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In Onore della Memoria di Aldo Moro e degli Uomini della sua Scorta

sabato, 17 marzo 2012

“Questo paese non si salverà.
La stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non sorgerà un nuovo senso del dovere”

Aldo Moro

Maresciallo dei Carabinieri e Capo Scorta Oreste Leonardi

Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci

Vice Brigadiere di Polizia Francesco Zizzi

Agente di Polizia Giulio Rivera

Agente di Polizia Raffaele Iozzino

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Renato Vallanzasca, Michele Placido e il senso del dovere

martedì, 7 settembre 2010

non capisco perchè …

Perchè per il governatore della Puglia Vendola, un folle che attenti alla vita di un Carabiniere in servizio di Ordine Pubblico con un estintore in mano, sia un eroe da paragonare a veri eroi come i mitici giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

E non capisco cosa ci sia di eroico da pubblicizzare nelle gesta di un pluriomicida come Renato Vallanzasca da parte di un attore-regista anch’egli pugliese: Michele Placido.

Vallanzasca non è solo un pluriomicida (quattro poliziotti, un medico, un impiegato di banca…) ma anche un soggetto violento e socialmente pericoloso, autore di continue risse e rivolte carcerarie, evasioni e sequestri di persona.

Vale forse la pena ricordare come Vallanzasca punì in carcere un suo ex gregario poi pentitosi, Massimo Loi, colpendolo ripetutamente al petto con un coltello e dopo la morte, straziandone il corpo ormai esamine ed infine decapitandolo, per poi giocare a pallone con la sua testa ….

Quale etica, di grazia, quale morale ha da insegnare questo barbaro assassino?

Quali le gesta di questa volgare carogna possono ispirare un film?

io non capisco, io non comprendo: perchè?

Perchè in questo paese ex terroristi vanno trionfalmente in libertà a presentare libri e saggi?

Qual’è la saggezza che possono testimoniare queste violenze inumane?

Perchè in questo paese Nomi come Ruffilli o come Biagi o d’Antona piuttosto di quelli degli agenti della scorta di Aldo Moro valgono meno di questi, tanto da essere quasi dimenticati?

Perchè i caduti sotto il fuoco criminale non sono degni di essere ricordati in un libro o in un film?

Cosa c’è che non va negli Agenti della Polizia di Stato, nei Carabinieri, nelle Guardie Particolari Giurate che ogni giorno cadono uccisi nel sacrificio quotidiano del rendere sicurezza ai cittadini ed al paese?

Cos’è mai questo strano amore per violenti ed assassini piuttosto che per le persone oneste e leali?

E fossero almeno film di certa fattura e qualità tecnica e professionale come la saga de “Il Padrino” o del “C’era una volta in America”, laddove è pur rintracciabile una identificazione storica ed una, sia pur deviata, morale.

La saga poliposa de “La Piovra” non dimostra nemmeno tale superiore qualità cinematografica intrinseca.

E allora, su, perchè non consegnare al fascino dell’immortalità cinematografica la pugliese Nadia Desdemona Lioce, conterranea di Michele Placido?

Io non capisco, io non comprendo, e mi spiace solo di essere caduto anch’io nella trappola polemica che ha come unico scopo il rendere pubblicità abbondante e gratuita ad un film che sarà come tutti quegli altri poliposi:

pessimo.

Ma una parola volevo dirla, una voce diversa volevo sollevarla, perchè nessuno pensasse che i nati in Puglia siano tutti come gli esempi sopra riportati.

Esistono anche i pugliesi come Aldo Moro e gli ex pugliesi come me, con le dovute differenze.

E con una frase di Aldo Moro voglio terminare questa amara disamina della disdicevole foggia cinematografica moderna:

«Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere».

Gesualdo Gustavo
alias
Il Cittadino X