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Non hanno capito nulla laggiù al Nord

lunedì, 23 settembre 2013

Ancora una volta un lombardo alla guida della Lega Nord?

Ma, allora, non hanno capito nulla laggiù al nord, non hanno imparato niente dalle passate esperienze di alleanza politica con il demonio.

Se i veneti accetteranno questa “cauzione”, sarebbe l’ennesimo errore del popolo veneto:
con un segretario federale lombardo i veneti non saranno mai indipendenti, non avranno mai la secessione dall’Italia e nemmeno maggiore autonomia, non saranno mai rispettati dallo stato italiano in misura adeguata al loro straordinario apporto al Paese Reale, non saranno mai ammessi alla leaderhip del paese per cambiarlo, rinnovarlo, riformarlo e liberalizzarlo e saranno condannati per sempre a fare i portatori d’acqua al berlusconi di turno, che sia centro, di destra o di sinistra, alleato a mezzo voto di scambio con le mafie meridionali per ottenere una maggioranza parlamentare sufficiente a governare, e questo a causa del porcellum, la legge elettorale voluta dalla casta e incarnata dal lombardo calderoli, legge che serve a mantenere schiavo il nord del vizio del sud imponendo alleanze forzate ed inderogabili che sottomettano il virtuosismo al vizio, che impongano ai politici candidati alle primarie interne dei partiti o alle elezioni ufficiali di trattare con le mafie lo scambio di voti e consenso contro assegnazione concorsi ed appalti pubblici, oppure finanziamenti illeciti personali o ai partiti, nell’evidente tradimento del giuramento solenne di difesa dello stato, del popolo, del territorio e delle istituzioni democratiche al fine di assicurare quella clientela politica, di consenso e di forza mafiosa capace di piegare lo stato alle mafie, la virtù al vizio, l’intelligenza alla furbizia condivisa.

Così nè la questione meridionale, né la questione settentrionale né tantomeno la questione morale, insomma, nessuna di queste questioni assassine della democrazia e della libertà in Italia saranno mai affrontate e risolte.

Idagliani: da nord a sud schiavi e servetti delle mafie e della illegalità diffusa, della corruzione e dell’usura mafiosa, della evasione fiscale e dell’abuso di potere, del vizio e della furbizia scambiata per intelligenza, .

Prima il Nord?

Sì, ma solo dopo il peggio del Sud.

Ed è questo che uccide il Paese, più di ogni altra cosa, quando basterebbe per salvare tutto e tutti mandare in vacanza l’elettorato siciliano, calabrese e campano per un paio di legislture (minimo dieci anni, visto che le legislature in idaglia possono durare anche solo qualche mese), in modo da rendere possibili le formazioni di maggioranze meno aggredite ed infiltrate dalle organizzazioni mafiose e dal vizio, entrambe provatamente anime del sud del mondo, oltre che di quello italiano ed europeo.

Occorre creare un cordone sanitario intorno alla democrazia per salvarla e realizzarla, ovvero rinunciarvi per sempre, essendo essa in totale ostaggio alle mafie.

Scegliete e schieratevi:

il futuro inizia da oggi.

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X

Crollo Italia – Italien Zusammenbruch – Italy collapse – Italie effondrement

domenica, 25 agosto 2013

Dal 1997 sino ad oggi la spesa pubblica italiana è cresciuta, e di molto, invece di diminuire come promesso e come dovuto dai seguenti governi politici italiani:

Romano Prodi 1996 – 1998
Massimo D’Alema 1998 – 2000
Giuliano Amato 2000 – 2001
Silvio Berlusconi 2001 – 2006
Romano Prodi 2006 – 2008
Silvio Berlusconi 2008 – 2011

Aumentata in soli 15 anni di quasi il 70%, la spesa pubblica italiana si porta a quota 725mld/anno bruciando quasi la metà (48%) del PIL (Prodotto Interno Lordo) cui vanno aggiunti 87mld di interessi sul debito pubblico sovrano pagati nel solo anno 2012, che portano la spesa pubblica a sfondare abbondantemente la quota degli 800mld annui e al 52% la quota di PIL bruciato dalla spesa pubblica.

Il debito pubblico continua anch’esso a correre toccando a giugno di questo anno il 130% del PIL pari a 2.075,71mld di euro.

Per far fronte ad un abnorme debito pubblico come quello italiano, lo stato ha emesso nel solo 2012 titoli per un totale di 471.904mld di euro, su cui dovrà pagare interessi pari a 14,67 miliardi.

In totale, il debito aggregato di stato, famiglie, imprese e banche in Italia (debito pubblico + debito privato) si attesta a quota 6mila miliardi di euro pari al 400% del Pil.

L’indice PMI italiano resta sotto quota 50 (in contrazione), al contrario di quello francese e tedesco che è tornato in dato espansivo.

La produzione industriale è in caduta libera negli ultimi dieci anni perdendo il 18% circa e continuando a perdere due punti ogni anno.

La Curva di Laffer, l’effetto negativo derivante dalla eccessiva pressione fiscale resta incompatibile con una crescita della economia italiana.

Il dato sconcertante ma affatto sorprendente è quello della crescita parallela della spesa pubblica e della corruzione politica e burocratica, entrambe cresciute in modo verticale da Tangentopoli ad oggi in un circolo vizioso di crescita continua di spesa e debito:

in pratica il debito pubblico si sovrappone perfettamente alla corruzione lanciando dubbi pesanti sulla sua formazione.

Gli attori politici principali di un tale indirizzo nel rapporto diretto fra corruzione politica e burocratica e aumento di spesa e debito, sono quelli iscritti in capo a questo post, figuri altrimenti noti come la tanto vituperata e contestata casta politica italiana, personaggi ancor oggi determinanti nelle scelte del paese, purtroppo.

La perdita di concorrenza dei prodotti e dei servizi italiani nei confronti della economia globale si traduce nell’uscita dalla Top 100 europea della competitvità dell’ultima regione italiana ancora ivi presente, la regione Lombardia, crollata alla 128esima posizione secondo il nuovo indice pubblicato dalla Commissione Europea.

Un tale risutato è stato raggiunto solo grazie agli sforzi congiunti delle forze politiche, sia di cdx che di csx, una casta partitocratica capace solo di distruggere, sprecare, sperperare e derubare ricchezza al Paese Reale, ormai entrato in un rapporto mosso da totale odio repulsivo rispetto allo stato di diritto che lo rappresenta e governa.

Nell’indice di competività europeo, (in)utile dirlo, fra le ultime regioni ad essere rappresentate vi sono quelle meridionali italiane, nonostante dal tavolo politico, economico, di governo e sociale italiano sia del tutto scomparsa la “questione meridionale” insieme alla gemella “questione morale”.

Il mondo della (disin)informazione, dei media, dei blogger e dei social network si allinea all’ordine politico e oscura la questione meridionale, quasi fosse stata già risolta e non fosse una questione determinante nel tracrollo italiano.

In effetti, la negativa influenza di regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania nell’andamento generale della vita pubblica e privata italiana rappresenta un pericolo vitale per lo stato di diritto italiano che ne è grandemente influenzato a causa del rilevante peso politico che queste regioni raggiungono grazie al loro peso elettorale, peso che si traduce in un enorme condizionamento nelle scelte politiche e di governo da parte delle organizzazioni mafiose e da parte di stili di vita e modelli di riferimento assai negativi e parassitari del sistema produttivo e competitivo italiano, rappresentando un peso insopportabile che impedisce al paese di decollare verso un differente futuro da quello che invece lo attende.

E se questa realtà ha un senso ed un (dis)valore allora è da essa che dobbiamo partire per tentare di risolvere i nodi che la casta politica non ha mai veramente affrontato, un po come quella sporcizia che una manchevole domestica seppellisca quotidianamente sotto il tappeto del salotto, rimandando solo il momento in cui il totale della sporcizia prevarrà definitivamente sul totale generale:

ogni problema accantonato, rimandato, irrisolto e ignorato è un delitto, un abuso omissivo inaccettabile, irricevibile.

Pertanto, se un barlume di razionalità e di intelligenza resta negli italiani, non è possibile che vedere come auspicabile una sospensione al suffragio perlomeno decennale di siciliani, calabresi e campani, tempo minimo sufficiente per scarnire le difese dell’anti-stato che infiltra, condiziona, estorce e ricatta lo stato di diritto e per consentire di eliminare definitivamente quei fattori di decrescita, contrazione e depressione imposti con la forza e la violenza alla economia legale.

Il paradosso di dieci anni di non partecipazione al voto di siciliani, calabresi e campani per recuperre il sottosviluppo meridionale che ancora il resto del paese ad un Mediterraneo fallito ed in fiamme piuttoso che lanciarlo in una nuova, grande e forte Europa dei popoli che imponga la sua forza nel contesto globale, producendo crescita e sviluppo capaci di ridurre la distanza (gap) fra nord e sud italiano, fra centro e periferia europea, fra paesi virtuosi e paesi viziosi.

Dieci anni per ricostruire l’Italia e fare, una volta per tutte, gli italiani.

Oppure perire tutti insieme nel contesto attuale, assai mafioso e corrotto, immobile e paralizzante, deprimente e foriero di cattivi presagi.

Essere protagonisti della rinascita europea o pagare l’ira funesta della storia:

è cosa nota a tutti che la storia non attende nessuno, ma travolge quei popoli e quei territori che si presentino impreparati al suoi appuntamenti.

Dieci anni di fare e di lasciar fare, dopo decenni di finto antagonismo politico in brodo di democrazia bloccata che serviva a mascherare un governo nella continuità di poteri forti oscuri e maligni, corrotti e mafiosi.

Dieci anni di razionale conduzione della cosa pubblica incondizionata dal male per assicurarsi un secolo di benessere e di ricchezza.

Mi sembra un buon affare.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Fondi europei: il caso vizioso e mafioso italiano

lunedì, 8 luglio 2013

Sfatiamo ancora una volta che la crisi italiana sia frutto della maligna volontà altrui, che sia europea, tedesca o dei paesi virtuosi europei in generale.

Chi uccide l’Italia sono gli italiani, le caste dominanti, le classi dirigenti, le caste politiche, partitocratiche, sindacali e burocratiche, il parassitismo istituzionalizzato nella pubblica amministrazione e tre regioni che hanno determinato la nascita e la diffusione in tutto il paese delle mafie, la nascita, la crescita ed il mantenimento di stili di vita assai arretrati e sottosviluppati e la costante presenza di modelli di riferimento assolutamente incivili:

la sicilia, la calabria e la campania.

Dopo le incredibili vicende dei Fondi Europei di Agenda 2000/2006 rimasti inutilizzati e tornati vergognosamente indietro, ovvero finiti nelle tasche di burocrati, politici ed imprenditori corrotti e mafiosi (indagini Why Not e Posedion), ecco il caso di Jeremie (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises), un fondo progettato e co-finanziato da Unione Europea e istituti bancari a sostegno delle (PMI) Piccole e Medie Imprese e diretto a finanziare le start up ad alto tasso tecnologico.

In sostanza i finanziamenti di Jeremie trovano piena attuazione in paesi come Grecia, o addirittura vengono finanziati in maniera superiore al 100% in Romania, ma in Italia restano inutilizzati e rischiano di tornare indietro al mittente come fondi definanziati.

Un disastro che racconta del fallimento burocratico, sindacale, partitocratico, politico e della intera pubblica amministrazione italiana, incapace di utilizzare quei fondi finanziati a sostegno della economia reale e tornati indietro per cattiva informazione, iperburocratizzazione, poco interesse degli istituti bancari, contro-interesse delle caste corporative mafiose meridionali che impediscono al popolo del sud di crescere e divenire un popolo ricco, indipendente, economicamente maturo e socialmente valido.

Ma nemmeno le organizzazioni mafiose attingono ai fondi Jeremie.

Infatti, i figliocci dei mafiosi che oggi girano il mondo con in tasca lauree, master e phd ottenuti (chissà come) nelle migliori università italiane ed europee, non intercettano nemmeno loro i finanziamenti europei:

capre ignoranti si son dimostrati i loro padrini mafiosi e capre ignoranti si dimostrano anche i figliocci mafiosi sia pure ad alto tasso formativo e professionale, almeno sulla carta.

Ecco il vero guaio del sud vizioso e mafioso italiano:

anche quando si arricchiscono, non crescono ne culturalmente e nemmeno professionalmente, ma il loro tasso di crescita è valutabile solo in base ai pizzini di carta intestata che sono riusciti a recuperare a destra e a manca e di cui hanno riempito i loro CV.

Perlomeno, dovrebbero avere maggior rispetto codesti mafiosi assai ignoranti e arroganti nel tradire la politica delle mani tese europea, accusata ingiustamente di essere codesta politica dell’austerity, la vera causa fondante di ogni problema italiano.

Ma oggi abbiamo ancora una volta e per l’ennesima volta la prova che così non è:

l’idaglia degli idagliani è un paese di merda, ma non certamente per colpa degli altri paesi europei.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 28 ottobre 2012

domenica, 28 ottobre 2012

La politica?
La mia passione, la mia maledizione, la mia unica infelice soddisfazione.

Sarà anche autunno, ma a me, pare più una feconda primavera.
Tutte le piante in fiore per una seconda impollinazione “fuori programma”.
Anche gli uccelli si sono riprodotti ancora ed ancora.
Periodo fecondo.
Anche per me.
Grandi e piccoli cambiamenti in vista.
Senza pregiudizi e senza ripensamenti:
chi sta con me, sta con me.
Chi non cista, va per la sua strada.
Io sto percorrendo la mia.

Chiarisco un punto fondamentale che viene spesso frainteso nella vita di questo paese.
Sicurezza e Giustizia sono fatti inseparabili della vita di uno stato veramente liberale, avanzato e democratico.
Sicurezza e Giustizia sono due facce della stessa medaglia:
la Legalità.
Chiunque volesse dividere il popolo fra adepti della sicurezza e adepti della giustizia, lavora per rendere impossibile la loro fusione nel concetto primario della Legalità.
Avete capito meglio ora, come mafiosi, evasori, usurai, corrotti e corruttori sottomettono un intero paese al mondo della Illegalità?
Dividendo e dilaniando sicurezza e giustizia, e ponendo ideologicamente i rispettivi operatori, l’un contro l’altro armati.
Questa è mafia, questo è un comportamento mafioso.
Pena di morte per i comportamenti mafiosi.

Vado letteralmente in bestia quando tentano di collocarmi con o contro una parte politica, sociale, partitica.
Io non sono un imbecille, non più, mai più.
Siete schiavi dei vostri pregiudizi ideologici?
Problemi tutti vostri.
Io ho finito di fare la scimmia da passeggio di “chiunque”.
Perché “chiunque” non si solleva nemmeno alla altezza minima indispensabile della mia caviglia.

Mafiosi, corrotti, evasori fiscali e usurai:
Pena di Morte.
E l’Italia riparte.
Altrimenti diparte.

Voglio un ministro anti mafia, anti corruzione, anti usura ed anti evasione fiscale.
Chiedo troppo?
E la pena di morte per punire mafiosi, corrotti, usurai ed evasori?
Un paio d’anni di questa cura e si riparte alla grande!

Varese: muore operaio schiacciato da una pressa in azienda. Era già in pensione e lavorava in nero.

I soggetti che rischiano la vita nel mondo del lavoro non sono certo i manager o gli imprenditori:
muore operaio schiacciato da una pressa, era già in pensione ma lavorava ancora, in nero, in nero, in nero, in nero.
Squinzi, Camusso, Bonanni e Angeletti: vaffa, vaffa, vaffa, vaffa.

Il presidente di Confindustria Squinzi: le imprese muoiono di fisco.

Falso:
l’80% dell’introito fiscale dello stato italiano proviene da lavoro dipendente (sia pubblico che privato) e pensionati, con buona pace di casta politica e sindacale.
Anche il cuneo fiscale non colpisce direttamente il reddito delle aziende, ma quello dei lavoratori dipendenti, che si vedono ridurre drasticamente il salario da una imposizione pesante alla fonte, caso unico nel mondo occidentale.

Smart City: a Varese e Monza arrivano i pali della luce con connessione wi fi gratuita e super veloce e ricarica per le auto elettriche.

A Foggia è già molto che il palo tradizionale della illuminazione pubblica ci sia e sia funzionante, altro che connessione wi fi gratuita ad altissima velocità e ricarica super veloce delle batterie per le auto elettriche (che non ci sono).

Crisi: Monti, Italia deve somigliare sempre di piu’ a una buona famiglia.

Delle indicazioni di Monti, questa è quella che non troverà alcuna realizzazione:
io, come la stragrande maggioranza delle persone che non sono nate e cresciute nello stile e nel modello di vita della sicilia, della calabria e della campania, mi sento estraneo e incompatibile, e non trovo nulla da condividere affettivamente e familiarmente con lo stile di vita della sicilia, della calabria e della campania.
Anche perché “codesti stili di vita moderati” risultano inconciliabili ed incompatibili con le necessarie “riforme radicali”.
Moderati … eufemismo post-bizantianano.

Zdenek Zeman: «Agnelli ha ragione, il calcio va riformato. Lo dicono tutti, non solo lui. Un altro discorso da fare è che hanno avuto in mano il calcio per 20 anni e non hanno fatto niente per migliorarlo».

Zdenek Zeman risulta essere l’unico vero sportivo nel mondo dilaniato e degradato dello sport italiano.

Diritti TV, atti criminali di berlusconi in mediaset

Questa, resterà una sentenza storica (4 anni la condanna e 3 anni l’interdizione dai pubblici uffici) sull’operato e sul comportamento di berlusconi:
con la sua innata e spiccata «naturale capacità a delinquere»

Mario Monti:
“Moderato non e’ un aggettivo adatto a descrivere ciò di cui politicamente c’e’ bisogno in Paesi come il nostro oggi:
non c’è affatto bisogno di politiche moderate, c’è bisogno di politiche di cambiamento radicali, di riforme radicali”.
“Nella mia personale visione queste politiche” radicali ” è più probabile che vengano poste in atto quando si supera in gran parte la distinzione, storicamente di grande importanza, tra destra e sinistra”.
“un Paese che resta indietro, prima ancora di porsi il problema di una distribuzione più o meno uniforme del reddito e della ricchezza, deve porsi il tema di come non restare troppo indietro, il tema della modernizzazione e della competitività, che e’ il tema delle riforme strutturali”.

Dedicato a coloro i quali rincorrono un moderatismo che non c’è più e di cui non c’è più bisogno.
In queste dichiarazioni del premier Mario Monti vi è talmente tanta esperienza politica da cancellare legioni e generazioni di adepti della casta politica italiana in un sol colpo.
E lo definiscono ancora un “tecnico”:
un evidente errore di analisi e di interpretazione politica.

Appello di al Qaida ai musulmani: rapite occidentali anti-Islam

Appello di Gustavo Gesualdo agli occidentali:
radete al suolo tutti i villaggi tribali talebani nel mondo, nido maligno di riproduzione delle milizie fondamentaliste islamiche, il nuovo ed antico male assoluto del pianeta Terra.

Trattativa Stato-mafia : il governo è parte civile

Finalmente un governo che ha il coraggio minimo sufficiente per difendere il popolo sovrano e lo stato democratico dalla aggressione e dalla infiltrazione di viltà assolute del tradimento elevate a istituzioni flaccide ed incapaci di tutelare l’interesse nazionale.

Sulla mafia Grillo continua a prenderla alla larga (…): «La mafia non è più in Sicilia, ce l’avete mandata al Nord, nella Lombardia di Formigoni». Però anche a Corleone Beppe Grillo riempie la piazza del municipio laddove Nello Musumeci, il candidato del Pdl, non aveva raccolto più di un centinaio di persone.
Emanuele Lauria sulla campagna elettorale di Beppe Grillo in Sicilia, la Repubblica

L’ho già scritto (in momenti non sospetti) che il grande successo di piazza di Grillo in sicilia coincide con il pensiero di chi vede un travaso di “consenso potenzialmente mafioso” proprio da berlusconi a grillo, e queste affermazioni di grillo mi danno ragione:
tenta disperatamente di cancellare il timbro mafioso dal consenso che preleverà dalle mafie siciliane.
Come tutti, grillo dimostra di volere solo il consenso, per il mero accesso al potere pubblico.
Per farne che?
Per aumentare lo spreco del danaro pubblico in sicilia e per dare un lavoro da forestale ad ogni siciliano che ancora non
lo ha?
Per alimentare cultura del parassitismo e dell’aumento della spesa pubblica e del debito pubblico?
Complimenti Beppe Grillo : sei già finito, ancor prima di iniziare.

Della collusione fra mafie e politica

Pena di morte per i mafiosi e per i politici che si affidano a loro, comprano voti da loro, chiedono sicurezza a loro invece che alle istituzioni.
Squallide mezze cartucce “politiche” in cerca d’autore, devono trovare la giusta punizione nella decapitazione in pubblica piazza a mezzo ghigliottina.

Nichi Vendola risponde ad un giornalista che lamneta l’ennesimo scippo barese e leccese ai danni di Foggia:
basta con la cultura del lamento a Foggia
“Questa è una malattia di voi foggiani, questo modello di domande vi espone ad una cultura del lamento. E’ una cosa lesiva dei cittadini di Capitanata che non meritano tutto questo. I foggiani hanno un policlinico che oggi è considerato uno dei poli d’attrazione della mobilità passiva delle altre regioni verso la Puglia. Dal 1995 al 2005 abbiamo avuto una crescita esponenziale dei pugliesi che andavano a curarsi fuori. Negli ultimi anni, invece, abbiamo bloccato la crescita del turismo sanitario, e ci troviamo con un aumento vertiginoso di extra regionali che vengono a curarsi a Foggia come a Lecce e a Bari. Finiamola di criticare anche le cose belle di questa nostra regione’.

Nicola Vendola svela il tallone di Achille di “certi foggiani”, molti foggiani, quei troppi foggiani che infestano la magnifica terra della provincia di Foggia come in una antica tragedia greca, validando il motto imperituro che recita:
fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani.

Scandalo corruttivo Finmeccanica: Orsi attaccato alla poltrona

Orsi risulta illicenziabile, se non corrispondedogli una buona uscita di milioni e milioni di euro.
Beh. non c’è problema:
diciamo ai servizi di offrire a Orsi ed ai manager pubblici infedeli come lui un buon caffè.
Miscela Sindona.

Della segretaria particolare di Bersani Zoia Veronesi indagata e della etica della gratuità della politica

Toh, gli zoppi zoppicano, i ciechi non vedono, i sordi non sentono, i muti non parlano.
Anche a sinistra.

Richard Mourdock della destra conservatrice e repubblicana americana:
“Una donna che resti incinta dopo uno stupro non deve abortire, l’unica eccezione è il caso di pericolo per la vita della madre. Penso che anche quando la vita comincia in quell’orribile situazione che è lo stupro, si tratti di qualcosa che Dio ha voluto che accadesse”

Delle destre conservatrici nel mondo, resta ben poco, mentre di destre moderne e socialmente condivise, non si vede ancora traccia.
Eppure, gli osservatori mettevano in guardia dalla improvvisa crescita nei consensi delle destre sulle sinistre in Europa e nel mondo.
Ma sono riusciti ad auto-affondarsi, nonostante tutto.
Un mondo delle destre incapace di esistere e di sopravvivere a se stesso:
tutto da rifare.

“Documenti riservati della Polizia di Stato a disposizione di Anonymous, che ha bucato per settimane inosservata dagli archivi della Polizia di Stato.”

E adesso, chi paga per questo fatto gravissimo?
Di chi è la responsabilità?
Dov’è la trasparenza?
Dov’è la tutela e la difesa?
Andiamo bene.

L’Fbi: “Il Ku Klux Klan non c’entra : Sharmeka si è data fuoco da sola”

Non ho voluto commentare subito questa notizia perché c’era qualcosa che non quadrava.
Ed infatti, la ragazza di colore ritrovata dalla Polizia Locale avvolta dalle fiamme si era data fuoco da sola, simulando l’attacco razzista del Ku Klux Klan.
Di razzisti ne esistono ancora, certamente, ma è la massa di idioti e di esaltati nel mondo che mi preoccupa di più.

Samuele Caruso : massacra di coltellate l’ex fidanzata ed uccide a coltellate la sorella, Carmela Petrucci

Quante donne vengono ammazzate e sottoposte ad ingiustificate violenze morali e materiali in sicilia a causa della menomazione mentale di “certi uomini” subnormali e razzisti nei confronti delle donne, così come lo sono gli uomini mussulmani?
E se i siciliani hanno di questi comportamenti diffusi e condivisi, perché la sicilia non emigra in africa in qualche stato mussulmano?
Simili con i simili.
Chi si somiglia, si piglia.

Regioni viziose, regioni Virtuose, la corruzione ed il voto di scambio mafioso

sabato, 29 settembre 2012

Finalmente qualche esponente del governo italiano mette mano ad azioni di ripristino della legalità e della democrazia nelle regioni in cui le organizzazioni mafiose dominano consenso e voto.

I territori del sud Europa, o del nord africa, che dir si voglia, i paesi denominati P.I.G.S., i territori mafiosi controllati dalla mala politica ed i territori degradati e controllati dalle mafie, tutta quella babele di inciviltà che impedisce all’Italia di essere e divenire un paese normale fra i normali, civile fra i civili, tutti questi bizantinismi rischiano seriamente di essere commissariati e degradati al ruolo subalterno di “colonia bizantina del malcostume e della malavita” dipendente dal governo italiano.

In realtà, andrebbe spezzato anche il legame anomalo fra voto e indirizzo politico per quelle regioni e per quei territori, in grado di influenzare la maggioranza parlamentare di qualsiasi governo nazionale, condizionandone le scelte politiche attraverso il do ut des classico fra mafie e politica:

il voto di scambio.

Il voto di scambio fra casta politica e casta mafiosa avverrà ancora una volta attraverso l’ennesimo vergognoso e mafioso indulto, creato volontariamente dalla casta politica che chiude le carceri invece di inaugurarne di nuove creando ad arte una emergenza carceri che crei a sua volta i presupposti per svuotare le carceri e inondare strade, piazze, vie e vite dei cittadini, di delinquenti assicurati alla giustizia con fatica e tanto lavoro da forze dell’ordine e magistratura inquirente.

E la mafia, alla vigilia di ogni elezione importante, pretende ora un indulto, ora l’alleggerimento del regime del 41-bis.

Ma per ottenere una vera rivoluzione democratica delle libertà in effetti, occorre spezzare questo vincolo politico-mafioso, molto condiviso dal popolo degli elettori viziosi, occorre affrontare e risolvere definitivamente:
la questione mafiosa, la questione meridionale e la questione morale.

Per avere contezza di tali ragioni, basterebbe ascoltare le intercettazioni che coinvolgono le prime cariche istituzionali, quando la magistratura inquirente è riuscita a scoprire quali legami intercorrevano fra i politici che le rivestono e gli ambienti mafiosi con i quali sono scesi a compromesso, per ottenere dei voti, come nel caso della seconda carica istituzionale incarnata dal siciliano renato schifani e quello che definirei “il compromesso storico delle trattative stato-mafia“, come nel caso della prima carica istituzionale, il napoletano sub-re giorgio napolitano.

Un siciliano ed un napoletano.

Una coincidenza?

No, io credo che non sia una pura e semplice coincidenza, quanto si tratti di una manifestazione rappresentativa di quella “colonia bizantina”, di quella questione meridionale irrisolta, di quella coltre buia e sinistra che vive di illegalità diffusa, di politica e burocrazia corrotte, di infiltrazioni mafiose, di affiliazioni mafiose, di estorsioni mafiose e di usura mafiosa.

Ma a tutto questo magma putrefatto e puzzolente, tutto questo mondo mafioso nascosto e malcelato nello stato italiano, a tutta questa fogna si potrà rispondere solamente con l’adozione delle seguenti normative:

articolo 1

uccidere un mafioso, sia volontariamente che involontariamente, non è reato

articolo 2

i reati di:

comportamento mafioso,
associazione mafiosa,
evasione fiscale,
corruzione,
concussione,
abuso d’ufficio,
usura,
sono puniti con la morte per impiccagione in pubblica piazza

articolo 3

chiunque si renda complice o favorisca in qualunque modo un soggetto mafioso od una organizzazione mafiosa, sia che ne ottenga un utile diretto od indiretto o non ottenga alcun utile, ovvero agisca in sostegno o collaborazione in favore di un mafioso o di una mafia sotto ricatto o minaccia ovvero liberamente,
viene punito con la pena di morte a mezzo impiccagione in pubblica piazza.

L’illegalità in Italia è maggioranza nel sistema democratico

martedì, 25 settembre 2012

Il sistema democratico (democrazia bloccata) italiano ha fallito, in quanto la maggioranza degli elettori italiani appare essere parte integrante del mondo della illegalità diffusa, della evasione fiscale, della corruzione, dell’usura e delle mafie.

Inutile andare a votare come è inutile cercare di arrivare al potere senza l’aiuto delle mafie.

In specie in regioni come la sicilia, la calabria e la campania.

L’esecutivo guidato da Mario Monti, l’unico esecutivo sganciato dal sistema democratico della delega della sovranità popolare al mediatore politico, è anche l’unico esecutivo italiano della prima e della seconda repubblica che ha tentato ed in qualche caso è riuscito a smuovere l’immobilismo che impedisce le riforme, gli ammodernamenti e le liberalizzazioni nel e del paese.

Infatti, l’esecutivo Monti non ha ricevuto alcuna delega di sovranità popolare, non si è sottoposto al consenso elettorale, non è stato votato dal popolo sovrano, non gode di una maggioranza politica pura, ma di una maggioranza politica che, nel suo insieme e nella sua espressione, non è mai stata votata e voluta dai cittadini.

Ecco perché si conferma che lo stato italiano sia uno stato mafioso e non uno stato democratico, libero e civile.

Poiché, ignorare il male mafioso, equivale ad esserne complici.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Cronaca di un fallimento annunciato dell’Europa del sud

sabato, 21 luglio 2012

La Spagna sprofonda in una crisi grave, denunciando pubblicamente di non avere disponibili le risorse per i servizi pubblici.

Duri scontri fra manifestanti e polizia e grandi dimostrazioni di protesta contro il piano di Austerity del governo spagnolo, nonostante i 100 miliardi di euro già stanziati dall’Eurogruppo a sostegno della Spagna, di cui ben 30 disponibili a breve termine.

Spagna fallita, come la Grecia e in Italia, come il comune di Palermo ed il comune di Napoli e la regione Sicilia , prossima al commissariamento da parte del governo italiano a causa di un crack del bilancio dichiarato di 6 miliardi di euro, ma che in realtà, potrebbero essere 30 come 100, visto che nei bilanci pubblici italiani sembra esservi più di un qualche errore di “distrazione” nella compilazione.

La regione Sicilia conta un numero ingiustificato di dipendenti pubblici di ben 6 volte superiore a quello della regione Lombardia, non vedendo invece riconosciuti nella stessa grandezza gli elementi economici, sociali, politici ed industriali, sia in senso quantitativo che qualitativo.

L’Italia, trascinata dagli ultimi downgrade delle società di rating, cede su tutto il fronte, raggiungendo la soglia dei 504 punti di differenziale fra BTP e Bund Tedeschi mentre la borsa di Milano crolla del 4 per cento a fronte del 6 per cento perso dalla borsa di Madrid che mostra un differenziale a 612 punti fra Bonos spagnoli e Bund tedeschi.

Giù in picchiata le banche italiane, istituti sempre foraggiati dalle istituzioni italiane ed europee e mai veramente consolidati e ristrutturati verso una utilità economica, finanziaria e sociale in favore delle famiglie e delle aziende italiane, che continuano a vedersi negare mutui, finanziamenti e prestiti.

Tutte le borse europee ed occidentali tendono al ribasso, tutte, tranne la Borsa di Francoforte che recupera quasi un punto percentuale, dimostrando che, avere una economia sana ed una politica responsabile, porta frutti importanti e soprattutto, normali.

Il coro che si leva da Italia e Spagna è il solito lamento anti europeo che scarica ogni responsabilità dei fallimenti nazionali sulla finanza europea pubblica e sui soliti e subdoli attacchi di fantasiose confraternite globali.

Occorre ricordare che, lo scudo anti-spread ed ogni altro automatismo utile a contenere i “rimbalzi” dello spread fra BTP e Bund, era stato legato ad una maggiore unione politica europea da parte della Germania, disponibile alla solidarietà nei confronti dei paesi del sud europa, ma a condizione che tale solidarietà sia controllabile e vigilata dagli stessi stati finanziatori:

il rischio di continuare a finanziare stili di vita insostenibili ed ingiustificati se non veri e propri modelli politici viziosi o corrotti, se non propriamente mafiosi, è infatti un rischio assai alto.

L’evidenza principale infatti, vede fallire tutti i paesi del sud Europa a causa delle gravi irresponsabilità politiche nazionali, della carenza di giustizia, della illegalità dilagante, della evasione fiscale e della carenza di buongoverno della cosa pubblica.

Il caso italiano è poi aggravato da una criminalità organizzata sconosciuta negli altri paesi europei che infiltra, ricatta ed affilia grandi numeri di amministratori e burocrati pubblici, notoriamente assai corrotti e condizionando pesantemente l’assegnazione degli appalti pubblici, dei finanziamenti èubblici e dei concorsi pubblici.

Il nodo politico-burocratico-amministrativo resta il più alto limite ad una apertura di linea di fiducia verso le istituzioni italiane, che appaiono troppo coinvolte in affari e trattative fra stato e mafia, fra legalità e illegalità.

Le voci più volte diffuse a proposito di una Unione Europea a due o più velocità, fanno intendere come le nazioni europee più forti, non si sentano in grado di assolvere sine die alle mancanze ed ai vizi dei paesi dell’europa del sud, tanto da far pensare che esse vedrebbero con favore ad un distacco di regioni mafiose come sicilia, calabria e campania dalla unione italiana, fatto che, tra l’altro, dimezzerebbe in un sol colpo la spesa pubblica italiana, ridurrebbe il relativo debito in brevissimo tempo e abbasserebbe il potere del mondo della illegalità sulle istituzioni italiane.

Anche le condizioni del mondo del lavoro italiano, la prevaricazione violenta dell’usura mafiosa che attanaglia le imprese italiane, il cuneo fiscale che rende i lavoratori dipendenti italiani i meno pagati d’Europa perché tartassati da tasse e imposte, l’assenza di mercati interni liberi dalla gogna politica e burocratica, molto spesso mezzo di imposizioni corruttive, l’elevata evasione fiscale, le truffe alla pubblica amministrazione come alle società di servizi e di merci private, anche tutte queste condizioni negative impediscono sviluppo e crescita.

Assicurare al popolo italiano condizioni di welfare sufficienti alla sopravvivenza in un tale caos politico-istituzional-mafioso, corruttivo ed evasivo, è certamente compito impossibile da assolvere.

Come pure assicurare libera competizione umana, sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria è cosa impossibile in uno stato che consenta la maligna esistenza di organizzazioni mafiose che sono il primo agente politico-economico italiano, la prima società per fatturato in Italia e che rappresenti la più grande organizzazione criminale europea, e cioè, la sola ‘ndrangheta calabrese.

Figurarsi se tale sfilza di egregi primati fosse sommata anche ai “primati” della mafia siciliana e della camorra napoletana.

Sintesi

Se proprio non si riesce a creare sviluppo economico attraverso una drastica diminuzione della spesa pubblica e del debito pubblico con l’espulsione o la punizione di quelle regioni (sicilia, calabria e campania) che spendono troppo, amano l’illegalità ed hanno bilanci alquanto improbabili, allora l’unica vera alternativa resta l’eliminazione della forza delle organizzazioni mafiose imponendo la pena di morte per i comportamenti mafiosi e l’ergastolo fine vita per i reati di concussione, corruzione, abuso d’ufficio, abuso di potere, estorsione, truffa e usura.

Queste sono le uniche alternative al fallimento definitivo dell’Italia.

Bisogna scegliere:

fare un passo avanti nella culla della civiltà umana ed entrare in Europa a testa alta, ovvero rassegnarsi ad interpretare il ruolo di paese europeo di serie b o c, ovvero, di paese africano di serie a, liberarsi di livelli di inciviltà impossibili e di illegalità insostenibili, ovvero rassegnarsi ad essere per sempre sudditi delle caste mafiose, delle corporazioni mafiose e delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X