Articoli marcati con tag ‘tagli lineari alla spesa pubblica’

Te la do io la spending review

mercoledì, 12 marzo 2014

Du wat duwillist, aber du vat

Volete salvare l’Italia dalla crisi?

Semplice, facile e veloce.

Seguire le seguenti istruzioni.

Se tagliano il cuneo fiscale che è di circa 300mld-anno di almeno la metà, e cioè non meno di 160mld-anno, e dividono fifty-fifty le risorse così liberate tra datore di lavoro e lavoratore dipendente, portiamo gli stipendi italiani in media UE o OCSE, mentre attualmente sono i più bassi della media OCSE, inoltre abbassiamo il costo del lavoro e conseguentemente il costo della produzione industriale e manifatturiera a livelli tali da tornare competitivi nella globalizzazione, nonostante la crisi.

Ma per far questo, occorre fare un taglio della spesa pubblica senza aumentare il debito pubblico e che sia almeno pari alla diminuzione della pressione fiscale effettuata sul cuneo fiscale, basta tagliare il cuneo di circa 160mld-anno, che è pari a circa il 20 per cento della spesa pubblica annua.

Ma la casta politica dei magnaccioni, dei mafiosi e dei corrotti non vuole perdere il suo potere sul consenso che deriva da una spesa pubblica allegra, sprecona e corrotta e non farà tutto questo.

Il problema non sono i numeri e le cifre e nemmeno i tagli:

l’unico problema che abbiamo in Italia è la presenza della casta politica partitocratica, sindacatocratica e burocratica, caste mafiose, corrotte e criminali che vivono parassitariamente sulle spalle dei lavoratori, dei pensionati e dei disoccupati italiani.

Eliminate questa casta criminale e l’Italia, governata come vi ho su indicato, uscirà da questa crisi come un proiettile.

Se poi volete aumentare la velocità di questo proiettile, basterà realizzare quelle famigerate riforme e quelle liberalizzazioni che la UE chiede all’Italia di fare da sempre e che la casta si è sempre rifiutata di fare.

In questo caso, rischiamo di rientrare alla velocità della luce tra le prima potenze economiche globali.

La crisi, il problema, è solo e solamente la casta.

Gustavo Gesualdo
alias il Cittadino X

PS
Le istruzioni sopra indicate sono gratuite.
Se desiderate un programma completo di spending review e cioè, se volete sapere come si fa a prendere le risorse che servono tagliando in modo orizzontale e verticale la pubblica amministrazione italiana, eradicando mali e pesi inutili e dannosi, aumentando e rendendo efficiente la spesa nei settori come la sicurezza, la giustizia e la sanità e senza invitare nessuno al suicidio, potete chiedere il programma completo al numero telefonico sotto indicato.
Quei porci della casta li strapagate per fare solo disastri e malversazione di danari pubblici:
mi dovrete compensare a dovere se volete sapere come fare.
Tanti saluti a tutte le caste corporative, mafiose e corrotte di questa italietta degli idagliani inetti ed incapaci che massacrano paese reale e popolo sovrano, codesti parassiti che stanno mandando al suicidio centinaia di italiani in difficoltà e alla fuga centinaia e migliaia di italiani, con le migliori menti, le migliori gambe e le migliori braccia.

Te la do io la spending review,
te la do io la globalizzazione,
te lo do io il no-euro,
te lo do io il buon governo,
Italia degli Italiani.

3476433643

E adesso, potete andare a celebrare l’ennesima messa funebre della democrazia repubblicana costituzionale nelle urne elettorali, per mantenere i privilegi impagabili di questi parassiti criminali ed assassini e dei loro amici di merende.

La politica senza senso compiuto

giovedì, 3 ottobre 2013

La competizione e l’antagonismo politico in tutto il mondo si compone intorno a maggiore o minore presenza dello stato sulla e nella economia.

Ovunque tranne in Italia, laddove la politica ha il grande limite del vizio.

Vorrei, al fine di farvi comprendere quanto sia singolarmente vizioso il sistema pubblico idagliano fare un piccolo confronto:

se lo stato federale americano ha 800mila dipendenti pubblici rispetto a 300milioni di abitanti ed un territorio centinaia di volte più esteso, perché la piccola italietta si consente l’impagabile lusso di avere oltre un milione e mezzo di addetti (dipendenti pubblici) nel solo settore della scuola rispetto a soli 60milioni di abitanti?

Eppure, tutti affermano che l’Italia sia un paese la cui popolazione divenga ogni giorno più vecchia:

saranno allora le esigenze degli anziani ad assorbire tanta forza lavoro nella scuola?

Come vedete da questo piccolo paragone, l’idaglia degli idagliani appare un ridicolo e pesante carrozzone senza cocchiere.

E la raccapricciante crisi politica vissuta in questi giorni lo prova:

nessuna dichiarazione del bizantinismo politico italiano in questi giorni copre il rapporto fra politica e popolo, fra governo e governati, fra stato e cittadini, fra istituzioni e servizio pubblico.

Nessun pensiero politico espresso interviene fra quello che i politici dicono e quello che lo stato fa, nessun membro della casta si è schierato pro o contro uno snellimento dello stato o un neo-interventismo della cosa pubblica nelle cose private.

In questa condizione dell’assurdo italiano appare invece nitida la centralità politico-strategica della questione del debito pubblico nel mondo.

In questa competizione spesa pubblica versus debito pubblico, se Atene-Londra piange, Washington-Sparta non ride.

Lo shutdown americano dei servizi pubblici mette il presidente e leader democratico Barack Hussein Obama II dinanzi a un dilemma:

tagli lineari alla pubblica amministrazione americana oppure innalzare il tetto del debito pubblico?

Obama sceglie per gli USA la strada viziosa ed affatto virtuosa di pagare con aumenti del debito pubblico i deficit di bilancio.

Ma non è affatto detto che il liberismo radicale repubblicano consentirà di percorrere questa via senza uscita dalla crisi del debito americano, poiché se per pagare debito pubblico si emette e si contrae nuovo debito pubblico si comprende chiaramente che questa spirale non avrà mai fine.

Il caso britannico, nelle dichiarazioni annunciate di nuovi tagli lineari alla spesa pubblica britannica da parte del premier e leader conservatore David Cameron, rende limpido e trasparente il campo di battaglia politica in un paese normalmente arredato, abitato, rappresentato e governato.

Dopo una manovra di quasi 100miliardi di sterline e tagli lineari al welfare con conseguente perdita di circa 500mila posti di lavoro pubblici infatti, ecco prospettarsi una nuova manovra all’orizzonte britannico, ancora con tagli lineari questa volta a danno di sussidi di disoccupazione e alloggi.

Alla luce di questo sempiterno braccio di ferro planetario, i popoli ed i paesi viziosi potranno meglio imparare quanto sacrificio si nasconda dietro il termine “paese virtuoso”:
virtuosi non si nasce, si diventa per volontà e continuità, come pure viziosi.

In questi giorni e mai come in questi giorni è chiaro in tutto il mondo occidentale quali siano le parti politiche, quali le questioni di parte, quali le sempre difficili scelte antagoniste possibili nell’affrontare una devastante crisi del debito pubblico come è quella di questi primi anni del terzo millennio.

Ma proprio in questi giorni abbiamo assistito in Italia, allucinati e raccapricciati, ad una crisi politica e di governo risolta senza mai rendere pubblico con quale metodo il governo affronterà e risolverà la crisi del debito pubblico italiano:

tagli lineari alla spesa pubblica, ovvero innalzamento del tetto del debito pubblico?

Ai posteri l’ardua sentenza, poiché ai contemporanei è vietato anche solo averne coscienza e informazione.

E la chiamano democrazia.

“…. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.”

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X