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Riflessioni a tastiera aperta – 28 febbraio 2014

venerdì, 28 febbraio 2014

Il tempo è quello che fai nel presente, che sarà il tuo futuro e che ricorderai nel tuo passato:
la chiave del tempo è fare.

Pippo Civati per non farsi rottamare si è metamorfizzato, ma il processo si è interrotto tra “la mosca”, “l’uomo mosca” e “zitto e mosca”.

Senza la risoluzione della questione meridionale, della questione morale e della questione mafiosa, nessun decreto salva-comuni salverà davvero qualcosa o qualcuno.

Il prossimo schiaffo al virtuosismo amministrativo dopo il decreto salva-Roma?
Sarà il decreto salva-Napoli(tano).
E continuiamo a farci del male.

Il governo ha subito un grave ricatto dal sindaco di Roma Marino, il quale ha imposto al governo di pagare per i debiti della amministrazione municipale romana.
Male ha fatto il premier Renzi a sottomettere il governo a tale ricatto.
Ora, visto il precedente così attivato, il governo non potrà negare il salvataggio di altri comuni dissestati a partire da quello di Napoli.
Grave errore, gravissimo.

“Sindaco di Roma Marino: se il govenro non approva decreto salva-Roma, da lunedì, io chiudo la città”
A mio avviso, i reati che promette di commettere il sindaco di Roma Marino sono più d’uno e sono di rilevante interesse sociale, di ordine pubblico, di messa in sicurezza dei cittadini romani.
Qui ci vuole una esposto-denuncia alla procura della repubblica a tutela dei cittadini romani, della loro sicurezza, della normale fruibilità dei servizi comunali che non possono mai essere interrotti, soprattutto per “avviso pubblico del primo cittadino”.

Temo che l’anno 2014 dopo la venuta di Cristo sarà l’anno in cui nessun comune italiano terrà fede al patto di stabilità, visto che per il governo italiano esistono comuni che possono indebitarsi sino a fallire per poi vedere colmati i debiti con provvedimenti abusivi del governo e comuni invece condannati ad essere virtuosi e a pagare sempre per i viziosi.

Vi erano tempi in cui parlare o scrivere di reato ambientale, del delitto di strage, dell’inquinamento da sversamento di rifiuti tossico-nocivi in mare o sottoterra ovvero denunciare le discariche abusive e l’uso abusivo dei forni delle acciaierie come termovalorizzatori di rifiuti altamente tossici equivaleva a farsi dare del pazzo.
Ecco, mi presento:
io ero uno di quei pazzi.

Mi domando:
a cosa servono le camere di commercio?
A chi servono?
Cui Prodest?

La BCE ha finanziato le banche italiane con 230 miliardi di euro perché fosse garantito il credito a famiglie ed aziende italiane. Invece, le banche, i partiti, la burocrazia e le mafie hanno rubato questi soldi destinati al popolo italiano ed ora ne rubano ancora, per salvare loro stessi e uccidere il popolo italiano.
Beh, se siamo arrivati a questo, io dico, morte tua è vita mea.
E vaffa.

“Fmi: bene alcune delle proposte di Renzi. La riforma chiave quella del lavoro”
Dissero le stesse medesime cose del governo Letta:
perché dovrebbe andare diversamente con Renzi?
Lo scoglio è quello della spesa pubblica che per la metà è composta di stipendi, e l’unico modo per abbassarla è licenziare in massa dipendenti pubblici e prepensionare quelli prossimi a fine vita lavorativa.
Ma questo Letta, come Renzi, non lo possono fare così come non possono abbattere almeno della metà, lo scoglio del cuneo fiscale.
Questo governo è l’ennesima prova dello stallo politico in cui versa la democrazia repubblicana italiana, giunta alla sua ultima, ingrata pagina.

Nella spesa pubblica la voce stipendi corrisponde alla metà del bilancio.
Il problema da risolvere mi sembra molto ben chiarito, mi pare.
D’altro canto, non vedo perché vi debba essere una distanza tale e tanta tra lo stipendio di un magistrato e quello di un carabiniere.
Vi sono parecchie cose da migliorare nei conti e negli indirizzi pubblici.

In Crimea come in Ucraina va di scena l’espansionismo militarizzato in salsa tartara della nuova Russia nella dittatura dello zar di tutte le mafie, Vladimir Vladimirovič Putin

Mi scusi, signora camusso, mi ricorda quale articolo della costituzione conferisce alle organizzazioni sindacali la rappresentanza sociale in esclusiva?

Lo zar putin dietro il terrorismo internazionale che destabilizza ogni paese ex satellite URSS se non si inginocchia allo zar di tutte le mafie

“Sindaco di Roma Marino: Blocco Roma. In altri paesi M5S e Lega in carcere”
E dopo l’attacco degli agenti infiltrati e dei traditori, ecco in pieno stile del kgb la delegittimazione, la demonizzazione, la criminalizzazione e il tentativo di extra-parlamentare quelle forze politiche che non si assoggettano alle mafie e alla corruzione, che rifiutano il sistema e vogliono rifondarlo.
Il M5S fa paura e la reazione è puro terrorismo di stato.

Amara verità. Ma pur sempre di verità si tratta:
la questione meridionale, la questione mafiosa e la questione morale si intrecciano in un continuo ricatto alle istituzioni che vengono così affiliate, corrotte, minacciate o ricattate.
E pensare che da quel lontano 1993 il potere di influenza del consenso delle organizzazioni mafiose ha invaso anche il centro ed il nord del paese, approfittando della debolezza del motore economico, industriale e finanziario italiano, messo in grave difficoltà dalla crisi che la casta politico-istituzionale non ha previsto, non ha prevenuto, non ha diminuito nell’impatto e nel danno provocato ai tessuti socio-economico sani, ormai preda dell’usura bancaria e della usura mafiosa.
Amaro calice di verità.
Ma se non lo beviamo, non capiamo cosa sta accadendo e non comprendiamo quei soggetti e quei personaggi che arrivano addirittura a negare l’esistenza delle mafie.
E se non capiamo, se non prendiamo coscienza, saremo condannati ad essere, un paese mafioso.

Io ipotizzo addirittura una volontà da parte della casta di non difendere il paese dalla crisi per consegnarlo nelle mani delle mafie.
Forse la trattativa stato-mafia non è contenuta solo in quei pizzini mafiosi, ma esiste un codice, un contratto, forse anche non scritto e sottoscritto ma eseguito alla perfezione.

Il modello elvetico è sicuramente migliore e più consolidato per una europa unita rispetto a quello comunitario, assai farraginoso e burocratico.
Il federalismo svizzero consente a tedeschi, francesi, austriaci ed italiani di convivere sotto la medesima bandiera da decenni ed è un modello di riferimento politico riuscito.
Inoltre gli istituti di democrazia diretta svizzeri sono correttivi perfetti in un sistema in cui il popolo non delega la propria sovranità, ma la interpreta e ne costituisce sempre l’ultima parola.
Una democrazia perfetta.

E da quando in qua, l’organo costituzionale ed istituzionale per eccellenza super partes condiziona e diviene esso stesso indirizzo politico? Da quando il capo dello stato è diventato anche presidente del consiglio dei ministri? L’ennesimo intervento politico del presidente della repubblica napolitano giorgio detta addirittura l’agenda politica e indica quali riforme vadano realizzate e quali no, quali prima e quali dopo. E tutto questo interventismo cade nel silenzio assoluto della casta politica, che lo subisce in un silenzio assordante che evidenzia una sudditanza totale nei confronti di chi non è stato mai voluto e votato dal popolo sovrano. La repubblica democratica italiana ha cessato pubblicamente di essere appunto, repubblicana e democratica.

Se solo per un minuto poteste mettervi nei panni stretti di quella divisa pesante, per strada, con il caldo e con il freddo, con un salario misero, con un pericolo ricco, per dare sicurezza a chi la chiede e contrasto a chi lo evita.
Pensateci bene:
la sicurezza non è un elemento naturale, ma una costruzione umana.
Pagata a costi umani.

Certo che se non esistesse la pianta maligna della zizzania i giornalai, i sindacalisti, i burocrati ed i politici italiani dovrebbero andare a lavorare per vivere.
E dagli al grillino, dagli al M5S.
E chi sarebbero i fascisti?
Chi gli squadristi?
Chi il miculpop della disinformazione di regime a pagamento?
Siete rovinati e dovrete andare a lavorare per vivere. la pacchia è finita e l’oste della storia chiede il pagamento del conto, chiede che la naturale posizione sociale delle caste che non producono alcuna ricchezza né partecipano all’equilibrio e all’armonia sociale tornino in mezzo ai campi, con una zappa in mano a fare i calli alle mani e guadagnarsi con il sudore della fronte un pezzo di pane.
Finita la pacchia e voi saltate peggio dei grilli in vista di questa fine della malavita parassitaria e della dittatura del nulla che viene sfamata dal popolo e che sputa in faccia al popolo sovrano.

Se la casta partitocratica non mettesse gli interessi dei partiti al di sopra degli interessi del popolo sovrano avrebbe già varato una nuova legge elettorale chiusa in due, massimo tre articoli.
La sviluppo su tre righe, giusto per dare una idea.
“Il candidato e le liste che lo appoggiano che ricevono un solo voto in più di tutti gli altri candidati e di tutte le altre liste vincono le elezioni e ricevono il 65% dei seggi per governare con sicurezza e continuità.
Gli altri, tutti gli altri, con il 35% dei seggi, fanno opposizione.”
ma la casta non vuole liberare il paese reale dal giogo della malversazione e dello spreco del danaro pubblico, della corruzione e delle mafie, dell’usura e della illegalità diffusa, la casta non vuole un esecutivo forte che governi e che tagli radici e rami della malapolitica e della malaburocrazia.

Vi piacerebbe vedere implodere ill M5S, vero? Invece imploderà il sistema ed imploderete voi, costretti a cercarvi un lavoro vero per mangiare. Il M5S sta facendo selezione, non implosione:
i grillini non comprano parlamentari compravendibili come mele o pere ad un mercato, ma li regalano.
Un traditore non vale nulla, in qualunque parte lo si voglia collocare.

Quando un furbetto si fa passare per ingenuo hai la certezza di avere di fronte il demonio in persona in versione rivista e corretta, di sinistra, senza le corna della moglie sulla testa e senza palafreniere mafioso nello stallaggio.
Da noi in questi casi si dice che:
quando il diavolo ti accarezza, vuole la tua anima.

Che la recessione sia terminata o che stia comunque esalando i suoi ultimi respiri dannosi, questo lo sappiamo tutti.
Quello che non tutti sanno e quello che l’informazione non dice è che, dopo una recessione ed in proporzione alla forza ed al tempo della spinta recessiva, viene la crisi, un lungo periodo di crisi che dura anche decenni.

Tutti addosso ai grillini del M5S e a Beppe Grillo.
Bene, anzi, benissimo.
Perché più li attaccate, più gli date ragione, perché voi non siete la normalità e questo, non è un paese normale:
curatevi !

“L’Unione Europea: “L’Italia cresce come la Grecia e meno della Spagna”
Eufemismo per dire molto più semplicemente che:
“L’Italia non cresce”

Come dicevano alcuni cittadini senza laurea come me, la crescita non c’è e non sarà sensibile in Italia se non fra molto tempo.
A cadere è un attimo, per rialzarsi, occorrono decenni.
E occorre cambiare radicalmente il sistema che ha acconsentito al fallimento senza prevedere alcuna azione di impedimento, riduzione o prevenzione del danno.

No, non ci siamo. Il cuneo fiscale rappresenta circa 300 miliardi/anno.
Per rendere concorrenziale il mondo del lavoro italiano con il mercato globale un taglio di 8/10 miserabili miliardi non cambia nulla.
Il taglio deve essere di almeno 160 miliardi con un guadagno in busta paga di almeno 1.000,00 euro per chi ne guadagna 1.600 e di almeno 500 euro per chi ne guadagna 800.
Renzi farà la fine di letta:
è un truffatore.

La palma va a nord e quelli che avevano promesso di difendere il nord, governavano con il demonio mafioso quando la mafia si è trasferita dal sud al nord, infettando così tutto il paese.

Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Ma cosa?
Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Ma che?
Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Abbiamo trasmesso la declinazione preferita dei politici italiani.

Ma una dettagliata analisi del bilancio regionale pugliese con la situazione dei debiti (dentro e fuori bilancio) con evidenza della quota dei trasferimenti nazionali impegnati per pagare i debiti invece che difendere, servire e tutelare i pugliesi?
Nessuno dei futuri candidati alle regionali vuol prendersi l’impegno di verificare quale è la situazione effettiva dei conti alla regione Puglia?

La caratteristica peculiare delle organizzazioni mafiose italiane sta nella infiltrazione del potere statale per poter abusare del potere pubblico per fini mafiosi.

Quando si fa politica degli appalti pubblici e sindacato del lavoro sicuro si mette a rischio l’obiettivo strategico aziendale primario della continuità e secondario della capacità di offrire servizi fruibili, efficienti ed efficaci.
Ora sindacati e partiti potranno rimpallarsi le responsabilità quanto vogliono, ma resta il fatto che la sicurezza e la vigilanza privata sinora, l’hanno pesantemente condizionata loro, riducendola ad un clientelare distributore di consenso elettorale e sindacale.
Tutta la mia solidarietà ai Lavoratori e al Prefetto e a chiunque in questa terra si debba trovare a fare impresa con questi politici e questi sindacalisti.

Premio Pulitzer per il giornalista Guy Dinmore : ha capito tutto dell’Italia.
(1)“la politica italiana è molto simile a quella iraniana. È basata sui clan, sulla tribù. Ora la tribù fiorentina cercherà di prendere spazio.”
(2) “Renzi non ha ancora concesso interviste a giornalisti stranieri. Non è facile per un giornalista che non è andato a scuola con lui entrarci in contatto, perché i legami sono sempre fondamentali in Italia.”
(3) “L’aspetto davvero incredibile è che Renzi non ha esperienza parlamentare, non ha mai partecipato a delle elezioni nazionali, la sua unica forza è l’aver governato una cittadina di medie dimensioni, ricca e relativamente tranquilla. Avere oggi un primo ministro così è sintomatico delle difficoltà che sta vivendo la politica italiana.”

Vi spiego quale è il livello di considerazione del concetto generalmente diffuso e condiviso di democrazia in Italia.
Stamane vado a prendere i miei figli a scuola, come al solito.
Manifesti sollecitano al pagamento del cosiddetto “contributo volontario” entro febbraio. L’anno precedente mi è costato 70 euro il contributo per i miei due figli (ne ho quattro) alla scuola primaria.
Vengo a sapere che solo 30% degli alunni ha pagato detto contributo, contro il 70% che non lo ha pagato.
Così, la direzione scolastica decide di portare il contributo da 35 euro pro capite a 25, cercando di venire incontro alla capacità di contribuzione delle famiglie, vista la crisi che gira.
Per me, è un taglio netto da 70 a 50 euro e mi sta bene, anche perché comprendo benissimo le esigenze di spesa della scuola che deve affrontare spese vive come il costo della carta igienica, della carta per le fotocopie e ad altre spese necessarie alla didattica come alla presenza di esseri umani così piccoli con esigenze umane così grandi nella loro crescita.
Mentre attendo l’uscita dei miei figli ascolto due mamme a me vicine che parlottano tra loro della questione del contributo da versare.
Una convinceva l’altra (che non si sottraeva affatto a questo convincimento) che l’importante era che a non pagare il contributo fossero tutti i genitori, o almeno la maggioranza di essi, in modo da assicurare il giusto peso a questa omissione contributiva e quindi, giustificarla.
Se non siamo tutti, dovremo essere almeno la maggioranza.
Ecco, traggo spunto da questa piccola vicenda di vita quotidiana per evidenziare come la democrazia in Italia sia pretesto e non contesto, evasione di contributi e di doveri e non partecipazione attiva e cosciente.
Insomma, possiamo evadere, truffare, frodare, mafiosare, corrompere e farci corrompere a condizione che, sia almeno la maggioranza di noi a farlo poiché in tal modo, il principio della democrazia legalizza ogni posizione, anche e soprattutto quelle illegali, illecite, immorali ed evasive di ogni obbligo, sia morale che materiale.
Questa è la democrazia in Italia e così è, se vi piace.

E in questa ottica, secondo me, vanno visti gli allarme bomba a Messineo qualche giorno fa e a Ingroia stamane.
Due auto rubate abbandonate sotto casa dei due per saggiare l’attenzione o per mandare un avvertimento. Io credo che la tensione sulla trattativa stato-mafia sia destinata a salire.
E ricordo a me stesso quel che affermavo una decina di anni fa nei primi forum nel web: la mafia è un fenomeno metereopatico, perché uccide sempre da aprile a ottobre, quando fa più caldo.
Occhi aperti, la primavera è alle porte.

Per cambiare un sistema assai corrotto, mafioso ed autoreferenziale non basta selezionare chi non ha mai fatto nulla per questo sistema e nulla per non validarlo:
il risultato sarà solo un belare vuoto e fiacco.
Altrimenti si crea un sistema opposto a quello che si intende abbattere, opposto ma dai contenuti simili quanto inutili ed immeritevoli.
Il risultato finale è prevedibile come lo sono gli eletti così selezionati:
del tutto inutili ed incapaci al cambiamento. E si vede benissimo.
E andiamo avanti e vediamo quest’altro fallimento annunciato realizzarsi.
Quando non si ha qualità e capacità sufficienti, si dovrebbe essere almeno coscienti dei propri limiti senza tentare di invalidare quelli degli altri che invece, non ne hanno.
Altra casta di idioti in arrivo.

Perché selezionare raschiando il fondo del pavimento umano è cosa perfettamente uguale a quello che fa la casta. Perché non si deve selezionare verso il basso se si vuole cambiare il potere, ma occorre farlo verso l’alto. Perché altrimenti non si cambia nulla, se non il nome ed il cognome delle persone al potere, senza incidere sul potere stesso. E si fallisce miseramente.

Dovete decidere cosa volete: il cambiamento come sostituzione delle persone che saranno ancora soggette, volenti o nolenti, al sistema autoreferenziale della casta, ovvero il cambiamento del paradigma, cambiamento che modifica le regole del sistema per impedire una sua prosecuzione infinita. Il cambiamento di una forma strutturata può avvenire solo con la sua distruzione e riedificazione all’interno di una società i cui membri condividono il medesimo paradigma. Perché la tendenza culturale, politica, sociale ed istituzionale a conservare e mantenere lo status quo per un bisogno atavico di sicurezza, impedisce allo spirito del tempo (Zeitgeist) di modificare alcunché, anche quando questa modifica risulti essenziale alla continuazione della specie e al benessere di cui quei membri fanno parte. Una sorta di paralisi da terrore infinito immobilizza la casta ed ogni nuovo adepto ad essa, il quale si convince di non dover cambiare nulla o il meno possibile nel paradigma per conservare la propria esistenza, il proprio benessere e la propria ricchezza raggiunta. Il cambiamento instaura sempre un livello di paura primordiale che solo menti evolute e soggetti superiori riescono a contenere e piegare al proprio bene comune, piuttosto che al paradigma comune che assicura continuità e sicurezza solo nella mente di chi lo interpreta. Troppo facile assumere il ruolo di salvatore della patria (e del paradigma confortevole e condiviso) per ricondurre una comunità alla sua routine che associa ai gesti ripetitivi ed ai riti una forza interiore che spinge a non cambiare, ma a continuare quel che si proponeva di cambiare. Nessuna medicina è dolce come nessuna soluzione al male è esclusivamente bene. Se si vuole cambiare occorre provare dolore. Ed è il dolore il paradigma del cambiamento. Ed è per la paura del dolore che non si cambia , non si cura, non si modifica nulla e poi, si muore del male che ci si era proposti di curare.

Il motivo per cui un popolo sceglie un rappresentante sta nella sua rappresentanza del popolo, nel termine più proprio. Ma chi crede che il popolo esprima mediamente una leadership diversa da se stesso sbaglia: esso sceglierà verso il basso, continuando ad interpretare un errore di cui le democrazie divenute dittature si nutrono. Così, una leadership di nullità non cambierà nulla e consentirà al paradigma del popolo di sentirsi meno idiota di quel che è, o curerà l’orgoglio ferito di chi non osa di più perché avvinto dalle spire della paura e della insicurezza. Ecco l nuovo paradigma delle democrazie moderne: la ricerca risoluta e determinata della auto-eliminazione attraverso l’emersione del peggio (ma mediamente e democraticamente condiviso) invece della emersione del meglio, del merito. Ed è questo orgoglio scambiato per civiltà e dignità che uccide e degrada oggi queste decadenti democrazie moderne, meri fantocci nelle mani del potere di chi sa come manovrare come marionette i popoli divisi ed impauriti ad arte.

Ma come fa un idiota a scegliere il meglio per il futuro se egli non è il futuro? Come fa ad accettare la propria scomparsa come prezzo del progresso umano? Non può, ecco che non può. E pur cosciente del male che fa, continua a farlo, per il proprio paradigma del bene comune.

Ed è la dittatura dei furbi sugli idioti, insieme alleati a cacciare il merito da questo paese. Non è accettando questo paradigma che si cambia, non è entrando nel sistema ed osservandone le regole che si cambia questo sistema, che si afferma un diverso e più intelligente paradigma.

Con il voto ti sottoponi al giudizio del popolo distorto dalle regole del sistema che impediscono una rappresentanza di merito. Al massimo si otterrà un nuovo stallo, come quello che vedi. Non puoi cambiare il sistema attraverso le regole di chi ha costruito il sistema perché non venisse mai cambiato.

Si andrà al voto con quali regole? Ancor oggi, questo dato fondamentale è incerto. E incerto sarà il risultato, perché così è voluto dalla casta.

Non deve vincere nessuno perché la casta vinca ancora

E nessuno vincerà

Devo trovare il modo di cambiare il paradigma attraverso la modifica del sentimento positivo che la pubblica opinione attribuisce alla conservazione.

Il fatto che la casta sia terrorizzata dalla forza della opinione pubblica che si muove libera nel web fa capire che è quello il punto nevralgico, quello il punto debole, quello il tallone d’Achille.

La forza di una opinione pubblica libera ha liberato l’Ucraina dal dittatore. La forza di una opinione pubblica libera cambierà questo paese. Niente e nessuno modifica questa regola. Ed è per questo che la casta teme un comico come Beppe Grillo, perché egli è un artista, uno scienziato ed un professionista della opinione pubblica.

Ma deve scendere in campo lui. Allora io accetterò la sfida di cambiare questo paese attraverso le sue regole piegate alla volontà popolare vera, autentica. Se lui si candida a premier, allora forse c’è speranza.

Il mio slogan è : di Beppe Grillo ce n’è uno, tutti gli altri fan nessuno

son tutti bravi ad essere onesti quando non gestiscono milioni e miliardi di euro. io guardo alla mia esperienza, nulla di personale

forse sbaglio, forse sono stato troppo ingenuo con chi non lo meritava ed ora son troppo duro con chi non lo merita nemmeno. Ma ho imparato a non fidarmi: questo mi ha salvato molte volte. Preferisco il confronto in campo aperto, nell’esercizio di quel potere che si vuole cambiare. Voglio vedere con i miei occhi, controllare con le mie mani, leggere il cuore e la mente direttamente.

Io so non se sia normale che tutti i programmi Rai osannino un festival che è stato un deciso fallimento di ascolti in cui, nota molto importante, vi è stato un episodio truffaldino i cui artefici si son visti pagare le spese dalla Rai:
per me è una truffa bella e buona con una malversazione di danaro pubblico usato per frodare fiducia e ascolti dal popolo sovrano.
Io penso che dovrebbe seguire una indagine della magistratura a questa incresciosa vicenda e credo che debba essere la magistratura penale ad interessarsene.
E voi, cosa ne pensate?
Non credete che la commissione di vigilanza Rai presieduta da un grillino non debba avviare anch’essa una inchiesta su questa brutta vicenda?

Alla base della non risoluzione e degli innumerevoli rinvii che la vicenda dei marò italiani inviati come guardie giurate in operazioni anti-pirateria conosce, vi sono due aspetti che la stampa vuole ignorare volutamente:
un nesso di causalità con un altro processo che conosce i medesimi continui rinvii e l’etica della reciprocità.
“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Il settore della vigilanza privata a Foggia ha una genesi importante, una storia travagliata ed una evoluzione maligna.
Non si è sottratto questo settore alla cattiva influenza della interpretazione della politica e del sindacalismo come mezzi di sfruttamento della vigilanza e delle guardie piuttosto che difesa dei diritti dei lavoratori e incarnazione dei doveri di ogni parte di questo complesso, delicato e importante momento della vita economica e della difesa del patrimonio come di un concetto generale della sicurezza che avanza in uno stato di cattiva interpretazione dei reciproci ruoli.
Il malessere come la cattiva organizzazione ed interpretazione della vigilanza emergono con chiarezza come pure emerge una maggiore e migliore attenzione degli organi preposti alla vigilanza ed alla ispezione dei comportamenti espressi dagli istituti di vigilanza.
La crisi economica aiuta l’emersione dei problemi e non aiuta a trovare le risposte che servono.
Ma a questo punto si devono distinguere chiaramente gli interessi in campo:
gli aspetti di strategia aziendale, di indirizzo economico e di produzione e redistribuzione della ricchezza prodotta sono un conto, il dovere di ispezione e di vigilanza un altro.
Perché proprio non saprei quante guardie particolari giurate qui a Foggia supererebbero le ispezioni degli enti preposti atte a riscontrare l’adozione di comportamenti idonei e l’osservanza delle leggi e dei regolamenti, codici etici compresi.
Perché forse, sinora ha fatto comodo a troppe parti in causa il non governo o il malgoverno politico interessato a tutto tranne che al bene della vigilanza privata foggiana, come pure han fatto comodo certi comportamenti irresponsabili (se non criminali) e non allineati alla legge e al dover essere cittadini, lavoratori, amministratori e incaricati di pubblico servizio attraverso licenza di pubblica sicurezza.
Ora, mi sembra venuto il momento di ripristinare moralità, etica e legalità.
In tutti i sensi, in tutti i modi, in tutti i comportamenti.
Sarà così possibile avere un futuro diverso dal tempo passato.
Ma una riflessione profonda dovrà essere fatta sul perché la vigilanza privata foggiana sprofondi in scandali, arresti, indagini e cronico ritardo nella corresponsione dei salari.

nipoti assunti da governatori amici, quasi nuore inserite addirittura nel governo del paese …
questa è una dittatura e il nome del traditore della democrazia è napolitano

napolitano deve dimettersi perché la trattativa stato-mafia e la sua nota antipatia per i magistrati anti-mafia creano una questione morale, politica e istituzionale impossibile da eludere, da nascondere, da ignorare.
Non potrà mai e poi mai essere questo capo dello stato arbitro e garante delle prossime elezioni: deve dimettersi.

Maledetti assassini del governo ucraino venduti allo zar di russia:
io sto con i miei fratelli e le mie sorelle ucraini e difendo la loro libertà di scegliere per il loro futuro.

La crisi, che è appena iniziata dopo la fine della recessione, terminerà i suoi peggiori effetti negativi principali in un periodo di 15/20 anni da adesso.
Poi la salita diverrà un po meno dura.
Ma pure sempre salita sarà, per decenni.
Chi aveva il dovere di prevedere e rimediare a tutto ciò era la politica, proprio quella casta che ci ha tradito e ci ha ingabbiati in un sistema autoreferenziale in cui tutto proviene dalla politica e tutto va alla politica. Non perdete tempo in false speranze:
solo bruciando si rinasce, solo morendo si risorge.

Riflessioni a tastiera aperta – 1 maggio 2013

mercoledì, 1 maggio 2013

Il concertone del Primo maggio serve ad addormentare le coscienze e distrarre l’attenzione dei lavoratori dai problemi del mondo del lavoro, come se essi ne fossero parte ininfluente, inesistente, senza alcun peso e/o valore.

Un posto di lavoro pubblico, una casa popolare, un appalto pubblico contro voti per la casta:
questa è mafia.

In idaglia TUTTI vogliono partecipare a resdistribuire la ricchezza senza mai partecipare alla sua produzione.
Popolo di geni solo furbi e di falliti poeti.

Politica,sindacato,stipendio,privilegio, scansare i carichi di lavoro più impegnativi e di responsabilità.
Questo è il lavoro in Italia.

Non lasciate che vi prendano in giro dal solito giro di valzer delle caste:
solo eliminazione cuneo fiscale e meritocrazia salvano.

Ignorante è chi ignora che ogni nuovo diritto deve avere fondamento giuridico che lo legittimi oltre ad un sostegno finanziario ed economico che lo renda realizzabile.

Dove c’è un mussulmano, il male impera e la violenza avanza.
Fate ancora finta di non aver capito quale è il problema nel mondo?

I sindacalisti italiani non sanno nulla del lavoro:
il lavoro non si da, si produce, come si produce la ricchezza.
Il problema del mondo del lavoro italiano?
Il Cuneo Fiscale.

Il lavoro in Italia uccide chi non lo ha, ma uccide pure chi lo ha:
cosa avranno da festeggiare al 1° maggio?

Quando il popolo degli Abele perde la pazienza, non esiste riparo alcuno per nessun caino. Chi semina vento, raccoglie tempesta.

Pierluigi Bersani è stato perlomeno accoltellato alle spalle, matteo Renzi invece si è suicidato senza aiuto alcuno.

Il Partito democreatico è partito, andato, e mai più tornato.
Renzi senza attributi si è arreso: lo hanno rottamato in culla.

La casta italiana non ha mai fatto altro che questo:
indebitare il popolo per pagare la corruzione e lo spreco.

Nonostante le convergenze parallele delle larghe intese, il Cuneo Fiscale lì è e lì resta, a mortificare il mondo del lavoro.

Almeno in Venezuela i parlamentari si battono sino in fondo per sostenere le loro idee anche usando lemani in parlamento.
In Italia invece, i parlamentari fanno solo ridere.
O piangere.

In Italia l’ironia non sanno nemmeno dove sia di indirizzo:
cosa volete che comprendano di quella svedese o nord-europea?

Enrico Letta non ha capito la condizione tedesca per cui i tedeschi andranno in pensione a 70 anni per colpa di italiani e greci che andavano a 43.

La casta non vuole ridurre spesa pubblica e deficit pubblico, non vuole tagliare, non vuole licenziare:
non tutela ne difende il Popolo.

Analisti, sociologi e psicologi lasciateli perdere:
non è rancore sociale quel che arma le mani dei disperati, ma degrado sociale insopportabile che sfocia in disagio sociale.

Parlano, parlano, parlano, promettono, promettono, promettono, immancabilmente falliscono,falliscono,falliscono. Chi sono? La casta!

Il prossimo che mi chiede cosa voterò lo apostrofo così:
perché, c’è ancora qualche credulone come te che si fa infinocchiare dalla casta?

L’outing è una moda, una pessima, volgare moda dell’anteporre le proprie scelte sessuali private al pubblico che li segue idoli per altri motivi.

Il governo letta-napoletano prima annuncia come prioritaria l’eliminazione del cuneo fiscale e poi la esclude dai primi 10 punti programmatici del governo: idagliani.

Togliere uso Made in Italy a chi non produce in Italia, produce in Italia con semilavorati esteri o rovina il marchio frodando.

Distruggendo le intercettazioni fra napolitano e mancino non saprete MAI la verità sulle trattative traditrici fra stato e mafia.

E mentre la casta se ne va a spasso in vacanza per l’Europa, il paese tracolla sotto il peso della dittatura partitocratica.

Intanto il partito democratico incassa 30 milioni di finanziamento pubblico per il proprio giornale:
carogne partitocratiche del magna, magna.

Se non punge, non è libera informazione, ma patacca senza valore.
Punge? Fa male? E allora sì che è giornalismo, di quello con la G maiuscola.

Qui si muore di fame e questi idioti della casta stanno lì a favorire l’integrazione di omosessuali e di stranieri immigrati illegalmente.

Depressione? Cosa è: uno studio condotto su di un campione di iscritti al PD?

A CHI e a COSA serve un capo dello stato-presidente della repubblica quando esiste già un premier che può essere anche capo dello stato?

Processi non più rinviabili Stop Tanzania attende Stop Non dimenticare di portare con se papa, dell’utri, letta, mangano, alfano, schifani palafrenieri e puttanieri, mafiosi ed evasori fiscali, estorsori e usurai Stop

La durata dell’esecutivo Letta è legata alla maturazione della pensione per i parlamentari della scorsa legislatura, finita prematuramente.

Se Dio (chiunque o qualunque cosa sia) avesse voluto i gay, avrebbe creato tre sessi e non due.

a casta esiste (purtroppo, meglio Democrazia Diretta), sussiste (durevole,è predatore non preda), insiste (ostinata) e persiste (due palle).

Comunione & Aberrazione, Circo Democratico, Partito degli Onesti, casta partitocratica e burocratica tornano al governo.

Per decenni dc e pci si sono fatti (finbto)otruzionismo, come pure pd+L-L. Ora tutte le colpe sono di Grillo e M5S. Ridicoli.

devi tagliare, sforbiciate da fare paura. altrimenti ti togli di mezzo, idiota da baraccone per circo in saldo da fallimento.

Questo governo servirà solo a raggiungere l’agognata meta di un anno di legislatura per maturare pensione a vecchia legislatura, incompiuta.

Sicuramente è meglio una dittatura dura e pura che questo mondo al rovescio, dove chi è ladro, governa e chi, disperato, uccide ma sbaglia persona.

Solidarietà al popolo, che vesta o meno una divisa.
Dannazione alla casta, perché la crisi sono loro.

Con tutto il rispetto, io di politici in Italia non ne vedo nemmeno uno.
Di addetti ai partiti invece anche troppi. Veramente.

In Italia come in Europa manca una destra pro UE e pro Israele.
100 anni dopo, si commettono i medesimi errori, senza imparare nulla dalla storia.

La verginità politica dei grillini urta la “sensibilità” (leggere coda di paglia ben secca) alla casta dei magnaccioni,dei mafiosi e dei corrotti,degli evasori e degli usurai.

Un incredibile governo della restaurazione di casta conservativa si candida a cambiare il futuro. A volte ritornano. No, non sn mai andati via.

Occorre sapere cosa è il fascismo per essere anti-fascista.
Tutti pensano di sapere cosa è stato il fascismo ma non è vero.

Mentre regna la coservazione restaurativa di cadreghe e privilegi di casta, Carabinieri cadono per difendere il Popolo Sovrano.

Mi spiace dover scrivere che il PD è insieme al PDL forza della conservazione di cadreghe e privilegi di Casta corporativa.

Così, dopo averci convinto che la prima repubblica fosse il male assoluto, attuano le “convergenze parallele” delle “larghe intese”

Non può il passato che ha prodotto il presente cambiare il futuro.

Inizia l’operazione salvezza per i banditi )politicamente molto raccomandati) di MPS: non si ravvisano le ipotesi di reato di usura e truffa aggravate.

CL e sinistra distrata, burocrati buoni per tutti i tempi e per tutti i dicasteri, servetti di partito: non cambieranno nulla, come hanno dimostrato sinora.

Essere contestati al ristorante dal popolo sovrano dei cittadini-contribuenti è il viatico migliore per una carriera da ministro.

Voglio vedere la faccia di quei leghisti che appoggiano il governo Letta:
dovrebbe essere fra il paonazzo e il viola.

S’io fossi capo dello stato non affiderei mai l’incarico di governo a persona che pubblicasse intercettazioni stato-mafia, napolitano-mancino.

Grillini ancora non ricattabili: La Casta non li lascia accedere potere pubblico per sanarlo. Casta di mafiosi e di corrotti. Malviventi di stato.

Dario Fo e Renato Brunetta: due aspetti dell’Italia che apprezzo.
Ma non sanno convivere produttivamente.

L’Italia è quel paese reale nel quale lo stato di diritto ha abusato della previdenza per fare assistenza sociale (elettorale).

L’Italia è quel paese nel quale lavoratori dipendenti pubblici e privati e pensionati NON possono evadere le tasse.

Il Problema del paese è salvare l’orgoglio della casta piuttosto della dignità del popolo sovrano. La casta è autoreferenziale.

Quando una Grande Crisi scopre le vesti di un benessere che non è illimitato, si scorge il pube malnutrito di un sano egoismo.

Non esisterebbe una casta politica ladrona e arruffona senza una casta giornalistica quantomeno compiacente se non schiava.

Pesa il no alla BCE per i debiti degli istituti bancari nei paesi viziosi?
Un nome per tutti: Monte dei Paschi di Siena?

Il malcontento del popolo tedesco trova nuovi modi per manifestarsi. I popoli virtuosi pretendono rispetto. Viziosi avvertiti.

La sanità è la madre di tutte le tangenti e il padre di tutti i mali oscuri italiani.Non serve il cittadino, ma lo rende schiavo.

In tribunale è meglio un non ricordo che un non so.

Quello strano sentimento di vergogna italiano che salvaguarda l’orgoglio al costo della perdita della dignità.

Non pare che i paesi virtuosi soffrano di disoccupazione quanto invece, di carenza di manodopera.

Lavoratori con salari sempre più bassi traditi da politici e sindacalisti

domenica, 10 giugno 2012

Leggo le stime degli ultimi dieci anni sulla “crescita” (sarebbe meglio parlare di andamento) dei redditi nelle famiglie italiane.

Vanno bene i redditi da lavoro autonomo con un 15.7%.

Mantengono inalterato il loro valore i redditi da lavoro dipendente, dirigenti ed insegnanti (apparato pubblico).

Perdono addirittura valore i redditi nelle famiglie di operai, commessi e apprendisti -3.2%.

Riporto, a scanso di equivoci che, i redditi da lavoro dipendente in Italia sono mediamente i più bassi in Europa e nel mondo Occidentale, riscontrando contemporaneamente il più alto costo del lavoro europeo e occidentale.

Il cuneo che consente un simile risultato, è il cosiddetto cuneo fiscale.

Così, i salari in Italia non crescono perché lo stato nei prelievi coercitivi ed obbligatori, fiscali e previdenziali, si incunea nel costo del lavoro rendendolo inappetibile ai finanziatori esteri e non competitivo con i mercati esteri del lavoro.

Inoltre, va sottolineato come il prelievo fiscale e previdenziale in Italia venga coercitivamente sottratto alla fonte.

Insomma, il lavoratore autonomo è libero di pagare o meno le tasse e di pagare o meno la quota previdenziale per i propri dipendenti, mentre i lavoratori dipendenti, non possono assolutamente evadere il fisco o evadere il contributo previdenziale.

Ma il dato veramente interessante che salta agli occhi in questa analisi è il tradimento dei sindacati e dei partiti nei confronti dei lavoratori dipendenti, nella misura di un diminuito salario e di un invariato o addirittura aumentato peso del fisco.

Sindacati e partiti offrono ancora una volta lo spettacolo della inettitudine, della incapacità, del tradimento e della mancata tutela e difesa delle famiglie italiane, tartassate e massacrate in un mondo del lavoro distrutto dalla incompetenza, dalla immeritocrazia e dalle raccomandazioni politiche e sindacali.

Hanno ucciso l’uomo ragno, chi sia stato non si sa ….

Si sa, si sa:

c’è tanto di nome e cognome inciso sul coltello che trafigge alle spalle il popolo dei lavoratori italiani.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18 Statuto dei Lavoratori e l’isolamento della CGIL

mercoledì, 21 marzo 2012

Mancato accordo sull’articolo 18 con la organizzazione sindacale della CGIL.

Dicono Sì all’accordo la CISL e la UIL, oltre naturalmente al sindacato degli industriali, la Confindustria.

La CGIL non aderisce all’accordo e se ne lamenta pubblicamente attraverso la propria leader, Susanna Camusso.

Personalmente ritengo che, per la Camusso, la CGIL e tutta l’area di pensiero politico-sindacale che essi incarnano e rappresentano, valga quanto disse il premier Silvio Berlusconi in occasione del provocatorio tradimento dell’ex alleato di governo Gianfranco Fini e della sua componente conservatrice:

per litigare, bisogna essere in due.

Parafrasando possiamo dire che, per raggiungere un accordo, bisogna essere in due.

La CGIL poteva aderire all’accordo chiedendo in cambio la diminuzione dell’orario di lavoro a 35 settimanali ore oppure chiedendo anche di fissare un salario minimo garantito per tutti, o poteva chiedere entrambe le cose.

Ma non lo ha fatto.

Susanna Camusso e la CGIL hanno semplicemente detto di No ad un accordo che procedesse nella modifica dell’articolo 18.

Viva la libertà, compresa quella della Camusso, della CGIL e dell’intera area umana, politica e sindacale di loro riferimento.

Ma è anche giusto poter e dover dire a Camusso e CGIL che hanno fallito l’accordo ed hanno fallito la loro mission, che è trovare accordi convenienti e nell’interesse dei propri iscritti.

Ma hanno fallito, volontariamente fallito, dolorosamente fallito, sicuramente fallito.

Ed hanno fallito dando ragione al loro più atroce avversario, al leader politico che, per loro, rappresenta “il demonio” in persona:

Silvio Berlusconi.

Ma il mondo è fatto di condivisione, come insegna quotidianamente il social network Facebook.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo fallisce miseramente.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo si trova isolato ed esacerbato, avvilito e sconfitto.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con i propri interessi indifesi.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con la propria rabbia.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo, spesso e purtroppo, imbraccia un fucile per difendere i propri interessi dai fantasmi che gli ricordano il proprio fallimento, personale e sociale, politico e sindacale.

In tempi di crisi come questi, non conviene mettere alla prova la capacità di controllo di emozioni del popolo come la rabbia.

Sarebbe un po come mettere un pezzo di carne nella bocca di un affamato lupo.

Ad ognuno, la propria libertà come la propria responsabilità:

umana, sindacale, politica, sociale.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ed io non ho più lacrime per piangere le mie sconfitte ed i miei limiti:

nemmeno una, per perdonare gli errori e gli orrori del prossimo.

Gustavo Gesualdo
alias
Gustavo Gesualdo

Vergogne Italiane: Corruzione, Evasione Fiscale, Usura e Mafia

venerdì, 24 febbraio 2012

Gli ultimi dati ufficiali indicano che in italia, la corruzione non dovrebbe essere inferiore ai 60.000.000.000,00 (sessanta miliardi) di euro annui e l’evasione fiscale non inferiore a 200.000.000.000,00 (duecento miliardi)di euro annui.

Il dato va preso ovviamente con le pinze e l’uso del condizionale pare d’obbligo, visto che solo pochi mesi fa, si stimava la corruzione in italia pari a “soli” 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro nel solo anno 2011.

Probabilmente, il dato effettivo (che sfugge ovviamente ad un calcolo ufficiale) è di gran lunga più importante, supportando coloro i quali ipotizzano che il debito pubblico italiano non sia altro che la sommatoria delle corruttele e non dei debiti contratti per garantire servizi efficienti ai cittadini-lavoratori-consumatori-contribuenti.

Intanto, il fenomeno dell’usura si presenta come l’attività economica più redditizia nel paese con un fatturato di 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro, fagocitando nei soli ultimi tre anni ben duecentomila imprenditori, ma anche famiglie, commercianti, piccole e medie imprese con un volume di danaro “movimentato” superiore di ben quattro volte a quello già ricco del famigerato racket del pizzo.

In un teatro di guerra in cui, la Mafia Spa risulta essere il maggior agente economico italiano, primeggiando fra le imprese italiane per fatturato e profitti realizzati, la sommatoria fra corruzione, evasione fiscale ed usura dovrebbe offrire maggiori valori che quelli sopra riportati, di gran lunga, maggiori.

Se pur volessimo adottare il dato di una corruzione annua pari a 60 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale intascassero una tangente di 1.000,00 euro pro-capite ogni anno.

Se pur volessimo adottare il dato di una evasione fiscale annua pari a 200 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una egualmente terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale evadessero contributi fiscali pari a una cifra di di 3.333,33 (numero periodico) euro pro-capite ogni anno.

Impressionante, vero?

Ma non è mia intenzione impressionare, spaventare o divertire alcuno.

Sia pure mi domandi e domandi alle autorità competenti se, posto che in italia il fenomeno della corruzione sia talmente dilagante da essere egli stesso sistema-paese, non fosse il caso di depenalizzare gli atti di violenza nei confronti di concussori e corrotti, come pure nei confronti degli autori del delitto di abuso d’ufficio.

Insomma, il solito burocrate o politico mi impone e mi estorce la solita tangente?

Bene, io per tutta risposta gli spacco la faccia, devasto il suo viso a furia di calci e pugni offerti senza alcuna pietà, e vedo riconosciuto questo mio comportamento come un comportamento non perseguibile e non punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.

Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come la concussione, la corruzione e l’abuso d’ufficio.

Come pure mi pare doveroso ritenere che, l’omicidio di un usuraio come quello di un mafioso che sia commesso da un cittadino costretto a subire l’usura e/o la violenza mafiosa, non debba essere ritenuto un comportamento perseguibile e punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.

Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come l’usura e la mafia.

Uccidere un mafioso o un usuraio non è reato, direbbe qualcuno.

Come pure spaccare il viso di un corruttore e di un corrotto come di chi abusi del potere di un ufficio pubblico, sarebbe evidentemente il trionfo e l’affermazione di una giustizia legale, giudiziaria, sociale, politica, finanziaria ed economica assai giusta ed equilibrata, che difenda il cittadino dalla usurpazione della sua sovranità, usata poi come mazza coercitiva da parte delle caste mafiose, delle corporazioni corrotte e delle mafie usuraie.

E poi:

volete mettere la soddisfazione e l’indubbio deterrente che una tale azione offrirebbe alla tutela dello stato democratico e del suo popolo di cittadini oppressi e usurati a volontà e senza limiti dalla classe dirigente politica e burocratica più corrotte e mafiose dell’intero globo terrestre?

Senzadubbiamente.

P.S.
In alternativa resto in attesa del versamento di euro 6.000,00 annui a compensazione della corruzione italiana (1.000,00 euro a persona per i sei membri della mia famiglia = 6.000,00 euro) e la detrazione annua di euro 19.999,98 annui dal pagamento delle tasse (per effetto di 3.333,33 euro di evasione fiscale per ogni cittadino italiano sempre moltiplicata per i sei membri di cui è composta la mia famiglia).
Aggiungerei anche un indennizzo forfettario pari a 100.000.000,00 di euro per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa della inarrestata presenza dei fenomeni della corruzione, della concussione e dell’abuso di ufficio, un analogo indennizzo per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa dello scandalo continuato ed aggravato della Monnezza Napoletana ed un ulteriore ed analogo indennizzo a causa della presenza onnipotente delle organizzazioni mafiose nella società e nella economia del paese.
Infine, un ulteriore indennizzo, pari a 1.000.000.000,00 di euro da commisurare per ogni membro della mia famiglia a causa della inefficienza cronica ed acuta della pubblica amministrazione e dei servizi da essa offerti in regime di monopolio.
E visto che siamo in tema di resa dei conti, un indennizzo forfettario una tantum per la sperequazione fiscale cui sono soggette le famiglie numerose in questo paese che non provvede, sia pur promettendolo costantemente in sede di tornate elettorali, alla formazione di un coefficiente contributivo che tenga presente che uno stipendio base di mille euro/mese per una persona sola è certamente sufficiente, ma che lo stesso stipendio per un padre o una madre di famiglia, ancor più se numerosa, non è equo e nemmeno socialmente ed economicamente corrispettivo.
Ovviamente, riferendo tale quoziente familiare alle famiglie strettamente italiane, per non offrire (come al solito) un insperato aiuto a chi sbarca in italia con armi, bagagli e decine di mogli e di figli da far mantenere al prossimo suo considerando altresì che, se la Sua Religione gli consente di avere un numero infinito di mogli e di figli, mi sembra più che giusto che si rivolga conseguentemente all’origine ed alla causa del proprio male, e quindi al Suo Dio, per il relativo mantenimento di mogli, figli e nipoti, parenti e affini, armi e bagagli compresi.
Ovviamente, desidero anche ottenere il licenziamento in tronco con perdita del diritto alla pensione e alla assistenza sanitaria gratuita per i corrotti, i parassiti, gli scansafatiche, i raccomandati e di tutti quegli immeritevoli che si vedono corrispondere un analogo corrispettivo al mio, senza averne sudato nemmeno un euro, mai.
Personalmente, io non sono più disposto a mantenere e/o sopportare più nessuno:
io voglio vedere riconosciuti i miei diritti, compresi e non esclusi quelli di vivere serenamente e dignitosamente.
Di tutti gli altri, non me ne frega (rispettosamente) un bel nulla.
Sono disposto ad offrire tanto rispetto tanto quanto me ne si rivolge.
Chiamatela pure:
la mia “coesione sociale” e familiare ad uno stato di diritto condizionato grandemente da mafiosi, usurai e corrotti.
E basta così.
Almeno per il momento.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18: Licenziamento, un accordo possibile

lunedì, 13 febbraio 2012

Abolizione dell’articolo 18 e licenziamento anche senza giusta causa?

Ci sto, mi piace.

Si può raggiungere un buon compromesso:

riduzione dell’orario di lavoro (come è già in Francia e Germania) e salario minimo garantito per tutti

contro

la possibilità di licenziare parassiti, fannulloni, raccomandati senza cervello e senza alcun merito, scansafatiche figli di papà e di mamma, assenteisti a vita, scrocconi professionisti, doppiolavoristi in nero, scioperati, finti malati e falsi invalidi, sfaccendati e sfaticati vari ed eventuali che ammorbano ed aggravano in modo insostenibile il mondo del lavoro, sia pubblico che privato.

Vi piace?

A me sembra un ottimo affare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politica economica e del lavoro

mercoledì, 14 settembre 2011

In tempi di crisi come quelli odierni, ogni paese retto da una classe dominante intelligente e previdente approfitta per fare tutte quelle riforme e quelle liberalizzazioni che in altri tempi differenti da questi, verrebbero rifiutate dal sistema.

In particolare, nel caso italiano, vi sono alcune riforme strutturali che possono trovare una rapida evoluzione benigna, nella considerazione arbitraria che ogni parte sociale, economica e politica messa in gioco, trovi un suo interesse primario soddisfatto, almeno uno.

Ed ecco alcune considerazioni positive, una sorta di piattaforma di “riforme e liberalizzazioni” in equilibrio fra di loro cui ogni parte scoio-economica o casta corporativa vede il sacrificio sofferto dalle altre parti in causa e non può tirarsi indietro rispetto al proprio sacrificio richiesto dalla piattaforma riequilibrativa e riformatrice.

Dunque, posto che il dato prioritario che esige oggi l’osservatore interessato estero dall’italia è il riequilibrio dei conti pubblici unito ad una forte riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale, oltre che ad un ripristino immediato della legalità, ecco la piattaforma in breve esposta.

1 – imposizione del reddito minimo da lavoro dipendente;

2 – imposizione della settimana lavorativa in un massimo di 35 ore di lavoro ordinario;

4 – tassazione fiscale equivalente per il lavoro dipendente ordinario e straordinario;

5 – liberalizzazione del licenziamento del lavoratore dipendente, sia nel settore pubblico che nel settore privato;

6 – riduzione di almeno metà del cosìddetto “cuneo fiscale” che grava sul lavoro dipendente;

6 – unificazione delle casse previdenziali in una unica cassa pubblico-privata;

7 – imposizione fiscale diretta IRPEF ridotta ad un solo scaglione unico con prelievo fisso al 15%;

8 – imposizione fiscale indiretta IVA aumentata al 25%;

9 – abolizione di tutti gli ordini professionali, compreso e per primo quello dei giornalisti che nella figura obbligatoria del direttore responsabile viola l’articolo 21 della costituzione italiana, con liberalizzazione delle relative professioni senza alcun filtro pubblico per l’accesso all’esercizio della professione, eccetto il controllo ispettivo sui requisiti minimi richiesti;

10 – abolizione di tutti gli atenei universitari nel numero eccedente di uno per regione, tranne per le università private e le università con rilevanti professionalità storicamente riconosciute;

11 – imposizione del protocollo automatico, gestito in esclusiva diretta dalla Guardia di Finanza in tutti i contesti pubblici;

12 – riduzione dei livelli di giustizia ove siano compresi in tre a soli due;

13 – imposizione della durata massima del processo penale, civile ed amministrativo in mesi dodici per ogni livello;

14 – imposizione della durata massima del processo del lavoro in mesi uno;

15 – imposizione di un orario di lavoro ordinario per la magistratura da svolgersi esclusivamente in ambito del tribunale:

16 – proibizione assoluta di ogni tipologia di lavoro della magistratura da svolgersi al di fuori degli orari di ufficio e del proprio ufficio materiale in tribunale pena il licenziamento, eccetto quanto previsto al numero 17;

17 – imposizione degli arbitrati fra privati in regime di esclusivo intervento pubblico a mezzo magistrati che si rendano disponibili in orari eccedenti l’orario ordinario, da fatturare alla Pubblica Amministrazione e da retribuire nella misura del 50% al magistrato impiegato (con tassazione del reddito così prodotto al 15% da prelevarsi alla fonte) e 50% alla P.A.;

18 – licenziamento immediato di ogni dipendente pubblico esercente poteri e/o funzioni pubbliche in caso di condanna per reati quali la concussione e la corruzione (sospensione immediata ed allontanamento coatto dalle proprie funzioni, dai propri poteri e dai propri uffici durante le indagini preliminari) con perdita del diritto alla pensione e ad ogni altra indennità contrattualmente prevista, compresa la perpetua esclusione dai pubblici uffici e la perdita perpetua dei diritti civili e politici, sia attivi che passivi;

19 – le indicazioni del punto 18 si applicano anche per tutti gli amministratori pubblici;

20 – il numero complessivo degli incarichi amministrativi, di governo e di rappresentanza politica parlamentare del potere pubblico, sia nazionale che locale, sono fissate in un numero massimo ed invalicabile di mille;

Queste misure, cui debbono contribuire con sacrifici più o meno equivalenti tutti i soggetti che pesano eccessivamente sul settore privato, unico produttivo di quella ricchezza di cui tutti pretendono la distribuzione, possono sicuramente imporre un nuovo modello di riferimento della gestione del potere e delle funzioni pubbliche, in misura di garanzia e di non prevaricazione del mercato del lavoro e della economia privata.

Insomma, addio concorsi pubblici truccati, addio appalti pubblici indirizzati, e soprattutto, addio ai finanziamenti pubblici, in senso totale e definitivo.

Tutto deve poggiare e contribuire nella capacità di produrre ricchezza del settore privato:

ogni potere e funzione pubblica devono essere ricondotti al servizio e non in ostacolo o in prepotere del cittadino e del mondo della produzione di quella ricchezza e e di quel benessere che vanno redistribuiti all’interno della società e dello stato in misura sempre moderata e mai prevaricatrice o dominatrice.

Come si può ben vedere, tutte le parti in causa perdono qualcosa, in funzione della migliore efficacia ed effettività dei servizi alle famiglie e alle aziende.

Full Stop.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Chi ha paura di Roberto Maroni?

venerdì, 22 luglio 2011

Chi ha paura dell’azione politica di Roberto Maroni?

Chi teme che il maronismo possa divenire un indirizzo politico condiviso e partecipato da parte del popolo sovrano?

Facciamo un piccolo elenco degli avversari del maronismo e delle motivazioni che li uniscono.

Hanno paura di Roberto Maroni coloro i quali non voleveno che si varasse in Italia una riforma del lavoro, sentita come necessaria ed urgente, per consentire al mondo del lavoro italiano di adeguarsi a quello globale e concorrere con esso al fine di far sopravvivere le aziende italiane ed i lavoratori italiani.

Ne ha paura quella parte del sindacalismo del lavoro dipendente che ha sempre sostenuto gli scontri di piazza piuttosto degli incontri con i sindacati dei datori di lavoro al fine di salvare il salvabile nel mondo della produzione e del lavoro.

Ne hanno paura le Brigate Rosse che aggredirono con violenza assassina il Maroni ministro del Welfare abbattendo fisicamente il Prof. Marco Biagi, uomo e tecnico vicino alla sinistra, che contribuì a scrivere la riforma del lavoro e venne per questo ucciso dal terrorismo brigatista e comunista.

Ne ha paura la sinistra politica italiana, che nel governo successivo a quello che vide nascere la riforma del lavoro, distrusse parcellizzando il ministero del welfare in ben cinque piccoli ministeri, rendendo così impossibile il suo funzionamento, come impossibile fu per il governo Prodi riuscire a riformare alcunchè nel sistema welfare, in un modo così determinato da far intendere che la distruzione del ministero del welfare aveva proprio la unica volontà di impedire che si riformasse rendendolo più efficiente e rispondente alla realtà contemporanea il cosìddetto stato sociale.

Ne ha paura la potenza nucleare francese, che proprio grazie ad un sistema del welfare eccessivo, richiama da tutto il mondo mussulmano moltitudini di famiglie islamiche che, proprio grazie al welfare francese, vivono molto bene senza dover lavorare nemmeno un giorno della loro vita, godendo in senso di privilegio e di abuso, del sistema di assistenza sociale francese.

Ne ha paura il presidente francese Nicolas Sarkozy, che alimenta ancor più la spinta dei flussi migratori verso l’Italia con la guerra in Libia, una guerra travestita da aiuto umanitario che ha invece il solo fine di mettere le mani sulle risorse energetiche libiche a danno dell’Italia che viene ancora una volta invasa da profughi provenienti dal bacino del Mediterraneo.

Na ha paura l’Unione Europea che, sulla questione dei profughi e del governo dei flussi migratori in entrata nel territorio europeo, è stata battuta più e più volte dalle politiche maroniane, tutte volte alla mera applicazione del Trattato di Scenghen, prima abiurato, poi modificato e poi lasciato invece invariato da una Unione Europea messa al muro della propria incapacità politica nella difesa dei confini comuni e nel governo della libera circolazione all’interno dei paesi UE dalla pregevole azione politica del ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Ne ha paura l’entità europea, nata sotto la stella dell’annessione dei paesi che la compongono piuttosto di una libera scelta degli stessi di aderire ad una entità sovranazionale federale, che lasciasse liebro arbitrio e margini di manovra alle identità nazionali pur restando in una unione federale, più efficente e meno costosa di questa inutile e pessima Unione Europea della burocrazia e dell’incapacità politica.

Ne ha paura il complesso malavitoso e delinquente, criminale e connivente delle organizzazioni mafiose che vengono costantemente contrastate e per la prima volta nella storia della repubblica italiana, battute decisamente dallo stato grazie al sistema ideato dal ministro Maroni per contrastare le organizzazioni camoristiche campane ed adottato con altrettanto successo contro le altre organizzazioni mafiose storiche italiane.

Ne ha paura il leader della Lega Nord Umberto Bossi, superato quotidianamente dall’azione maroniana e timoroso di perdere improvvisamente quanto certamente il controllo del movimento leghista, espressosi all’annuale riunione di Pontida per una candidatura di Roberto Maroni a premier e per un abbandono immediato della riforma federalista in virtù di un ritorno al primario obiettivo statutario secessionista.

Ne ha infine paura il premier Silvio Berlusconi, che in questi giorni risulta essere molto adirato per la presa di posizione del ministro dell’Interno Maroni sul caso del sì della Camera all’arresto del parlamentare pdl papa, l’ennesimo caso scandaloso scoppiato all’interno di quello che il nuovo segretario, il siciliano Alfano, ha avuto l’ardire di volere come “il partito degli onesti”.

Ora sappiamo con più chiarezza chi ha parura di Roberto Maroni e perchè.

Ora sappiamo con più chiarezza perchè Roberto Maroni risulta essere il politico più amato e condiviso dei tanti leader di facciata che tentano di emergere dalla palude degli scandali politici italiani, assolutamente imparagonabili alla figura di Roberto Maroni, nettamente superiore a tutte i mezzi busti presenti oggi nel panorama politico italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Evasione fiscale ed incoscienza civile producono ingiustizia sociale

giovedì, 2 giugno 2011

I dati resi noti dall’ultima stima sui redditi non dichiarati ai fini dell’Irpef e contenuta nel rapporto finale del tavolo sulla riforma fiscale fanno raggelare il sangue.

Lavoratori autonomi e imprenditori evadono in media più della metà delle tasse dovute.

Nel mondo dei redditi prodotti sugli immobili l’evasione fiscale supera i tre quarti del dovuto.

Nel mondo del lavoro dipendente sono quasi tre milioni i lavoratori irregolari.

Il quadro che ne esce è grave e preoccupante, un vero e proprio allarme sociale.

Nessun mezzo di informazione italiano sofferma la sua attenzione sul fatto che emerge preponderante in tema di contribuzione fiscale:

i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, sono gli unici a pagare per intero la tassazione Irpef allo stato, poichè prelevata forzosamente, obbligatoriamente e coercitivamente alla fonte, senza alcuna possibilità e libertà di evadere il fisco in tal senso.

Peggio solo la posizione dei pensionati, che pare contribuiscano in misura addirittura superiore al dovuto: 7,7% in più.

L’ammontare del reddito prodotto in Italia ed evaso totalmente, l’indice della “economia sommersa”, viene stimato fra i 255 ed i 275 miliardi di euro, e composto per un 37% da lavoro non regolare.

Nulla si sa invece, sulle stime della evasione fiscale sui reddditi prodotti dalle attività illecite ed illegali delle organizzazioni mafiose e sul mancato contributo fiscale dei redditi prodotti dai delitti di corruzione, di usura e di riciclaggio.

Una dittatura feroce che sottomette lavoratori dipendenti e pensionati, una dittatura che crea una ingiustizia sociale intollerabile proprio nei confronti degli strati più deboli della popolazione, in specie se si guarda ai lavoratori dipendenti del settore privato, coloro i quali creano la ricchezza di cui il paese intero gode, con le proprie mani, con il proprio ingegno, con la propria fatica, con il sudore della fronte ed il sangue versato.

L’elevata pressione fiscale e l’assoluta mancanza di una coscienza civile in questo paese, hanno prodotto la più devastante delle dittature socio-economiche di tutti i paesi occidentali, cui va aggiunta la violenza inaudita e la competizione impossibile che lavoratori e imprenditori italiani subiscono dalle organizzazioni mafiose, di cui, la ‘ndrangheta, risulta essere la prima azienda italiana per fatturato.

Il popolo viene così spolpato vivo dal prelievo fiscale, scarnito dalle mafie, usurato dal mondo del prestito illegale, dissanguato dalla corruzione che devasta la pubblica amministrazione, massacrato dai cicli finanziari di un sistema bancario che non svolge alcuna funzione sociale, usurpato della casa da un sistema economico immobiliare che nega la funzione sociale della casa e nega l’83% della contribuzione fiscale sui redditi prodotti dal bene casa.

Una miseria sociale ed economica importante che proietta l’immagine di uno stato incapace di governare il paese reale, di difendere le stratificazioni sociali, economiche e del lavoro più deboli, di rendere efficace la macchina della pubblica amministrazione, di contrastare la corruzione politico-burocratica, di prevalere sulle mafie, di impedire l’usura.

Si potrebbe ben dire che la mission della identità statuale italiana abbia fallito i suoi obiettivi primari, senza alcun dubbio.

E la mancanza di una gravissima reazione popolare si legge fra una rassegnazione atavica di un popolo di lacchè e l’aspetto compensativo di una illegalità straordinariamente diffusa che produce comunque reddito a sua volta.

Lo stato italiano così dimostra di aver fallito in pieno ogni appuntamento con la fratellanza delle libere democrazie occidentali, rivelandosi nella realtà una feroce dittatura del popolo, asservito all’arricchimento illegale ed alla violazione costante e dominante della legge.

Ecco dimostrato che:

la coercizione statale della macchina burocratica viene applicata in modo maligno e selettivo nei confronti del popolo meno ricco;

la politica sindacale italiana ha prodotto i salari mediamente più bassi e maggiormente colpiti dal fisco di tutto il mondo occidentale;

la casta politica è troppo corrotta al suo interno per essere capace di cambiare questo stato di fatto che produce una ingiustizia sociale impossibile da sopportare;

la giustizia italiana non è argine sufficiente per garantire, almeno sul piano giudiziario, un recupero minimo sufficiente di dignità e di difesa degli interessi del popolo e del cittadino qualunque.

I poteri dello stato, in aperto conflitto fra loro, non esercitano il potere e la coercizione in favore del bene comune, mostrandosi invece evidente nella realtà, una tutela corporativa di caste incivili ed egoiste, corrotte e mafiose, che si impongono vittoriose sulla massa popolare, asservendola ed impoverendola costantemente.

Servizi pubblici inefficienti o addirittura sbarrati all’accesso dalla richiesta corruttiva, mostrano un distacco enorme fra lo stato di diritto ed il paese reale e collocano la casta politica, burocratica e sindacale italiana, all’ultimo posto nella graduatoria delle civiltà libere e democratiche.

Personalmente, mi rifiuto di credere che tutta questa situazione sia nata quasi “per caso”, credendo invece con assoluta fermezza al fatto che, lo stato di diritto, sia deviato dalle sue prerogative e nell’uso dei suoi poteri da corporazioni incivili, associate al solo fine di sottrarre ogni diritto ed ogni ricchezza al popolo italiano.

Questa visione personale, incontra la definizione di un ministro della repubblica italiana che ha definito questo stato di diritto e stato di fatto come uno “stato criminale”.

L’unica via di uscita da questa penosa condizione, è rappresentata dal varo immediato di riforme incisive e rivoluzionarie del sistema stato, della gestione dei suoi poteri, dell’equilibrio dei suoi poteri, dell’uso della forza e della coercizione da parte dei suoi poteri.

In questa dinamica riformatrice, si confronta la vera politica dalla politica delle corporazioni feudatarie e criminali che conducono il paese verso un pericoloso crinale di povertà e di ingiustizia.

O si varano subito le riforme oppure dovremo prepararci ad un futuro buio e freddo.

O si eliminano i fenomeni mafioso, corruttivo ed usuraio, ovvero il popolo sovrano dovrà affrontare l’inverno più rigido della sua pur breve storia.

Ed ora, potete festeggiare degnamente l’unità di uno stato che vi asserve e vi umilia senza difendervi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La dittatura della Casta e la schiavitù del Popolo Sovrano

domenica, 29 maggio 2011

Siamo in piena crisi economica, successiva ad un periodo di recessione.

La crisi economica è globale, così come la crisi finanziaria che l’ha provocata.

I paesi a democrazia avanzata, in rapida crescita economica e sociale ovvero i paesi civili del mondo occidentale sono in ripresa economica.

L’Italia no, recede ancora, ovvero è appena stabilizzata su di una crescita di poco superiore allo zero.

I fattori che sono alla base di questo andamento in controtendenza li conosciamo oramai a memoria:

una pubblica amministrazione inefficace ed inefficiente, spesso corrotta, sempre parassitaria del sistema;

una pressione fiscale eccessiva;

una iperburocratizzazione che inibisce l’insediamento di nuove attività imprenditoriali;

una giustizia tardiva ed ingiustamente punitiva del sistema produttivo come del lavoro privato, che inibisce gli investimenti dall’estero;

una casta politica fannullona, parassita, corporativa, immatura, maleducata, incivile e corrotta;

un sistema statuale che nella sua forma di stato di diritto, non è sovrapponibile allo stato di fatto, ovvero a quel paese reale che non si sente rappresentato, tutelato e garantito dallo stato di diritto.

Potremmo andare avanti, sino a toccare la mafiosità dei sistemi, ma al fine della nostra escursione in questo paese della dittatura di casta e della schiavitù del popolo, possiamo fermarci a questa analisi.

Le aziende fuggono via dal paese, esternalizzando i loro impianti produttivi in paesi meno burocratizzati e corrotti del nostro, ed esportando nei paradisi fiscali i loro utili, così sottratti al fisco attraverso una massiccia evasione.

L’apparato pubblico continua ad erogare servizi non adeguati al grado di sviluppo del paese e continua a pesare in modo opprimente sulla spesa pubblica, proprio quella spesa che sta portando l’Italia alla rovina con un debito pubblico esorbitante.

I lavoratori dipendenti pubblici sono presenti in un numero superiore di sei o sette volte alla media europea, pesando gravemente sul bilancio statale, denunciando un assenteismo dal lavoro ingiustificato e contando su di una pressochè assoluta immunità dal licenziamento ovvero dalla decurtazione dello stipendio in caso di crisi, come accade in questi tempi.
Inoltre, i dipendenti pubblici rientrano nella categoria dei potenziali corrotti e corruttori insieme alla casta politica, essendo la corruzione originata da abusi e delitti commessi nell’ambito delle funzioni pubbliche, e non di quelle private.

I lavoratori dipendenti privati sono coloro i quali sorreggono le sorti del paese rappresentandone l’unico fattore produttivo autentico del mondo del lavoro, ma altresì esposti al licenziamento come ad una contrattazione del lavoro eccessivamente politicizzata e sindacalizzata, molto distante dalle loro reali esigenze.
Percepiscono gli stipendi più bassi della media dei paesi europei.

I lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, sono gravati di un enorme peso fiscale cui non possono sottrarsi, avendo la normativa italiana lasciata la possibilità di evadere facilmente il fisco alle attività autonome, imprenditoriali e societarie, ma proibendo punitivamente di fatto e di diritto l’evasione fiscale ai lavoratori dipendenti, che sono colpiti alla fonte ed in modo preventivo dal fisco.

Per tutti i motivi elencati il rischio di povertà aggredisce principalmente la categoria dei lavoratori dipendenti privati, in modo quasi esclusivo, colpendo così proprio la stratificazione sociale e del lavoro più produttiva e contestualmente più debole di tutte le altre.

Ecco in sintesi, quella che oggi possiamo definire come la dittatura della Casta dei Furbi e la schiavitù del Popolo Sovrano dei lavoratori dipendenti del settore privato.

Schiavi a tutti gli effetti, privati anche della libertà di evadere il fisco, che di questi tempi equivale all’annullamento di un ammortizzatore sociale importante cui tutte le categorie su esposte possono accedere, tranne quella dei lavoratori dipendenti che pagano sino all’ultimo euro della tassazione imposta dallo stato.

Ecco dimostrato in poche parole come, lo stato italiano abbia ridotto in schiavitù quei cittadini che producono effettivamente quella ricchezza di cui tutte le altre categorie su elencate si soddisfano ampiamente, in un regime che potremmo definire “di esclusiva dittatoriale”, eliminando ogni logica e razionale ripartizione della ricchezza prodotta.

Ecco dimostrato che questo, non è un paese normale, non è uno stato democratico, non è una nazione civile.

Un moto popolare devastante e rabbioso, solo questo si merita questo paese snaturato e razzista nei confronti dei suoi concittadini più deboli e maggiormente produttivi.

Giovambattista Vico nelle sue parabole evolutive dei corsi e ricorsi storici, sarebbe una lettura interessante per le caste privilegiate e profondamente razziste che sfruttano un popolo in modo così indecente.

Il popolo è ignorante, il popolo è fesso, questo pensa questa casta arrogante e prevaricatrice.

Ma il popolo è anche quello che ha detto la parola fine a tutte le dittature di questo mondo.

Il popolo dei fessi e le caste dei furbi.

Il popolo dei lavoratori e le caste mafiose.

Il popolo delle rivoluzioni ed i patiboli sporchi del sangue dei furbi.

Uno scenario storico possibile questo.

Uno scenario storico che potremmo certamente definire come un “Déjà vu”, che è la sensazione di aver già vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando.

Appare vero in tutti e due i significati.

Una ispirazione sindacale, corporativa, rivoluzionaria e reazionaria potrà ricorrere storicamente per vedere di nuovo i treni italiani arrivare e partire in orario, per rivedere affermati i diritti dei lavoratori, per restituire le terre a chi le coltiva, per osservare stupiti una città costruita in cento giorni senza che alcuna mazzetta sia stata pagata?

Questo è il nostro destino?

Questo il nostro futuro?

Come?

Avete paura di una dittatura?

Perchè, questa che viviamo, non è forse una feroce e maligna dittatura della casta dei privilegiati?

Chi vivrà, vedrà.

Firmato:

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile