Articoli marcati con tag ‘scioglimento consiglio comunale’

Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi

giovedì, 17 ottobre 2013

Il caso dello scioglimento del primo comune lombardo per mafia (Sedriano) conferma che la Palma nasce a sud e va a nord.

Aveva ragione Maroni, non Saviano:

il gruppo di ‘ndranghetisti che hanno originato l’allarme che ha portato allo scioglimento del comune lombardo erano calabresi trapiantati in Lombardia.

Il cancro è la calabria, le metastasi sono i calabresi.

Quale sarebbe il male lombardo?

Non aver impedito a calabresi, siciliani e campani l’ingresso in Lombardia e in tutto il nord?

Non aver realizzato la scissione del nord da questo schifo di sud?

Non aver eretto un muro che separasse l’Italia in due:

una Italia povera, viziosa e mafiosa ed una Italia ricca virtuosa e libera dalle mafie?

La mafia al nord non esiste:

l’hanno portata lì i meridionali.

Da questo Sud non sono fuggite solo le migliori intenzioni.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo

La guerra alle mafie di Roberto Maroni

venerdì, 11 marzo 2011

Le notizie di continui arresti e dei molteplici sequestri ai danni delle organizzazioni mafiose, si susseguono senza soluzione di continuità negli ultimi anni, in particolare, da quando il Ministero dell’Interno è sotto la guida dell’Onorevole Ministro Roberto Maroni.

Il metodo della “task force” ideato e realizzato dal ministro Maroni per contrastare il fenomeno mafioso, porta risultati sempre più evidenti e significativi nel contrasto alle mafie.

Questo metodo vincente, avviato nel contrasto alle cosche mafiose camorristiche, è stato esportato anche nelle altre regioni meridionali, con risultati che convincono ogni giorno di più, anche nei confronti di quelle mafie che, come la ‘ndrangheta calabrese, sono sempre risultate poco permeabili all’aggressione dello stato.

Il tentativo costante di infiltrazione delle mafie nel nord del paese, vive in questi ultimi tempi un contrasto sempre più attento e preciso, con interventi determinanti del ministero dell’interno, volti a impedire l’aggressione ed il legame che le cosche mafiose tentano quotidianamente al ricco piatto della pubblica amministrazione a livello locale, di cui gli scioglimenti di consigli comunali sospettati di essere infettati e/o aggrediti dalle mafie, appaiono come la dimostrazione provata di un livello di attenzione altissimo da parte del Viminale nei confronti di questi pericolosi fenomeni cancerogeni del sistema democratico.

L’assetto organizzativo di questa task force, prevede una equilibrata e sapiente interazione fra le forze di polizia italiane, collegate direttamente con l’azione dei magistrati inquirenti, in modo da non offrire alle mafie, alcuno spazio di movimento avverso l’azione anti-mafia dello stato.

Una formula semplice quanto vincente.

Resta muta però, la risposta sul perchè un metodo simile non si sia verificato prima in questo paese, consentendo alle organizzazioni mafiose di estendersi a piacimento in lungo ed in largo, sia geograficamente che per settori della pubblica amministrazione e degli appalti pubblici.

Eppure, stranamente, voci ben rintracciabili, si sollevano a criticare tale operato eccezionale, eccependo che, l’infiltrazione mafiosa nelle regioni del nord, quasi, quasi, sarebbe addirittura responsabilità di chi questo cancro, lo sta combattendo con risultati tangibili mai raggiunti prima.

In queste eccezioni e critiche, si legge un taglio errato della interpretazione di una azione politica, laddove l’opposizione ad un movimento politico della maggioranza di governo, approfitta di qualunque appiglio, anche inesistente, per lanciare l’arrembaggio all’esecutivo.

E questa, è l’ipotesi meno pericolosa.

L’altra ipotesi, correla il fatto che, i partiti politici, di tutte le opposizioni che criticano maggiormente l’azione del ministro leghista Roberto Maroni, affondano le radici del proprio consenso elettorale proprio in quelle regioni laddove le mafie hanno ben dimostrato di saper e poter condizionare il voto elettorale ed indirizzare il consenso popolare, laddove il movimento politico della Lega Nord invece, non raccoglie nemmeno un voto.

Questa seconda ipotesi raggela il sangue nelle vene, poichè offre immediatamente una motivazione negativa negli attacchi al responsabile del Viminale, il ministro Maroni.

Motivazioni che correlano un ipotetico “interesse condiviso” fra opposizioni politiche e organizzazioni mafiose nel porre contrasto alla pregevole azione del Viminale.

Dubbi atroci avanzano in tal senso, dubbi che pongono domande pesanti sui motivi che spingono ad una azione politica che tende a debilitare l’azione di governo in fatto di ripristino della sicurezza e di recupero della legalità nel meridione.

Inoltre, il fatto che, ad ogni nuova notizia negativa di infiltrazione mafiosa in una regione del nord che venga scoperta e contrastata dalle forze di polizia e dalla magistratura inquirente, corrisponda una specie di “urlo festoso e felice” da parte proprio di quegli esponenti politici, di quegli organi di informazione e di quell’establishment che corrisponde esattamente alla opposizione politica italiana, lascia interdetti, feriti e sorpresi:

sembra quasi “un coro da stadio” a sostegno della espansione mafiosa, “un grido di gioia” affatto nascosto, ma anzi, urlato e reiterato ad ogni nuova azione di contrasto dello stato contro l’anti-stato delle mafie nel nord, quasi che, la presenza nel territorio del nord delle mafie, sia assimilabile ad una singolare quanto oltraggiosa “vittoria politica”.

Incredibili sono le proiezioni che derivano dalla presa di coscienza di tale infamia umana e politica.

Impossibili sono i percorsi mentali cui costringono tali allucinanti prese di posizione di certa politica perdente e suicida, in specie se guardate nell’ottica delle prossime elezioni amministrative che coinvolgono enti locali come quello del comune di Napoli, territorio nel quale si misurano in cinquanta (50) le cosche camorristiche presenti, città nella quale, pesanti dubbi di interferenza e di ingerenza camorristica sono stati rilevati e denunciati proprio in quelle “elezioni primarie interne” al principale partito di opposizione italiano.

Tali e profonde le riflessioni che pone questo ipotetico comportamento vile e traditore, fanno pensare che, in effetti, in questo paese, sembra proprio che talune forze politiche abbiano stretto un patto d’acciaio con il demonio.

Ma questo patto d’acciaio non corrisponde a quello sottoscritto con il sangue e con il fuoco fra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi.

Anzi, sembra proprio opposto a questo, di opposizione a questo, appunto.

Ora sembra un po’ più chiaro chi è il demonio in questo paese e chi sono coloro che ne sorreggono le sorti maligne.

Ricordatevene quando entrerete in una urna elettorale, se avete a cuore il futuro di questo paese.

Ricordate sempre che, il Federalismo è antitetico alle organizzazioni mafiose.

E che le organizzazioni mafiose hanno sempre mirato all’isolamento politico ed istituzionale di quei personaggi che attentavano alla loro unità ed alla loro sopravvivenza.

Così come in questa solitudine, purtroppo, sono caduti il generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa ed i giudici Falcone e Borsellino, così come son caduti tutti i martiri ammazzati dai colpi criminali delle mafie coperti da un silenzio incivile ed omertoso ovvero da un cointeressato anche se non associato “pissi pissi” complice e favorevole.

Così come appare profondamente ingiusto il tentativo di isolamento dell’azione di quei poliziotti, di quei carabinieri, di quei finanzieri e di quella magistratura che, nel contrasto quotidiano e pericoloso alle mafie, impegnano ben più che la loro vita.

Questi invece vanno unitariamente e comunitariamente sostenuti, così come va sostenuta l’azione del governo e del Viminale in questa lotta mortale.

Messaggio non subliminale.

Scherzate pure con i santi, ma lasciate in pace i fanti:

la Fanteria d’Assalto dell’Anti-Mafia.

Non commettiamo di nuovo l’errore commesso nel passato, di tradire chi ci difende e/o di offendere chi presta servizio per assicurare maggiore sicurezza e legalità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X