Articoli marcati con tag ‘Shariʿa’

Invasione islamica e sinistra resa d’Occidente

domenica, 8 maggio 2016

Però, funziona questo terrorismo islamico

Attaccano Casa bianca, Pentagono e Twin Towers e i democratici americani si calano le braghe e candidano e fanno eleggere Barack Hussein Obama II come presidente degli Stati Uniti d’America

Attaccano Londra, Madrid, Parigi e Bruxelles e i laburisti britannici candidano e fanno eleggere Sadiq Khan a sindaco di Londra

Però, funziona questo terrorismo islamico che tutti dicono di voler eliminare e nessuno elimina mai

La strategia c’è, e si vede, e si paga

Invasione islamica d’Europa compresa e non esclusa

Delle due l’una:

o esiste un nesso di causalità tra il terrorismo islamico e il comportamento delle forze politiche di sinistra in occidente

o esiste un qualche altro piano strategico, ben delineato, coordinato e preciso che punti alla infiltrazione delle libere democrazie occidentali proprio attraverso l’invasione musulmana incontrastata, ingovernata e incontrollata e l’uso delle regole democratiche per raggiungere il potere con mezzi democratici

Peccato che in ogni paese musulmano del mondo l’islam si sia rivelato antitetico alla democrazia e il risultato della invasione islamica in Occidente si preannunci disastroso e irrimediabile

Strano è che questo pericolo per le democrazie sia supportato dalle forze politiche che si autodefiniscono come democratiche e strenui difensori della democrazia

Politicamente corretto

Umanamente malato, degenerato, folle, stupido, suicida e traditore proprio di quegli ideali di cui si favorisce l’estinzione e si pretende di sostenere e difendere

Di solito non sbaglio mai una analisi e credo fermamente che questa azione negativa delle sinistre in Occidente porterà ad una loro irrimediabile estinzione

Corsi e ricorsi storici?

No, stupidi e sconfitti ancora una volta, come la storia insegna

Non sembra una questione politica, ma di deficienza cognitiva, intellettiva e mentale.

Altrimenti, si apre la strada alla questione del tradimento organizzato delle democrazie proprio in nome della democrazia

Scegliere liberamente non significa sottomettersi per viltà al terrore

Significa essere uomini e donne liberi e democratici che in un libero territorio democraticamente governato difendono liberamente la libertà e la democrazia nei loro paesi e nel mondo

Dio mio, che teste di cazzo penose e pericolose che siete:

fate venire i brividi e accapponare la pelle

Impossibile accettare la vostra resa:

è irricevibile, inaccettabile, impagabile

Proprio come voi vi dimostrate:

impagabili idioti che fanno e sono la felicità del proprio nemico

Finirete spazzati via, dispersi, distrutti e sconfitti dalla vostra stessa idiozia

Complimenti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Terrorismo islamista: da organizzato a individuale

venerdì, 24 maggio 2013

Le modalità del terrorismo islamista e islamico mutano da azioni eclatanti come quella dell’11 settembre 2001 ad isolate azioni “fai da te”.

Cambia anche il modello del terrorista che oggi è solitamente un cittadino occidentale convertito all’islam e poi utilizzato per l’azione terroristica.

Ovvero un cittadino immigrato in occidente, non integrato o apparentemente integrato, ed inserito come cellula dormiente di un terrorismo sempre più infiltrante le società occidentali.

La mira del terrorismo internazionale fondamentalista di matrice islamica è quella di creare azioni di disturbo alla sicurezza pubblica e privata, in attesa che il numero dei soggetti di religione, fede, credo ed obbedienza islamica diventino maggioranza nei paesi occidentali, prenderne il potere attraverso il metodo democratico della maggioranza dei numeri e dei voti ed espandere l’islam sino al raggiungimento di una unica religione globale:
l’islam della Shariʿah.

Più volte negli anni i servizi segreti di avveduti paesi occidentali avevano previsto questo andamento ed avevano avvertito sui futuri “cambiamenti di stile” del terrorismo islamico.

Più volte da questo blog, sono partite riflessioni sulle ripercussioni delle politiche filo-arabe italiane, sia di destra che di sinistra, politiche che hanno fondato il convincimento nel terrorismo islamico di avere la possibilità di incidere sulle divisioni interne di un mondo occidentale ed europeo assai degradato, sfiduciato e fallito, democraticamente attaccabile ed infiltrabile.

Il Libano e la sua storia recente (e non la Palestina) è l’esempio più calzante per comprendere come l’islam dei mussulmani procede ad acquisire la maggioranza del consenso democratico di un paese per imporre definitivamente l’islam.

Il multiculturalismo è fallito, ma la mancata integrazione produce violenza

L’insanabile contenzioso sociale europeo

La risposta al suicidio civile euro-occidentale secondo Anders Behring Breivik’s

Il terrorismo, sia di andata (islamico) che di ritorno (anti-islamico) va ricondotto ad una razionale visione di prevenzione della sicurezza, prevenzione che tutti i servizi segreti e di intelligence europei hanno dimostrato non essere sufficienti.

Perché ancora non si è capito, non si vuole capire e non si vuole lasciare ad intendere che la soluzione a questo tipo di attività terroristiche sta nella eliminazione di quei modelli e quegli stili di vita che sono incompatibili con il modello di civiltà avanzata e che rischiano di frammentare e disunire l’occidente, sia viso come monolite della libertà e della civiltà, sia visto come somma di paesi al cui interno gli stili di vita malati, patologici e incivili portano consenso ed attaccano alla stregua del nuovo terrorismo islamico l’unità delle società moderne occidentali, cadute in profonda crisi di identità e di vedute.

In questa battaglia di intelligenza e di razionalità si gioca tutto il nostro futuro, come pure il futuro del globo terrestre.

Forse Anders Behring Breivik non era poi così pazzo di quanto hanno voluto farci credere.

Tanti auguri.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”.

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 10 settembre 2011

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paesi che avevano mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frange arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

PS
Ora, che l’intero sistema arabo del Mediterraneo è imploso, oggi che il Mediterraneo è in fiamme, quali considerazioni possiamo rilevare nei confronti dei fautori e dei sostenotori della politica filo-araba italiana ed europea?

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 11 settembre 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

America Mon Amour

venerdì, 5 febbraio 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando comprammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel I annoversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per icordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino paese con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.
Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel Villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandire americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e
persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Itlia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.