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Il fallimento politico è una bomba ad orologeria

venerdì, 24 giugno 2016

In questi giorni, più che mai, si legge benissimo il fallimento delle istituzioni politiche europee, americane e più in generale, occidentali

La Brexit è solo un segnale, piuttosto rumoroso, ma sussistono gravissimi i motivi della crisi politica, tecnocratica e burocratica

I modelli di riferimento della leadership europea e americana crollano uno dopo l’altro, sottomessi all’imperativo della lobby gay e della lobby musulmana

Tralasciando il modello dei paesi europei del nord (quelli del sud sono già falliti), concentro l’attenzione al modello politico americano e a quello italiano

In America, Donald J. Trump rompe l’establishment mafioso dei clan conservatore (Bush) e democratico (Clinton), sfida la struttura tecnocratica e burocratica americana e si propone come soggetto del cambiamento vero, mettendo in ridicolo tutte le passate amministrazioni americane, sia di destra che di sinistra

Trump rappresenta il nuovo modello politico globale, l’unico possibile

In Italia invece, una manciata di voti verdiniani, alfaniani e berlusconiani sostengono il governo renzi delle sinistre in virtù di un patto privativo che tradisce la costituzione e la buona fede degli elettori italiani:

il patto del nazareno

Si scopre così che una oligarchia di soggetti e di interessi governa sempre e comunque a dispetto della alternanza, della divisione tra destra e sinistra, tra moderati e riformatori, tutte categorie nobili quanto false, benigne quanto finte

Con questo sistema un certo numero di soggetti e di interessi governa e viene tutelato e difeso dai governi di sinistra come dai governi di destra, dai governi democratici come dai governi liberali

Tutto finto, tutta una farsa mafiosa

Anche in Italia serve urgentemente un soggetto umano e politico che rompa e rottami definitivamente anche il solo ricordo del renzismo e del berlusconismo, annessi e connessi compresi

Serve un Trump, un modello italiano che elimini e per sempre questa democrazia bloccata, questa alternanza fregata, questa democrazia che tutela in esclusiva mafiosi e corrotti, omosessuali e musulmani

Io non vedo un elemento trumpista nello scenario italiano e questo non promette bene per la tenuta del residuo legame che unisce stato e paese reale

Un popolo indignato e incazzato non troverà nel sistema dei traditori alcuna rappresentanza, nessuna identificazione

Il magna magna generale del partito della pagnotta continua imperterrito, tutelato e garantito dal berlusco-renzismo alla napolitana, dalla trattativa stato-mafia, dal patto del nazareno

E questo non va bene, non fa bene

Se non si romperà questa oligarchia mafiosa e corrotta non vi sarà alcuna salvezza possibile per l’Italia e gli italiani, dentro come fuori delle frontiere-colabrodo europee

Le cose si mettono male e non si vedono soluzioni alle crisi del fallimento politico annunciato cui stiamo assistendo, al tradimento politico che stiamo subendo

E se una pentola a pressione ha la valvola di sfogo rotta, non resta che un aumento costante e continuo della pressione interna, sino al momento della esplosione

Preparatevi al peggio:

queste merdacce politiche di destra e di sinistra non vogliono cambiare un bel cazzo di niente, ma vogliono continuare a fare solo e solamente i cazzi loro,sistemare le loro famiglie grazie all’abuso del potere pubblico, scambiare voti con posti di lavoro, voti con appalti pubblici, voti con soldi e sostegno delle mafie

mala tempora currunt
sed peiora parantur

Brutti tempi corrono
ma peggiori si preparano

E vaffanculo

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lobby Gay è Lobby della Corruzione Morale e Materiale?

domenica, 15 maggio 2016

Da tempo intravedo nel’azione del governo italiano due ben determinati obiettivi, limpidi e chiari, evidenti e pericolosi

Da un canto, il governo usa le unioni civili come arma di depistaggio politico per celare i veri problemi della mafia e della corruzione, che restano ingovernati

Dall’altro il governo impone un nuovo potere statuale, quello omosessuale

L’aggressione e la non tutela e difesa delle famiglie naturali fondate nell’istituto giuridico del Matrimonio unita al fiorire di nuovi diritti fondati su nuovi sessi inesistenti dimostra un odio rancoroso, un rabbia violenta e pericolosa nei confronti della eterosessualità

Ma non si tratta di una questione di sesso o di razza:

non cascateci

Si tratta della irruzione violenta nel nostro sistema di un potere straniero, aggressivo, egoista, violento e antidemocratico, che viene imposto con la forza della fiducia del governo e dalla azione del governo, come dalla sua omissione

Si tratta di una lotta di potere che tenta di cancellare la nostra storia, la nostra civiltà giuridica, il nostro modello di vita per far posto ad una modernità falsa e pretestuosa, provocatrice e rabbiosa, odiosa e oppressiva delle maggioranze democratiche

Due gli avvenimenti che mi hanno definitivamente convinto della esistenza reale e tangibile di questo prepotere

1)
Il governo renzi insabbia la riforma della Giustizia (Pacchetto di misure a contrasto della Criminalità Organizzata) Davigo-Gratteri e invece reagisce violentemente attaccando la magistratura alle indagini dei giudici sulla corruzione politica

2)
Spunta un giudice che dichiara che il ministero della famiglia deve cambiar nome, definendolo in un nuovo Ministero delle Famiglie

Morale e Sintesi:

se un giudice dichiara che corruzione e mafia non sono contrastate dalla politica, la casta politica attacca la Magistratura e crea conflitti tra poteri istituzionali di cui godono proprio mafiosi e corrotti

se un giudice prevarica il potere esecutivo facendo politica attiva nella proposta di un ministero delle famiglie, allora il patto del nazareno, il triumvirato napolitano-berlusconi-renzi tace e assente

Mi convinco della esistenza della lobby gay e mi convinco altresì che l’azione della lobby gay è tutelata e difesa da una politica legata al mancato contrasto di mafie e corruzione

Quindi, ergo:

LA LOBBY GAY E’ LOBBY DELLA CORRUZIONE E DELLE MAFIE?

Attacco alla Magistratura è Attacco allo Stato

mercoledì, 11 maggio 2016

Il metodo mafioso difficilmente uccide un politico, a meno che tale politico non fosse affiliato alla organizzazione mafiosa o avesse contratto un negozio giuridico criminale con essa per poi tradirlo

Il metodo mafioso non uccide i politici perché i politici, quando vengono colpiti come nel caso del terrorismo politico, dimostrano di saper difendere se stessi e lo stato dal terrore e dalla violenza, sconfiggendo definitivamente il terrorismo brigatista rosso

Il metodo mafioso ammazza invece magistrati, giudici, procuratori, PM e GIP, uccide carabinieri, poliziotti e finanzieri

Il metodo mafioso uccide un fedele servitore dello stato innanzitutto isolandolo, creando una atmosfera astiosa intorno a se, usando altri servitori dello stato infedeli e corrotti per screditarlo, impedirlo e mortificarlo nel proprio ambiente, nella sua dignità umana e professionale, nel suo mondo privato, famigliare, sociale

Questa aggressione uccide ben più di un colpo di pistola o una raffica di kalashnikov o un chilo di tritolo:

mina l’equilibrio mentale, organico e fisiologico, mina il riconoscimento sociale e professionale, spinge ad una reazione, induce in errore, provoca una reazione o attenta direttamente alla integrità psico-fisica dell’individuo oggetto della aggressione mafiosa

Ma è sempre l’isolamento il momento iniziale della aggressione mafiosa, oltre alle minacce, più o meno velate, più o meno pubbliche

La Politica usa la stessa strategia quando viene indagata dalla Magistratura:

attacca il metodo (le intercettazioni), attacca le indagini, isola i magistrati e gli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria che svolgono le indagini, sia all’interno dei loro uffici che nell’organo di autogoverno della magistratura, che dovrebbe essere potere costituzionale indipendente dal potere esecutivo e legislativo, ma che dal potere politico e burocratico deve ricevere le condizioni di lavoro dignitose, uffici funzionali, collaboratori, auto blindate e l’acquisto, la dotazione, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione e tutela degli uffici, delle auto, degli strumenti di indagine

Oltre a dispositivi normativi che consentano nella realtà di perseguire i reati e non di attendere la loro prescrizione, in un estenuante e continuo mettere il bastone tra le ruote della politica alla Magistratura e al comparto Sicurezza, agli investigatori e alle Forze dell’Ordine in generale e in particolare

Il fatto stesso che la Politica si sia inventata il modo di dividere Magistratura e forze dell’ordine costringendo in un immaginario collettivo che veda la magistratura di sinistra e la sicurezza di destra, evidenzia quel continuo, costante ed estenuante bastone della politica tra le ruote della Giustizia e della Sicurezza, per impedirla, per negarla

Ogni volta che la politica attacca la magistratura, attacca tutto il comparto Giustizia e tutto il comparto Sicurezza

Ogni volta che la Politica attacca le indagini e i metodi di indagine di Magistratura e Forze di Polizia, li isola dal contesto istituzionale e costituzionale, li emargina e ridicolizza, li degrada e ferisce

Ma, come la mafia, la politica inizia l’attacco con l’isolamento dei soggetti che la indagano, esattamente come fa la mafia, propriamente come fa la mafia

Questo conflitto istituzionale è un vero regalo alle mafie:

appena inizia l’isolamento dei vari De Magistris, Di Matteo, Davigo, Di Pietro, Masi, la mafia approfitta della complice alleanza politica che attacca la magistratura e approfitta del momento di debolezza e di isolamento creato dalla politica per attaccare anch’essa magistrati e investigatori

Per fortuna che il metodo di indagine e preventivo ha raggiunto livelli di eccellenza (nonostante il complesso delle indagini sia ostacolato e non favorito) e grazie anche al tanto vituperato (sempre dai politici) strumento del pentimento e dei Collaboratori di Giustizia, si scopre in anticipo un piano per eliminare questo o quel giudice, con tutta la sua scorta

Il caso odierno del rinvenimento in Puglia del tritolo che serviva a far saltare un giudice anti-camorra nel napoletano è prova lampante di questa complicità ed assonanza di comportamenti tra politica e mafia

Ma nel passato fu un eguale rinvenimento in Calabria che era destinato a far saltare un giudice anti-mafia siciliano

Da osservatore esterno, trovo questa identità di comportamenti mafiosi dei politici e dei mafiosi stessi inaccettabile, criminale, criminoso, criminogeno

Da investigatore dilettante individuo ed evidenzio il basilare filo che collega e prova due comportamenti uguali di due soggetti differenti in un unico movente:

isolare e massacrare, moralmente e materialmente giudici e investigatori, uomini di scorta e forze di polizia, renderne difficile se non impossibile e inutile il lavoro quotidiano, impedire di ottenere Giustizia e Sicurezza per i cittadini

Non so se è chiaro:

sto accusando la Politica di usare il medesimo comportamento mafioso usato dalle organizzazioni criminali mafiose verso un medesimo “nemico” che osa indagare politici e/o mafiosi, la magistratura

Ma, attaccare la magistratura così come fa la politica, è o non è un comportamento mafioso ovvero un comportamento non adeguato, responsabile e consequenziale al giuramento di fedeltà allo stato e alle sue istituzioni?

Ora mi spiego meglio perché la politica attacca le mafie solo dal punto di vista associativo e non personale, e mi spiego meglio perché non sia previsto, punito e istituito il reato di comportamento mafioso, comportamento che abbiamo riscontrato essere identico nell’agire politico e nell’agire mafioso

Il titolo di questo post è da brividi ed evidenzia come la Politica, attaccando la Magistratura, la isoli e la renda facile preda della criminalità organizzata, che gongola e ride soddisfatta di questi conflitti

L’attacco alla Magistratura è un attacco allo Stato

Se di deriva autoritaria si parla tanto in questi giorni, questo ne è certamente l’elemento probatorio più pericoloso:

una sorta di alleanza tra politica e mafia nell’isolamento della Magistratura a discapito dello stato, a distruzione dello stato, a tradimento dello stato

E non è detto che la famigerata Trattativa Stato-mafia non passi attraverso la cruna di questo ago, sottile e tagliente, proprio come un’arma che uccide silenziosamente, senza Bang bang e Boom

So che quel che affermo è grave e me ne assumo tutte le responsabilità relative

Io, quell’isolamento lo conosco, l’ho vissuto e lo vivo, l’ho pagato e so quanto sia pericoloso e pesante, so quanto sia difficile l’accesso al mondo del lavoro se ti metti contro “certa politica”

Ma io sono nessuno e non sono lo stato, ne faccio parte, ne sono una parte, non ne incarno poteri e funzioni pubbliche, ma li difendo ogni volta che li vedo aggrediti da quell’isolamento che conosco e respingo

Non so se i politici si rendano conto della gravità e della pericolosità sociale, comunitaria e statale che incarnano quando attaccano direttamente o indirettamente la magistratura, gli investigatori, i metodi e gli strumenti di indagine

Non so se esista una anche probabile alleanza tra mafia e una parte della politica

Quel che so è che, comunque lo vogliate definire, quello evidenziato è un comportamento mafioso

E va punito e contrastato severamente, duramente e sicuramente

Io faccio la mia parte

Se esiste una Politica che si ritiene diversa e differente da quella che adotta questi comportamenti, a questa Politica chiedo:

1) l’integrale approvazione e applicazione del pacchetto anti-mafia Davigo-Gratteri

2) l’istituzione del reato di comportamento mafioso, nella cui fattispecie occorre integrare il reato di corruzione, che è il reato alla base di questo ragionamento, quel reato che indagato dalla Magistratura, fa saltare dalla poltrona politici mafiosi e corrotti ed emergere un comportamento mafioso che risulta identico a quello adottato dalle mafie

Poi, posso morire tranquillo e sereno, convinto di aver lasciato ai miei figli un mondo migliore di quello che ho ricevuto e subito io

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il primato della politica e la giustizia mancata

domenica, 24 aprile 2016

Si manifesta l’insoluto scontro tra poteri in Italia.

La magistratura indaga la politica, la politica attacca la magistratura.

Un cliché, un déjà vu, un comportamento seriale.

Da dove partire per una analisi di questo fenomeno?

Dal suo apparire?

Sì, solo per lo spunto iniziale.

Dal suo agire o non agire?

Sì, per comprendere i motivi per cui la politica agisce o non agisce e la magistratura può agire o non può agire.

Il primato della politica deve essere analizzato scevro delle ideologie o delle letture ideologiche, se si vuol capire cosa è oggi il governo dei popoli e dei territori.

Ecco, abbiamo raggiunto il primo assunto di questa analisi:

politica non è retorica o discorso, politica è governo, mera amministrazione della cosa pubblica e regolamentazione di quella privata.

E qual’è il compito della politica in una democrazia repubblicana?

Governare la spesa pubblica, indirizzare la spesa in un senso o in un altro, erogare servizi alla cittadinanza accessibili, fruibili, efficaci ed efficienti, emanare leggi che regolamentino i comportamenti umani, difendere e tutelare il territorio e il popolo.

Ora, leggendo i giornali e guardando la tv, si rintracciano questi fondamenti della politica?

Abbiamo bisogno di un caso concreto per rispondere alla domanda.

L’ennesimo conflitto tra potere esecutivo e potere giurisdizionale, altrimenti detti potere politico e potere giudiziario, può essere il caso di analisi.

Perché?

Perché è nel conflitto tra poteri costituzionali che si celano i conflitti tra altri poteri, più o meno leciti e/o legali, rappresentabili o temibili.

Perché è un conflitto aperto ed irrisolto, perché la giustizia in Italia non funziona e il rimpallo delle responsabilità tra i poteri in oggetto pone dubbi sui fondamenti e le intenzioni che sorreggono le posizioni in campo.

Questi dubbi vanno sciolti e questa analisi tenterà un procedimento razionale alla comprensione e alla emersione dei motivi che originano questa crisi irrisolta.

Punto Primo

Il primato è della politica:
essa governa, indirizza, legifera, normalizza e regolamenta ogni singolo comparto della pubblica amministrazione, delle funzioni pubbliche, dei poteri pubblici come delimita gli atti umani in atti leciti ed illeciti, legali ed illegali.

Punto Secondo

Il potere giudiziario è potere tra i poteri democratici e costituzionali italiani, autonomo dagli altri poteri e dipendente o indipendente dagli indirizzi politici a seconda dei casi, normalizzato e regolamentato da essi, unico soggetto deputato alla interpretazione e applicazione del diritto oggettivo, di quelle leggi che la politica scrive e impone.

Credo che, posti questi due punti, possiamo passare all’analisi del caso concreto.

La magistratura indaga su presunti comportamenti illeciti di persone vicine a membri del governo (il parlamento va letto in un libro a parte, essendo direttamente rappresentativo del popolo e contenendo un numero incredibile di parlamentari indagati, specchio dei tempi e del popolo che rappresenta) e la politica risponde con attacchi nel metodo (uso o presunto abuso delle intercettazioni e delle indagini) e nelle persone che incarnano il potere giudiziario, una querelle in cui rispunta ciclicamente il fantomatico “partito dei giudici”, qualificando come “politici” i fini delle indagini della magistratura.

Come potete osservare, ad una normale funzione pubblica giudiziaria corrisponde una reazione anormale e conflittuale.

Perché?

Questo accade ogni volta che la magistratura inciampa in soggetti politici o vicini alla politica nel corso delle indagini, sia amministrative che civili e penali.

Quel “ogni volta” rappresenta un elemento di analisi interessante:
manifesta un potenziale e pericoloso diniego da parte della politica di sottoporsi alla legge e alla costituzione, diniego che vorrebbe estendere l’immunità parlamentare a casi di evidente criminalità, organizzata e individuale.

Pochi i casi di accettazione placida ed equilibrata da parte della politica in questi aspetti conseguenti alla normale funzione giudiziaria di indagine e di giudizio, o presunti tali, sino a prova contraria.

Il primo dato che salta agli occhi è proprio questo:

la volontà malcelata da parte di certa parte della politica di porsi al di sopra della legge e della costituzione.

Il caso

In tema di contrasto alla criminalità organizzata (leggi mafia) il premier Renzi affida ad una commissione composta da magistrati, avvocati e docenti universitari il compito di produrre un testo di riforma.

Il primo elemento che salta gli occhi, è la completa mancanza in questa commissione di soggetti provenienti dalle forze di polizia, dai carabinieri, dalla guardia di finanza, dai servizi di intelligence, come se giustizia e sicurezza fossero due facce di due medaglie diverse e non della stessa.

Ricordo a me stesso che i caduti nella guerra tra mafia e stato sono soprattutto magistrati, carabinieri e poliziotti.

Alcuni nomi:

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Carlo Alberto dalla Chiesa, Antonino Cassarà (detto ninni), Beppe Montana.

Il secondo aspetto da rilevare è che questa commissione ha lavorato a titolo gratuito, non oneroso.

La commissione elabora il progetto di riforma della giustizia e lo consegna al committente:

la politica.

Successivamente, il progetto non viene trasformato in un decreto del governo cui imporre la fiducia nel voto parlamentare.

Semplicemente, viene tenuto chiuso in un cassetto.

Tale provvedimento prende il nome di Gratteri, dal suo presidente, Nicola Gratteri

Uno dei dodici componenti della commissione per la riforma della giustizia è Piercamillo Davigo, interprete principale insieme a Matteo Renzi del dissidio nato tra potere politico e potere giudiziario e preso a caso in questa analisi.

Mi sembra che gli elementi di questa analisi razionale aprano una serie di orizzonti, pongano una serie di domande.

Prima Domanda

Perché la politica chiede alla magistratura di produrre un testo di riforma della giustizia che la renda efficace contro le organizzazioni mafiose per poi tenerlo chiuso in un cassetto e decidere di non vararlo?

Seconda Domanda

Il conflitto tra poteri incarnato da Renzi e Davigo ha una relazione, un nesso di causalità (e non di casualità) con la mancata realizzazione della riforma?

Terza Domanda

Quale è il vero indirizzo politico?
A tutela dello stato contro l’anti-stato mafioso?

Quarta Domanda

Perché la politica ha avviato questo conflitto attaccando intercettazioni e magistratura?

Quinta Domanda

Cosa è la trattativa stato-mafia?

Sesta Domanda

Perché l’Associazione Nazionale Magistrati ha eletto come suo presidente Piercamillo Davigo, dopo la produzione della riforma Gratteri e la sua mancata decretazione da parte del governo e legiferazione da parte del parlamento?

Mi fermo qui.

Credo che l’analisi sia sufficiente ad aprire squarci di luce in questo caso di specie come nella analisi di partenza.

Lascio ad ognuno l’elaborazione dell’analisi e il dare risposte alle domande che ho posto.

Una considerazione però la voglio fare.

E la propongo in domande, ancora un volta:

quale valore e significato hanno Michele Emiliano, Antonino Di Matteo e Luigi De Magistris in tutto questo?

Cosa e Chi servono Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?

E qui, gli squarci e i dubbi diventano realtà.

Ma sono mie considerazioni personali.

Consideratele tali.

Buon ragionamento a tutti.

Gustavo Gesualdo

Intercettazioni e Malapolitica sono Antitetiche

sabato, 9 aprile 2016

Torna di moda il refrain preferito dalla casta politica italiana:
limitiamo le intercettazioni“.

Questa posizione viene condivisa da una maggioranza-ombra di un governo-ombra che viola le regole democratiche:

il Patto del Nazareno.

Infatti, sono proprio Matteo Renzi e Silvio Berlusconi ad attaccare a testa bassa le intercettazioni come metodo investigativo e come strumento che renda di dominio pubblico metodi e prassi che la malapolitica italiana mette in atto nel governo della Cosa Pubblica, dimenticando appunto che essi governano la Cosa Pubblica e non una Cosa Privata o una Cosa Nostra.

Uno dei motivi di questo ragionamento è infatti il dimostrare che, oltre alla infiltrazione tipica e criminale delle organizzazioni mafiose ai poteri dello stato, esiste una infiltrazione di gruppi in accordo, di lobby e associazioni più o meno democratiche che originano una invasione di massa del potere pubblico per fini personali, famigliari, di partito, di loggia, di lobby, con tratti e percorsi del tutto simili a quelli delle mafie.

Una cosa è la rappresentatività a cui ogni parte sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria ha diritto, ben altra è l’occupazione del potere che se ne realizza:

il potere pubblico è arbitro super partes delle corporazioni, non ne deve divenire mai parte monopolizzata da un ben determinato gruppo di potere e/o di pressione, magari sempre lo stesso, a danno della rappresentatività degli altri.

Cosa Pubblica è il significato stesso di una repubblica democratica, ne è la sua radice storica, lessicale, fenomenologica e terminologica:

res publica.

È Cosa Pubblica il governo di una democrazia, come esso venga realizzato, attraverso quali prassi, quali strumenti, quali metodi, quali accordi, quali maggioranze, quali selezioni e con quale discrimine.

Gli accordi politici sono Cosa Pubblica, al contrario di quel Patto del Nazareno segreto e mai pubblicamente chiarito, ma battezzato dall’alto rogito del terzo soggetto di questa analisi della malapolitica, del gruppo di potere che contrasta e odia l’uso delle intercettazioni:

Giorgio Napolitano.

È noto che Napolitano, stretto d’assedio da un dubbio atroce di tradimento dello stato in favore delle mafie, abbia fatto distruggere intercettazioni che lo coinvolgevano, impedendo così alla pubblica opinione, al popolo sovrano e alla magistratura ordinaria e anti-mafia di verificare se quelle conversazioni istituzionali fossero a carico o a discarico di eventuali responsabilità personali, umane, politiche e penali del Capo dello Stato.

Nel dubbio, siamo di fronte ad una negazione del rendere pubblico la Cosa Pubblica.

E questo è già grave, in questa sola dimensione.

Una Magistratura non messa in condizione di garantire Giustizia,
un comparto Sicurezza non messo in grado di garantire Sicurezza,
una Informazione politicamente controllata e relegata ai più bassi livelli nelle classifiche della Libertà di Informazione,
questa triade di poteri depotenziati, rappresenta la prova provata che la casta politica che governa Giustizia, Sicurezza e Informazione non sia interessata a normalizzare in senso di efficienza, verità e libertà.

Sono i politici a scrivere le leggi e governare la Pubblica Amministrazione e sono sempre i politici che hanno creato e mantengono un indirizzo politico non alternativo a se stesso, unico e universale, indipendente dalla alternanza dei partiti che siano al governo, un indirizzo politico cristallino e limpido (anche se originato in modo occulto e non pubblico) che impedisce la tutela e la difesa di diritti e interessi fondamentali, costituzionalmente originati e garantiti alla Giustizia, alla Sicurezza e alla Libera Informazione

Non per nulla, quello che sembrava essere in un primo momento un elemento di rottura di questo sistema, avvia la sua scalata politica al potere pubblico proprio come imprenditore della televisione, poi divenuto anche editore della carta stampata.

Sì, si tratta di uno dei componenti del patto del Nazareno:
Silvio Berlusconi.

Ma come, penseranno in molti:
questo post sembra un atto di accusa contro la casta politico-istituzionale?

Sì, infatti, lo è.

Con tanto di ragionata difesa delle motivazioni che costringono od estorcono certi comportamenti antidemocratici ai politici italiani.

-1 -
Perché i politici non regolamentano l’accesso e l’influenza al lavoro pubblico delle lobby economiche e sociali?
Perché non fanno emergere queste corporazioni che in modo del tutto lecito e legale ed in forza di diritti assolutamente comprensibili, condizionano o tentano di condizionare le scelte dei governi e dei parlamenti di tutto il mondo?

Queste domande pretendono risposte per capire quali sono gli obiettivi reali dei partiti e dei politici in Italia.

Ovvio che le pressioni e i tentativi di condizionamento della politica da parte di agenti e gruppi economici e finanziari sono direttamente proporzionali agli interessi in gioco.

Ovvio che ogni lecita e legale esigenza corporativa debba essere rappresentata in uno stato democratico attraverso la regolamentazione del suo accesso al potere pubblico e nelle relazioni pubbliche e trasparenti che deve avere con il potere pubblico al fine di proporre e sostenere le proprie ragioni.

Di conseguenza regolamentare questo accesso e questa partecipazione democratica delle corporazioni del paese alla vita dello stato diviene un dovere, a meno che, non sia il fine di fasciare, legare e unire le corporazioni di un intero paese per renderlo forte e libero il fine ultimo della politica, ma sia invece quello di sottoporli ad una selezione di tipo diverso, con un discrimine che sia utile alla partitocrazia in quanto trappola estorsiva mafiosa piuttosto che alla partitocrazia come elemento di traduzione e governo delle esigenze e volontà popolari, economiche e finanziarie.

E quale potrebbe essere questa selezione, quale il discrimine?

Beh, basta leggere i giornali che pubblicano le intercettazioni per saperlo:

il discrimine è la corruzione politica, personale e di partito, di gruppo e di lobby politica segreta.

Quale altro discrimine giustificherebbe quel muro di gomma politico e burocratico che si trovano dinanzi quotidianamente cittadini, imprenditori, lavoratori, quel muro così sordo e cieco che però parla e sembra dire a tutti:

e io, cosa ci guadagno?

Questo muro sembra dire:

per ottenere voti che garantiscano la mia continuità e la continuità dei rapporti che abbiamo instaurato con le corporazioni sociali ed economiche del Paese Reale servono posti di lavoro da scambiare con consenso e voti da vendere e/o scambiare per acquisire quella capacità economica e finanziaria di spesa che esige una campagna elettorale all’italiana.

Vuoi un posto di lavoro, una autorizzazione, una licenza, un appalto?

Tranquillo:

ho tutte le sguattere e i servi che servono per raccogliere le tue esigenze attraverso il prezzo e il discrimine della corruzione morale e materiale della casta politica.

Così, controllando l’accesso al mondo del lavoro, la casta controlla il consenso popolare e scippa la sovranità.

Così, controllando l’accesso al mondo degli appalti, delle licenze, delle autorizzazioni, delle forniture di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione, la casta controlla il consenso delle categorie economiche, sociali, associative, corporative e finanziarie al potere e al danaro pubblico.

Per me, una condizione del genere, rappresenta solo una mafia come tante altre, metodo associativo che pare avere molto successo in Italia:
ci si associa e si sta insieme solo per fottere il prossimo e non per garantirlo e difenderlo, nello stesso modo in cui si pretende di essere garantiti e difesi da lui.

Il debito pubblico italiano così come la spesa pubblica, in questa ottica, sembrano composti e originati proprio dalla volontà politica di abusare del danaro pubblico per creare orticelli clientelari e non offrire servizi fruibili, accessibili, trasparenti, efficienti ed efficaci alla cittadinanza:

il corto circuito del do ut des sposta sugli interessi personali e di parte il motivo primo e ultimo del governo della Cosa Pubblica.

Ma gli interessi personali e di parte sono leciti e vanno rappresentati.

Certo, ma è il modo, è il metodo che cambia tutto, che ruba tutto, diritti e benessere, servizi e welfare, appalti e lavoro.

E vi meravigliate che esistano differenze economiche e sociali importanti in un paese così governato?

Ma se è proprio questo l’indirizzo, l’obiettivo e il fine della casta politica!

L’unità del paese è messa in dubbio?

Beh, dividi che ridividi, metti in concorrenza e l’un contro l’altro armato e imperare sarà un gioco da ragazzi.

- 2 -
Perché i politici non eliminano la mafia, l’usura, il crimine, l’illegalità diffusa e la corruzione?

La risposta mi sembra più che evidente.

Perché è la casta della pagnotta:

io rubo
tu rubi
egli ruba
noi rubiamo
voi rubate
essi rubano

Soprattutto rubare impuniti, inascoltati, non intercettati e indagati.

Rubano e fanno rubare, come elemento di selezione e discrimine per l’accesso alla casta:

solo se hai cattive intenzioni entri nella casta, i bene intenzionati, o finiscono mobbizzati e minacciati, ricattati e dossierati, o non entrano affatto.

In questa realtà, il diverso, l’anormale, il criminale, l’asociale e il disadattato è chi non ruba, è relegato al ruolo di rompicoglioni di scemo del paese delle meraviglie mafiose.

Tutti rubano?

Nessuno ruba.

Tutti rubano?

Allora si applica il metodo democratico della maggioranza per garantire che i ladri rubino e restino impuniti:

è la rappresentazione della distorsione del metodo democratico delle maggioranze, nel quale se tutti sono mafiosi, nessuno è mafioso, se tutti sono corrotti e corruttori, nessuno è corrotto e corruttore.

Spostando l’asticella del limite della Legalità, si ingloba tutto ciò che è illegale, dichiarandolo legale.

Ma è mica questa politica al servizio dei cittadini:

è “politica” posta arbitrariamente al servizio del crimine, della illegalità, della insicurezza dei cittadini.

Vi meravigliate che imputati di gravi reati o in odore di mafia siedano nei programmi RAI e nelle aule universitarie?

Rubare e uccidere ma restare ugualmente impuniti è mica cosa da tutti:

è arte che va insegnata nelle scuole, alla tv, nelle università, va tramandata per garantire un Paese sottomesso al crimine, alla malapolitica, alle mafie, alla corruzione morale e materiale.

Il sistema funziona e produce ricchezze immense solo per chi accetta di pagare una mazzetta per avere un lavoro o una autorizzazione, una licenza o un appalto e chiuda non un occhio, ma ambedue sulle illegalità del suo prossimo, dimostrando il metodo omertoso come metodo mafioso:

una mafia socializzata, sistemica, omologata e statualizzata.

Guai a criticare questo metodo:

sarai relegato nel mondo dei gufi, degli incazzati, dei frustrati e dei demoralizzatori del sistema Italia, di chi infanga il buon nome dell’Italia.

Il paradosso dell’abuso di potere da parte di un fenomeno mafioso risulta sempre essere una accusa di questo tipo, fondata nel correttamente politico delle mafie nostrane:

il sistema funziona e produce ricchezza e benessere, dovete adeguarvi o beccarvi l’accusa d’essere un limite alla crescita e al benessere italiano.

Fa nulla che sia una crescita originata in modo criminale, criminoso e criminogeno, non importa che sia interpretata dal metodo e dal comportamento mafioso.

Fa niente che uno stato democratico abbia come ragione di vita l’esatto opposto di un comportamento criminale e mafioso.

Tutti quelli che non si sottomettono a questo dogma mafioso e corrotto sono sottoposti invece alla dura e pura applicazione della legge e se si lamentano, rischiano grosso:

queste mafie sono pericolose esattamente come le mafie tradizionali.

Queste mafie esercitano il potere pubblico e possono rendere la vita impossibile a quella interpretazione della cittadinanza onesta, leale e corretta che le avversa, che le limita.

Possono uccidere senza sparare un colpo:

basta impedire l’accesso a lavoro e benessere ed il risultato ottenuto è maggiore di una bomba della mafia terrorista.

Ma possono agire in modo anche diverso:

tu che mi hai chiesto un posto di lavoro pubblico, confortevole e senza grossi carichi di lavoro hai accettato il do ut des ed ora fai parte della nostra mafia, ne sei associato, per cui, abusa del potere pubblico al quale io ti ho dato accesso per favorire i miei amici e distruggere i miei nemici, altrimenti, i tuoi figli non avranno accesso al mondo del lavoro e il tuo lavoro diventerà improvvisamente un inferno insopportabile.

Eppure, cancellare letteralmente una organizzazione mafiosa è cosa da 5 minuti, se si guarda alla responsabilità penale dei comportamenti personali, così come recita l’articolo 27 della costituzione italiana:

basta istituire il Reato di Comportamento mafioso, attraverso il quale si colpisce in via ordinaria e con magistratura ordinariamente anti-mafia tutti gli attori della ingerenza mafiosa nei fatti privati e pubblici della vita italiana.

Non si avrebbe così l’onere della prova per l’affiliazione alla associazione mafiosa per politici, burocrati, imprenditori e per gli stessi mafiosi.

Si spezzerebbe in un sol colpo il papello che contiene un accordo mica tanto segreto tra istituzioni politiche e organizzazioni mafiose, con il risultato che mafie e partiti diverrebbero dei nemici reciproci e non degli amici di merende.

Ma no, questo clima di avversione, di astio e di odio è da evitare, diranno i politici.

E certo:

altrimenti non si ruba più!

Infine, possiamo affermare e senza tema di smentita che indagini della magistratura, contrasto alle mafie, alla evasione fiscale e alla criminalità sono azioni governate dalla Pubblica Amministrazione che si dimostrano antitetiche alla malapolitica nella realtà, senza alcun dubbio.

L’avversione, l’astio e l’odio che i politici dimostrano pubblicamente e senza remore o vergogna avverso alle intercettazioni, racconta questa misera e miserabile storia di una banda di furbetti del quartierino infiltrati nel potere pubblico per fare della Cosa Pubblica, una Cosa opaca, ombrosa, non trasparente, illeggibile agli investigatori e alla opinione pubblica, ai controlli e alla vigilanza internazionale ed europea, utile all’arricchimento personale, di lobby, di partito e di mafia.

Spero finiate tutti in galera, magari per sempre, ovvero in fila a ridosso di un muro, in attesa di un plotone di esecuzione che uccida la vostra profonda avversione alla Verità, alla Libertà, alla Legalità e alla Onestà.

E non è detto che, prima o poi, non possa godere di questo magnifico spettacolo.

Dalle e dalle, ce spezze pure ‘u metall.

Non so se avete capito che siamo indignati, offesi, traditi, stanchi, aggrediti da una crisi orrenda, derubati dai parassiti del sistema e dai ladri impuniti e da chi ha giurato di difendere l’interesse italiano dai ladri, dai corrotti e dai mafiosi e invece pare intenzionato solo a chiudere la bocca alle inchieste giornalistiche e alle indagini di forze dell’ordine e magistratura per non far conoscere la Verità.

Ve lo dico un po più chiaramente:

Avete rotto il cazzo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

NON HANNO LE PALLE

martedì, 8 dicembre 2015

Avete visto il film “La Trattativa”?

Racconta come generazioni e generazioni di politici abbiano venduto il Paese Reale e le istituzioni che incarnavano alle organizzazioni mafiose.

È la storia della classe politica peggiore del mondo.

Hanno trattato con le mafie una resa senza condizioni, se si fa eccetto per il contro-papello voluto da Vito Ciancimino.

Senza di quello, si sarebbero arresi sic et simpliciter alle mafie.

Il problema sta nel fatto che, per vivere, servono LE PALLE.

E i politici italiani non le hanno, non le hanno mai avute:

le hanno dimenticate nell’utero materno, alla nascita.

Hanno ucciso Falcone, hanno ucciso Borsellino, hanno ucciso Dalla Chiesa:

hanno ucciso tutti quelli che LE PALLE le avevano e che loro, i politici, non riuscivano a controllare, a vendere, a comprare.

Li hanno uccisi tradendoli, non difendendoli.

È vero, tutti hanno un prezzo:

ma questa gentaglia SENZAPALLE ci ha venduto per poco o niente.

20 milioni pagati ai terroristi islamici come riscatto per riavere indietro due cretinette a caccia di emozioni forti.

Volete che non ne abbiano pagati almeno 2000 ai terroristi per non avere problemi durante il Giubileo?

Vi siete domandati perché avvengono attentati in America, in Francia, in Inghilterra, in Asia e in Africa ma non avvengono attentati in Italia durante il Giubileo?

Il problema è che non hanno LE PALLE.

Il terrore del terrorismo islamico e delle mafie con loro funziona.

Lo dice Vito Ciancimino, nella narrazione del figlio Massimo, quando il colonnello Mori si presenta, cappello dell’Arma in mano (vergoganti, Traditore!), a chiedere per conto dei politici una trattativa con la mafia e Ciancimino gli risponde:

VOI MI STATE DICENDO CHE VOLETE TRATTARE CON RIINA?
HANNO FUNZIONATO QUESTE BOMBE!
“.

Capito come funziona?

Il terrore terrorizza e questi SENZAPALLE si cagano sotto e scendono a patti, a trattative, pagano riscatti, nascondono le prove, bruciano le intercettazioni.

La storia della repubblica italiana è tutta qua:

un mare di merda e di tradimenti per salvare legioni di SENZAPALLE impuniti, impunibili e fuorilegge.

Io amo i Carabinieri e nei panni di un Mori, ricevendo l’ordine di scendere a patti e trattative con le mafie, avrei rassegnato le dimissioni.

Per me, i carabinieri sono una cosa seria.

Mori però, sapeva dove si nascondeva Riina:

ne sa qualcosa il maresciallo dei Carabinieri Saverio Masi, che trovò il covo in cui si nascondeva, lo comunicò ai superiori e da allora viene attaccato vilmente per aver fatto il PROPRIO DOVERE.

Oggi, il maresciallo Masi è stato ordinato come capo scorta di un giudice che segue le orme di Falcone e Borsellino, il dott. Nino Di Matteo.

A Masi ho scritto:

così prendono due piccioni con una bomba …

Una cosa deve essere ben chiara, per tutto e per tutti:

lo stato non scende a patti con l’anti-stato, non scende a patti con la mafia, non scente a patti con il terrorismo.

Lo stato deve sterminare mafiosi e terroristi, non deve tradire lo stato.

In un caso, per la verità, lo stato non è sceso a patti:

è il caso del terrorismo politico, quello che ammazzava i politici.

E i politici SENZAPALLE si sono difesi:

hanno usato tutta la forza dello stato per eliminare il terrorismo.

Ma non fanno lo stesso per didendere il popolo italiano.

Sono dei SENZAPALLE, dei venduti, dei traditori da mettere al muro, senza se e senza ma e senza indugi:

il tradimento del giuramento di fedeltà allo stato deve essere pagato con la vita, i traditori SENZAPALLE devono sapere che se non agiscono contro l’antistato perché ne hanno paura e ne sono terrorizzati, lo stato può punirli in egual modo.

IL TERRORE SI COMBATTE CON IL TERRORE, CARI SENZAPALLE.

Ma i processi si aggiustano, le indagini si intralciano, le intercettazioni si bruciano, le sentenze non arrivano mai, grazie alla prescrizione.

Questo stato di fatto che uccide lo stato di diritto deve finire:

con le buone maniere (non si ottiene nulla con chi è SENZAPALLE)
o con le cattive maniere (IL TERRORE TI TERRORIZZA? SAPPI CHE LO STATO PUÒ ESSERE IL TUO TERRORE PEGGIORE).

Questo è il miserevole stato dell’arte nella politica italiana.

Fulgidi esempi come Fabrizio Quattrocchi vengono celati, nascosti, nella consapevolezza che cotanta testimonianza di PRESENZA E NON ASSENZA DI PALLE potrebbe essere contagiosa e produrre cittadini che pretendono dai servitori dello stato la loro vita ed anche la loro morte per la tutela dell’intera comunità sociale, statale, statuale e nazionale.

Già li vedo che sorridono, questi SENZAPALLE, e dicono a denti stretti:

e già, così saremmo costretti a lavorare FEDELMENTE allo stato, invece di FOTTERE E STRAFOTTERE A NOSTRO ESCLUSIVO GODIMENTO.

Io, Gustavo Gesualdo, vi dico:

VOI NON AVETE LE PALLE.

E prima o poi, verrà il giorno in cui pagherete per la vostra viltà.

Un caro prezzo:

un prezzo impagabile per chi non ha il coraggio delle proprie azioni ed omissioni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Renzi silvio giorgio: la restaurazione partitocratica e burocratica

giovedì, 28 agosto 2014

Un premier peggiore di Renzi non c’è come non c’è una casta dirigente peggiore di quella italiana, in tutto il pianeta.

In questo momento storico in cui l’Italia depressa e deprivata, degradata e disagiata da decenni di malgoverno consociativo in puro stile mafioso che si sosteneva sulla compravendita dei voti e del consenso scambiati per comodi, confortevoli e affatto carichi di lavoro posti di dipendenti pubblici (burocrati in concorrenza con i politici nella produzione non di servizi adeguati ed economici ai cittadini, bensì nella concorrenza spietata a chi ruba di più ai cittadini, a chi produce più malversazione e corruzione) e di appalti pubblici concessi solo in cambio di consenso o di tangenti corruttive sino al punto da far divenire le opere pubbliche fonte esclusiva e continuativa di finanziamento per partiti e politici anziché prassi civile per erogare servizi strutturali ed infrastrutturali alla cittadinanza;

dopo che la corruzione si disegna in proporzioni almeno pari all’importo del debito pubblico (la casta ha prodotto il debito sovrano rubando a piene mani dalle casse dello stato);

dopo che eserciti di intere generazioni di inutili e dannose classi dirigenti istituzionali hanno tradito il Paese reale e i cittadini italiani svendendo la sicurezza interna dello stato alle organizzazioni mafiose in miserabili trattative tra stato e mafia;

dopo che casta burocratica e casta politica hanno determinato e fondato un asse mafioso che con metodi terroristici ed estorsivi impone al popolo sovrano di cedere la propria sovranità da abusare al solo fine di privilegiare i parassiti che consumano inutilmente risorse pubbliche e massacrare e indurre al suicidio tutti queei soggetti (imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, industriali, lavoratori dipendenti privati) che invece, producono quella ricchezza che l’asse mafioso politico-burocratico brucia esclusivamente a fini della propria sopravvivenza e a danno della morte del Paese Reale e della Economia Reale;

dopo che questi eserciti della morte hanno distrutto il paese e indotto all’esilio o al suicidio i meritevoli,

quando finalmente è arrivato il momento di riformare in senso liberale lo stato e di liberare il paese reale dal pesantissimo fardello mafioso burocratico e partitocratico,

quando è infine emerso che la crisi di un paese avanzato, ricco e moderno come l’Italia sta nelle innumerevoli ingiustizie proclamate in sentenze (emesse in ritardo, mai emesse, emesse esclusivamente in favore dei poteri forti o dietro pagamento di tangente corruttiva),

nelle innumerevoli aberrazioni di una casta burocratica che non lavora per vivere, non vuole lavorare e soprattutto depreda ricchezze pubbliche in nome della loro funzione pubblica,

nelle infinite ruberie di diritti, libertà, risorse e ricchezze pubbliche e private di una casta politico-istituzionale aberrante, deviata, indegna, incapace, egoista, idiota, malversatrice, omertosa se non addirittura complice delle mafie od immutabile organizzazione mafiosa essa stessa, organizzazione che mai cambierà il sistema creato per depredare e rubare e non certo per cambiare e migliorare il paese,

arrivati al momento in cui tutti auspicano un passo indietro delle assunzioni clientelari di massa nella pubblica amministrazione di parenti, affini, amici, portatori di consenso, parassiti, mantenuti e mantenute, depistatori, disinformatori e distruttori della cosa pubblica,

quando si parla a sproposito e quotidianamente di una spending review che deve tagliare spesa pubblica, debito pubblico, posti di lavoro pubblici,
ecco,
quando è ormai chiaro ed emerso tutto questo,
ecco che il premier della casta dei mafiosi e dei corrotti propone un patto all’asse mafioso:

compriamo 100.000 nuovi portatori di voto e di consenso per uno stato criminale, criminoso e criminogeno con assunzioni di massa nel settore pubblico e fottiamo ancora una volta il popolo e la Unione Europea con una serie di false e finte riforme, solo di facciata, propagandistiche, per mantenere in vita l’attuale regime mafioso e corrotto che rappresentiamo e impediamo così che si formi un dissenso tra i nostri affiliati, complici e picciotti, dissenso che possa compromettere il nostro magna magna generale ai danni della cittadinanza italiana migliore, quella che produce quella ricchezza che noi sappiamo solo sprecare, rubare, malversare.

Il governo italiano fa esattamente tutto il contrario di quel che serve per salvare il paese,
ma fa tutto il necessario per salvare il cancro che uccide il paese:

si tratta di atti di terrorismo di stato, si tratta di veri e propri atti di prevaricazione della costituzione, delle regole democratiche, dello stato repubblicano, del popolo italiano.

Siamo ancora una volta dinanzi a ad una violentissima restaurazione burocratica e partitocratica con comportamenti e modalità apertamente avverse ai principi costituzionali come a principi sani e mai veramente garantiti come quello della diligenza del buon padre di famiglia.

Negli atti del governo troviamo negligenza e propaganda, mai diligenza e spirito di sacrificio, senso del dovere, lealtà e fedeltà alla costituzione e alla nazione.

Governo, parlamento, massime cariche e poteri dello stato stanno volontariamente assumendo comportamenti che non cambiano nulla, non riformano nulla, non liberalizzano nulla al fine di aumentare il peso della burocrazia, il consenso alla partitocrazia istituzionale, ma soprattutto, comportamenti che aumentano ancora la spesa pubblica e il debito pubblico, proprio quei fattori che hanno prodotto l’attuale crisi interna a cause endogene italiana.

È come se un medico adottasse terapie farmacologiche, sanitarie e chirurgiche esattamente contrarie alla salvezza della vita di un paziente e alla cura della sua salute.

In poche parole, si tratta di una eutanasia omicida, che uccide il paziente e non lo cura affatto.

A Bruxelles vedono benissimo quel che accade in Italia, ma sono anch’essi sotto ricatto da parte della casta dirigente assai mafiosa e corrotta italiana, la quale opera per il male del popolo italiano minacciando l’intera Unione Europea di far fallire invece l’Italia, con un default che sarebbe ingiustamente costoso ed oneroso per gli incolpevoli paesi virtuosi europei.

Un perfetto ricatto mafioso, una estorsione in perfetto stile “casta politica italiana”.

Così, mentre i tribunali non ricevono le risorse e le attenzioni e le selezioni sufficienti ad assicurare giustizia, mentre polizia e carabinieri sono ridotti nell’imbarazzante necessità di assicurare il carburante necessario ai propri mezzi a mezzo collette interne, mentre nella sanità si continua a rubare e si consente ancora di corrompere invece di curare la salute degli italiani, mentre tutto il paese sano chiede un cambiamento, ebbene questo anaelito di cambiamento, questa volontà di giustizia politica, economica, sociale e civile viene tacciato d’essere sovversivo, e si adottano indirizzi politici che peggiorano le condizioni generali del paese, senza garantire alcuno sviluppo e nessuna crescita.

Che tutto il mondo sappia con quale tipo e livello di mafiosità e di corruzione hanno a che fare i cittadini italiani.

Che tutto il mondo sappia che la crisi italiana è politico-mafiosa, partitocratico-burocratico-corruttiva.

Che tutto il mondo sappia che il popolo italiano è ostaggio di una casta di delinquenti, di criminali, di traditori e di terroristi.

Che tutto il mondo sappia che la democrazia in Italia non c’è mai stata, non c’è e non viene nemmeno ricercata.

Che tutto il mondo sappia che un cittadino, un cittadino qualunque, un cittadino “X”, disprezza e denuncia tutto ciò, a futura memoria.

Questi criminali ci massacrano.

Se potete, fate qualcosa:

qualunque cosa.

Probabilmente questo appello come tutti quelli simili a questo cadrà nel vuoto del nuovo terrore internazionale di una nuova terza guerra mondiale o di una nuova prima guerra globale, che richiede una compattezza tra i paesi occidentali ed una coesione (più volte richiamata proprio dal capo dello stato italiano, massimo vertice politico istituzionale, guarda che caso) che impediscono il cambiamento, ogni cambiamento.

D’altro canto, io affermo senza l’ombra di una qualsiasi smentita che allora, è meglio una feroce dittatura che questa mafiosa e corrotta falsa e finta democrazia del sopravvento del più forte sul più debole, del cretino sull’intelligente, del furbo sul meritevole.

Meglio una dittatura che rimetta in ordine le cose che codesto gioco al massacro.

Fate qualcosa, qualunque cosa, ma fate qualcosa.

Ovvero rischiamo e rischiate di perdere il controllo sull’Italia, a tutto rischio e danno dell’Occidente.

Questi mafiosi e questi corrotti ci uccidono, ci massacrano e ci invitano al suicidio:

noi, popolo italiano, abbiamo diritto ad una difesa.

Noi, popolo italiano abbiamo diritto a chiedervi di difenderci.

Noi, popolo italiano, abbiamo diritto di difenderci da chi ci uccide ed uccide il futuro dei nostri figli.

Che sia ben chiaro:
nessun timore reverenziale verso chi mi uccide, nessuna paura nei confronti di chi attenta al futuro dei mie figli.

Ho diritto di difendermi ed è mia intenzione esercitare questo diritto, nelle forme e nelle modalità che riterrò necessarie per farlo.

Io, come ogni singolo cittadino italiano.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

Riflessioni a Tastiera Aperta – 27 maggio 2014

martedì, 27 maggio 2014

Cosa serve sapere?
E cosa cambia se so?
So di vivere, so di morire.
Ma se non vivo, cosa serve morire?
Se non volo, a cosa servono le ali?

Senza finanziamenti pubblici o privati,
senza tangenti e corruttele,
senza alleanze mafiose e con salario a metà:
quella di Beppe Grillo è vittoria, non sconfitta.

La casta vorrebbe Grillo finito, mafie vorrebbero Grillo finito, corrotti vorrebbero Grillo finito.
Io no.
Ma perché?
Perché no.

Gruppo dirigente? Cosa dirige, il traffico? Se si ha consenso si DEVE governare, tagliare spesa e cuneo, riformare.

Vivo in una città dove genitori di ragazzi maleducati aggrediscono un parroco durante funzione pubblica sul sagrato.
Vivo è eufemismo:
odio.

Ecco, è a questo punto che io mi perdo e non mi riconosco più in questa comunità: qui resto solo, deluso, arrabbiato.

Cosa loro è, visto dalla loro parte, cosa nostra:
evidente errore di interpretazione della res publica in salsa mafiosa.

Politici specchio dei cittadini?
Ne sono loro espressione, esatta rappresentanza, identica essenza, perfetta coincidenza.
Lo so, lo sento, lo pago.

Identità del sentire è sensibilità rapportata alla esperienza e valorizzata con intelligenza: cosa non comune in Italia

Siamo rimasti in pochi, troppo pochi per cambiare qualcosa: ma soffriamo terribilmente, come se fosse colpa nostra.

E si lamentano se l’Italia ha una immagine poco dignitosa nel mondo … guardate e stupite che fenomeni da baraccone …

Tutti mafiosi, nessuno mafioso, tutti corrotti, nessuno corrotto. Evidente errore di interpretazione della democrazia.

Battuta degenere, che rappresenta povertà interiore, insicurezza estrema ed esterna un nulla che deve rapportarsi per esistere.

Italiani chiedono a UE di cambiare indirizzo, ma sono incapaci di cambiare, liberalizzare, governare e riformare l’Italia.

Renzi è più forte e più impotente che mai:
senato e province sn ancora lì, nessun taglio a cuneo e spesa, né riforme o liberalizzazioni

Vergogna italiani, vergogna: più di 2 anni per vedere un video in aula e pluriomicida francesco schettino a piede libero per strage della Costa Concordia.

La Russia dello zar Putin attacca, aggredisce e invade un paese della Unione Europea.
Chiedo immediato intervento della NATO e dell’ONU.

E allora, se tanto mi da tanto, addio centrodestra:
questo Berlusconi non ha capito niente di quello che sta accadendo nel paese.

Cosa credevate, di poter affrontare lealmente chi non è leale, onesto, corretto e fedele allo stato, pur avendo giurato fedeltà ad esso?

La politica di padre in figlio, di generazione in generazione: una cosa che doveva scomparire con i dinosauri e invece impera (Raffaele Fitto).

Non è dire quello che si pensa il problema della sinistra italiana, quanto è invece il “fare”. Cosa fate?

bah, Michele emiliano che fa i complimenti a Raffaele Fitto :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

bah, Silvio Berlusconi che tira la volata elettorale a Matteo Renzi :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

Matteo Renzi ha vinto con un forte consenso conservatore, termine contrario a quello di rottamatore.

E come lo cambiate, lo riformate e lo liberalizzate un paese che non vuol cambiare nulla, che è conservatore?

In una parola, un paese conservatore, nel peggiore dei sensi che ha il termine pur dignitoso di conservazione.

Grillo ha sbagliato a perdere verginità politica schierandosi a sinistra con Berlinguer.
Qualunquismo non ha parte politica.

Il perdono è viltà travestita da coraggio

cani sguinzagliati a raccogliere voto antiberlusconismo per portarlo a conti fatti al berlusconismo

se siamo ridotti ad attendere che altri cadano per noi rialzarci, allora siamo ridotti male, molto male.

Tanti voti in un Pd debole e vile, incapace di riformare e liberalizzare, tagliare e licenziare sono uno spreco incredibile.
Tempo sprecato.

Continuo a pensare che un movimento euroscettico non dovrebbe prendere poltrone e stipendi da Unione Europea.

Per arretrare, occorre avanzare.
Renzi e il gambero che ha promesso eliminazione senato e province ed è arretrato sino a salvarle entrambe.

Renzi non ha avuto nemmeno il coraggio minimo necessario di mettersi in gioco e di candidarsi.
Vile oltre che idiota.

Renzi è forte e non lo sa;
Berlusconi ha perso e non lo sa;
Grillo non ha né perso né vinto e non lo sa.
Questa è l’Italia che non sa.

Un insicuro al governo di un paese che pretende sicurezza: siamo fregati, non conosce nemmeno limiti sua forza e/o debolezza.

La maggioranza c’è ed ha vinto le elezioni: cosa aspetta? Immobile come Letta? Non deve far finta di governare, ma governare.

Nessuno strumentalizzi religione per violentare popolo e privarlo di libertà di agire per propria tutela e difesa:
nessuno ne ha il diritto.

Credete che abbiano vinto i progressisti alle elezioni?
No: ha vinto la più vecchia e becera conservazione avversa al cambiamento.

Lascia ammutoliti il vuoto e il nulla che circondano la conservazione italiana:
il cambiamento è stato fermato e credono di aver vinto

Come si risolvono problemi e crisi in Italia? Non si risolvono. Si integrano nel sistema

Ha vinto partito del non voto, che è primo partito in Italia e in Europa.
Questo è unico dato serio.
Resto è avanspettacolo.

Per adesso è solo dittatura del comunismo: un comunista impera in Russia e un comunista impera in Italia.

Se ne devono andare tutti:
il tempo è scaduto e l’oste della storia chiede pagamento del conto.
Tempo scaduto.

Battuti in politica estera da un assad e putin, europei sn scettici:
abbiamo guerra alle porte e nessun esercito europeo pronto a difenderci

Errore europeo è stato fondare europa dai vertici invece che dai popoli:
il vuoto politico è di rappresentanza e lo spazio di manovra è finito.

Mi spiegate quale altro paese del mondo che si autodefinisce democratico impone la censura e l’esilio ad una idea politica?

a Foggia si cammina su tappeti di propaganda elettorale e promotori presidiano ingressi urne elettorali

Trasferimento mafie a nord completato.
Risolte in un colpo questione meridionale, morale e settentrionale.
Tutti mafiosi, nessuno mafioso.

Pane e pallone. Poi quando si tratta di governare il proprio come l’altrui destino, vincono sempre mafiosi e corrotti.
Vi sarà una relazione?

Continuiamo a fare finta che non esista una questione meridionale per tener contento qualche bacucco incipriato e impolverato.

Quando popolo ragiona con stomaco o con cuore invece che con testa, le classi dirigenti non hanno ben governato quel popolo

Goduria leggere i lamenti dei berlusconiani che piangono per storture sistema politico che subisce B, come se non fosse stato B la politica.

“Napoli, scoperti quattro falsari: sequestrati 8 milioni di euro”
Volevano uscire dall’euro e stampare una moneta locale, taroccata, napoletana

Mio Dio, che squallore. Che propaganda terroristica senza dignità: demonizzare sempre e comunque non è politica

La tessera del pane è terminata?
No problem: avviata azienda del contrabbando di voti propone tessera falsa, ma autentica

Putin andava fermato prima, sula via di Damasco. Ora è stretto il passaggio a Est

Thailandia: sciolto il senato.
Almeno loro ci sono riusciti a sciogliere il senato, noi no.
Il senato ha sciolto l’Italia e suoi governi.

Si prospetta una estate in cui migliaia di migranti sbarcheranno ogni settimana in Italia.
Respingere? Selezionare? Zitto, razzista! … evvabbè…

Apparteniamo a generazione boom demografico conseguente a boom economico. Casta nn ha governato boom.
E se casta non ha governato boom economico,figurarsi se casta riesce a governare crisi economica.
Politica è crisi: non soluzione.

Anche le mafie hanno compreso potere strategico del settore energetico.
Lo Stato no: continua a dipendere da strategie esterne.

Gravi incendi divorano Stati uniti d’America:
(1) è cambiata strategia terroristi islamici;
(2) è cambiato il clima in modo pericoloso.

Beppe Grillo è smart ,
Matteo Renzi è scrapped ,
Silvio Berlusconi è over.

Renzi raddoppia e rilancia: faremo, risolveremo, cambieremo, riformeremo.

Berlinguer fallì la sua battaglia politica morale :
chi e cosa vi consente di credere che farete quel che lui non ha fatto?

Mario Borghezio : l’Italia agli italiani.
Matteo Salvini : l’Italia deve essere unita.
Gustavo Gesualdo : Quale puntata mi son perso?

Le mafie uccidono senza pistole: ti rendono asociale, ti emarginano, ti tolgono il lavoro e la voglia di vivere. Bang, bang.

Ennesima Frode della casta:
cambiati parametri misurazione PIL per creare ripresa che non c’è e restare in rapporto deficit-PIL sforandolo.

governo immobile irrita indignazione popolare

paura di un tribuno internettiano e di un tribunale del popolo del web?
Ma, allora, è internet il mondo reale!

In USA hanno innalzato limite scientifico di obesità per diminuire numero eccessivo di americani obesi.
In Italia aumentano PIL con sommerso e illegale per curare crisi.

In Italia esiste una sorta di pressione fiscale non ufficiale,occulta,non documentata o documentata a parte, come nel caso delle inutili e costosissime camere di commercio

Gli altri hanno tanto potere su di noi (e sui nostri marchi e prodotti), quanto noi ne concediamo loro di avere.
Colpa nostra.

Mi domando : come mai è sempre differente l’affluenza al voto nei cosiddetti “seggi volanti” o “seggi a domicilio”?
mumble, mumble ….

Mi domando: ma quanti saranno i cassonetti di rifiuti che conterranno schede elettorali dopo il “libero” voto?
mumble, mumble ….

Liberalizzare immediatamente con atto di imperio esecutivo del governo autorizzazioni taxi:
lo stato è più forte di tutto e tutti o non è.

La Sicurezza è arte, professione, limite invalicabile, tranquillità sociale e non stipendio sicuro a fine mese.

Liberare economia reale da peso intollerabile di spesa pubblica insostenibile: tagli a cuneo e spesa, riforme, liberalizzazioni.

Ogni giorno,più volte al giorno, si ha notizia di salvataggio centinaia di migranti.
Attendo speranzoso notizia che informi salvataggio Italia.

Se alfano è unica speranza prenoto viaggio per morte dolce in Svizzera.

Solo in Italia si cura la crisi peggiore con il solo ottimismo: governo immobile deraglia paese in fallimento vizio.

L’uomo che non guarda al passato non merita un futuro diverso da quello che ha già vissuto.

Se fossi di destra avrei non pochi problemi e dubbi ad identificarmi. Non vedo nulla che soddisfi spirito liberale o conservatore. Vedo Nero

Se leader paesi viziosi non risolvono crisi e vizio a casa loro, dovranno subire scelte esterne realizzate in casa loro.

Alla fine cerino resterà in mano a popolo sovrano: politica incapace governare paese crea fuochi fatui.

Alle aziende che sopravvivono alla crisi servono mercati diversi da nostro: massacrato da malapolitica, burocrazia, ingiustizia

Buddismo e Cristianesimo sono due religioni umane, profondamente ed umanamente umane.
Troppo umane per questi tempi inumani.

Grave errore è stato abbandonare la fonte di energia nucleare:
espone la giovane Europa agli umori dei prepotenti di turno.

Risorse fuggite estero Stop paese complicato da povertà Stop mafie, corruzione e usura valorizzate al massimo Stop

Controllo reciproco di prossimità tra casta politica e casta burocratica è primo passo verso efficienza PA.

Educare demolendo sessualità normale e naturale è attacco al cuore della educazione civica.
Non esiste terzo sesso in natura: è costruzione ideologica.

In Italia non si fa selezione ingresso ma buttafuori in discoteche e si fa selezione ingresso per università per buttare fuori.

Crollo Italia – Italien Zusammenbruch – Italy collapse – Italie effondrement

domenica, 25 agosto 2013

Dal 1997 sino ad oggi la spesa pubblica italiana è cresciuta, e di molto, invece di diminuire come promesso e come dovuto dai seguenti governi politici italiani:

Romano Prodi 1996 – 1998
Massimo D’Alema 1998 – 2000
Giuliano Amato 2000 – 2001
Silvio Berlusconi 2001 – 2006
Romano Prodi 2006 – 2008
Silvio Berlusconi 2008 – 2011

Aumentata in soli 15 anni di quasi il 70%, la spesa pubblica italiana si porta a quota 725mld/anno bruciando quasi la metà (48%) del PIL (Prodotto Interno Lordo) cui vanno aggiunti 87mld di interessi sul debito pubblico sovrano pagati nel solo anno 2012, che portano la spesa pubblica a sfondare abbondantemente la quota degli 800mld annui e al 52% la quota di PIL bruciato dalla spesa pubblica.

Il debito pubblico continua anch’esso a correre toccando a giugno di questo anno il 130% del PIL pari a 2.075,71mld di euro.

Per far fronte ad un abnorme debito pubblico come quello italiano, lo stato ha emesso nel solo 2012 titoli per un totale di 471.904mld di euro, su cui dovrà pagare interessi pari a 14,67 miliardi.

In totale, il debito aggregato di stato, famiglie, imprese e banche in Italia (debito pubblico + debito privato) si attesta a quota 6mila miliardi di euro pari al 400% del Pil.

L’indice PMI italiano resta sotto quota 50 (in contrazione), al contrario di quello francese e tedesco che è tornato in dato espansivo.

La produzione industriale è in caduta libera negli ultimi dieci anni perdendo il 18% circa e continuando a perdere due punti ogni anno.

La Curva di Laffer, l’effetto negativo derivante dalla eccessiva pressione fiscale resta incompatibile con una crescita della economia italiana.

Il dato sconcertante ma affatto sorprendente è quello della crescita parallela della spesa pubblica e della corruzione politica e burocratica, entrambe cresciute in modo verticale da Tangentopoli ad oggi in un circolo vizioso di crescita continua di spesa e debito:

in pratica il debito pubblico si sovrappone perfettamente alla corruzione lanciando dubbi pesanti sulla sua formazione.

Gli attori politici principali di un tale indirizzo nel rapporto diretto fra corruzione politica e burocratica e aumento di spesa e debito, sono quelli iscritti in capo a questo post, figuri altrimenti noti come la tanto vituperata e contestata casta politica italiana, personaggi ancor oggi determinanti nelle scelte del paese, purtroppo.

La perdita di concorrenza dei prodotti e dei servizi italiani nei confronti della economia globale si traduce nell’uscita dalla Top 100 europea della competitvità dell’ultima regione italiana ancora ivi presente, la regione Lombardia, crollata alla 128esima posizione secondo il nuovo indice pubblicato dalla Commissione Europea.

Un tale risutato è stato raggiunto solo grazie agli sforzi congiunti delle forze politiche, sia di cdx che di csx, una casta partitocratica capace solo di distruggere, sprecare, sperperare e derubare ricchezza al Paese Reale, ormai entrato in un rapporto mosso da totale odio repulsivo rispetto allo stato di diritto che lo rappresenta e governa.

Nell’indice di competività europeo, (in)utile dirlo, fra le ultime regioni ad essere rappresentate vi sono quelle meridionali italiane, nonostante dal tavolo politico, economico, di governo e sociale italiano sia del tutto scomparsa la “questione meridionale” insieme alla gemella “questione morale”.

Il mondo della (disin)informazione, dei media, dei blogger e dei social network si allinea all’ordine politico e oscura la questione meridionale, quasi fosse stata già risolta e non fosse una questione determinante nel tracrollo italiano.

In effetti, la negativa influenza di regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania nell’andamento generale della vita pubblica e privata italiana rappresenta un pericolo vitale per lo stato di diritto italiano che ne è grandemente influenzato a causa del rilevante peso politico che queste regioni raggiungono grazie al loro peso elettorale, peso che si traduce in un enorme condizionamento nelle scelte politiche e di governo da parte delle organizzazioni mafiose e da parte di stili di vita e modelli di riferimento assai negativi e parassitari del sistema produttivo e competitivo italiano, rappresentando un peso insopportabile che impedisce al paese di decollare verso un differente futuro da quello che invece lo attende.

E se questa realtà ha un senso ed un (dis)valore allora è da essa che dobbiamo partire per tentare di risolvere i nodi che la casta politica non ha mai veramente affrontato, un po come quella sporcizia che una manchevole domestica seppellisca quotidianamente sotto il tappeto del salotto, rimandando solo il momento in cui il totale della sporcizia prevarrà definitivamente sul totale generale:

ogni problema accantonato, rimandato, irrisolto e ignorato è un delitto, un abuso omissivo inaccettabile, irricevibile.

Pertanto, se un barlume di razionalità e di intelligenza resta negli italiani, non è possibile che vedere come auspicabile una sospensione al suffragio perlomeno decennale di siciliani, calabresi e campani, tempo minimo sufficiente per scarnire le difese dell’anti-stato che infiltra, condiziona, estorce e ricatta lo stato di diritto e per consentire di eliminare definitivamente quei fattori di decrescita, contrazione e depressione imposti con la forza e la violenza alla economia legale.

Il paradosso di dieci anni di non partecipazione al voto di siciliani, calabresi e campani per recuperre il sottosviluppo meridionale che ancora il resto del paese ad un Mediterraneo fallito ed in fiamme piuttoso che lanciarlo in una nuova, grande e forte Europa dei popoli che imponga la sua forza nel contesto globale, producendo crescita e sviluppo capaci di ridurre la distanza (gap) fra nord e sud italiano, fra centro e periferia europea, fra paesi virtuosi e paesi viziosi.

Dieci anni per ricostruire l’Italia e fare, una volta per tutte, gli italiani.

Oppure perire tutti insieme nel contesto attuale, assai mafioso e corrotto, immobile e paralizzante, deprimente e foriero di cattivi presagi.

Essere protagonisti della rinascita europea o pagare l’ira funesta della storia:

è cosa nota a tutti che la storia non attende nessuno, ma travolge quei popoli e quei territori che si presentino impreparati al suoi appuntamenti.

Dieci anni di fare e di lasciar fare, dopo decenni di finto antagonismo politico in brodo di democrazia bloccata che serviva a mascherare un governo nella continuità di poteri forti oscuri e maligni, corrotti e mafiosi.

Dieci anni di razionale conduzione della cosa pubblica incondizionata dal male per assicurarsi un secolo di benessere e di ricchezza.

Mi sembra un buon affare.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Reminiscenze – John va a cena da Silvio

venerdì, 19 aprile 2013

Era il giugno del 2007 quando berlusconi e prodi si dividevano il potere pubblico in Italia.
Sono passati ben 6 anni e nulla è cambiato.
Almeno il Presidente degli Stati Uniti d’America è cambiato ed è stato anche rieletto.
In Italia, paese decisamente mafioso, abbiamo una cupola mafiosa partitico-burocratico-sindacale che impedisce ogni tentativo di cambiamento, di riforma e di liberalizzazione.
Sono sempre loro sono sempre gli stessi nomi, le stesse facce da mortadella.
Tutti uguali.
Tutti, nessuno escluso.
Scritto in in occasione della visita in Italia del presidente degli Stati Uniti d’America George W. Bush, premier era Berlusconi Silvio.

John va a cena da Silvio

“Ciao John, come va?
Bene Silvio, caro amico mio, bene. Buona questa … come la chiamate? Mortatela?

Mortadella, John, mortadella, è fatta con la carne di maiale, quella vietata ai musulmani.

Oh, che gente. Non sanno quello che si perdono: è buonissima!

Hai mica visto o sentiito Romano, oggi, John?

Chi? Cosa?

Er mortadella, John, il mortadella.

Buona quella Silvio, buona.

Sì, va beh.

Dicevo il faccia di mortadella …

Chi?

Oh, sì, va beh, vah.

Vuoi assaggiare il prosciutto, John?

Come è fatto il prosciutto, Silvio?

Con il porco John, come la mortadella.

Ah, adesso ho capito, Silvio!

Il porco …

Veramente parlavo della mortadella …

Contempraneamente, nella stessa città in un altro luogo …

Vincenzo, te l’avevo detto di andarci piano, li hai fatti incazzare!

Oh, Romano, quelli avevano il fiato sul collo di Massimo. Se arrivano a lui, per noi c’è l’esilio, magari in Tunisia, come è successo a Bettino.

Massimo, cosa c’entra Massimo adesso.

Sai, quelle inchieste … Quella società off shore …

Porco mondo! Ma come hanno fatto a …

Eh, come hanno fatto … non lo sai il detto?

No, quale?

Scherza con i santi, ma lascia in pace i fanti?

I fanti, ma quali fanti?

Quelli della Finanza, Romano, quelli della Finanza …

Porco …

Il cittadino X”

Uno squallore assoluto


Lettera di solidarietà alla Guardia di Finanza