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Riflessioni a tastiera aperta – 13/04/2012 di Gustavo Gesualdo

sabato, 14 aprile 2012

Umanità

Il rapporto tra intelligenza e controllo della pericolosità:
un nuovo e recente studio del SUNY Downstate Medical Center e pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neurosciencemette in evidenza che l’intelligenza e la capacità di preoccuparsi dell’essere umano risultano essere correlate. “Mentre l’eccessiva preoccupazione è generalmente vista come un tratto negativo, a differenza di una grande intelligenza, essa può tuttavia indurre la nostra specie a evitare situazioni pericolose, a prescindere da quanto sia remota la possibilità che si manifesti un concreto pericolo”.

L’ho sempre pensato, l’ho sempre creduto.
Lo sviluppo di intelligenze umane post-animali ed istintive corrisponde per me ad una dose ben determinata di intelligenza evoluta e curiosa commista ad una fantasia senza alcun freno.
Il risultato è la capacità umana di proiettare mentalmente scenari futuri, prevederne ogni singola possibile evoluzione, controllarne le visioni pericolose ed ansiose ed agire conseguentemente nella direzione della migliore scelta per l’essere umanoe la sua continuazione.
Prevedere il futuro: questo è l’obiettivo primario per una umanità prossima al collasso.
Insomma, è l’esatto opposto di chi tira a campare, di chi dice “adda passa’ ‘a nuttata”, di chi si dichiara ottimista a priori e punta dritto in un burrone e, sebbene avvisato ed allertato, cade in quel burrone volontariamente quanto stupidamente.
Una intelligenza particolarmente evoluta è spesso solitudine ed incomprensione, e viene appellata cassandra da chi non la comprende, da chi ne ha timore, da chi la invidia e la contrasta.
Intelligenza è solitudine in questo mondo di folli che si autodefiniscono “normali”.
Ma sono proprio queste intelligenze evolute l’unica salvezza per l’umanità che abita il pianeta Terra.

Nello Stato di Pernambuco, uno dei piu’ poveri del Brasile, alcuni membri di una setta uccidevano donne di cui si nutrivano, e con la cui carne, preparavano focacce vendute poi a degli avventori, per strada.
Cosa rende immensa ignoranza?
La mancanza di benessere, la povertà materiale che produce povertà morale e spirituale.
La povertà fa fare un salto indietro nella scala della civiltà di almeno 10/15..000 ani fa, quando l’umanità dell’Homo Sapiens diversificato, riorse dal grande freddo della ultima glaciazione.
Dedicato a chi credeva che aiutare una crisi economica poteva liberare qualcosa o qualcuno.
In politica si fanno spesso scelte scellerate prgettate da folli intrisi dd una immensa povertà culturale e di una ignoranza incolmabile ed incalcolabile.
Tutto ha un costo.
Anche essere ignoranti.
E se l’umanità non si salverà dal suo prossimo futuro, questo potrebbe essere un fallimneto umano derivante da fattori endogeni alla specie umana piuttosto che esogeni alla atmosfera terrestre.

Riflessioni sull’essere umano, troppo umano
Se ami ti fregano.
Se ignori sei salvo.
Se odi sei savio.
Quale rosposta scegliere?
Scegliete la A, la B o la C?
questo è il tempo in cui gli adoratori del bene moriranno di stenti
questo è il tempo in cui l’ignoranza condannerà alla estinzione
questo è il tempo dell’odio e della violenza: l’oste della storia è dietro l’uscio, bussa, ed ha in mano un bastone

La storia della umanità parla chiaro: Si Vis Pacem Para Bellum
Bisogna avere molta esperienza per comprendere che per raggiungere l’amore, non si deve commettere mai l’errore di usare il mezzo dell’amore.
Bisogna aver letto la storia per comprendere che se vuoi fare del bene, non è una carota il giusto mezzo per raggiungerlo.
Ed se oggi vuoi guadagnare anche solo una carota, è il bastone il giusto strumento, non un’altra carota.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Progetto Gustavo Gesualdo: la sfida per una ripresa economica interna veloce e sicura

lunedì, 6 giugno 2011

L’economia italiana traballa, cercando il modo di venir fuori da una crisi strutturale del paese che si accompagna ad una crisi economico-finanziaria di dimensioni epocali, tempeste finanziarie che distruggono il duro lavoro di decenni di crescita economica imprenditoriale, artigianale e industriale in pochi minuti in un crollo verticale della borsa italiana.

Ma come sarà possibile riprendere la marcia della crescita economica in questa situazione di immobilismo totale?

Ecco, cosa farei se io fossi il premier italiano per un altro giorno?

Affiderei la ripresa della crescita economica del paese alla edilizia.

Stupor mundi.

Ma sei impazzito?

In un paese già grandemente mortificato da una urbanizzazione dei palazzinari più spietati del mondo, vorresti costruire ancora palazzi e palazzi e palazzi?

Beh, non è proprio questa la mia idea.

Avvierei una epocale riqualificazione di quanto già costruito per abbatterlo e ricostruirlo secondo i nuovi criteri geologici, criteri di geologia applicata, di prevenzione del rischio idrogeologico, di prevenzione del rischio sismico, di rispetto dell’ambiente e di risparmio energetico che le moderne tecnologie offrono.

Avete una sia pur minima idea dei numeri che una colossale opera di riqualificazione urbana di questo tipo potrebbero offrire in termini di ripresa economica?

Ci sarebbe da lavorare per almeno mezzo secolo, anzi, per sempre, se si associasse a questa ideuccia un metodo costruttivo che abbandoni le pesanti e sismicamente pericolose strutture in cemento armato, per avviare un nuovo (per l’Italia) modello tecnico della costruzione edilizia con strutture portanti in ferro.

Una struttura costruita con anima portante in ferro, ha infatti una durata ben definita.

Al momento della costruzione si deve anche prevedere il momento in cui quella costruzione andrebbe abbattuta e ricostruita.

I benefici sarebbero enormi:

una economia edilizia continuamente al lavoro, a partire dall’aspetto geologico, a quello ingegneristico, da quello architettonico a quello paesaggistico per “riqualificare” tutto l’esistente edificato nel territorio che non sia di rilevanza storica e/o culturale;

una edilizia che ricostruisce ogni fabbricato apportando innovazioni continue fornite dalla ricerca sui materiali e sui metodi costruttivi.

Un paese che risorge dalle ceneri con una operazione edilizia che non aumenta di un solo metro cubo la volumetria esistente e che procede ad un maquillage nel quale si potrà addirittura donare un “senso culturale ed artistico” (ristrutturazione architettonica e paesaggistica) offrendo la possibilità ad ogni comune di adottare un unico o vari stili architettonici tipicizzanti, in modo da rendere questa operazione anche un volano per un turismo di tipo tutto nuovo:

il turismo storico-contemporaneo architettonico.

Pensate anche alla possibilità che avremmo di rimediare agli sfasci prodotti da decenni di edilizia selvaggia, eliminando brutture achitettoniche che distruggono l’immagine del belpaese che fu e che, soprattutto, non rispettano le normative e le dvoute prudenze in materia di prevenzione del rischio idrogeologico e del rischio sismico.

Una straordinaria e continua opera di ricostruzione che porterebbe il settore edile ad essere un settore portante e trainante di tutta l’economia del paese, che potrebbe sbizzarrirsi nella ricerca universitaria, producendo innovazioni testabili praticamente al momento, avendo un settore edile che non si ferma mai più.

Inoltre, poiché l’intera operazione non potrebbe mai avvenire in pochi anni, ma si dilaterebbe praticamente per sempre, eventuali “errori di calibratura” nella innovazione tecnologica e della progettazione potrebbero incidere su tempi molto brevi, ricadendo solo sul numero di ricostruzioni sviluppate in quel tempo e non ripetendo gli errori progettuali e costruttivi per decenni e decenni, come è invece avvenuto nel passato.

Una occasione irripetibile per censire l’esistente ed adeguare il catasto alla realtà effettiva, snidando e colpendo i casi più clamorosi e pericolosi di abusivismo edilizio, senza andare invece a colpire le piccole modifiche per adeguare una abitazione alle esigenze delle famiglie.

Solo questa piccola idea di un cittadino qualunque, farebbe ripartire la macchina italia in una ripresa economica fenomenale, ambientalmente compatibile, innovativa nel risparmio energetico, di sprone alla ricerca universitaria come alla economia turistica come nessun’altra.

Immaginate pure che una regione normalizzi questa ricostruzione in tutto il territorio regionale o parti architettonicamente differenti di esso con un modello architettonico omogeneo e richiamato ad un passato remoto:

potremmo avere la regione Lazio della Antica Roma, la Lombardia Insubrica, la Toscana Rinascimentale e la Puglia Barocca.

Avremmo infine la possibilità di spostare le abitazioni troppo vicine alle industrie o agli aeroporti, rilocalizzare termovalorizzatori o sedi produttive insediate in malo modo, prevenire le tragedie umane derivanti da costruzioni ad alto rischio idrogeologico e sismico, ridisegnare contemporaneamente l’intera rete stradale, ricostruire acquedotti fatiscenti, mettere veramente “in rete” tutto il paese e razionalizzare (e finalmente!) l’urbanistica di tutta l’Italia:

una possibilità irripetibile, storica, unica, grandiosa, per ripristinare anche la legalità e offrire un lavoro a chi ne vuole uno e, grazie alla nuova progettazione abitativa, risparmiare una enorme quantità di volumetria da destinare alla costruzione di altri fabbricati, di scuole, di ospedali e di servizi in zone urbanisticamente soddisfatte dove prima non era possibile farlo.

Una idea semplicemente fantastica.

La chiamerei “Progetto Gustavo Gesualdo”.

I costi?

Per la metà a carico dei proprietari delle case che dovrebbero sopportare l’imposizione dell’abbattimento e della ricostruzione di un fabbricato cui semmai, si erano anche affezionati emotivamente, e per l’altra metà a carico pubblico, strizzando l’occhio ad una Europa che finanzierebbe volentieri un rilancio italiano piuttosto che pagarne una sua insolvenza, ovvero, finanzierebbe volentieri un sicuro volano della crescita economica italiana piuttosto che essere costretta a rifinanziarne il debito pubblico sine die.

Nel caso vi fossero proprietari di immobili impossibilitati ad affrontare la parte di spesa loro richiesta, si potrebbe procedere con compensazioni fra privati (cessione di vani e/o volumetrie eccedenti il necessario ad altri inquilini) o creare un fondo per metri cubi non ricostruiti cui possano accedere, mediante compensazione in danaro, coloro i quali invece, in altri luoghi o nello stesso, avessero l’esigenza di aumentare la volumetria per modificate esigenze abitative.

Niente male per uno che si crede un leader per un giorno.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X