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Fondi europei: il caso vizioso e mafioso italiano

lunedì, 8 luglio 2013

Sfatiamo ancora una volta che la crisi italiana sia frutto della maligna volontà altrui, che sia europea, tedesca o dei paesi virtuosi europei in generale.

Chi uccide l’Italia sono gli italiani, le caste dominanti, le classi dirigenti, le caste politiche, partitocratiche, sindacali e burocratiche, il parassitismo istituzionalizzato nella pubblica amministrazione e tre regioni che hanno determinato la nascita e la diffusione in tutto il paese delle mafie, la nascita, la crescita ed il mantenimento di stili di vita assai arretrati e sottosviluppati e la costante presenza di modelli di riferimento assolutamente incivili:

la sicilia, la calabria e la campania.

Dopo le incredibili vicende dei Fondi Europei di Agenda 2000/2006 rimasti inutilizzati e tornati vergognosamente indietro, ovvero finiti nelle tasche di burocrati, politici ed imprenditori corrotti e mafiosi (indagini Why Not e Posedion), ecco il caso di Jeremie (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises), un fondo progettato e co-finanziato da Unione Europea e istituti bancari a sostegno delle (PMI) Piccole e Medie Imprese e diretto a finanziare le start up ad alto tasso tecnologico.

In sostanza i finanziamenti di Jeremie trovano piena attuazione in paesi come Grecia, o addirittura vengono finanziati in maniera superiore al 100% in Romania, ma in Italia restano inutilizzati e rischiano di tornare indietro al mittente come fondi definanziati.

Un disastro che racconta del fallimento burocratico, sindacale, partitocratico, politico e della intera pubblica amministrazione italiana, incapace di utilizzare quei fondi finanziati a sostegno della economia reale e tornati indietro per cattiva informazione, iperburocratizzazione, poco interesse degli istituti bancari, contro-interesse delle caste corporative mafiose meridionali che impediscono al popolo del sud di crescere e divenire un popolo ricco, indipendente, economicamente maturo e socialmente valido.

Ma nemmeno le organizzazioni mafiose attingono ai fondi Jeremie.

Infatti, i figliocci dei mafiosi che oggi girano il mondo con in tasca lauree, master e phd ottenuti (chissà come) nelle migliori università italiane ed europee, non intercettano nemmeno loro i finanziamenti europei:

capre ignoranti si son dimostrati i loro padrini mafiosi e capre ignoranti si dimostrano anche i figliocci mafiosi sia pure ad alto tasso formativo e professionale, almeno sulla carta.

Ecco il vero guaio del sud vizioso e mafioso italiano:

anche quando si arricchiscono, non crescono ne culturalmente e nemmeno professionalmente, ma il loro tasso di crescita è valutabile solo in base ai pizzini di carta intestata che sono riusciti a recuperare a destra e a manca e di cui hanno riempito i loro CV.

Perlomeno, dovrebbero avere maggior rispetto codesti mafiosi assai ignoranti e arroganti nel tradire la politica delle mani tese europea, accusata ingiustamente di essere codesta politica dell’austerity, la vera causa fondante di ogni problema italiano.

Ma oggi abbiamo ancora una volta e per l’ennesima volta la prova che così non è:

l’idaglia degli idagliani è un paese di merda, ma non certamente per colpa degli altri paesi europei.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Politica italiana : una fetida latrina a cielo aperto

lunedì, 17 settembre 2012

E siamo alle solite:

i destri chiedono pietà per la loro incapacità, ma chiederanno il voto per fermare i sinistri.

I sinistri, come al solito, sono degli autolesionisti e sono bravissimi ad autoestromettersi dalle responsabilità legate al governo del paese, maleducati come sono a vivere all’ombra delle irresponsabilità di una troppo comoda opposizione storica.

Votare il meno peggio?

In Italia non esiste un meno peggio politico, poiché i politici italiani appaiono piuttosto inetti, corrotti e mafiosi, in egual misura, sia centristi che destri e sinistri, poiché essi son tutti costretti a contendersi il voto ed il consenso controllato dalle mafie, voto certamente determinante per la formazione di un governo democratico di maggioranza.

Quindi, ergo:

no grazie, preferisco vivere.

Non si compete con il nulla.

Non si confonde la cioccolata con la merda per fare un favore al nulla fetido ed appiccicoso di una latrina a cielo aperto.

Rispetto per tutti, paura per nessuno.

Quel rispetto che la merda pretende sempre, ma non offre mai.

Quella paura di cui la merda soffre sempre, ma non riconosce mai.

Buona latrina a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politici e partiti italiani associati in favore della corruzione elevata a sistema

lunedì, 10 settembre 2012

Sessanta miliardi di euro è la stima della corruzione in Italia.

L’emergenza corruzione viene ignorata dalla partitocrazia idagliana, che è invece perno cnetrale di un reato, come quello corruttivo, tipicamente politico e/o burocratico.

La casta politica idagliana continua nella sua azione corruttiva del benessere del paese, depista, deconcentra, distrae l’attenzione del popolo sovrano in finte diatribe politiche al fine di distogliere l’attenzione della opinione pubblica da una questione centrale della fallimentare condizione socio-economica italiana:

la lotta ed il contrasto alla Corruzione.

Tutti i partiti politici idagliani offrono un vergognoso spettacolo di attendismo nell’affrontare il nodo della corruzione che è potente impedimento allo sviluppo economico e all’ingresso di investimenti stranieri in Italia, cosa che consente alle caste ed alle corporazioni mafiose idagliane alleate della partitocrazia di mantenre il loro status quo di classe dirigente esclusiva ed inamovibile.

Il finanziamento illecito ai partiti ed ai politici idagliani resta inoltre ed in gran parte ancorato all’introito corruttivo, garantendo un sistema di inamovibilità delle generazioni politiche vecchie e corrotte ed un argine invalicabile a giovani generazioni di politici che non accettino il compromesso della corruzione come potere finanziario da giocare nella competizione malata e degenerata fra politici e partiti idagliani, corrotti e troppo spesso anche associati a delinquere, essendo il partito politico appunto, una associazione in se.

Ma senza una legislazione anti-corruzione sarà impossibile imboccare la via della crescita e dello sviluppo economico e della produzione di una ricchezza che sia diffusa e condivisa, oltre che prodotta in modo legale.

La questione morale della corruzione dilagante idagliana pretende uno sforzo importante alla casta politica, che dovrebbe imporre una punizione dura al fenomeno corruttivo, una punizione importante che sia sicuro deterrente alla ulteriore diffusione di una corruzione che è ormai elevata a sistema:

l’ergastolo fine vita senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ma dove vai, Bagnasco?

mercoledì, 29 agosto 2012

Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale italiana:

”E’ ora di rifondare la politica e riformare lo Stato”

Gustavo Gesualdo, il cittadino X:

bene, allora, caro Bagnasco, inizia con l’opera pia di convincimento verso i farmacisti cattolici, i tassisti cattolici, i medici curanti cattolici, i medici specialisti cattolici, e tutte le categorie professionali, imprenditoriali ed autonome cattoliche che devono fare un passo indietro rispetto al loro benessere corporativo e famigliare, e favorire senz’altro riforme e liberalizzazioni che oggi invece contrastano duramente.

Inoltre, caro Bagnasco, dovresti far qualcosa anche in favore della casta politica, sindacale, burocratica, giornalistica e partitocratica, una classe dirigente di ispirazione cattolica assai malmessa, corrotta e mafiosa, ovvero sottomessa ed omertosa.

Poiché, caro Bagnasco, noi cittadini qualunque di gentaglia “pseudo-cattolica” come il cattolico dei cannuoli alla siciliana Totò Cuffaro non vorremmo vedere altro che l’esecuzione capitale in televisione, in apertura del telegiornale.

Per rifondare la politica serve pulizia morale e materiale, assenza di infiltrazione mafiosa e negazione totale alla corruzione.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia dotato di queste indispensabili caratteristiche?

Io no.

Per rifondare lo stato occorre sterminare le celluce cancerogene mafiose infiltrate al suo interno e collocate in posti chiave delle istituzioni e della burocrazia, cellule che abusano delle naturali e costituzionali difese del potere pubblico per occultare se stesse e la loro azione mafiosa.

Caro Bagnasco, conosci un cattolico che sia in grado di imporre la pena di morte per i comportamenti mafiosi, per i comportamenti corruttivi (sia passivi che attivi), per i comportamenti evasori del fisco e dei doveri morali e materiali, per i comportamenti usurai, e soprattutto, per comportamenti di complicità, di sostegno e di omertà al mondo della illegalità?

Io no.

Mancano le risorse umane, le qualità politiche indispensabili, le doti, sia morali che materiali irrinunciabili anche solo per affrontare la questione immorale italiana, compresa la questione che è la madre di tutte le questioni italiane:

la questione meridionale.

Ma dove vai, Bagnasco?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Istantanea di un fallimento – Il metodo mafioso

sabato, 19 novembre 2011

Alcuni titoli delle notizie odierne prese qua e là, compongono una istantanea del fallimento italiano, una foto statica della violenza e della mafiosità italiana.

Appalti Enav, arrestato l’ad Indagato il tesoriere dell’Udc
Arresti per gli appalti Enav: manette all’ad Guido Pugliesi (ai domiciliari), Manlio Fiore direttore commerciale di Selex e Marco Iannilli, del “gruppo Mokbel”

Bankitalia: sofferenze cresciute del 40%. In un anno passate da 73 a 102 miliardi
L’incremento più forte lo hanno registrato i prestiti a rischio verso le famiglie consumatrici: +46,3% a 24 miliardi di euro. I crediti complessivi sono saliti solo del 3,6% a 1.984 miliardi. Adusbef: “Situazione preoccupante per le famiglie”

Lavoro, il 40% teme per il posto e cala il salario: giovani laureati a 1.133 al mese

La Reggio-bene in manette: facevano da prestanome negli affari delle cosche
Arrestate 11 persone. Controllavano una parte del capitale privato di una municipalizzata

Debito pubblico/ Record con Berlusconi premier. Più virtuoso il centrosinistra
a) I governi del centro–destra di Berlusconi hanno lasciato debito pubblico di euro 529,7 MLD pari al 28,12% del debito pubblico totale riferito al mese di settembre 2011 di euro 1.883,75.
b) i governi di centro – sinistra hanno lasciato un debito pubblico di euro 349,18 MLD pari al 18,54% del debito pubblico totale riferito al mese di settembre 2011 di euro 1883,75 .

Il debito non è pubblico: è dello Stato, lo dice Ferdinando Imposimato
Il debito non è pubblico: è dello Stato, lo dice Ferdinando Imposimato attraverso la sua pagina facebook. La corruzione non fa notizia! Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.

La trattativa tra stato e mafia – Il Dap chiese al ministero della Giustizia la fine del carcere duro per 373 mafiosi
Documento del capo del dipartimento penitenziario al Guardasigilli. L’obiettivo: dare un segnale «positivo di distensione». E per 300 finì l’isolamento

Caselli da Barletta «La mafia? Può essere sconfitta»
Ha scritto Alessandra Dino ne «La polis mafiosa»: «Pezzi di classe dirigente, proprio perché tali non hanno bisogno di sparare o far sparare, perché possono facilmente eliminare i propri avversari con le leggi, con i provvedimenti disciplinari e amministrativi, con le censure e con gli strumenti del monopolio». Le sono fischiate le orecchie?
No, non mi sono fischiate le orecchie. Alessandra Dino ha descritto una situazione che purtroppo è reale nel nostro Paese, ma che non per questo non bisogna provare a cambiare. Vede, lo ha detto proprio Giovanni Falcone che “la mafia è un fenomeno umano e, come tutti i fenomeni umani, ha avuto il suo inizio e prima o poi avrà fine”.

Non siete mafiosi, non siete iscritti ad alcun partito politico italiano, non avete santi in paradiso, non evadete il fisco, non violate volontariamente la legge, non appartene a caste, corporazioni associazioni segrete, amate la libertà e la verità?
Beh, allora preparatevi a subire il rigore e l’intolleranza della legge (solo per voi), provvedimenti disciplinari, provvedimenti amministrativi, censure, mobbing, pressioni ingiustificate, ogni male possa derivare dall’abuso del monopolio pubblibo e della pubblica amministrazione.
Ve lo dice uno che conosce molto bene queste violenze subdole e sottili, questo uso improprio del potere.
Vero, il male italiano non ha bisogno di sparare e di far sparare per eliminare i propri avversari.
Basta loro togliere il lavoro o creare mille impedimenti quotidiani.
Ve lo scrive uno che ha dovuto assaggiare un licenziamento in tronco assolutamente ingiustificato al rientro dal viaggio di nozze, ricevuto per telegramma alle ore 19:00 del 31 dicembre, giusto per rendere maggiormente chiaro “il messaggio”.
Preparatevi al peggio:
questi sono mafiosi, gente molto pericolosa.
E ne sono tanti.
E sono potenti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il mio nome è Nessuno. Ma Chiamatemi Presidente.

giovedì, 2 dicembre 2010

Esiste uno schieramento politico trasversale in Italia che punta alla conservazione di un modello statale sprecone e costoso, di un centralismo che nasconde mille rivoli di spesa incontrollata, di uno status quo della casta politica eletta nel meridione che resta assolutamente irresponsabile rispetto al disastro della questione meridionale e certamente responsabile rispetto alla questione settentrionale.

Esiste un modus operandi occulto ad escludendum della Lega Nord di Umberto Bossi, un fumus persecutionis che vuole conservare un nord ricco e produttivo ridotto in schiavitù di un sud che distrugge enormi risorse e produce illegalità diffusa e mafie.

Questo schieramento tenta il golpe bianco ai danni del governo italiano puntando a renderne instabile la maggioranza politica, ed in particolare, cercando di ostacolare in tutti i modi quell’alleato che garantisce continuità e stabilità governativa, che testimonia lealtà ai patti sottoscritti in campagna elettorale, che resta fedele alla sovrana volontà popolare, che opera per la distruzione definitiva delle organizzazioni mafiose, che offre un ottimo esempio di eticità e di moralità applicata nell’amministrazione della cosa pubblica:

la Lega Nord di Umberto Bossi.

In questo quadro, l’anti-berlusconismo, la questione meridionale e la questione morale risultano essere dei miseri espedienti che celano i veri obiettivi politici di questo golpe bianco, che non opera «al fine di mutare la Costituzione dello Stato italiano e la forma di governo con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale», ma opera certamente al fine di conservare privilegi, poltrone, incapacità ed irresponsabilità della casta politica attraverso l’abbattimento di quel governo che uccide le mafie e riforma il paese.

Un golpe bianco che impedisce il mutamento, per conservare poteri e privilegi inauditi, e continuare a gestire la cosa pubblica irresponsabilmente.

Lo schieramento del golpe bianco gioca pericolosamente con il precario equilibrio istituzionale, gioca drammaticamente con il futuro di questo paese, gioca sporco sulla testa di quei cittadini che pretendono di rappresentare.

L’attacco al buon governo ed al riformismo leghista si svolge con cinica pervicacia.

L’attacco al nord che produce ricchezza si evidenzia nel celato ricatto secondo il quale, il nord deve continuare a provvedere al mantenimento di tutto e di tutti, senza avere il diritto di governare il paese, di cambiarlo, di riformarlo.

Questo golpe bianco della restaurazione conservativa va isolato e depotenziato, va ridotto alla impossibilità di nuocere al paese, va ricondotto ad un concetto di legalità istituzionale autentico, secondo il quale, uno sparuto gruppetto di parlamentari, non può godere dell’alto riferimento istituzionale come del prestigio e del potere della presidenza della camera dei deputati.

Questa guerriglia politico-istituzionale va immediatamente fermata.

Questi guerriglieri balneari, questi pirati stagionali, questo schieramento del nulla politico, questa modalità di intervento politico smodato ed irresponsabile nella vita del paese va isolato e non riprodotto od avallato.

Se alle opposizioni politiche può far comodo il mare agitato di una crisi politica che si insinua pericolosamente nella generalizzata crisi socio-economica che vive il paese, questo non può essere motivo sufficente per offrire contributi ed appoggi insperati alla disperazione di questa guerriglia balneare.

L’anti-berlusconismo tiene insieme questa accozzaglia politica?

La maligna avversione al riformismo leghista offre motivi politici per stare insieme-contro invece di individuare e perseguire quei motivi per stare insieme al paese, condividerne il momento di grave difficoltà e offrire serie vie d’uscita e di difesa?

Abbattere il governo Berlusconi per far cosa?

Per mettere su l’ennessima alleanza di disperati per un governicchio dei ricatti e delle beghe che cadrebbe al primo scandalo come è accaduto a tutti i governi senza la guida berlusconiana?

Nessuno di questi guerriglieri balneari e di questi pirati stagionali ha potere e prestigio sufficente per garantire stabilità e continuità di governo al paese.

Nessuno schieramento nato dalla voglia di distruzione potrebbe costruire alcunchè.

Mettete sotto l’albero di Natale l’orgoglio ferito, guerriglieri balneari & pirati stagionali, poichè il nord è veramente stanco.

E il Nord, non è un signor Nessuno, ma è quel galantuomo che nonostante tutto, consente a tutti di mettere un piatto a tavola in questo paese.

Non esagerate, altrimenti oltre al piatto, potreste perdere anche tavolo e sedie, pignorati da quella miseria politica, morale e materiale che alimentate tanto volentieri.

Comprese quelle comode poltrone del potere che vi piacciono tanto e delle quali, Nessuno vuol rinunciare.

Il mio nome è Nessuno.

Ma chiamatemi Presidente ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Pier Ferdinando Casini

martedì, 24 agosto 2010

Pier Ferdinando Casini non è mai stato un politico da prima fila.

Deve ringraziare Tangentopoli, che sfolti le prime linee della Democrazia Cristiana facendo venir fuori peones e casinisti,
che videro cadere dall’alto una opportunità politica mai guadagnata sul campo.

Casini non è uno statista.

Casini non è un grande politico capace di realizzare convergenze parallele.

Casini non è un leader.

Casini è colui il quale ha consentito a gente come Salvatore Cuffaro detto Totò, di devastare il governo siciliano e di favorire gli interessi mafiosi.

Casini è stato il progenitore del tradimento politico della seconda repubblica, instaurando la prassi del tradimento come impedimento alla continuità e alla stabilità governativa, al fine della restaurazione di una democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista della prima repubblica.

Per questa colpa fu scacciato malamente dal governo Berlusconi.

Per questo motivo non vi è possibilità per Casini di rientro nel governo Berlusconi.

Questo è Pier ferdinando Casini.

Un nulla politico catapultato sul palco della politica nazionale per errore.

Un errore che il paese sta pagando molto caro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X