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Dov’è la Politica? Dov’è la Morale? Dov’è l’Uomo?

sabato, 12 gennaio 2013

Il gran rabbino di Francia, Gilles Bernheim:
“Noi abbiamo ampiamente perso la comprensione, insieme teorica e pratica, di quello che è il senso morale. Perché? Perché l’effetto corrosivo del dominio del mercato non agisce solo sullo scenario sociale.
Viene eroso anche il nostro vocabolario morale, che è indubbiamente la risorsa più importante di cui disponiamo per pensare il nostro futuro.
Sempre più, in questa immensa società di mercato che è diventato il nostro pianeta, siamo giunti a pensare solo in termini di efficacia (come ottenere ciò che vogliamo?) e di terapia (come non sentirsi frustrati rispetto a ciò che vogliamo?).
Efficacia e terapia, a volte addirittura infiltrate dentro le religioni monoteistiche, sono più imparentate con la mentalità del marketing – la stimolazione e l’appagamento del desiderio – che con la moralità, ossia con ciò che noi dovremmo desiderare.
Nell’ambito pubblico, i due termini che dominano il discorso contemporaneo sono l’autonomia e i diritti, che si conformano con lo spirito del mercato, privilegiando la scelta e scartando l’ipotesi secondo la quale esisterebbero dei fondamenti oggettivi che consentono di effettuare una scelta piuttosto che un’altra”.

La questione morale delle scelte umane e politiche avulse dal condizionamento di un sistema-mercato che non ha anima, non ha cuore, non ha mani per lavorare e piedi per camminare verso un futuro certo, apre una deflagrante questione morale dell’Occidente decadente e decaduto, soprattutto nella Europa del Sud, cui la Francia di François Hollande sembra aderire ogni giorno di più, quell’Hollande del fallimento fiscale dell’Eliseo piegato alla volontà negativa di Gérard Depardieu, di Bernard Arnault, e della Corte Costituzionale francese avversari vittoriosi contor l’aumento al 75% del prelievo fiscale sui redditi più alti (aumento invalido su quei ricchi francesi che godono dei paradisi fiscali), provvedimento-disastro che ha fatto fuggire dalla Francia in Belgio i redditi più alti e dalla Francia a Londra i finanzieri ed i banchieri francesi.

Hollande corre ai ripari e per confondere le idee chi chi lo critica aspramente, adotta nelle politiche interne la battaglia per le nozze fra gay e decide un intervento militare esterno nel Mali, all’inseguimento del terrorismo islamico internazionale, a suo dire.

Così appare la politica europea, assai arrendevole al decadimento morale, sociale, famigliare e sessuale, mostrando il nervo scoperto di una debolezza importante nella politica occidentale ed europea, assai arrendevole alle richieste del cosiddetto terzo sesso ed assolutamente incapace di offrire un freno ai morsi della crisi ed ai morsi della spesa pubblica e del debito pubblico.

Evidentemente le coppie gay superano il buongoverno nella nuova concezione fra causa ed effetto e nella relazione tra efficacia e terapia nelle questioni umane.

Tutto questo rappresenta il limite della follia umana, un limite superato ampiamente da uomini e donne, politici e cittadini, persi in un mondo dalle relazioni e di cause ed affetti errati, persi, dispersi nel mare magnum di una follia che si manifesta assai dannosa e indifferente al futuro dell’umanità.

Nessuno si domanda più cosa serva all’uomo per vivere e troppi si domandano dove siano i limiti della politica, della Morale e dell’Uomo in quanto soggetto di diritti e di doveri, di relazioni sociali, famigliari, sessuali.

Così, ad una domanda affatto ipotetica di sopravvivenza, in Europa si risponde con una offerta indifferenziata di libertà sessuale avanzata a diritto civico e civile, di accettazione di soggetti provenienti dall’esterno del sistema europeo storico e tradizionale che non guarda nemmeno più al doveroso e pericoloso limite della sostenibilità ambientale fisica, naturale e perché no, anche giuridica europea.

Diversamente, il concetto di civiltà dovrebbe essere limitato all’offerta di un benessere che tutto ingoia e tutto sopperisce.

In tal caso, avrebbe ragione il Il gran rabbino di Francia, Gilles Bernheim, che afferma l’evidente sopruso del mercato (anche quello del godimento sessuale e del mantenimento elevato dei consumi interni) sulla Politica, sulla Morale e sulla Umanità contemporanea.

Alla faccia del comunismo evidente di governatori regionali italiani come Nichi Vendola e Rosario Crocetta, prove viventi di un serio e grave problema di relazione fra esigenza di buongoverno e affermazione di una politica diversa, sul cui nesso di relazione fra normale non normale (quindi,”diverso” dal normale), si fonda una tragicomica teatralità politica nell’essere diverso sessualmente, ma uguale politicamente ed umanamente.

Addio nesso logico di relazione, addio nesso di causalità, addio efficacia e terapia.

Addio mondo.

E se avete smarrito il nesso e la relazione nel giudizio di valore, dove credete di andare, e quanto lontano?

Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.

Ma soprattutto non sanno il male che fanno.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’ignoranza e l’arroganza del meridione opprime Nord Europa e Occidente

mercoledì, 14 novembre 2012

Giornata di scontri di piazza nel meridione europeo fallito e morente nei confronti di un Nord Europa sempre più indignato del comportamento irresponsabile e fraudolento dei paesi PIGS.

Le violenze di di piazza organizzate nel sud europa in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro si scontrano con gli ordinati e pacifici raduni civili nel Nord Europa di Parigi, Bruxelles, Berlino, Zagabria e Bucarest.

L’Europa è sempre più spaccata un due, come l’Italia.

Ma di cosa si lamenta il meridione europeo in queste violenze di piazza spacciate per pacifiche manifestazioni sindacali?

Di aver egli stesso stuprato le pubbliche amministrazioni usandole come serbatoi del parassitismo e dello spreco, di aver usato la pubblica amministrazione come parcheggio per disoccupati ed inoccupati senza alcuna voglia di sudare per lavorare, di aver utilizzato i concorsi pubblici come soluzione abominevole della mancanza di ammortizzatori sociali, di aver contribuito ad incrostare il mondo del lavoro in modo criminale e criminoso?

In particolare di cosa si lamenta il sindacalismo italiano dei salari mediatamente più bassi d’Europa a causa di una tassazione enorme, squilibrata, iniqua ed ingiusta, ma mai veramente affrontata e contrastata dagli stessi sindacati?

E dove erano CGIL e Fiom quando tale tassazione creava il cuneo fiscale più grottesco e pesante di tutto il mondo occidentale?

Erano al mare?

Erano sulle montagne?

Erano in vacanza?

E perché i leader della Fiom-Cgil attaccano oggi il Partito Democratico affermando che: “Forse in questi anni non abbiamo votato bene”, allorquando è stato il perduto ed inutile voto al Partito Comunista Italiano del passato a piantare e produrre la gramigna in un mondo del lavoro incrostato e penoso di cui ci si lamenta incessantemente oggi?

E quali altri strumenti, oltre quelli del rigore e dalla austerity oggi dolorosamente applicati dalle autorità e dalle leadership europee, si potrebbero usare per arginare le gravi mancanze dei governi dei paesi del sud, accusati di essere incapaci di governare e guidare paesi e popoli oggi sull’orlo di un catastrofico fallimento?

E dove sono i cosiddetti riformisti, dove i finti liberali, dove i falsi liberalizzatori meridionali?

E quali responsabilità tentano di celare queste manifestazioni in contemporanea questi raduni contro l’austerità perseguita da Commissione europea e Banca centrale per contrastare quelle vere e proprie mafie sistemiche all’interno della Pubblica Amministrazione che hanno devastato i paesi del sud abusando del potere pubblico degli stati democratici piegato invece a tutela e difesa di interessi corporativi e mafiosi?

Non vi è alcuna responsabilità nelle strutture gerarchiche superiori (politiche, economiche, finanziarie) se quelle inferiori tentano quotidianamente il suicidio, pretendendo una solidarietà dai livelli superiori di governo impossibile ed impagabile, carità che dovrebbe salvare quelle corporazioni mafiose responsabili del massacro dei paesi meridionali invece del salvataggio di quei popoli che si è voluto volontariamnete quanto premeditatamente assassinare e consegnare ad un futuro di povertà penosa.

Il grande popolo tedesco accetterebbe pure ulteriori sacrifici, ma solo in favore del popolo italiano e non in favore dei suoi aguzzini della casta politica, sindacale e burocratica.

Il futuro non ha pietà per gli assassini del popolo improvvisamente trasformatisi in salvatori del popolo e della pace sociale.

Essi non sono uomini della provvidenza, ma complici nella mattanza.

E dove erano, codesti salvatori della patria, del popolo e della pace quando avveniva la mattanza del Bene Comune, della Res Publica, della Repubblica?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Regione Lazio: da Marrazzo a Fiorito, dal PD al PDL, è tutto uno schifo

giovedì, 20 settembre 2012

La classe dirigente politica definita anche “casta politica italiana” crolla e sprofonda sotto uno scandalo continuo e continuato, frana sotto le inchieste giornalistiche, collassa sotto negli scandali sessuali, decede sotto i colpi della magistratura inquirente a causa della malversazione con cui si sono distratti fondi pubblici per piaceri ed interessi personali.

Appena si nomina la casta politica italiana nel globo terrestre, subito si ode ovunque un latrare di risate e di sogghigni, a causa dello schifo immondo ed impunito con cui i politici italiani sgovernano il paese.

Una spesa pubblica che definire “allegra” è sicuramente un eufemismo inaccettabile.

Non ci si meraviglia che le mafie abbiano ormai preso il completo controllo del territorio e del popolo italiano, visto il peso inesistente della casta partitocratica più mafiosa corrotta e vile di tutto il Pianeta Terra.

E se la camorra napoletana dilaga nel Lazio, ora comprendiamo meglio perché questo fatto possa avvenire senza incontrare il sia pur minimo contrasto delle classi dirigenti laziali.

E se la casta politica sprecava e rubava il danaro pubblico nella regione Lazio, sia sotto il governo del PD che sotto il governo del PDL, allora dobbiamo anche domandarci come mai la casta burocratica che pure è lì, in quel palazzo, quotidianamente a contatto con le carte ed i documenti che provano il ladrocinio politico, ecco, dovremmo proprio chiederci come mai nessun burocrate abbia mai denunziato le malversazioni, pur evidenti?

E cosa dire a questi squallidi figuri che la spesa pubblica in aumento ha ulteriormente innalzato il già gravoso debito pubblico italiano?

E come dire a questa gentaglia dei bassifondi sociali italiani che ha scalato classi sociali facendo rapide carriere non con il duro lavoro, ma con la malapoltica, ebbene come comunicare a queste luride facce da porco che insozzano l’Italia, come dire loro che sarebbe meglio per tutti vederli patire per sempre nelle patrie galere ovvero vederli appesi al grosso ramo di un grosso albero sito in una pubblica piazza italiana?

Poiché tanto tutti sappiamo bene che, passata la festa, gabbato il santo, e cioè, passata la forte attenzione di questi giorni da parte della Pubblica Opinione su questo ennesimo fatto di cronaca giudiziaria in sede politica, questi luridi porci, questi malviventi, questi delinquenti autorizzati torneranno alle loro case, a spendere i danari di un benessere che non meritavano e che hanno sottratto con l’inganno alla Pubblica Amministrazione?

E mentre questi porci schifosi si compiacciono in altisonanti discorsi sulla efficienza ed efficacia nella erogazione dei servizi pubblici e della efficienza della spesa pubblica, mentre tutta questa merda incivile infanga l’Italia distruggendone credibilità e buon nome dei prodotti, dei servizi pubblici e dei marchi, creando enormi danni al Prodotto Interno Lordo di un paese aggredito dalla corruzione (sia morale che materiale) della casta politico-burocratico-partitocratica, dalla evasione fiscale dei delinquenti che si autodefiniscono “furbi”, della usura estorsiva dei mafiosi e dei corrotti in abuso del potere e del danaro pubblico, mentre tutta questa massa di escrementi fecali rende il territorio italiano pari ad una Fetida Latrina a Cielo Aperto, il popolo dei cittadini-lavoratori, il popolo sovrano dei contribuenti, il popolo delle famiglie e delle aziende, fallisce sotto il peso della malapolitica e della corruzione, della aggressione violenta delle organizzazioni mafiose, della evasione fiscale dei soliti noti e della usura.

Chiaro che questa politica e questi politici non desiderano una normativa anti corruzione che funzioni e che sia allineata con quella europea e nord-occidentale.

Chiaro che questa politica e questi politici scendano a patti con le mafie tradendo lo stato.

Chiaro che questa politica e questi politici vanno puniti oltre la misura “garantita” (sich) dalla legge, dalla (in)certezza del diritto e della (in)giustizia italiana.

Ma è ancor più chiaro che in codesto sporco modo non si possa più andare avanti.

Oltremodo chiaro è che punire con la pena di morte la corruzione politica e burocratica, il ladrocinio e lo spreco di danaro pubblico in italia sia un dovere morale ormai inderogabile.

Ma potrà mai una casta politica autorefenrenziale come questa, mafiosa come questa, corrotta come questa, delinquente come questa, punire se stessa con la pena capitale?

Ed ecco raggiunto il limite di una democrazia ormai ridotta a fantoccio spaventapasseri posto a difesa della classe dirigente più schifosa del mondo.

Ecco appurato che, queste merde, non molleranno il potere senza combattere, senza abusare ancora una volta del potere pubblico per salvare se stessi e massacrare il popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Herr Muller, Angela Merkel, l’Esm, l’Efsf e la BCE all’italiana

venerdì, 29 giugno 2012

Il pressing italiano per evitare la dichiarazione e conseguentemente l’assoggettamento dell’Italia ad un piano di austerity che pieghi la volontà politica italiana ad un programma di buongoverno e del risanamento del debito e del bilancio pubblico italiano da raggiungere attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica che sia ben chiaro e definito negli step finanziamento UE a condizione del rispetto dei patti da parte italiana così come avviene per la Grecia, offre uno spunto di riflessione sulla premeditazione delle richieste italiane che pretendono di essere sganciate da ogni diretta contropartita.

Si parte dalla svendita del Sì italiano alla guerra anglo-franco-americana alla Libia di Gheddafi contro l’insediamento dell’italiano Mario Draghi alla poltrona-chiave della European Central Bank, si passa attraverso la sostituzione della figura del premier Silvio Berlusconi con quella del Premier Mario Monti e si arriva all’odierno attacco concentrico al cancellierato tedesco retto da Angela Merkel.

Il tema è quello dell’abuso proprosto dall’Italia del Fondo Salva Stati da gestire in proprio dalle singole nazioni, nel tentativo di eludere il meccanismo merkeliano del “salvataggio al prezzo della unificazione politica europea sotto la bandiera tedesca”, meccanismo che dovrebbe impedire agli stati in fallimento del sud Europa di continuare e consolidare in questa nuova visione europea comportamenti, modelli e stili di vita che producono un continuo ed incontrollato aumento della spesa pubblica e del coneguente infinito aumento dei relativi debiti pubblici sovrani, che andrebbero saldati e compensati con una continua emorragia del fondo salva stati che diverrebbe così, una strada defintiva per eludere ogni riforma ed ogni liberalizzazione come anche ogni visione di intergrazione europea vera e propria, lasciando intatto il nodo centrale delle crisi e dei fallimenti statali attuali.

Tirando le somme, l’Italia spinge per aiuti finanziari europei che però non debbano essere appellati per tali e, soprattutto, per evitare una dichiarazione di fallimento dello stato italiano che condurrebbe ad una resa dei conti interna piuttosto violenta, poiché l’indebitamento pubblico italiano corrisponde stranamente alla somma delle corruttele politiche e burocratiche.

Sarebbe molto difficile per la classe dirigente italiana, assia corrotta e mafiosa, nascondere i veri motivi che sono alla abse della galoppante spesa pubblica produttiva di un debito che non è affato pubblico, ma partitocratico, di casta e di corporazione mafiosa in abuso del potere pubblico e costituita in danno del popolo sovrano.

Resta inspiegabile al “cittadino X” tedesco, denominato “Herr Muller”, perché il popolo tedesco debba essere costretto a pagare per un debito pubblico costruito in maniera così fraudolenta e delinquente, secondo il metodo mafioso della violenza, dell’abuso del potere pubblico e della omertà.

Il ritratto che se ne trae è infatti esattamente quello di una vera e propria estorsione mafiosa italiana ai danni del popolo tedesco da parte delle caste e delle corporazioni mafiose italiane.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta . 30 maggio 2012

mercoledì, 30 maggio 2012

. 1 .
Un ex foggiano espatriato in provincia di Varese mi scrive e mi chiede come sto al mio rientro a Foggia dopo anni di vita e lavoro a Varese ed in giro per il Veneto.
Gli rispondo così:
“bene, sto bene. Rido dalla mattina alla sera: qui vivono come gli africani, guidano come i napoletani, si prendono cura del prossimo come fece Caino con Abele.
Questa città è talmente ilare che credo verrà sommersa da una enorme risata …”.

. 2 .
In questo paese di arroganti, ignoranti, presuntuosi, parassiti, fannulloni, scansafatiche, usurai, corrotti, mafiosi e delinquenti vari ed eventuali, nelle istituzioni pubbliche si commette ancora l’errore di rivestire di salvaguardia dell’ordine publlico la difesa dello status quo.
Mettiamo anche questo nel conto dell’oste della storia:
qualcuno, prima o poi, lo pagherà.

. 3 .
Un popolo che non si aiuta da solo, Dio non lo aiuta.
Non volete fare i tagli alla spesa pubblica?
Non volete licenziare fannulloni e parassiti?
Non volete portare la media dei dipendenti pubblic nella media europea, compresa produttività e qualità?
E allora morirete di fame.

. 4 .
che ridere:
vedere chi non ha cervello per se, pretendere di averne per altri, per tanti altri.
una cosa da ridere ….

. 5 .
Non si può fare politica in italia, non si può concorrere con questa enorme massa cancerogena di ladri, delinquenti, estorsori, mafiosi, usurai, corrotti e parassiti che è la casta politica italiana.
La democrazia?
Morta e sepolta.
Seppur mai nata.

. 6 .
il “partito degli onesti” punta a distruggere l’impianto normativo della nuova normativa anti corruzione per salvare dalla galera silvio berlusconi.
Abbiamo ancora una prova sulla provenienza delle infiltrazioni mafiose in politica.

. 7 .
Il premier Mario Monti, ormai completamente disgustato e nauseato della delinquenza e dalla mafiosità della caste e delle corporazioni italiane, denuncia lo stato di criminalità totale in cui naviga il paese lanciando la provocazione della interruzione del campionato di calcio per 2 o 3 anni.

Il coro di no che ha accolto questa provocazione conta la quantità deimafiosi e degli amanti della illegalità diffusa presenti in Italia.

Almeno, quelli che si manifestano favorevoli ad uno stato che tolleri illegalità e mafie.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politici & Burocrati: uniti per difendere se stessi e non il popolo sovrano

giovedì, 5 gennaio 2012

Video del 05 01 2012

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento – Italy drags Europe into fall out – Italien zieht Europa in den Herbst heraus – L’Italie traîne l’Europe en tomber

martedì, 6 dicembre 2011

Il tentativo europeo di salvare l’italia dal suo fallimento rischia di trascinare in un fall out terribile l’intera Eurozona.

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s, infatti, ha messo sotto osservazione (creditwatch negative) i rating di ben 15 Paesi di Eurolandia in previsione di una moderata recessione che colpirà l’Eurozona nel 2012, eccetto l’Italia, naturalmente, per la quale si prevede invece una recessione di ben altro spessore durata e misura.

I popoli europei cominciano a porsi domande interessanti sul futuro dell’euro, sia inteso come concezione politica, che geografica, che economica e monetaria.

Un cittadino tedesco infatti, non riesce a comprendere perché egli debba sacrificare il credito internazionale della potenza economica tedesca ed i suoi personali e familiari interessi per salvare l’italia, un paese che fallisce miseramente a causa della corruzione politica e burocratica dilagante (fenomeno assolutamente fisiologico nel resto d’Europa che vede invece nell’utilizzo dei finanziamenti e nella gestione degli appalti pubblici cifre percentuali prossime alla totalità delle somme erogate per l’italia) e della oramai potentissima holding mafiosa italiana, prima azienda italiana per fatturato, in grado di assicurarsi il 90% dei grandi appalti pubblici italiani.

Un cittadino tedesco, ovvero un cittadino francese non riesce a comprendere perché con il sacrificio dei popoli francese e tedesco si dovrebbe salvare un paese che è ormai integralmente preda delle mafie e della prassi corruttiva:

se agli italiani piace vivere al di sopra delle loro possibilità, il cittadino europeo non comprende affatto perché debba essere chiamato a fare sacrifici enormi per pagare i debiti insoluti italiani, frutto non della crisi o della sfortuna, ma figli di uno stile di vita assolutamente errato, gravemente degradato, assai incivile e soprattutto, affatto considerabile come un “modello ed uno stile di vita europeo”.

Simili con i simili.

Questa è la prima regola di ogni aggregazione umana, di ogni popolo, di comunità sociale, di ogni paese e di ogni nazione civile che sia degna di questo nome.

Ma la similitudine difetta invero e, soprattutto nella parte più meridionale dell’italia, laddove lo stile di vita pare abbandonare decisamente le vesti europee e si copre di comportamenti assai deplorevoli e devastanti per la società italiana, come l’incredibile vicenda della Monnezza napoletana, ancor oggi sottoposta al vaglio attento delle istituzioni e della azioni europee, preoccupate della incapacità italiana di governare un semplice ciclo dei rifiuti in alcune regioni come ovviamente la Campania, ma anche la Sicilia, la Calabria ed ultimamente anche la regione Lazio, che ospita addirittura la capitale italiana, Roma.

A dire il vero, è tutta l’Europa del sud che si dimostra afflitta da questa degenerazione e maleducazione incivile, anche se, il caso italiano, si arricchisce di due fattori difficilmente eguagliabili in tutto il mondo civile:

l’elevazione della corruzione a sistema di vita e l’affermazione del metodo mafioso come regola generale.

Il cittadino tedesco resta sempre più perplesso dei sacrifici che dovrà sopportare per consentire ad un tale degrado umano di sopravvivere.

In effetti, l’attuale governo italiano ottiene un certo successo nelle borse mondiali proprio grazie al sostegno soprattutto di Francia e Germania, che attraverso la BCE stanno garantendo il debito pubblico sovrano italiano, la solvibilità italiana e la stabilità italiana.

Anche la FMI corre in soccorso del premier Monti, generando un nuovo clima di fiducia nella ormai fallita unità ed integrità italiana.

Eppure qualcosa non quadra ancora in tutta questa vicenda, nonostante i dubbi del cittadino tedesco, di quello francese e di quello europeo in generale.

Vediamo di eviscerarli questi fenomenali dubbi, uno per uno.

– Mafia, Corruzione ed Evasione Fiscale -

Il premier Monti non elenca mai queste due piaghe italiane nelle sue apparizioni pubbliche, pare che per Mario Monti, corruzione e mafie non esistano in Italia.

Infatti pare scomparso dal programma di questo governo ogni provvedimento anti-mafia ed anti corruzione.

Strano, alquanto strano, effettivamente.

Se mafia e corruzione sono fenomeni in grado di muovere enormi ricchezze in Italia, non si comprende perché il premier Monti non vada a cercare il recupero delle cifre da capogiro che rappresentano il giro d’affari di corruzione e mafia in Italia invece di massacrare ancora una volta famiglie ed aziende italiane, che sono state già gravemente ferite dalla crisi e dallo stato di mafiosità imperante e di libertà assente in cui versa l’economia italiana.

Perché una famiglia italiana deve vedere ancora una volta mortificato il proprio futuro pensionistico, e deve essere costretta obtorto collo a subire un ulteriore aggravamento della già eccessivamente gravosa pressione fiscale (per chi le tasse le paga, ovviamente)?

Per fare forse un piacere alle famiglie e alle aziende mafiose?

Ed a quale titolo e con quale presunzione arrogante si impone un analogo sacrifico alle famiglie ed alle aziende tedesche e francesi?

Perché i sempiterni mali italiani li debbono sempre pagare i soliti fessi e mai i soliti furbi, li pagano sempre le famiglie e le aziende sane ed invece mai e poi mai viene addebitato un euro o lira che sia alle famiglie e le aziende mafiose, alle famiglie dei politici e dei burocrati corrotti ed incapaci?

E perché non si approfitta oggi della favorevole posizione derivante dalla crisi in atto per cancellare una volta per tutte mafia e corruzione dal vocabolario corrente italiano?

- L’illegalità diffusa, i ritardi e le assenze della Pubblica Ammininstrazione, le lentezze burocratiche e la (in)giustizia italiana –

Parliamoci chiaro:

la delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, la fuga dei cervelli italiani all’estero ed il mancato ingresso di finanziatori esteri in Italia sono fenomeni sociali, economici ed umani mortali che non possono essere addebitati alla sola presenza delle potentissime organizzazioni mafiose ed al pur dilagante fenomeno corruttivo, ma fanno i conti con una illegalità assai diffusa e purtroppo in molti casi anche tollerata, se non addirittura sostenuta e condivisa, come pure gli impossibili ritardi o le vere e proprie assenze del servizio pubblico incarnato dalla Pubblica Amministrazione sia locale che nazionale, come anche le intollerabili lentezze burocratiche ed amministrative che pare siano messe lì apposta per invitare (meglio dire per estorcere) il malcapitato a superarle con una tangente corruttiva, come pure l’incredibile giustizia italiana, che uno studio del CNR definì come tra le più arretrate d’Europa, appunto.

Tutta questa matassa di fenomeni italiani assai intrecciati fra di loro rende impossibile una vita normale delle famiglie e delle aziende che decidessero di intraprendere l’avventura della vita terrena ovvero l’alea di una attività imprenditoriale in Italia.

Eppure, anche quelle soluzioni che urgono per eliminare tali ingorghi appaiono come assenti ingiustificate nell’azione del governo Monti, che di liberalizzare e riformare il mondo del lavoro e della vita in questo paese anormale, pare abbia dimenticato l’urgenza ed addirittura, l’esistenza.

Nessuna riforma strutturale, ne tanto meno, alcuna liberalizzazione delle professioni, delle arti e delle attività sottoposte a licenze pubbliche si impone nell’agire dell’esecutivo italiano:

il paese non viene così ammodernato e reso competitivo sul piano internazionale.

– La Spesa Pubblica, il Parassita Pubblico ed il Debito Pubblico –

L’imponente massa di dipendenti pubblici e di cariche politico-amministrative che gravano pesantemente sulla spesa pubblica come nella costruzione del debito pubblico, avvisano il presente che non è possibile tentare il salvataggio del paese in queste condizioni di spesa pubblica indecente e soprattutto, improduttiva e parassita.

Ma anche in questo caso, il governo Monti, l’attuale esecutivo italiano in carica, non offre alcuna soluzione di riduzione drastica ed immediata della spesa pubblica e di contenimento del debito pubblico che passi attraverso un salasso doveroso e necessario della pubblica amministrazione, elemento indicato fra le concause primarie del fallimento italiano nel suo peso e nella sua inefficienza cronica e conclamata.

Se l’Inghilterra per venir fuori dal rischio di downgrade e di fall out avviò anch’essa dopo aver cambiato governo una notevole riduzione della spesa pubblica taglia di ben 81.000.000.000 di sterline e la perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro, ma programmando un rientro in sostanziale pareggio dei conti pubblici entro l’attuale legislatura, non si comprende perché l’Italia, causa e movente del paventato fallimento europeo e del prossimo possibile downgrade di ben 15 paesi europei, non debba imporre altrettanti sacrifici.

L’Italia deve urgentemente tagliare l’enorme e spropositato numero di posti di lavoro pubblici in una quota che va da un terzo sino ed oltre la metà dei suoi dipendenti pubblici, come pure deve urgentemente asciugare drasticamente ogni aspetto dell’intervento statale nella vita del paese (imponendo la regola che ognuno paga per i propri errori – esempio: paghino i napoletani il costo ed il danno della loro ingovernata monnezza e non tutti gli italiani indiscriminatamente, comprese e soprattutto quelle popolazioni che invece governano virtuosamente il loro ciclo dei rifiuti come la loro amministrazione locale ), ogni presenza ossessiva e devastante del pubblico nel privato.

Eppure, di queste misure, non si trova alcuna traccia nel governo Monti, affacciatosi alla ribalta con una misera manovra di appena 24 miliardi di euro, derivante da pochissimi tagli alla spesa pubblica e troppi aumenti della pressione fiscale sui soliti fessi, visto che chi le tasse le evadeva prima della crisi, non le pagherà certamente oggi, che la crisi c’è e si sente.

Insomma, l’ingiustizia sociale di cui si veste l’azione del premier Mario Monti, si scontra con le altisonanti e roboanti indicazioni di indirizzo politico del suo esecutivo alla coesione sociale e alla giustizia sociale preannunciate dal Monti stesso.

Oltre ovviamente alla “strana dimenticanza” della esistenza di mafie e corruzione in quantità industriali in un paese di furbetti che tace alla solidaristica e generosa Europa che esiste un altro debito pubblico italiano grande almeno quanto il primo, nascosto ed originato dal malgoverno locale, regionale, provinciale e comunale.

E allora torna la domanda iniziale:

perché un cittadino tedesco, un cittadino francese o un cittadino europeo dovrebbe sacrificare il proprio futuro rovinare la serenità e compromettere la stabilità delle proprie famiglie come delle proprie aziende per salvare una tale ecatombe di guai e di difetti incorreggibili ed incorretti che si definisce come l’Italia?

Ma se l’Italia non procede per prima lungo la strada dei tagli e delle riforme, delle liberalizzazioni e della pulizia morale, perché il cittadino europeo dovrebbe essere costretto a pagare il conto delle mafie e dei corrotti?

Interrogato il morto, nessuno rispose.

Ovviamente.

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento, ma forse sono molti i cittadini europei ed italiani affatto inclini a pagare il conto di una casta politica allucinante, sulla quale si è potuto fondare un impero della illegalità e della punizione ingiusta della meritocrazia fatto di politici e burocrati corrotti e di mafiosi molto ricchi e potenti.

E se la politica e la burocrazia sono corrotte, che paghino loro il debito pubblico che si è costruito per saziare il loro infinito appetito.

Che paghino le classi dirigenti italiane il prezzo della loro incapacità e/o disonestà.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monti, Berlusconi, Napolitano e la casta politica italiana

lunedì, 14 novembre 2011

Il dado è tratto.

L’esecutivo tecnico Monti sostituisce l’esecutivo politico Berlusconi.

Obiettivo:

realizzare quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni del mondo del lavoro che urgono al paese e che nessun governo politico ha sinora mai realizzato, benché promesso.

Resta incomprensibile, essendo invariata la composizione della casta politica parlamentare, come sia possibile modificare, per esempio, una legge elettorale che promette attualmente un collegio ed una elezione sicura ad vitam ai parlamentari italiani.

Come anche non si comprende come e perché la medesima casta politica dovrebbe realizzare urgentemente quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni decretate dal governo Monti che la medesima casta politica non ha voluto realizzare con le decretazioni del governo Berlusconi, e proprio ad iniziare da quella decretazione anti-corruzione che più di ogni altra, assicura discontinuità alla peggiore evidenza della casta politica e burocratica italiana:

quella troppe volte e troppo spesso coinvolta in scandali corruttivi o in presunte connivenze e cointeressenze negoziali con le organizzazioni mafiose a danno della libertà dello stato italiano e dei suoi cittadini.

Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce nella transizione italiana contemporanea, posto che, dai vari interventi politici resi pubblici nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato Napolitano, pare siano scomparsi problemi storici di grossa evidenza come il contrasto alle organizzazioni mafiose, la questione Morale, la questione Meridionale e la questione Settentrionale, per fare solo alcuni esempi che saltano agli occhi.

Ma così è scomparsa anche l’emergenza della così detta Monnezza Napoletana, della quale si è perduta ogni traccia, benché non ancora la presenza.

A meno che non si voglia ulteriormente deresponsabilizzare la casta dominante dinanzi alla crisi italiana, eludendo la realtà di una spesa pubblica impossibile e di un debito pubblico invalidante, e discutendo invece di una crisi che non pare trovare fondamento nella incapacità politica italiana nel dibattito politico attuale, ma sembra cercare motivi e responsabilità del default italiano in una più volte paventata e mai dimostrata incapacità francese, tedesca od europea, ovvero in una fantasmagorica onnipresenza giudo-plutaico-massonica da indicare a seconda del caso e della opportunità.

Come se l’illegalità diffusa, il lavoro nero, l’evasione fiscale, il cancro mafioso, la crescita della spesa pubblica e del conseguente indebitamento pubblico italiano, fossero responsabilità imputabili ai parlamentari ed ai capi di governo europei.

In questa ottica di de-responsabilizzazione politica, pare di assistere al solito teatrino italico dello scarica barile, nel quale i problemi del paese non vengono mai risolti, perché semplicemente essi sono ridotti alla “non esistenza” o ridotti al silenzio dalla classe dominante italiana, che controlla integralmente anche l’informazione, grazie ad una normativa anch’essa vetusta ed antiquata, bisognosa di una tempestiva e complessiva liberalizzazione dai “controlli politici” imposti da una normativa fascista che nessun parlamento repubblicano ha mai abrogato e riformato.

Per cui, d’un tratto, sono risolte senza fatica alcuna, questioni annose e dannose come quella delle presenza potente delle mafie nella società italiana che possiamo sintetizzare nel paradigma:

tutti mafiosi? Nessuno mafioso.

Ovvero : tutti corrotti? Nessuno corrotto.

Tutti indebitati? Nessuno indebitato.

Ma questo rappresenta un gioco assai pericoloso, poiché forzare il gioco adesso, equivarrebbe al veder comparire il Tilt nel gioco del Flipper, con l’oscuramento del piano di gioco e la sua immediata immobilizzazione.

E dopo il Tilt, come tutti sanno, non resta che attendere che appaia la scritta luminosa Game Over.

Ed il gioco è finito.

Per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade Italia – italian government in trouble – italienischen Regierung in Schwierigkeiten

lunedì, 26 settembre 2011

Il governo italiano naviga in serie difficoltà dopo il downgrade che ha colpito l’intero sistema paese, il sistema bancario ed ultimamente, alcuni comuni importanti del nord (Milano, Bologna, Genova), alcune regioni (Sicilia, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia) e le due province di Roma e Mantova.

Le società di rating internazionale esprimono così il loro dissenso rispetto al modo di produrre spesa pubblica incontrollata e conseguente debito pubblico che crea notevoli imbarazzi al sistema economico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Eppure il governo italiano pare proprio non accorgersi di quanto pericolosa sia la condizione in cui naviga un paese stressato e depresso come l’italia in un momento di crisi così grave e duraturo.

Le ultime esternazioni del ministro della Pubblica Amministrazione che fanno seguito all’ennesimo annuncio di misure in favore della crescita economica lanciato ieri dal premier, aprono un panorama piuttosto deludente rispetto alle scelte politiche che intende portare avanti il governo italiano.

Innanzitutto, non si fa alcuna menzione in tali misure preannunciate da un ministro del governo di una determinata, convinta e drastica diminuzione della spesa pubblica italiana, di come questa spesa debba essere drasticamente diminuita e di quali spese debbano essere eliminate o modificate dalle voci del bilancio statale.

In buona sostanza, la scelta governativa non sembra puntare alla riduzione della spesa pubblica e del debito pubblico italiano.

In riguardo alla semplificazione amministrativa, si addensano ombre e dubbi su quello che sembra l’ennesimo regalo di questa maggioranza di governo alla azione delle organizzazioni mafiose, attraverso la eliminazione della obbligatorietà della certificazione antimafia per le aziende che intendano partecipare a concorsi in appalti pubblici.

Detto questo, in un quadro di continui avvisi di garanzia e richieste di arresti per esponenti di spicco, ministri e parlamentari di questa maggioranza di governo, reati contestati che vanno dalla corruzione al concorso esterno in associazione mafiosa.

L’indicazione politica dell’esecutivo italiano che sembra emergere con più chiarezza è e resta quella di lasciare intatta l’enorme mole di spese, sprechi, abusi e costi della casta politica e di quella burocratica che gravano in maniera importante e pesante sul bilancio statale, sulla spesa pubblica e nell’innalzamento del debito pubblico.

Insomma, il governo italiano aumenta ulteriormente la pressione fiscale che attanaglia imprese e famiglie per continuare a spendere e sprecare questo danaro così faticosamente guadagnato e prelevato coercitivamente dallo stato, aprendo un forte dissidio interno che rischia di aggravare ancor più il distacco fra paese reale e pubblica amministrazione che, in italia, ha assunto una insolita equazione per cui, è il cittadino lavoratore, il cittadino imprenditore, il cittadino componente di una famiglia che è al servizio dello stato e non il contrario.

Lo stato, la pubblica amministrazione, non intende recedere e rinunziare a nessuna delle prebende, a nessuno dei privilegi, a nessuna poltrona del potere pubblico, a nessun posto fisso ed intoccabile di lavoratore dipendente pubblico, facendo ricadere invece tutte le spese e gli addebiti della crisi sul paese reale, ormai stanco di trascinarsi un baraccone così inutile, dannoso e costoso come è quello della pubblica amministrazione italiana, sia sotto il profilo politico che burocratico.

Il governo italiano decide così di non ottemperare alle richieste dei mercati internazionali e delle sovrastrutture economico-finanziarie come la BCE e le società di rating che chiedono insistentemente liberalizzazioni e riforme strutturali oltre che mere privatizzazioni.

Al governo italiano non interessa affatto diminuire la spesa pubblica o il debito pubblico (che continuano infatti a crescere, mese dopo mese), ma interessa esclusivamente salvaguardare e tutelare i politici indagati dalla magistratura per ipotizzati delitti (violazioni del codice penale), mantenere intatti lo status quo delle caste politica e burocratica e massacrare invece l’economia italiana ed il paese reale, quelli che producono la ricchezza necessaria al paese con il duro lavoro quotidiano e la grande difficoltà di avere una classe dominante oppressiva e repressiva.

Almeno sino a quando la BCE interromperà gli acquisti sui BTP italiani e le società di rating internazionali declasseranno ulteriormente un paese che sembra sempre più condotto verso l’autodistruzione da parte di chi ha spergiurato invece di salvaguardarne e difenderne interessi e obiettivi sociali, comunitari, economici e finanziari.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il sentimento anti italiano è un sentimento positivo

sabato, 10 settembre 2011

Quando un intero sistema assume atteggiamenti e comportamenti incanalati in prassi e procedure univocamente dirette al paradosso anti sistema per cui le regole non vanno rispettate, allora, il sentimento anti sistema assurge ad un valore positivo.

Così, in un paese dove la violazione della legge, la truffa, la frode, la corruzione, il comportamento mafioso, l’irresponsabilità, l’inciviltà e l’illegalità assumono caratteri di generalità, così come è generalizzato in italia violare la legge, il diritto, l’etica e la morale, un crescente sentimento anti-italiano diviene un sentimento positivo, l’anti-italianità rappresenta la giusta risposta sistemica ad un fall out del sistema stato italiano.

Il sentimento anti italiano cresce ormai da decenni sia all’interno che all’esterno del paese, con sempre maggiore repulsione istigata e giustificata dagli ormai innumerevoli scandali della corruzione sia politica che burocratica, dal predominio mafioso, dal degrado della società, della economia, della civiltà italiana.

Tale sentimento si lega perfettamente al più diffuso sentimento anti meridionale che imperversa in tutti i paesi del nord del mondo occidentale nei confronti dei paesi o quelle parti di paese in cui governa uno stile di vita meridionale.

L’italia, per la sua posizione geografica, si presta perfettamente alla comprensione di tali importanti differenze.

Il meridione italiano è l’esempio perfetto di cosa uno stato democratico non debba essere, di uno stile di vita che non debba mai essere interpretato, testimoniato e soprattutto, condiviso.

Purtroppo, il fenomeno della migrazione interna italiana dal sud al nord, non impedito da una barriera doganale e non arginato da alcun tipo di selezione, ha infranto la differenza fra gli stili di vita, nel mondo del lavoro, nel comportamento condiviso e nel rispetto della legge, azzerando così differenze importanti e fondamentali.

Così il paese si riunisce sotto la bandiera di una unità meridionale e meridionalista cui è assolutamente giusto opporre un puro, semplice, leale, corretto e positivo sentimento anti italiano.

Il nuovo legame unitario italiano però, si fonda su di uno stile di vita opposto a quello nord europeo, che viene invece chiamato a pagare paradossalmente i costi e i danni dello stile di vita italiano, come di quello greco e spagnolo e di quello di tutto il meridione europeo che, come l’intero bacino Mediterraneo, è imploso sotto il peso della sua stessa limitatezza ed inciviltà.

La riunione sotto il nuovo stile di vita “napoletano” della rinnovata italia unita, propone un paese intero sull’orlo di un fallimento terribile, un paese all’interno del quale, l’unico stile di vita accettabile, l’unico sentimento positivo, è rappresentato da un sentimento anti italiano, avverso cioè, ad ogni peculiare essenza di questa italia napoletana.

Taluni offrono una visione razzistica di questi sentimenti positivi, nascondendo però che l’origine del male non è nella doverosa reazione al male, ma nell’azione del male stesso.

Invero, non si potrebbe definire razzista l’atteggiamento dei paesi nord europei, sempre più sensibili alla frode dei paesi del sud europa, che sprecano risorse e danari in modo incivile e pretendono che il nord europa paghi il conto dei loro debiti e dei loro sprechi:

altro che razzismo, questa è legittima difesa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X