 6 febbraio 2019

Interviene il reddito di cittadinanza nel sistema italiano

Vediamo chi interessa e perché

Interessa tutti, ma proprio tutti

Sostiene tutto, ma proprio tutto

Compresi mafiosi, corrotti e pregiudicati

Non vi è infatti alcuna selezione per categorie che rappresentano un serio pericolo sociale ed economico letale per il nostro paese, per la sua unità e per la sua integrità sociale, legale, morale e materiale

Il provvedimento interessa in misura massiccia il meridione, con tutte le sue idiosincrasie e furbetterie, individuali o collettive che siano

Chi nasce, cresce e vive nel meridione sa benissimo che nelle categorie a reddito zero si nascondono gli autori di truffe e frodi, criminali, mafiosi e corrotti, furbetti, parassiti, veri ricchi che compaiono a reddito zero, tutti preventivamente avvisati da studi legali e commerciali molto ben pagati di spogliarsi di ogni avere per non vedere sequestrato un patrimonio creato in piena illegalità

Ne sanno qualcosa le compagnie di assicurazione, costrette a elargire indennizzi su incidenti falsi e aumentare i premi in maniera insostenibile, premi che qualche furbetto vorrebbe far pagare ad altri cittadini di altre regioni italiane non asfissiate e depresse dal fenomeno

Della serie:

noi fottiamo, tu paghi e se ti opponi, sei un razzista

Un ricatto inaccettabile, una estorsione mafiosa

Ovviamente, i mistificatori di tali realtà produrranno critiche a tali affermazioni, adducendo una crescente presenza del fenomeno truffaldino e furbettino anche al nord, così come sia ben visibile una crescita esponenziale delle mafie del sud al nord

Ecco appunto

Si dimentica troppo facilmente che codesti fenomeni nascono e crescono nel sud e vengono esportati al nord

Quali modifiche apporta un provvedimento come quello del reddito di cittadinanza in un sistema che vive di provvedimenti e aiuti dello stato?

Beh, appare come un ulteriore possibilità di arricchimento per i furbi, non certo per gli onesti, abituati a non celare i propri redditi o a produrre redditi in modo illecito e/o illegale.

Ecco una analisi che aiuterà a capire meglio alcuni concetti sopra esposti

Andiamo alla definizione di reddito:

“Il reddito, in economia, può essere definito come un flusso di ricchezza durante un periodo di tempo. Rappresenta in pratica il divenire di componenti economici attribuito ad un dato periodo di tempo.” (Wikipedia)

Andiamo alla definizione di rendita:

“Rendita è una variabile di flusso finanziario legata a più di un periodo. La rendita è un’entrata costante ad intervalli di tempo regolari per un certo orizzonte temporale.” (Wikipedia)

Come potrete apprezzare, oltre al significato insito, il reddito si coniuga con “economia” mentre la rendita si coniuga con “finanziario”

Ecco che anche la definizione di reddito di cittadinanza viene svilita di ogni senso:

dovrebbe essere una rendita di cittadinanza e non un reddito

Non ho fatto questo esempio a caso

Nel sud il reddito praticamente non esiste, compromesso come è da una economia asfittica e svilita di forza perché messa in concorrenza con soggetti che non osservano le regole e non sono concorrenti economici leali:

come può un bar serio ed onesto competere con la miriade di bar che nascono come funghi nel sud e che gli operatori della sicurezza e della giustizia indicano come “lavatrici” del riciclaggio del danaro sporco?

Non può, soccombe, come tutte le altre attività economiche serie, oneste, leali, corrette

E come è possibile produrre danaro sporco?

1) Mediante la Corruzione, elemento diffuso attraverso il quale politici e burocrati corrotti condizionano l’accesso al mondo del lavoro e del consenso, compreso e non escluso il mondo del giornalismo e dei concorsi pubblici;

2) mediante i proventi di organizzazioni criminali mafiose e comuni, entrambe interessate a riciclare immense ricchezze prodotte in maniera illegale, risorse che tali organizzazioni spendono in parte per la corruzione di politici e burocrati, al fine di evitare il perseguimento delle azioni illecite;

3) mediante la elusione o violazione o l’aggiramento delle norme che impediscono ogni forma di arricchimento illecito, di truffe e frodi alle compagnie di assicurazione, all’INPS, all’INAIL, di mendaci dichiarazioni atte a diminuire o azzerare il reddito, non pagare il fisco, la contribuzione fiscale e pensionistica

Detto questo, occorre aggiungere che la ‘ndrangheta calabrese risulta essere la maggiore impresa italiana per fatturato, battendo anche i colossi imprenditoriali onesti del nord (e vi sorprendere se Fiat FCA e Luxottica delocalizzano centrali manageriali e finanziarie?)

Immaginate quanto incida nella impoverita e impotente finanza ed economia meridionale un tale “portento” economico e finanziario

Credete forse che un soldato di questo colosso paghi le tasse, versi la contribuzione pensionistica?

Credete che codesto soldato, dopo aver fatto esplodere una bomba intimidatoria dinanzi alla saracinesca di un onesto commerciante, artigiano o industriale che rifiuta di pagare il pizzo, non viva di assegnazione di casa popolare, sostegni al reddito, forme di aiuto alle povertà?

Credete che codesto soldato paghi i farmaci, paghi l’assistenza sanitaria?

No, molto probabilmente esso nasconde la sua ricchezza in buste di plastica nera, farcite di danari che non vengono certo denunciati

Credete che nei porti turistici del sud qualcuno controlli, oltre al “legittimo proprietario”, anche chi usa gli yacht ivi custoditi?

Siamo proprio sicuri che al reddito dichiarato corrisponda una rendita corrispondente nel sud?

Basterà fare un giro in auto in città come Foggia, dove il reddito medio dovrebbe essere di circa 800,00€ pro capite e restare sorpresi nel vedere circolare numerose e costose automobili che non corrispondono a quel reddito e quindi evidentemente rinvenienti da rendite e/o redditi di tipo diverso ed oscuro, che sfuggono ai controlli

Sarà per motivi come questo che lo stato ha negli ultimi anni spostato le analisi sulla “capacità di spesa” (leggi rendita effettiva) invece del solito e inattendibile “reddito dichiarato”?

Ed è sulla base di codesto reddito dichiarato che si vuole sostenere le “fasce deboli” della popolazione?

Tra gli oppositori alla fatturazione elettronica e dell’uso esclusivo di carte di debito e di credito e prepagate si nascondono certamente molti di quei papabili usufruitori del reddito di cittadinanza che sono affatto poveri e affatto a reddito zero

Ora, mi domando:

chi ha scritto questo provvedimento, non conosce queste realtà?

Non sa egli che il mirino di questo sostegno potrebbe essere puntato sulle persone sbagliate?

Eppure, molti di loro sono meridionali, dovrebbero sapere

Conoscono benissimo queste condizioni permanenti e preminenti nella società e nella economia meridionale

Ripropongo la domanda iniziale:

quali modifiche apporta un provvedimento come quello del reddito di cittadinanza in un sistema che vive di provvedimenti e aiuti dello stato, di truffe e frodi, di elusioni ed evasioni, di dichiarazioni mendaci e mai controllate da nessuno?

Un aumento dei consumi?

Probabile

Ma chi userà quei danari, chi ne trarrà vantaggio?

Gli onesti?

O i soliti furbi?

Chi vogliamo premiare?

Chi vogliamo invece inibire, punire?

Non era forse meglio offrire sostegno alle pensioni sociali e di invalidità innalzandole permanentemente e non temporaneamente a livelli di civiltà accettabili?

Oppure è meglio continuare con incentivi che appaiono portare più risultati di propaganda che di sostanza?

Non sarebbe meglio tagliare decisamente su colossi insostenibili come la scuola italiana, maggior datore di lavoro europeo con i suoi quasi due milioni di addetti di cui la metà circa docenti?

E non era meglio utilizzare quella diminuzione di spesa pubblica pazza e disonesta per incentivare i servizi della Sanità, della Sicurezza e della Giustizia?

Oppure utilizzare questa riduzione della spesa pubblica per ridurre il cuneo fiscale, quel cancro che rende impossibile al datore di lavoro assumere con serenità e che rende non competitivo il costo del lavoro italiano con quello internazionale?

Voglio solo ricordare che un salario di 1.500,00€/mese nel cedolino parte da uno stipendio di circa 4.500/5.000 euro

In mezzo, c’è quella spesa pubblica che deve essere contenuta nei servizi non indispensabili e/o preminenti e invece potenziata nei servizi essenziali che attengono alla cura e alla protezione del cittadino

La ricerca?

I ricercatori?

Mah, un potenziamento della ricerca non può essere visto nella mera e mono oculare ottica di ammortizzatore di un mondo del lavoro reso asfittico dal cuneo fiscale

Serve altro.

Altrimenti si corre il rischio di costruire un altro disastro come la scuola, la formazione e l’università, visti più come riserva di lavoro per baroni e clientele piuttosto che servizio che possa riscattare l’Italia nel mondo.

Ora, la domanda è:

cosa volete fare?

Gesualdo Gustavo
alias
Il Cittadino X

La Filiera della Sicurezza e progetti associati

giovedì, 26 giugno 2014
Sicurezza Pubblica + Sicurezza Privata = Sicurezza dei Cittadini

Sicurezza Pubblica + Sicurezza Privata = Sicurezza dei Cittadini

Pubblico la lettera che ho inviato a tutte le principali autorità foggiane, sia locali che nazionali qualche mese fa.

La rendo pubblica, perché gli ultimi avvenimenti nella disgraziata città di Foggia (esplosione palazzo di Via de Amiciis, 22 e attacco inaudito e violentissimo a caveau NP) propongono, se ve ne fosse ancora il bisogno, il tema della sicurezza come tema centrale nella città di Foggia e nel sud del paese in generale.

A voi il giudizio, buona lettura.

Richiesta di udienza

Presentazione Progetto Cittadella della Sicurezza e altri progetti associati

La Formazione Professionale nella Sicurezza nel progetto “Cittadella della Sicurezza”, la costruzione di una “Filiera della Sicurezza”, la adeguata formazione di una capacità tecnica, operativa e professionale degli operatori di vigilanza e delle polizie locali, l’aggressione al degrado e al disagio sociale, il contrasto all’abbandono scolastico e il legame che manca tra formazione scolastica e universitaria e il mondo del lavoro:

questi sono i motivi e gli obiettivi per i quali Vi chiedo un incontro.

Ed ora, ne spiegherò esigenze, tendenze e strutturazione delle risposte.
Il settore della sicurezza è il perno della stabilità di ogni aggregazione umana.
Eppure, spesso, troppo spesso, gli operatori di sicurezza privata e locale vengono selezionati fuori dalle logiche delle potenzialità e del merito, sono affatto formati e mai aggiornati, specie nel centro-sud italiano.

Trattiamo ovviamente della classe delle Polizie Locali soprattutto meridionali, nella somma delle municipali e delle provinciali, le quali mancano spesso di una formazione sufficiente al momento della assunzione e di una formazione continua nel tempo, visto che per le forze di polizia dello stato e ad esse assimilate ed equiparate, esistono già scuole di formazione e routine di aggiornamento,

Anche il settore della sicurezza e della vigilanza privata opera in un regime di vacatio legis da mancato adeguamento, aggiornamento e professionalizzazione, essendo la legge istitutiva delle Guardie Particolari Giurate antecedente alla Seconda Guerra Mondiale.

Profili giuridici imperfetti, non aggiornati, talvolta inesistenti mettono in forse l’operatività di un mondo che dovrebbe contribuire grandemente al mantenimento della sicurezza, anche se solo indirizzata al patrimonio e non direttamente alle persone.

Ma soprattutto, e nella stragrande maggioranza dei casi, si riscontrano profili giuridici e professionali con deficit di selezione e di formazione gravi e importanti, il che si traduce in un servizio insufficiente a rispondere alle esigenze dei clienti, di scarsa qualità, sregolato, insoddisfacente, che conosce anche la tragica verità per la quale, un cliente di un istituto di vigilanza che si dimostri insoddisfatto dell’operato delle G.P.G. inviate per il servizio richiesto, se cambia I.V.P. può ritrovarsi di nuovo servito dalle medesime G.P.G. sotto altra uniforme!
Non possiamo veder operare vincitori di concorso pubblico e soggetti privati che operano con licenza di PS di guardia giurata, entrambi armati di pistola e distintivo, senza una adeguata formazione (cosa che ha fatto nascere nella pubblica opinione l’immagine dello “sceriffo”):

questo stato di fatto produce comportamenti potenzialmente inadeguati che possono verificarsi come pericolosi, sia per l’operatore stesso, sia per i soggetti che dovessero interagire o semplicemente venire a contatto con essi.

La sana regola non scritta che assicura formazione e preparazione adeguata alle polizie locali e simili è ben osservata nel nord del paese, laddove insistono, esistono e funzionano scuole di polizia locale nelle regioni Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna e Toscana.

Tali scuole o accademie, sono elementi formativi istituiti e gestiti dagli enti regione, singolarmente (Lombardia) o consorziati fra di loro (Liguria, Emilia Romagna e Toscana).

Questa attività di formazione professionale continua appare come un vero e proprio affare in termini economico-finanziari in quanto, tale formazione, non viene offerta a titolo gratuito.

Se pensiamo che da Firenze in giù, non esistono scuole interessanti di polizia locale o di formazione professionale per le guardie giurate (nel secondo caso non ne esiste nemmeno una in Italia, il che è semplicemente scandaloso se si pensa a circa 50.000 GPG armate che vanno in giro a replicare comportamenti in difetto di professionalità e potenzialmente pericolosi, poiché nessuno ha mai loro insegnato a far altro), allora possiamo iniziare ad allargare lo sguardo al target importante del settore, che attende e richiede da tempo una formazione altrettanto importante.

A proposito delle Guardie Giurate, occorre sottolineare che esse dovranno essere utilizzate nella sicurezza delle navi mercantili e commerciali italiane nei mari in cui la pirateria è presente e potente.

Anche in questo caso, lo stato richiede una formazione professionale adeguata per questo tipo di attività anti-pirateria, formazione che però non è pronta e non è nemmeno stata immaginata se non in centri privati di formazione dei cosiddetti contractor in paesi esteri.

Il più vicino centro di queste società di formazione è in Francia ed è a quello cui si rivolgeranno le GPG italiane se non si intercetta in loco italiano questo business di cui rischiamo di perdere i benefici a favore di altri paesi, senza contare che in Italia, esistono certamente cprofessionalità in grado di realizzare quella preparazione e formazione, ma non esiste una istituzione (Cittadella della Sicurezza) ed un luogo fisico (ex scuola di polizia di stato di Foggia?) dove esplicarla.

Inoltre il ministero dell’Interno richiede che le guardie giurate e gli istituti di vigilanza dimostrino la loro “capacità tecnica di fare vigilanza”, formazione tecnica che viene attualmente fornita in modalità corrette ma insufficienti (il male italiano della corretta formalità che nasconde una scorretta attenzione alla realtà), in tutto il territorio nazionale, almeno nella strutturazione professionale di cui stiamo trattando e nelle sfide sempre maggiori che tali operatori della sicurezza privata incontreranno sempre più frequentemente.

E non devo essere certo io a indicare a Voi lo stato in cui versa la vigilanza privata proprio a Foggia:

è vostro e nostro (amaro) pane quotidiano.

Ma, nel caso una regione del centro-sud come la regione Puglia ed una città come Foggia volessero raccogliere una di queste o tutte queste esigenze formative tecniche, questa risposta formativa che parte da esigenze concrete diverrebbe immediatamente punto di riferimento insostituibile in questo fondamentale settore, in tempi in cui il benessere complessivo cala e la tutela e la difesa dei cittadini, delle loro famiglie e dei loro patrimoni richiede sempre maggiori presenze e professionalità nella vigilanza dei patrimoni e nella sicurezza come elemento anche di serenità.

Per non parlare dei venti di miseria e di guerra che soffiano in tutto il pianeta, imponendo il massimo sforzo nella preparazione qualitativa e quantitativa di operatori degli sicurezza, domanda che cresce e costringe gli aspiranti tali italiani a cercarla e pagarla in USA o in Francia per ottenerla.

Stiamo trattando di un settore che annovera tra le sue fila anche il medaglia d’oro al valore civile e medaglia d’oro al valore militare Fabrizio Quattrocchi, cittadino italiano e pugliese che seppe mantenere alto l’onore del nostro paese nel mondo.

Sarebbe infatti bello e onorevole intestare proprio a lui questa cittadella della sicurezza che, badate bene, non è solo un concetto astratto di progettazione e realizzazione della formazione nella sicurezza, ma offre una occasione imperdibile per porre un determinato fronte di civiltà, un muro sacro e invalicabile della civiltà italiana che risponda in modo civile e professionale agli attacchi del crimine, costringendolo a confrontarsi con una nuova identità della cittadinanza, con un nuovo concetto della sicurezza che, da un lato eleva la professionalità dei primi operatori sul territorio e dall’altro fortifica la sicurezza pubblica che potrà meglio e maggiormente occuparsi dei propri compiti di istituto, al contrario di un continuo soccorso o addirittura, un continuo sostituirsi a compiti che non sono propri, perché attualmente non svolti da chi di competenza.

La vicenda che vede invece implicati in una crisi internazionale i due maro’ italiani (e pugliesi, come il Quattrocchi: come vedete esiste già un legame ben solido tra operatori di sicurezza militare e civile pugliesi) in India è esemplare:

denuncia un mancato idoneo indirizzo politico e giuridico a sostegno degli operatori militari italiani, abbandonati al loro destino in una condizione giuridica assurda (militari prestati come guardie giurate private), governati da regole di ingaggio in grado di portare in errore il migliore dei professionisti italiani del settore.

Manca, come possiamo tutti apprezzare, una cultura della sicurezza, non nelle forze di polizia e militari italiane, ma nella cultura, nella politica e nella società italiana, che sembra disgiunta dalla formazione di scelte come queste, salvo accorgersene improvvisamente quando vi siano due italiani, due pugliesi che, inviati ad un dovere arduo, rischiano inutilmente la loro vita per averlo adempiuto.

La cultura scolastica della sicurezza, la cultura universitaria della sicurezza e la cultura italiana della sicurezza devono essere servite da un servizio di formazione, informazione, preparazione e professionalità che deve trovare in questa cittadella, il loro fulcro massimo, il loro servizio migliore.

E non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe combinare una guardia particolare giurata con deficit formativi come quelli che ho evidenziato sopra in una situazione come quella in cui si sono trovati i due maro’.

Il sottoscritto è della classe ‘64 ed ha assolto ai suoi obblighi di leva militare nel 1984, avendo la fortuna di servire nella Brigata Acqui, nella fanteria d’assalto, ricevendo l’addestramento del fuciliere assaltatore e venendo scelto come tiratore, e deve quindi ringraziare lo stato per questa professionalità acquisita che lo ha distinto nello svolgimento del servizio di GPG.

Ma dobbiamo riflettere sul fatto che, le nuove e più giovani GPG, non hanno ricevuto questa fortuna e questo addestramento:

siamo proprio sicuri di voler affidare loro un fucile automatico d’assalto in teatri e configurazioni giuridiche complesse, senza una adeguata preparazione?

Siamo proprio sicuri di non mettere le basi per altri sfortunati incidenti nelle missioni anti-pirateria senza una adeguata preparazione?

La costruzione di una “filiera della sicurezza”

Occorre costruire tutto, sin dalla base di questa filiera, e cioè da quel volontariato di impegno e protezione civile e sociale, visto non solo come elemento a se stante, ma letto ed operato anche nella una forma di primo momento conoscitivo, selettivo e formativo di successivi ingressi nel mondo del lavoro nel settore della sicurezza, sia pubblica che privata.

Il secondo passo è l’istituzione di quegli organi che dovrebbero offrire il servizio formativo agli enti comune e agli enti province, attraverso quell’universo di professionalità (provenienti dalle stesse forze di polizia e militari) svolte, studiate ed offerte in uno stesso luogo come l’ex Scuola di Polizia di Stato in Foggia, ad esempio, edificio preparato ad accogliere una scuola di polizia, vicino all’università, soprattutto nella visione di una preparazione tecnica non solo universitaria che prenda spunto dalla realtà, da esigenze del territorio ove insiste l’ateneo e non piova dall’alto, come sembra purtroppo e troppo spesso nelle università pubbliche italiane.

Il progetto di cui vi narro, è progetto autenticamente partecipativo, che risveglia un assopito senso della appartenenza, della unità civile e sociale, presupposti che lo rendono funzionale alla realtà e non ai monumenti imbarazzanti del participio passato Stato di diritto, assai inutili alla collettività, assai costosi e spreconi:

lo stato siamo noi cittadini e lo dobbiamo partecipare e costruire, non solo criticare e demonizzare.

Colmare la distanza tra stato di diritto e paese reale è un altro degli obiettivi strategici di questi progetti che sembrano sganciati l’un dall’altro, ma sono invece mera prosecuzione della cittadinanza attiva, partendo dalla famiglia, passando alla scuola, continuando nella università e nel lavoro, e per finire, alla definizione condivisa e partecipata del concetto della sicurezza, che deve essere finalmente percepito ed interpretato come un valore costruito in comune e non solo come un diritto che assume l’aspetto del dovere nei confronti dello stato e della sua pubblica amministrazione.

La Sicurezza, come la Democrazia, nel suo complesso non è un valore assoluto che esista in natura, ma è il risultato di complesse professionalità che interagiscono tra loro, unite ad una società civile informata e consapevole, educata e ben formata, al fine di realizzarla nella realtà.

Sarebbe infatti molto utile organizzare questa formazione professionale nella filiera della sicurezza italiana (che non c’è) con lezioni scolastiche ed universitarie specifiche (ad esempio), utili alla comprensione dei limiti del mondo nel quale ci si dovrà muovere ed operare, ma anche lezioni di quello che il mio professore di diritto insegnava come “lo storto”, dopo aver insegnato “il diritto”, capovolgendo simbolicamente al contrario il libro di testo e cercando insieme ai noi alunni la verifica nella realtà della applicazione di quelle norme contenute nei testi e dei risultati che esse producono, verifica ed insegnamento che solo un operatore di sicurezza e/o di giustizia esperto e ben formato può consegnare ed insegnare, traendo dalla propria esperienza professionale come dai propri studi il pane quotidiano per cervelli di aspiranti cittadini quali eravamo a quel tempo:

questa dovrebbe essere la maturità scolastica ricercata nelle selezioni degli insegnanti come degli alunni che ne chiedono ed ottengono la certificazione su di un diploma, poiché saranno essi stessi insegnanti che devono creare, stimolare ed educare quella mLa Sicurezza, come la Democrazia, nel suo complesso non è un valore assoluto che esista in naturaaturità, umana e scolastica.

Come si può ben vedere, il progetto complessivo è ardito e complesso, originale e innovativo nel sistema italiano, e si muove in un settore nel quale ogni movimento ha addosso migliaia di occhi indagatori e interrogativi, nel perenne sospetto pregiudiziale che, la sicurezza privata sia oggetto di probabili distrazioni e tentazioni di tipo anche politico, imprenditoriale, e dell’anti-stato mafioso.

In effetti la regola prima della sicurezza è e resta il controllo.
Ed ancora il controllo.
E il ricontrollo.

Ma quel controllo lo si può ottenere e conservare, anche in uno scenario così innovativo:

non dobbiamo temere di cambiare per timore di sbagliare, ma dobbiamo cambiare nella certezza che, se qualche errore che possa essere commesso, questo debba essere prevenuto, rilevato e corretto.

E se fossero coloro che hanno fatto questa esperienza sul campo e coloro che studiano e ricercano le soluzioni da proporre a insegnare insieme, per usare il meglio della esperienza e della teoria?

Non sarebbe meraviglioso unire esperienza pratica e ricerca scientifica?

Questo è un progetto che trova molti aspetti di interesse, anche economici e finanziari.

La Cittadella della Sicurezza eroga servizi, a pagamento, per la formazione delle polizie locali, comunali e provinciali, oltre che per le guardie particolari giurate e gli istituti di vigilanza, ma per farlo, deve offrire servizi a 90 gradi nel settore della sicurezza, come nel caso ancora inesplorato degli investigatori privati autorizzati a raccogliere e riprodurre prove in un processo.

Anche qui, gli aspetti dell’accesso, della formazione e della funzione di questo della sicurezza devono essere potenziati, aggiornati, migliorati, sicuramente.

Visto soprattutto l’incredibile successo che le investigazioni hanno in tutto il mondo, nella proiezione mediatica dei processi che hanno grande risalto nella opinione pubblica sino alla fiction, che tra criminalità e sicurezza fonda la stragrande maggioranza delle produzioni televisive e cinematografiche.

Quante volte, assistendo ai dibattiti televisivi, a quei talk show che si avventano come vampiri sui casi di sangue balzati alle cronache nazionali, quante volte la vostra professionalità ha gridato vendetta di fronte alla professionalità di questi santoni televisivi autocertificati delle indagini?

E non è forse la mancanza di una formazione dello studio del crimine alla base di certe esaltazioni televisive senza alcuna certificazione di professionalità, salvo quelle professionalità che questi mostri della criminologia mostrano orgogliosamente appese dietro alla loro scrivania, attestazioni e certificazioni che parlano tutte la lingua americana?

E noi italiani dovremmo andare in Francia ad imparare l’anti-pirateria e in America ad imparare a fare indagini, sia pubbliche che private?

E siamo noi italiani da meno dei francesi e degli americani?

Ed è meno l’Università di Foggia di quelle di Padova e di Bologna che dispongono di corsi di studio e dipartimenti orientati allo studio specifico della criminologia e della sicurezza?

Non siamo noi in grado di costruire un centro di studi della sicurezza e del crimine (anche mafioso), qui e adesso, a Foggia, in Puglia, in Italia?

Io credo che sia venuto il momento di mostrarci in grado di affrontare queste sfide.

Immaginate un sito dei talenti della criminologia in questa cittadella, formati da chi ha svolto sul campo le indagini e chi queste indagini le insegna sotto il profilo tecnico-universitario.

L’esistenza stessa di questa cittadella richiamerebbe da tutto il paese ed ben oltre, le migliori professionalità, esperienze e scienze universitarie del settore, certamente.

La presenza di una erogazione di servizi per la sicurezza di questo tipo diverrebbe punto di riferimento per molte e lucrose attività formative, lucro che servirebbe a pagarne i costi.

E se i proventi per il mantenimento di queste attività si dimostrassero insufficienti, si potrebbe pur sempre ricorrere ai finanziamenti che la Unione Europea riserva alla formazione professionale.

Come pure, in presenza di corsi di studio formativi ad hoc, gli enti locali come i privati potrebbero mettere a disposizione delle borse di studio e dei premi in danaro in favore di chi scegliesse determinati percorsi formativi che potrebbero trovare nelle loro tesi di laurea elementi di analisi del territorio e raccolte di dati utilissimi in prospettiva alle esigenze dei nostri progetti.

Senza parlare della possibilità di offrire determinati servizi (a pagamento) formativi di preparazione ai concorsi per vigile urbano e poliziotto municipale ai privati che volessero affrontare preparati detti concorsi o la selezione per un posto di lavoro da GPG.

E se un cittadino che fosse uno studioso amatoriale della scienza della criminologia volesse partecipare a dei corsi (a pagamento) organizzati ad hoc, perché non offrirne?

L’integrazione di questa scuola con il sistema universitario sarebbe di grandissima utilità, non solo finanziaria, ovviamente, laddove altri percorsi formativi potrebbero rispondere alle esigenze di operatori della sicurezza e della giustizia.

E che dire della assoluta mancanza di analisi, studi, ricerche e insegnamenti scolastici, scientifici ed universitari nel merito delle organizzazioni criminali, sia comuni che mafiose?

Con quale dignità possiamo affermare che non esista un solo studio scolastico e/o universitario, anche solo economico e finanziario, che pubblichi i risultati di studi dell’impatto del fenomeno mafioso sulla economia locale, come pure del medesimo impatto nell’indirizzo politico, legislativo, giuridico e della pubblica amministrazione locale e non solo locale?

Come può una università formare avvocati che sono abilitati con agenti investigativi privati a ricercare e riprodurre prove in questi ambiti, a carico come a discarico, se nel percorso formativo, professionale ed universitario di quei cittadini che svolgono e sono autorizzati a svolgere queste professioni non vi è la sia pur minima traccia di studi e analisi del fenomeno criminale e mafioso nella realtà nella quale andranno ad operare?

La ricerca scientifica universitaria non può dimostrare di essere priva di un dibattito interno e di uno studio appropriato nella deficienza legislativa del reato di comportamento mafioso, reato che in Italia viene incredibilmente perseguito dalla legge solo sotto il profilo associativo?

Cosa ne è di quelle scuole di pensiero universitario che hanno cambiato il corso della storia umana modificando il pensiero dei legislatori di tutto il mondo?

Mentre dobbiamo invece subire l’obbrobrio giuridico della fattispecie del concorso interno e del concorso esterno al reato associativo mafioso proprio per sopperire alla mancanza di una fattispecie regolamentata, prevista e punita del reato di comportamento mafioso?

E tutto questo perché si teme una eccessiva discrezionalità del giudice naturale nel punire il reato mafioso, quando è proprio l’università che forma i futuri giudici ad avanzare dubbi di questo genere?

Da un assurdo giuridico, deriva sempre un guadagno per l’anti-stato ed una perdita di dignità, di autorità, di autorevolezza e di forza dello stato.
Giudici anti-mafia si nasce, si diventa con l’esperienza o è meglio divenire tali passando attraverso una formazione degli studi e professionale che oggi si rileva solo nella esperienza?

Il crimine organizzato è un fenomeno ad altissimo impatto sociale, economico e statuale, essendo la peculiarità delle organizzazioni mafiose l’infiltrare il potere pubblico per abusarne in interessi illeciti, illegali e criminali.

E una tale perniciosa infiltrazione non può non essere affrontata che con il massimo della professionalità che è richiesta in casi come questi, professionalità specifica che oggi è totalmente assente dai testi e dagli insegnamenti scolastici ed universitari.

E se le scuole e le università della sicurezza interna ed esterna per gli operatori della sicurezza pubblica esistono, soprattutto in ambito militare, perché non dovremmo rispondere all’aggressione mafiosa anche sotto l’aspetto civile?

Un avvocato, un giudice, un agente investigativo privato non devono essere preparati al meglio per il contrasto al crimine e la difesa e la tutela giudiziaria della società civile dal degrado e dal disagio
creati ad arte dalla criminalità organizzata?

Ovvero dobbiamo rassegnarci a regalare i migliori ingegni professionali alle organizzazioni mafiose che risultano essere, specie in questi tempi di crisi, le uniche forze economiche capaci di soddisfare le parcelle di avvocati e investigatori privati, come pure la subdola corruzione burocratica, politica e giudiziaria?

Oppure rassegnarci al loro rifiuto del sistema, alla fuga dei cervelli, alla pervasiva e maligna desistenza dalla partecipazione democratica dei cittadini, ad una fuga generalizzata che sta ammazzando il paese reale e lo stato di diritto e di fatto, il nostro futuro e quello dei nostri figli?

Dobbiamo veramente continuare a credere che una laurea conseguita in questo sistema e a queste condizioni abbia valore legale e un Quoziente Intellettivo non debba trovare alcun riconoscimento e darsi a precipitosa fuga per dar spazio e forza all’anti-stato?

Un sistema stato si valida, cresce e si consolida proprio nel riconoscimento dell’ingegno:

non possiamo né dobbiamo pensare si validi nella autoreferenzialità del dogma dei piccoli orticelli intoccabili, quelle metastasi maligne della democrazia contemporanea che selezionano verso il basso l’accoglienza di quei soggetti che entrino nel nostro paese in fuga dalla miseria e dalla guerra portando con se alcun valore aggiunto e nessun know how e mettono in fuga morale e/o materiale dal sistema i cervelli più intraprendenti, le migliori braccia e le migliori gambe per salvaguardare il sicuro futuro degli eredi delle baronie anti-democratiche, quelle ingorde, cieche ed egoiste testimonianze di appartenenza ad uno stato di cui sono sicura morte e distruzione.

No, non è questa la civiltà che ci condurrà al benessere, questo fatto deve essere molto chiaro:

da questa condizione di povertà, da questa condanna di miseria, da questo regime di autoreferenzialità che conduce ad un mortale immobilismo o ci si salva tutti insieme, o non si salva nessuno, poiché esso mette in pericolo la coesione sociale e la sicurezza sociale dei cittadini.

E senza benessere, senza valore aggiunto, non vi è patto sociale che tenga, non esiste dogma assoluto che imponga la salvezza di chi non fa nulla per salvare il suo simile, senza guardare alla possibilità che le capacità del proprio simile possano mettere in forse il futuro benessere personale e famigliare di chi decide, di chi sceglie, chiuso in formazione di casta corporativa che rifiuta di unirsi alle altre forze sociali per accrescere libertà, sicurezza, giustizia, democrazia, benessere e ricchezza.

Dobbiamo assolutamente uscire da questo regno del terrore che immobilizza l’esercizio del potere pubblico nella continuazione del potere per il potere, della propria salvezza al costo della distruzione totale, quando si ha la presunzione di essere troppo grandi per essere in quel totale e in quella distruzione socio-economica che attende annidata nel nostro futuro prossimo.

E allora mi domando e vi domando:

perché e per chi non esistono percorsi formativi che contribuiscano ai compiti in oggetto?

Perché ci alieniamo la possibilità di crescere?

Cui prodest questa re(s)pubblica viziosa?

È mia convinzione profonda che questi progetti ed altri così sommariamente su esposti siano la risposta perfetta alle esigenze della realtà italiana e so con certezza che la loro complessità ed il loro investire numerose e diverse amministrazioni pubbliche mette in ulteriore difficoltà la loro realizzazione.

Ma basta questo motivo per non provarci?

Basta questo per guardare ai nostri figli e poter dire:

noi abbiamo fatto di tutto, tentato ogni strada, percorso ogni stretta via per lasciarvi un mondo migliore di quello che abbiamo ereditato?

E allora, se basta, non ho altre parole da scrivere e non devo insistere oltre.

La mancata partecipazione civile, l’alienazione sociale, l’abbandono scolastico, la mancata formazione dei cittadini e la TV educativa.

In ultimo ecco il progetto della TV della Legalità.

Accedere al mondo dei giovani per educare alla legalità è cosa importante e lo dimostrano gli sforzi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza in questo senso, nell’incontrare i giovani nelle scuole, sensibilizzarli alla legalità, condurli per mano verso la costruzione di una società civile, economicamente civile, politicamente civile.

Il modo di entrare in contatto con i giovani di oggi è sempre istituzionalizzato, per queste forze di polizia, come è giusto che sia.

Io penso alla realizzazione di una Web-TV che sia facilmente accessibile online, che sia costruita con tutti i termini tecnici della tv tradizionale, ma che nell’interfaccia, si dimostri gradevole per i giovani e di giovanissimi.

La vista di una divisa può (purtroppo) spaventare, specie quando l’hai sentita sporcare delle imprecazioni ricorrenti di un amico odi un parente che “militi” dalla parte sbagliata della società.

E allora, niente di meglio che mitigare il messaggio ben deciso e determinato della legalità attraverso altre forme fenomenologiche.

Un cartone animato, per esempio:

ecco la giusta interfaccia per attrarre i giovani moderni.

E se esistono scuole pubbliche e private che formano i giovani foggiani al disegno, alla animazione, al morphing, alla meccatronica, alla informatica digitale, ecco, perché non coinvolgerli in questa TV sperimentale che interfacci i giovani attraverso realizzazioni dei … giovani?

Perché non approfittare della occasione per la creazione di quel famigerato ponte che manca tra formazione scolastica e universitaria e mondo del lavoro?

E perché non usare questo gradevole e condiviso contenitore, interfacciato in una chiave ironica come quella di un cartone animato per passare i messaggi di educazione alla legalità e coinvolgere la cittadinanza futura in questo contenitore, nella sua realizzazione?

Perché non usare un mezzo così penetrante per costruire un nuovo rispetto per la società, per le persone, per il patrimonio pubblico e privato, per la legalità, per la divisa degli operatori della sicurezza pubblica (e di conseguenza, anche privata)?

Perché non inserire nel bel mezzo della società foggiana (e non solo, il web, oltre a ridurre i costi di una TV, non ha limiti territoriali) un elemento di ascolto e di diffusione, per analizzare e meglio comprendere quali risposte offrire e in che direzione indirizzarle nel contrasto al disagio giovanile?

Sicurezza, Giustizia e Legalità devono essere pillole appetitose per i nuovi giovani, dobbiamo reclutarne il più gran numero possibile per opporci con la forza dei numeri alla illegalità diffusa, specie se siamo leali servitori del giuramento di fedeltà alla repubblica democratica, democrazia che corre il rischio concreto e reale di venire trasformata in una repubblica democratica delle mafie.

Perché le mafie reclutano cittadini al fine di raggiungere il potere pubblico attraverso il metodo democratico dei numeri, del consenso democratico, della delega parlamentare.

E se esse prevalgono sulle imprese sane approfittando della crisi e prevalgono sullo stato erodendo dal basso il consenso alla democrazia come concetto di inciviltà e non di civiltà, non abbiamo noi il dovere assoluto di opporre uno strenuo contrasto a tale scopo diabolico?

E “travestire” i messaggi educativi e formativi nelle vesti di un cartone animato molto sociale come può essere per esempio il modello di un “Simpson”, con linguaggio e retaggio che è famigliare all’utente finale, potrebbe essere la chiave migliore per educare, formare e prevenire un tale capovolgimento democratico dello stato, per farsi ascoltare dalle nuove generazioni?

Formare contemporaneamente i cittadini ed i lavoratori del futuro, non è questa la via migliore che possa percorrere una comunità nel suo cammino verso la civiltà?

Ecco esposto a grandi linee un progetto di formazione professionale importante, articolato, complesso, fondamentale.

Ho coscienza della immensità e della difficoltà del progetto, ma sono anche convinto che un atteggiamento pragmatico rispetto a queste cose sia sempre la strada miglior e per il successo.

I grandi progetti umani si realizzano un pezzo alla volta, mettendo un passo alla volta.

L’importante è mantenere giusta la direzione, giusta la marcia, ben centrato l’obiettivo strategico, il fine ultimo e primo di questa lunga (e me ne scuso) audace, sentita ed emozionata proposizione, ma non per tutta questa animosità, irragionevole.

Ho tentato in queste righe di descrivere sommariamente i punti di criticità e le esigenze che originano un tale piano per la sicurezza, la giustizia e la democrazia, non solo locale, come pure gli scopi, i fini e gli obiettivi finali.

La base fondante ed il filo rosso che collega tutte queste attività è una rinnovata educazione alla legalità economica, alla legalità giuridica, alla legalità civile, politica e sociale ed il voler impostare e fondare queste attività proprio qui a Foggia, nel sud, ha il sapore del creare una linea di frontiera immaginaria al mondo della illegalità diffusa, della malavita e del crimine come modello di riferimento sociale e dei comportamenti mafiosi come stili di vita accettabili, rispettati e riconosciuti, proprio a partire da dove essi si fondano ed hanno radici profonde.

In ultimo, mi domando e vi domando:

quale diritto abbiamo come foggiani di chiedere l’istituzione in loco di un ente come quello che tutela e vigila sulla Sicurezza Alimentare, quando non siamo stati nemmeno in grado di lanciare chiari e concreti segni di amore, passione e condivisione nel nostro quotidiano per il vero senso della sicurezza e della coesione sociale?

Ringraziando per l’attenzione e la pazienza e restando di un Vostro Cortese Riscontro, auguro a Voi un buon lavoro.

Cordialità.
Lì, Foggia, 8 marzo 2014
Gustavo Gesualdo

PS
Uno dei progetti che sono alla base di questa strutturazione in risposta alla domanda di sicurezza è quello da me denominato Urban Scout, che impegni una o più associazione di volontariato ad affiancare i nonni vigli all’ingresso e all’uscita degli alunni dalle scuole e conseguentemente alleggerire il compito della locale polizia municipale, che potrà impegnare meglio e altrove le proprie forze per compiti di istituto.
A loro volta, se la polizia municipale riprende la propria posizione e la mantiene (si spera), Carabinieri e Polizia potranno a loro volta abbandonare i compiti che svolgono al posto della municipale e impegnare a loro volta altrove e meglio le proprie forze per compiti di istituto.
Come vedete, la filiera della sicurezza appare perfettamente agli occhi di un osservatore attento.
Nella mattinata, i volontari dovranno in gruppo recarsi presso le abitazioni delle persone che vivono sole e sono in condizioni di bisogno, qualunque bisogno.
Si controlla lo stato di salute, si chiede se si ha bisogno di qualcosa (medicine, spesa, aiuto, contatto con famigliari o istituzioni).
Immaginate questi ragazzi in shorts che attraversano la città, e ne coprono il territorio in ogni quartiere, in ogni parrocchia (a tal proposito vorrei coinvolgere i parroci della città).

Questo progetto sarebbe (forse) servito a prevenire la tragedia (annunciata) della esplosione del palazzo di Via de Amiciis, 22.

Un altro progetto era quello di fondare una Web Tv, realizzata come tutte le canoniche tv, ma con interfaccia realizzata in cartoni animati, per avvicinare il mondo dei giovani e dei giovanissimi e contrastare l’abbandono scolastico e il reclutamento nell’anti-stato della illegalità diffusa. Il coinvolgimento è sia in entrata che in uscita, poiché intendo coinvolgerli anche nella Tv, con programmi di formazione professionale VERA, in modo da assicurare uno sbocco nel mondo del lavoro, quello vero, non quello nero.
Questo è un progetto originale:
non ne esiste uno simile in tutto il mondo.

Eppure, non sono riuscito a trovare una sola persona che collaborasse anche solo nella pianificazione e redazione di questi progetti, figurarsi nella loro realizzazione.

Al più, ho ricevuto ammiccamenti ad aderire a questa o quella figura o parte politica.

Sono stato sconfitto.

Siamo stati sconfitti.

Ma a me, questa sconfitta, pare piuttosto un suicidio che un omicidio o un evento casuale.

Ognuno è responsabile del proprio destino.

Ed io ne ho le scatole piene di essere da solo a volere cambiare questo paese che non vuole affatto cambiare.

E non posso fare io gratis quel che altri son pagati e predestinati per fare.

Riflessioni a tastiera aperta – 5 novembre 2013

martedì, 5 novembre 2013

In Italia il conflitto di interessi è sempre quello degli altri, mai il proprio.

Spending Review?
Dove tagliare?
La casta sa benissimo dove, è che non vuol perdere voti, consenso e potere da abusare.
Il problema è la democrazia: se governi bene ti cacciano.
Se governi male metti radici nelle poltrone del potere.
Sarete liberati solo da una dittatura pura e dura, durissima, che faccia quel che questi smidollati “democratici” non hanno il coraggio di fare.

Beh, gli ingredienti per un bel casino, ci sono tutti in questa Italia insicura.
Troppa indulgenza nei confronti di chi delinque se non una vera e propria istigazione a delinquere da parte di uno stato che rischia veramente di dissolversi nel suo incredibile ed inaccettabile immobilismo politico ed insabbiamento prescrittivo giudiziario.
Fate vobis.

Non mi scorderò mai e poi mai la frase di un operatore ecologico di Varese.
Ogni mattino lo incontravo sotto casa.
Lui che puliva ed io che rientravo da una notte faticosa di lavoro da guardia giurata.
Ogni mattino ci salutavamo solo con lo sguardo.
Ma quel mattino, lui mi guarda e mi dice:
certo che se non ci fossimo tu ed io a fare pulizia, la città sarbbe sommersa dai rifiuti.
Lì per lì gli consegnai un sorriso e basta.
Poi, a freddo e davanti ad una tazza di caffè bollente (la notte in inverno la temperatura lì scendeva anche a meno 15 o meno 20), ho ripensato alla sua frase.
Un genio che aveva capito tutto della vita.
L’importante è essere puliti e fare pulizia.
Ogni giorno.

Il problema non è tanto quello delle dimissioni (doverose) di un ministro della giustizia (cancellieri) che ha tradito il suo giuramento di fedeltà alla repubblica (prestato al capo dello stato che tace consapevole e colpevole) abusando il potere pubblico rivestito per questioni personali, quanto il fatto che, codesta minestra, sia ancora lì e non in una cella di un carcere o davanti ad un plotone di esecuzione a pagare il fio del tradimento.
Ohps, non era minestra, ma ministra.
Che poi è sempre la stessa minestra.
Va bene anche così:
visto che lo stato italiano si permette di non rispettare i cittadini italiani, i cittadini italiani potranno anche permettersi di non rispettare lo stato nelle persone di chi lo rappresenta (malissimo) e di chi lo sgoverna.

Io sarei bugiardo ed ignorante?
Goffa cicciona tracotante, te hai tradito il giuramento alla repubblica.
In altri tempi questo lusso si pagava con la vita.
Oggi accontentati di sparire dalla scena, per sempre, con la tua inutile e arrogante famiglia di inetti strapagati.

alsa e ignorante ci sarà lei che è intervenuta indebitamente ed abusando del potere pubblico da lei rivestito per salvare dal carcere persona a lei nota, conosciuta e frequentata, di cui si recita “amica”, persona che rappresenta un gruppo che ha dato incarichi milionari al suo figliolo, salvo maledire il giorno in cui hanno incontrato un inetto ed un incapace assai costoso come si è dimostrato suo figlio.
Lei è quanto di peggio la politica italiana si possa augurare.

Se avete deciso di lasciare la cloaca idagliana alla ricerca di un futuro migliore, seguite il consiglio di imparare almeno una lingua straniera che lo stato italiano non vi ha insegnato per non darvi la conoscenza e la coscienza della civiltà umana oltre la cloaca.
Fuggite, sciocchi!

Un terrorista nero fa strage in Norvegia e le autorità nascondono la sua origine e la sua religione, classificandolo solo come “straniero”.
Ci sono persone come Breivik che fanno paura anche dalla cella di un carcere.
Ma dalle testimonianze dei vigli del fuoco intervenuti per primi (inizialmente si allarmava per un incidente stradale) ecco emergere che lo straniero è di COLORE.
Nel 2003 sulla stessa linea tra Valdres e Oslo, un etiope assassinò l’autista di un autobus dopo aver ucciso un richiedente asilo in un centro d’accoglienza locale.
Fu internato in un ospedale psichiatrico.
Adesso capisco perché le autorità norvegesi hanno tentato in ogni modo di far passare Anders Behring Breivik per quello che non è, ossia un pazzo.

Gorbaciov con la sua Glasnost e la sua Perestroika è stato fermato dalla burocrazia:
non ha potuto far nulla, cambiar nulla.
E il sucessore del soviet supremo è stato proprio il più potente burocrate sovietico:
Putin il capo del KGB.
Non muovi nulla, non fai nulla nel solco della politica in Italia se vuoi il cambiamento, se vuoi le riforme e le liberalizzazioni perché hanno fatto in modo che tu non possa far nulla in questo paese anormale e mafioso, nemmeno se vinci le lezioni e diventi il primo partito, come è accaduto al M5S di Beppe Grillo:
primo partito italiano e attaccato dai servizi segreti, dalla burocrazia e dalla politica a tutto spiano.
Non serve, non basta.
Ma io non mi arrendo:
di me avranno le ossa, solo quelle.
La mia anima non l’avranno mai.
E andiamo avanti, sempre avanti.

Io li ho contattati (volontariamente) e poi incontrati (casualmente) quelli dell’anti-antiracket del territorio foggiano.
Mi sono messo a disposizione.
Sai cosa mi hanno detto?
Stiamo cercando operatori economici …
Capito l’antifona?
Già fanno la ressa e il spingi spingi per le poltrone che ancora non ci sono, non sono ancora nati e già fanno selezione all’ingresso per mantenere basso il profilo e assicurarsi un posto al sole.
Ma io avevo dato la mia disponibilità e non avevo chiesto nulla in cambio.
E con questo ho detto tutto.
Chi legge può darsi le risposte del caso.
Fatelo leggere anche a Tano Grasso, così comincia a capire cosa significa operare a Foggia, mettere a disposizione la propria persona e il proprio tempo, anche a fin di bene e con una buona dose di umiltà:
volontariamente.
Pare che ti caccino a calci invece di accoglierti.
Ma non è una novità.

La Puglia è stata tradita, abusata, violentata, avvelenata.
E noi pugliesi dovremmo credere che la mafia abbia avvelenato la nostra terra senza che imprenditori e politici pugliesi nulla sapessero?
Impossibile.
Impossibile che i politici finanziati dalla famiglia Riva non sapessero che gli altoforni dell’acciaieria ILVA di Taranto bruciavano rifiuti tossico-nocivi.
Impossibile che i politici non sapessero in località Giardinetto in a Foggia si formasse la più grande discarica abusiva di rifiuti tossico-nocivi d’Europa.
Impossibile che i politici non sapessero che le terre intorno a Casarano venivano utilizzate per nascondere enormi quantità di rifiuti tossico-nocivi.
Impossibile che nessun politico abbia notizia di ben sei grandi navi mercantili affondate con il loro carico di fusti tossici al largo del Gargano.
Impossibile che nessuno sapesse, che le autorità non sapessero, che la politica pugliese e italiana non sapesse, impossibile che gli organi deputati alla vigilanza, alla sorveglianza e all’ispezione sanitaria non sapessero.
Questo è un crimine inaudito che ha ucciso madre terra Puglia per decenni se non per secoli e secoli.
Non vi sembra abbastanza per dire basta?
Non è questo stupro plurigenerazionale il motivo di una ribellione aperta allo stato delle mafie che non vede mai nulla, non sente mai nulla, non sa mai nulla?
Guardate alla vostra coscienza e riflettete.
E guardate anche i vostri figli, negli occhi, e dite loro che la loro terra è stata irrimediabilmente avvelenata, come il loro già incerto futuro.

Un rapporto ufficiale europeo accusa l’Italia di aver affidato i finanziamenti europei per la ricostruzione post terremoto (mai avvenuta, peraltro) di L’Aquila alla criminalità organizzata (organizzazioni politico-imprenditoriali mafiose).
L’Unione europea ha stanziato 493,7 milioni di euro per la ricostruzione dell’Aquila ma gran parte dei soldi la casta politica li ha messi in mano alla criminalità organizzata attraverso appalti gonfiati e tangenti.
Se fossimo in Giappone, ministro dell’interno e della giustizia si suiciderebbero.
Ora, senza versare sangue:
quale pena sarebbe giusta per il tradimento dello stato in funzione delle mafie?
Ennesimo scandalo alla luce del sole di un paese che affonda inesorabilmente nel fango.

Il clan dei napoletani nelle istituzioni vince ancora.
Chi ha responsabilità nello scandalo ultradecennale della monnezza napoletana che ha distrutto il buon nome dell’Italia e dei prodotti Made in Italy nel mondo?
Nessuno!
La (in)giustizia idaliana grazia tutti gli attori ed i responsabili primari nella pubblica amministrazione (da bassolino e jervolino in giù):
nessun fatto è andato in prescrizione ma per i giudici italiani la monnezza napoletana è un fatto che non sussiste.
Tutti assolti con formula piena.
Scandalo vergognoso.
E voi ancora credete che questo non sia uno stato criminale, crimonoso, criminogeno, assai corrotto e mafioso?
Solo una dittatura salverà (forse) questo paese da una sanguinosa e violentissima guerra civile.

Fabrizio Quattrocchi, pur non essendo un militare ma solo un privato cittadino italiano qualunque resta il miglior esempio di valore civile e militare contemporaneo che questa Italia possa vantare.
Altro che i due idioti spara-pescatori-indiani-scambiati-per-pirati-somali.
Militari selezionati con il metodo della raccomandazione politica.
Ed i risultati si vedono tutti.

Solo 150 miliardi di evasione fiscale?
No, siete male informati in quanto solo la ‘ndrangheta genera volumi di affari che si stimano oltre i 100 mld annui, affari che non transitano nelle dichiarazioni dei redditi.
La corruzione, che ovviamente evita anch’essa il transito nelle dichiarazioni dei redditi solo nel 2012 ha dato un +70% (circa) come risultato rispetto all’anno precedente.
I vostri dati non tengono nemmeno conto dell’usura che gravita attorno ai 50 mld annui di volume d’affari sottratto al fisco e il racket delle estorsioni, pari all’usura, più o meno.

Il paese del vomito, della nausea e della diarrea, l’Italia è uno schifo di merda:
per evitare un colpo di stato dell’esercito la casta privilegia i soldati con un fiume di danari pubblici proponendo di mandarli in pensione a 50 anni.
Che dio vi stramaledica la casta politica e istituzionale italiana, assai corrotta e mafiosa:
pena di morte per il tradimento del giuramento di fedeltà e lealtà alla repubblica.

A Foggia la sera i parcheggiatori abusivi (spesso pregudicati) dilagano occupando i parcheggi comunali (lasciati aperti ed incustoditi come nel caso de La Maddalena) ed estorcendo danari non dovuti ai cittadini.
Cosa fanno al comune e perché lasciano aperti e incustoditi i parcheggi?
Cui prodest?

Voglio l’istituzione del reato di Eterofobia:
gli omosessuali attaccano quotidianamente la normale eterosessualità bollandola come razzista.
Io dico che i razzisti sono e loro e chiedo l’istituzione del reato di Eterofobia.

Ancor oggi vi meravigliate che il problema dell’Italia sono gli idagliani, il problema della Sardegna sono i sardi, il problema del meridione sono i terroni ed i mafiosi?
Minchia che ritardo mentale che avete.
Altro che cervelli in fuga:
fuga e basta!

La storia si ripete, inesorabile.
Prima i tentativi di delegittimazione di Alba Dorata.
Poi nuove elezioni per fermare con i brogli elettorali l’avanzata di Alba Dorata al governo della Grecia, così come vuole il popolo greco.
Poi le intimidazioni, gli arresti, le indagini falsate, le prove procurate.
Oggi, infine, inizia la guerra civile greca.
E c’è qualche povero deficiente che dirà che sono stati quelli di Alba Dorata a iniziare questa guerra.
E’ la storia baby, la storia che torna e si ripete, quella storia che avete cancellato dai libri e che adesso torna per farvi un mazzo pazzesco.
Avete finito di tutelare mafiosi, criminali, viziosi e corrotti.
La storia vi ha trovati:
arrendetevi e prendete la vostra giusta punizione.

vendola accusato di aver coperto il danno ambientale e la conseguente strage di pugliesi provocati dalla acciaieria ILVA alla cittadinanza e al territorio pugliese e tarantino?
Alla fine vendola si è dimostrato per quello che è:
un comunista come voi comunisti o ex tali.
Siete patetici e perderete come avete sempre perso nella storia di questo paese, sia in guerra che in pace, sia in dittatuta che in democrazia.
Siete solo degli insicuri che terrorizzano per prevalere.

napolitano e cancellieri tradiscono lo spirito della repubblica, della democrazia e della costituzione:
devono essere allontanati immediatamente dal potere pubblico istituzionale

E vaaaiii con le telefonate per scarcerare gli amici che assumono i proprio figli a suon di milioni di euro, e vaaiiii con l’indulto, l’amnistia per chi andava in giro armato a fare furti e rapine, a corrompere e usurare, ricattare e tradire il giuramento di fedeltà alla repubblica, e vaaiiii a chiedere la fine delle morti bianche e del lavoro nero se poi si chiede l’amnistia o l’indulto per i reati come la mancata assunzione che verrebbero cancellati dalla amnistia stessa.
E vaaaaiiii !!!!
Good Morning, Italiam!

Tae Kwon Do Uber Alles
Io lo inserirei questa disciplina come materia obbligatoria di insegnamento nelle scuole italiane:
due ore al giorno, tutti i giorni.
Poi vediamo gli arroganti ed i mafiosi come se la cavano con la loro panza da deficienti senza palle e senza un’arma da fuoco in mano.

maurizio ricci nuovo rettore dell’università di Foggia?
Un uomo che si è speso parecchio per impedire le riforme che urgono al paese e che penalizzerebbero i privilegi della casta.
Premiato dalla casta in questo modo.
No, questa non è la mia Italia.
Voi non siete miei concittadini.
Non siamo simili.
Non ho nulla da imparare da voi.
E ne sono orgoglioso.

Solita mattinata in Via Galliani a fare ginnastica e raccogliere l’immondizia che nessuno raccoglie.
Vado in Villa comunale a lavare le mani sporche dalla raccolta di rifiuti.
La guardia mi dice: in villa non si va in bici.
Scendo immediatamente. Dopo un minuto uno scooter entra in villa dal passaggio pedonale, la percorre per l’intera metà, passa davanti alla guardia che resta in silenzio e va a parcheggiare vicino al boschetto in fondo.
Guardia? Vaffanculo a te e quel cretino che ti paga lo stipendio.
Torno a casa e trovo sul marciapiede di fronte al mio portone un improvvisato mercato delll’usato che ha occupato circa venti metri sui due lati del marciapiede.
Eh no, stavolta non chiamo un cazzo di nessuno, né polizia municipale, né protesto, né telefono al comune, né segnalo la cosa:
non faccio un cazzo di niente.
Voglio proprio vedere cosa fanno gli altri cento e passa mila foggiani di sta minchia senza il solito rompicoglioni che tenta di mantenere decorosa e pulita (in tutti i sensi) la città di Foggia.
Io per oggi, ne ho le palle piene:
vieni avanti cretino oppure tieniti l’ennesimo mercatino abusivo.

Io credo che i tempi siano maturi per un ritorno al vero e al giusto, all’onore e alla fedeltà, alla lealtà e alla democrazia vera, realizzata e compiuta.
Ma prima, occorre fare pulizia, premiare chi ha difeso lo stato oltre se stesso e ben oltre coloro che lo rappresentano indegnamente e punire duramente chi ha abusato del potere pubblico in contrasto alla tutela e alla difesa degli interessi del popolo sovrano e dello stato.

Gli indiani vanno su marte, gli italiani vanno all’inferno.
E c’è qualcuno in idaglia che crede ancora gli indiani un popolo arretrato: arretrati saranno i due idagliani che hanno ucciso due inermi pescatori indiani scambiandoli per agguerriti ed armati pirati somali, semmai.

Mi trovo nella sempiterna condizione di isolamento di chi ha ragione in Italia:
odio le mafie finanziate dai fumatori di droghe leggere di sinistra, odio le mafie che infiltrano lo stato ed abusano del potere pubblico ed odio le mafie che piegano gli imprenditori di destra ai loro ricatti.
Sono solo, ho ragione, ma sono solo.
Ma sapete cosa c’è di nuono?
Che Me Ne Frego!
E andiamo avanti, sempre avanti!

Tocchi napolitano e salta su letta, tocchi letta e salta su berlusconi:
abbiamo trasmesso le larghe intese della casta politica idagliana.

Voglio la pubblicazione delle intercettazioni che hai fatto distruggere, napolitano.
Ma con chi credi di avere a che fare?
Con degli idioti?
Beh, sì, certamente: se ti abbiamo mantenuto a vita senza farti mai lavorare un solo giorno per mangiare, per questo siamo stati degli idioti.
Ma te devi rendere pubbliche le intercettazioni che hai fatto distruggere.
napoli: ‘cca nisciuno è fesso!

kyenge: tra i ministri più contestati della repubblica italiana:
odia gli italiani e gli italiani la odiano.
Un sentimento reciproco.

Non vi piace questa accoglienza?
Tornatevene da dove siete venuti!
E non dimenticate di portare con voi la vostra tubercolosi!

Abbiamo un capo dello stato napoletano che faceva la cresta sui rimborsi spese europei e un ex preier che ha messo nelle mani delle mafie i finanziamenti europei destinati alla ricostruzione post terremoto dell’Aquila:
io mi vergono profondamente e chiedo scusa a tutti i fratelli europei.

Ma tu guarda quanti danari degli italiani gettati nel cesso:
droni spia usati per intercettare … scafisti.
Ma cosa state facendo, idioti!

In idaglia chi ha ragione ha sempre tutti contro: ecco perché non si può cambiare il paese attraverso il consenso democratico, che premia solo corruzione, vizio e mafia, ma solo con il dissenso di una durissima dittatura che metta in ordine ogni cosa. In idaglia la maggioranza degli idagliani è mafiosa, corrotta e viziosa.
E questo è un risultato certamente imputabile a quel simulacro di democrazia che abbiamo sinora dovuto sopportare e subire.
Senzadubbiamente.

hey, napolitano, boldrini, cancellieri, kyenge:
e chi paga i danni per il ritorno della tubercolosi in Italia importata dagli immigrati clandestini extra comunitari che vi piacciono tanto e che voi preferite al popolo italiano?
Vi darei tante di quelle legnate, razza di ignoranti idioti ed arroganti, ma tante di quelle legnate dopo una sonora ubriacatura di olio di ricino.
Ve la do io l’accoglienza, irresponsabili idioti senza cervello, ve lo do io lo svuota-carceri, ve lo do io l’indulto, ve la do io l’amnistia, ve la do io la grazia e l’estrema unzione:
venite qua, che ve la do io la politica!

In commento ad una lettera-sfogo di un Carabiniere
Non è facile essere un Carabiniere, specie in questi tempi di sfascio e degrado totale, di inversione dei valori, di squilibrio dei poteri, di grave disagio sociale, civico e civile.
Non è facile essere nemmeno un cittadino in questi tempi, quando bisogna dimostrare quell’attaccamento alla civiltà, alla giustizia, alla disciplina e all’ordine che tutti gli altri mostrano solo esternamente, tradendolo invece in ogni azione e parola della loro dissoluta vita.
Non è facile essere marito/moglie e padre/madre quando si sono presi impegni enormi con la propria coscienza suggellati in giuramenti pubblici o privati.
Non è facile essere uomini o donne in questi tempi difficili, quando il valore e la dignità della vita umana c’è chi lo vende per due soldi bucati ogni giorno.
Non è facile essere umani e il dissidio interno che ne deriva denuncia il grado di una irrimediabile ed insopportabile divaricazione tra l’essere e il dover essere, prevaricazione che, in un Carabiniere, raggiunge limiti invivibili.
Leggo questa lettera come una preghiera.
Sento questa lettera come un voto di obbedienza.
Condivido questa lettera come testimonianza umana di sofferenza silenziosa sacrificata sull’altare della fedeltà eterna.
La domanda successiva però è:
fedeltà a chi, fedeltà a cosa?
La risposta è personale, chiusa nel bocciolo di esseri umani che è dentro di noi sin dalla nascita, urlante dolore, anelante amore.
A ognuno di noi è affidato il compito di vivere in questa vita:
la differenza la fa il come.
Semper Fidelis

Questa democrazia è indecente ed inservibile.
Siamo in regime di sospensione degli istituti democratici:
uno stato di emergenza non dichiarato.

Ancora “le comiche” stamane in Via Galliani a Foggia dove il mezzo dell’AMIU lambisce i marciapiedi mentre i due scopini restano comodamente seduti sulle panchine con la scopa in mano a fissare il vuoto con lo sguardo.
Passo e li fisso con gli occhi, mi gratto molto vistosamente lì dove non batte (quasi) mai il sole e mi lamento della presenza di zecche, pidocchi e parassiti vari in giro.
E visto che anche stamane erano sporchi i marciapiedi dove molte persone svolgono attività ginnica mi sono armato di buona volontà, ho raccolto i rifiuti che qualche “buon foggiano” aveva abbandonato in giro e che qualche altro “buon foggiano” (benché pagato, retribuito, salariato, stipendiato ed assunto all’uopo) non aveva raccolto e li ho gettati negli apposti cestini (ci sono!).
Good Morning, Foggiam!

Vengo adesso da un convegno che doveva essere la presentazione di un libro di Mantovano ed invece si è tradotto in una analisi del fenomeno mafioso nella provincia di Foggia.
Il dottor Seccia (Procuratore di Lucera) con il dottor De Castris (Procuratore di Foggia) hanno bene illustrato la valenza dell’intervento dello stato sul fenomeno mafioso come pure hanno sottolineato (compreso l’intervento del prefetto di Foggia Dottoressa Latella) una certa assenza delle gente foggiana, dauna, garganica e della capitanata tutta nel contrasto quotidiano alle mafie e nelle scelte di vita quotidana avverse alle mafie e favorevoli allo stato.
Non conoscevo il dottor Seccia ed ho imparato oggi ad ammirare un uomo integralmente, professionalmente ed umanamente al servizio dello stato e contro il suo acerrimo nemico, l’anti-stato mafioso.
Tutta la mia solidarietà a tale uomo, tale giudice e tale fedele e sentito servitore dello stato.

Concordia, depone in aula lo stagista:
«Schettino ordinò di accelerare»
Pluriomicidio volontario, strage, omissione di soccorso:
fucilate schettino xche è ancora scandalosmente a piede libero, SUBITO!

Lettera all’ennesimo un giovane gay suicida
Ragazzo traviato, tu non hai capito un cazzo della vita, ma hai intuito qualcosa quando hai scritto che ognuno di noi deve fare i conti con i propri atteggiamenti e con i propri comportamenti.
E se i tuoi atteggiamenti e comportamenti personali ti hanno spinto al suicidio, sono cazzi tuoi che ti sei arreso alla realtà di non essere quello che avresti dovuto e forse anche voluto essere, ma qualcosa che tu per primo hai rifiutato di accettare arrendendoti al suicidio.
E se non ti accetti tu stesso, perché il prossimo tuo dovrebbe farlo?
Sei stato libero di scegliere, hai scelto ed hai capito di aver fatto la scelta sbagliata.
Perché la responsabilità delle tue scelte dovrebbe ricadere su altri che non le condividono?

Oggi in Via Galliani a Foggia era come vedere in tv “oggi le comiche”.
Un mezzo dell’AMIU con autista e due scopini a bordo “spazza” all’impazzata lambendo il marciapiede dx in direzione centro città mentre dall’altra parte scendono i due scopini e fan finta di pulire per una ventina di metri, poi risalgono sul mezzo e via a lambire con le spazzole il marciapiede. Risultato? Andate a vedere i marciapiedi: sporchi erano e sporchi sono rimasti. Dopo un po passa un mezzo degli ispettori AMIU e benché fossero in due, con i finestrini completamente abbassati e mi avessero visto richiamarli, tirano dritto mentre io in mezzo alla strada urlavo e fischiavo per richiamare la loro attenzione.
Gli scopini non lavorano e gli ispettori fan finta di lavorare.
Risultato: la città è sporca come la coscienza di chi prende lo stipendio per tenerla pulita e fa solo finta di farlo, nella complicità di chi dovrebbe vigilare.
Se volete ho i filmati con la sporcizia lasciata in loco.

Gli americani hanno spiato 46.000.000 di telefonte in Italia in un solo mese.
Chissà che non abbiano le prove per mandare alla fucilazione i politici italiani che tradiscono quotidianamente le istituzioni.
Vuoi vedere invece che quelle intercettazioni illegali gli mericani le usano per ricattare i politici italiani?

Le primarie a napoli e torino con l’aiuto di mafiosi, rom e immigrati clandestini, tesseramento fatto con gli elenchi telefonici a catania e torino:
il partito democratico di democratico non ha nulla.

Foggia, città del vento.
La Capitanata ospita il comune più ventilato d’Italia: Volturino.
Come non vedere tutte le pale eoliche che girano e non pensare che la piantumazione di alberi deve rispettare questa caratteristica “ventosa”?
Il pino è un albero che con i suoi aghi caduti impedisce la crescita di erba, dispone di una chioma piuttosto ampia su cui il vento può fare forza e le sue radici che crescono in orizzontale non offrono il dovuto “radicamento” di un albero così fatto al suolo da opporre al vento, inoltre, sempre quelle radici orizzontali, penetrano e divelgono i marciapiedi e i manti stradali, procurando seri problemi al traffico pedonale e stradale.
In altri luoghi disposti più a nord di questo (sich), per costringere le radici degli alberi ad andare in profondità per assicurare maggiore “tenuta” dell’albero, le pubbliche amministrazioni li piantano con una erogazione dell’acqua in profondità, in modo da costringere le radici ad andare in giù, alla ricerca dell’acqua, e non i su o in orizzontale.
Ma qui siamo a Foggia ed io perdo il mio tempo a scrivere di tecniche della piantumazione urbana intelligente e razionale mentre negli isolati intorno a casa mia mancano ben 40 alberi di quelli previsti.
Poi al comune qualche tecnico si irrita se i cittadini piantumano di loro iniziativa alberi:
se aspettiamo il comune restiamo tutti senza verde pubblico.
Oh, e visto che ci siamo, denunciamo anche che la volontà di piantare betullacee e cipressacee in ambito urbano incontra dei rischi per la salute pubblica (allergie e asma) in un territorio già ampiamente inquinato dai pollini.
In più, la volontà di piantumare alberi a crescita piramidale toglie sicuramente l’impiccio e l’impaccio della potatura (ma non è un atto dovuto?), ma toglie anche la gradita ombra di alberi differenti, considerando che a Foggia, quando il sole picchia, fa sul serio.
Buona giornata a tutti e buono stipendio pubblico malguadagnato a chi non pensa a come migliorare i servizi pubblici, ma come fare per evitare di avere da lavorare.
Conoscete la Paulownia?

Dopo tre giorni consecutivi di segnalazioni di un grosso televisore abbandonato (da qualche bravissimo foggiano) ai dipendenti della AMIU SpA che “dovrebbero” operare nelle strade vicino la mia abitazione e che invece io trovo sempre nello stesso luogo ogni mattina a prendere il sole appoggiati alle scope (poverini, saranno sfiancati dalla fatica – degli altri), il televisore è ancora lì. Dopo un nulla di fatto con gli scopini che non scopano chiamo AMIU Foggia e segnalo la cosa. Mi dicono di non aver mai ricevuto segnalazioni dai loro operatori in precedenza a proposito del televisore (mi hanno preso in giro affermando che lo avrebbero fatto) e avvisano che procederanno al prelievo del rifiuto lunedì.
Ovviamente segnalo anche i due fancazzisti simil-mafiosi che stanno a prendere il sole invece di lavorare consigliando di non pagare loro lo stipendio o di decurtarlo di una doverosa multa per ogni volta che un ispettore dovesse sorprenderli a fare quello che sono abituati a fare da sempre:
una beata minchia di niente.
Senzadubbiamente.

Non si giustifica affatto un sistema universitario eccessivamente fitto e diffuso nel territorio nazionale, piuttosto improduttivo, affatto specializzato, mai innovativo e non originale, ma soprattutto, distante dalle vocazioni territoriali anni luce.
Fosse per me, la presenza di un ateneo per regione sarebbe anche troppo. Ma sarebbe la qualità e la quantità delle facoltà che cambierei radicalmente osservando il rispetto per le vocazioni territoriali e per la ricerca innovativa e a basso costo: non si vede il motivo per cui i ricercatori italiani all’estero facciano utilmente ricerca e qui invece no. Immagino sia per il fatto che Università come Oxford e Cambridge non abbiano una struttura burocratica e un indirizzo politico così sfacciatamente italiano.

Tutto sommato, un bel parco pubblico attrezzato a Foggia che coinvolga la villa comunale con il suo boschetto, i “cavalli stalloni” (IRIP) e la fiera sarebbe un progetto di ampio respiro, in tutti i sensi.
Non è detto che ogni provincia debba avere una università e una fiera, soprattutto se detta università produce stipendi e lauree invece di novazione e innovazione nella ricerca nelle vocazioni territoriali.
O ci si distingue nettamente da un modello di pubblica amministrazione che è da dimenticare, ovvero ci si prepari a un fallimento totale.
Un parco attrezzato di queste dimensioni è conquista assai maggiore di un titolo di studio inutile e di una manciata di biglietti-invito ad una fiera campionaria.

Il fantoccio anti-democratico greco all’attacco di Alba Dorata , il fantoccio anti-democratico italiano all’attacco di M5S e Lega Nord, il fantoccio anti-democratico francese all’attacco del Fronte Nazionale di Marine Le Pen.
Dopo il Mediterraneo in fiamme, brucia anche l’Europa.
L’oste della storia chiede il pagamento del conto.

Altro che democratico difensore della costituzione:
è l’aberrazione della democrazia, ne è l’antitesi.

Avete votato e fatto votare contro devolution e federalismo, le uniche armi che avrebbero i comuni e le regioni per contrastare l’azione di uno stato nazionalista e accentratore?
E ora, di cosa vi lamentate:
chi è causa del proprio male, pianga se stesso.
Idioti patentati: dimettetevi.

napolitano giorgio: c’è un clima avvelenato, le calunnie destabilizzano il governo
Gesualdo Gustavo: i traditori nelle istituzioni destabilizzano il paese

Oggi ancora ginnastica e raccolta rifiuti.
Ho ripulito tutto il perimetro dell’ex IRIP e della università (sede giurisprudenza ed economia) raccogliendo rifiuti (alluminio, vetro, pacchetti sigarette, plastica, ecc) che hanno riempito due buste di plastica.
La prima l’ho conferita nella pattumiera di un operatore ecologico dell’AMIU comunicando dove l’avevo raccolta.
Mi è spiaciuto fosse uno di quegli operatori che, nonostante tutto e tutti, abbia ancora voglia di lavorare.
Altrimenti avrei certamente aperto una discussione-chiarimento con lui o chi per lui.
L’altra busta l’ho conferita in un casonetto.
Altri rifiuti li ho raccolti direttamente nei cestini lungo il percorso.
E andiamo avanti.

Riflessioni a tastiera aperta – 17 maggio 2013

venerdì, 17 maggio 2013

Non sei gay?
Non sei clandestino?
Non sei mafioso?
Non sei corrotto?
La tua pelle è bianca?
Beh, lo stato idagliano ha un messaggio per te:
D E V I M O R I R E

Il neo deputato foggiano scalfarotto protagonista universale della svolta nella crisi:
“assistenza sanitaria pagata dal popolo per partner deputati gay”.
Gustavo Gesualdo:
Non una riforma varata, non una liberalizzazione realizzata:
fottono solo soldi per se e per i propri simili.
Non e mai nell’interesse popolo, ma solo ed esclusivamente nel proprio:
conflitto di interesse.
Il Popolo sovrano degli uomini e delle donne normali ringrazia.

Ma sapete almeno perché esistono tante PMI in Italia?
Sapete a cosa è dovuto il successo delle Piccole e Medie Imprese italiane?
Perché sotto i 15 dipendenti si può licenziare i fannulloni e sopra no, ecco perché.

stato, dove sei? Il Paese reale non attenderà in eterno.
Il Popolo Sovrano non morirà di fame e di freddo per una casta corrotta e mafiosa.

Cosa ho capito? Quando un cittadino ha ragione della casta, allora la casta lo definisce “pieno di rabbia”. Orgoglioso e fiero di esserlo.

Un altro schettino a Genova l’ha sfangata.
I morti ammazzati han sempre torto in Italia: fregati i morti, beati i vivi.

La grande editoria mondiale si è trasferita sul web. Ma in Italia il web non è sotto controllo politico come giornali, radio e tv.

Il problema è una legge elettorale che impedisce di avere maggioranza al senato al fine di inibire ed impedire il cambiamento e le riforme.

@beppe_grillo Con un piede tiene pressata la casta e con la mano tiene lontani gli indignati definendoli rabbiosi. The end.

Dopo la laurea, il concorso per l’abilitazione alla professione.
Perché, all’università cosa insegnano?
Diritto della cosca famigliare mafiosa?

Sfrattiamo questa inutile e dannosa casta di parassiti e togliamo loro lavoro, indennità, salario, stipendio, rimborsi spese e pensione.

Ti sei perso, @beppe_grillo ti sei omologato ed hai disperso tua forza.
Ti avevo avvisato su potere casta. Ma hai la testa dura. Fasciatela.

Chi di clandestinità ferisce, di clandestinità perisce.
Chi di piccone ferisce, di piccone perisce.
Chi rompe paga ed i cocci sono suoi.

Debole apertura di una sentenza passata in giudicato alla prostituzione lecita e legale, che sollevi prostitute da violenze.

detto per inciso, io non sono mai andato a p…..e, ma sono assolutamente favorevole alla prostituzione legalizzata che paga le tasse e assicura rispetto della persona umana e della donna, oggi assai mortificate ai margini di strade fredde e buie, violentata da protettori non sempre cercati e voluti. Giusto per chiarire.

PD + PDL insieme anche in campania:
è moda dell’inciucio a cielo aperto.

Perché in questa politica rievocativa c’è tanta nostalgia del passato e poca volontà di costruire il presente. Molta estetica e poca sostanza. Festeggiano Mussolini, Rievocano Hitler. Non il fascismo ed il nazismo. Non il social-nazionalismo o il nazional-socialismo. Molta estetica, poca sostanza. Il mito del super uomo come mito del leader e non come super-amento dell’essere umano nel senso di miglioramento della civiltà umana.

Il Super Uomo di Friedrich Wilhelm Nietzsche non è l’equivalente del concetto di uomo forte, ma è invece certamente quello di Super-amento del concetto di uomo.

Se tutto questo maltempo che si sta abbattendo sul nord Italia si fosse abbattuto in calabria, in sicilia o o in campania, avrebbero già dichiarato lo stato di emergenza con il relativo finanziamento pubblico.
Ma accade nel nord e televisioni, giornali e radio silenziano queste notizie.
Complimenti idaglia: fai proprio schifo, senzadubbiamente.
Ed hanno anche il lurido coraggio di richiamare la “solidarietà” nazionale o difendere l’unità nazionale.

Adesso ci dicono che la recessione è dovuta alle politiche di austerità.
No, questo mondo non potrà salvarsi:
è governato da autentici ignoranti patentati ed interessati a spacciare menzogne per verità.

Datemi 6 anni di tempo e mano libera, senza parlamento e senza governo, solo io, l’Arma dei Carabinieri, e la burocrazia rivista e corretta e vi salvo da questa crisi che altrimenti ci ucciderà, tutti.
Risultato garantito
Ma non venitemi a parlare di casta politica, partiti, sindacati, burocrazia e democrazia:
sono tutti morti, sconfitti dalla loro immensa ingordigia e dal loro inesauribile egoismo.

Il premier Letta non ha governato niente, non ha fatto nulla per la crisi e non aiuta il popolo sovrano dei normali se non sono gay e clandestini, mafiosi e corrotti, evasori ed usurai.
In compenso, ha già fatto due volte il giro del mondo …
… pare il presidente del consiglio dei ministri europeo piuttosto che quello italiano …

Il ricompattamento della casta PD+PDL produce come conseguenza l’isolamento della casta del potere giudiziario.
Intanto, al cittadino qualunque, non entra nemmeno un soldo in tasca da questa guerra di (pre)poteri inefficaci, inefficienti e idioti.
Pensano solo a se stessi: autoreferenziali.

A tutti i griilini:
come volevasi dimostrare l’ingresso in politica di Beppe Grillo ha sostenuto e validato lo status quo della casta invece che mutarlo, cambiarlo o addirittura, eliminarlo.
Anzi, peggio. Con l’astensione di M5S Grillo sostiene attivamente politica pro-gay e pro-clandestini contro il popolo sovrano dei normali.
Ormai Grillo è ricattato dal napoletano del colle con l’arma del vilipendio.
E se ne frega assolutamente della gente normale:
aiuta solo immigrati e froci. Fine della storia.
Ho fatto molto bene a non andare a votare:
io non valido e non sostengo la casta, la combatto.

Ma cosa sei entrato a fare in politica?
A validare e sostenere il sistemza PD+PDL, sostenere con l’astensione le politiche pro-gay e pro-clandestini?
Ma torna da dove sei venuto, traditore!

Negli USA il settimanale New Yorker crea sito sicuro per informatori che vogliano inviare file anonimi ai giornalisti.
Il giornalismo investigativo delle inchieste manca assolutamente invece in Italia.

Come potete constatare, la casta politica italiana non avvia nemmeno una riforma o liberalizzazione ne contrasta la crisi.
L’unica politica della casta è a favore degli omosessuali e avversa agli eterosessuali.
Il parlamento in due giorni opera esclusivamente a favore della lobby dei gay.
Ovviamente il popolo ha votato M5S, PD e PDL solo per privilegiare i gay e sottomettere i normali.

Politici della casta:
chiudete la bancarella monte paschi siena e licenziate tutti gli erbivendoli.
Ecco la prova di quanto sia disastrosa una economia ed una finanza che poggia sul finanziamento pubblico:
genera ladri e fannulloni di primissima qualità.

La dimostrazione che i politici della casta non capiscono nulla di economia e finanza?
Eccola:
secondo loro sono le pubbliche amministrazioni a dover rilanciare l’economia attraverso uno sviluppo che passa dalle casse dello stato.
Così aumenta la spesa pubblica e il debito pubblico vola via, instaurando una spirale malata e drogata, patologica della economia pubblica che non esiste e che, quando c’è, fa solo danni.
Ma chi è quell’idiota che vi ha dato la laurea?

Chi ruba 50 milioni di euro, va solo ai domiciliari ed esce in men che non si dica.
Chi ruba un pollo va in galera e lo mettono in cella con mafiosi ed assassini.

World Invasion (Film 2011 – USA), Sergente Maggiore Nantz:
“…. ciao Ector, non lasciamo indietro nessuno …..”
Ricorda lo slogan di Beppe Grillo

senza euro gli italiani morirebbero tutti di fame e di freddo a causa della non autarchia, cioè, della non autosufficienza.
E comunque, siate responsabili e smettetela di addossare colpe degli italiani viziosi agli europei virtuosi.
Fatela finita, la colpa è vostra, non loro.

Che spasso guardare in faccia chi compra merci rubate quando subisce un furto

Rifondarlo o non rifondarlo?
Questo è il dilemma.

Ma, avete capito bene che la casta attende che la recessione passi da sola e venga spontaneamente il rilancio e lo sviluppo economico?
La casta non farà nulla per affrontare la crisi, perché è la casta, la crisi.
E voi ancora non avete capito che dovete imbracciare i forconi e fare piazza pulita?

Crisi di democrazia, di rappresentanza, politica, economica, del lavoro, sociale e di cittadinanza.
La casta deve morire perché il paese si salvi.
Il popolo sovrano deve acquistare diritto di cittadinanza senza pagare gabella a mafia istituzionalizzata della partitocrazia, della burocrazia e della sovranità defraudata.
Avete finito di rubare democrazia in nome della democrazia.

Tante parole si ascoltano nei programmi tv, tranne quelle giuste.
Paese immobilizzato da malapolitica, cattiva politica, casta politica.
Non vogliono cambiare.
Non cambieranno status partitocrazia, burocrazia e classe dirigente di penosi inetti, incapaci ed idioti politicanti da strapazzo.
Ma che gente senza dignità …

Se in America costruiscono grattacieli in gran numero su di un’isola, la chiamano Manhattan ed accorrono visitatori e turisti da tutto il mondo ad ammirarla.
Se in Italia costruiscono palazzi sul lungomare, la città la chiamano Bari ed abbattono i palazzi definendoli ecomostri.
Piccoli ignoranti senza cervello.

Un berlusconi politicamente finito e continuamente ricattato dai suoi problemi giudiziari sta regalando il Paese ad una sinistra sinistrata e fallimentare e alla lobby degli omosessuali.
La volontà del popolo sovrano è tradita e ignorata.

Il nodo si stringe sempre più.
Il cappio stringe, il tempo pure.

La disperazione offre suo tristo spettacolo, irto di dolore e tragedia, spinto da sopravvivenza e arrendevolezza.

Si tratta di COLF con quei salari. Il minimo garantito per le badanti è mediamente molto più alto di 667 euro/mese. Ma il trucco sta proprio lì: nel chiedere servizi da badante ed offrire contratto da COLF. Senzadubbiamente.

Allora è vero che ogni 11.000 anni la Terra cambia ellisse, entra in scia meteore da anello e si avvicina troppo al Sole.

#ElezioniRoma costi servizi x ogni cittadino: sicurezza, pulizia, verde, arredo urbano, servizi sociali, commercio, prevenzione, annona.
Chi offre di meno?

Il cittadino “X” annuncia che userà la parola clandestino x ogni neonato si nasconda nella pancia della futura madre

Ma cosa è questa ressa dei diritti meno i doveri a senso unico x i non cittadini?
Chi insegna quali doveri in ITALIA?

I dati italiani parlano ufficialmente di deflazione e di immobilismo totale della economia reale e legale: la casta cede Paese alle mafie.

Scandalo Watergate non è mai finito e scandalo Wikileaks non ancora iniziato.
I potenti della terra tremano e barano.

“Il ristorante cosa è: il palco dove esaltare il grande tesoro dell’Italia, l’artigiano e il contadino.”
E non il burocrate, il politico, il sindacalista, il dipendente pubblico, ma L’ARTIGIANO E IL CONTADINO: QUESTO È IL TESORO!
Grande Bastianich !

La COLF della mia invalida madre non pagava tasse, prestazioni sanitarie, farmaci, casa, utenze, previdenza.
Si sentiva sfruttata, disse.
Stronza.

Esiste peggiore punizione per un leader pubblico vedersi negata per sempre l’attività nei pubblici uffici?

Capo dello stato nomina premier mai votati da popolo sovrano in successione consecutiva.
Stato di emergenza non dichiarato? Golpe Bianco.

Interdizione perpetua dai pubblici uffici.
E sempiterna dalle nostre scatole private.
Hammamet attende.
Dalla madunnina alla monetina.

Forse è venuto il momento di rimpatriare tutti i soggetto entrati clandestinamente in Italia.
Pare non siano graditi.

Una Commissione per le riforme?
Un’altra occasione di assegnare cadreghe e di rimandare riforme?
Casta ladra di sovranità e di democrazia.

I mafiosi ti mobbizzano per spingerti nelle mani di altri mafiosi in cerca di difesa.
Stessa cosa fanno csx e cdx.
Questo è un paese mafioso.

Mentre in Europa le destre crescono, in Italia perdono terreno.
Più di un motivo alla base di questo stupido ed inutile orgoglio che cela visione realtà.
Paese reale non accetta vincoli da conservatori di cadreghe.
Futuro piuttosto improbabile senza cambio di marcia e di direzione.
Il No all’Europa è disgrazia certa.
Poveri disgraziati.

berlusconi silvio depista opinione pubblica da unica certezza:
deve andare in galera o partire per esilio.
I ladri vanno in galera o fuggono.

Politici e giudici hanno stessi stipendi, per forza e valore di legge.
Forze di sicurezza pubblica e privata: carne da macello con poca spesa

La casta politica non innalza pene contro violenza su donne:
ai partiti ed ai politici non frega nulla delle donne.
La casta ama e difende solo gay e clandestini.
Questa è la verità.

Un paese mafioso non può che lasciare ampi dubbi nei suoi intenti e nelle sue azioni.
Ovvero nella sua mancata vigilanza o inazione.

In Italia se si fa del bene nessuno regala nemmeno uno sguardo.
Ma se ha ucciso, rapinato, rubato, corrotto, allora è eroe nazionale.
idioti.

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo; s’i fosse vento, lo tempestarei; s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
S’io fossi Dio ogni Caino sterminerei.

Riflessioni a tastiera aperta – 17/04/2012 di Gustavo Gesualdo

martedì, 17 aprile 2012

Politica – Diritto – Informazione

Come frega da decenni e decenni il popolo italiano, la dittatura autoritaria travestita da democrazia bloccata?
Ora vi spiego.
Principi democratici enunciati, esaltati, propagandati, rinnovati e ricordati in forma scritta.
Ma resi assolutamente non esecutivi, non eseguibili.
Ti do un diritto e nel contempo elimino, neutralizzo, rendo inaccessibili i mezzi, gli strumenti ed i modi per realizzare quel diritto.
E ti ho fregato con la democrazia indiretta, caro popolo sovrano.
Un esempio lampante:
Articolo 21 della Costituzione italiana
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Invece è una truffa, una vera e propria truffa.
L’informazione passiva viene tutto sommato garantita in italia, ma quella attiva, quella inerente ai soggetti che possono fare informazione a mezzo stampa (con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) viene resa irrealizzabile da una legge di grado inferiore a quello della Carta Costituzionale (altra truffa), la legge ordinaria.
Inoltre si tratta di una legge ordinaria vecchia di ottanta anni, istituita da una dittatura per controllare l’informazione nel paese.
Tutti possiamo ricevere informazioni, ma ad erogarle solo soggetti autorizzati iscritti in un albo al quale si è apposta una duplice ulteriore restrizione all’accesso sine qua non:
il possesso di una laurea e l’aver superato un concorso pubblico.
Con buona pace di come pensa il sottoscritto si prendano le lauree e come si vincano i concorsi pubblici in italia.
Sconosciuti in italia i concetti di Opinione Pubblica e di Opinion Leader.
Riconosciuto e grantito un diritto, basta bloccarne gli effetti giuridici nella realtà, ed il gioco della truffa alla napoletana è fatto.
Cornuti & Mazziati.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Articolo 21 della Costituzione italiana, primo comma.

Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata“.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’università italiana non beve vino

mercoledì, 31 agosto 2011

Una bottiglia di vino su cinque vendute nell’intero globo è italiana.

Un dato confortante in un settore industriale come quello del vino che è trainante di molteplici settori:

dal settore agricolo di produzione delle uve, alla raccolta delle uve, al trasporto delle uve, al loro trattamento, alla loro trasformazione in vino, la suo imbottigliamento ed alla sua relativa commercializzazione e distribuzione.

Un intero universo economico si muove attorno ad una bottiglia di vino.

Eppure, pare che la ricerca italiana si tenga a doverosa distanza da questo settore.

Non esiste infatti in italia una “università del vino”, che collabori nella ricerca e nella selezione del vitigno, del terreno adatto al suo impianto, come non esiste una ricerca diretta alla produzione del vino, dei metodi utilizzati, della miscelazione fra vini diversi.

Una deficienza che pare pesa allorquando si tratti di vini di qualità (e non di quantità) e si tratti di incidere sul costo della singola bottiglia di vino, elevandolo alla sua qualità produttiva.

I vini italiani infatti, concorrono verso prezzi sempre più bassi, vista l’enorme produzione nazionale, favorendo e rendendo più economiche in questo modo, le sofisticazioni e le adulterazioni del vino.

Le ispezioni ed i controlli sul vino infatti, sono tutte postume, relative cioè alla verifica dle prodotto già imbottigliato e commercializzato, mentre la collaborazione della ricerca universitaria, offrirebbe l’opportunità di un controllo all’origine del vino e di un controllo diretto durante tutte le fasi della lavorazione come della produzione del prodotto primario:

l’uva.

Le inutili autorità alimentari non sono in grado di offrire quel controllo che solo una ricerca universitaria affiancata al mondo dell’uva e del vino potrebbe offrire.

Così, produciamo vini come fosse acqua, differenti e molteplici vini che fanno la ricchezza di molti, ma non la qualità di un unico marchio produttivo che rechi impresso anche il logo della ricerca universitaria.

Cos’, l’italia vanta una università (come una scuola) fra le più distaccate dal mondo economico e produttivo e sempre più sede di baronie familiari, parenterali e politiche.

Ottima scelta:

continuate così.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Progetto Gustavo Gesualdo: la sfida per una ripresa economica interna veloce e sicura

lunedì, 6 giugno 2011

L’economia italiana traballa, cercando il modo di venir fuori da una crisi strutturale del paese che si accompagna ad una crisi economico-finanziaria di dimensioni epocali, tempeste finanziarie che distruggono il duro lavoro di decenni di crescita economica imprenditoriale, artigianale e industriale in pochi minuti in un crollo verticale della borsa italiana.

Ma come sarà possibile riprendere la marcia della crescita economica in questa situazione di immobilismo totale?

Ecco, cosa farei se io fossi il premier italiano per un altro giorno?

Affiderei la ripresa della crescita economica del paese alla edilizia.

Stupor mundi.

Ma sei impazzito?

In un paese già grandemente mortificato da una urbanizzazione dei palazzinari più spietati del mondo, vorresti costruire ancora palazzi e palazzi e palazzi?

Beh, non è proprio questa la mia idea.

Avvierei una epocale riqualificazione di quanto già costruito per abbatterlo e ricostruirlo secondo i nuovi criteri geologici, criteri di geologia applicata, di prevenzione del rischio idrogeologico, di prevenzione del rischio sismico, di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico che le moderne tecnologie offrono.

Avete una sia pur minima idea dei numeri che una colossale opera di riqualificazione urbana di questo tipo potrebbero offrire in termini di ripresa economica?

Ci sarebbe da lavorare per almeno mezzo secolo, anzi, per sempre, se si associasse a questa ideuccia un metodo costruttivo che abbandoni le pesanti e sismicamente pericolose strutture in cemento armato, per avviare un nuovo (per l’Italia) modello tecnico della costruzione edilizia con strutture portanti in ferro.

Una struttura costruita con anima portante in ferro, ha infatti una durata ben definita.

Al momento della costruzione si deve anche prevedere il momento in cui quella costruzione andrebbe abbattuta e ricostruita.

I benefici sarebbero enormi:

una economia edilizia continuamente al lavoro, a partire dall’aspetto geologico, a quello ingegneristico, da quello architettonico a quello paesaggistico per “riqualificare” tutto l’esistente edificato nel territorio che non sia di rilevanza storica e/o culturale;

una edilizia che ricostruisce ogni fabbricato apportando innovazioni continue fornite dalla ricerca sui materiali e sui metodi costruttivi.

Un paese che risorge dalle ceneri con una operazione edilizia che non aumenta di un solo metro cubo la volumetria esistente e che procede ad un maquillage nel quale si potrà addirittura donare un “senso culturale ed artistico” (ristrutturazione architettonica e paesaggistica) offrendo la possibilità ad ogni comune di adottare un unico o vari stili architettonici tipicizzanti, in modo da rendere questa operazione anche un volano per un turismo di tipo tutto nuovo:

il turismo storico-contemporaneo architettonico.

Pensate anche alla possibilità che avremmo di rimediare agli sfasci prodotti da decenni di edilizia selvaggia, eliminando brutture achitettoniche che distruggono l’immagine del belpaese che fu e che, soprattutto, non rispettano le normative e le dvoute prudenze in materia di prevenzione del rischio idrogeologico e del rischio sismico.

Una straordinaria e continua opera di ricostruzione che porterebbe il settore edile ad essere un settore portante e trainante di tutta l’economia del paese, che potrebbe sbizzarrirsi nella ricerca universitaria, producendo innovazioni testabili praticamente al momento, avendo un settore edile che non si ferma mai più.

Inoltre, poiché l’intera operazione non potrebbe mai avvenire in pochi anni, ma si dilaterebbe praticamente per sempre, eventuali “errori di calibratura” nella innovazione tecnologica e della progettazione potrebbero incidere su tempi molto brevi, ricadendo solo sul numero di ricostruzioni sviluppate in quel tempo e non ripetendo gli errori progettuali e costruttivi per decenni e decenni, come è invece avvenuto nel passato.

Una occasione irripetibile per censire l’esistente ed adeguare il catasto alla realtà effettiva, snidando e colpendo i casi più clamorosi e pericolosi di abusivismo edilizio, senza andare invece a colpire le piccole modifiche per adeguare una abitazione alle esigenze delle famiglie.

Solo questa piccola idea di un cittadino qualunque, farebbe ripartire la macchina italia in una ripresa economica fenomenale, ambientalmente compatibile, innovativa nel risparmio energetico, di sprone alla ricerca universitaria come alla economia turistica come nessun’altra.

Immaginate pure che una regione normalizzi questa ricostruzione in tutto il territorio regionale o parti architettonicamente differenti di esso con un modello architettonico omogeneo e richiamato ad un passato remoto:

potremmo avere la regione Lazio della Antica Roma, la Lombardia Insubrica, la Toscana Rinascimentale e la Puglia Barocca.

Avremmo infine la possibilità di spostare le abitazioni troppo vicine alle industrie o agli aeroporti, rilocalizzare termovalorizzatori o sedi produttive insediate in malo modo, prevenire le tragedie umane derivanti da costruzioni ad alto rischio idrogeologico e sismico, ridisegnare contemporaneamente l’intera rete stradale, ricostruire acquedotti fatiscenti, mettere veramente “in rete” tutto il paese e razionalizzare (e finalmente!) l’urbanistica di tutta l’Italia:

una possibilità irripetibile, storica, unica, grandiosa, per ripristinare anche la legalità e offrire un lavoro a chi ne vuole uno e, grazie alla nuova progettazione abitativa, risparmiare una enorme quantità di volumetria da destinare alla costruzione di altri fabbricati, di scuole, di ospedali e di servizi in zone urbanisticamente soddisfatte dove prima non era possibile farlo.

Una idea semplicemente fantastica.

La chiamerei “Progetto Gustavo Gesualdo”.

I costi?

Per la metà a carico dei proprietari delle case che dovrebbero sopportare l’imposizione dell’abbattimento e della ricostruzione di un fabbricato cui semmai, si erano anche affezionati emotivamente, e per l’altra metà a carico pubblico, strizzando l’occhio ad una Europa che finanzierebbe volentieri un rilancio italiano piuttosto che pagarne una sua insolvenza, ovvero, finanzierebbe volentieri un sicuro volano della crescita economica italiana piuttosto che essere costretta a rifinanziarne il debito pubblico sine die.

Nel caso vi fossero proprietari di immobili impossibilitati ad affrontare la parte di spesa loro richiesta, si potrebbe procedere con compensazioni fra privati (cessione di vani e/o volumetrie eccedenti il necessario ad altri inquilini) o creare un fondo per metri cubi non ricostruiti cui possano accedere, mediante compensazione in danaro, coloro i quali invece, in altri luoghi o nello stesso, avessero l’esigenza di aumentare la volumetria per modificate esigenze abitative.

Niente male per uno che si crede un leader per un giorno.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Lega delle riforme e la casta conservatrice

martedì, 21 dicembre 2010

Una vasta fetta del parlamento italiano si è messa di traverso alle riforme che urgono al paese per uscire dal vicolo cieco in cui la crisi economico-finanziaria lo ha chiuso.

Ancor oggi è scoppiata la bagarre al Senato della Repubblica a causa della presentazione della riforma dell’università presentata dal ministro Gelmini.

Le baronie e le signorie che vivono benissimo succhiando e sprecando ricchezza dello stato non vogliono che vengano avviate quelle riforme che l’attuale governo e la sia pur risicata maggioranza che lo sostiene tenacemente difende.

Tali riforme infatti, sono frutto della tutela delle istanze di cambiamento che provengono dal popolo sovrano e vanno nella direzione della tutela degli interessi di imprese e famiglie italiane.

Ma gli interessi di famiglie e aziende italiane sono avversati tenacemente da una vasta pletora parlamentare che le vuole impedire.

Questa pletora non è altro che la parte peggiore della casta politico-burocratica italiana, tutta protesa a difendere egoisticamente i propri interessi e gli interessi dei propri affiliati, dei propri coscritti e delle loro “fulminanti” carriere realizzate all’ombra del debito pubblico italiano, della maggiore pressione fiscale del mondo occidentale e di uno dei deficit peggiori dei paesi industrializzati.

Questa “zavorra” è ciò che impedisce al paese di uscire dalle paludi aquitrinose e fangose nelle quali è scivolato.

A questa casta corporativa non interessa nulla che il mondo della produzione sia sganciato dal mondo della ricerca universitaria e non importa nulla che il mondo della ricerca universitaria sprechi enormi energie finanziarie nel tenere in piedi atenei, sedi universitarie, facoltà e corsi di laurea che assorbono tutte quelle energie che dovrebbero invece andare esclusivamente nella direzione della ricerca, poichè a questa insulsa corporazione conservatrice appendicolare e parassitaria, non interessa nulla della università come luogo di ricerca a sostegno della produzione di beni e di servizi di qualità, ma risulta invece molto interessata all’università come industria generalista e generalizzata di lauree facili quanto inutili e di posti lavoro ben pagati ed assolutamente poco od affatto faticosi.

Il tutto a spese di quelle imprese e di quelle aziende italiane che producono quella ricchezza che queste baronie e queste signorie vogliono così insulsamente distruggere e sprecare.

Il tutto a danno del settore produttivo del paese che, al minimo fugge a delocalizzare altrove i propri siti produttivi, ed al massimo, viene costretto alla evasione fiscale, al fine di impedire lo sperpero e lo spreco di quel danaro pubblico e di quella ricchezza da loro così faticosamente prodotta, così inverecondamente dissipato e dilapidato, estorto e disciolto in un dispendio di energie vitali per imprese e lavoratori italiani, al solo ed infimo fine di assicurare un posto di lavoro “sicuro” ed uno stipendio “regalato” alle folte schiere di coscritti di codesta casta indecente.

Ecco svelato il motivo per cui è quasi impossibile riformare e cambiare questo paese, il motivo per cui l’evasione fiscale ha un “fondamento ragionevole” e per cui le migliori menti e le migliori aziende fuggono a gambe levate.

Volete salvare il paese?

Dovete sovrastare gli interessi di questa casta politico-burocratica che vuol portare il paese allo scontro frontale, nelle piazze e nelle strade, nelle sedi parlamentari e nelle poltrone istituzionali.

E’ una sfida mortale, una sfida epocale.

Non si può perdere questa occasione unica e storica per cambiare finalmente un paese che ambisce a tornare ad essere uno dei paesi più ricchi ed avanzati del pianeta terra.

Un paese che vuol prendere il volo, un popolo che ha bisogno di gettare la zavorra che lo trattiene ingiustamente al suolo.

Osare per credere.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi di impatto socio economico e di giustizia sociale

giovedì, 25 novembre 2010

Dopo il fallimento greco, la prospettiva negativa di affrontare nuovi “tracolli statali” non piace per niente alla Unione Europea.

Così, prima che la situazione irlandese divenga insostenibile con un conseguente “nuovo crollo statale” economico e finanziario, la UE offre agli irlandesi un “salvagente preventivo”, a condizione che, l’Irlanda programmi un rientro del debito pubblico attraverso un riassetto finanziario statale programmato.

Si tratta di sanare il deficit statale, ottimizzare l’efficenza e l’efficacia statale, eliminare gli sprechi e governare un rientro nel patto di stabilità sottoscritto da tutti i paesi europei.

La Gran Bretagna ha già avviato un programma quadriennale tutto lacrime e sangue che punta a ridurre drasticamente il debito pubblico, con conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro pubblici e riduzione delle spese e dei budget pubblici.

Le vivaci proteste degli studenti britannici che ieri hanno addirittura dato l’assalto ad un furgone della polizia a Londra, sono la reazione scomposta di chi si vede negare un futuro di crescita formativa universitaria a causa dell’aumento considerevole delle tasse universitarie.

In Italia, a Roma, nella medesima giornata un gruppo di studenti tenta l’assalto a palazzo Madama, sede di uno dei due rami del parlamento (il Senato) al grido di “se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”.

La riflessione che viene subito alla mente è che, nel caso britannico, l’avvio di una forte riduzione del debito pubblico attraverso i dolorosi tagli alle spese, comprese quelle universitarie, abbia innescato il dissenso degli studenti universitari, che si sono visti anche quadruplicare le tasse universitarie di iscrizione.

Un dissenso comprensibilissimo, pur se non condivisibile quando si manifesta nelle forme di “assalto alla polizia”.

Molto meno comprensibile è il dissenso degli studenti italiani, i quali godono di un sistema universitario il cui accesso è garantito praticamente per chiunquee, soprattutto, non hanno ancora affrontato la scure dei tagli veri e propri che dovrà abbattersi, prima o poi, su un sistema pubblico che costa troppo, produce poco, non seleziona, non produce qualità, non fa ricerca.

A cominciare dalla estesissima e capillare (e costosa) presenza sul territorio italiano di atenei e facoltà decentrate per finire alle tasse universitarie, sempre commisurate al reddito dichiarato (e non a quello effettivo) ed al costo della vita, che varia dal nord al sud.

Ecco i dati sul costo medio delle tasse di iscrizione universitarie in Italia, nella media divisa nelle tre macroregioni (nord, centro e sud) e nella media nazionale, pubblicati da Federconsumatori nel 2010:

Fascia I Fascia II Fascia III Fascia IV Oltre
Nord 531,31 576,66 979,98 1362,50 2304,34
Centro 453,53 523,91 769,09 1034,02 1715,94
Sud 424,15 505,46 875,41 1115,51 1220,09
nazionale 469,66 535,34 874,83 1170,67 1746,79

L’analisi del dato mostra che il costo delle tasse universitarie in Italia è comparato al costo della vita e sale dal sud al nord.

Si verifica quindi, che il costo per uno studente universitario che arrivi alla laurea è più alto per uno studente del nord, meno alto per uno studente del centro ed ancora più basso per uno studente del sud, il che, comparato anche al costo della vita più alto al nord che al sud o al centro, porta al risultato che laurearsi in Italia, non ha un costo eguale per tutti i laureati, pur offrendo una retribuzione invece a tariffa sindacale unica.

In questi termini, si considera che la variabile territoriale, pesa sul costo di una laurea in modo determinante, differenziando notevolemente la protesta degli studenti a seconda della collocazione geografica ed a seconda dei motivi che la muovono.

Va ricordato che, quantunque esista un differenziale congruo nel costo della vita come in quello della formazione universitaria in Italia, il meccanismo della contrattazione nazionale dei salari “appiattisce” i salari, che invece restano invariati e non seguono il principio della territorialità con i i suoi notevoli differenziali in termini di costi.

Pagare di più per una formazione universitaria nel nord, non corrisponde ad un differente salario, mentre, di contro, pagare di meno per una formazione universitaria nel sud, corrisponde ad un medesimo salario “nazionalizzato”.

Per non parlare del merito:

quello, in italia, non lo paga nessunu e non è nemmeno previsto un corrispettivo nei contratti collettivi nazionali, per cui, un laureato capra ed un laureato meritevole, incassano il medesimo stipendio a fine mese.

Le incogruenze territoriali verificate si riscontrano in ogni ambito della vita quotidiana:
nei trasporti, nel costo della casa, nel costo alimentare, e così via.

Ora, collochiamo questa variabile nord-sud nel caso in cui, anche il governo italiano dovesse ridurre il deficit pubblico in maniera drastica in un piano pluriennale.

Un taglio nazionale alle spese del sistema universitario italiano, comporterebbe un ulteriore innalzamento del costo delle tasse universitarie, con un disdicevole aumento della forbice di tali costi fra nord, centro e sud del paese.

Cosa accadrebbe allora?

Probabilmente vi sarebbe un innalzamento della soglia di accesso alla formazione universitaria, e conseguentemente una selezione all’accesso al mondo del lavoro che penalizzerebbe il nord nell’accesso ai redditi medio-alti, meglio pagati perchè più formati.

Posto che più formati, non equivale a più preparati, visto che le università più blasonate e meglio riconosciute all’estero, sono territorialmente allocate nel centro nord del paese e che la meritocrazia non viene applicata, regolamentata e nemmeno riconosciuta.

Il risultato complessivo vedrebbe un gran numero di lauerati del sud, con una formazione relativa, accedere preferenzialmente al mondo del lavoro proprio nel segmento meglio retribuito, mentre i laureati del nord, limitati di fatto all’accesso alla laurea, resterebbero ai margini dei redditi più alti prodotti nel mondo del lavoro subordinato, nonostante sia proprio il nord invece, a produrre la gran parte di quella ricchezza che “altri” metterebbero in tasca più facilmente e producendo conseguentemente una selezione all’accesso al mondo del lavoro fortemente penalizzante per i primi e ingiustamente permiante per i secondi.

L’analisi ora è completa, anche se limitata ad un solo segmento del mondo della formazione e dell’accesso lavoro.

La proiezione di questa analisi, nell’ottica di una prossima e sempre più inevitabile riduzione del debito pubblico attraverso un taglio degli investimenti e delle spese, impone una presa di coscienza responsabile e intelligente:

non si può ridurre drasticamente il debito pubblico in questa condizione senza creare squilibri dannosi per quelle popolazioni e per quei territori che denunciano un costo della vita più alto della media, poichè, senza una relazione direttamente proprozionale fra costo della vita territoriale e salari, i tagli statali produrrebbero situazioni di pericolosa iniquità sociale, economica e finanziaria.

Per impedire questi squilibri si realizzino, oltre alla applicazione del federalismo fiscale, occorre urgentemente produrre un relativo federalismo dei salari, in modo da sanare la corrispondenza fra costo della formazione per l’accesso al lavoro, costo della vita e salari.

Poichè potrebbero scendere in piazza nel futuro molti giovani del nord in protesta al grido di:
“se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo il paese”.

Poichè l’accesso al mondo del lavoro è garantito e tutelato in termini di equità dai primi articoli della Costituzione Italiana, laddove nell’affermazione dei principi generali che regolano la vita comunitaria nello stato italiano, così si recita:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli e le sperequazioni socio-economiche.

E’ compito del governo, agire per la loro rimozione.

E’ compito della politica riflettere profondamente su quale futuro avranno i prossimi cittadini-lavoratori-contribuenti italiani, di quali equivalenze godranno nell’accesso al mondo del lavoro, di quale giustizia sociale vedranno affermare e di quali corrispondenze socio-economiche dovranno sopportare.

O non sopportare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento politico-isitituzionale

lunedì, 31 maggio 2010

Siamo alla follia più completa:

la manovra economica viene sottoposta al delirio lamentoso dei ministri che si son visti tagliare i fondi,

sottoposta al fuoco nemico degli alleati traditori finiani,

sottoposta alle ingiurie di una opposizione maldestra (ovvero sinistra)

ed infine, prima della decretazione,

sottoposta al preventivo vaglio della residenza della Repubblica che manifesta ampi dubbi sulla sostenibilità giuridica e istituzionale del provvedimento, ma sottomette anche alcune indicazioni nel merito riguardo a scuola e università, da sempre campo di mietitura elettorale della sinistra italiana.

Tutto questo è un assurdo allucinante cui un ormai ben più che dimezzato Berlusconi non avrebbe mai dovuto sottoporsi.

Questo stato è allo sfascio democratico ed isitituzionale.

Se non fosse per le proposte politiche e le riforme della Lega, saremmo in preda al panico istituzionale, alla follia politica più cieca e abbietta, saremmo in balia dello squallore intollerabile di una casta politica che vuole a tutti i costi sopravvivere a se stessa, mantenendo tutti i privilegi ed i prepoteri di cui si ciba, compresi quei parchi elettorali che aumentano a dismisura il debito pubblico.

E tutto questo, a danno delle famiglie e delle aziende, degli imprenditori e dei lavoratori.

Non se ne può più, tutto questo non è assolutamente tollerabile.

Viva la Lega,
abbasso tutti gli altri.

Tutti, indistintamente.