Articoli marcati con tag ‘Schweizerische Eidgenossenschaft’

Uno per tutti, tutti per uno

sabato, 3 settembre 2011

Unus pro omnibus, omnes pro uno
Einer für alle, alle für einen
Un pour tous, tous pour un
One for all, all for one
In per tuts, tuts per in

Questo, è il motto della Confederazione Svizzera, o Schweizerische Eidgenossenschaft, o Confédération Suisse.

Ecco il più antico, realizzato, funzionante, efficace nonchè unico stato comunitario europeo, basato sul federalismo e su di una multietnicità ed una multiculturalità riuscita, realizzata.

Il sogno di una Grande Europa unita, economicamente forte, socialmente soddisfatta e rispettosa delle identità comunitarie, nazionalistiche e popolari che la compongono, è naufragato invece nella creazione di un enorme pachiderma politico-burocratico, oggi miseramente fallito che è chiamato Unione Europea.

Il duopolio franco-tedesco torna ad impugnare saldamente quanto direttamente le redini dei paesi europei, sollevando di fatto il parlamento europeo ed esautorando effettivamente la commisione europea di ogni potere e funzione.

Le due anime offrono aspetti differenti e talvolta incompatibili nelle visioni politiche, soprattutto in materia di politica estera, tali differenze, emergono evidenti come nel caso libico.

Ma nonostante queste diversità, Germania e Francia continuano a governare una europa spenta e balbettante, ad alto rischio di fall out.

Nel modello elvetico, tali differenze vengono assorbite, masticate, digerite, per offrire infine una unicità politica nella diversità socio-comunitaria, unendo ciò che è differente.

Ma l’Europa sembra ignorare la prospettiva del modello elvetico come storica piattaforma pacifica e matura dello stare insieme delle tradizionali identità europee, nel pieno rispetto reciproco, nel pieno e consapevole stare insieme.

Uno per tutti, tutti per uno.

Questo è il motto elvetico, questa è la proiezione non solo letterale del senso dell’unità elvetica.

Tenere insieme sotto lo stesso tetto un francese ed un italiano, ovvero un italiano ed un tedesco?

Sì, si può, è dimostrato storicamente nel modello confederato elvetico.

La tentazione di immaginare una estensione sic et simpliciter del modello elvetico nel panorama europeo contemporaneo, offre ben più di un aspetto positivo da valutare, specie in tempi come questi, laddove l’intolleranza nei confronti delle diversità cresce, al passo della crisi.

Cero, tale pensiero estensivo ha pur dei limiti, in effetti, come nel caso della cultura napoletana, partenopea e campana in generale, laddove l’unica regola rispettata è solo in parte rintracciabile nel motto elevetico:

tutti e tutto per uno, per me; e che il prossimo si fotta, se no lo fotto proprio io.

Come si può ben vedere, manca il tessuto connettivante elvetico più importante, quell’uno per tutti che offre il migliore spaccato della vita quotidiana in svizzera, laddove il comportamento di ogni cittadino svizzero è sovrapponibile a quello di tutti gli altri cittadini svizzeri, laddove un solo svizzero che si muova, interpreta degnamente la civiltà, la forza morale, ed il tipico comportamento di un intero popolo, quello svizzero, appunto.

No, la cultura napoletana in particolare e meridionale in genarale, è evidentemente incompatibile con il modello elvetico e con la cittadinanza svizzera ed europea, aggiungerei senza tema di essere smentito.

E per fortuna, aggiungerei ancora.

Ma, a parte queste differenze incolmabili, queste incompatibilità assolute e definitive, il modello unitario elvetico offre molti aspetti positivi nella visione di una europa unita con il modello svizzero, confederata, libera e indipendente allo stesso tempo.

Un aspetto che piace rilevare nella essenza politica elvetica è l’assenza di viltà, l’assenza di compromessi senza coraggio.

La Svizzera è stata infatti l’unico paese del mondo che ha messo sotto inchiesta la famiglia Gheddafi quando era ancora forte ed indiscutibilmente al potere, opponendo alla tipica arroganza dei dittatori di stati etici mussulmani, il rigore del diritto e del dovere, il principio della legalità, l adifesa dei soggetti più deboli rispetto all’arroganza dei prepotenti.

Altri, molti altri paesi, si sono sottomessi vilmente all’arroganza della famiglia Gheddafi in funzione dei vantaggi che ne avrebbero potuto trarre sotto il profilo dell’accesso alle risorse energetiche di cui la Libia è ricca.

E scusate se vi pare poco.

Ecco tratteggiato con molta superficialità un possibile scenario evolutivo europeo, nella incarnazione di un mito sociale e di cittadinanza come quello elvetico, immutabile e granitico nel tempo, a dispetto di ogni fenomenologia esogena.

Un messaggio lanciato in mare all’interno di una bottiglia.

Questo è il significato di questo post.

Null’altro.

Senz’altro.

Solo per chi ha orecchie per intendere, ragione per capire ed educazione civica per amare il prossimo come se stesso.

Uno per tutti, tutti per uno.

E sarebbe la fine dell’era dei furbetti, primi e compresi fra tutti, quelli che dicono di voler cambiare le cose senza cambiare nulla, nemmeno il nome posto sulla porta delle stanze del potere pubblico.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X