Articoli marcati con tag ‘stato di emergenza’

Riflessioni a tastiera aperta – 2 ottobre 2013

martedì, 1 ottobre 2013

Minchia che disastro che ha combinato la casta

Insomma, i due maggiori politici si dimostrano incapaci di dialogare e di realizzare le riforme che caratterizzano una maggioranza definita delle larghe intese.
Litigano continuamente mentre il governo agonizza immobile come il parlamento, sollecitato ad agire solo in favore di detenuti, criminali, immigrati clandestini e omosessuali, categorie nei confronti delle quali esiste una azione privilegiata di indirizzo politico.
Il popolo sovrano invece,soffre e muore attonito, agonizzando malamente a causa della incapacità politico-istituzionale di fare quel che c’è da fare.
La soluzione è semplice: democrazia diretta, fuori la casta, fuori le classi dirigenti, il popolo indirizza e governa.
Visto che questo sistema è maligno e criminale, lo mandiamo in pensione. Il capo dello stato dichiara lo stato di emergenza, scioglie camere ritira mandato a governo Letta.
Assegna a elemento terzo rispetto alla sindacatocrazia, alla burocrazia ed alla partitocrazia il compito prefissato in “X”anni di realizzare liberalizzazioni, riforme e assetti istituzionali per garantire governabilità e funzionalità dello stato.

Alcuni scrivono che B ha corrotto tutto e tutti.
Non che poi tutto e tutti in questo paese vizioso fossero proprio incorruttibili.

Io non ho votato e non voterò.
Non avallo un sistema di mafiosi e di corrotti, al minimo, di malati di mente e di incapaci, al massimo.
Mediamente idioti, in ogni caso.

In un sistema politico-istituzionale ormai ridotto ad una farsa nella quale gli attori non fanno nulla per impedire il fallimento del paese e si preoccupano esclusivamente di accusarsi reciprocamente di essere la causa di tale disfatta disastrosa mi convinco ogni giorno di più che questa casta non andrà a fare danni altrove con le buone maniere o con la cabina elettorale.
Il che, mi appassiona e mi incuriosisce nel tentare di proiettare tutte le variabili possibili per immaginare quale sarà il futuro di questo paese, assai corrotto e mafioso, troppo, per avere diritto ad una salvezza gratis et amore dai propri vizi e dalle proprie irresponsabilità.
Da spettatore poco attento mi compiaccio di una sola cosa:
di non aver votato per nessuno di questi pazzi suicidi alle scorse elezioni.

Alle iene stanno raccontando di come siano piene di veleno le produzioni agro-alimentari campane.
Mangiate napoletano, morite napoletano.
E se qualcuno denuncia, la camorra lo uccide e il napoletano del colle telefona e mette tutto a tacere.
E l’olimpiade di chi ruba per prima la bici nel mondo?
Ovviamente vince un napoletano!
Minchia, saranno diventati razzisti alle Iene?

A Barack Hussein Obama II è costato molto caro l’aver graziato il criminale di guerra Bashar Hafiz al-Asad di Siria e l’aver graziato anche Hassan Rouhani di Iran:
i repubblicani americani hanno chiuso lo stato federale mancando il finanziamento agli oltre 800.000 dipendenti pubblici federali ed alle strutture federali.
Una situazione inedita per gli USA.
Una situazione che costringerà Obama a dare tagli drastici e lineari alla spesa pubblica americana ovvero lo costringerà ad affrontare il fallimento dello stato federale.

Per veder cadere la casta PD+L + PD-L dovremo vedere rinascere la DC?
E no, ora basta:
ma non muoiono mai questi qui?

Se si desidera veramente eliminare le mafie io ho una soluzione certa e definitiva:
– istituzione del reato di comportamento mafioso;
– punizione del reato associativo mafioso e del reato di comportamento mafioso con la Pena di Morte.
Ogni altra soluzione lascia in vita e in forze le mafie libere di infiltrare e governare lo stato.
Ogni altra soluzione non elimina le mafie.
Per intenderci non servirebbe più dimostrare che un politico è affiliato ad una cosca mafiosa per punirlo, ma basterebbe dimostrare che ha avuto un comportamento mafioso, responsabilità personale (articolo 27 costituzione), per poterlo giustiziare.
E cioè, gente come cuffaro, dell’utri e lombardo ed anche come andreotti, se non fosse stato salvato dalla prescrizione, sarebbero stati giustiziati. Morti.
Non so se è chiara la portata di un tale assetto giuridico in contrasto alle mafie ed ai mafiosi.

E se Telecom Italia passasse in mani spagnole, chi potrebbe impedire alla Eurogendfor di intercettare il capo dello stato italiano che fa pressioni sui giudici?
Cosa contenevano le intercettazioni telefoniche fra napolitano e mancino poi distrutte su volontà di napolitano?
Ve la do io la democrazia.

La mafia politica trema e tenta di rinviare il più possibile il momento della resa dei conti.
Questa è una buona cosa e misura il loro terrore dinanzi alla indignazione del Popolo Sovrano.

ah ah ah quel gran pirla di letta junior pensava di averlo messo nel sacco e un intero partito, il PD, pensava di averlo archiviato.
Invece è ancora berlusconi a dettare la marcia del governo, della sua programmazione, della sua fine e delle successive elezioni.
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.
Nel PD non ci sono palle sufficienti per mandare a casa o in galera un sia pur vecchio berlusconi, stanco e sicuramente rotto di cazzo.
Minchia che casta politica di deficienti sottosviluppati.
Oppure complici interessati?
Perché così cretini non è ammesso né concesso esistere.

L’unico bene per la città di Foggia sono le industrie.
Ma voi, dalle tute blu volete solo il consenso.
Voi, il lavoro lo vedete solo a carico della spesa pubblica.
Il lavoro libera:
dalla dittatura delle sovrastrutture sociali parassitarie e confortevoli, comode e sicure, come quello stipendio a fine mese nella Pubblica Amministrazione.
Ma se aveste vissuto, studiato e lavorato fuori dall’Italia, nei cosiddetti paesi virtuosi, sapreste che il lavoro è privato, è industria, è produttività, non zecca parassitaria, non elucubrazioni mentali, non disconessioni impossibili con la realtà del territorio in cui si insiste e di sui si è chiesto ed ottenuto l’arbitrio del governo.
In nome del popolo sovrano.
Ex comunisti?
Peggio dei democristiani, o perlomeno, tali e quali.

Squinzi: “Italia rischia commissariamento da Ue, Fitch vigila”.
Gesualdo: “un commissariamento dalla Unione Europea?
Magari, almeno hanno finito di rubare come porci i politici idagliani.
Tra risparmio di danaro pubblico, eliminazione degli sprechi, annullamento della corruzione, estinzione della evasione fiscale e inibizione della infiltrazione delle mafie nelle istituzioni idagliane, il commissariamento UE promette di essere un ottimo affare, il miglior affare possibile in alternativa ad una dura dittatura che spenga nel sangue la attuale dittatura delle caste e delle corporazioni mafiose.”

Porci con le ali che cercano di passare per colombe avverse ai falchi!
Ma siamo alla farsa.

Nell’idaglia degli idagliani ogni mimino cambiamento dello status quo(tidiano) crea caos.
Mai una volta che un ordine esecutivo di indirizzo politico venga applicato con la necessaria diligenza del buon padre di famiglia piuttosto di un continuo e intollerabile subdolo contrasto che crea caos nel sistema della pubblica amministrazione al fine di imporre alla politica scelte non lecite né accettabili.
Il primato è della politica.
E se non lo avete imparato all’università, come amministrate la giustizia?
Nel caos vince l’anti-stato.
E chi tradisce lo stato ha un solo diritto:
una punizione esemplare certa e tempestiva.
Sempre che l’interazione italiana sia una considerazione di normalità.
L’aborto è legge.
Obietto!
La riforma della giustizia è legge.
Caotizzo!
Conosco a memoria questo modo di agire che convalida l’antico adagio:
governare gli italiani non è impossibile, è inutile.
Non sanno conformare il loro comportamento alle direttive ricevute.
Qui in Italia le direttive vogliono impartirle tutti, tutti quegli allenatori di un campionato senza giocatori ed esecutori leali e fedeli.
Se i Carabinbieri facessero come fate voi, sarebbero la più antica, leale e fedele istituzione italiana, ancor più antica leale e fedele dello stesso stato italiano?
Vi prego di considerare che essere liberi non vuol dire interrompere e/o ritardare un pubblico servizio al fine di convincere e fare pressioni per la non applicazione di una riforma del sistema giustizia.
Probabilmente occorre affidare per 5 anni all’Arma dei Carabinieri tutti i vincitori di concorso pubblico, compreso e non escluso quello per l’abilitazione alla avvocatura, prima di assegnarli al loro definitivo impegno professionale al servizio dello stato.
E non per niente nella nuova gendarmeria europea (Eurogendfor) delle forze di polizia italiane è stata introdotta solo l’Arma dei Carabinieri nei quadri di comando.
Domanadatevi perché nella Unione Europea dei paesi virtuosi abbiano una tale fiducia nell’Arma.
Forse una tale fiducia ha a che fare con quella lealtà e quella fedeltà alle istituzioni di cui vado scrivendo, anche troppo?.
Buona giornata.
Ma soprattutto, buon lavoro.

Chi credete abbia convinto assad di siria a scendere a migliori consigli:
A – le preghiere dei cristiani;
B – il buonismo dell’idiozia pacifista a tutti i costi;
C – la minaccia di qualche centinaio di F16 nel cielo siriano?

Non siate razzisti: non è vizio, non è sottosviluppo, non è mafia.
è solo il meridione dell’idaglia degli idagliani, è solo quella questione meridionale che le classi dirigenti meridionali idagliane si sono sempre rifiutate di affrontare e risolvere per assicurarsi un serbatoio di clientela elettorale facile da estorcere o da scambiare.
Non siate razzisti: dategli pure un indulto e una amnistia, magari anche un premio in danaro.

giorgio il napoletano: serve stabilità anche per risolvere problema rifiuti
Gustavo Gesualdo: altrimenti dove la buttiamo la monnezza napoletana?

Per ottenere la tessera del partito democratico in idaglia occorre avere un QI inferiore a 50.
Cambiano leader di frequente, cambiano spesso anche il nome, ma restano la più gran massa di imbecilli che si riesca a riunire.
Non so se siano più vili che idioti.
Senzadubbiamente

ComeVoelvasiDimostrare:
non hanno fatto altro che garantire la difesa e la tutela degli interessi di gay, immigrati clandestini, carcerati, delinquenti e pregiudicati a danno della tutela e della difesa degli interessi del territorio italiano, del popolo italiano, dello stato italiano, della patria italiana, della nazione italiana.
Dalle elezioni ad oggi nessuna manovra e nessun indirizzo politico del governo letta è andato nella direzione di cambiare il paese, renderlo globalmente concorrenziale, riformarlo, liberalizzarlo, difenderlo da mafie, corruzione ed evasione fiscale.
La casta politica italiana va eliminata in toto in favore della rinascita del paese reale, preso in ostaggio per garantire la continuazione del prepotere della casta politica, della casta burocratica e della casta sindacale, in particolare delle classi dirigenti meridionali che garantiscono a loro volta ricchezza e benessere nel sud del paese, una ricchezza mai costruita né conquistata ed un benessere mai meritato, cercato, voluto.
Vogliono solo vivere senza sudare, senza lavorare, senza sacrifici e senza produrre nulla di interessante.
Sono ormai come gli zingari: vivono di espedienti.

boldrini, kyenge , idem e cancellieri :
dovevate essere il riscatto delle donne in politica e invece avete rappresentato un vero e proprio fallimento della rappresentanza.

Se avessi un adeguato finanziamento che mi coprisse dai danni di una persecuzione giuridica certa, assurda ed ingiusta, domani mattina rifonderei il partito fascista e ordinerei un costante approvvigionamento di olio di ricino e bastoni randellati nodosi e “picchiosi”.
Non meritano altro, non hanno mai meritato altro:
governare gli italiani non è impossibile, è inutile.
E la chiamano democrazia ….

E per l’ennesima volta, l’avete preso in quel posto senza protestare.
Siete proprio un popolo di coglioni mai visti prima.
Meritate l’estinzione, cazzo.

Un intero paese sotto lo scacco di un pregiudicato che non accetta la giustizia che ha governato e corrotto egli stesso

Ma chi credete che abbia sversato in mare a napoli i reflui delle discariche abusive campane?
Erano uomini dello stato che nascondevano le prove della loro complicità, della loro incapacità, della loro assoluta viltà.

Made in italy la mozzarella di bufala campana dop fatta con latte cagliato e surgelato argentino?
Ma cosa prendete al mattino?
Cocaina impastata con la farina della brioches?

Non riesce a mantenere insieme l’Italia e sogna gli stati uniti d’europa:
un idiota coi fiocchi

Stranieri in classe, bambini con problemi in classe, docenti mai maturati in classe.
In Italia le classi non sono sociali ma demenziali.
Per i normali c’è solo tanta persecuzione, sopportazione e tolleranza.
Il giorno che ne avranno le scatole piene, il potente cadrà, come cadranno i suoi servi sciocchi.

Gli italiani sono tra le migliori menti di questo mondo, tra le migliori braccia e tra le migliori gambe che esseri umani possano vantare. Però decenni di allontanamento obbligatorio e coatto in esilio dal suolo natio di chiunque facesse funzionare il proprio cervello hanno provocato una selezione innaturale:
i più intraprendenti sono andati, i meno, sono rimasti e si sono riprodotti tra loro affinando “certe caratteristiche caratteriali”.
Ecco spiegato in poche righe perché questo popolo non si ribella mai, anche di fronte a soprusi e prevaricazioni delle sue caste dirigenti inccettabili ed impossibili. Hanno creato, selezionandolo, un popolo su misura per le ruberie che compiono.
Altrimenti sarebbero stati già soppressi da una enorme risata.

Il problema delle amicizie è che ognuno ritiene di poter imporre la propria visione ed il proprio valore all’amicizia, sia in ordine di importanza che di portanza.
Il problema delle amicizie è che sono competitive e non rendono complici, non uniscono.
Perché in Italia si uniscono e si associano solo i malintenzionati, ecco perché la vera amicizia resta un passaggio sociale non più transitabile.

Io non faccio accordi con la ‘ndrangheta per vincere primarie ed elezioni, io non salgo sullo yacht di nessuno, io non accetto finanziamenti dalla famiglia Riva, io non prendo danari da monte paschi di siena.
Cosa dice? Io mi chiamo Fassino?
Io non sono fassino e non lo conosco nemmeno uno che si chiama fassino!
Casta non mangia casta, lupo non mangia lupo, mafia non mangia mafia.
Ma arriverà il giorno in cui renderete conto del male che avete sparso consapevolmente quanto irresponsabilmente.
Con voi serve solo il bastone e la carota non per assunzione orale.

Resta il problema grave e serio di un sistema di regole fatto in modo da non poter essere cambiato.
Chiunque vincesse le elezioni, anche con un largo consenso, non potrebbe governare perché minato al senato da una maggioranza sempre risicata voluta dal porcellum e dalla successiva campagna acquisti di parlamentari che cercherebbe di ribaltare il risultato delle urne.
Uno come napolitano al colle poi è una vergogna, uno scandalo.
Ma è lui che conferisce incarichi di governo: un nemico della democrazia che punta solo a conservare il potere della casta.

Dici Italia o italiano e imprenditori, finanziatori, manager, borse e mercati finanziari ti sbattono la porta in faccia.
Perduto ogni riferimento positivo alla italianità in senso commerciale, manageriale e imprenditoriale in Italia: sono tutti fuggiti all’estero e chi non è fuggito, è stato svenduto all’estero.
Grazie casta.

Sì, è vero, è stato il timoniere! Anzi no, è stato il capitano in seconda! Anzi no, è stato il vice comandante! Anzi no, è stata colpa della capitaneria di porto che aveva spente le apparecchiature salva-navi! Anzi no, sono stati gli alieni che mi hanno rapito e mi hanno costretto ad abbandonare nave ed equipaggio senza ordini e naufraghi disperati nel momento del bisogno! Anzi no, è stata mia nonna in carrozzella! Anzi no, è stata la nave che si è inchinata su un lato senza preavviso! Anzi no, anzi sì, insomma, io non c’ero e se non c’ero non ho visto e non ho sentito nulla e se ho sentito o visto qualcosa allora ero ubriaco ed in preda alle droghe!
“Ma cambia spacciatore, vigliacco ubriacone e tossicodipendente che non sei altro, che se ti prendo finisci definitivamente di ammazzare uomini donne e bambini inermi le cui vite erano affidate alla tua (ir)responsabilità.”
Firmato: Gustavo Gesualdo, quello che prima o poi ti rompe la faccia senza tentare di scaricare la colpa su nessuno.

I paesi viziosi sotto tiro:
per ogni carota rifiutata, verrà impartita una bastonata.
Magari funzionasse.
Io userei solo il bastone ed in grandi quantità.

Chi non impara dai propri errori,
o è uno stupido
o è uno interessato

Cari idagliani che amate tanto il multiculturalismo patologico e l’integrazione virale ecco il risultato delle vostre azioni idiote:
casi di tubercolosi in tutta Italia, sia su animali che su persone.
Vi ringrazio per la vostra assoluta idiozia e spero che le vostre famiglie vengano attinte e sterminate da questo male inguaribile, assai contagioso e pericoloso.
Prima però, spero soffriate abbastanza a lungo per comprendere quanto siete stupidi a imporre l’ingresso non controllato e non selezionato di soggetti extra-comnunitari in Italia.
E visto che ci siamo, vi auguro anche un cancro, nel caso sopravviveste alla tubercolosi, alla legionella o a quale ceppo virale importato dai vostri immigrati clandestini, amati
e protetti più di quanto non abbiate mai amato e protetto un vostro concittadino.
Crepate in pace, amen.

Napoli fra Camorra, Emergenza Rifiuti, Illegalità e Degrado Urbano: Stato di Emergenza Generale

sabato, 25 giugno 2011

Immaginate una realtà urbana composta di un milione di abitanti, cinta da un’area metropolitana fra le più popolose d’Italia e d’Europa e ad altissima densità abitativa.

Immaginate una città europea ed occidentale dove 7 case su 10 non esistono presso le mappe catastali.

Immaginate uno stile di vita tradizionalmente votato alla irresponsabilità individuale e collettiva, ad una leggerezza dell’essere che si vota ad una illegalità spaventosa, ad una arroganza indicibile, ad una prevaricazione violenta del prossimo e ad una inosservanza assoluta della legge e di ogni altro modus vivendi civile e basato su comportamenti ispirati alla correttezza, al rispetto reciproco ed al dovere.

Immaginate una realtà urbana dove garantire al sicurezza e la salute dei cittadini sia praticamente impossibile.

Immaginate una comunità umana che ha abiurato l’intelligenza e la razionalità in favore di comportamenti che fanno della furbizia l’unico stile di vita condiviso e riconosciuto.

Immaginate una città dove omicidi, rapine, violenze e prevaricazioni siano assurte a regola di vita, da condividere o da subire.

Immaginate una realtà urbana che contenga la presenza di ben 50 cosche mafiose camorristiche in città e di altrettante nella sua provincia.

Immaginate una città europea che viene ciclicamente quanto cronicamente sommersa dai propri rifiuti non raccolti, non differenziati, non smaltiti.

Immaginate una cultura, una storia, una politica, un modo di vivere e di governare il bene comune per cui, la deresponsabilizzazione, sia la morale unica di riferimento, per cui, ogni problema dei mille di cui soffre una città, sia sempre da attribuire alla mancanza di terzi e non alla incoscienza di chi vi risiede, di chi vi abita, di chi la vive.

Ecco, non andate oltre con la vostra immaginazione:

benvenuti a napoli.

State molto attenti, però, che a voler tentare di stimolare la comunità napoletana a comportamenti maggiormente civili e consoni ad uno stile di vita basato sulla correttezza morale e materiale, sulla partecipazione attiva alla vita pubblica, soggetta al rispetto della legge, incline al rispetto delle altre popolazioni e degli altri territori che condividono con essa stato di diritto, lingua nazionale, immagine nazionale, simboli nazionali, cultura nazionale, storia nazionale, politica nazionale, finanza nazionale, economia nazionale, ebbene, prestate molta attenzione a mostrare volontà di analisi critica nei confronti del fallimento umano, culturale, civile, urbano, legale, amministrativo, burocratico e politico napoletano, poiché potreste anche ritrovarvi con una bella accusa di essere dei volgari razzisti, dei mentitori, degli stravolgitori della realtà napoletana.

Napoli annega da sempre nella propria monnezza?

Razzisti maledetti: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

A Napoli regnano sovrane illegalità diffusa e camorra?

Millantatori menzogneri, mascalzoni e professionisti della diffamazione: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

Napoli distrugge l’immagine del Belpaese, massacra il Made in Italy, danneggia l’immagine della nazione unitaria, mortifica una intera popolazione nazionale, umilia l’Italia intera e propaganda immagini deleterie dello stile di vita italiano in tutto il mondo?

Ma è colpa degli italiani, ovviamente, mica è responsabilità dei napoletani?

La monnezza napoletana giace ammassata maleodorante ed incendiaria per le strade e le piazze napoletane?

Ma è colpa della camorra, della regione, del governo nazionale, della Lega Nord, del nord, dei settentrionali, dei meridionali, dei siciliani, dei pugliesi, dei lombardi, dei laziali, dei toscani, dei piemontesi, degli emiliani, dei veneti, dei romagnoli, dei marchigiani, dei calabresi, è colpa di tutti e di tutto, tranne che dei napoletani.

Ovvio, no?

E non permettetevi di darne la colpa e la responsabilità a napoli, ai napoletani, alla classe dirigente napoletana:

sareste solo dei maledetti razzisti!

Nel frattempo, napoli non esiste più:

resta fuori dal dettatto della legge italiana, non governa il proprio territorio e la propria comunità, non gestisce il proprio ciclo dei rifiuti, non garantisce le condizioni minime per una vita civile e dignitosa, rispettosa della legge e rispettosa del prossimo suo connazionale, reso schiavo e costretto a porre rimedio ad ogni sua inciviltà, ad ogni sua incapacità, ad ogni suo errore, ad ogni sua colpevolezza, ad ogni suo ritardo, ad ogni suo degrado, ad ogni sua mancanza, ad ogni sua emergenza, ad ogni sua esigenza, ad ogni suo bisogno, ad ogni suo disservizio, ad ogni sua pretesa, ad ogni sua arroganza, ad ogni sua violenza, ad ogni sua prevaricazione.

Napoli è semplicemente fallita, miseramente.

Quando ne prenderà atto il Capo dello Stato?

Quando ne prenderà atto il Capo del Governo?

Quando ne prenderà atto il Parlamento?

Dichiarare lo stato di emergenza a napoli?

Sì, ma uno Stato di Emergenza Generale, non solo limitato ai rifiuti, con il conseguente commissariamento del governo cittadino, con la conseguente limitazione dei diritti civili e politici di una intera popolazione che ha più che ampiamente dimostrato di non saperli esercitare e rispettare, con l’istituzione di una governance napoletana commissariale della durata di almeno quattro lustri, che abbia carta bianca per ripulire la città da ogni illegalità da ogni sopruso, da ogni monnezza.

Napoli va commissariata e sottoposta ad un governo di emergenza da imporre con la coercizione pubblica, con la forza pubblica, con l’imperio pubblico.

Napoli va commissariata ed affidata alle cure di un non-napoletano, che ricrei in un arco ventennale, le condizioni minime per una convivenza civile e rispettosa della legge.

Tale commissariamento è un imperativo cui nessuna politica nazionale si può sottrarre, se intende veramente salvare il salvabile in una comunità degradata e massacrata a tal punto, da credere ormai che non vi sia salvezza, non vi sia un futuro diverso da questo indecente presente.

Napoli è ingovernabile?

Napoli non è riconducibile ad una condizione sia pur minima di vita civile e democratica?

E allora, non vi è da perdere altro tempo e danaro pubblico:

va commissariata nella sua totalità e riportata, con la forza o con la ragione, nell’alveo di una civiltà democratica che ha il precipuo ed imperativo dovere di intervenire, con ogni mezzo, per imporre la Legalità, la Giustizia e la Sicurezza a napoli.

L’esercito a napoli?

Sì, per venti anni, ad ogni angolo di strada, in ogni piazza, in ogni rione, in ogni quartiere, in ogni palazzo del potere, in ogni momento della sua vita cittadina, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

Altrimenti, ogni altro intervento emergenziale si dimostrerà inutile se non addirittura dannoso, perpetuando e validando una condizione di prevaricazione e di inciviltà assoluta, secondo la quale, ad ogni mancanza napoletana deve corrispondere un rimedio nazionale, ad ogni danno napoletano deve corrispondere un danno nazionale, ad ogni furbizia napoletana deve corrispondere una umiliazione nazionale.

Ma dove sta scritto tutto ciò?

In quale legge nazionale ed in quale articolo della costituzione italiana sta scritto che i napoletani possono fare tutto quel che gli pare e piace al di fuori della legge e tutti gli italiani sono coercitivamente obbligati a pagarne il danno per loro?

Lo stato di diritto non può imporre questa dittatura della illegalità e della inciviltà napoletana all’intera nazione.

Lo stato di diritto ha il preciso dovere di intervenire, con forza e decisione, al fine di risolvere radicalmente e di recidere definitivamente ogni precondizione che sottragga alle proprie responsabiltà personali, civili, politiche, individuali e collettive i napoletani.

Lo stato ha il dovere di garantire alla popolazione italiana l’immediata cessazione di questo degrado inaccettabile, di questa inosservanza della legge, di questa zona franca dalla civiltà democratica che è rappresentata dal territorio napoletano.

Urge certificare un fallimento di fatto in un fallimento di diritto, per porre fine a questa cronica condizione di inciviltà anti-democratica, che è eccessivamente dannosa ed onerosa nei confronti del resto dei territori e delle popolazioni nazionali, assolutamente incolpevoli e innocenti, di fronte ad un problema che è squisitamente, puramente, strettamente, meramente, esclusivamente, solamente, unicamente, completamente, precisamente, precipuamente, specificatamente, assolutamente, solo e e soltanto napoletano.

Ogni altra strada che si intenda percorrere, contribuirà solamente ad aumentare il danno complessivo, a radicare la convinzione che ciò che accade a napoli è normale, è giusto, è civile.

Una aberrazione che va contrastata e combattuta, questa, al fine di impedire che la catastrofe napoletana, divenga quella goccia che farà traboccare l’intero vaso italiano, annegandolo nella sfiducia generalizzata di tutti i paesi civili e democratici, convinti oramai che, l’Italia non sia in grado di autogovernarsi, di rendere giustizia, di imporre la legge, di essere un paese che offra garanzie di democrazia e di libertà che non vadano confuse con un lassismo che infrange volontariamente la legge, nel silenzio assoluto di una casta politica incredibile ed inenarrabile.

L’Italia va liberata da questa insostenibile “oppressione napoletana”, come va garantita ai napoletani stessi, la possibilità di vivere in una civiltà decorosa, in una sicurezza accettabile, in una città vivibile, senza che questo si trasformi in un debito perpetuo mai contratto dagli italiani nei confronti dei napoletani.

Questo stato di fatto è inaccettabile:

a napoli va ripristinato lo stato di diritto, subito.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

O sterminiamo mafie ed illegalità, o salviamo almeno il nord.

domenica, 8 maggio 2011

L’Italia è ormai definitivamente spaccata in due italie.

In quella del sud, è emergenza continua:

dei rifiuti, sanitaria, mafiosa, del lavoro, dell’amministrazione, della politica e della burocrazia.

In quella del nord, l’emergenza primaria è divenuta l’assalto delle mafie meridionali all’economia, alla finanza e al mondo del lavoro, come ben si legge nelle difficile partita che si sta giocando sull’Expo 2015 a Milano.

Ma intanto, una visione suicida sembra proiettarsi sempre più marcata nell’agire politico.

Si ha la netta sensazione che si spinga nella direzione di una omologazione del nord al sud (e non del sud al nord…) attraverso una allucinante correlazione secondo la quale:

se siamo tutti mafiosi, nessuno è mafioso;

se siamo tutti corrotti, nessuno è corrotto;

se siamo tutti usurai, nessuno è usuraio ….

Il limite del buonsenso pare effettivamente scomparso in questo paese.

Sembra quasi una “resa politica” dello stato all’antistato, quasi una presa d’atto della assoluta incapacità delle popolazioni meridionali, della classe dirigente meridionale e soprattutto della classe politico-burocratica meridionale di autogovernarsi e di imporre la legalità sulla illegalità, la legge sul crimine, il bene sul male.

E visto che il sud è ormai perso, l’unico modo di tenere unita l’Italia è adeguare lo stile di vita del nord a quello del sud, mafiosizzando il nord in tempi brevi.

Una colonizzazione mafiosa del nord per salvare il sud, ecco il quadro che appare trasparire da una certa prospettiva odierna.

Ma il nord, non potrebbe mai accettare una sorte simile, almeno coscientemente.

E lo sforzo di valorosi uomini del nord, come quello del ministro dell’Interno Maroni nel contrasto alle organizzazioni mafiose, racconta proprio di questa impossibilità di arrendersi del nord a questa condizione di continua emergenza del sud.

Siamo costretti ad utilizzare le forze armate per ripristinare condizioni minime di vivibilità e di salubrità nel sud, al costo della incapacità delle popolazioni meridionali di governare e gestire i propri rifiuti.

In particolare, la città di Napoli appare sempre più fuori da ogni identità di civiltà europea ed occidentale.

Una città perduta, un popolo dissolto, una classe dirigente inesistente.

Un vero e proprio disastro morale e civile che rischia di inghiottire con se tutto il meridione ed anche il settentrione del paese.

Arrivati a questo punto, l’orizzonte è chiaro:

o risolviamo definitivamente la questione mafiosa e della illegalità nel sud, ovvero salviamo almeno il nord da questo massacro quotidiano.

Altra scelta non c’è, altra strada da percorrere non esiste.

L’unità di questo paese, nei fatti e nella sostanza, non esiste più, se pure è mai esistita nella sua pur breve storia.

L’Italia stessa non esiste più, la democrazia stessa non esiste più, la libertà del suo popolo non esiste più.

Senza alcun timore reverenziale verso nessun potere di questo stato di diritto che si dimostra incapace di governare questo stato di fatto, bisogna oggi darsi risposte importanti a domande fondamentali.

Se le organizzazioni mafiose puntano ad eliminare lo stato di diritto ed attentare alla libertà del popolo, dobbiamo avere la forza ed il coraggio di scegliere:

1 – sterminiamo fisicamente tutti i mafiosi, i corrotti e gli usurai applicando la pena di morte nei confronti di questi fenomeni inaccettabili ed ormai totalmente invasivi della nostra vita quotidiana;

2 – salviamo almeno il salvabile, staccando il nord del paese da un sud totalmente collassato e prossimo al decesso.

Altra via non c’è e non c’è mai stata.

Chi percorre altre strade, sbaglia, sapendo di sbagliare.

Non condurranno da nessuna parte, tranne consentire alle mafie il tempo necessario ad invadere definitivamente il nord, infettarlo in modo incurabile e “omologare ed unire” in questo modo il sud al nord.

E’ giunta l’ora, dinanzi alla storia di questo paese, di assumersi le proprie responsabilità rispetto a scelte che potranno salvare il salvabile o distruggere anche quel poco di buono che vi è rimasto.

Bisogna schierarsi, occorre assumersi le proprie responsabilità storiche, senza sotterfugi e senza perdite di tempo.

Non abbiamo più tempo.

Ma, soprattutto, non abbiamo più pazienza.

Ed ora, potete anche festeggiare i vostri 150 anni di vergogne, di tradimenti e di mafiosità.

Questa eredità storica, così pesante, così dolorosa, non può ne deve mai più condizionare il futuro di nessuno che non l’abbia scelta.

Ed io, scelgo di non sceglierla e desidero di non volerla.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La monnezza napoletana

sabato, 20 novembre 2010

Siamo di fronte ad una nuova emergenza rifiuti a Napoli.

Ancora ….

Lo stato di emergenza a Napoli relativo ai rifiuti solidi urbani ed al loro ciclo di raccolta-smaltimento è stato dichiarato nel 1994 ed è durato per 15 anni.

Nel 2007-2008 l’emergenza rifiuti a Napoli diviene scandalo internazionale, raggiungendo il culmine della crisi e fu battezzata come la crisi della monnezza napoletana.

L’attuale governo affronta per la prima volta l’emergenza in modo globale e la risolve, con l’avvio della costruzione di termovalorizzatori per l’eliminazione dei rifiuti napoletani ed il conferimento in discariche temporanee sino alla completata opera di costruzione degli stessi termovalorizzatori.

Ma non basta:
l’emergenza è tornata, più forte che mai.

La monnezza napoletana non la vuole più nessuno:

non la vuole il nord del paese che l’accolse per porre fine all’emergenza, non la vogliono i territori campani chiamati a sopportare la nascita di discariche temporanee per lo smaltimento.

La monnezza napoletana non la vuole più nessuno, tanto è vero che si cercano siti esteri dove inviare la monnezza prodotta dai napoletani e non gestita in un ciclo dei rifiuti sano e funzionale dagli stessi napoletani.

Già, poichè ogni territorio provvede a gestire la propria monnezza nel mondo civile, tutti, tranne i napoletani.

Guido Bertolaso, direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania nel IV Governo Berlusconi ebbe infatti a dichiarare che, l’emergenza rifiuti a Napoli era finita, ma che per quanto riguardava l’emergenza sociale nel territorio napoletano, egli non aveva competenze.

Cosa voleva dire Bertolaso?

Forse voleva dire che dietro la monnezza napoletana vi è uno stile di vita ed un comprotamento sociale e comunitario condiviso?

Forse voleva dire che quello stile di vita, responsabile dello scandalo della monnezza napoletana, restava integro ed intatto, pronto a riprodurre un’altra emergenza?

Ed a guardare la cronaca della nuova emergenza rifiuti a Napoli, sembra proprio che il profeta Bertolaso avesse ragione.

Nell’attuale emergenza rifiuti è addirittura scesa in campo la Commissione UE, inviando un gruppo di esperti a Napoli per analizzare la situazione.

Ma, se è vero come è vero, che dietro alle mille emergenze vissute nel napoletano vi è un comportamento sociale inadeguato, allora non saranno i tecnici europei a risolvere la questio.

L’emergenza napoletana è soprattutto una emergenza sociale, un continuo disatro civile, una devastante calamità civile.

Ma come si fa a risolvere una emergenza sociale che pone la questione di uno stile di vita napoletano, condiviso e difeso dal famigerato orgoglio napoletano?

Già, come si fa?

Come si fa a dire ai napoletani che la loro monnezza è una questione che devono governare loro in regime di gestione ordinaria e non il governo nazionale in regime di stato di emergenza?

Come si fa a dire ai napoletani che nessun italiano vuole più la loro monnezza?

Come si fa a dire ai napoletani che questo stile di vita napoletano è incompatibile con la comunità civile italiana?

Come si fa a dire ai napoletani che l’intero paese è stufo di dover subire i danni provocati da uno stile di vita che nessuno più condivide, che nessuno, oltre gli stessi napoletani, difende?

Come si fa a dire ai napoletani che la comunità italiana non è più disposta a rimetterci nemmeno un punto di PIL in questo nuovo scandalo causato dalla non gestione della loro monnezza?

Come si fa a dire ai napoletani che il governo del paese non può più spendere i danari della collettività per pagare i danni creati da uno stile di vita errato?

Ecco, come si fa a dire ad un napoletano che non deve più comportarsi come un napoletano?

Ecco appunto, come si fa?

Un tentativo da parte del ministro Renato Brunetta in questo senso fu avviato con una provocazione polemica che recitava testualmente:

“Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa”.

Queste parole aprirono la strada a riflessioni profonde sullo stile di vita napoletano, casertano e calabrese, ma queste stesse parole incontrarono un fitto “fuoco di fila” a difesa di questo stile di vita, un fuoco derivante da quei politici che in quei territori prelevano gran parte se non la totalità del loro consenso, di quegli stessi politici ed amministratori che si sono dimostrati incapaci di gestire il ciclo dei rifiuti nel napoletano.

Ancora il ministro Brunetta sulla questio napoletana dichiara che, in occasione del primo vertice del governo a Napoli per l’emergenza rifiuti:

“gli intellettuali napoletani disquisivano se il termovalorizzatore di Acerra fosse idoneo sì o no. E stavano con la merda sopra i capelli” ….. “ricordo il freddo morale, psicologico, ambientale di quella giornata. Me lo ricordo. Ed è il segno più tragico, forse più dei mucchi di spazzatura per le strade, di una società, di una cultura e di una classe dirigente se non morte, tramortite”…

Un cancro sociale, così lo definì il ministro Brunetta.

Forse, queste parole di un ministro della repubblica italiana servono più di qualunque altro argomento a comprendere qual sia il tragico problema sociale che si cela dietro questa ennesima emergenza della monnezza napoletana.

Ed io, non ne voglio aggiungere altre.

“Pesano” già abbastanza queste.

“Parlano” già abbastanza queste.

A noi, poveri cittadini qualunque, non resta che pagare il danno per questo squallore sociale, per questo cancro sociale.

Ma per quanto ancora?

Per quanto ancora?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X