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Riflessioni a tastiera aperta – 28 febbraio 2014

venerdì, 28 febbraio 2014

Il tempo è quello che fai nel presente, che sarà il tuo futuro e che ricorderai nel tuo passato:
la chiave del tempo è fare.

Pippo Civati per non farsi rottamare si è metamorfizzato, ma il processo si è interrotto tra “la mosca”, “l’uomo mosca” e “zitto e mosca”.

Senza la risoluzione della questione meridionale, della questione morale e della questione mafiosa, nessun decreto salva-comuni salverà davvero qualcosa o qualcuno.

Il prossimo schiaffo al virtuosismo amministrativo dopo il decreto salva-Roma?
Sarà il decreto salva-Napoli(tano).
E continuiamo a farci del male.

Il governo ha subito un grave ricatto dal sindaco di Roma Marino, il quale ha imposto al governo di pagare per i debiti della amministrazione municipale romana.
Male ha fatto il premier Renzi a sottomettere il governo a tale ricatto.
Ora, visto il precedente così attivato, il governo non potrà negare il salvataggio di altri comuni dissestati a partire da quello di Napoli.
Grave errore, gravissimo.

“Sindaco di Roma Marino: se il govenro non approva decreto salva-Roma, da lunedì, io chiudo la città”
A mio avviso, i reati che promette di commettere il sindaco di Roma Marino sono più d’uno e sono di rilevante interesse sociale, di ordine pubblico, di messa in sicurezza dei cittadini romani.
Qui ci vuole una esposto-denuncia alla procura della repubblica a tutela dei cittadini romani, della loro sicurezza, della normale fruibilità dei servizi comunali che non possono mai essere interrotti, soprattutto per “avviso pubblico del primo cittadino”.

Temo che l’anno 2014 dopo la venuta di Cristo sarà l’anno in cui nessun comune italiano terrà fede al patto di stabilità, visto che per il governo italiano esistono comuni che possono indebitarsi sino a fallire per poi vedere colmati i debiti con provvedimenti abusivi del governo e comuni invece condannati ad essere virtuosi e a pagare sempre per i viziosi.

Vi erano tempi in cui parlare o scrivere di reato ambientale, del delitto di strage, dell’inquinamento da sversamento di rifiuti tossico-nocivi in mare o sottoterra ovvero denunciare le discariche abusive e l’uso abusivo dei forni delle acciaierie come termovalorizzatori di rifiuti altamente tossici equivaleva a farsi dare del pazzo.
Ecco, mi presento:
io ero uno di quei pazzi.

Mi domando:
a cosa servono le camere di commercio?
A chi servono?
Cui Prodest?

La BCE ha finanziato le banche italiane con 230 miliardi di euro perché fosse garantito il credito a famiglie ed aziende italiane. Invece, le banche, i partiti, la burocrazia e le mafie hanno rubato questi soldi destinati al popolo italiano ed ora ne rubano ancora, per salvare loro stessi e uccidere il popolo italiano.
Beh, se siamo arrivati a questo, io dico, morte tua è vita mea.
E vaffa.

“Fmi: bene alcune delle proposte di Renzi. La riforma chiave quella del lavoro”
Dissero le stesse medesime cose del governo Letta:
perché dovrebbe andare diversamente con Renzi?
Lo scoglio è quello della spesa pubblica che per la metà è composta di stipendi, e l’unico modo per abbassarla è licenziare in massa dipendenti pubblici e prepensionare quelli prossimi a fine vita lavorativa.
Ma questo Letta, come Renzi, non lo possono fare così come non possono abbattere almeno della metà, lo scoglio del cuneo fiscale.
Questo governo è l’ennesima prova dello stallo politico in cui versa la democrazia repubblicana italiana, giunta alla sua ultima, ingrata pagina.

Nella spesa pubblica la voce stipendi corrisponde alla metà del bilancio.
Il problema da risolvere mi sembra molto ben chiarito, mi pare.
D’altro canto, non vedo perché vi debba essere una distanza tale e tanta tra lo stipendio di un magistrato e quello di un carabiniere.
Vi sono parecchie cose da migliorare nei conti e negli indirizzi pubblici.

In Crimea come in Ucraina va di scena l’espansionismo militarizzato in salsa tartara della nuova Russia nella dittatura dello zar di tutte le mafie, Vladimir Vladimirovič Putin

Mi scusi, signora camusso, mi ricorda quale articolo della costituzione conferisce alle organizzazioni sindacali la rappresentanza sociale in esclusiva?

Lo zar putin dietro il terrorismo internazionale che destabilizza ogni paese ex satellite URSS se non si inginocchia allo zar di tutte le mafie

“Sindaco di Roma Marino: Blocco Roma. In altri paesi M5S e Lega in carcere”
E dopo l’attacco degli agenti infiltrati e dei traditori, ecco in pieno stile del kgb la delegittimazione, la demonizzazione, la criminalizzazione e il tentativo di extra-parlamentare quelle forze politiche che non si assoggettano alle mafie e alla corruzione, che rifiutano il sistema e vogliono rifondarlo.
Il M5S fa paura e la reazione è puro terrorismo di stato.

Amara verità. Ma pur sempre di verità si tratta:
la questione meridionale, la questione mafiosa e la questione morale si intrecciano in un continuo ricatto alle istituzioni che vengono così affiliate, corrotte, minacciate o ricattate.
E pensare che da quel lontano 1993 il potere di influenza del consenso delle organizzazioni mafiose ha invaso anche il centro ed il nord del paese, approfittando della debolezza del motore economico, industriale e finanziario italiano, messo in grave difficoltà dalla crisi che la casta politico-istituzionale non ha previsto, non ha prevenuto, non ha diminuito nell’impatto e nel danno provocato ai tessuti socio-economico sani, ormai preda dell’usura bancaria e della usura mafiosa.
Amaro calice di verità.
Ma se non lo beviamo, non capiamo cosa sta accadendo e non comprendiamo quei soggetti e quei personaggi che arrivano addirittura a negare l’esistenza delle mafie.
E se non capiamo, se non prendiamo coscienza, saremo condannati ad essere, un paese mafioso.

Io ipotizzo addirittura una volontà da parte della casta di non difendere il paese dalla crisi per consegnarlo nelle mani delle mafie.
Forse la trattativa stato-mafia non è contenuta solo in quei pizzini mafiosi, ma esiste un codice, un contratto, forse anche non scritto e sottoscritto ma eseguito alla perfezione.

Il modello elvetico è sicuramente migliore e più consolidato per una europa unita rispetto a quello comunitario, assai farraginoso e burocratico.
Il federalismo svizzero consente a tedeschi, francesi, austriaci ed italiani di convivere sotto la medesima bandiera da decenni ed è un modello di riferimento politico riuscito.
Inoltre gli istituti di democrazia diretta svizzeri sono correttivi perfetti in un sistema in cui il popolo non delega la propria sovranità, ma la interpreta e ne costituisce sempre l’ultima parola.
Una democrazia perfetta.

E da quando in qua, l’organo costituzionale ed istituzionale per eccellenza super partes condiziona e diviene esso stesso indirizzo politico? Da quando il capo dello stato è diventato anche presidente del consiglio dei ministri? L’ennesimo intervento politico del presidente della repubblica napolitano giorgio detta addirittura l’agenda politica e indica quali riforme vadano realizzate e quali no, quali prima e quali dopo. E tutto questo interventismo cade nel silenzio assoluto della casta politica, che lo subisce in un silenzio assordante che evidenzia una sudditanza totale nei confronti di chi non è stato mai voluto e votato dal popolo sovrano. La repubblica democratica italiana ha cessato pubblicamente di essere appunto, repubblicana e democratica.

Se solo per un minuto poteste mettervi nei panni stretti di quella divisa pesante, per strada, con il caldo e con il freddo, con un salario misero, con un pericolo ricco, per dare sicurezza a chi la chiede e contrasto a chi lo evita.
Pensateci bene:
la sicurezza non è un elemento naturale, ma una costruzione umana.
Pagata a costi umani.

Certo che se non esistesse la pianta maligna della zizzania i giornalai, i sindacalisti, i burocrati ed i politici italiani dovrebbero andare a lavorare per vivere.
E dagli al grillino, dagli al M5S.
E chi sarebbero i fascisti?
Chi gli squadristi?
Chi il miculpop della disinformazione di regime a pagamento?
Siete rovinati e dovrete andare a lavorare per vivere. la pacchia è finita e l’oste della storia chiede il pagamento del conto, chiede che la naturale posizione sociale delle caste che non producono alcuna ricchezza né partecipano all’equilibrio e all’armonia sociale tornino in mezzo ai campi, con una zappa in mano a fare i calli alle mani e guadagnarsi con il sudore della fronte un pezzo di pane.
Finita la pacchia e voi saltate peggio dei grilli in vista di questa fine della malavita parassitaria e della dittatura del nulla che viene sfamata dal popolo e che sputa in faccia al popolo sovrano.

Se la casta partitocratica non mettesse gli interessi dei partiti al di sopra degli interessi del popolo sovrano avrebbe già varato una nuova legge elettorale chiusa in due, massimo tre articoli.
La sviluppo su tre righe, giusto per dare una idea.
“Il candidato e le liste che lo appoggiano che ricevono un solo voto in più di tutti gli altri candidati e di tutte le altre liste vincono le elezioni e ricevono il 65% dei seggi per governare con sicurezza e continuità.
Gli altri, tutti gli altri, con il 35% dei seggi, fanno opposizione.”
ma la casta non vuole liberare il paese reale dal giogo della malversazione e dello spreco del danaro pubblico, della corruzione e delle mafie, dell’usura e della illegalità diffusa, la casta non vuole un esecutivo forte che governi e che tagli radici e rami della malapolitica e della malaburocrazia.

Vi piacerebbe vedere implodere ill M5S, vero? Invece imploderà il sistema ed imploderete voi, costretti a cercarvi un lavoro vero per mangiare. Il M5S sta facendo selezione, non implosione:
i grillini non comprano parlamentari compravendibili come mele o pere ad un mercato, ma li regalano.
Un traditore non vale nulla, in qualunque parte lo si voglia collocare.

Quando un furbetto si fa passare per ingenuo hai la certezza di avere di fronte il demonio in persona in versione rivista e corretta, di sinistra, senza le corna della moglie sulla testa e senza palafreniere mafioso nello stallaggio.
Da noi in questi casi si dice che:
quando il diavolo ti accarezza, vuole la tua anima.

Che la recessione sia terminata o che stia comunque esalando i suoi ultimi respiri dannosi, questo lo sappiamo tutti.
Quello che non tutti sanno e quello che l’informazione non dice è che, dopo una recessione ed in proporzione alla forza ed al tempo della spinta recessiva, viene la crisi, un lungo periodo di crisi che dura anche decenni.

Tutti addosso ai grillini del M5S e a Beppe Grillo.
Bene, anzi, benissimo.
Perché più li attaccate, più gli date ragione, perché voi non siete la normalità e questo, non è un paese normale:
curatevi !

“L’Unione Europea: “L’Italia cresce come la Grecia e meno della Spagna”
Eufemismo per dire molto più semplicemente che:
“L’Italia non cresce”

Come dicevano alcuni cittadini senza laurea come me, la crescita non c’è e non sarà sensibile in Italia se non fra molto tempo.
A cadere è un attimo, per rialzarsi, occorrono decenni.
E occorre cambiare radicalmente il sistema che ha acconsentito al fallimento senza prevedere alcuna azione di impedimento, riduzione o prevenzione del danno.

No, non ci siamo. Il cuneo fiscale rappresenta circa 300 miliardi/anno.
Per rendere concorrenziale il mondo del lavoro italiano con il mercato globale un taglio di 8/10 miserabili miliardi non cambia nulla.
Il taglio deve essere di almeno 160 miliardi con un guadagno in busta paga di almeno 1.000,00 euro per chi ne guadagna 1.600 e di almeno 500 euro per chi ne guadagna 800.
Renzi farà la fine di letta:
è un truffatore.

La palma va a nord e quelli che avevano promesso di difendere il nord, governavano con il demonio mafioso quando la mafia si è trasferita dal sud al nord, infettando così tutto il paese.

Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Ma cosa?
Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Ma che?
Io farò, io risolverò, io taglierò, io cambierò, io riformerò.
Abbiamo trasmesso la declinazione preferita dei politici italiani.

Ma una dettagliata analisi del bilancio regionale pugliese con la situazione dei debiti (dentro e fuori bilancio) con evidenza della quota dei trasferimenti nazionali impegnati per pagare i debiti invece che difendere, servire e tutelare i pugliesi?
Nessuno dei futuri candidati alle regionali vuol prendersi l’impegno di verificare quale è la situazione effettiva dei conti alla regione Puglia?

La caratteristica peculiare delle organizzazioni mafiose italiane sta nella infiltrazione del potere statale per poter abusare del potere pubblico per fini mafiosi.

Quando si fa politica degli appalti pubblici e sindacato del lavoro sicuro si mette a rischio l’obiettivo strategico aziendale primario della continuità e secondario della capacità di offrire servizi fruibili, efficienti ed efficaci.
Ora sindacati e partiti potranno rimpallarsi le responsabilità quanto vogliono, ma resta il fatto che la sicurezza e la vigilanza privata sinora, l’hanno pesantemente condizionata loro, riducendola ad un clientelare distributore di consenso elettorale e sindacale.
Tutta la mia solidarietà ai Lavoratori e al Prefetto e a chiunque in questa terra si debba trovare a fare impresa con questi politici e questi sindacalisti.

Premio Pulitzer per il giornalista Guy Dinmore : ha capito tutto dell’Italia.
(1)“la politica italiana è molto simile a quella iraniana. È basata sui clan, sulla tribù. Ora la tribù fiorentina cercherà di prendere spazio.”
(2) “Renzi non ha ancora concesso interviste a giornalisti stranieri. Non è facile per un giornalista che non è andato a scuola con lui entrarci in contatto, perché i legami sono sempre fondamentali in Italia.”
(3) “L’aspetto davvero incredibile è che Renzi non ha esperienza parlamentare, non ha mai partecipato a delle elezioni nazionali, la sua unica forza è l’aver governato una cittadina di medie dimensioni, ricca e relativamente tranquilla. Avere oggi un primo ministro così è sintomatico delle difficoltà che sta vivendo la politica italiana.”

Vi spiego quale è il livello di considerazione del concetto generalmente diffuso e condiviso di democrazia in Italia.
Stamane vado a prendere i miei figli a scuola, come al solito.
Manifesti sollecitano al pagamento del cosiddetto “contributo volontario” entro febbraio. L’anno precedente mi è costato 70 euro il contributo per i miei due figli (ne ho quattro) alla scuola primaria.
Vengo a sapere che solo 30% degli alunni ha pagato detto contributo, contro il 70% che non lo ha pagato.
Così, la direzione scolastica decide di portare il contributo da 35 euro pro capite a 25, cercando di venire incontro alla capacità di contribuzione delle famiglie, vista la crisi che gira.
Per me, è un taglio netto da 70 a 50 euro e mi sta bene, anche perché comprendo benissimo le esigenze di spesa della scuola che deve affrontare spese vive come il costo della carta igienica, della carta per le fotocopie e ad altre spese necessarie alla didattica come alla presenza di esseri umani così piccoli con esigenze umane così grandi nella loro crescita.
Mentre attendo l’uscita dei miei figli ascolto due mamme a me vicine che parlottano tra loro della questione del contributo da versare.
Una convinceva l’altra (che non si sottraeva affatto a questo convincimento) che l’importante era che a non pagare il contributo fossero tutti i genitori, o almeno la maggioranza di essi, in modo da assicurare il giusto peso a questa omissione contributiva e quindi, giustificarla.
Se non siamo tutti, dovremo essere almeno la maggioranza.
Ecco, traggo spunto da questa piccola vicenda di vita quotidiana per evidenziare come la democrazia in Italia sia pretesto e non contesto, evasione di contributi e di doveri e non partecipazione attiva e cosciente.
Insomma, possiamo evadere, truffare, frodare, mafiosare, corrompere e farci corrompere a condizione che, sia almeno la maggioranza di noi a farlo poiché in tal modo, il principio della democrazia legalizza ogni posizione, anche e soprattutto quelle illegali, illecite, immorali ed evasive di ogni obbligo, sia morale che materiale.
Questa è la democrazia in Italia e così è, se vi piace.

E in questa ottica, secondo me, vanno visti gli allarme bomba a Messineo qualche giorno fa e a Ingroia stamane.
Due auto rubate abbandonate sotto casa dei due per saggiare l’attenzione o per mandare un avvertimento. Io credo che la tensione sulla trattativa stato-mafia sia destinata a salire.
E ricordo a me stesso quel che affermavo una decina di anni fa nei primi forum nel web: la mafia è un fenomeno metereopatico, perché uccide sempre da aprile a ottobre, quando fa più caldo.
Occhi aperti, la primavera è alle porte.

Per cambiare un sistema assai corrotto, mafioso ed autoreferenziale non basta selezionare chi non ha mai fatto nulla per questo sistema e nulla per non validarlo:
il risultato sarà solo un belare vuoto e fiacco.
Altrimenti si crea un sistema opposto a quello che si intende abbattere, opposto ma dai contenuti simili quanto inutili ed immeritevoli.
Il risultato finale è prevedibile come lo sono gli eletti così selezionati:
del tutto inutili ed incapaci al cambiamento. E si vede benissimo.
E andiamo avanti e vediamo quest’altro fallimento annunciato realizzarsi.
Quando non si ha qualità e capacità sufficienti, si dovrebbe essere almeno coscienti dei propri limiti senza tentare di invalidare quelli degli altri che invece, non ne hanno.
Altra casta di idioti in arrivo.

Perché selezionare raschiando il fondo del pavimento umano è cosa perfettamente uguale a quello che fa la casta. Perché non si deve selezionare verso il basso se si vuole cambiare il potere, ma occorre farlo verso l’alto. Perché altrimenti non si cambia nulla, se non il nome ed il cognome delle persone al potere, senza incidere sul potere stesso. E si fallisce miseramente.

Dovete decidere cosa volete: il cambiamento come sostituzione delle persone che saranno ancora soggette, volenti o nolenti, al sistema autoreferenziale della casta, ovvero il cambiamento del paradigma, cambiamento che modifica le regole del sistema per impedire una sua prosecuzione infinita. Il cambiamento di una forma strutturata può avvenire solo con la sua distruzione e riedificazione all’interno di una società i cui membri condividono il medesimo paradigma. Perché la tendenza culturale, politica, sociale ed istituzionale a conservare e mantenere lo status quo per un bisogno atavico di sicurezza, impedisce allo spirito del tempo (Zeitgeist) di modificare alcunché, anche quando questa modifica risulti essenziale alla continuazione della specie e al benessere di cui quei membri fanno parte. Una sorta di paralisi da terrore infinito immobilizza la casta ed ogni nuovo adepto ad essa, il quale si convince di non dover cambiare nulla o il meno possibile nel paradigma per conservare la propria esistenza, il proprio benessere e la propria ricchezza raggiunta. Il cambiamento instaura sempre un livello di paura primordiale che solo menti evolute e soggetti superiori riescono a contenere e piegare al proprio bene comune, piuttosto che al paradigma comune che assicura continuità e sicurezza solo nella mente di chi lo interpreta. Troppo facile assumere il ruolo di salvatore della patria (e del paradigma confortevole e condiviso) per ricondurre una comunità alla sua routine che associa ai gesti ripetitivi ed ai riti una forza interiore che spinge a non cambiare, ma a continuare quel che si proponeva di cambiare. Nessuna medicina è dolce come nessuna soluzione al male è esclusivamente bene. Se si vuole cambiare occorre provare dolore. Ed è il dolore il paradigma del cambiamento. Ed è per la paura del dolore che non si cambia , non si cura, non si modifica nulla e poi, si muore del male che ci si era proposti di curare.

Il motivo per cui un popolo sceglie un rappresentante sta nella sua rappresentanza del popolo, nel termine più proprio. Ma chi crede che il popolo esprima mediamente una leadership diversa da se stesso sbaglia: esso sceglierà verso il basso, continuando ad interpretare un errore di cui le democrazie divenute dittature si nutrono. Così, una leadership di nullità non cambierà nulla e consentirà al paradigma del popolo di sentirsi meno idiota di quel che è, o curerà l’orgoglio ferito di chi non osa di più perché avvinto dalle spire della paura e della insicurezza. Ecco l nuovo paradigma delle democrazie moderne: la ricerca risoluta e determinata della auto-eliminazione attraverso l’emersione del peggio (ma mediamente e democraticamente condiviso) invece della emersione del meglio, del merito. Ed è questo orgoglio scambiato per civiltà e dignità che uccide e degrada oggi queste decadenti democrazie moderne, meri fantocci nelle mani del potere di chi sa come manovrare come marionette i popoli divisi ed impauriti ad arte.

Ma come fa un idiota a scegliere il meglio per il futuro se egli non è il futuro? Come fa ad accettare la propria scomparsa come prezzo del progresso umano? Non può, ecco che non può. E pur cosciente del male che fa, continua a farlo, per il proprio paradigma del bene comune.

Ed è la dittatura dei furbi sugli idioti, insieme alleati a cacciare il merito da questo paese. Non è accettando questo paradigma che si cambia, non è entrando nel sistema ed osservandone le regole che si cambia questo sistema, che si afferma un diverso e più intelligente paradigma.

Con il voto ti sottoponi al giudizio del popolo distorto dalle regole del sistema che impediscono una rappresentanza di merito. Al massimo si otterrà un nuovo stallo, come quello che vedi. Non puoi cambiare il sistema attraverso le regole di chi ha costruito il sistema perché non venisse mai cambiato.

Si andrà al voto con quali regole? Ancor oggi, questo dato fondamentale è incerto. E incerto sarà il risultato, perché così è voluto dalla casta.

Non deve vincere nessuno perché la casta vinca ancora

E nessuno vincerà

Devo trovare il modo di cambiare il paradigma attraverso la modifica del sentimento positivo che la pubblica opinione attribuisce alla conservazione.

Il fatto che la casta sia terrorizzata dalla forza della opinione pubblica che si muove libera nel web fa capire che è quello il punto nevralgico, quello il punto debole, quello il tallone d’Achille.

La forza di una opinione pubblica libera ha liberato l’Ucraina dal dittatore. La forza di una opinione pubblica libera cambierà questo paese. Niente e nessuno modifica questa regola. Ed è per questo che la casta teme un comico come Beppe Grillo, perché egli è un artista, uno scienziato ed un professionista della opinione pubblica.

Ma deve scendere in campo lui. Allora io accetterò la sfida di cambiare questo paese attraverso le sue regole piegate alla volontà popolare vera, autentica. Se lui si candida a premier, allora forse c’è speranza.

Il mio slogan è : di Beppe Grillo ce n’è uno, tutti gli altri fan nessuno

son tutti bravi ad essere onesti quando non gestiscono milioni e miliardi di euro. io guardo alla mia esperienza, nulla di personale

forse sbaglio, forse sono stato troppo ingenuo con chi non lo meritava ed ora son troppo duro con chi non lo merita nemmeno. Ma ho imparato a non fidarmi: questo mi ha salvato molte volte. Preferisco il confronto in campo aperto, nell’esercizio di quel potere che si vuole cambiare. Voglio vedere con i miei occhi, controllare con le mie mani, leggere il cuore e la mente direttamente.

Io so non se sia normale che tutti i programmi Rai osannino un festival che è stato un deciso fallimento di ascolti in cui, nota molto importante, vi è stato un episodio truffaldino i cui artefici si son visti pagare le spese dalla Rai:
per me è una truffa bella e buona con una malversazione di danaro pubblico usato per frodare fiducia e ascolti dal popolo sovrano.
Io penso che dovrebbe seguire una indagine della magistratura a questa incresciosa vicenda e credo che debba essere la magistratura penale ad interessarsene.
E voi, cosa ne pensate?
Non credete che la commissione di vigilanza Rai presieduta da un grillino non debba avviare anch’essa una inchiesta su questa brutta vicenda?

Alla base della non risoluzione e degli innumerevoli rinvii che la vicenda dei marò italiani inviati come guardie giurate in operazioni anti-pirateria conosce, vi sono due aspetti che la stampa vuole ignorare volutamente:
un nesso di causalità con un altro processo che conosce i medesimi continui rinvii e l’etica della reciprocità.
“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Il settore della vigilanza privata a Foggia ha una genesi importante, una storia travagliata ed una evoluzione maligna.
Non si è sottratto questo settore alla cattiva influenza della interpretazione della politica e del sindacalismo come mezzi di sfruttamento della vigilanza e delle guardie piuttosto che difesa dei diritti dei lavoratori e incarnazione dei doveri di ogni parte di questo complesso, delicato e importante momento della vita economica e della difesa del patrimonio come di un concetto generale della sicurezza che avanza in uno stato di cattiva interpretazione dei reciproci ruoli.
Il malessere come la cattiva organizzazione ed interpretazione della vigilanza emergono con chiarezza come pure emerge una maggiore e migliore attenzione degli organi preposti alla vigilanza ed alla ispezione dei comportamenti espressi dagli istituti di vigilanza.
La crisi economica aiuta l’emersione dei problemi e non aiuta a trovare le risposte che servono.
Ma a questo punto si devono distinguere chiaramente gli interessi in campo:
gli aspetti di strategia aziendale, di indirizzo economico e di produzione e redistribuzione della ricchezza prodotta sono un conto, il dovere di ispezione e di vigilanza un altro.
Perché proprio non saprei quante guardie particolari giurate qui a Foggia supererebbero le ispezioni degli enti preposti atte a riscontrare l’adozione di comportamenti idonei e l’osservanza delle leggi e dei regolamenti, codici etici compresi.
Perché forse, sinora ha fatto comodo a troppe parti in causa il non governo o il malgoverno politico interessato a tutto tranne che al bene della vigilanza privata foggiana, come pure han fatto comodo certi comportamenti irresponsabili (se non criminali) e non allineati alla legge e al dover essere cittadini, lavoratori, amministratori e incaricati di pubblico servizio attraverso licenza di pubblica sicurezza.
Ora, mi sembra venuto il momento di ripristinare moralità, etica e legalità.
In tutti i sensi, in tutti i modi, in tutti i comportamenti.
Sarà così possibile avere un futuro diverso dal tempo passato.
Ma una riflessione profonda dovrà essere fatta sul perché la vigilanza privata foggiana sprofondi in scandali, arresti, indagini e cronico ritardo nella corresponsione dei salari.

nipoti assunti da governatori amici, quasi nuore inserite addirittura nel governo del paese …
questa è una dittatura e il nome del traditore della democrazia è napolitano

napolitano deve dimettersi perché la trattativa stato-mafia e la sua nota antipatia per i magistrati anti-mafia creano una questione morale, politica e istituzionale impossibile da eludere, da nascondere, da ignorare.
Non potrà mai e poi mai essere questo capo dello stato arbitro e garante delle prossime elezioni: deve dimettersi.

Maledetti assassini del governo ucraino venduti allo zar di russia:
io sto con i miei fratelli e le mie sorelle ucraini e difendo la loro libertà di scegliere per il loro futuro.

La crisi, che è appena iniziata dopo la fine della recessione, terminerà i suoi peggiori effetti negativi principali in un periodo di 15/20 anni da adesso.
Poi la salita diverrà un po meno dura.
Ma pure sempre salita sarà, per decenni.
Chi aveva il dovere di prevedere e rimediare a tutto ciò era la politica, proprio quella casta che ci ha tradito e ci ha ingabbiati in un sistema autoreferenziale in cui tutto proviene dalla politica e tutto va alla politica. Non perdete tempo in false speranze:
solo bruciando si rinasce, solo morendo si risorge.

Gesualdo Gustavo e l’ILVA di Taranto

martedì, 4 giugno 2013

Cosa farei se fossi presidente del consiglio dei ministri italiano?

Cosa farei se fossi io a decidere io nella questione dell’acciaieria dell’ILVA di Taranto?

1 – Acquisizione in via definitiva nella totale disponibilità dello stato dei sequestri in danno della famiglia Riva (I° guadagno);

2 – Commissariamento, sequestro e rivendita immediata (II° guadagno) a cordate cinesi o tedesche di imprenditori che si impegnino ad adeguare a loro onere esclusivo (III° guadagno) l’azienda alle normative nazionali, europee ed internazionali e che garantiscano il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il futuro dell’azienda.

Questo farei io se fossi il premier del governo italiano.

E perché potrei farlo liberamente?

Perché io non avrei mai accettato finanziamenti dalla Famiglia Riva proprietaria dell’ILVA al mio partito, alla mia persona o per le elezioni del segretario del mio partito.

E se la famiglia Riva procedesse a difesa del suo diritto di proprietà sull’ILVA, li porterei in tribunale accusandoli del reato di strage, compiuto volontariamente nei confronti della popolazione tarantina.

E qualcuno spieghi a Zanonato e Letta che non devono rimediare alle gravissime mancanze ed agli abusi della famiglia Riva che hanno portato a fare strage del popolo tarantino finanziando poi le direttive Aia con danari pubblici.

Questa mentalità per cui, quando le aziende idagliane sono in attivo, non spartiscono i loro dividendi con lo stato ma li nascondono al fisco trasferendoli all’estero in paradisi fiscali, e quando invece sono in passivo, assegnano costi di ammodernamento e situazioni debitorie allo stato, questa infinita truffa DEVE FINIRE.

Lo stato DEVE SOLO erogare servizi efficaci, efficienti ed economici ai cittadini e non finanziare partiti, sindacati, tv, radio, giornali e giornalisti, editori, imprese, e amici degli amici.

Basta spreco di danaro pubblico, basta!

Zanonato e Letta devono vendere l’ILVA ai tedeschi o ai cinesi e far finanziare dagli acquirenti tutti gli adeguamenti e il risanamento del sito industriale e del territorio circostante per consentire all’ILVA di avere un futuro certo e sicuro.

BASTA SPRECARE I DANARI DEGLI ITALIANI!

BASTA REGALI AGLI AMICI DEGLI AMICI CHE HANNO FINANZIATO IL PARTITO POLITICO (O SUOI ELEMENTI DI SPICCCO) DI ZANONATO e LETTA!

Basta, Zanonato basta Letta:

voi sapete cosa significa il termine BASTA?

Ecco, BASTA !!!

Piuttosto indagate come governo e chiedete alla magistratura di indagare sullo scandalo ILVA, perché le cose non appaiono ne serene, ne limpide, ne giuste, ne corrette.

Leggere qui

Ancora qui

e qui

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

ILVA di Taranto, rifiuti tossico-nocivi, Riva, Lannes e la diossina assassina

sabato, 8 dicembre 2012

Riporto di seguito un mio intervento nel forum di Sky del marzo 2008.

Nei primi anni del terzo millennio ero molto attivo nei forum e scrivevo con pseudonimi del tipo “Gustave Le Bon”, “Cogito ergo sum”, “Intell”, “Goestaf”, “X Citizen” ed altri.

In questo, usavo quello di Gustave Le Bon.

Riporto solo una parte della discussione, ma linko qui il resto.

Buona lettura.

“A dicembre del 2007, un camion si ribalta in una curva sulla strada statale 16 fra Foggia e San Severo.
Il mezzo viene rapidamente recuperato, ma il suo carico giace a terra per mesi nel luogo dell’incidente.
Il giornalista Gianni Lannes si ferma sul luogo dell’incidente e fa dei prelievi al carico riverso nel terreno e scatta alcune foto ai sacchi che lo componevano.
Dalle analisi si verrà a sapere che il carico era composto di rifiuti altamente tossico-nocivi e dalle foto si vede che la destinazione è l’Ilva di Taranto.
Ma cosa fanno in quella acciaieria?
Bruciano rifiuti tossico-nocivi?

Intanto nelle immediate vicinanze del comune di Foggia viene rinvenuta la più grande discarica abusiva d’Europa.
Tutti sapevano della sua esistenza e delle strane morti per cancro che avvenivano in quella zona.
Tutti tranne le autorità competenti e il mondo dell’informazione ….
Ma intanto, mi domando:
se è pur vero che i rifiuti ammassati a Foggia o bruciati a Taranto provenissero dal nord dell’Italia, come mai le popolazioni del sud li hanno accettati e non si sono mai opposte a questa condizione?
Son convinto che se si fossero scaricati nottetempo rifiuti tossico-nocivi nel Veneto, in lombardia o in Emilia-Romagna, una grandinata di schioppettate provenienti dai proprietari dei fondi limitrofi avrebbe accolto i trafficanti di rifiuti tossici ed i loro camion.
Perchè a Foggia non avviene questo?
Perchè a Napoli non avviene questo?
Il federalismo serve, eccome.
Serve per responsabilizzare le popolazioni rispetto alle risorse del proprio territorio ed alla sua buona gestione.
La manna dal cielo non scende più, arrivano solo rifiuti pericolosi nottetempo.
Svegiatevi meridionali, che vi stanno mangiando il futuro!
Sì, aspetta e spera …”

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Non è questa l’Italia: questa è Sodoma, questa è Gomorra

mercoledì, 28 novembre 2012

Good morning Italy, in the most sad and dark day of his second republic.
Buenos días Italia, en el día más triste y oscuro de su segunda república.
좋은 아침 이탈리아, 두 번째 공화국의 가장 슬픈과 어두운 걷습니다.
Guten Morgen Italien, in den meisten traurigen und dunklen Tage seines zweiten Republik.
早上好,在意大利最伤心,最黑暗的一天,他的第二个共和国。
Bonjour l’Italie, dans le jour le plus triste et sombre de sa deuxième république.
Доброе утро, Италия, в самый печальный и мрачный день своего второго республики.
God morgon Italien, i den mest sorgliga och mörka dagen i hans andra republik.
おはようイタリア、彼の第二共和国の中で最も悲しい日と暗いインチ
Buongiorno Italia, nel più triste e buio giorno della sua seconda repubblica.

Tutta l’informazione omertosa regolamentata in violazione del dettato costituzionale tace il colpo di stato perpetrato da poteri forti e dalle mafie a Taranto.

Tace il ricatto mafioso della famiglia Riva, della miserabile industria italiana dalla quale, industrie ed industriali seri come nel caso della Fiat, fuggono via inorriditi, aggrediti, perseguitati.

Tace il ricatto di una politica mafiosa e corrotta, il cui unico scopo è prendere tangenti da queste miserabili intraprese industriali o farsi finanziare da esse, svendere la sanità pubblica e la salute pubblica.

Tace il fatto che, molto probabilmente, gli altoforni dell’insediamento industriale dell’ILVA di Taranto hanno bruciato mafiosamente rifiuti tossici, avvelenando volontariamente l’aria, il mare, il cibo e il futuro della città di Taranto.

Ma tutto questo, i politici, i burocrati, i giornalisti, gli amministratoti pubblici, i funzionari regionali ed i sindacalisti pugliesi non ve lo diranno mai.

Ora l’Italia, attende un decreto legge concordato tra un presidente della repubblica veramente troppo vecchio, in tutti i sensi, ed un premier che mai nessun cittadino del popolo sovrano abbia indicato in una scheda elettorale.

Due presidenti mai eletti dal popolo sovrano, due personaggi politici che non hanno mai ricevuto alcuna delega elettorale diretta dalla sovranità popolare, due istituzioni la cui attribuzione di poteri dello stato è gratuita e priva di sovranità consensuale alcuna sono in procinto di abiurare ogni dettato normativo e costituzionale e di abusare del loro potere per violare l’autonomia del potere della magistratura nello scandalo dell’ILVA di Taranto e della morte per inquinamento da diossina della città di Taranto, che oggi, come ieri, porta e portò all’avvento di un regime dittatoriale, abusivo, arrogante, prepotente.

A breve e nel solco della continuità di un paese mai veramente libero, la cui democrazia è stata sempre “concessa in prestito ed a tempo determinato o part time” ai cittadini, che vengono in ogni caso e repubblica trattati da servi e sudditi piuttosto che da liberi cittadini da servire nel modo migliore possibile, a breve, in questo paese scosso da scandali innumerevoli di corruzione morale e materiale, da questioni meridionali irrisolte, da questioni morali mai affrontate, da oppressioni mafiose intollerabili ed inaccettabili, a breve, in questo paese fallito in ogni senso, verrà ancora una volta prevaricata la legge, prevaricata la magistratura, verrà disconosciuto e negato il diritto alla salute pubblica e alla incolumità personale e pubblica, verrà rinnegato il diritto alla vita.

E tutto questo avviene nel silenzio assordante di una casta della informazione completamente o in gran parte asservita o controllata dalla casta politica, politica che proprio in questi giorni, ne ha confermato e sancito per legge la intoccabilità nelle aule parlamentari come nelle aule di un tribunale.

Corporazioni avvinte in un protocollo mafioso, classi dominanti degradate ed incivili, troppo egoiste ed assassine, imprenditori, politici, burocrati e tecnici della Pubblica Amministrazione il cui unico senso dello stato pare sia quello di prendere e concedere tangenti, corrodere lo stato democratico e collaborare, trattare e rendersi complici delle organizzazioni mafiose.

Un paese mafioso questo, completamente, dannatamete, dolorosamente mafioso.

Non merita di sopravvivere questa italia.

Non è questa l’Italia.

Questa è Sodoma.

Questa è Gomorra.

E ci sgoverna, ci deruba del potere per poterlo usare contro di noi, ci uccide, ci asfissia, ci inquina, ci svende alle mafie.

E che Dio ci aiuti.

E che Dio li stramaledica, tutti, senza alcuna eccezione, intoccabilità o impunità che sia legiferata da un parlamento asservito e svenduto ai Poteri Forti ad una politica senza coraggio e lealtà, a delle istituzioni autoreferenziali.

Sudditanza dei cittadini di Taranto :

dovete morire di diossina e restare in assoluto silenzio, perché la malavita imprenditoriale della famiglia riva e le istituzioni dello stato italiano hanno deciso che la vostra vita non vale un fico secco.

Perché la classe dirigente italiana sa solo essere forte con i deboli e debole con i forti.

Che siano maledetti, loro e le loro famiglie, le loro corporazioni, le loro caste e le loro vite inutili e costose.

Nei secoli dei secoli, per sempre.

Amen

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X