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Riflessioni a tastiera aperta – 27 giugno 2012

mercoledì, 27 giugno 2012

Della arroganza e del razzismo degli omosessuali e della loro comune eterofobicità

Non ho capito una cosa nelle discussioni sulla omosessualità:

se non sei favorevole al matrimonio omosessuale, vieni tacciato d’essere un ignorante.

Può darsi, ma ….

Premesso che gli omosessuali impongano anche agli eterosessuali il pagamento delle spese sanitarie e farmaceutiche per le cure ai danni alla salute pubblica e privata provocati da un modello sessuale sbagliato, non si vede perché l’istituto giuridico e religioso del matrimonio, che è l’unione fra un uomo ed una donna, debba essere abusato in virtù di una invidia piuttosto velenosa che riserva sempre un omosessuale rispetto agli eterosessuali.

Omosessuali?

Siete solo degli arroganti e dei razzisti.

Della crisi italiana

Germania:
negli ultimi due anni, anni di crisi, il gettito fiscale tedesco è aumentato quasi ogni mese.

In italia invece, un popolo truffato nella sua sovrantà viene costretto a pagare un impossibile debito pubblico frutto di ruberie, corruttele politiche e burocratiche, di evasioni ed elusioni fiscali, di usure e di estorsioni mafiose, deve fare i conti con un imminente fallimento che dovrebbero invece pagare mafiosi, politici, burocrati e sindacalisti.

Della sopravvivenza umana

Un clima sempre più caldo incendia il pianeta.

Ma per ridurre significativamente le temperature, bisognerebbe ridurre della metà la popolazione umana nel pianeta.

Chi si vuole occupare di questa emergenza che mette a rischio la sopravvivenza della stessa vita sul pianeta Terra?

Chi ha il coraggio di governare questa emergenza umana e planetaria?

Dell’allargamento della giunta comunale varesina

Se crea una maggioranza con tutti dentro il varesino Professor Mario Monti, allora egli viene additato come il demone personificato dai leghisti varesini.

Se invece crea una maggioranza con tutti dentro un sindaco leghista, allora va tutto bene.

Di più: adesso la lega varesina sostiene con la sua astensione anche le unioni omosessuali.

Evidentemente sono proprio allo stremo, senza una goccia di consenso e a caccia dei voti degli omosessuali.

Dicevano di averlo duro, ma pare che adesso sian molto più disposti a prenderlo duro, pur di mantenere l’oggetto del desiderio omosessuale bene incollato alla cadrega del potere pubblico.

Verrà fuori qualcosa di secessione e di federalismo da questa lega?

La lega nord, quella di un tempo, è finita:

morta e sepolta.

Del Potere Temporale

In questi momenti di drammatica incertezza, io ho raggiunto una mia certezza:

metti una cosa sotto la cura ed il governo di un italiano ed avrai tanto spreco e corruzione, evasione fiscale e mafiosità, inettitudine ed egoismo.

Ben venga allora un papa tedesco a capo del paradiso fiscale del Vaticano, un politico tedesco a capo dell’esecutivo italiano, un poliziotto tedesco, un giudice tedesco, un sindacalista tedesco, un operaio tedesco, e così via, sino alla trasformazione dell’Italia in un paese normale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Lega Nord di Roberto Maroni

mercoledì, 11 aprile 2012

Sono sempre stato e resto posizionato contro ogni forma di illegalità e sono andato via dalla lega l’anno scorso, quando era ormai chiaro che i conti non tornavano tutti.

Ma non per questo rinnego la innegabile valenza politica leghista, che è e resta molto al di sopra della media partitocratica idagliana, che sta nella maggioranza del governo Monti perché non vuol perdere voti e faccia, ma continua a gambizzare ogni riforma ed ogni liberalizzazione del governo Monti, sia ben chiaro questo.

La Lega di Roberto Maroni è e resta una delle poche isole felici del panorama politico italiano insieme al movimento 5 stelle di Beppe Grillo e alla IDV di Antonio Di Pietro, non necessariamente nell’ordine espresso.

La irrisolta (ormai da secoli) questione meridionale resta il più grave conflitto sociale, civile, comunitario, economico, finanziario, amministrativo e pubblico-privato italiano.

Gli “accessori politici” della Lega riguardo l’immigrazione, il federalismo, la diminuzione dei costi e dei lacci della politica e l’inefficienza e l’inefficacia amministrativa della macchina-stato pubblico-roma ladrona restano tutte battaglie di grande interesse popolare.

Sono le deviazioni e le degenerazioni degli ultimi anni che vanno punite e perseguite.

Ma nulla, ripeto, nulla dell’impianto politico leghista è da smantellare, poiché molto sentito e condiviso dalle popolazioni del nord, nonostante tutto.

Non esiste infatti in italia altro corrispettivo fra un partito o movimento politico ed un popolo ed un territorio come quello che esiste fra la lega nord ed il nord, tanto da far coniare il termine di “politica territoriale”.

Roberto Maroni sta vincendo la sua battaglia per la legalità condotta all’interno della Lega Nord solo grazie al seguito umano, politico e morale che egli riscuote nel popolo del nord e non solo del nord.

Mai un avvicendamento al vertice di un movimento politico italiano si è adempiuto in assenza di prassi e metodi politici consolidati nella storia della partitocrazia italiana.

Niente strani finanziamenti, niente strani acquisti di pacchetti di tessere intestate a sottoscrittori di elenchi telefoni, niente sotterfugi:

solo pura lotta politica.

In nessun altro partito italiano un uomo politico avrebbe potuto fare pulizia come ha fatto Roberto Maroni nella Lega, con il solo seguito politico morale, e umano di cui dispone.

Un esempio che dovrebbe essere seguito in tutti i partiti politici italiani.

Partiti che hanno solo un popolo di iscritti fatto di tessere e di claque.

L’insegnamento non raccolto dalla partitocrazia nella esperienza leghista, è che dietro ad ogni tessera, vi sono un uomo o una donna, e niente altro.

Ed il criterio vincente di selezione della dirigenza leghista sta proprio in quel popolo di uomini e di donne, e non nel finanziatore più o meno occulto.

Ecco, queste precisazioni erano per me doverose, nei confronti di quelle persone con cui ho condiviso battaglie importanti nella mia vita.

Diamo quindi il benvenuto alla nuova Lega, alla Lega di Roberto Maroni.

Che Dio e gli uomini possano garantire lunga vita a uomini come Roberto Maroni.

In qualunque schieramento politico siano e sotto qualsiasi vessillo essi militino.

Pulizia, pulizia, pulizia.

Legalità, legalità, legalità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Questione Meridionale, la Crisi Europea e il Modello Elvetico Europeo

mercoledì, 28 marzo 2012

Nella Svizzera di questi giorni, si dibatte politicamente e pubblicamente di una annessione della Lombardia alla Confederazione Elvetica.

Il che, unito alle medesime ipotesi che riguardano due regioni del sud della Germania (Baviera e Baden-Württemberg), propone una interessante quanto affascinante ipotesi di una Nuova Europa che nasce e si estende basandosi sull’ormai consolidato modello elvetico di coabitazione italo-austro-franco-tedesca.

Quel che mi fa rabbia però, è vedere il sud migliore (per me, sicilia, calabria e campania le può anche inghiottire il mare, non ho alcun interesse al loro destino) che si compiace in idiozie di specie simil-culturali ed in finezze convegnistiche senza senso e senza nesso alcuno, allorquando si ergono sfide storiche di questa grandezza da analizzare e da affrontare.

La questione meridionale esiste e resiste:

non è stata nemmeno analizzata e valorizzata sul nuovo modello europeo che sta nascendo in Svizzera.

Dormite, ironizzate, compiacetevi pure:

vedrete che bel futuro vi attende.

Sarà il futuro che voi vi sarete costruiti.

Niente altro che quello.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia è finita in lacrime: ora è tempo di agire

lunedì, 5 dicembre 2011

Nelle lacrime in presa diretta del ministro Elsa Fornero, in queste lacrime, si manifesta tutto il fallimento italiano.

Cosa dire invece, delle decine e decine di anni di politica all’italiana e di politici italiani che hanno goduto di privilegi inauditi, consentendo comunque alla corruzione ed alle mafie di massacrare un paese che era una vera potenza economica mondiale, per ridurlo infine al difficile ruolo di capro espiatorio di tutti i mali globali e delle violente follie anti-globalizzaizone?

Ma la verità è che il debito pubblico italiano è colpa della politica italiana, è frutto della idiozia e della corruzione dei politici italiani, e non è invece colpa dell’Europa e nemmeno della tanto vituperata globalizzazione o del paventato cannibalismo massonico della finanza globale:

il pianeta ha una sola ed unica legge naturale ed economica, ed è la legge del più forte, dalle cui conseguenze nessuna politica e nessun politico italiano ha mai messo al riparo il proprio popolo ed il proprio territorio, salvaguardandolo, preservandolo, difendendolo.

La casta politica che avrebbe dovuto servire e difendere il paese da ogni prevedibile attacco, sia interno che esterno, non lo ha fatto, e non lo ha fatto di proposito.

Da questo momento in poi, si può con assoluta serenità affermare che l’italia non è più una nazione, ma rappresenta solo un inutile fardello, un pesante fardello intriso di corruzione e di mafiosità, un fardello che altri difendono solo per difendere se stessi, un fardello che pesa troppo sul capo di quegli innocenti che non amano la corruzione ed odiano le mafie, ma che sono costretti ed obbligati a subirle entrambe, quotidianamente.

L’italia, è fallita, l’italia è finita.

Con buona pace di chi non lo ha ancora capito e non lo vuole capire.

Con buona pace di chi urla di voler difendere in tribunale stili di vita allucinanti ed indifendibili, stili di vita che sono causa certa del fallimento della credibilità e del buon nome di un intero incolpevole paese.

Ma l’italia è finita, anche senza il loro inutile assenso.

Occorre però andare oltre questo fallimento, oltre questa sconfitta, bisogna spogliarsi della zavorra e volare alto.

Occorre distaccare quei territori che non sono ancora intrisi di corruzione e di mafiosità in modo irrecuperabile e bisogna immediatamente portarli in luogo sicuro, in territorio amico, nel fraterno abbraccio di una riconciliazione dei popoli del nord, dei popoli ticinesi e insubri.

Ma bisogna fare in fretta, poiché la corruzione e l’usura mafiosa è stata aizzata contro quei territori ad arte, in modo da diffondere e propagandare l’impressione che l’talia sia tutta mafiosa e tutta corrotta e quindi tutta irrecuperabile.

Bisogna farlo ora e bisogna farlo bene.

Occorre avviare una battaglia senza frontiere per difendere la libertà di quei popoli e di quei territori che dicono NO alla corruzione e dicono NO alla mafia.

Un battaglia di libertà, una battaglia di civiltà, una battaglia di diritto giuridica e naturale, ma una battaglia.

Basta cospargersi il capo di incenso e cercare insensatamente un capro espiatorio che si accolli tutto il male di tutti i mali che affondano i loro artigli nelle carni non italiane, ma incatenate e rese schiave italiane.

Ora o mai più.

Ora, e mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il fallimento del sud Europa

domenica, 27 novembre 2011

Grecia, Spagna Portogallo e Italia rappresentano il limite sud della Unione Europea.

I medesimi paesi sono alla base non solo della crisi europea, ma vengono ritenuti responsabili dell’innesco di una ben più temuta crisi globale e mondiale.

Il fallimento dello stile di vita sociale, della politica e delle politiche economico-finanziarie dei paesi meridionali europei appare assolutamente evidente.

Si può certamente parlare di un fallimento della Europa del Sud, sia come entità geopolitica che economica e sociale.

Ma quali sono i motivi comuni alla base di un simile risultato negativo?

Forse, può essere illuminante una intervista rilasciata al quotidiano finanziario italiano Il Sole 24 Ore da parte del Professor Mariano D’Antonio, ordinario di Economia dell’Università Federico II di Napoli ed assessore al Bilancio della giunta napoletana Bassolino tra il 2008 e il 2010,

Una frase di questa intervista , più di tutte, colpisce per la crudezza e la assoluta veridicità:

“…. Le Regioni, da Roma in giù, sono un cancro. Quando va bene sono orientate alla gestione del consenso, quando va male alla gestione del malaffare ….”.

Ecco delinearsi di nuovo un limite antico e mai veramente accettato ed affrontato, un limite non solo umano che pare superare ogni contrapposizione ideologica, politica, partitica ed economica, ecco emergere il limite del sud d’Europa, ed in particolare, del sud Italia:

il parassitismo diffuso, il malaffare condiviso ed innalzato al grado di prassi politica.

In questo ambiente di coltura si sono formate intere generazioni di classi dominanti italiane, di caste politiche, sindacali, tecnocratiche e burocratiche.

E se per superare questo gap sempiterno fra nord e sud italia si vuol tornare ad un finanziamento allegro del meridione, sarà meglio ricordare le parole pubblicate da Ferdinando Imposimato (giudice, avvocato, e politico italiano, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, con decenni di esperienza in lotta alle mafie ed al terrorismo) sulla sua pagina facebook:

La corruzione non fa notizia! Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.

Così, secondo quanto afferma il giudice Imposimato nel suo profilo Facebook, finanziando grandi opere pubbliche, si corre un concreto rischio di finanziare direttamente le organizzazioni mafiose.

Un quadro alquanto sgradevole da osservare, quello italiano.

Un ventata secessionista è il minimo che ci si possa aspettare in queste miserabili condizioni.

Ovvero si dovrebbe prendere il diavolo per le corna e fare piazza pulita del marcio prima di piantare il buon seme:

pena di morte per il reato di associazione mafiosa, ergastolo da scontare in regime di carcere duro per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, decuplicazione delle pene relative all’abuso di potere pubblico come la corruzione, la concussione e l’abuso di ufficio, anche in questo caso, senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Solo l’imposizione di queste misure, unite allo snellimento delle procedure giudiziarie e all’imposizione di un limite temporale per l’emissione della sentenze, l’eliminazione del terzo grado di giudizio, l’imposizione dell’uso obbligatorio di pre-determinate procedure informatizzate per i protocolli pubblici, forse, solo l’adozione di queste misure ed altre ancora, potrebbe garantire un margine sufficiente per una speranza di cambiamento che sia supportata da una pur minima percentuale di possibilità di riuscita.

Altrimenti, ogni sforzo è vano.

Altrimenti, ci si prende in giro.

In tal caso, sarebbe giusto e doveroso consentire che le due parti inconciliabili ed incompatibili del paese, il nord ed il sud, vadano ognuna per la propria strada, offrendo una uscita democratica e giuridicamente validata per la secessione da questa unità nazionale, ben vista solo fra le righe della carta costituzionale e di uomini delle istituzioni troppo attenti all’interesse del campanile in un ambito di parte in gioco e non di presunta super partes arbitrale.

Ma di incongruenze, sia il meridione d’Italia che il meridione d’Europa ne sono pieni.

Ora, bisognerebbe affrontare questo nodo una volta per tutte, in maniera risolutiva e non procrastinarne l’esame sine die per occultare il problema dei problemi italiano.

Oppure, bisogna prepararsi a pagare il prezzo di una politica istituzionale unitaria che venga rifiutata da una parte secessionista del popolo sovrano, ovvero arrendersi alla continua emorragia secessionista di forze economiche, di uomini, di donne, di famiglie e di aziende italiane che fuggono continuamente all’estero, in cerca di un rifugio che protegga dalla ingiusta pressione usuraia ed estorsiva delle mafie da un canto e dalla insostenibile corruzione politico-burocratica dall’altro.

Con la libertà di scelta e d il diritto all’autodeterminazione dei popoli non si scherza.

Bisogna decidere, Ora o Mai Più:

Liberi per sempre o Schiavi di questa Roma contemporanea, per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade italia – fall out italia – fallimento italia

mercoledì, 7 settembre 2011

Cade sotto il peso del suo immobilismo il governo italiano, schiacciato fra una crisi profonda del sistema paese ed una totale incapacità della casta politica di rispondere adeguatamente alla crisi, di contrastarla.

I piccoli interventi previsti nelle manovre finanziarie dei governi italiani sono affatto incisivi sul piano del cambiamento del sistema e di un suo adeguamento ai modelli più tradizionali delle democrazie liberali.

Il recupero del gettito fiscale da sovrapporre ad una enorme spesa pubblica infatti, non ottiene altro che un continuo aumento della pressione fiscale, causa di notevoli disagi sociali ed economici, sia per le famiglie che per le aziende italiane.

La mancata riforma della giustizia non offre quel sicuro terreno sul qual potrebbero muoversi i capitali e le imprese dei finanziatori esteri, inibiti assolutamente dall’entrare in un mercato nel quale ogni lite non verrebbe mai sciolta nella prassi giuridico-burocratica in atto.

La mancata realizzazione di una riforma fiscale in senso federale, tutt’ora in via di approvazione e modulata per una approvazione definitiva vicina al 2020, si scontra duramente con una urgente necessità di rimettere ordine in una spesa pubblica proibitiva cui corrisponde una irrazionale corsa all’aumento della pressione fiscale, espellendo le aziende più intraprendenti e meno collocate nel patologico sistema economico italiano e le migliori menti scientifiche, costrette entrambe ad una fuga precipitosa da un paese che punta decisamente verso un suicidio collettivo di massa.

Il federalismo fiscale infatti, se effettivamente realizzato, avrebbe avuto un effetto dirompente sulla enorme spesa pubblica prodotta dallo stato centrale, sviscerandone ogni singola matassa finanziaria, ogni inutile spesa, ogni nicchia di privilegio e di potere pubblico deviato.

Ma il termine di iter per l’approvazione vicino al 2020 non aiuta a spezzare i cardini di una spesa pubblica senza controllo, ma anzi sembra offrire una ulteriore giustificazione ai già gravissimi ritardi nelle scelte dell’esecutivo, che rinvia sine die ogni liberalizzazione come ogni riforma strutturale del paese.

Ma, non solo la spesa pubblica non viene aggredita nel senso di una sua diminuzione, ma addirittura viene aumentata dalle scelte del governo che assume ulteriori 67.000 nuove unità nel solo settore della scuola pubblica, un settore che rappresenta già il ridicolo primato di maggiore datore di lavoro europeo pubblico-privato con ben 1.500.000 addetti.

La drastica diminuzione del numero dei dipendenti pubblici italiani accompaganata da un altrettanto drastico taglio alle spese realtive all’incredibile numero delle poltrone del potere pubblico e dei relativi privilegi, queste e solo queste azioni di governo rappresentano l’unica via d’uscita dal temuto fall out del sistema italiano, già prossimo ad un pericoloso downgrade da parte delle principali società di rating.

Le numerose e sempre più autorevoli voci che accomunano il rischio-paese del sistema italiano e greco inoltre, offrono un altro punto di vista negativo dal quale sembra impossibile fuggire con un semplice aumento della pressione fiscale.

Ma un governo che appare alla mercede delle corporazioni interne, come delle caste corporative, non è certamente in grado di affrontare questo mare tempestoso di una crisi senza precedenti.

L’esempio recente della mancata liberalizzazione delle professioni racconta molto bene come il governo italiano sia succube delle corporazioni interne, che lo hanno sopraffatto in aula impedendo la liberalizzazione delle professioni e successivamente l’eliminazione dal conteggio pensionistico degli anni dedicati alla laurea.

Chissà poi perchè il governo aveva messo nel medesimo pacchetto l’eliminazione degli anni di laurea come di quello della leva obbligatoria, essendo il primo caso facoltativo ed il secondo coercitivo per i cittadini italiani (ovviamente per quelli che non si sono potuti permettere una raccomandazione politica per vitare la leva obbligatoria).

Chissà poi perchè il governo ha ritirato ambedue le misure costretto dalla corporazione dei professionisti, allorquando la misura sulla leva obbligatoria andava mantenuta perchè conseguente ad un uso della coercizione del potere pubblico, cui il singolo cittadino non poteva porre contrasto se non violando la legge, mentre la misura sugli anni della laurea andava eliminata, perchè conseguente ad una libera scelta del cittadino.

Ma in questa italia totalmente impazzita, cercare la ragione nelle scelte del suo governo, può rappresentare un esercizio della razionalità piuttosto inutile.

Il fatto certo è che il governo pare piegato ai mille ricatti delle caste e delle corporazioni che temono ogni diminuzione di quel potere e di quel privilegio pubblico di cui para sappiano e possano godere ed abusare senza limiti.

La volontà politica italiana è tutta rivolta agli eurobond, unica speranza di mantenere status quo impossibili ed impagabili alla casta dominante, ma anche unica possibilità che viene negata senza una decisa e determinata politica di liberalizzazione del sistema, di riforma strutturale, di abbattimento di ogni status quo che implichi un abuso o un danno al potere pubblico ed al popolo sovrano.

Qui finisce il primato della politica italiana, assai corrotta ed incapace.

Qui naufraga una casta di cittadini che restano al potere solo per il mantenimento del potere stesso, senza concedere nulla alle promesse mancate e alle riforme negate che essi stessi avevano issato a bandiera di un cambiamento che non c’è, e non c’è mai stato.

Politici incapaci di professione erano prima, e politici incapaci di professione sono ora.

Gli stessi politici che per decenni hanno assciurato un futuro certo e comodo a generazioni e generazioni di loro amici, parenti ed elettori in quella pubblica amministrazione che costa in modo insopportabile sul bilancio del paese, generazioni di fannulloni privilegiati che hanno tolto il diritto ad un lavoro ai meritevoli, fuggiti ed indignati da questa storica barbarie italiana, storica almeno quanto la criminalità e la pericolosità delle famiglie mafiose.

Poichè se in italia non appartieni ad una “famiglia baronale” (politica, sindacale, corporativa, universitaria, scolastica, di casta, mafiosa, etc), rischi di dover combattere chi esercita il potere pubblico abusandone, e rischi di restar fuori da ogni possibilità di arricchimento personale meritevole, poichè la casta dona al suo “fannullone di famiglia” quel che toglie al cittadino qualunque meritevole.

Ed è così che muore un paese, ucciso nella speranza di un cambiamento che non arriva mai, poiché chi dovrebbe realizzare il cambiamento, è interessato a far sì che nulla cambi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La restaurazione conservativa della casta politico-burocratico-partitocratica

martedì, 23 agosto 2011

La crisi e l’immobilismo del sistema del potere pubblico italiano corrisponde esattamente al rifiuto della casta politico-burocratico-partitocratica di diminuire la spesa pubblica ed il debito pubblico, di cui, questa casta corporativa, si nutre e difende con estrema violenza.

Come nel 2006, anche nel 2011 la casta politico-burocratico-partitocratica si oppone subdolamente ad ogni cambiamento, soprattutto a quei cambiamenti che potrebbero modificare o eliminare quelle sacche di esenzione dal rispetto della legge come è quella delle regioni meridionali italiane, laddove avviene di tutto e di più in violazione della legge, con enormi difficoltà da parte della magistratura e delle forze dell’ordine nel perseguire, prevenire e punire tali reati, tali violazioni del codice penale, prima fra tutte, la corruzione politica e la corruzione burocratica.

Asserragliati dietro una finzione politica unitaria che di unitario evidenzia solo la tutela e la difesa di interessi che appaiono assolutamente contrari a quelli del popolo sovrano, la casta impedisce l’emanazione di ogni normativa anti corruzione, e soprattutto, ostacola ogni buongoverno che liberalizzi veramente il sistema paese (basti guardare alla liberalizzazione delle professioni, impedita con la violenza politica dei parlamentari della maggioranza di governo che fanno parte della intoccabile corporazione dei “professionisti”), diminuisca il costo della politica e della burocrazia, ne sani i comportamenti illegali, ne governi effettivamente la vita, anzichè esserne governato in disfunzione dell’interesse generale.

L’interesse particolare contro l’interesse generale:

ecco a cosa è ridotta l’azione politica ed istituzionale dei quadri dirigenti politici e burocratici italiani.

Dalla prima repubblica ad oggi, nulla è cambiato, soprattutto non è cambiata la capacità della casta politico-burocratico-partitocratica di bloccare il sistema democratico per poterne governare nelle segreterie delle parti politiche e sindacali il potere pubblico, sottraendolo ad ogni controllo, ad ogni ispezione, ad ogni inchiesta giornalistica e indagine giudiziaria.

La innovativa azione politica del movimento leghista in questi ultimi anni, ha avuto come risultato il riavvicinarsi, il ricompattarsi ed il massificarsi della casta, dispersa e disarmata dallo scandalo di Tangentopoli e riunita sotto l’egida di una mascherata volontà unitaria, che difende invece in esclusiva interessi particolari, personali e di corporazione.

La magnifica azione di contrasto alle organizzazioni mafiose, la prima in assoluto nella storia della repubblica italiana condotta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni inoltre, uccide alla base i sistemi mafiosi che devastano il sud del paese e tentano continuamente l’attacco alle ricche e civili regioni del nord.

Tale contrasto mette in gravi difficoltà tutte quelle forze politiche che raccolgono gran parte del proprio consenso nelle regioni meridionali, in quelle regioni laddove le mafie hanno dimostrato, e da sempre, di poter condizionare il consenso elettorale, indirizzare massicciamente ed efficacemente il voto popolare.

Così il paese appare spaccato e degradato, destinato ad un futuro temibile la cui unica soluzione positiva resta nella scomparsa della sua casta politico-burocratico-partitocratica.

Non vi sarà salvezza in questo paese per nessuno sino a quando la casta resterà salda nella continuazione unitaria dell’abuso del potere pubblico a fini particolari e personali.

Almeno sino a quando il popolo non si rivolterà contro questa casta dispotica ed egoista ovvero sino a quando una parte del popolo rivendicherà la propria indipendenza e secessione da tutta questa infamia inumana, immorale, illegale ed incivile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Berlusconi Kaput

martedì, 23 agosto 2011

Così termina l’epopea berlusconiana, quella miriade di sogni e di promesse liberiste e liberali naufragate in una questione morale che ha prima determinato la fine del movimento politico Forza Italia ed oggi quella del Popolo della Libertà, deceduto anch’esso sotto una pioggia di fragorose risate in risposta al rilancio del partito proposto dal siciliano alfano:

“voglio un partito degli onesti”.

Già, e perchè, sino al giorno prima cosa erano state Forza Italia ed il Popolo della Libertà?

Ridotto ad un movimento politico meridionalista, il PDL di Alfano-Berlusconi naufraga in sempre maggiori e peggiori disastri governativi e scandali politici arrivando a denigrare l’operato dell’unico alleato di governo che non ha mai tradito Silvio Berlusconi:

la Lega Nord.

Attenti osservatori ritengono di poter indicare negli scandali sessuali che hanno visto coinvolto in prima persona il premier italiano la goccia che ha fatto traboccare il Vaso di Pandora, facendone fuoriuscire ogni male contenuto in esso.

Altri indicano nella fallimentare attività governativa il nodo principale che ha impiccato il premier Berlusconi alla corda del fallimento.

Altri ancora vedono nell’immobilismo politico provocato da un PDL arenatosi nella battaglia della riforma della giustizia ovvero nella sempre più evidente impossibilità di varare le riforme che urgono al paese il motivo della caduta del berlusconismo.

Al sottoscritto piace invece sottolineare come sia stata ancora una volta l’infinita questione morale della casta politica italiana il fenomeno primario che ha condotto alla fine del buongoverno liberista e liberale.

Ne volete una prova concreta?

Bene, ne basterà una sola, defintiva.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso del berlusconismo è stata la prima volta in cui la Lega Nord non ha votato per salvare dalla galera, dalle intercettazioni o dalle indagini della magistratura inquirente l’ennnesimo berlusconiano coinvolto in scandali politici:

il deputato napoletano PDL Alfonso Papa, già magistrato.

Infatti, è solo dopo che la Lega Nord ha rifiutato il salvataggio del Papa che sono partiti gli attacchi diretti all’azione politica della Lega, cominciando dalla dichiarazione di fallimento del federalismo fiscale annunciata dal governatore pidiellino della regione Lombardia Roberto Formigoni e finendo con le ultme dichiarazioni del Berlusconi che sconfessano il leader leghista Bossi:

“stavolta sbaglia”.

A mio parere l’unico errore commesso dal Bossi fu quello di allearsi con un elemento politico border line come si è sempre dimostrato il Berlusconi (definito dallo stesso Bossi come il “demonio”), continuamente coinvolto in dubbie vicende e scandali continui, cresciuto all’ombra di un leader politico italiano che ha dovuto fuggire all’estero per non subire l’onta del carcere, o peggio, della lapidazione popolare a mezzo monetine metalliche in pubblica piazza.

L’elemento politico berlusconiano si è dimostrato nel tempo pericolosamente attaccabile dalle organizzazioni mafiose che, egli stesso, non ha mai determinatamente attaccato, se non attraverso la magnifica opera di contrasto alle mafie realizzata dal ministro leghista Roberto Maroni, autentico eroe dell’anti-mafia contemporanea.

Ma, l’attacco del Berlusconi alla Lega, rischia isolare la Lega stessa, e non il PDL.

Forse è proprio una volontà politica non secondaria del Berlusconi quella di sostituire lo scomodo alleato leghista con un più accomodante alleato di marca UDC come il Casini, da sempre antagonista sprezzante e disprezzante del leghismo e del buongoverno.

Certo, fra l’epopea leghista maroniana e quella del siciliano Totò Cuffaro (governatore UDC della Sicilia dal 2001 al 2008; indagato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, favoreggiamento a Cosa Nostra, rivelazione di segreto d’ufficio e concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra in varie indagini della magistratura anti-mafia; Totò Cuffaro è stato inoltre interdetto perpetuamente dai pubblici uffici, licenziato dalla Regione Sicilia e radiato dall’Ordine dei Medici; lo stesso Cuffaro viene invece “premiato” dall’UDC di Pier Ferdinando Casini con l’elezione al Senato della Repubblica), non corre di mezzo un mare e nemmeno un oceano, ma un intero universo, ma per un elemento assai spregiudicato e disperato come il Berlusconi, la cacciata della Lega anti-corruzione ed anti-mafia dal governo potrebbe essere piacevolmente compensata con l’entrata di un partito politico come quello dell’UDC:

simili con i simili.

D’altronde, il Berlusconi, come pure il Casini, come pure il Fini, come pure il Bersani, raccolgono gran parte del loro consenso elettorale nelle regioni del centro-sud, ed una simile alleanza, un simile matrimonio d’interesse può essere compreso fra le scelte possibili di questa casta politica impossibile invece da sopportare.

Il tutto, condito e benedetto da un capo dello stato napoletano, che ha imposto a governo e parlamento l’ennensimo salvataggio della su napoli, salvataggio che viene pagato ancora una volta dal nord, cui si impone anche di ricevere la mai finita monnezza napoletana e di cui non si sa più nulla:

non si sa dove sia finita, quale regione l’abbia ricevuta, quali termovalorizzatori la stiano smaltendo, se siano state preventivamente fatte delle analisi sulla eventuale presenza di tossico nocivi o di elementi radioattivi nella monnezza napoletana, difficilmente definibile solo come un rifiuto solido urbano.

L’idea che esista un fronte anti-leghista ed anti secessionista del nord, si affaccia con sempre maggior forza nelle analisi delle vicende italiane.

La trappola-estorsione della finta volontà politica federalista in cui è stato infine fatto cadere il leader leghista Bossi, odora infatti di tipica trappola del potere romano, democristiano in specie.

Così, siamo giunti alla fine dell’era berlusconiana, naufragata in una irrisolta ed immensa questione morale.

Ma il dubbio che con Berlusconi cada tutta una trama di “potere pubblico ad interesse privato di corporazione e di casta” ereditata dalla prima repubblica e mai effettivamente contrastata, mette in forse la stessa sussitenza dello stato unitario italiano, così degradato nel malcostume politico-istituzionale, così estraneo alla crisi che sta uccidendo famiglie ed imprese e così lontano dalla vera azione anti-mafia del ministro dell’Interno Roberto Maroni (mai un napoletano, un campano, un calabrese o un siciliano hanno testimoniato politicamente una concreta lotta alle mafie, nessuno di loro, tranne il varesino e lombardo Maroni), così evidentemente chiuso in se stesso e nella unica prospettiva politica di salvare il meridione italiano, anche a costo di massacrare definitivamente tutto il nord per questo motivo.

La lotta politica italiana è infatti oggi inserita tutta in un solo modello politico:

quello di una dirigenza politica e burocratica meridionale (la scelta del Berlusconi di nominare come suo delfino un siciliano la dice tutta in tal senso) degradata e devastante che andrebbe esiliata in blocco in altro luogo, in altro stato.

Le esigenze del Popolo del Nord vengono tutte messe in subordine alla salvezza di questo sud, di questa sua classe dirigente, di una casta corporativa politico-burocratico-partitocratica che è incoronata di “invidiabili primati”, come quello della corruttibilità.

Resta ancora insabbiato infatti, il DDL anti-corruzione, rimpallato e insabbiato nelo senato della repubblica presieduto dal siciliano schifani, ad opera del capogruppo del PD, la siciliana Anna Finocchiaro (che dichiarerà trionfante la propria responsabilità nell’aver impedito l’approvazione del DDL anticorruzione) e di un ministro della giustizia siciliano come alfano, successivamente investito della responsabilità impossibile di fare del PDL, un partito degli onesti.

Da dove provenga il male pubblico italiano, questo non è un mistero.

Basta infatti sfogliare le pagine dei giornali degli ultimi decenni per scoprire chi e cosa uccide questo paese.

Tutto il resto è solo un misero teatrino politico che andrebbe condannato in toto ad un esilio in terra africana, così come avvenne per quello volontario del loro predecessore bettino craxi.

Tangentopoli non è mai finita in questo paese.

Ma la corruzione ha ormai finito questo paese che ha fatto del “togliere al povero per dare al fannullone”, una regola di vita suicida e volgare, degradante e massimalista.

Con la fine di berlusconi si aprono finalmente nuove sfide per il contrasto alle mafie ed alla illegalità diffusa, ivi comresa la corruzione politica.

Sempre che la casta politica italiana non preferisca “questo berlusconi” e lo salvi dalle sue stesse responsabilità.

Tutto può essere in questo paese, laddove il senso di responsabilità e del dovere, come lo spirito di sacrificio, sono da sempre derisi ed emarginati dal potere pubblico, che risulta invece intriso di fannulloni e di corrotti, di troppo sensibili alle sirene mafiose ed affatto spaventati da quelle della polizia di stato.

Togliere al povero per dare al fannullone.

Almeno sino a quando le sane amministrazioni pubbliche del Nord decidano di non rispettare più il patto di Stabilità che quelle del Sud non hanno mai voluto rispettare sino in fondo.

Almeno sino a quando i poveri non decideranno di lapidare a suon di monetine tutti i fannulloni ed i corrotti di questo paese.

Qualunque poltrona del potere pubblico rappresentino.

Qualunque.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Federalismo irrealizzabile e la Secessione tradita

venerdì, 12 agosto 2011

La crisi socio-politico-economico-finanziaria che investe l’italia, rende sempre più difficile, se non impossibile, una affermazione effettiva del federalismo.

Nessuna manovra finanziaria dell’esecutivo infatti, punta a diminuire drasticamente le risorse stoltamente bruciate dallo stato centrale e della pubblica amministrazione, per destinarle alle competenze comunali e regionali (di quelle provinciali possiamo farne tranquillamente a meno), ormai esangui e fortemente indebitate, ovvero, nel migliore dei casi, ridotte ad un grave immobilismo amministrativo e contabile.

E senza l’attribuzione di risorse adeguate, nessun federalismo potrà mai vedere la luce, specie in questi tempi di crisi.

Così, la scelta federalista viene svuotata di significato e di valore, e viene così consegnata ad un futuro incerto, instabile, insicuro.

Ancor più disgraziata è stata la fine della ipotesi secessionista, mai percorsa ufficialmente e solo annunciata e propagandata.

Di fatto, non risulta nessuna richiesta ufficiale di secessione del nord dall’italia.

Così, tra un federalismo irrealizzabile ed una secessione mai nata, l’italia veleggia in una crisi globale che rischia di schiacciarla totalmente, compreso quel nord che si ritroverebbe costretto a pagare ancora una volta per gli errori di un sud, la cui dirigenza, rappresenta il peggior fallimento politico ed umano di tutto il mondo occidentale.

Cosicchè ai napoletani viene perdonata con un atto idio-buonista l’ennesima emergenza della monnezza napoletana, costringendo le regioni del nord a pagare ancora una volta la soluzione della crisi del ciclo dei rifiuti (che non c’è) napoletano e meridionale, ed accettare coercitivamente di smaltire quella monnezza napoletana che i napoletani si rifiutano da sempre di differenziare, raccogliere e smaltire.

Al danno si aggiunge una beffa impossibile da accettare per le popolazioni del nord, ancora una volta costrette dall’uso della coercizione del potere pubblico (in gran parte in mani meridionali), usato come fosse un’arma da fuoco puntata alla tempia dei cittadini del nord, riducendo di fatto in stato di schiavitù il nord sottomesso con la forza pubblica ad un sud impossibile da governare, da mantenere e da salvare.

Ma questo vuole lo stato italiano, questo vogliono le istituzioni ed i poteri pubblici, statali ed istituzionali italiani.

Questa è la volontà politica e “democratica” dei poteri italiani.

Questo è infatti il vero, l’ultimo ed unico scopo e fine dell’unità italiana:

togliere al povero per dare al fannullone.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Knights Templar 2083 – Anders Behring Breivik’s Video

lunedì, 25 luglio 2011

Ho appena finito di vedere il video rintracciabile sulla rete web di Anders Behring Breivik:

Knights Templar 2083.

Anch’io credo che i maggiori pericoli per i popoli europei ed occidentali provengano da un ingannevole modello socio-culturale multietnico che attraverso il metodo democratico e la legge dei numeri demografica, puntano a prendere il potere pubblico insieme alle sinistre comuniste, grandi sostenitrici del tradimento storico del popolo europeo.

Non vi sono dubbi su questo.

Quel che avrei voluto meglio comprendere nella visione di Anders, era la motivazione razionale che lo ha spinto a scegliere cittadini norvegesi di sinistra come obiettivo stragista e terrorista, nonchè come monito iniziale di una guerra mai dichiarata che serpeggia nei paesi europei ed occidentali contro l’espansione islamica.

Ho una serie di domande che non hanno risposta su questo caso.

1 – Perchè Anders Behring Breivik ha scelto di compiere una strage fra giovani norvegesi laburisti (di sinistra) piuttosto di attaccare direttamente invece i simboli di quello che egli stesso vede come il pericolo maggiore: i mussulmani?

2 – Perchè Anders Behring Breivik non ha cercato di connettersi alla rete di resistenza politica europea che combatte politicamente per la tutela e la difesa della storia, della cultura, della religione e della libertà dei popoli euro-occidentali?

Ne ho ancora di domande, ma per risolvere l’enigma “Anders Behring Breivik”, mi acconteterei almeno di queste risposte.

Certo, in Norvegia non ci sono le mafie come in Italia, non ci sono popolazioni di africani con cittadinanza italiana che si rifiutano di gestire i propri rifiuti, costruiscono edifici senza alcuna autorizzazione e si rifiutano di obbedire alla legge creando di fatto uno stato illegale nello stato democratico.

Personalmente aggiungerei ai pericoli comunista e islamico messi in evidenza da Anders Behring Breivik che vive il modello socio-culturale nord-euro-occidentale, anche:

gran parte delle popolazioni delle regioni meridionali italiane,

tutte le organizzazioni mafiose italiane,

molto del sistema degenerato italiano che produce continue ingiustizie nell’abuso corrotto e corruttore del potere pubblico;

tutte quelle isituzioni democratiche che favoriscono i napoletani che si rifiutano di smaltire la propria monnezza e puniscono invece tutto il resto del paese nella mancata richiesta di danni da avanzare ai napoletani per la perdita di immagine dell’Italia e del del marchio commerciale Made in Italy a causa del loro stile di vita incivile,

tutte le popolazioni meridionali che non contrastano le organizzazioni mafiose e l’espansione islamica.

Per l’islam, di cui si è ampiamente e storicamente dimostrata l’incompatibilità con le libere democrazie occidentali, andrebbe immediatamente dichiarata la sua illegalità nei paesi europei, in modo da poter espellere immediatamente tutti i mussulmani che non si sono integrati e che rappresentano un grave e mortale pericolo per il popolo nord-euro-occidentale.

Per i comunisti si potrebbe prevedere un loro esilio immediato in paesi islamici, vista la vicinanza culturale e di intelligenza che rende fratelli due modelli culturali di cui il mondo intero farebbe molto volentieri a meno.

E visto che si sta facendo un po di pulizia di modelli inadeguati ed incompatibili con quelli nord-euro-occidentali, potremmo pensare all’esilio della nostra intera casta politica nel continente africano, in blocco, con un biglietto di sola andata.

Su questo, il mio pensiero e la mia azione si differenziano certamente con quelli di Anders Behring Breivik:

per cambiare le cose e salvare il salvabile, possiamo evitare le stragi e le guerre civili, semplicemente esiliando i modelli socio-culturali incompatibili con il nostro, ricomponendo omogeneità sociali che gravi errori storici hanno procurato, come quello dell’unità italiana.

C’è tanto spazio in africa per napoletani, mussulmani e politici scandalosi:

se essi non corrispondono al modello civile occidentale, andranno benissimo per quello africano.

Simili con i simili, e non vi saranno mai più problemi di integrazione.

Ma questo deve accadere adesso, non dopo il 2013:

Secessione da tutte queste degenerazioni incompatibili con il nostro modello e stile di vita.

Secessione, adesso, subito, immediatamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X