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La crisi delle democrazie, la caduta delle monarchie, l’avvento dei presidenzialismi e dei direttorati antidemocratici

mercoledì, 11 ottobre 2017

Il mondo è in crisi

Una crisi economica potente, ridondante, ricorrente nel tempo ha svelato alcuna verità scottanti:

– le banche facevano affari illeciti ed illegali con i politici invece di servire famiglie e imprese;
– la giovane ed estremamente corrotta democrazia italiana si manteneva sul benessere derivante dai progressi compiuti nel
ventennio fascista, dal benessere derivante dal boom economico;
– nessuna capacità politica ha prodotto quel benessere;
– i politici hanno consumato benessere e libertà, non ne hanno prodotto
– le istituzioni si arrogano prepotentemente i benefici di un benessere a loro estraneo e respingono invece le responsabilità del
mancato governo politico del paese, causa di disservizi pubblici eclatanti, spesa pubblica e debito pubblico che pagano vizio,
mafie e corruzione;
– spesa pubblica e debito pubblico non pagano i servizi al cittadino ma l’arricchimento indebito, illecito e illegale di caste e
corporazioni che hanno fatto della democrazia strumento per impedire la democrazia, per negare le libertà, per impedire ogni e
qualunque cambiamento, miglioramento o processo evolutivo del paese;
– istituzioni politiche varano volutamente leggi elettorali anche incostituzionali con il precipuo scopo di mantenere il paese in un
costante e continuo stato di instabilità politica che produce a sua volta un cercato e voluto rafforzamento incostituzionale del potere
pubblico nelle sole mani del capo dello stato, capo di stato che da ben tre mandati è mantenuto da meridionali (due napoletani e un
siciliano) e che, guarda caso, mantiene quasi ininterrottamente al governo con un giochetto estorsivo denominato “ago della
bilancia” (proprio per questo motivo la casta produce sempre leggi elettorali fallaci – e mi perdoni Oriana-) ancora un siciliano,
buono per tutti i governi e per tutti i colori, con il preciso intento di mantenere una parvenza di accesso alternativo al potere
pubblico di destra e sinistra, e che è invece un vero e proprio colpo di stato riconoscibile nel patto del nazareno sottoscritto dalle
principali forze politiche di destra e di sinistra al solo scopo di:

– impedire la realizzazione del dettato costituzionale;
– bloccare la democrazia e sospendere le libertà fondamentali;
– governare continuativamente ed ininterrottamente (sempre con i medesimi soggetti) con stratagemmi che abusino delle regole
democratiche in favore di direttorati, presidenzialismi e vere e proprie monarchie sottolineate dal soprannome affidato ad un capo
di stato: re giorgio.

Ma la crisi politica è globale e possiamo leggere i cambiamenti e le reazioni ai falsi miti della democrazia e delle monarchie (il cosiddetto politicamente corretto) negli avvenimenti dei nostri giorni.

Brexit è la reazione della Gran Bretagna al direttorato franco-tedesco in Europa, direttorato che ha portato l’Unione Europea sul baratro del tracollo, della implosione.

La secessione della Catalogna è un processo di reazione di popoli (padani, catalani, scozzesi, ecc) ai direttorati franco-tedeschi europei e alle monarchie affatto democratiche e repubblicane.

Infatti, sfugge ai più attenti osservatori che la crisi britannica e quella spagnola individuano un dato comune:

si riproducono in paesi dove non vige una moderna e liberale democrazia repubblicana, ma in monarchie malcelate in democrazie.

E in tutte e due i casi, il tentativo di queste monarchie di mettere contro i secessionismi (pave3ntati come populismi) e l’Unione Europea fallisce proprio perché scozzesi e catalani si dimostrano più europeisti nei fatti che nelle parole e negli atti di spagnoli e inglesi.

Nell’era della crisi delle democrazie emerge quindi una profonda ingiustizia di nazionalismi travestiti da democrazie che sputano rabbia e bile su popoli e populismi, per non dover ammettere di aver abusato delle sovranità dei popoli europei per fare gli interessi di caste e corporazioni interna assai corrotte e interessi di lobbies esterne come quella omosessuale e quella musulmana, entrambe orientate alla infiltrazione e al condizionamento dei governi occidentali ed europei per far vincere il dio denaro rubato al benessere dei popoli e il dio allah sovvenzionando con i pozzi petroliferi i principali partiti di destra e di sinistra e le imprese fallimentari dei politici italiani (espansionismo islamico è carota, terrorismo musulmano è bastone e voi siete una massa di vili e di codardi traditori).

Addio democrazia?

No, è solo un riequilibrio che va letto nella consueta e storica mancata equivalenza e reciproca prepotenza di poteri religiosi e politici.

Il papa di Roma fa politica, ingerisce pesantemente negli affari interni italiani e i prepotenti italiani gli rispondono minacciando di tassare i beni della Chiesa esattamente come Bonifacio VIII e Filippo il bello fecero ottocento anni or sono (secondo me finisce che il popolo defenestra Bergoglio e libera e insedia Ratzinger).

Come vedete, certe politiche non hanno cambiato nulla e mai si è stabilito, una volta per tutte, che il potere democratico degli stati etici religiosi (arabi e musulmani) è pari a zero.

Ma per fortuna di questo sventurato e derubato mondo è arrivato Donald J. Trump a rimettere ordine nel governo politico americano, portato volutamente allo sbando dai clan bush, clinton e obama (bin clinton).

Ora, attendiamo un nuovo uomo della provvidenza che rimetta le cose anche in Europa, cancellando decenni di omissioni e malgoverni, di invasioni musulmane e asservimenti a interessi stranieri.

E mentre in Italia la casta politico-istituzionale continua a produrre leggi elettorali zoppe e/o incostituzionali per garantire l’ingovernabilità (da correggere con il presidenzialismo di capi stato-dittatori mai eletti da nessuno elettore e di capi del del governo mai indicati da nessun elettore), aspettiamo che la reazione popolare dimostri in quali modalità e in quali direzioni indirezzerà le proprie energie.

Perché, se non lo avete ancora capito, ve lo ripeto io:

la pacchia è finita, pezzidimmerda.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

In viaggio con una terrorista

giovedì, 24 febbraio 2011

Tutto iniziò in una pizzeria, per una tranquilla serata tra amici.

Serata gradevole, in compagnia di un gruppo di persone piacevoli.

Alcune ragazze erano di nazionalità straniera.

Libero da impegni sentimentali in quel periodo, fui attratto da una ragazza americana dal viso dolcissimo.

Era in compagnia di una sua amica scozzese.

Fu una bella serata.

In seguito recuperai informazioni relative alle abitudini della ragazza che aveva attirato la mia attenzione.

Seppi che frequentava una palestra per la preparazione atletica.

Decisi che era venuto per me, il momento di fare un po’ di ginnastica.

Frequentai le lezioni negli orari e nei giorni in cui sapevo di trovarla, e la trovai, infatti, in compagnia della inseparabile amica scozzese.

Ero in piena forma fisica in quel periodo, e non feci fatica ad attirare la loro attenzione, e non solo la loro.

Prontissimo al mio ruolo di chariot man, tentavo la tecnica del passaggio di ritorno.

Ma come spesso capita nella vita, scegli un bersaglio e ne centri un altro.

Fu l’amica scozzese ad approfittare della mia offerta di un passaggio per il ritorno a casa.

E così, nacque una storia, dalla quale ho imparato molte cose sul rispetto e sui “complimenti scozzesi”, pieni di una ironia che a me pareva familiare, ma che ai più, appariva incomprensibile.

L’estate successiva, fui invitato a casa sua, in Glasgow.

Accettai l’invito, nonostante fossi decisamente a riserva in fatto di risorse finanziarie, ma ero trepidante al pensiero che avrei messo piede sul suolo dei miei avi alla ricerca delle gesta del mio clan:

la nonna di mio padre era infatti una scozzese, del Clan dei Campbell.

Fu proprio l’esigenza di risparmiare sul costo del viaggio che mi fece optare per un economicissimo viaggio in bus che costava 240.000 lire Foggia-Glasgow e ritorno, compreso il passaggio sullo stretto della Manica, piuttosto del 1.500.000 di lire richiesto da un operatore aereo molto economico per un biglietto di andata e ritorno Napoli-Glasgow.

Il bus effettuava settimanalmente un viaggio fra Atene e Londra, disponeva di due autisti e di una hostess.

La hostess era l’unica che parlava la lingua italiana (gran parte dei viaggiatori erano turchi e greci che lavoravano in Germania), quindi, restai vicino a lei il più possibile durante il viaggio, come pure fece una ragazza israeliana di poche parole, anzi, piuttosto distaccata e silenziosa:

parlava solo con la hostess, con me, non ha mai spiccicato parola.

A me non interessava poi molto, cercavo solo il modo di passare le 45 ore previste di viaggio in buona compagnia, e lei, non lo era di certo.

Il bus attraversò la Manica partendo dall’Olanda.

Ricordo che mi svegliai in piena notte da solo ed al buio nel bus, mentre gli altri erano scesi per le operazioni doganali.

Un uomo salì sul bus e venne diretto verso di me, chiedendomi in inglese di mostrargli i miei documenti.

Non era in divisa e fu particolarmente gentile.

Prese visione dei documenti e chiese in inglese il motivo del mio viaggio in Inghilterra.

Gli risposi che andavo in Scozia, per turismo.

Mi restituì i documenti con un sorriso ed uno sguardo piuttosto furbo e mi congedò con un “grazie e buon viaggio” in un perfetto italiano.

Restai con la strana sensazione che quell’uomo volesse dirmi qualcosa.

Il mattino dopo, approdammo sulle sponde inglesi.

Le operazioni di controllo furono di gran lunga più importanti che in Olanda, a causa del pericolo di eventi terroristici:

l’attentato terroristico di Lockerbie di cui fu accusata la Libia di Gheddafi pesava ancora, evidentemente, sulle misure di sicurezza britanniche.

Scesi dal bus, passammo al controllo personale e dei documenti mentre i nostri bagagli venivano controllati.

Passati i controlli, cominciò una insolita attesa.

Mi rivolsi alla hostess chiedendo spiegazioni e mi fu risposto che erano in atto controlli su un viaggiatore del nostro gruppo.

Dopo circa un’ora, ci fecero risalire sul bus che era diretto a Londra.

Mi accorsi dell’assenza di quella ragazza israeliana così taciturna e distaccata e ne chiesi spiegazioni ancora alla hostess.

Mi fu risposto che era stata fermata per ulteriori controlli.

Dimenticai la cosa, preoccupato che il ritardo accusato nei controlli doganali e di sicurezza copromettesse la mia coincidenza per Glasgow.

Ma così non fu, e verso la mezzanotte ero alla stazione dei bus di Glasgow, dove venne a prendermi la mia amica.

Il mattino dopo venni svegliato dalla mia amica che mi invita a salutare i suoi genitori che partivano per le vacanze.

E così feci.

Scesi al piano terra della loro villa e li salutai ancora rallentato da un viaggio non proprio confortevole.

Subito dopo chiesi di poter avere una tazza di caffè e scoprii che l’espresso all’italiana era lontano migliaia di miglia da lì.

Squillò il telefono e la mia amica rispose.

Poi mi chiamò e disse: è per te.

Presi in mano la cornetta del telefono con titubanza, poiché non mi aspettavo che qualcuno mi cercasse lì, e risposi.

Con mia sorpresa ascoltai la hostess del bus:

mi informava che aveva fornito il mio nominativo alla polizia inglese, e che avrebbero potuto chiamarmi per una eventuale richiesta di informazioni.

Mi scrollai di dosso la stanchezza del viaggio in un attimo e chiesi del perché la polizia inglese avesse interesse per me.

Rispose che la ragazza israeliana con cui avevamo viaggiato era risultata in realtà, una terrorista palestinese che viaggiava sotto falso nome e che la polizia le aveva chiesto la lista di tutti quelli che avessero avuto un contatto con lei durante il viaggio.

Ribattei che quella ragazza così distaccata mi era sembrata molto antipatica e che, per questo, non avevo scambiato con lei nemmeno una parola.

La hostess mi disse che comunque, le uniche persone con cui era venuta in contatto la ragazza eravamo solo io e lei, e che per questo aveva fornito il mio nome alla polizia.

La ringraziai per l’avvertimento e le diedi appuntamento per il viaggio di ritorno.

Mi tornò in mente lo strano atteggiamento di quell’uomo senza divisa che in Olanda salì sul bus per chiedermi i documenti e pensai che il suo sorriso gentile e furbo, forse voleva proprio dire qualcosa.

Restai pensieroso e spiegai la cosa alla mia ospite che restò stupita.

Ok, dissi, non cambia nulla:
portami a vedere la terra dei miei avi.

E così fu:

un su e giù per montagne con viste mozzafiato, su e giù per le higlands, cime sulle quali ci ritrovavamo nei rifugi solo con turisti giapponesi e tedeschi, poi Edimburgo, il Vallo di Adriano, Fort William, sempre alla ricerca degli scontri epici del Clan Campbell contro l’alleanza dei Mac Donald, alla quale aderiva all’epoca il clan da cui discende la mia amica.

Ma non venne nessuna telefonata.

Così, tornai in Italia senza alcun imprevisto, chiedendomi se avessi dovuto prudentemente informare della cosa un amico che prestava servizio nella Digos.

Poi ci ripensai: ma cosa avevo da nascondere io?

Abbandonai l’idea.

E così, con il passare del tempo, dimenticai questa avventura.

Sino a questa notte, quando leggo che un ministro libico dimissionario accusa Gheddafi di essere stato il mandante dell’attentato di Lockerbie, e come un lampo, questo “viaggio con una terrorista” mi è tornato lucido alla mente.

Ed ho pensato che, nell’attesa che il sonno mi prenda all’alba, come al solito, avrei voluto lasciare traccia di questa esperienza, in questo blog.

Tutto qui.

Buon giorno a voi e buona notte a me.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X