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Il paradosso

mercoledì, 1 dicembre 2010

Che una fuga di notizie interna alla intelligence americana investa “il nemico poco abbronzato” Silvio Berlusconi, è cosa anche accettabile, visto il liquame in cui naviga la contrapposizione politica in questi tempi moderni e la voglia di penetrazione del mercato da parte della americana Sky ai danni della italiana Mediaset.

Ma che la responsabilità di questa fuga di notizie che allude a “festini goliardici” cui avrebbe partecipato il premier italiano Silvio Berlusconi provenga dalla incapacità di mantenere in sicurezza le notizie riservate diplomatiche di una certa signora che risponde al nome di Clinton, ebbene, questo è un paradosso inaccettabile.

Il nome dei Clinton resta ancorato nell’immaginario collettivo a quei “festini sessuali a vocazione orale” che hanno rovinato il buon nome della Casa Bianca e dei suoi rispettabili residenti.

Non può questo stesso nome, essere speso a danno della rispettabilità di altri palazzi del potere planetari, ivi compreso quello di Palazzo Chigi.

Sia nel caso che la fuga di notizie fosse “pilotata” o meno, il paradosso clintoniano resta inaccettabile.

E noi, non lo accettiamo.

Invitiamo quindi la signora Clinton ed il signor Obama a dimettersi, per rendere onore alla responsabilità di una fuga di notizie pericolosa e incredibile e di cui sono essi i primi responsabili.

Invitiamo inoltre alle dimissioni, anche il presidente della camera dei deputati italiana Gianfranco Fini, poichè, se i cerchi sovrastrutturali di cui tanto si narra nelle leggende telefoniche intercettate passano anche attraverso i nomi di D’addario e di Fini, allora di festini ne hanno subiti anche troppi i cittadini italiani.

L’unico festino che vogliamo vedere è quello in cui si festeggerà la fine di una politica nazionale ed internazionale così squallida e paradossale.

L’unico festino accettabile è quello in cui ogni tradimento umano non cerchi una capra espiatoria, ma si auto-responsabilizzi e porti all’unico atto politico non paradossale:

le dimissioni.

Obama, Clinton, Fini:
dimettetevi!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Reminiscenze – Serate romane

venerdì, 12 febbraio 2010

mercoledì, 6 giugno 2007
John va a cena da Silvio.

Ciao John, come va?
Bene Silvio, caro amico mio, bene. Buona questa … come la chiamate? Mortatela?

Mortadella, John, mortadella, è fatta con la carne di maiale, quella vietata ai musulmani.

Oh, che gente. Non sanno quello che si perdono: è buonissima!

Hai mica visto o sentiito Romano, oggi, John?

Chi? Cosa?

Er mortadella, John, il mortadella.

Buona quella Silvio, buona.

Sì, va beh.

Dicevo il faccia di mortadella …

Chi?

Oh, sì, va beh, vah.

Vuoi assaggiare il prosciutto, John?

Come è fatto il prosciutto, Silvio?

Con il porco John, come la mortadella.

Ah, adesso ho capito, Silvio!

Il porco …

Veramente parlavo della mortadella …

Contempraneamente, nella stessa città in un altro luogo …

Vincenzo, te l’avevo detto di andarci piano, li hai fatti incazzare!

Oh, Romano, quelli avevano il fiato sul collo di Massimo. Se arrivano a lui, per noi c’è l’esilio, magari in Tunisia, come è successo a Bettino.

Massimo, cosa c’entra Massimo adesso.

Sai, quelle inchieste … Quella società off shore …

Porco mondo! Ma come hanno fatto a …

Eh, come hanno fatto … non lo sai il detto?

No, quale?

Scherza con i santi, ma lascia in pace i fanti?

I fanti, ma quali fanti?

Quelli della Finanza, Romano, quelli della Finanza …

Porco …

Il cittadino X

Per non dimenticare il caso Visco-Speciale, per non dimenticare le storture di una casta che si spera, sia morta e sepolta.