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La catena italiana del potere democratico

mercoledì, 15 maggio 2013

In teoria, il popolo Sovrano cede la sua sovranità a mezzo delega rappresentativa parlamentare a politici proposti dal mediatore istituzionalizzato e costituzionalizzato dell’esercizio del potere sovrano.

Sempre in teoria, ricevuto questo potere, i parlamentari della casta partitocratica dovrebbero adempiere alla realizzazione del programma di governo promesso e proposto in campagna elettorale e premiato dai cittadini a mezzo voto-cessione di sovranità.

In effetti, in questo Paese allucinante, mafioso, corrotto e degradato, ma soprattutto incivile e vizioso che è l’Italia, ecco cosa accade nella realtà:

1 – le promesse elettorali, pregne di viltà e di bugie, atte a conquistare esclusivamente la simpatia ed il consenso del popolo sovrano a mezzo impegni impossibili da mantenere nella realtà, si dimostrano una vera e propria truffa continuata ed aggarvata dalla premeditazione e dal metodo associativo, una frode democratica a cielo aperto;

2 – i partiti politici che vincono le elezioni trasformano l’esercizio della sovranità mediata e derivante da delega-truffa elettorale, in atti di imperio, volti a tutelare esclusivamente l’interesse di casta corporativa mafiosa e non, a difendere e tutelare gli interessi del popolo sovrano defraudato cosaì dell’unico potere democratico reale di cui dispone: il voto;

3 – la casta partitocratica utilizza la normazione e la regolamentazione legislativa al fine di impedire ogni cambiamento dello status quo di questa dittatura istituzionale sul popolo sovrano come nel caso della legge elettorale, che impedisce comunque e a chiunque di ottenere un numero sufficiente di parlamentari (in specie senatori) al mantenimento di una solida maggioranza di governo;

4 – la casta partitocratica, burocratica e sindacale ottiene così un privilegiato accesso all’abuso del potere pubblico, reinvestendo in se stessa, infiltrando il potere pubblico attraverso il pesante condizionamento dei concorsi pubblici (magistratura, polizia, carabinieri, esercito, guardia di finanza, sanità, casa, servizi essenziali e sociali, ecc.) e degli appalti pubblici, che vengono concessi solo ad affiliati alla mafia o amici degli amici, in modo da poter contare sempre sull’appoggio del mobbing mafioso avverso quei cittadini che, singolarmente e/o colletivamente, tentano di spezzare questa catena mafiosa della corruzione istituzionale dei poteri dello stato abusati a fini anti-democratici e contro gli interessi del popolo Sovrano.

Se ti opponi puoi morire (attraverso una iperburocratizzazione che inmpedisce volutamente accesso tempestivo e fruttuoso alla tutela della propria salute, per fare solo un esempio), puoi essere oggetto di indagini (pilotate al fine di danneggiare l’immagine di persona pubblica onesta, leale e corretta), puoi essere mobbizzato quotidianamente in un crescendo di abusi reiterati, o perire nella mancata od omessa erogazione di servizi pubblici e quant’altro sia in grado di essere abusato come metodo mafioso di coercizione a mezzo abuso del potere pubblico.

Per cui, ai cittadini qualunque che osassero respingere la condivisione di una tale violenza pubblica sopra soggetti evidentemente ed enormemente più deboli, viene servito un piatto avvelenato che punta a degradare la capacità di fidesa personale e di offesa del sistema mafioso del cittadino “X”, costringendolo a chiedere tutele alla parte avversa a quella che lo aggredisce, in modo da aver condizionato ed acquisito al sistema mafioso e corrotto quel cittadino che non si riconosceva in esso, che lo contrastava, che lo derideva o che lo affrontava a petto nudo, accusandolo di aver occupato abusivamente in nome della democrazia il potere pubblico al fine di abusarne a danno della democrazia e della cittadinanza libera e civile, attiva e disinteressata.

Infine, ma non per ultimo, il miglior mobbing è quello del mantenere fuori dal mondo del lavoro (sempre in abuso del poetere pubblico) i cittadini qualunque, quei cittadini “X” che saranno costretti a dissidi quotidiani con il proprio mondo famigliare, di relazione e di socialità, negando loro il riconoscimento sociale, giuridico, civico e civile della partecipazione alla produzione della ricchezza e del benessere e alla morte prima morale e poi materiale cui porta l’esclusione dall’accesso alla ricchezza, l’impoverimento, la fame di pane quotidiano e la sete di soddisfazioni personali, professionali, di comunità che solo la ricchezza ed il benessere possono offrire.

Quest’ultima, è la più bieca ed usata arma di sterminio da parte della casta partitocratia, burocratica e del potere mafioso e corrotto esercitato in abuso del potere pubblico.

E tutto questo è quel che sta capitando a me, nell asperanza di veder emergere una reazine rabbiosa pubblicamente espressa e da reprimere duramente con “giustificato motivo di pericolosità sociale”.

Ma non per questo mollo, non per questo mi arrendo.

Morirò, piuttosto che conformarmi alla mafiosità e alla corruzione imperante laddove si tenti di sdoganarle dalla illegalità attraverso l’affermazione che, se la gran parte della gente si comporta così, attraverso un travisato e dabusato concetto democratico, il mafioso ed il corrotto, il degenerato e l’anormale, sei tu e non loro.

Morirò piuttosto, mi ucciderete:

ma non mi avrete.

Mai.

Morirò come ho sempre vissuto:

da uomo libero.

Cani.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

Popolo contro Popolo: Dividi et Impera

domenica, 28 aprile 2013

La Casta partitocratica, burocratica, sindacale e corporativa che scende a vile trattativa con le mafie e ne cancella le prove con la distruzione delle intercettazioni che provano l’alto tradimento istituzionale del popolo sovrano impone un antico “impero del male”, quello che vede la conservazione restaurativa dell’abuso del potere pubblico ottenuto con la frammentazione e la divisione del tessuto sociale.

Decenni di contrapposizione sterile ed inutile fra destra e sinistra fra rossi e neri, fra democristiani e comunisti, di abiura della storia italiana fascista è servita solo a dividere il popolo per imperarlo e derubarlo a piacimento.

Tutto il veleno sparso dalla Casta fra il popolo mette oggi come ieri il popolo dei nuovi poveri contro Carabinieri.

Una guerra (in)civile fra poveri per mantenere lo status quo dei privilegiati, delle carogne partitocratiche, della casta che non rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali, ai sindacati ed ai soli noti amici degli amici e degli amici di merende.

Difendono solo e sempre Caino, sino al punto che Abele diviene egli stesso il peggiore Caino, poiché non esiste forza più potente di un popolo di persone civili, educate e moderate cui venga sottratto il futuro per se stessi e per i propri figli.

Nessuno tocchi Abele, Nessuno.

Pena Capitale per Caino.

O non vi sarà un futuro per nessuno.

Chiunque esso sia.

State dalla parte giusta o preparatevi a pagarne il costo.

Casta di ladri, malviventi, farabutti, delinquenti, mafiosi, corrotti, puttanieri, prostitute e miserabili di ogni genere e grado, senza alcun metro etico o morale cui confrontare la propria azione.

Siete la peggiore espressione del popolo italiano, siete i più inetti, incapaci, inutili ed idioti escrementi viventi esistenti sulla faccia di questa Terra.

Siete voi la crisi, non la soluzione ad essa.

Siete voi ad armare le mani del popolo italiano, indotto a scendere in piazza, l’un contro l’altro armato.

Che siate maledetti, voi e le vostre maledette famiglie di inutili cessi senza cervello.

Che possiate pagare il prezzo peggiore, alla fine di questa fiera del male che non avete prevenuto, gestito, governato.

Siete sempre stati voi il problema e MAI la soluzione.

Che possiate perire nelle fiamme del peggiore inferno, luridi porci sfaticati e fannulloni senza valore.

Che Dio abbia pietà di voi, perché gli uomini l’hanno definitivamente persa.

E vaffanculo, con tutto il cuore e con la mente:

è certamente meglio una dittatura dura e pura che questa farsa finta e falsa di un simulacro senza sostanza di democrazia bloccata ed impedita, ingessata ed immobilizzata al fine di far prevalere la forza sulla ragione, l’abuso di potere sui cittadini probi e onesti.

Che torni il Fascismo e vi giustizi tutti:

sarà sempre meglio di quello che avete fatto voi al popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta . 30 maggio 2012

mercoledì, 30 maggio 2012

. 1 .
Un ex foggiano espatriato in provincia di Varese mi scrive e mi chiede come sto al mio rientro a Foggia dopo anni di vita e lavoro a Varese ed in giro per il Veneto.
Gli rispondo così:
“bene, sto bene. Rido dalla mattina alla sera: qui vivono come gli africani, guidano come i napoletani, si prendono cura del prossimo come fece Caino con Abele.
Questa città è talmente ilare che credo verrà sommersa da una enorme risata …”.

. 2 .
In questo paese di arroganti, ignoranti, presuntuosi, parassiti, fannulloni, scansafatiche, usurai, corrotti, mafiosi e delinquenti vari ed eventuali, nelle istituzioni pubbliche si commette ancora l’errore di rivestire di salvaguardia dell’ordine publlico la difesa dello status quo.
Mettiamo anche questo nel conto dell’oste della storia:
qualcuno, prima o poi, lo pagherà.

. 3 .
Un popolo che non si aiuta da solo, Dio non lo aiuta.
Non volete fare i tagli alla spesa pubblica?
Non volete licenziare fannulloni e parassiti?
Non volete portare la media dei dipendenti pubblic nella media europea, compresa produttività e qualità?
E allora morirete di fame.

. 4 .
che ridere:
vedere chi non ha cervello per se, pretendere di averne per altri, per tanti altri.
una cosa da ridere ….

. 5 .
Non si può fare politica in italia, non si può concorrere con questa enorme massa cancerogena di ladri, delinquenti, estorsori, mafiosi, usurai, corrotti e parassiti che è la casta politica italiana.
La democrazia?
Morta e sepolta.
Seppur mai nata.

. 6 .
il “partito degli onesti” punta a distruggere l’impianto normativo della nuova normativa anti corruzione per salvare dalla galera silvio berlusconi.
Abbiamo ancora una prova sulla provenienza delle infiltrazioni mafiose in politica.

. 7 .
Il premier Mario Monti, ormai completamente disgustato e nauseato della delinquenza e dalla mafiosità della caste e delle corporazioni italiane, denuncia lo stato di criminalità totale in cui naviga il paese lanciando la provocazione della interruzione del campionato di calcio per 2 o 3 anni.

Il coro di no che ha accolto questa provocazione conta la quantità deimafiosi e degli amanti della illegalità diffusa presenti in Italia.

Almeno, quelli che si manifestano favorevoli ad uno stato che tolleri illegalità e mafie.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 18/04/2012 di Gustavo Gesualdo

mercoledì, 18 aprile 2012

Crisi economica, politica, umana, finanziaria, sociale, comunitaria, nazionale, internazionale, globale.

Quando in un paese si allentano i cordoni della borsa del benessere diffuso che tenevano unito e fasciato il complesso delle caste e delle corporazioni sociali, politiche, comunitarie ed economiche che lo compongono, allora quella nuova distanza e questo nuovo vuoto vengolo colmati da quotidiane reciproche accuse di follia.
Scompare la voglia di capire, si perde il metro e la misura di chi pretende arrogantemente di comprendere il prossimo suo a priori, quando non è in grado di contenere il pensiero altrui.
Lei non sa chi sono io …
Ma chi credete di spaventare, i passeri?
Troppo piccole le altezze umane dello status quo per poter capire cosa accade intorno a loro, per poter contenere e razionalizzare il pensiero altrui in piena evoluzione.
Così, la coesione sociale si trasforma in avversione sociale e la competizione sociale degrada in conflitto sociale.
La competizione socio-economica non dispone più di tolleranza e di solidarietà fra chi ruba e chi viene derubato.
Così, lo status quo dell’abuso del prepotere pubblico a fini di conservazione di privilegi e interessi di casta assurdi ed impagabili, ora ammutolito e schiaffeggiato, tenterà una reazione conservativa attraverso l’abuso della forza pubblica.
E sarà l’inizio della fine:
forza chiama forza, bastone chiama bastone, manganello chiama manganello.
E la storia ricomincia in un susseguirsi di reazioni e reazioni, reazioni a reazioni, sino ad arrivare alle reazioni senza alcuna causa, promosse solo al fine del godimento nell’esercizio del potere.
E tutto ricomincia da capo, nello svolgersi imperioso di vortici storici ricorrenti.
Ed è inutile tentare di avvisare, di avvertire, di indicare modi di prevenire, di cambiare futuro e fato, di mutare il destino.
Non capiscono, ma soprattutto, non vogliono capire che famiglie ed aziende sono molto più importanti di loro e della loro stessa esistenza.
Hanno minato il futuro delle famiglie naturali e delle aziende competitive.
Cadranno anche per questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La truffa alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana

giovedì, 21 luglio 2011

Fottere il prossimo tuo, non fare nulla e non lasciare che altri possano fare, non riformare ne cambiare niente e soprattutto, non consentire che altri riformino ovvero mutino lo status quo della dittatura abusiva della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Questo è il dogma vincente della inciviltà italiana, questo è il male assoluto che uccide il popolo italiano, questo è il comportamento negativo che sta suicidando il paese intero, sia quello che condivide, alimenta, promuove e progapa questo comportamento, sia quella parte del paese e del popolo che non lo condivide affatto.

Alcuni esempi della fregature, delle prese in giro, delle frodi e delle truffe che “questo stato democratico” ha assegnato al popolo sovrano:

– nel 1993 un voto referendario, strumento di democrazia diretta, determina con il 90% dei consensi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (la madre di tutte le corruzioni politiche);
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu cambiare il nome alla vecchia legge (Piccoli) del 1974 e rinominare il finanziamento pubblico ai partiti come “rimborso elettorale” ed il voto referendario fu aggirato, truffato, delegittimato:

il principio del finanziamento pubblico ai partiti, abrogato dal popolo sovrano, venne di nuovo sostenuto normativamente e soprattutto rifinianziato.

– nel 1985 un altro voto referendario determina con l’80% dei consensi l’introduzione della “responsabilità civile dei magistrati che sbagliano”;
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu approvare in parlamento una legge che sottraeva il magistrato che sbaglia alla propria responsabilità civile, facendola ricadere invece sull’ente stato:

così il magistrato che sbaglia, continua a sbagliare (quanti sono i delinquenti ed i mafiosi che escono dal carcere per errori tecnico-giuridici, errati calcoli temporali dei processi e decorrenza dei termini?) e fa pagare il conto allo stato, invece di pagarlo di tasca propria, con il paradosso che, la casta politica dei truffatori di professione, fa pagare al popolo sovrano un errore che danneggia proprio i cittadini che sono vittime della cattiva amministrazione della giustizia.

La vera truffa alla napoletana, la frode professionale, la scorrettezza assoluta, l’infedeltà incarnata, la slealtà rappresentata:

questa è la casta politico-burocratico-partititica che gestisce il potere pubblico in nome del popolo sovrano, contro gli interessi del popolo sovrano.

E questi sono solo alcuni esempi:

potrei tranquillamente pubblicare (come già fanno altri civilissimi, dignitosissimi, democraticissimi e liberissimi blog italiani), la lista completa dei politici indagati per corruzione, falso ideologico, abusi vari e continuati del potere pubblico, per confermare che è sicuramente la casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano il male assoluto italiano, confermando che solo una assoluta distruzione di questa casta rappresenti l’unica via d’uscita futura per il popolo che lavora e per le famiglie che combattono quotidianamente per una vita dignitosa o per la mera sopravvivenza.

La truffa italiana alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana perchè truffa il nord assoggettandolo ad un sud truffaldino, mafioso, fannullone e profondamente ancorato al mondo della illegalità, poiché è ampiamente provato quanto lo stato dei politici e della dirigenza meridionale non contrasti appropriatamente la casta corporativa che abusa del potere pubblico per il proprio interesse e per i propri privilegi contro la tutela degli interessi e la garanzia del popolo sovrano.

In questo stato di fatto e di diritto, lo stato stesso è messo in discussione, nella sua incarnazione di stato criminale e stato criminogeno, nella sua componente maligna di pluralità di caste del potere pubblico che vivono di danaro pubblico, di privilegi pubblici, di intoccabilità pubblica, di impunibilità pubblica, di irresponsabilità pubblica.

Basterebbe una sola norma per mettere le cose al loro posto, riportando nell’alveo della responsabilità personale, politica e professionale quei funzionari dello stato che usano il potere dello stato contro il popolo e non in suo favore, compresi i reati di corruzione e di concussione, reati che vertono entrambe intorno al cardine del potere pubblico politico-amministrativo e burocratico, basta una legge con un solo articolo:

“chiunque rivesta funzioni, attribuzioni o eserciti poteri pubblici ovvero agisca in funzione di incarichi pubblici è punito per tutti i reati commessi in uso o abuso di dette funzioni e poteri con la pena prescritta dalla legge, caso per caso, moltiplicata per tre (3) volte unificando le pene per i reati di corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio nella misura unica applicabile da 6 a 12 anni di reclusione”.

Cosicchè, se una corruzione può essere punita con sei (6) anni di detenzione, la pena viene automaticamente portata a diciotto (18) anni.

Attualmente sono previsti i seguenti reati (che andrebbero unificati sul versante della pena) con le seguenti pene previste, caso per caso:

Concussione > da 4 a 12 anni

Corruzione per un atto di ufficio > fino ad 1 anno

Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio > da 2 a 5 anni

Corruzione in atti giudiziari > da 3 a 8 anni

Per questi reati, come per quelli simili di istigazione alla corruzione, peculato, abuso d’ufficio, ect., la pena prevista andrebbe quindi unificata in un minimo di 6 ad un massimo di 12 anni di reclusione.

Se venisse applicato il moltiplicatore qui proposto, le pene minime partirebbero da un minimo di 18 anni sino ad un massimo di 36 anni di carcere.

Stesso dicasi per l’abuso di ufficio, reato dietro al quale si cela spesso l’interesse privato e personale ad accelerare o a frenare una pratica d’ufficio, in favore di qualcuno (perchè ha già pagato l’estorsione corruttiva) o in sfavore di qualcun altro (per fargli capire che se non paga la tangente, la sua pratica verrà insabbiata).

Detto e fatto.

Semplice e veloce.

Ovviamente, inapplicabili per il reato di corruzione, di concussione e di abuso d’ufficio devono essere tutti gli sconti di pena.

Ovviamente la sentenza va emessa prima che il reato cada in prescrizione o deceda per decorrenza dei termini.

Ovviamente, come accade in tutti i paesi occidentali, normali, democratici e liberi, se prendi 18 anni di detenzione, te li fai tutti, caro corrotto.

E senza sconti.

Si dovrebbe inoltre, reintegrare immediatamente la responsabilità civile personale dei giudici e vietare assolutamente e perentoriamente ogni tipo di finanziamento pubblico ai partiti politici, in ogni caso e per sempre, per restituire legalità ad uno stato che è ormai una feroce dittatura delle caste private che dominano il popolo attrverso l’uso deviato o l’abuso del potere pubblico.

Andrebbe anche imposto un limite temporale ala durata di ogni livello di giustizia, in modo da garantire l’emissione di una sentenza certa, serena e definitiva entro e non oltre 18 mesi dall’inizio del processo (6 mesi la durata di ognuno dei livelli di giustizia previsti: 12 mesi per due livelli, 18 mesi per tre livelli).

Questo dovrebbe assicurare immediatamente lo stato di diritto ai cittadini, questo dobìvrebbe garantire la casta al popolo sovrano.

Immediatamente e senza alcuna ulteriore perdita di tempo.

Ovvero, qualche cittadino coraggioso, dovrà pensare a portare queste eclatanti inottemperanze, omissioni, complicità materiali e morali e degenerazioni del sistema statale italiano degradato da sempre alla solita truffa alla napoletana nei confronti del popolo sovrano, dinanzi a livelli giurisdizionali superiori ed internazionali, che possano accogliere istanze di secessione da parte di quei territori e di quei popoli che avanzassero e manifestassero volontà di secessione da questo stato di fatto e di diritto della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Un cittadino qualsiasi, un cittadino qualunque,un cittadino X.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X