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Riflessioni a tastiera aperta – 19 marzo 2013

martedì, 19 marzo 2013

Leggo un sempre maggiore distacco fra queste istituzioni politiche ed il Paese Reale.
E sento sempre più forte un grido di richiamo antico che rivendica giustizia sociale ed economica.
Temo che il tempo per salvare il salvabile sia scaduto.
Ma restate pure lì a fare il solito niente:
tanto non siete in grado di salvare nessuno, se non voi stessi.

La politica italiana sarebbe perfetta per un film.
Condivido.
E allora sbattete fuori dalla realtà italiana questa politica e rinchiudetela in un film, per sempre.

Il pasticciaccio indiano dei due assassini che si danno delle arie da professionisti della sicurezza:
se tu fai un torto a me, io poi fo un torto a te.
Complimenti

Sinceramente esagerano.
Con la più grande discarica abusiva di tossico-nocivi d’Europa in località Giardinetto stanno a rompere gli equilibri per un termovalorizzatore di ultima generazione a Orta Nova?
E, di grazia: dove dovremmo stoccare, discaricare, smaltire o differenziare i nostri rifiuti?
Forse nel termovalorizzatore di Brescia?
Ancora con questa cultura disfattista e deresponsabilizzante.
No, non è consentito. No, non si può rompere all’infinito così.
C’è un limite a tutto: anche alle rotture di scatole

Siamo rovinati.
Un tempo eran ben altri i livelli sociali, economici, militari e culturali dei paesi con i quali l’Italia intraprendeva commerci e stabiliva alleanze.
Oggi siamo ridotti a chiedere l’elemosina all’Albania.
Tutto finito, tutto distrutto.
E tutto grazie alla classe dirigente italiana, la più mafiosa e corrotta possibile, che ha messo in ginocchio il presente ed il futuro di questo Paese.
E, di grazia, cosa acquisteremo e cosa venderemo nel rapporto commerciale con gli albanesi?
Un po di mafia?
Uno scambio mafioso?
Complimenti.

Pronto per la sua Waterloo, il cav si accanisce nell’ennesimo tentativo di spaccare in due il paese, di dividere fra destri e sinistri, di dividere per imperare.
Questa è l’ultima battaglia di un politico che promise tanto e realizzo’ niente.

La mafia ha già invaso tutto il paese, oltre Roma, anche Torino e Milano.
Solo ora te ne accorgi, Grasso?
Arrivi tardi, parecchio tardi.

Il presidente degli Statu Uniti d’America, Barack Hussein Obama II, dopo aver esteso l’accesso gratuito al servizio sanitario americano a milioni di indigenti, produce la perdita di ben 750.000 posti di lavoro con un “taglio alla repubblicana” alla spesa pubblica.
Bravo, buono, riformista di sinistra: assassino peggio degli altri, poiché ritiene di essere anche un grande presidente buono.
Buonista, al massimo, ma non buono, certamente.

Se fallisce l’Italia, anche la borsa di Marte avrà ripercussioni.

Mogli e buoi dei paesi tuoi. E allora, mussulmano che ti lamenti del nostro stile di vita, cosa ci fai in Italia? Vattene a casa tua, fra la tua gente che vive secondo la tua legge, la tua religione, le tue prassi e le tue consuetudini.
Non venire qui a rompere le scatole: ci sono almeno mille anni di civiltà che separano il tuo stile di vita dal nostro.
Torna a casta tua, e porta con te la Boldrini.

Un governo di anche solo due anni?
E certo, il tempo necessario ai parlamentari PD e PDL della scorsa lesgislatura interrotta prima del tempo naturale di raggiungere l’agognata quanto immeritata megapensionedaparlamentarenullafacente.
Dovrebbero solo vergognarsi di esistere.
Tutti, nessuno escluso.

Un esempio e comprendiamo tutti meglio il senso della cosa.
Se il segretario a mezzo servizio di un partito politico importante sente improvvisamente l’esigenza di dichiarare pubblicamente che vuole un “partito degli onesti”, allora perchè si lamenta quando riceve la critica di “partito di impresentabili”?
Se l’azione politica fosse onesta non vi sarebbe l’esigenza di puntare ad un “partito degli onesti” a parole.
Non credete?

Ha garantito nel tribunale indiano che i due marò sarebbero tornati dopo il permesso in Italia riconsegnandosi alle autorità indiane.
Invece, i due marò non sono tornati.
Ora, l’ambasciatore italiano in India rischia l’arresto.

Il PDL appoggerebbe un governo bersani se al Quirinale vi fosse Berlusconi.
Bersani accetterebbe voti rubati al M5S se al Quirinale vi fosse D’alema.
Non è cambiato nulla: la solita classe dirigente italiana.

Sono disgustato dalla mancanza di coerenza che vige.
Sono amareggiato dal poco valore che si attribuisce troppa gente.
Valete di più, non potete svendere tutto per uno stipendio.
Occorre una rivoluzione culturale, sociale, politica, sindacale, di sistema.
Io farò la mia parte, nel mio piccolo, ma non basta.
Destatevi, risorgete, alzatevi.
Non accontentavi di un piatto di lenticchie, un po di tecnologia portatile e qualche sfizio.
Osate qualcosina di più.

Beppe Grillo non è mafioso
Beppe Grillo deve morire
Hanno iniziato a scavare la sua fossa

Tratto da una discussione con un amica conservatrice su FB:
“Con questa legge elettorale voluta dai mafiosi parlamentari si piega qualsiasi cambiamento con il cambio di casacca di pochissime unità parlamentari, meno delle dita di una sola mano.
Cosa vuoi candidare Grillo come premier se in parlamento abbiamo avuto maggioranze mafiose?
La rivoluzione culturale questo paese non la può avviare, causa scarsa capacità intellettuale, culturale e morale. Ma dove andate? Cosa volete? Come lo realizzate?
Nessuno deve saperlo, tutto deve restare piegato alle mafie corporative che costituiscono la classe dirigente italiana.
Omertà, mafia, corruzione.
Ma quale rivoluzione culturale che sono degli ignoranti pazzeschi che si vendono per poco o niente.
Ci vuole una costituzione morale propria imbattibile per modificare una costituzione morale collettiva mafiosa.
E ad esserne dotati in questo paese, ne sono talmente pochi da essere contati sulle dita di una sola mano, appunto.”
“E quando parlo di ignoranza, non parlo del possesso di una laurea, ma del possesso di una intelligenza razionale che assurga a motore culturale. Cosa che in Italia, oggi, NON ESISTE.”
“E soprattutto, di una intelligenza razionale che conosca e riconosca una etica ed una morale, una norma statale ed una norma religiosa. Qui sembra la tarantella della corsa alla violazione di regole e norme.”
“Non è solo la morale e l’etica: è l’intelligenza, è una educata razionalità che manca. In Italia si ha una visione così corta della vita sociale e comunitaria da fare i brividi a qualunque pelle civilizzata. Tutto da rifare: serve un motore culturale per far ripartire l’intera macchina, Un motore culturale è una mente illuminata, visionaria, che sia amata e sorretta. Qui ti sparano nelle gambe come dei mafiosi, che è quello che è successo in parlamento in questi giorni: questi sono veri e propri attentati mafiosi alla democrazia.”
“Non devi aspettare, non puoi aspettare. Quando qualche mente illuminata si affaccia alla ribalta, come nel caso di Beppe Grillo e del suo movimento 5 Stelle di cui trattiamo, la risposta è sotterranea, mafiosa, silente, anti democratica. Lo vedi come lo trattano sti mafiosi? E a che serve avere intelligenza e voti se questi mafiosi cambiano le regole per impedire il cambiamento? Occorre prima fare pulizia, culturale, sociale, politica, sindacale, morale. Poi cerchiamo “la mente” che debba fecondare una nuova italia.”

L’accerchiamento ai grillini della mafia parlamentare e della feccia alleata per fermare ogni cambiamento dello status quo e del sistema italiano ha ottenuto la prima vittoria.
Beppe Grillo è un mostro di intelligenza.
I grillini si vendono per poco o nulla.
La solita storia della mafiosità italiana.

Quando non si sanno le cose come stanno ed i ruoli quali sono. Il più grande sostenitore di Assad di Siria in Italia si chiama Nicola Vendola di cui la Laura Boldrini è appendice.
Della serie Nicola produce rifugiati e la Boldini si ingrassa.
Comprendo che la la razionalità in questo paese è morta e sepolta, ma io rifiuterò sempre di mandare all’ammasso il mio cervello.
Quando il nicola di bari andava in visita ufficiale in Siria da Assad e spendeva i danari dei pugliesi per fare investimenti in Siria, io scrivevo alla sua mail che faceva errori molto più grandi di lui (lei, ello, ella?) e della sua responsabilità. Ottenni risposta sibiliina che diceva in sintesi che non avrei dovuto accendere di quei fuochi. E lui/lei non avrebbe dovuto partecipare dalla parte sbagliata al massacro del popolo siriano. Assassino/a.

La elezione ad una alta carica istituzionale dello stato italiano della Boldrini metterà in rilievo ancor più le esigenze degli immigrati extra comunitari che entrano illegalmente nel nostro paese piuttosto delle esigenze degli ultimi fra gli italiani, i più bisognosi, postposti razzisticamente a penultimi di quegli ultimi che NON sono italiani.
Io so cosa è il razzismo e so chi lo esercita: perfettamente.

Quando si cambia, salvare il peggio del passato è cosa errata:
quando si fa pulizia, non si lascia sporco da nessuna parte.

Mi piace questo Li Keqiang, un riformista.
“Coloro che si rifiutano di riformar potranno non sbagliare ma saranno incolpati per non essersi presi la loro responsabilità storica”.
“Le riforme sono come il canottaggio controcorrente non riuscire ad andare avanti significa cadere indietro”.
Avrei potuto dirle io queste cose: perfetta identità di vedute.

Chiedere ad un italiano di lavorare è già cosa ardua in se.
Chiedere ad un italiano di lavorare anche la domenica ed i festivi, è una richiesta oltraggiosa della panza e delle pantofole, unici due valori rimasti di un modello di vita che è indicato nel mondo come fomentatore di crisi economiche e di dissesti nei bilanci pubblici.
Gli italiani sono un popolo conservatore e pretendono di restare tale.
Essi non voglono cambiare nulla.
Essi sono destinati al declino e alla scomparsa.

E mentre il paese affonda come la nave concordia, perché mal guidato in decenni di ladrocinio autorizzato politico e burocratico, osservo questi inutili politici che si accapigliano negli studi televisivi senza comprensione alcuna per il popolo che soffre.
Il vero problema è che loro devono prendere tempo, per assicurare almeno un anno di legislatura che unito ai quattro della scorsa legislatura, garantisca una pensione agli inutili e agli inetti.

Il debito pubblico italiano è ormai troppo alto per poter essere posto sotto controllo e ridimensionato senza dover versare lacrime e sangue del popolo italiano. Nessun politico che abbia esercitato il potere esecutivo italiano ha avuto il coraggio di tagliare decisamente la spesa pubblica e frenare la crescita del debito.
Il problema italiano è politico: non sono capaci.

Toh, ma guarda, è proprio vero:
l’italia non ha fatto nessuna riforma di quelle richieste e previste nel piano di salvataggio dei paesi P.I.G.S.
La ripresa italiana è a rischio, quindi?
Mah, secondo me per vedere la ripresa, dovremo attendere qualche anno e per vedere i suoi benefici, qualche decennio.

Bene, anzi male.
Dopo il primo parlamentare indagato (siciliana del PD con vari parenti politici indagati e/o arrestati), ecco arrivare il secondo parlamentare indagato ed è del PDL.
Facciamo le somme: il sindaco di Francavilla Fontana e tutta la maggioranza di cdx che lo sosteneva, il capo dell’Ufficio tecnico del comune, un ex ed un neo eletto parlamentare del PDL, il presidente dell’ordine dei farmacisti di Brindisi.
Complimenti.

Il terzo sesso è una invenzione, ne più ne meno che una opinione politica.
Non ha fondamento giuridico, ma solo ideologico.
Va trattato per quel che è, non per quel che aspira ad essere.

Coppia gay, entrambe medici (uno ginecologo e l’altro pediatra ) va in banca per un disguido e viene apostrofata così:
“Mi auguro di non avere mai a che fare con due medici come voi, pezzenti, non siete uomini, froci!”»

Salsicce islamiche al maiale alla mensa scolastica a Londra.
Tipicamente inglese.
Come alle Olimpiadi, quando risuonò l’inno nazionale della Corea del Sud alla presentazione degli atleti della Corea del Nord.

Dedicato a chi crede nell’uscita dall’Eurozona e al ritorno alla sovranità monetaria italiana:
Morirete di fame, di freddo e di caldo: come pagherai il petrolio? come pagherai il gas? come pagherai le forniture di energia elettrica? Di quanto aumenteranno le rate di mutui per le famiglie e dei prestiti per le aziende? Chi sottoscriverà l’emissione di un debito pubblico senza la garanzia della Unione Europea? Ma chi mette in giro la notizia che senza l’Euro l?italia starebbe meglio? Il Mago Zurlì? Beh, ditegli da parte mia che è un ignorante pazzesco.

Maledetto immobilismo politico:
sta massacrando ogni fonte di economia sana e favorisce solo le organizzazioni criminali mafiose che infiltrano politica e burocrazia, a loro volta già infiltrate grandemente da parassitismo e corporativismo. Siamo agli ultimi atti di uno stato degradato e declassato, disagiato e derubato.

Si conferma semre più l’informazione che vede l’80% delle entrate fiscali provenire da lavoratori dipendenti e pensionati. Il 20% per tutto il resto non è poco, ma è niente.

Quando la politica e lo stato non sono forti ed autorevoli come è avvenuto negli ultimi venti anni in Italia, sbocciano i fiori della autorevolezza autoritaria ed impositiva e della resa dello stato ai poteri forti ed oscuri, mafiosi e malavitosi.

Come dico spesso ai miei figli, non dovete apprezzare il cioccolato bianco o il cioccolato con le nocciole, entrambe assai dolci e gradevoli, ma occorre apprrezzare il cioccolato extra fondente con oltre il 70% di cacao amaro, che fa sicuramente bene alla salute, pur se piace di meno perché meno dolce.
E questo va bene anche nella scelta di un Papa, come di un Premier o di un Leader:
se piace troppo, non fa bene.

Dato:
solo l’8% dei bambini italiani torna a casa da scuola da solo contro il 25% degli inglesi ed il 76% dei tedeschi.
Ma inglesi e tedeschi non devono combattere con la maleducazione stradale e la violenza della società italiana.
Loro non hanno come primaria azienda una organizzazione mafiosa.

Dopo aver “mandato in ammollo” centinaia di testi della sezione Fondi speciali, riconoscono di non aver riconosciuto una rara edizione delle Operette Morali di Giacomo Leopardi, del 1835.
Ma in biblioteca provinciale cosa fanno?
Dormono tutto il tempo?
E si svegliano solo per prendere lo stipendio mal-mai-guadagnato?

La vecchia partitocrazia italiana non la vuole nessuno:
O avranno la capacità di cambiare in fretta o ci faranno il piacere di sparire in fretta.

75 anni, uomo semplice, papato breve:
hanno scelto per il ritorno al passato, per un papa che non cambi nulla nella Chiesa Cattolica e che duri poco, in modo da poter esercitare poco potere.

No, non siamo ancora completamente fuori dall’Eurozona:
infatti, siamo ancora tutti vivi, e ben nutriti.
L’Euro ha due facce:
non si può scegliere di prenderene una sola.
O tutto o niente.

Crisi Italia – India:
l’Unione Europea prende le distanze e chiede rispetto leggi.
Le autorità indiane:
pronti a tutto per riaverli.
Della serie:
come ti creo una crisi internazionale in una crisi globale.

Quanto vale la parola delle istituzioni italiane sul piatto internazionale?
Credibilità italiana in picchiata, per responsabilità di due assassini in divisa che hanno ucciso a sangue freddo due pescatori indiani disarmati ed inoffensivi scambiandoli per piretai agguerriti ed armati. Certo che abbiamo un esercito di “veri professionisti”.

Nella mia continua ricerca della verità ho perso un altro amico di Facebook.
Ho deciso di non ammainare più la bandiera delle mie ragioni in virtù del diritto di ognuno di dire “la sua verità”.
Di verità ne esiste una sola: la mia.

Chi non è più capace di sognare, è vecchio, irrimediabilmente vecchio.
Un visionario come me invece, avrà la certezza di morire inseguendo il suo ennesimo sogno.
Gli uomini e le donne capaci di vedere il futuro (visionari) e di realizzarlo sono la salvezza del genere umano.

Il primo parlamentare indagato del nuovo parlamento è donna, siciliana, del PD.
Ma è una storia di famiglia:
il padre della Gullo (già vicesindaco di Patti9 è stato arrestato, mentre il cugino (consigliere provinciale e ex candidato sindaco) è accusato di associazione a delinquere.
Famiglia siciliana certificata…..

Vincere le elezioni e non avere una maggioranza.
Sfiga?
No, no, solo la compiuta realizzazione del dettato contenuto nella legge elettorale:
la casta politica italiana mafiosa ha creato e mantenuto una legge elettorale che impedisca a chiunque di cambiare il paese sottraendogli la maggioranza dei seggi in parlamento benché vincitore delle elezioni.

Torna il terrorismo politico?

sabato, 2 marzo 2013

Assalto a furgone portavalori scortato da Guardie Particolari Giurate con violenta sparatoia a Roma.
Il bilancio è di un morto fra i rapinatori ed un ferito fra le Guardie.
La vicenda è assai violenta ed inquietante.
Analizziamola.

1 – Solo qualche giorno fa, veniva diramato dal Ministero dell’Interno un allarme di sicurezza su informazioni di intelligence di una situazione di elevato pericolo nel ritorno alla attività di cellule impazzite del terrorismo che approfittassero della condizione di squilibrio e di immobilismo politico derivante dalla ingovernabilità venuta fuori dalle urne elettorali.
L’allarme era fondato.

2 – Il primo rapinatore (Giorgio Frau, 56 anni), ritenuto un ex BR, proveniva dalle file della militanza dell’Unione dei Comunisti Combattenti e fu condannato in passato (soli 4 anni ad un soggetto così vistosamente pericoloso) perché trovato nella disponibilità di un deposito di armi (un mitra, sette pistole, ricetrasmittenti, attrezzi da scasso, una paletta della polizia e due giubbotti utilizzati dal personale delle Poste) ed arrestato prima che potesse mettere a segno una rapina a mano armata ai danni di un ufficio postale.
Le indagini della magistratura in quel momento cercavano gli autori dell’omicidio D’antona.
Trattasi quindi di terrorista politico che attraverso le rapine, finanziava le azioni e le scorribande del terrorismo.
Ma cosa stava facendo ora?
Finanziava la sua pensione o tornava a finanziare azioni terroristiche?
La sua punizione è stata esemplare:
è rimasto ucciso dai colpi in risposta ai suoi esplosi ai danni delle Guardie Particolari Giurate di scorta.
Va ricordato che le Guardie Giurate italiane, pur avendo un riconoscimento giuridico inferiore e differente da quello di Pubblico Ufficiale e di Agente Privato di Polizia o di quello di Security Officer, furono armate proprio in seguito a numero e sanguinosi episodi di attacco armato da parte di brigatisti e terroristi che finanziavano con le rapine la loro attività.
Siamo ai corsi e ricorsi storici:
il terrorismo armato è tornato.
In quale forma, è ancora tutto da verificare.

3 – Il secondo rapinatore è un ultras anch’egli militante, ma non della sinistra, bensì, della estrema destra, proveniva dalle fila del Movimento politico occidentale.
Il suo nome è Claudio Corradetti, 41 anni, detto “Drago”, con precedenti penali per rapina, ricettazione, lesioni personali e oltraggio a pubblico ufficiale.
Era attualmente in “permesso premio” per “buona condotta” (?!) dal carcere di Sulmona mentre scontava una condanna a 20 anni di reclusione.
Avviata una inchiesta ministeriale sui motivi che hanno indotto il giudice di sorveglianza a concedere l’onore della libertà ad un soggetto così evidentemente pericoloso..

4 – il terzo rapinatore, Massimo Nicoletti, 34 anni, arrestato più volte per rapina e precedenti simili per fatti politici.

5 – Ottimo lavoro della GPG di scorta che ha impedito la rapina restando ferito.

6 – Ottimo lavoro dell’Arma dei Carabinieri che è rapidamente interveuta dopo la rapina isolando la zona, fermando ed arrestando tutti i partecipanti alla sanguinosa e violenta rapina senza ulteriore spargimento di sangue, effettuata in centro a Roma (Esquilino), rapina che ha scatenato una sparatoria violenta tra i rapinatori e le GPG.
Un rapinatore è rimasto ucciso dai pronti colpi di pistola della guardia che egli stesso aveva ferito alla gamba ed al braccio.

Il terrorismo politico è tornato?

Sono queste cellule impazzite di un deposto e fallito terrorismo storico ovvero nuove e vecchie cellule di una nuova forma di terrorismo poltico?

Tornano gli anni di piombo dopo decenni di anni di fango politico?

Gustavo Gesulado
alias
Il Cittadino X

La fine del virtuoso asse franco-tedesco ed il fallimento del Vizio elevato a Sistema

domenica, 9 settembre 2012

La Francia della cirsi economica vissuta in alleanza con i paesi viziosi in fallimento controllato del sud Europa invece che insieme ai paesi virtuosi del nord Europa, perde pezzi importanti del porprio benessere economico-finanziario.

Ed ora, il presidente francese Hollande, potrebbe perdere l’uomo più ricco di Francia e d’Europa, Bernard Arnault, che pare abbia chiesto la nazionalità belga.

Anche le banche francesi, a seguito dell’aumento della (op)pressione fiscale voluto da Hollande, pare stiano progettando e valutando l’abbandono del sistema francese per il migliore e più solido sistena economico-finanziario inglese, trasferendo i loro interessi a Londra.

Hollande, dopo aver svuotato la Francia del suo potere e della sua credibilità potrà rifarsi con l’introito di soggetti provenienti dai paesi viziosi, come immigrati extra comunitari, africani, spagnoli, siciliani, greci, rom, calabresi, stiniti, portoghesi, zingari e campano-napoletani, per garantire alla Francia odierna, un fallimento sicuro e totale.

Che questa debacle sia di monito a quella politica italiana che chiude gli occhi dinanzi a alla realtà di una crisi che non ha cause esogene, ma è tutta fondata su sistemi errati di modelli socio-economici, finanziari fallimentari, stistemi negativi di stili di vita impossibili ed impagabili, di elevati livelli di inciviltà e di disservizi insopportabili, tutti basati sulla grandeur di un benessere che si copre non piovesse dal cielo gratis et amore dei per essere sperperato e derubato, ma che invece era frutto di continuo buongoverno da parte di una politica accorta e intelligente, come quella tedesca e non certamente come quella francese o italiana.

Senza cervello, non si va da nessuna parte, se non all’inferno in terra del vizio elevato a sistema.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

de magistris sta ad alemanno come napoli sta a roma

domenica, 26 giugno 2011

Ecco come l’inesperienza politica e certa visione distorta della realtà napoletana, mette a nurdo l’agire del sindaco di napoli, assolutamente incapace di gestire il ciclo dei rifiuti, ma altrettanto certo di poter promettere ai napoletani un ripristino delle condizioni di normalità nel ciclo dei rifiuti in soli cinque giorni.

Scaduti i cinque giorni, ecco levarsi il grido di dolore di de magistris:

esiste una regia dietro ai roghi di rifiuti abbandonati nelle strade e nelle piazze della città.

E torniamo al passatempo preferito della casta politica italiana:

la deresponsabilizzazione totale, il teorema del complotto, la teoria della camorra dietro ogni cosa napoletana.

Come se non sapessimo tutti che la camorra imperversa, condiziona e sottomette il governo della città di napoli da sempre.

Non lo sapeva forse, il candidato de magistris?

E non lo sa nemmeno il sindaco de magistris?

Sbalordisce il vedere il sindaco di napoli ballare al gay pride napoletano, proprio il giorno in cui sono decine e decine i roghi nella città che avvelenano i napoletani:

par di ammirare le tavole pittoriche di Gustave Dore’ che ben descrivono l’allegoria dantesca dell’inferno, pare di sentire la musica della lira di Nerone, mentre assiste al rogo di Roma.

Questa napoli è una autentica follia sconsiderata, bisognosa di estremo e continuo aiuto da parte del paese per sopravvivere a se stessa, ma intrinsecamente quanto assolutamente rassegnata rispetto al proprio destino:

attende sempre che qualcuno o qualcosa risolva i propri problemi in vece sua, attende sempre la caduta della manna dal cielo romano per far sopravvivere una napoletanità ormai priva di ogni dignità e moto di orgoglio e di appartenenza, senza alcuna identità positiva da difendere e rappresentare e, soprattutto, conscia e cosciente di aver perduto ogni speranza, ogni barlume di civiltà, ogni coesione comunitaria, ogni diritto al futuro.

Quel ballo spensierato del primo cittadino napoletano al gay pride, offre la lettura di una presenza elevata di insensibilità umana e politica e di cinico egoismo, quasi che, per sopravvivere oggi in questa napoli, occorra essere distaccati dal presente, quel tanto che basta per non soffrire, troppo ed ancora.

Un quadro pittorico degno della rappresentazione di Gustave Dore’, appunto, degno della migliore Divina Commedia, degno del peggiore Inferno dantesco.

Ma è ancora una rappresentazione artistica ad offrire uno spaccato della vicenda napoletana e meridionale, romana e centralista, cinica ed anti-popolare, degenerata e degenerante.

Ed è proprio il romano Ettore Petrolini che offre la possibilità di comprendere immediatamente il degrado storico nel quale naviga certa italianità, attraverso la sua indimenticabile interpretazione dell’imperatore romano Nerone che placa con la sua oratoria, l’indignazione popolare derivante dall’incendio di Roma, a lui addebbitata:

“… ignobile plebaglia, così ricompensate i sacrifici fatti per voi?
Ritiratevi! Dimostratevi uomini, e domani Roma, rinascerà più bella e più superba che pria ….
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona:
ora glielo ripeto:
più bella e più superba che pria
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo …”

Non vi è più nulla da aggiungere come pure da dire sulla miserevole condizione vissuta dal popolo del sud e del centro dell’italia, che vede nelle città di napoli e roma e nelle vicende che le attanagliano e le imbarbariscono, lo spaccato di una politica affatto capace di rispondere alle esigenze dei napoletani e dei romani, tranne ospitare grandi manifestazioni goliardiche di orgoglio gay (solite pagliacciate allegoriche e carnascialesche che stridono con i momenti cupi e tristi che investono i tempi moderni e con la serietà con cui andrebbero invece affrontati), per offrire una possibilità in più di ridere e di divertirsi, perchè tanto, come dice Eduardo De Filippo, un altro mito del teatro comico italiano, nella scena finale della “napoli milionaria”:

“adda passà ‘a nuttata”.

Sì, apetta e spera.

Chi di speranza vive, disperato muore.

Non è più il tempo della speranza e della moderazione, ma è il tempo del coraggio e dell’azione.

Che qualcuno lo spieghi, per favore, ai quadri dirigenti politici e burocratici meridionali e romani:

al mattino, dopo la nottata, troveranno i cambiamenti cui hanno lavorato per tutta la notte, e null’altro.

Ma se andate a ballare e pridare, al mattino vi ritroverete sommersi da un mare di monnezza e di merda:

la vostra.

E non chiedete aiuto ad altri, poiché è vostra quella monnezza ed è vostra quella merda, ed esclusivamente vostro è il relativo compito e dovere di fare pulizia.

In tutti i sensi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monnezza Napoletana: il fallimento di Napoli – Naples FallOut

venerdì, 24 giugno 2011

Il governo della città di napoli, guidato dal napoletano De Magistris, si arrende dinanzi alla impossibilità acclarata di gestire anche solo la propria raccolta dei rifiuti solidi urbani, che a napoli come in tutto il mondo, è la Monnezza Napoletana.

Il sindaco De Magistris è già arrivato alla scelta rassegnata di chiedere al governo di dichiarare l’ennesimo “stato di emergenza”, per un problema che è emergenziale a napoli ogni giorno della vita quotidiana napoletana, da tempo immemorabile, ormai da sempre.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, i napoletani e le loro incapaci istituzioni, potranno ricorrere come hanno sempre fatto, all’azione del governo nazionale per la risoluzione della crisi oramai cronicizzata dei rifiuti abbandonati per strada.

Con lo stato di emergenza, tutti i cittadini italiani saranno chiamati per l’ennesima volta a pagare le spese della incapacità e della inciviltà napoletana, ormai stretta nell’angolo di una crisi dei rifiuti senza soluzione di continuità, cui solo lo stato mette rimedio provocando ogni volta che si dichiara lo stato di emrgenza per la monnezza napoletana, una innegabile
ingiustizia nei confronti di quelle popolazioni che invece gestiscono al meglio il loro ciclo dei rifiuti, ma che sono coercitivamente obbligate ad adempiere al posto delle amministrazioni napoletane ed a pagare il danno di una eterna emergenza che fa affluire enormi finanziamenti, risorse ed energie alla città di napoli, per garantire una straordinaria gestione dei propri rifiuti.

Fallisce sul nascere anche questo ennesimo sincadato napoletano, infranto su una questione che è di ordinaria amministrazione nel nord del paese, ma che assume caratteristiche assurde, grottesche e deformi, mostruose ed insensate, del tutto pazze e folli, nelle città del centro-sud italiano:

sono in crisi per l’emergenza rifiuti ormai città capoluogo ed intere province delle regioni del sud.

Persino la capitale, Roma, naviga a vista in una difficile gestione dei rifiuti solidi urbani, incapacità della giunta Alemanno che sfocia spesso e volentieri in manifestazioni di abbandono dei rifiuti per le strade, così come avviene a Napoli, Salerno, Caserta, Palermo, Foggia, Lamezia, Catania, Enna, Messina, Cosenza, Catanzaro, Roma, Rieti, Latina, Viterbo, Frosinone.

Centinaia di comuni morosi ed insolventi, intere province ammorbate dai rifiuti, regioni e regioni che vengono commissariate o rischiano il commissariamento perchè ampiamente incapaci di gestire i propri rifiuti:

Campania, Sicilia, Calabria, Lazio, Puglia …

Una ecatombe della incapacità amministrativa della classe dirigente meridionale, ormai conclamatasi in emergenza continua, cronica e devastante, un mostruoso continuo ricatto alle regioni e alle popolazioni del nord che sono costrette a pagare ogni giorno prezzi altissimi per una classe dirigente politica e burocratica meridionale che è tutta da dimenticare, tutta da cestinare, tutta da rifiutare, tutta da conferire in una discarica o da smaltire in un termovalorizzatore, tutta, senza alcuna differenza di colore o di schieramento.

Uno scandalo allucinante, avallato e garantito dai napoletani comodamente seduti nelle poltrone del potere istituzionale, che premono perchè di queste continue crisi, di queste emergenze definitive, se ne faccia carico il governo nazionale con la dichiarazione dello stato di emergenza, facendo pagare al resto del paese l’incapacità napoletana, campana e meridionale di amministrare i propri territori e le proprie popolazioni.

Un abuso continuato ed aggravato dalla pervicace volontà delle popolazioni meridionali di non gestire i propri rifiuti, oscenamente offerti coercitivamente alla capacità delle regioni del nord di gestire in via ordinaria il normale ciclo dei rifiuti solidi urbani.

Fallisce napoli, fallisce la sua giunta comunale, fallisce il suo sindaco De Magistris che, invece di affrontare da subito e con la dovuta perizia la crisi della monnezza napoletana, sinora si è trastullato in idiozie empiriche del tipo:

– costruiamo un nuovo stadio sportivo per la grande città di napoli, che si merita di gettare altro danaro pubblico in un mega appalto che farà certamente gola alle 50 cosche camorristiche presenti nella città di napoli ed alle altrettante 50 cosche camorristiche che sono presenti nella sua provincia;

– invitiamo il presidente americano Obama a cena nelle prossime festività natalizie a napoli, per ricostruire e guarire l’immagine di una città fatta di napoletani che non sanno gestire napoletani.

Siamo alla fine dell’ennesima dimostrazione di incapacità relativa ed assoluta di gestire alcunchè a livello di pubblica amministrazione locale.

Qualcuno mi dirà allora come mai, sia possibile per napoletani amministrativamente incapaci di gestire la propria città, il proprio territorio, la propria popolazione e la propria monnezza, offrire la garanzia e la certificazione nel rappresentare addirittura l’intero stato di diritto o parte di esso nel governo della cosa pubblica, nel potere esecutivo, nel potere legislativo, nel potere giudiziario.

Qualcuno dovrà rispondere di come, intere generazioni di incapaci politicanti meridionali, abbiano pieno diritto di accesso alla guida o alla rappresentazione o alla funzione esecutiva dei poteri dello stato:

se non sanno gestire la loro immondizia, non si capisce da dove traggano le virtuose capacità di governo che i tempi moderni richiedono inderogabilmente.

Ovviamente senza generalizzare, ma puntando ben dritto il dito indice su una questione che sta divenendo ogni giorno più insopportabile, intollerabile, ingestibile, ingovernabile:

cosa ne facciamo di stuoli di politici, funzionari e burocrati, di intere classi dirigenti meridionali che non servono a nulla nella gestione del loro territorio e delle loro popolazioni, ma ambiscono arrogantemente al diritto di governare e rappresentare l’intero paese?

Cosa se ne fa il nord di questo sud?

Cosa se ne fa il nord di politici meridionali che abusano pedissequamente dell’eterno ricatto costituzionale della obbligatorietà di uno stato unitario ed indivisibile, al solo fine di porre in stato di schiavitù il popolo del nord, di ricattare la politica settentrionale, l’economia settentrionale, la finanza settentrionale, il lavoro settentrionale, l’imprenditoria settentrionale, il commercio settentrionale, l’artigianato settentrionale, l’industria settentrionale, il contributo fiscale settentrionale, il contributo previdenziale settentrionale?

Denuncio qui e pubblicamente uno stato di permanente ricatto estorsivo e di pressione indebita ed abusiva dei politici e dei burocrati meridionali nei confronti del nord del paese.

Un ricatto che si manifesta in mille forme orribili ed inguardabili, come dimostra la battaglia politica del sindaco di Roma Alemanno e del governatore della regione Lazio Polverini, volta ad impedire il trasferimento dei ministeri dallo sconquasso romano e laziale, alla tipica efficienza del nord del paese, allorquando le discariche comunali del Lazio sono chiuse ed i comuni laziali si dimostrano morosi, al punto di vedersi rifiutato l’accoglimento dei loro rifiuti solidi urbani nelle discariche ed al punto di vedersi commissariare per essere risultati inidonei ed incapaci nella mera gestione della propria monnezza, oltre che della tutela della salute dei laziali.

Io, cittadino qualunque, chiedo formalmente le dimissioni del sindaco di napoli De magistris, del sindaco di Roma Alemanno e del capo dello stato Napolitano, invitandoli a tornare a fare altrove quello che non stanno facendo per le cariche loro imputate, in particolare, invito il presidente della repubblica, il napoletano Giorgio Napolitano a dimettersi ed a impiegare tutta la sua esperienza politica nella risoluzione definitiva della emergenza della monnezza napoletana, dimostrando così il valore politico napoletano, tutta la dignità napoletana e tutta la capacità napoletana di gestire e governare i problemi e le crisi che sono prettamente napoletane e meridionali, e non unitarie (si spera) e nemmeno settentrionali.

Poiché una cosa è la solidarietà ed un’altra è approfittare della generosità e della bontà altrui.

Insomma, o la classe dirigente meridionale si dimostra capace di governare il meridione, ovvero abbiano almeno il decoro del silenzio e la dignità delle dimissioni, in un contesto storico che vede le popolazioni del nord rese schiave ed asservite in un regime di “apartheid” dal governo del paese unitario e nazionale, e chiamate invece a esclusivamente a supplire costantemente e continuamente alle acclarate mancanze della dirigenza meridionale, a pagarne i costi, i debiti ed i conti aperti:

non si va dall’oste a bere e mangiare, se non si hanno i danari per pagare.

Se questa dirigenza meridionale prende coscienza dello stato di emergenza che crea l’ingovernato meridione allo stato unitario e nazionale italiano, allora, forse, vi è ancora speranza.

Ma se non vi saranno segnali molto più che convicenti, allora dovremmo domandarci tutti perchè prolungare uno stato di fatto così indecente ed orribile, ricattatorio ed estorsivo.

Essere uniti in un sol popolo, non significa affatto che certa parte della popolazione debba vivere per sempre alle spalle di chi produce con sacrificio e con dolore la ricchezza di cui si fa un così cattivo uso ed abuso.

Essere uniti significa riconoscere diritti e osservare doveri, rispettare il prossimo e non pensare furbamente di fotterlo continuamente, storicamente.

Perchè, prima o poi, il prossimo si incazza, e sono dolori.

Poiché essere buoni, non significa essere fessi.

Poiché essere furbi, non significa essere intelligenti.

Ed ora, andate dall’oste che governa la storia e domandategli se è ancora disposto a offrire quel credito, di cui sinora avete ampiamente abusato.

Temo però, che dovrete firmare una tal pila di cambiali, da infliggere dolorosi crampi a quelle mani che dovranno sugellare così tante obbligazioni, così tante promesse di pagamento.

E stavolta, non scherzate, non fate i furbi:

quelle cambiali, vanno pagate.

Una per una, alla scadenza sottoscritta.

Fine della lezione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lega Nord batte Europa: 3 a 0 – L’Europa di Roberto Maroni

venerdì, 15 aprile 2011

Roberto Maroni, ministro dell’Interno del governo italiano:

“… Italia e’ stata lasciata sola. Mi chiedo se ha senso continuare a far parte dell’Unione Europea”.

Questa dichiarazione, pur nella sua semplicità espressiva, ha da sola messo in gioco l’attuale identità europea.

L’Europa è in crisi da quando la malgovernata Grecia è fallita, trascinando nella polvere una unione europea che non è unita, affatto.

Le idiosincrasie e le dicotomie interne alla visione europea dei trattati, dei protocolli e della burocrazia, trovano così un momento di riflessione profonda dinanzi alle parole dell’Onorevole Maroni:

che senso ha, oggi, restare nella Unione Europea?

La riflessione ha scosso non poche coscienze, sia fra gli europeisti che fra gli anti-europeisti, toccando un punto nevralgico dello stare insieme.

Marine Le Pen, leader politico in fase di crescente consenso nell’elettorato francese , ha fatto propria la riflessione maroniana ed ha chiesto un incontro al ministro italiano Maroni, per riflettere su di una Unione Europea che “brilla della luce di una stella morta”.

In realtà, la visione del leader francese presuppone una identità comunitaria europea unita, che poi va in crisi, mentre è annotato da alcuni attenti osservatori che, l’Unione Europea si sta sciogliendo come neve al sole su elementi emergenziali tutto sommato di semplice governo e soluzione, come il fallimento degli stati europei malgovernati e spreconi, e come l’emergenza dei flussi migratori.

La questione infatti, non rientra sull’ordine di grandezza delle crisi emergenziali da affrontare, quanto discende da una inesistente politica comune in temi, questi sì, strategici, come la difesa dei confini europei, l’interventismo armato di alcuni paesi europei nel Mediterraneo, il fallimento di quegli stati che non sanno governare il proprio bilancio.

Il deficit è l’unione, non il suo governo:

questa Unione Europea semplicemente non esiste nei presupposti, nella mancanza di una comune visione condivisa in tutti i settori strategici, a cominciare dal motivo fondante l’unione per cui stare insieme.

Sarkosì, il nuovo condottiero neo-colonialista e guerrafondaio, viene così fermato in ogni sua azione presente e futura, poiché deve fare i conti con il consenso della Le Pen, che è invece seguace di una nuova indicazione politica che non è francese, ma italiana.

Di quella Italia che è stata messa in grave difficoltà dall’intervento armato anglo-francese a due passi dalle coste italiane, di quella Italia che ha sottratto il comando militare in Libia alle forze anglo-francesi e lo ha portato sotto il comando NATO, di quella Italia che, sempre più ispirata e sorretta dalle scelte politiche maroniane, appare meno debole di quanto molti politici europei si aspettassero.

Cosa accadrà del duopolio europeo franco-tedesco, messo in crisi dalle politiche aggressive francesi?

Cosa sarà di questa Unione Europea senza fondamento, che corre il rischio di essere semplicemente spazzata via da una raffica di referendum che diano una indicazione negativa nei confronti di questa europa delle nazioni e della burocrazia piuttosto di una europa dei popoli e dei territori?

La risposta a questi quesiti, va ricercata in quella nuova e vincente scia politica italiana che trova sempre maggiore consenso nei popoli europei, una scia che, per quanto italiana, non parla il linguaggio centralista e burocratico che unisce Roma e Bruxelles, ma parla un linguaggio lombardo e varesino, un linguaggio popolare e federalista, un linguaggio politico sempre più riconosciuto ed apprezzato su tutti i tavoli europei.

E’ la nascita di una nuova stella, che brilla e illumina nel buio e nella confusione italiana ed europea.

E questa stella, ha un nome ed un cognome:

Roberto Maroni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X