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Aldo Moro : Questo Paese non si salverà

domenica, 16 marzo 2014

Questo Paese non si salverà,
la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera,
se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere

Aldo Moro

Aldo Moro

Aldo Romeo Luigi Moro
(Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)

Foggia: una strana manifestazione per la Legalità

sabato, 19 maggio 2012

Leggo sul web di un elenco di manifestazioni pubbliche organizzate per osservare rispetto e servire indignazione al vile attacco terroristico e mafioso che stamane, a Brindisi, ha visto per la prima volta come oggetto una scuola e degli adolescenti.

Una studentessa sedicenne, Melissa Bassi, è morta mentre un’altra lotta fra la vita e la morte in gravissime condizioni ed altre sei sono ferite, ma non in gravi condizioni.

A Foggia, il luogo di riunione per la manifestazione viene indicato alla Fiera, dove vi è in atto una rassegna promossa dalla regione Puglia dal titolo Innovabilia 2012.

Alle 17:30, l’orario prescritto per la manifestazione pubblica, sono alla Fiera, ma di segni di assembramento, non se ne vedono.

Mi reco all’ingresso della Innovabilia e vedo un desk con tre operatori affaccendati ad accreditare visitatori alla manifestazione fieristica.

Ma dove sarà, mi chiedo con altre persone, la manifestazione pubblica di contrasto alla illegalità, alla violenza, al terrosismo, alle mafie?

Ma è all’interno, ci spiegano i tre operatori, dovete solo accreditarvi e potrete entrare.

Resto allibito.

Ma come?

Per partecipare alla manifestazione pubblica dobbiamo accreditarci ad una manifestazione fieristica?

E chissenefrega della manifestazione fieristica:

siamo qui per ricordare una ragazza fatta a pezzi con una bomba dalla mafia a Brindisi stamane!

Ma la reception è intransigente:

non si paga nulla, dicono, ma è obbligatorio accreditarsi.

Protesto e contesto, dichiaro pubblicamente che, secondo me, vi é in atto un probabile sfruttamento (commerciale, politico?) della manifestazione pubblica in ricordo di persone violentemente danneggiate e assassinate, e chiamo il 112, poiché voglio chiedere l’accertamento delle forze dell’ordine sui dubbi che ho esposto.

Il 112 mi passa il 113 che è competente, e vengo invitato in Questura (vicina alla Fiera) per competenza della divisione Digos.

Agli agenti della Digos spiego tutto e vengo informato che, dopo la mia segnalazione, il presidente della Fiera aveva dato disposizioni di non accreditare alcun partecipante alla manifestazione pubblica.

Vengo altresì informato che la manifestazione fieristica è organizzata dall’ente regione e non vi è per questo alcun motivo di temere uno sfruttamento commerciale della manifestazione pubblica, che è invece organizzata dal Sindaco di Foggia.

Beh, per lo sfruttamento commerciale sono convinto, molto meno per un eventuale immorale sfruttamento politico di una manifestazione per la Legalità che in tutta Italia sta prendendo forma (non certo di evento fieristico con musica e comicità) con il nome di “Qualunque cosa farete, non ci fermerete”.

Torno alla Fiera ed entro senza alcun accreditamento, come garantito dagli Agenti Digos.

All’interno, personalità politiche, sindacali ed istituzionali, regionali e locali, ma tutte di una sola parte politica:

quella al governo alla regione Puglia.

Nessuna traccia di comitati cittadini, libere associazioni, movimenti o partiti politici di centro o di destra.

Fra un giro e l’altro, un incontro casuale con vecchi amici ed un altro, vengo informato che, la manifestazsione pubblica è per la pace (svendola in effetti solo un arcobaleno della pace, logo di certa sinistra) e non per l’evento delittuoso, violento e mafioso di Brindisi.

Resto allibito.

Di più vi è che sono quasi le 19 e della manifestazione pubblica di cordoglio non vi è nessuna traccia, ma invece sento di una prossima esibizione sul palco di un musicista e di un comico.

Un comico?

Ma si scherza con la morte della gente?

Vado via, oltraggiato e amareggiato da questa “strana manifestazione”.

Anche perché era prevista per le 17:30 e sono invece le 19:00, e della manifestazione per la Legalità, nessun segno.

Torno a casa con un certo senso di nausea persistente.

Foggia non si dimostra ancora all’altezza di una città civile ed urbana.

No, proprio no.

Perché se questa era una manifestazione per la legalità, allora temo vi sia un grave e serio equivoco sul termine legalità in Puglia e a Foggia.

Non ci siamo, no, non ci siamo proprio.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18 Statuto dei Lavoratori e l’isolamento della CGIL

mercoledì, 21 marzo 2012

Mancato accordo sull’articolo 18 con la organizzazione sindacale della CGIL.

Dicono Sì all’accordo la CISL e la UIL, oltre naturalmente al sindacato degli industriali, la Confindustria.

La CGIL non aderisce all’accordo e se ne lamenta pubblicamente attraverso la propria leader, Susanna Camusso.

Personalmente ritengo che, per la Camusso, la CGIL e tutta l’area di pensiero politico-sindacale che essi incarnano e rappresentano, valga quanto disse il premier Silvio Berlusconi in occasione del provocatorio tradimento dell’ex alleato di governo Gianfranco Fini e della sua componente conservatrice:

per litigare, bisogna essere in due.

Parafrasando possiamo dire che, per raggiungere un accordo, bisogna essere in due.

La CGIL poteva aderire all’accordo chiedendo in cambio la diminuzione dell’orario di lavoro a 35 settimanali ore oppure chiedendo anche di fissare un salario minimo garantito per tutti, o poteva chiedere entrambe le cose.

Ma non lo ha fatto.

Susanna Camusso e la CGIL hanno semplicemente detto di No ad un accordo che procedesse nella modifica dell’articolo 18.

Viva la libertà, compresa quella della Camusso, della CGIL e dell’intera area umana, politica e sindacale di loro riferimento.

Ma è anche giusto poter e dover dire a Camusso e CGIL che hanno fallito l’accordo ed hanno fallito la loro mission, che è trovare accordi convenienti e nell’interesse dei propri iscritti.

Ma hanno fallito, volontariamente fallito, dolorosamente fallito, sicuramente fallito.

Ed hanno fallito dando ragione al loro più atroce avversario, al leader politico che, per loro, rappresenta “il demonio” in persona:

Silvio Berlusconi.

Ma il mondo è fatto di condivisione, come insegna quotidianamente il social network Facebook.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo fallisce miseramente.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo si trova isolato ed esacerbato, avvilito e sconfitto.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con i propri interessi indifesi.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con la propria rabbia.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo, spesso e purtroppo, imbraccia un fucile per difendere i propri interessi dai fantasmi che gli ricordano il proprio fallimento, personale e sociale, politico e sindacale.

In tempi di crisi come questi, non conviene mettere alla prova la capacità di controllo di emozioni del popolo come la rabbia.

Sarebbe un po come mettere un pezzo di carne nella bocca di un affamato lupo.

Ad ognuno, la propria libertà come la propria responsabilità:

umana, sindacale, politica, sociale.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ed io non ho più lacrime per piangere le mie sconfitte ed i miei limiti:

nemmeno una, per perdonare gli errori e gli orrori del prossimo.

Gustavo Gesualdo
alias
Gustavo Gesualdo

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Grande Guerra Fredda ritorna: nord-ovest VS sud-est

domenica, 4 marzo 2012

Avevo ragione quando teorizzai con il professor Normanno nelle aule dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose durante un corso di formazione politica voluto dall’Arcivescovado di Foggia che il futuro conflitto del pianeta si sarebbe spostato su di un asse nord-ovest VS sud est.

Son passati parecchi anni da allora.

Ed è storia di questi giorni che il fondamentalismo religioso islamico ed il fondamentalismo ideologico comunista (o presunto ex tale) taglino a metà il globo secondo quella linea tutt’altro che teorica.

Dopo gli anni occidentali della nascita e crescita del poliziotto del mondo americano, anni che hanno interrotto la sequela di leadership economiche indio-cinesi, ecco che, la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro di Berlino della contrapposizione ideologica, liberano il campo per un ritorno delle naturali leadership economiche globali di Cina, India e Russia.

Ritorna la Guerra Fredda, una seconda Grande Guerra Fredda che vede da un canto ideologie e religioni fondamentaliste applicate direttamente alla realtà terrestre senza alcun filtro umano, e dall’altro canto l’alleanza delle democrazie occidentali vittoriose ma stanche e spossate da una crisi globale che ha messo in discussione l’intero sistema socio-economico globale.

Manca la terza via italiana, quella via che si presenta sempre come una via di mezzo che propone la convivenza pacifica di culture, religioni e ideologie assai diverse se non contrapposte fra di loro.

Ma questi sono gli anni del dolore, gli anni difficili della violenza e della prevaricazione:

non vi sarà nessuna altra terza via, nessuna.

Uomini capaci di osare tanto non se ne vedono.

Spazio e risorse per sostenere questa terza via non ve ne sono in questi tempi di crisi.

Prepariamoci ad insanabili conflitti interni ed esterni, conflitti sociali, economici, ideologici e religiosi.

Prepariamoci a resistere ai forti venti di Guerra Fredda che i preannunciano potenti:

potenti come non mai.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La selezione naturale

lunedì, 31 ottobre 2011

Il ministro italiano sacconi dichiara:

“Terroristi allevati a scuola e nelle università”.

Mi permetto di sintetizzare il pensiero comune in una equazione matematica:

se nelle scuole e nelle università si allevano terroristi,

nei partiti politici e nella pubblica amministrazione, cosa si alleva?

X = corrotti e mafiosi?

Articolo contenente dichiarazioni ministro sacconi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Libia: il giorno della vendetta

domenica, 20 marzo 2011

Sicuramente, alle spalle dell’intervento occidentale sotto il cappello ONU e NATO di questi giorni sul territorio libico, esistono motivi di riequilibrio nel settore strategico delle fonti energetiche fossili (petrolio e gas metano), come certamente esitono volontà di appropriazione indebita su queste risorse.

Certamente, non possiamo nasconderci queste realtà.

Se la Libia non possedesse tali risorse di idrocarburi, probabilmente l’Occidente lascerebbe liberamente massacrarsi le parti in causa come è avvenuto ed avviene in altri paesi arabi, in piena crisi di identità.

Io voglio però ricordare come questa guerra ha risvolti vendicativi antichi, mai sopiti, mai dimenticati.

E parlo dell’attentato terroristico avvenuto in Lockerbie (Scozia-GB) del volo Pan Am 103 esploso in volo causando la morte delle 259 persone a bordo dell’aereo e di 11 persone a terra, colpite dai rottami dell’aereo.

Come parlo della famigerata strage di Ustica, dell’abbattimento di un aereo di linea italiano, un Douglas-DC9 della Itavia, avvenuto il 27 giugno 1980. 23 giorni dopo, un MIG militare libico fu, ritrovato abbattuto sul suolo italiano.

Oggi è il giorno della vendetta anche per 81 italiani caduti per colpa della follia libica.

Quella follia da sempre frammista all’insofferenza ed all’intolleranza che gli stati etici arabi estremisti, che le folli dittature religiose islamiche, nutrono nei confronti del diavolo, di quegli infedeli che a causa della loro non-islamicità, debbono morire o arrendersi e sottomettersi all’Islam.

Il diavolo siamo noi, tutti gli infedeli alla religione islamica, massacrati dagli attentati dell’11 settembre 2001, quegli attacchi suicidi da parte di terroristi islamici contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d’America, contro la libertà dell’Occidente, contro ogni libertà individuale e collettiva riconosciuta dal mondo delle libere democrazie.

Ebbene, io non condivido tutto questo, io non mi sottometto all’Islam.

Sarà anche barbaro ed incivile l’uso della forza a fini di vendetta, ma ricordo a me stesso ed a tutto il mondo libero occidentale come, quale pericolo assumono tali follie per la nostra stessa sopravvivenza.

Non so se questa azione militare possa essere definita una vendetta, ovvero un’azione a difesa e tutela della nostra libertà.

Lascio ad ognuno di noi, la libera scelta di quale posizione e/o opinione esprimere su questi fatti odierni, ma sono certo e convinto che quanto accade oggi in Libia, non è un male in quanto tale, una violenza gratuita, una ingerenza inaccettabile, ma una azione che sento vicina, non lontana dagli interessi del nostro stile di vita, della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri morti ammazzati dal terrorismo islamico, che essi fossero a New York, che essi fossero a Lockerbie, che fossero ad Ustica.

La difesa di un sentimento di appartenenza comune, non conosce limiti, non conosce distinzioni, non conosce storie differenti.

O l’Occidente si salva tutto, o la sua storia, la sua cultura, la sua religione, il suo stile di vita e la sua innata propensione alla difesa del nostro comune stile di vita, non potranno sopravvivere al confronto delle barbarie e delle violenze odierne.

E non è una questione di bandiere, di ideali, ma di territorialità, di stili di vita, di lotta per la sopravvivenza della libertà dei primi e della mera soprravvivenza dei secondi.

O noi, o loro.

E’ la legge della natura, è la legge della sopravvivenza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il bene, il male e l’Apocalisse

venerdì, 25 febbraio 2011

In questi giorni in cui venti di guerra spirano nel Mediterraneo portando morte e disgrazia, in questi tempi in cui il mondo è ostaggio di un male terrorista e di una crisi che profonde ogni senso della vita umana, in questi momenti storici in cui il male sembra sprigionarsi senza tregua, ebbene, proprio in questi giorni, voglio ricordare a me stesso ed a tutto il mondo che, se il Bene smette di combattere per la sua libertà, non vi sarà scampo dal male.

Per nessuno.

Ho scritto queste due righe che pubblico per ricordare quale destino ci attende, se smettiamo di batterci per le cose in cui crediamo, per la vita che vogliamo, per il Bene che desideriamo:

Bene e male vivono in un equilibrio di continuo contrasto antagonista.

Il giorno in cui il bene smetterà di opporre il suo contrasto, quello sarà il giorno della Apocalisse.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La negazione volontaria dell’evidenza, la travisazione intenzionale della realtà

martedì, 16 novembre 2010

L’attacco alla Lega continua, vergognoso, impudente, violento, insinuante, devastante.

Un attacco concentrico che tende a terrorizzare il popolo sovrano, a devastare un intero paese, a negare l’evidenza ed a travisare la realtà.

E’ ancora una volta “dall’eroe Saviano” che proviene l’ennesimo “attacco cronometrico” alla Lega, nel contesto di una “volontariamente procurata crisi politica” che sta devastando il paese, piegando le istituzioni e negando alle nucleazioni fondamentali della società, le famiglie e le aziende, una via d’uscita dalla crisi, aggredendo consapevolmente e premeditatamente il buongoverno, il riformismo e l’unica speranza di questo paese:

la Lega Nord.

L’obiettivo del tradimento di Fini, l’obiettivo dell’attacco a testa bassa di Saviano, l’obiettivo dei Casini, dei Bersani, dei Vendola, dei Rutelli è sempre stato uno, ed uno solo:

– aggredire violentemente la Lega,

– delegittimarla,

– provocarla continuamente nella illusoria speranza di ottenerne una reazione errata che sia prova della sua
“illegittimità politica” a governare il paese.

Questa italietta ipocrita e scorretta che disconosce in modo assoluto il valore della sicurezza e del suo governo è uno squallore assoluto.

Questa politica omicida è una malversazione intenzionale dell’interesse generale.

Questa volgare indecenza senza alcuna valorizzazione con la realtà, questa “monnezza mediatica” che la realtà distorce, che la realtà piega, è la prova che in questo momento storico, vi è una “intenzione omicida” nel paese:

si vuole uccidere l’unico movimento politico che ha realizzato il più grande contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso che la storia repubblicana italiana conosca,
attraverso la semplice negazione della verità.

E quando in un paese civile e democratico si nega pubblicamente e senza alcuna vergogna o remora morale la verità storica dell’unico impegno politico che possa essere definito sano, onesto, leale e corretto, allora possiamo ben affermare che questo stato di diritto, questo stato di fatto, questo stato democratico, ha fatto il suo tempo.

Se uno stato democratico, in virtù della libera espressione della parola e delle idee, consente linciaggi pubblici mediatici che accusano incredibilmente e senza alcuna prova oggettiva di voler “costituzionalizzare le mafie” quell’unico movimento politico che non si sottopone al ricatto elettorale mafioso in quelle regioni dove le mafie provano ampiamente di “indirizzare e prostituire” il libero voto del popolo sovrano,
se uno stato democratico lascia che uno squallore simile avvenga alla luce del sole, attraverso i canali televisivi della televisione pubblica e negando il “diritto ad alcuna replica”, nello stesso luogo pubblico che ha originato un simile “danno”, allora è lecito pensare ed affermare che:

Questo Paese non si salverà, la grande stagione dei diritti risulterà effimera, se non nascerà in Italia un nuovo senso del dovere ”

E che ad affermarlo fosse un filosofo della politica, un filosofo del diritto, un profondo conoscitore dei termini di “stato” e di “democrazia”, un democratico cristiano e non un leghista, questo è un dato di fatto incontrovertibile.

Questo paese non si salverà, poichè è da sempre orientato al suicidio, moralmente orientato a crocifiggere il bene e ad esaltare il male.

No, questo paese, non si salverà.

Poichè è sempre più chiara ed evidente l’intenzione di molti, di troppi,

di volerlo premeditatamente suicidare.

Ma che sia ben chiaro a tutti:

nonostante si sprechino enormi energie nel senso della delegittimazione politica della Lega Nord, nonostante esista una volontà costante e continua in molti settori di questo paese che resistono alle riforme ed al cambiamento (oranizzazioni mafiose in primis) di attentare alla stessa esistenza della Lega Nord,
io, leghista per scelta avversa ad “ogni cultura mafiosa”, affermo che la Lega non si vende, non si piega e non si spezza.

Perchè i leghisti sono persone per bene che tentano di cambiare un paese disgraziatamente condizionato dalle mafie, dalle caste mafiose e da quelle caste e quelle corporazioni che vivono e vivono bene di questo “status quo criminale e mafioso”, sia pur per vendere libri coraggiosi che non intaccano le mafie nella realtà nemmeno di striscio.

Perchè le mafie si combattono con i fatti, e non con le parole.

Perchè gli unici uomini e le uniche donne che hanno dimostrato di saper combattere le mafie con i fatti, sono i leghisti.

Ed ora potete anche impazzire di invidia e di gelosia, sbavare rabbia e odio per quel che non siete e non sarete mai, potete pure tutti impazzire per la Lega, ma sia ben chiaro che voi la Lega non la fermerete, così come non avete mai fermato – se non con le parole – le mafie, allorquando la Lega non ancora esisteva e non ancora governava la sicurezza di questo paese.

E allora, ancora Tutti Pazzi per la Lega.

E allora, viva la Lega, viva i leghisti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Afghanistan chiama USA

martedì, 22 giugno 2010

La guerra al terrorismo talebano della droga e delle armi segna il passo.

Le truppe NATO inviate in Afghanistan sono sotto continuo attacco ed hanno gravi difficoltà nel controllo del territorio.

Il comandante delle truppe USA e NATO in Afghanistan generale Stanley McChrystal, viene richiamato inegli Stati Uniti a seguito di alcune esternazioni che hanno notevolmente irritato il presidente Obama.

Tali esternazioni si sintetizzano in una ironica quanto aspra critica nei confronti dei vertici della Casa Bianca sulla conduzione della guerra in Afghanistan.

I vertici militari coinvolti nella questione afgana fecero una richiesta di ben 100.000 uomini per gestire e portare a buon fine la missione di pace, oggi trasformata sempre più in una guerriglia difficilmente gestibile, guerriglia che sta restituendo ai talebani l’immagine di imbattibili guerriglieri.

La Casa Bianca invece inviò soli 30.000 uomini.

I risultati sembrano dare ragione a chi, come il generale Stanley McChrystal, accusa i vertici politici di non conoscere la situazione afgana e di non saper gestire una guerra di questo tipo e dimensione.

Anche la data di rientro delle truppe dall’Afghanistan (luglio 2011) sembra dover essere riconsiderata, poichè in pratica irrealizzabile.

Il presidente Obama deve compiere scelte sicuramente difficili, ma latrettanto certamente inderogabili.

La questione afgana si lega a filo doppio con la questione irachena e con quella iraniana.

Sfondando le resistenze del terrorismo talebano in Afghanistan, si potrebbero cerare le pre-condizioni per una risoluzione definitiva e sicura di tutte le aree di crisi dell’area.

In effetti, se la casa Bianca avesse inviato 100.000 uomini invece dei 30.000 effettivamente inviati, oggi potrebbe guardare con maggiore serenità alla risoluzione di molte delle crisi che attanagliano la politica estera statunitense.

Forse è venuto il momento di vincere per Obama, per soffocare le critiche e per recuperare il consenso di immagine perduto.

Ma per vincere, bisogna osare, per vincere bisogna pur rischiare qualcosa.

E se a vincere devono essere le libere democrazie, allora sarà anche venuto il momento per gli USA di uscire dalla “paralisi da terrore” prodotta dagli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.

Le libere democrazie occidentali debbono vincere sul terrore, devono annientarlo.

E in un terreno come quello dell’Afghanistan e con nemici come i talebani, la vittoria l’assicura solo il predominio militare e non certamente quello diplomatico.

Perchè se una recrudescenza delle attività terroristiche colpisse malauguratamente ancora gli USA adesso, il presidente Obama dovrebbe spiegare agli americani, come mai nn sia stato fatto tutto il possibile per evitarlo.

E sarebbe questa, una spiegazione difficilmente sostenibile.