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Invasione islamica e sinistra resa d’Occidente

domenica, 8 maggio 2016

Però, funziona questo terrorismo islamico

Attaccano Casa bianca, Pentagono e Twin Towers e i democratici americani si calano le braghe e candidano e fanno eleggere Barack Hussein Obama II come presidente degli Stati Uniti d’America

Attaccano Londra, Madrid, Parigi e Bruxelles e i laburisti britannici candidano e fanno eleggere Sadiq Khan a sindaco di Londra

Però, funziona questo terrorismo islamico che tutti dicono di voler eliminare e nessuno elimina mai

La strategia c’è, e si vede, e si paga

Invasione islamica d’Europa compresa e non esclusa

Delle due l’una:

o esiste un nesso di causalità tra il terrorismo islamico e il comportamento delle forze politiche di sinistra in occidente

o esiste un qualche altro piano strategico, ben delineato, coordinato e preciso che punti alla infiltrazione delle libere democrazie occidentali proprio attraverso l’invasione musulmana incontrastata, ingovernata e incontrollata e l’uso delle regole democratiche per raggiungere il potere con mezzi democratici

Peccato che in ogni paese musulmano del mondo l’islam si sia rivelato antitetico alla democrazia e il risultato della invasione islamica in Occidente si preannunci disastroso e irrimediabile

Strano è che questo pericolo per le democrazie sia supportato dalle forze politiche che si autodefiniscono come democratiche e strenui difensori della democrazia

Politicamente corretto

Umanamente malato, degenerato, folle, stupido, suicida e traditore proprio di quegli ideali di cui si favorisce l’estinzione e si pretende di sostenere e difendere

Di solito non sbaglio mai una analisi e credo fermamente che questa azione negativa delle sinistre in Occidente porterà ad una loro irrimediabile estinzione

Corsi e ricorsi storici?

No, stupidi e sconfitti ancora una volta, come la storia insegna

Non sembra una questione politica, ma di deficienza cognitiva, intellettiva e mentale.

Altrimenti, si apre la strada alla questione del tradimento organizzato delle democrazie proprio in nome della democrazia

Scegliere liberamente non significa sottomettersi per viltà al terrore

Significa essere uomini e donne liberi e democratici che in un libero territorio democraticamente governato difendono liberamente la libertà e la democrazia nei loro paesi e nel mondo

Dio mio, che teste di cazzo penose e pericolose che siete:

fate venire i brividi e accapponare la pelle

Impossibile accettare la vostra resa:

è irricevibile, inaccettabile, impagabile

Proprio come voi vi dimostrate:

impagabili idioti che fanno e sono la felicità del proprio nemico

Finirete spazzati via, dispersi, distrutti e sconfitti dalla vostra stessa idiozia

Complimenti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il colpo di stato musulmano e gay in America

sabato, 27 giugno 2015
Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

“omosessuali possono criticare eterosessuali
il contrario è definito omofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

“musulmani possono criticare cristiani
il contrario è definito islamofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

A partire dall’ 11 settembre 2001 con il secondo attentato islamico alle Twin Towers (il primo al World Trade Center avvenne il 26 febbraio 1983 ad opera di Ramzi Yusuf, Mahmud Abouhalima, Mohammad Salameh, Nidal Ayyad, Abdul Rahman Yasin, Ahmad Ajaj), gli Stati Uniti d’America perdono primato mondiale e leadership globale, soprattutto, perdono la loro inviolabilità territoriale:
mai nessuno aveva colpito così a fondo e nel cuore del territorio americano.

Da quel momento ci saremmo aspettati tutti una forte attività di recupero e di rincorsa alla leadership globale da parte dell’ex poliziotto del mondo, recupero che non ci fu, almeno nei termini che potevamo attenderci qui, nella vecchia europa.

Anzi.

Da quel momento possiamo registrare una infinita serie di sottomissioni dell’America all’Islam con la sola eccezione della cattura e dell’omicidio di Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden, terrorista, di famiglia nobile saudita, fondamentalista islamico sunnita, fondatore e leader di al-Qāʿida, potente organizzazione terroristica internazionale di stampo jihadista.

L’omicidio di Osama Bin Laden ad opera di militari statunitensi poteva essere evitato, ma le cose che aveva da raccontare Osama al mondo non sarebbero piaciute a certa casta politica americana che lo aveva creato come cellula operativa guerrigliera finanziandolo con centinaia di milioni di dollari americani per fermare l’invasione comunista sovietica in Afghanistan.

Il momento fondante del tradimento della leadership politica americana nei confronti del popolo americano sta nella elezione dell’afro-americano e musulmano Barack Hussein Obama II alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

I momenti successivi riguardano la mancata risposta americana al terrorismo islamico e islamista che, dal momento della ascesa di Obama alla casa Bianca diviene iperattivo e punta ad una massiccia guerra contro il mondo occidentale attraverso numerosi attacchi con “vittime di massa” contro obiettivi civili occidentali.

Eppure il terrorismo musulmano non trova alleati nella Cina e nella Russia, come nell’India e nell’Europa:

come riesca a prevalere sull’intero pianeta senza un sostegno (anche solo per omissione) della presidenza degli Stati Uniti d’America, questo fatto resta inspiegabile, sia pure trovi notevoli e continui riscontri.

A meno che, non si possa e debba ipotizzare un vero e proprio “controllo” dei paesi arabi musulmani sul governo americano.

E dimenticate la ventilata differenza tra paesi arabi musulmani moderati e radicali:

è sempre la stessa pappa maomettana.

Ma, restiamo nel tema e definiamo questa nuova condizione di fatto:

l’America di Obama non contrasta a sufficienza il terrorismo islamico e isola conseguentemente Israele lasciandola alla mercé di uno stato etico musulmano che finanzia da sempre il terrorismo islamico:

l’Iran, cui Obama attraverso la sua influenza consente l’accesso alla pericolosissima e temibilissima tecnologia nucleare.

Inoltre, la nascita dell’ISIS e il sopravvento del terrorismo islamico su tutti i sistemi di intelligence, di sicurezza e di prevenzione occidentale unita all’espansionismo arabo, nero e musulmano pone una pressione altissima sia alle frontiere che all’interno e nell’immaginario dei paesi europei ed occidentali.

Anzi, attraverso la spinta alla reazione contro gli attentati e la guerra musulmana l’NSA americano provvede a stendere una fitta rete di controllo e vigilanza planetaria sulle linee telefoniche e di internet.

Peccato si venga a conoscenza attraverso lo scandalo WikiLeaks del fatto che gli americani non usavano questo cordone di sicurezza anti-terrorismo per controllare e prevenire attentati alla sicurezza e alla integrità dei fratelli europei, ma la utilizzava per spiare i leader europei e consegnare le informazioni così acquisite a chi?

Al musulmano Obama?

A qualche altro musulmano?

Quale uso ne è stato fatto?

A queste domande Obama non risponde.

Questo nuovo quadro globale evidenzia un secondo fine, un pericolo ancor più subdolo del mero terrore per le libere democrazie occidentali:

il mondo musulmano (tutto) vuole espandersi nei paesi occidentali in modo massiccio in modo da rappresentare attraverso la forza dei numeri introdotti nelle democrazie occidentali l’esercizio della regola dei numeri in democrazia, ovvero, prendere il potere democraticamente per imporre “democraticamente” la Shariʿah e fare delle democrazie degli stati etici musulmani governati dalla legge islamica.

E possiamo tastare questa espansione anche nel settore economico e finanziario, laddove i paesi arabi musulmani prendono il controllo di numerosi e importanti cardini della vita occidentale facendo ingresso nei consigli di amministrazione di storiche aziende europee e americane.

Insomma, siamo nella contezza del pericolo musulmano oggi rappresentato nel mondo e lo possiamo rappresentare con una operazione in termini matematici, di fronte alla certezza di un indirizzo politico occidentale perdente e/o complice:

uno più uno, fa due.

Scriviamolo in numeri arabi, come certamente piace ad Obama:

1 + 1 = 2

Vi lascio alle riflessioni e alle osservazioni che riterrete di fare a queste mie ricostruzioni dei fatti avvenuti sinora nella storia dell’espansionismo islamico mondiale attraverso un colpo di stato avvenuto in America:
costretta a scegliere un presidente afro-americano e musulmano dalla forza preponderante ed invadente del terrore musulmano.

Passo ora ad illustrare un altro colpo di stato, uguale e diverso a questo ma avvenuto egualmente ai danni degli Stati Uniti d’America.

La lobby gay americana è potente, influente.

Eppure essa sa con certezza assoluta di non avere la possibilità di prendere il sopravvento sul potere americano e globale attraverso il metodo democratico delle maggioranza dei numeri:

i gay sono e resteranno sempre una minoranza assoluta nel mondo, una minoranza insufficiente a consentire di controllare il governo nelle libere democrazie occidentali e influenzarne le scelte e gli indirizzi politici.

La lobby gay è basata su di un modello umano egocentrico, arrogante, presuntuoso, orgoglioso e tenta anch’essa il colpo di stato alle libere democrazie occidentali attraverso il tipico modello delle dittature antidemocratiche:

l’elitismo e l’elitarismo.

Insomma, attraverso la pressione operata come lobby sulla partitocrazia, come gruppo di pressione, la lobby gay passa dalla giusta salvaguardia dei propri interessi ad una salvaguardia classista, razzista, sessita, di elite, antidemocratica:

una vera e propria dittatura omosessuale globale operata e cercata attraverso la rivendicazione di putativi diritti di minoranza trasformati in aggressione violenta ai sistemi democratici per affermare una dittatura delle minoranze attraverso il tipico riconoscimento che nelle democrazie si affida alle minoranze.

Al confronto, i musulmani sembrano dei piccoli aspiranti maghetti di quartiere, vero?

La storia diventa quella di questi giorni:

il parlamento europeo che approva una relazione di indirizzo favorevole alle unioni civili tra gay e la corte suprema americana che si spinge ben oltre, deliberando addirittura il matrimonio gay con una sentenza.

Eppure, numerosi stati americani si erano già espressi con un deciso NO al matrimonio gay, anche nella forma del referendum, che coglie al meglio l’espressione popolare.

Poteva essere un atto unilaterale del presidente Obama a imporre i matrimoni gay, ma questo atto avrebbe scoperto l’interesse diretto nel duplice colpo di stato musulmano e omosessuale (chi conosce bene il mondo musulmano e arabo sa che non passa molta differenza tra queste due identità a differenza di quanto appare).

Poteva essere l’espressione del parlamento USA a imporre i matrimoni gay, molto più appropriato e democratico.

O poteva essere chiamato il popolo americano ad esprimersi su questo controverso interesse gay:

ma la regola della eversione gay è abusare degli strumenti democratici per avere ragione con la forza e non avere ragione attraverso la libera espressione del popolo sovrano attraverso gli strumenti democratici.

Così, con una sentenza della corte suprema (i cui giudici vengono nominati a vita dal presidente degli states) si deresponsabilizza la casta politica americana da una scelta di indirizzo politico che essa stessa subisce, ma non condivide.

A proposito di democrazia:

non è facile capire cosa ha di democratico una corte suprema americana i cui giudici non sono eletti dal popolo e restano in carica a vita.

Ma il metodo e lo strumento democratico ad una lobby elitaria ed elitista, classista, sessista e razzista come è la lobby gay americana non interessa affatto:

il vero spirito liberale democratico non è nei pensieri e nell’animo della lobby gay, se non nella mera visione utilitaristica e pragmatica del riconoscimento del diritto di minoranza, da trasformare artatamente in una dittatura della minoranza che imponga eversivamente la volontà di una minoranza sulla volontà di una maggioranza.

Ecco disegnati brevemente i due programmi di eversione delle democrazie in atto in questi anni sul pianeta Terra.

Essi, a mio parere, sono già riusciti a prevaricare la democrazia delle democrazie, quella americana.

E sono a buon punto anche nelle democrazie europee.

Insomma, entrambi gli aggressori al futuro del pianeta, sono in grado di prevalere con mezzi che hanno ben studiato ed analizzato le debolezze delle democrazie per penetrarle e abbatterle.

E la loro costante e subdola attività anti-democratica nelle direzioni che io ho qui raccontato, prova secondo me la loro profonda avversione alla libertà degli altri rispetto alla propria.

Invidia e gelosia sono infatti gli elementi base di queste due aggressioni, entrambe dirette ad esercitare quel potere che sono pronte a criticare e lapidare.

Un potere democratico da abbattere e da infiltrare, da corrodere e lapidare, in una parola, da inculare.

Ecco esposto il colpo di stato musulmano e gay ai danni delle libere democrazie occidentali.

Vale di più un gruppo di pressione arabo e una lobby gay della volontà popolare italiana, europea e americana?

Credo proprio di sì, visto che in questi casi esposti non si legge la ricerca, la tutela e la libera, democratica ed aperta volontà popolare rispetto alle scelte di indirizzo politico, ma si adotti invece il metodo democratico per incularsi la volontà e la sovranità popolare.

Fine dell’era delle democrazia:

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo

Gustavo Gesualdo

Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 10 settembre 2011

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paesi che avevano mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frange arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

PS
Ora, che l’intero sistema arabo del Mediterraneo è imploso, oggi che il Mediterraneo è in fiamme, quali considerazioni possiamo rilevare nei confronti dei fautori e dei sostenotori della politica filo-araba italiana ed europea?

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 11 settembre 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Obama, l’islam, Ground Zero e la resa degli USA

sabato, 14 agosto 2010

Incredibile.

Non so se il Presidente degli Stati Uniti d’America si rende conto della portata della sua decisione di consentire alla costruzione di una moschea, luogo di culto di fede musulmana, nello stesso luogo dove il terrorismo islamico ha prodotto la sua più alta violenza nei confronti del mondo libero e civile:
Ground Zero.

Lì, dove si ergevano le Twin Towers, lì dove migliaia di cittadini americani hanno perso la loro vita nel più vile attentato terroristico che la storia dell’umanità ricordi, lì, dove gli USA sn stati colpiti a morte, nel cuore ferito di quella new York che incarna il mito della libertà e della civiltà occidentale e democratica, lì, proprio lì, Obama acconsente alla costruzione di una moschea musulmana, di quella fede islamica che più di ogni altra incarna il mito anti-libertario planetario, di quell’islam che fa di donne e bambini degli schiavi senza diritti in tutto il pianeta, di quell’islam, che nella sua parte peggiore, violenta e razzista, odiosa e rabbiosa, rappresenta il primo nemico alla sussitenza stessa della vita degli uomini e delle donne liberi di tutto il mondo.

Incredibile.

Obama, il musulmano Obama, il presidente americano Obama, non si rende conto che questo atto rappresenta certamente una resa incondizionata al terrorismo islamico?

Non si rende conto Obama che consentire in Ground Zero la costruzione di una moschea musulmana rappresenta uno schiaffo in pieno viso a quegli americani che in quello stesso luogo, hanno perso la loro vita e la loro libertà per mano del terrorismo islamico?

E non si rende conto il musulmano Obama che questo atto pone più di un dubbio sulla capacità di un presidente americano musulmano di anteporre gli interessi americani a quelli della religione musulmana, che nella sua accezione più violenta e anti umana, odia la libertà americana più di ogni altra libertà planetaria e nella sua accezione più mediamente ordinaria, non consente alle donne di godere di quella “libertà che illumina il mondo” il cui simbolo femminile svetta nella stessa città di New York?

E se i musulmani, in un domani che nessun uomo libero accetterebbe, raggiunta la maggioranza demografica e democratica negli USA, chiedessero di mettere il velo alla figura femminile della Statua della Libertà e di iscrivere la parola Corano sul libro da essa tenuto in mano?

Cosa farebbe il presidente Obama?

Calerebbe ancora i calzoni di tutti gli americani per onorare la libertà di culto musulmano?

E questa sarebbe la realizzazione del concetto musulmano dell’ordinare il bene e del vietare il male?

Incredibile.

La luce che illumina il mondo si è forse spenta, per sempre?

L’egemonizzazione plantaria dell’islam raggiunta attraverso il cavallo di troia delle democrazie occidentali, il concetto democratico del potere dei numeri?

Barack Obama:

ma da che parte stai, e quale concetto di libertà difendi?

Forse quell”unico concetto di libertà possibile per un musulmano:

la sottomissione incondizionata all’islam dell’intero pianeta, proprio nel nome di quella libertà che i musulmani nel mondo dimostrano quotidianamente di avversare?

Io non mi sottometto all’islam, io difendo la libertà degli uomini e delle donne del mondo libero.

No, non certamente Barack Obama.

Ma certamente io, io uomo nato libero, io uomo che non si sottomette all’islam, io uomo che una moschea a Ground Zero, non la farei costruire mai.

Io, fratello e figlio di una donna libera, io, che sono figlio della libertà, io che difenderò sempre la libertà dei miei figli di vivere senza vergogna.

America Mon Amour

venerdì, 5 febbraio 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando comprammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel I annoversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per icordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino paese con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.
Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel Villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandire americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e
persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Itlia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.