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Degrado a Foggia: ordinaria follia razzista al CPI

giovedì, 27 giugno 2013

Mio malgrado, debbo ricorrere ancora alle “cure” della pubblica amministrazione foggiana per ottenere una certificazione che mi è stata richiesta da presentare ad un colloquio di lavoro.

Debbo rivolgermi al Centro per l’Impiego sito in Via San Severo a Foggia per richiedere la certificazione che attesti le mie precedenti occupazioni e il mio stato storico di disoccupazione.

Entro nella sede dove sono aperti solo due sportelli:

uno dedicato alle categorie protette e l’altro al rilascio dei certificati.

Mi accodo alla fila relativa allo sportello dedicato al rilascio delle certificazioni.

Mentre siamo in fila, veniamo bypassati da un tizio che ottiene la certificazione eludendo la fila.

Precedentemente era l’unico utente in fila allo sportello dedicato alle categorie protette.

Evidentemente era “molto protetto” e la sua richiesta di certificazione perviene direttamente da sportellista a sportellista e il tizio ritira il suo certificato saltando la fila.

Non è l’unica anomalia che salta agli occhi, visto che nei pressi della fila e dello sportello di cui ero in attesa vi era una porta che conduceva direttamente agli uffici degli sportelli, porta che vedeva ingresso e uscita di soggetti di cui era impossibile distinguere se fossero utenti, avventori, famigliari e amici in visita ai dipendenti, ovvero dipendenti stessi del CPI, visto che erano tutti sprovvisti di un cartellino di riconoscimento, sia indicante la dicitura “visitatore” ovvero “dipendente”.

Ma mi sono imposto di evitare una ennesima infiammazione dello stomaco ed un ennesimo spappolamento di fegato da abuso del potere e della funzione pubblica, così resto tranquillo, in fila, deciso a ritirare i miei certificati e tornare alle mie faccende nel più breve tempo possibile.

Ma così non sarà, purtroppo, ed ancora una volta.

Arriva il mio turno e chiedo le certificazioni che mi occorrono.

Mi accorgo che lo sportellista non è solo:

a mezzo metro da se, in posizione leggermente più arretrata rispetto allo sportello, scorgo un operatore di computer che immette i dati del richiedente e stampa il certificato rilasciato dallo sportello.

Ma allora, mi domando: a cosa serve l’altro operatore?

Chiede un documento di identità, detta all’altro operatore nome e cognome del richiedente e certificazione richiesta ed una volta stampato il certificato, egli lo consegna.

Sì, avete capito bene:

non serve a nulla un secondo operatore, se non a giustificare un secondo salario regalato dalla pubblica amministrazione italiana.

Certo, la distanza ed il posizionamento del secondo operatore e della sua unità operativa non favoriscono il lavoro:

posto di traverso allo sportello, distante, ad una altezza inadeguata a quella dello sportello medesimo cui serve.

Ancora un respiro profondo:

no, questa volta non riusciranno a regalarmi un avvelenamento da versamento di bile.

Sereno, educato e composto descrivo la mia esigenza e chiedo le relative certificazioni.

Mi viene richiesto un documento di identità che fornisco immediatamente.

Mi viene richiesta conferma che il mio domicilio e la mia residenza corrispondano a quelli indicati nel documento.

Confermo.

Chiedo come funzioni l’iscrizione alle liste di mobilità, cui non sono iscritto (e per mia colpa), benché residente già da più di un anno.

Mi viene spiegato che l’iscrizione alle liste partirà dalla data della mia iscrizione e non dalla data di partenza effettiva del mio stato di disoccupato.

L’operatore si mostra inflessibile, nonostante non fosse mia intenzione aprire una polemica sulla questione.

La mia serenità si incrina, ma non cede.

Però mi tolgo la soddisfazione di ricordare all’inutile operatore di sportello che la mia condizione è quella di un vero disoccupato che non si è iscritto alle liste di mobilità per ignoranza propria , ma che altrettanto certamente in altre realtà e in altre situazioni ha ricevuto sollecitazioni ed informazioni via mail e via telefono in relazione alle proprie domande di residenza e relative iscrizioni alla ASL (SSN) o altri contatti con pubbliche amministrazioni o pubblici servizi.

Il parassita si risveglia dal letargo e sente come una nota stonata in quella mattinata di “lavoro da inutile passacarte” quelle mie parole e chiede con stizza:

perché dove è stato lei?

Gli rispondo: Varese, Treviso, Verona, Belluno, un po qua e un po la.

Ed improvvisamente quanto inaspettatamente la mattinata di ordinaria follia prende fuoco e divampa la rabbia esplosiva del parassita, il quale, senza giustificazione alcuna, se ne esce con:

“ma sa cosa le dico? Quelli sono tutti dei razzisti!”

Giuro su Dio, non ho perso la pazienza, sono rimasto sereno, ma ho risposto decisamente:

“e sa cosa le dico io? Che hanno ragione!”

Il parassita passacarte non si aspettava la mia risposta, infiamma lo sguardo e tenta a sua volta una replica, ma lo blocco:

“hanno ragione, hanno ragione di gente come lei che rende “i n v i v i b i l e” la vita di persone come me e del prossimo suo”.

E visto che eravamo giunti alla frutta, ho esposto anche il dessert:

“se avessi disponibile la vostra bella lista dei soggetti in mobilità e in disoccupazione potrei facilmente dimostrare che molti di quei signori lavorano in nero, in barba all’ufficio di collocamento e dell’ispettorato del lavoro, godendo comunque della loro certificazione di disoccupazione e conseguente iscrizione nelle liste di mobilità, e semmai anche della relativa indennità di disoccupazione. ben al contrario di gente che, come me, è “e f f e t t i v a m e n t e” disoccupata, ma non ha il “loro pregiato certificato” che può dimostrarlo.

Una ovazione proveniente dalle altre persone che sono in fila dietro di me accompagna il mio discorso :

“una giungla, questa è una giungla!”, esclamano alcuni.

L’operatore-parassita-passacarte-peso-inutile-della-società-e-razzista-di-merda mi consegna con mano tremante i certificati e mi congeda.

Dio mi è testimone, io non volevo, ma la gratuita quanto ingiustificata uscita razzista di un apparente parassita passacarte nei confronti di comunità umane, sociali, economiche e del lavoro che ho imparato a conoscere e rispettare in questi anni, no, quella gratuita violenza razzista non ho potuto sopportarla.

E non ero il solo: esco dall’ufficio fra il consenso ed i sorrisi degli astanti.

Ora, mi domando e dico:

ma sono io che sono un disadattato inconciliabile con il mondo e la società in cui vive ovvero io sono uno dei tanti che sentono e soffrono il degrado ed il disagio in questa comunità foggiana ma che proprio non riesce a resistere ad ingiustizie plateali e palesi, sia pure non dirette esclusivamente verso se stesso?

Questo arbitrio, questa sentenza, questa risposta la lascio ai lettori di questo sfogo-post.

A me, l’amarezza di aver assistito ancora una volta al degrado più squallido e la soddisfazione di non aver subito in silenzio tale e tanta violenza gratuita ed ingiustificata.

C’è un limite a tutto:

anche alla proterva arroganza di una violenza anche solo verbale in risposta ad un semplice e sereno rilievo nella pur evidente differenza di stili e modelli di vita.

Ma soprattutto nella differenza del lavorare e dell’essere al servizio del cittadino e del prossimo suo.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 25 aprile 2013

giovedì, 25 aprile 2013

25 aprile 2013
Continuano a celebrare uno stato di diritto che non c’è mai stato invece di celebrare il funerale del Paese Reale, assassinato da chi aveva giurato di difenderlo.

Ma, una disposizione allegata alla costituzione e definita “transitoria”, quando cesserà di avere effetti definitivi?

Non si fa giorno se non apri la mente al futuro.
Non arriva notte se non ti arrendi al buio.
Non è il mondo che cambia, ma sei tu a farlo.

La scuola italiana è il datore di lavoro pubblico-privato più grande di UE con la più bassa qualità in entrata e in uscita di UE+USA.

NO al finanziamento pubblico ai partiti, ai sindacati, ai giornali, alle imprese, agli amici degli amici e agli amici di merende.
E’ CHIARO?

Il confidare di un disperato affresca l’ultima spiaggia del naufrago:
non trova alternative al proprio destino.

Tassare le sigarette elettroniche sposta la convenienza dei fumatori verso sigarette a combustione e crea grave danno alla salute pubblica.

L’uomo che pianta semi, raccoglie frutti di cui godere insieme ad altri uomini.

Finalmente un giovane a Palazzo Chigi. Non accadeva dai tempi di Goria, accontentato perché gravemente malato.

Roma ladrona, Milano padrona.
Stessa monnezza napoletana.

L’inciucio perfetto: unire il PD ed il PDL attraverso la Letta’s Family.

Il PD sosterrà un governo ad indirizzo politico di destra, con un programma di destra ed una rappresentanza di destra: ma che bravi!

Sembra di vedere un fanta-horror di quelli anche malfatti.
Sempre gli stessi nomi, sempre le stesse figure: cittadini rifiutati dalla casta.

Napolitano: “Piena fiducia in Letta, non ci sono alternative”
Gesualdo: Piena sfiducia nella casta, non vi sono alternative al male assoluto.

Arrestato l’uomo del giaguaro che smacchiava i diamanti del senatur

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»

Deve esserci qualcosa nel gene italiano che non va.
RAZZISTA! FASCISTA!
Deve esserci qualcosa nel modello italiano che non va.
MODELLISTA!

Quando la partitocrazia rinunzia alle indicazioni di indirizzo politico la politica è morta.

Arresti in regione Basilicata:
assessore PD e capogruppo PDL. L’inciucio perfetto.

Non può il passato correggere gli errori del passato, non può il passato incarnare il Futuro

Le larghe intese non esistono, poiché è proprio nella concezione dello stato che si dividono centro-destra e centro-sinistra.

L’isolamento in cui stringono Beppe Grillo e il M5S racconta tutto il terrore che provoca il cambiamento nella casta

Il “profumo” di un nuovo “amato” governo si stende per l’aie

Purché l’investitura di Renzi non significhi l’alleanza con berlusconi, il che ridurrebbe il renzi ad un giovane bersani.

L’invidia, la gelosia, la rabbia e la visione di un potere personale perduto induce idioti a dare del “ladro” agli onesti.
Ma i ladri siete voi

bersani e berlusconi ed i loro alleati rappresentano il problema, non e mai la soluzione

L’unica unità italiana (inciucio concesso solo alla partitocrazia, alla burocrazia e al sindacalismo, non e mai alla libera scelta del popolo sovrano) che vuole la partitocrazia è la continuità con il passato.
Nel bene e nel male.
Piuttosto nel male.

Con un manganello in mano destra e una bottiglia di olio di ricino in mano sinistra:
o l’uno o l’altra.
Per chi rifiuta:
l’uno e l’altra.

Allibito leggo della poca considerazione di napolitano nelle forze partitiche che lo hanno eletto due volte Presidente della Repubblica..
Simili con i simili:
Io non sono loro simile

Tutti insieme quelli che hanno affossato l’Italia dovrebbero salvarla?
Ma cosa abbiamo scritto noi sulla fronte: Joe Condor?

Siamo alla resa dei conti e non si ode il grido del popolo sovrano:
silenziato dalla dalla I repubblica.
E’ stata tutta una farsa.
Ed è finita.

Il tempo passa, la crisi avanza, la casta campa, la capra crepa, il popolo soffre, i mafiosi corrodono, i politici corrompono, io odio tutti.

Dio succede a Dio, Re succede a Re, napoletano succede a napoletano, Dittatore succede a Dittatore, napolitano succede a napolitano e così via

Ma come si fa a comporre un nuovo governo se la legge elettorale fa in modo che ogni governo nasca zoppo?

Le istituzioni sono in mano al terrorismo politico che usa il terrore al posto del mitragliatore

Popolo di anomali greggi di pecore guidato da vecchi rincitrulliti teleguidati

Rispondo così ad un “amico” su FB che afferma che l’opinione del popolo non serve e non vale nulla:
“non finisce qui e non finisce così: forse non vale nulla la tua opinione e forse non vali nulla tu, ma io ho ancora un cuore che batte ed un cervello che ragiona e non mi arrendo”

Dio è morto
Marx è morto
Benito Mussolini è morto
Ed anch’io, non mi sento tanto bene

E basta con questa eterna lagna della scelta del “meno peggio”.
Io non mi accontento: per il futuro globale dei miei figli, solo il meglio.

Le spalle di bersani poggiano sulle spalle di berlusconi e viceversa.
Caduto l’uno, cadrà anche l’altro.
Senzadubbiamente.

Pavidi e trepidi i membri della casta assistono terrorizzati alla fine del magna magna generale e del loro futuro. Inutili, inetti, incapaci, idioti.

Quel che sembra la rottamazione Bersani credo rottamerà Berlusconi: è come con la caduta del Muro di Berlino, laddove cade l’uno e l’altro.

Adamo e Eva: con l’omosessualità nasce il conflitto sessuale

martedì, 25 dicembre 2012

Quando l’ignoranza avanza e ardisce a diritto, occorre riportare ordine nelle cose e nelle vite disordinate dei non eterosessuali.

Del continuo evolvere di ignoranza e arroganza elevate a diritto di nuova specie, si verifica quanto segue.

Si nasce donna o uomo:

questa è una certezza assoluta e naturale, non sostiuibile e non sindacabile, se si fa eccezione del rarissimo fenomeno dell’ermafroditismo o monoicismo, che viene definito come istantaneo o simultaneo quando i soggetti presentano contemporaneamente gonadi maschili e femminili;

esiste in natura un ermafroditismo sequenziale, talvolta indicato come inversione sessuale, nel caso di organismi viventi che cambiano sesso nel corso della loro vita e viene definito proterandria, quando un organismo nasce e resta maschio nella prima parte della vita, mentre viene definito proteroginia nel caso opposto;

ma in ogni caso, queste due sopra descritte mutazioni sessuali nel corso della vita (e non e mai alla nascita) non sono applicabili agli esseri umani, che anche cambiando il proprio sesso a mezzo terapie chirurgiche e/o farmacologiche, non potranno mai sostituirsi alla naturale differenza fra uomo e donna, fra maschio e femmina;

l’ermafroditismo nell’essere umano, è niente altro che una rara disgenesia gonadica e rientra nelle anomalie della differenziazione sessuale;

ogni altra variazione di specie e di genere sessuale nell’essere umano è quindi una mutazione indipendente dalla struttura genetica ed appartiene altrettanto certamente ad una disfunzione caratteriale di scelta, che va identificata in senso assoluto in una patologia deformante della personalità che produce squilibri esistenziali profondi nella “conversione del soggetto umano” e nella inversione del sesso nei soggetti volontariamente transessuali (si nasce uomo o donna e non esiste altro sesso che questi due in natura), appellati anche come invertiti a causa della definizione stessa del fenomeno.

La American Psychiatric Association, nel DSM IV-TR, 2000 identifica nei Disturbi Sessuali NAS, la diagnosi che prevede un “persistente ed intenso disagio collegato al proprio orientamento sessuale”.

Se si nasce uomo o donna, l’unico disturbo NAS possibile è quello di specie sessuale, cioè quello omosessuale.

Vale a dire, cari ignoranti, arroganti, postulanti e presuntuosi difensori del nulla diverso dal naturale elevato a diritto di nuova spece, nuova razza e nuovo sesso, che ancor oggi è riconosciuto come patologico il disturbo sessuale NAS, che prevede (lo riporto ancora una volta per gli ignoranti in materia) un “persistente ed intenso disagio collegato al proprio orientamento sessuale”.

Ma se si nasce uomo o donna, – e questo è assolutamente certo e normale – il disagio ed il disturbo sessuale successivo rappresenta una patologia, mica una nuova specie sessuale.

Inoltre, se non si è un uomo e non si è una donna, ma si appartiene alla categoria degli omosessuali o dei transessuali, non si rileva il fondamento giuridico di unioni in matrimonio che non siano fondate sulle due sessualità riconosciute come capaci di riprodursi, di avere dei figli, o di prenderne in adozione in difetto o mancanza della capacità riproduttiva.

Insomma tutta questa invidia piuttosto violenta che si abbatte come eterofobica volontà distruttrice del valore di normalità sessuale, di coniugazione fra due sessi normali e naturali, di matrimonio fra un uomo e una donna finalizzato alla riproduzione sessuale naturale, tutto questo livore violento, questa rabbia egoista ed egocentrista di stili e modelli sessuali terzi ed altri rispetto agli unici due esistenti in natura, quello maschile e quello femminile, tutta questa rabbia eterofobica scopre il nervo della gelosia sessuale, della invidia sessuale, del conflitto sessuale, considerazione ancora non ben illuminata, ma di fondamentale importanza ed evidenza, dal momento che la volontà di istituire un terzo sesso giuridicamente riconosciuto e riconoscibile, normalizzato e regolamentato, prevaricante ogni riconoscimento dell’unione eterosessuale, non può e non deve essere travisata ed abusata in una ferrea volontà terza in eterno conflitto con le altre due.

In tal senso si annotano ben altre propulsioni in questo terzo sesso:

propulsioni lobbistiche, di potere politico, di deformazione del sistema democratico, del senso della libertà sessuale imposta come godimento sessuale alternativo, del sistema sanitario riscritto per servire un nuovo sesso che non è mai nato, una propulsione lobbistica di nicchia che pretende il potere di disintegrare la famiglia per non essere più diverso e non vivere mai più come una colpa la propria diversità (se non esiste più la normalità, nessuno è più diverso), insomma, di una nuova lobby che avanza con un solo fine:

distruggere quel che non è e quel che non potrà mai essere.

E questa condizione mentale, sociale, politica, sessuale e di sistema umano, pretende uguaglianza affermando diversità, offre distorsioni in cambio di equilibrio, vuole il conflitto sessuale.

L’eterofobia fondata sulla frustrazione della non possibile appartenenza al sesso maschile o al sesso femminile, è una manifestazione sempre più evidente di squilibrio dei sistemi, un fenomeno che usa il dissenso feroce e violento avverso gli eterosessuali al costo di un sempre proibito e punito dissenso sugli omosessuali:

secondo questa ignorante ed arrogante protervia presuntuosa e violenta prevaricatrice onda omosessuale eterofobica, gli eterosessuali possono essere aggrediti in modo razzista e sessita, gli omosessuali invece no (!).

Il fatto curioso di tutto questo è che le decadenti e perdenti democrazie moderne sono cascate in pieno in questa gabbia del diritto omosessuale cui non corrisponde alcun dovere omosessuale.

E allora occorre domandarsi chi è razzista?

E allora occorre domandarsi, chi è sessita?

E allora occorre urgentemente domandarsi:

qual’è il punto di riferimento della normalità sessuale cui rapportare, per una valutazione umana, tutto ciò che si presenta come nuovo indirizzo umano?

Chi è normale e chi no?

Chi ha diritto ad essere tutelato e chi ha il dovere di essere curato e riportato in alveo di normalità?

Ovviamente queste domande vanno indirizzate a menti equilibrate e serene, non coinvolte, non interessate, non gelose ed invidiose del concetto di normalità altrui, non ossessionate da sessualità atipiche che invertono i sessi a piacere e ne creano di nuovi a volontà, che scambiano sessi per sensi, amori per voluttà, ma in ogni caso di rango e valore di umanità e di sessualità che queste menti e queste vite non hanno e non potranno mai avere e che esse attaccano quotidianamente in un conflitto sessuale che politica e informazione celano, insabbiano, silenziano.

Evidentemente questa terza sessualità è molto presente e forte nei poteri e negli equilibri istituzionali delle decadenti e decedute democrazie occidentali.

E questo conferma che si tratti di una vera e propria lotta per il raggiungimento del potere attraverso un falso problema di rappresentanza giuridica, sessuale e sociale:

è solo una nuova lobby rivoluzionaria anti-umana e anti-democratica che non sa come farsi valere altrimenti.

Una lobby che ha imposto il diktat anti-democratico ed anti-umano per cui, ciò che è sbagliato va tutelato, garantito e difeso ( ma esso attacca con violenza il diverso da se stesso), ma mai criticato (ma non deve essere criticato), mai indicato (ma esso può mettere il diverso da se stesso all’indice sociale come razzista o sessita), mai giudicato (ma esso può giudicare il diverso da se stesso), mai valutato (ma esso pretende di valutare tutto e tutti e di chiudere in un recinto primordiale fatto di assenza di diritti fondamentali e di violenta repressione, ogni essenza umana che fa riferimento alla normalità.

I diversi sono gli altri, i pazzi da ingabbiare sono gli altri, i malati da curare sono sempre gli altri.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Chi favorisce l’immigrazione clandestina è schiavista e razzista.

martedì, 27 aprile 2010

Chi osa indicare la Lega come un movimento politico razzista, dimostra di non aver capito nulla della lega e del razzismo.
Non è razzismo impedire l’ingresso di nuovi clandestini extra-comunitari cui il nostro paese non può offrire un lavoro legale.
E’ invece certamente razzista quella politica che favorisce l’ingresso di clandestini extra-comunitari al fine di renderli in schiavitù, così come scopriamo essere avvenuto a Rosarno, in Calabria, nel meridione d’Italia.
Chi urla ai quattro venti di essere un difensore della dignità umana degli immigrati che entrano clandestinamente in Italia, chi vuole conferire loro cittadinanza e voto, senza poter loro garantire anche un lavoro legale, consegna questi poveri disgraziati ad un mondo fatto di lavoro nero, e li condanna cinicamente alla barbarie della schiavitù, offrendoli come manovalanza a buon mercato alle mafie.
Ecco l’ennesima dimostrazione che chi grida “al lupo, al lupo” in tema di razzismo, non è affidabile, non è serio, e nemmeno corretto.

Chi favorisce l’immigrazione clandestina è schiavista e razzista.
Chi la contrasta invece è un buon politico.

Bocchino, politico napoletano e razzista senza veli

mercoledì, 14 aprile 2010

In una intervista rilsasciata a Il Giornale, il napoletano Bocchino dimostra tutto il suo nauseante razzismo nel titolo di questa intervista:
“Meglio un premier gay che leghista”.
Ora, cari cittadini qualunque, valutate voi stessi se queste provocazioni continue e pervicaci contro la Lega, non siano altro che un volgare attacco alle riforme, un motivo per imputredire il clima politico sino a rendere impossibile il dialogo sulle riforme, tanto care alla Lega ed alla gente, ma anche tanto avversate da parte di chi ha rinnegato tutto e tutti per una poltrona politica, compreso il suo passato, ma non riesce ad essere diverso da quello che è:
un volgare razzista.
Napoletani, state lontani da questa gente che non vi ha salvato dalla monnezza, ma vi ci ha fatto annegare dentro per decenni.
Bocchino farebbe molto meglio a pensare a come distruggere le 100 cosche camorristiche campane, di cui ben 50, nella sola città di Napoli, se ne è capace.
Bocchino dovrebbe pensare a difendere il suo territorio, la sua gente e la sua città dalle mafie, ovvero, si facesse da parte e lo lasciasse fare a chi ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare:
i leghisti.
http://www.ilgiornale.it/interni/meglio_premier_gay_che_leghista/14-04-2010/articolo-id=437323-page=0-comments=1