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Egemonia omosessuale eterofobica e cristianofobica

domenica, 3 maggio 2015

La lobby gay governa gli Stati Uniti d’America e pretende di governare il mondo:

ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Omosessuali sono minoranza in America, in Europa e nel mondo, ma attraverso una egemonia dittatoriale e liberticida impongono alle libere democrazie la egemonia omosessuale.

Chi finanzia la campagna elettorale di Hillary Clinton del 2016?

Chi ha finanziato Barck Hussein Obama II nel 2008 e nel 2012?

Questa è una guerra, ed è una guerra a difesa della libertà e della democrazia aggredite dalla lobby gay e dalla egemonia della lobby gay americana.

Questa è Roma cristiana e romana:

da qui, non si passa.

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

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Parlamento esautorato, usurpato, delegittimato

giovedì, 27 novembre 2014

La continua diminuzione di consenso elettorale, comunitario, sociale e politico delle istituzioni racconta bene il distacco ormai incolmabile che separa questo stato italiano dal Paese Reale Italia.

La violenza e la sopraffazione con cui il potere esecutivo ed il sindaco di Roma usurpano impuniti e pubblicamente il potere legislativo ad un parlamento sciatto, vuoto, costoso, inutile e dannoso, raccontano bene lo stato dell’arte nelle istituzioni politiche italiane, il cui massimo capo e custode, ammutolisce sempre più dinanzi ad un disastro annunciato, ma non evitato, dal quale fugge al solo fine di distrarre e protrarre questa infinita agonia istituzionale, cui il paese reale tenta disperatamente di sottrarsi.

Il parlamento italiano non ha più alcun motivo di esistere, avendo la casta partitocratica politico-istituzionale extraparlamentarizzato il suo motivo di esistere:

contenere e rappresentare le esigenze dei cittadini italiani e servirli normalizzando la vita sociale intorno a loro, consegnando loro, un sistema-stato che produce, governa e riproduce un Paese Normale.

Fuori dal parlamento, nelle piazze, nelle strade, nelle case occupate, comprate, vendute, affittate, pignorate dalle banche usuraie si confronta un popolo disunito, disuguale, maleducato, ineducato, lasciato volontariamente nella ignoranza da una informazione complice o succube, tutto, fuorché libera.

Il potere della informazione si è trasferito nel libero mondo del web.

Il potere legislativo ha abbandonato le istituzioni convincendo non pochi italiani che la giustizia, le sentenze, i processi lunghissimi che non puniscono mai nessuno, che non rendono giustizia a chi ha ragione, ma solo al più forte, non può né deve essere più agito nelle aule parlamentari e nelle aule giudiziarie, bensì nel mondo reale del (Tribunale del) popolo virtuale, innamorato di una democrazia diretta che dia le risposte che questa democrazia bloccata e corrotta non offre.

Il potere esecutivo ha abbandonato il governo del paese, del territorio e del popolo, convincendo non pochi italiani che possono e devono difendersi da soli, che la loro sicurezza debba essere difesa ben oltre le forze di polizia e la burocrazia statale.

Tutto questo poteva essere un momento evolutivo, se lo stato avesse accettato e normalizzato le spinte che chiedevano Giustizia e Sicurezza.

Tutto questo poteva essere evitato, se solo la casta non si fosse chiusa in se stessa, credendosi dogma sopra ogni altro dogma, casta sopra ogni altra casta, potere sopra ogni altro potere.

Tutto questo e tutta la violenza, l’ira e l’indignazione che ne seguiranno sono da assegnare alla casta, alla classe dirigente italiana, alle istituzioni, mute, cieche e sorde ai richiami e alle grida di dolore del popolo sovrano.

Ora, il popolo sovrano nega la insostituibile (in una democrazia) delega di sovranità al parlamento, al governo, alle istituzioni e allo stato.

Ora il parlamento è esautorato, usurpato, delegittimato.

Ora, è troppo tardi per cambiare, per riformare.

Ora, è l’ora dei tribunali del popolo, delle ronde del popolo.

Ora, una sentenza emessa dal popolo italiano nel mondo libero del web, vale milioni di volte quella di un tribunale all’uopo abilitato ed istituito.

Ora, il diritto alla difesa personale, il diritto privato alla conservazione e alla difesa del proprio benessere, della propria incolumità come quella dei propri affetti familiari, del proprio patrimonio, supera ogni desiderio di istituto superiore, di potere non riconosciuto, di prepotere mafioso e corrotto.

Ora, un cittadino qualunque afferma, senza timore di essere smentito, che questo stato non è il suo stato, che questo stato non può essere né cambiato né riformato, ma deve essere abbattuto e ricostruito, rifondato, salvando solo i servizi essenziali che dimostrano di funzionare, di essere funzionali alla difesa e alla tutela degli interessi del popolo italiano.

Ma se un cittadino osa affermare queste verità allora viene tacciato d’essere un rivoluzionario:

ma io sono solo una persona normale che desidera uno stato normale che governa un paese normale.

Anormale è questo stato fallito, che va destituito e rifondato.

Gustavo Gesualdo
alias Il cittadino “X”

Art 1 costituzione: La sovranità appartiene al popolo

lunedì, 24 novembre 2014

Nelle regionali 2014 votate ieri in Calabria ed Emilia Romagna, un terzo degli italiani si è recato a votare.

Due terzi dei cittadini italiani hanno rifiutato la delega di sovranità popolare a questo stato antidemocratico, fallito, parassita, assai corrotto e mafioso.

Articolo 1 della costituzione italiana:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Possiamo riscrivere questo articolo partendo dalla situazione di fatto e di diritto così come è decaduta oggi:

L’Italia è una Repubblica anti-democratica, affondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che non la esercita e ne viene defraudato e derubato nelle forme e nei limiti della legge dalla casta politico-istituzionale che è anti-costituzionale.

Con la negazione della delega di sovranità del popolo sovrano allo stato anti-democratico italiano, si stabilisce e si afferma che:

(1)
le leggi elettorali-truffa hanno il solo fine di usurpare il Popolo della sua propria e indivisibile sovranità popolare e di garantire una legittimità istituzionale e costituzionale del tutto formale, con la complicità vile, traditrice e criminale delle istituzioni che avevano giurato di difendere e di fare osservare la costituzione e l’hanno invece travisata e distrutta nella sua applicazione nella realtà, garantendo e difendendo solo criminali, delinquenti, mafiosi, corrotti, corruttori, evasori, elusori e usurai e massacrando il popolo dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese;

(2)
la casta governa a tutela esclusiva del crimine e abusa del potere pubblico rivestito per arricchirsi in continui conflitti di interessi privati e personali con interessi pubblici e statali;

(3)
la casta, in accordo con le organizzazioni mafiose definito in trattative continuate e aggravate con le mafie, ha tradito lo stato ed il giuramento di fedeltà ad esso consentendo alle mafie di divenire più forti dello stato stesso, firmando in definitiva, una resa senza condizioni dello Stato all’anti-stato, della Legalità alla illegalità, della democrazia alla dittaura del più forte, del male assoluto;

(4)
tale condizione di tradimento ha allontanato la stragrande maggioranza dei cittadini italiani dal consegnare la delega di sovranità alla partitocrazia e alla truffa politico-istituzionale vigente che ha esiliato le migliori menti, le migliori gambe e le migliori braccia italiane al fine di favorire il dominio mafioso, ricevendone in cambio arricchimento e potere sottoforma di corruzione, concussione abuso d’ufficio e di potere pubblico, piegato a interessi particolari e illegali, anziché generali e legali.

Il gioco della casta è scoperto, la sovranità resta nelle mani del popolo che la eserciterà molto probabilmente in polizia del popolo, tribunali del popolo, governo dle popolo.

Lo stato è delegittimato, fallito e indirizzato da interessi antitetici con quelli del popolo italiano.

Occorre immediatamente dichiarare lo Stato di Emergenza,
azzerare ogni pubblica amministrazione che non sia un servizio fondamentale,
istituire il reato di comportamento mafioso e punirlo insieme ai reati di corruzione, concussione, abuso di potere pubblico, abuso d’ufficio pubblico, evasione fiscale grave e l’usura con al pena di morte.

Questo stato è mafioso e corrotto e non può essere né salvato, né riformato, né cambiato.

Urge azzerare questo stato e costituirne un altro stato, un nuovo stato che sia intransigente e perentorio nell’affermare la Sicurezza interna ed esterna del Paese Reale, nell’assicurare Giustizia, nel curare la salute pubblica, nell’offrire servizi fondamentali accessibili, reali ed economici ai cittadini.

L’Italia e gli italiani ha bisogno di affermare che i migliori italiani devono restare e non essere esiliati, emarginati e mortificati, che chi sbaglia e non osserva la legge non vince, ma paga, che il merito e l’onestà siano valori che nessuna laurea regalata, comprata o scambiata possa limitare, che nessuna raccomandazione politica o condizionamento mafioso e/o straniero possa prevalere sulle imprese e sulle famiglie, che la Libertà tornerà a vivere in questo paese, solo a condizione che si torni a difendere Abele e non caino.

Non voglio più vedere prevalere la cialtroneria di ignoranti travestiti da professori universitari affermare che, l’astensionismo elettorale è frutto del benessere generato dalla democraiza, poiché è vero l’esatto contrario e che il perdono sia la chiave per il recupero di criminali irrecuperabili.

Non voglio più vedere giudici asserviti, ricattati, corrotti dalla casta politica o dalle mafie, ma liberi arbitri ed esecutori fedeli della legge e della amministrazione della giustizia.

Non voglio più vedere forze di polizia e forze militari svuotate o limitate nei poteri, male organizzate, malformate, malpagate e costrette a rincorrere una giustizia che libera i delinquenti più rapidamente di quanto loro non riescano a metterne in galera.

Non voglio più vedere parassiti pubblici fancazzisti che dimostrano il loro strapotere abusando di tutto e di tutti, dimenticando che essi sono al servizio, sono servitori del popolo, non asserviti a caste, corporazioni ed organizzazioni mafiose e criminali, antidemocratiche e liberticide.

Lo stato è stato desovranizzato, deligittimato e nessuna legittimazione formale riuscirà a contenere la mia indignazione e l’indignazione di un intero popolo sottomesso al male assoluto.

Basta:

il magna magna generale è finito, è venuto il momento di saldare il conto con l’oste della storia.

Buffoni di corte:

andate a fare in culo tutti quanti, luridi cenci mafiosi, porci corrotti di merda.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

La truffa alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana

giovedì, 21 luglio 2011

Fottere il prossimo tuo, non fare nulla e non lasciare che altri possano fare, non riformare ne cambiare niente e soprattutto, non consentire che altri riformino ovvero mutino lo status quo della dittatura abusiva della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Questo è il dogma vincente della inciviltà italiana, questo è il male assoluto che uccide il popolo italiano, questo è il comportamento negativo che sta suicidando il paese intero, sia quello che condivide, alimenta, promuove e progapa questo comportamento, sia quella parte del paese e del popolo che non lo condivide affatto.

Alcuni esempi della fregature, delle prese in giro, delle frodi e delle truffe che “questo stato democratico” ha assegnato al popolo sovrano:

– nel 1993 un voto referendario, strumento di democrazia diretta, determina con il 90% dei consensi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (la madre di tutte le corruzioni politiche);
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu cambiare il nome alla vecchia legge (Piccoli) del 1974 e rinominare il finanziamento pubblico ai partiti come “rimborso elettorale” ed il voto referendario fu aggirato, truffato, delegittimato:

il principio del finanziamento pubblico ai partiti, abrogato dal popolo sovrano, venne di nuovo sostenuto normativamente e soprattutto rifinianziato.

– nel 1985 un altro voto referendario determina con l’80% dei consensi l’introduzione della “responsabilità civile dei magistrati che sbagliano”;
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu approvare in parlamento una legge che sottraeva il magistrato che sbaglia alla propria responsabilità civile, facendola ricadere invece sull’ente stato:

così il magistrato che sbaglia, continua a sbagliare (quanti sono i delinquenti ed i mafiosi che escono dal carcere per errori tecnico-giuridici, errati calcoli temporali dei processi e decorrenza dei termini?) e fa pagare il conto allo stato, invece di pagarlo di tasca propria, con il paradosso che, la casta politica dei truffatori di professione, fa pagare al popolo sovrano un errore che danneggia proprio i cittadini che sono vittime della cattiva amministrazione della giustizia.

La vera truffa alla napoletana, la frode professionale, la scorrettezza assoluta, l’infedeltà incarnata, la slealtà rappresentata:

questa è la casta politico-burocratico-partititica che gestisce il potere pubblico in nome del popolo sovrano, contro gli interessi del popolo sovrano.

E questi sono solo alcuni esempi:

potrei tranquillamente pubblicare (come già fanno altri civilissimi, dignitosissimi, democraticissimi e liberissimi blog italiani), la lista completa dei politici indagati per corruzione, falso ideologico, abusi vari e continuati del potere pubblico, per confermare che è sicuramente la casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano il male assoluto italiano, confermando che solo una assoluta distruzione di questa casta rappresenti l’unica via d’uscita futura per il popolo che lavora e per le famiglie che combattono quotidianamente per una vita dignitosa o per la mera sopravvivenza.

La truffa italiana alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana perchè truffa il nord assoggettandolo ad un sud truffaldino, mafioso, fannullone e profondamente ancorato al mondo della illegalità, poiché è ampiamente provato quanto lo stato dei politici e della dirigenza meridionale non contrasti appropriatamente la casta corporativa che abusa del potere pubblico per il proprio interesse e per i propri privilegi contro la tutela degli interessi e la garanzia del popolo sovrano.

In questo stato di fatto e di diritto, lo stato stesso è messo in discussione, nella sua incarnazione di stato criminale e stato criminogeno, nella sua componente maligna di pluralità di caste del potere pubblico che vivono di danaro pubblico, di privilegi pubblici, di intoccabilità pubblica, di impunibilità pubblica, di irresponsabilità pubblica.

Basterebbe una sola norma per mettere le cose al loro posto, riportando nell’alveo della responsabilità personale, politica e professionale quei funzionari dello stato che usano il potere dello stato contro il popolo e non in suo favore, compresi i reati di corruzione e di concussione, reati che vertono entrambe intorno al cardine del potere pubblico politico-amministrativo e burocratico, basta una legge con un solo articolo:

“chiunque rivesta funzioni, attribuzioni o eserciti poteri pubblici ovvero agisca in funzione di incarichi pubblici è punito per tutti i reati commessi in uso o abuso di dette funzioni e poteri con la pena prescritta dalla legge, caso per caso, moltiplicata per tre (3) volte unificando le pene per i reati di corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio nella misura unica applicabile da 6 a 12 anni di reclusione”.

Cosicchè, se una corruzione può essere punita con sei (6) anni di detenzione, la pena viene automaticamente portata a diciotto (18) anni.

Attualmente sono previsti i seguenti reati (che andrebbero unificati sul versante della pena) con le seguenti pene previste, caso per caso:

Concussione > da 4 a 12 anni

Corruzione per un atto di ufficio > fino ad 1 anno

Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio > da 2 a 5 anni

Corruzione in atti giudiziari > da 3 a 8 anni

Per questi reati, come per quelli simili di istigazione alla corruzione, peculato, abuso d’ufficio, ect., la pena prevista andrebbe quindi unificata in un minimo di 6 ad un massimo di 12 anni di reclusione.

Se venisse applicato il moltiplicatore qui proposto, le pene minime partirebbero da un minimo di 18 anni sino ad un massimo di 36 anni di carcere.

Stesso dicasi per l’abuso di ufficio, reato dietro al quale si cela spesso l’interesse privato e personale ad accelerare o a frenare una pratica d’ufficio, in favore di qualcuno (perchè ha già pagato l’estorsione corruttiva) o in sfavore di qualcun altro (per fargli capire che se non paga la tangente, la sua pratica verrà insabbiata).

Detto e fatto.

Semplice e veloce.

Ovviamente, inapplicabili per il reato di corruzione, di concussione e di abuso d’ufficio devono essere tutti gli sconti di pena.

Ovviamente la sentenza va emessa prima che il reato cada in prescrizione o deceda per decorrenza dei termini.

Ovviamente, come accade in tutti i paesi occidentali, normali, democratici e liberi, se prendi 18 anni di detenzione, te li fai tutti, caro corrotto.

E senza sconti.

Si dovrebbe inoltre, reintegrare immediatamente la responsabilità civile personale dei giudici e vietare assolutamente e perentoriamente ogni tipo di finanziamento pubblico ai partiti politici, in ogni caso e per sempre, per restituire legalità ad uno stato che è ormai una feroce dittatura delle caste private che dominano il popolo attrverso l’uso deviato o l’abuso del potere pubblico.

Andrebbe anche imposto un limite temporale ala durata di ogni livello di giustizia, in modo da garantire l’emissione di una sentenza certa, serena e definitiva entro e non oltre 18 mesi dall’inizio del processo (6 mesi la durata di ognuno dei livelli di giustizia previsti: 12 mesi per due livelli, 18 mesi per tre livelli).

Questo dovrebbe assicurare immediatamente lo stato di diritto ai cittadini, questo dobìvrebbe garantire la casta al popolo sovrano.

Immediatamente e senza alcuna ulteriore perdita di tempo.

Ovvero, qualche cittadino coraggioso, dovrà pensare a portare queste eclatanti inottemperanze, omissioni, complicità materiali e morali e degenerazioni del sistema statale italiano degradato da sempre alla solita truffa alla napoletana nei confronti del popolo sovrano, dinanzi a livelli giurisdizionali superiori ed internazionali, che possano accogliere istanze di secessione da parte di quei territori e di quei popoli che avanzassero e manifestassero volontà di secessione da questo stato di fatto e di diritto della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Un cittadino qualsiasi, un cittadino qualunque,un cittadino X.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La forza della mediocrazia: il gioco di squadra

sabato, 9 luglio 2011

Quando si ascoltano ripetuti richiami nei confronti di un soggetto ad un maggior impegno nel cosìddetto “gioco di squadra”, non vi sono dubbi sullo scopo finale di un tale invito:

assoggettare l’individuo intellettualmente superiore ed il soggetto meritevole alla mediocrazia ed alla idiocrazia imperante.

Non vi è alcun dubbio infatti, che se tale soggetto viene invitato ad un maggior gioco di squadra e non viene semplicemente invitato ad “uscire dalla squadra”, è perchè il suo valore è necessario a tutti, mentre appare più evidente che, sua pure nell’ottica dell’adagio “tutti sono necessari, nessuno è indispensabile”, di tutti gli altri giocatori si potrebbe fare certamente a meno, tranne proprio di quello che pare non fare il gioco di squadra.

La distorta visione di una democrazia che sia la dittatura degli idioti e degli immeritevoli sui soggetti razionali ed intelligenti oltre che meritevoli, affonda le sue radici storiche nel concetto erroneo che i soggetti, gli individui e le persone, siano tutti uguali.

Questa evoluzione negativa della democrazia in un concetto distorto di cittadinanza avverte le coscienze di quale grado di mediocrità e di irrazionalità si sia raggiunti in una società che immagina non un punto di partenza uguale per tutti, ma una uguaglianza obbligatoria e senza soluzione di continuità che sostenga la crescita di ognuno.

Ma la realtà ci avvisa che, sostenendo sempre e comunque un idiota nella sua crescita formativa umana, professionale, politica e di cittadinanza, si formano solamente eserciti di mediocri affatto inclini al sacrificio, soggetti che sono stati abituati a credere che il loro pensiero vale quanto se non più di quello degli altri.

Questa pantomima dell’umanità incontra poi il concetto deviato di uguaglianza, facendosene scudo e spada:

poichè siamo in democrazia, ognuno ha diritto di pensiero e di parola ed io penso e manifesto i miei pensieri, che devono essere sostenuti dal concetto errato di eguaglianza secondo cui, il pensiero di un idiota, in assenza di una Pubblica Opinione ben educata e formata che sappia discernere fra il pensiero di un mediocre da quello di un intelletto superiore, valga infine il pensiero di un essere intelligente e razionale.

E siamo alla fiera dell’imbecillità, supportata dalla assenza di una cultura generale sufficiente a discernere fra mediocrazia e democrazia.

In una condizione del genere, chiedere ad un intelletto culturalmente e razionalmente superiore alla media di fare “gioco di squadra” con dirigenze che sono il risultato della selezione mediocratica, sarebbe come chiedere ad un medico chirurgo cui sia stato affidato il Premio Nobel, di utilizzare la sua arte e la sua manualità chirurgica nel ripulire i canali di scolo delle fogne pubbliche.

Eseguire poi questa “delicata operazione” all’interno di sistemi corporativi di caste privilegiate sì, ma affatto meritevoli, singificherebbe per lo sfortunatissimo chirurgo, dover dipendere anche dalle indicazioni e dalle direttive di soggetti assolutamente mediocri (nella media le caste corporative possono generare mediocrità profonde perchè appunto, protette), ignoranti, intellettualmente carenti, oppure, peggio di ogni altra cosa al mondo, di ignoranti grossolani che hanno imparato a sostituire il proprio deficit intellettivo con la furbizia, divenendo così degli impareggiabbili praticoni del “so tutto io”, autentica mania dell’essere e riferimento sociale proiettato dalla comunità in cui sono nati e cresciuti.

E come ogni deficit, esso è di natura genetica, e si trapassa di generazione in generazione, formando nuove leve di idioti assoluti, patentati e laureati, ma molto lontani anche dallì’originale furbetto del quartierino che si è fatto da solo ed interpretando quindi la loro nucleazione comunitaria come un dovere sociale da parte degli altri soggetti e di un imprescindibile diritto atavico per se stessi, oramai divenuti uomini-dei, e come tutti gli uomini che si credono un Dio, ignoranti ed arroganti all’infinito.

Passa la palla!

No, a me, a me!

No, non così, devi cambiare fascia!

Ma cosa combini: non capisci nulla!

Tutti giocatori di talento, figli d’arte e allenatori del gioco di squadra sin dalla culla.

E non si avvedono nemmeno che le partite le stiamo perdendo tutte, ma proprio tutte.

Essi non hanno il dovere di essere giocatori normali, cittadini esemplari, soggetti meritevoli:

essi hanno la vocazione genetica a volere sempre ragione, sempre e comunque, anche quando la loro ragione, fa perdere una partita dopo l’altra a tutta la squadra, dando ovviamente la colpa di tutto questo a chi, secondo loro, non fa il gioco di squadra.

Motivo per il quale sono tanti quelli che con capacità di problem solving elevate che preferiscono fare gli spettatori che i giocatori, in questa follia dell’idiozia, in questa fiera dell’imbecillità.

Chi rompe paga, ed i cocci sono i suoi.

Anche questo adagio popolare può proiettare un futuro che è sempre più concreto e tangibile:

il declino delle democrazie liberali moderne, fraintese in mediocrazie della sopraffazione degli idioti sugli intelligenti.

Faites votre jeu, mesdames et messieurs, faites votre jeu.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia vista da un osservatore alieno di colore verde

venerdì, 1 ottobre 2010

Cercherò di dare spunti di riflessione analizzando gli avvenimenti delle ultime giornate italiane come viste da un alieno appena atterrato sul nostro pianeta.

Il potere d’acquisto dei salari e il fallimento delle politiche sindacali
Il sindacato italiano dei lavoratori denuncia che, in soli dieci anni, i salari dei lavoratori dipendenti hanno perso potere d’acquisto per una somma pari a 5.000,00 euro pro capite.

Le antenne dell’alieno di colore verde si mossero e la sua bocca si aprì in una riflessione assolutamente banale, oltre che normale:
i salari sono difesi dai sindacati, se perdono potere d’acquisto i sindacati hanno fallito la loro mission.
E allora, perchè sventolano così trionfalmente i dati del loro fallimento?

La gestione dei patrimoni dei partiti politici e il conflitto di interessi pubblico-privato
I paladini della moralità e della etica politica coinvolti a vario titolo in faccende poco chiare nella gestione dei patrimoni dei partiti da loro guidati:

– Antonio Di Pietro indagato per truffa allo stato ed accusato dall’ex segretario dell’Italia dei Valori Di Domenico: “fondi usati per scopi personali”.

– Gianfranco Fini coinvolto in uno scandalo per la vendita di un appartamento facente parte del patrimonio di Alleanza Nazionale e finito nella disponibilità del fratello della sua compagna.
Dubbi anche per appalti RAI finiti sempre nelle tasche della famiglia della compagna di Fini.
Caso vuole, che anche la moglie del braccio destro di Fini, Italo Bocchino, si aggiudichi anch’essa appalti su produzioni fiction vendute alla RAI.

L’alieno, lisciando la sua ruvida pelle verdastra commentò:
per chi ha tanto potere privato è facile incontrare il conflitto fra i propri interessi privati e quelli pubblici, per chi invece non ha alcun potere proprio, il conflitto di interessi fra ruolo pubblico e interesse privato deriva sempre dal primo.

La morale religiosa e la legalità

Stato del Vaticano: lo IOR (Istituto Opere per Religione) coinvolto in una indagine per violazione della normativa antiricclaggio.
Stato del Vaticano: il cardinale Crescenzio Sepe indagato per il reato di corruzione, quale ex responsabile della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, la ex Propaganda Fide. L’indagine della magistratura italiana è quella relativa alla cosidetta “cricca dei grandi eventi”.
Il cardinal Sepe ha ricoperto anche gli incarichi di segretario della Congregazione per il Clero e Segretario Generale del Comitato e del Consiglio di Presidenza del Grande Giubileo dell’Anno 2000, un altro grande evento.

L’alieno agitò una delle sue otto zampe e pensò ad alta voce:
i grandi eventi pubblici e i grandi affari privati sembrano più interessati alla spartizione del patrimonio pubblico, piuttosto che dal raggiungimento efficace ed effettivo dello scopo dell’evento, pubblico anch’esso.
Il perdono cristiano è incompatibile con il concetto di legalità e uno stato etico, esposto o celato che sia, rappresenta un grande ostacolo alla realizzazione del modello democratico.

Dinanzi a tante incongruenze l’alieno guardò con il suo terzo occhio il cielo e pronunciò la famosa frase:
il potere logora chi non ce l’ha.
Poi aggiunse:
e l’invidia di chi non è e di chi non ha nei confronti di chi è e di chi ha, è l’arma più pericolosa del genere umano.
Essere o avere?
L’alieno non riusciva proprio a comprendere la differenza fra questi due verbi, poichè nella sua lingua e nella sua cultura esiste un solo verbo per definire antrambe.
Risalito sulla sua navicella spaziale, l’alieno si fermò, alzò una zampa in segno di saluto e dettò al registro di bordo:
anno spaziale 124.582, universo 5, galassia 378, pianeta 7.
Il computer di bordo attivò il suo modulo audio:
“si richiede definizione del pianeta 7″.
E l’alieno dettò:
“definizione: pianeta dal conflitto di interessi irrisolvibili derivanti da ipocrisia umana”.
“La sua definizione è stata ricevuta e registrata” disse il computer: prossima destinazione?
E l’alieno rispose:
“Non importa dove, purchè sia il più lontano possibile da qui….”

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fini: fra l’inciucio anti democratico e la tentazione del golpe bianco

lunedì, 3 maggio 2010

Gianfranco Fini, abusando del potere conferitogli dalla terza carica istituzionale italiana, approfitta di tale posizione dominante per fondare un nuovo partito politico e lancia i circoli di generazione italia.

Il dado è tratto.

Il gioco di fini è chiaro:
creare uno schieramento politico che faccia riferimento alla presidenza della camera dei deputati che si proponga come alternativo alla maggioranza di governo.

E questo, è un vero e proprio tradimento, senza se e senza ma.

Tradisce le istituzioni italiane, che egli piega alla sua ambizione politica personale.

Tradisce la PDL fondando un nuovo partito politico antagonista alla PDL stessa.

Tradisce l’alleanza fra Lega e PDL, i cui voti lo hanno conclamato presidente della camera dei deputati.

Tradisce il governo sostenuto dalla alleanza fra Lega e PDL, nel quale vi sono suoi rappresentanti nelle cariche ministeriali.

Tradisce il voto dei suoi elettori, nel quale consenso, non vi era un implicito mandato alla formazione di un partito diverso da quello nel quale egli si era presentato alle elezioni.

Tradisce il paese, cercando ancora inciuci e maggioranze diverse da quelle uscite dalle urne.

Tradisce le famiglie, le aziende ed il popolo sovrano, al quale nega il cambiamento del paese e la realizzazione delle riforme.

Gianfranco Fini, per queste motivazioni, potrà essere giustamente definito come un traditore.

E come un traditore della patria, verrà riconosciuto chiunque lo seguirà in questa follia della conservazione e del malvezzo politico.

E’ giunto il giorno delle scelte.

E questa notte, sarà “la notte dei lunghi coltelli”.