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L’interesse omosessuale e le fobie degli altri

lunedì, 3 marzo 2014

So con certezza di attirare gli strali della lobby gay nella sua ricerca quotidiana di piccoli incidenti comuni di vita quotidiana ricostruiti artatamente come atti omofobici e di suicidi gay per rilanciare l’ondata emotiva della omofobia (vedo con ribrezzo l’orgoglio gay fare di ogni suicida omosessuale un vessillo ideologico e di parte senza mai alcun rispetto per la morte di un essere vivente che ha rifiutato tutto il mondo che lo circonda, compresa e per prima la sua omosessualità), ma io non mi convinco affatto del loro incredibile silenzio per le morti vere da femminicidio, che contano 159 morti violente nel 2012 e ben 177 nel 2013, nonostante il deterrente (evidentemente insufficiente) della nuova normativa a contrasto del femminicidio.

Ma le donne non sanno stare insieme, non sanno fare lobby e, per gli omosessuali, valgono certamente meno dei gay.

Alla faccia del rispetto e della fobia che i sessi possono provocare sui razzisti.

Ma per uscir fuori dal seminato sessuale, la lobby gay non pare affatto emozionata nemmeno per i suicidi di italiani per cause economiche derivanti dalla crisi, suicidi avvenuti nel numero di 89 nel 2012 e di 149 nel 2013.

La solidarieta della lobby gay esplode silenziosamente a sostegno di queste morti, di queste centinaia di morti, evidentemente di grado inferiore alle poche morti per suicidio tra i gay o per violenza, spesso derivante da atti sessuali a pagamento scambiati per vero amore, come nell’ultimo sfortunato caso.

In effetti, che io ricordi, l’unica vera morte violenta che ha scosso l’opinione pubblica italiana fu quella di Pier Paolo Pasolini.

Poi, non si conoscono altri casi così violenti e drammatici, tanti e tali da definire una nuova categoria penale del delitto.

Ma per la lobby gay, questo non è significativo e non va comparato con la realtà delle violenze e dei suicidi in Italia.

Detto sinceramente e senza alcuno scrupolo di coscienza, questo atteggiamento che pretende attenzione per se stessi e la nega ad altri per differenze di sesso, come nel caso del femminicidio, puzza un po di razzismo, di eterofobia, di ginefobia o ginofobia molto più che evidente, di una assoluta mancanza di solidarietà nei confronti del cosiddetto sesso debole, quello delle donne.

E se questa è la considerazione degli omosessuali nei confronti del “sesso debole”, io temo vi sia più di un dubbio e più di un motivo per intravvedere nella politica di contrasto alla omofobia uno strumento politico, ideologico, lobbistico, affatto legato alla debolezza della presunta debolezza della omosessualità, ma bensì, alla sua effettiva forza.

Il rispetto, la tolleranza e la solidarietà (valori inversi alla fobia) per altri soggetti diversi da se in una società sono fondamento unico e reciproco del patto comunitario, del patto sociale che è alla base del patto statuale.

E se vi lamentate di una società degradata e disgregata, guardate con occhio freddo a coloro i quali soffiano sul fuoco delle fobie, facendo bene attenzione a non evitare le proprie.

Perché la giustizia sociale ha regole ben precise per la inclusione:
il rispetto, la condivisione e la solidaretà.

Perché il rispetto, o è reciproco, o non c’è per nessuno.

Chi gioca sporco a separare e dividere senza comprendere i danni conseguenti, non fa un buon gioco nemmeno per se stesso e per i propri simili.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Un nuovo genere ideologico non è un fondamento giuridico

giovedì, 7 febbraio 2013

Cerchiamo di mettere ordine nella nuova e potente ventata di eterofobia che periodicamente attacca il matrimonio e la società e che pretende di istituire un fondamento giuridico poggiandolo su di un semplice comportamento umano supportato da una mera scelta ideologica.

Qual’è il fondamento giuridico delle desiderate coppie omosessuali che vogliono essere ammesse al negozio giuridico del matrimonio e alla adozione?

Non trova fondamento nel diritto naturale, poiché al momento della nascita esiste il genere maschio-uomo e il genere femmina-donna, null’altro.

Non trova fondamento nel “diritto antropologico”, poiché la costruzione della società umana storicamente conosciuta ed apprezzata è esclusivamente costruita e da sempre sul concetto naturale di unione fra uomo e donna.

Ancora, non è un diritto innovativo di un diritto precedentemente istituito perché l’esperienza matrimoniale fra un umo ed una donna al fine della procreazione è assolutamente e totalmente differente dalle esigenze delle coppie omosessuali.

Ma, allora, quale è il fondamento giuridico della esigenza di tutela delle coppie omosessuali?

Il fondamento giuridico delle coppie gay per l’accesso alle medesime regole delle coppie unite in matrimonio semplicemente non esiste, in quanto, la scelta di genere sessuale effettuata dagli omosessuali che rifiutano la scelta eterosessuale è una libera scelta ideologica (di genere, gender) e non istituisce di per se alcuna regola giuridica.

Ecco spiegato anche il perché gli omosessuali si sono riuniti in lobby politica:

per imporre come scelta politica una scelta che non può nascere per scelta giuridica, per diritto.

Gli omosessuali pretendono di poter abusare del contratto matrimoniale ma essi potranno avere solo una giusta ed equa considerazione e tutela delle loro esigenze derivanti da mere scelte ideologiche che hanno conseguenze solo sulla sfera sessuale, non nel ruolo o nella novazione dei sessi nella società civile, poiché un terzo sesso non può nascere dalla scelta ideologica, ma dalla scelta sessuale, che però è affidata alla genetica o se si vuole, al caso, e che comunque non produce di per se un terzo od un quarto sesso.

Non è ammissibile, sulla base di una scelta ideologica, l’istituzione di un nuovo e terzo o quarto o quinto sesso, poiché si istituirebbe un nuovo e sconosciuto procedere nel fondamento giuridico che discenda da una scelta ideologica.

E questo non è possibile ne ammissibile in nessun paese che poggi la propria esistenza su di una struttura giuridica che ha delle regole ben precise, regole che possono certamente essere modificate o integrate dalla scelta politica ed ideologica, ma che non possono invece mai essere fondate esclusivamente sul rapporto:
nuovo comportamento sessuale, sociale, o altro = istituzione di un nuovo sesso, di una nuova società.

Le società evolvono secondo schemi differenti dalla imposizione ideologica di un nuovo quanto inesistente terzo sesso, poiché in base allo stesso principio giuridico senza fondamento, si potrà istituire con eguali diritti al modello sessuale naturale uomo-donna, anche un nuovo ed inesistente quarto sesso, quinto sesso, sesto sesso tutti ugualmente pretendenti del riconoscimento giuridico riservato dalla legge, dalla società, dal diritto naturale, dalla evoluzione antropologica e giuridica dell’essere e del dover essere riservata alla famiglia costituita dalla unione matrimoniale di un uomo e di una donna al fine della procreazione e della continuazione genetica di un valore che va oltre ogni immaginazione e fantasia giuridica.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X