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Corruzione ed Evasione: la truffa del debito pubblico italiano

giovedì, 8 dicembre 2011

Il debito pubblico italiano, frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale, continua a preoccupare l’economia e la finanza globalizzata.

L’agenzia di rating internazionale cinese Dagong Global Credit Rating ha ieri declassato il debito pubblico sovrano della repubblica italiana da A – a BBB, con un outlook negativo, il che, per un paese avanzato e complesso come è l’Italia, equivale a ridurre la valutazione finanziaria (ma anche e soprattutto di tenuta economica e politica del paese) ad un livello che porta l’Italia al di fuori del giro delle grandi potenze economiche mondiali.

L’Italia è fuori dal grande giro che conta, con un futuro che promette solo peggioramenti, sacrifici immensi e dolorose perdite di potere d’acquisto, potere contrattuale e peso politico.

Il rischio di contagio della crisi italiana, mette in pericolo l’intera Eurozona.

Infatti il giorno successivo al downgrade italiano e la minaccia da parte dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s di declassare l’intera eurozona, ecco arrivare il declassamento effettivo del rating francese da AA- ad A+.

La situazione europea, ed in particolare la condizione italiana, appaiono sempre più critiche e pericolose.

L’Italia, in particolare, è ormai solo ad un passo dal vedersi valutati i bond italiani (BOT e BTP), emessi a garanzia e rifinanziamento del debito pubblico sovrano al valore della mera carta sulla quale sono stampati.

L’indicazione del rating italiano a BBB infatti, porta il bond italiano ad un passo dalla definizione di “junk bonds” (titolo spazzatura), così come è definito nella Bond Rating Definition:

AAA and AA: High credit-quality investment grade

AA and BBB: Medium credit-quality investment grade

BB, B, CCC, CC, C: Low credit-quality (non-investment grade), or “junk bonds”

D: Bonds in default for non-payment of principal and/or interes

Il declassamento ulteriore del debito sovrano italiano porterebbe ad un indirizzo di disinvestimento e di non investimento in titoli italiani.

Sarebbe la certificazione di morte della repubblica italiana, sarebbe la realizzazione del completo fallimento dell’entità statuale italiana, sia come unità politica che come unità economica e finanziaria.

Ma il passo è più breve di quel che si pensi.

Esiste infatti un debito pubblico italiano nascosto fra le pieghe dei bilanci (e fuori da essi) locali, regionali, provinciali e comunali, compreso e soprattutto l’universo delle società pubbliche e pubblico-private di “presunto servizio pubblico” locale.

La domanda giusta è:

le agenzie di rating internazionale hanno dati ed informazioni analitiche su questo debito pubblico grande quanto quello sovrano?

Le agenzie di rating sono a conoscenza che il debito pubblico italiano è frutto esclusivo della corruzione politica e burocratica e della evasione fiscale?

Le agenzie di rating sono a conoscenza del fatto che il 90% dei grandi appalti pubblici italiani viene aggiudicato alle organizzazioni mafiose?

Inoltre, perché dovrebbe pagarlo il popolo italiano questo debito pubblico costruito con la corruzione politico-burocratica?

E perché dovrebbe pagarlo un francese piuttosto che un tedesco o un olandese il debito pubblico italiano della truffa organizzata e continuata?

E perché lo stato italiano non rende pubblici i dati sulla partecipazione al prelievo fiscale?

Quanto partecipano effettivamente al prelievo forzoso fiscale i lavoratori dipendenti ed i pensionati?

E quanto gli artigiani?

Quanto i commercianti?

Quanto i professionisti?

Quanto gli industriali?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento – Italy drags Europe into fall out – Italien zieht Europa in den Herbst heraus – L’Italie traîne l’Europe en tomber

martedì, 6 dicembre 2011

Il tentativo europeo di salvare l’italia dal suo fallimento rischia di trascinare in un fall out terribile l’intera Eurozona.

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s, infatti, ha messo sotto osservazione (creditwatch negative) i rating di ben 15 Paesi di Eurolandia in previsione di una moderata recessione che colpirà l’Eurozona nel 2012, eccetto l’Italia, naturalmente, per la quale si prevede invece una recessione di ben altro spessore durata e misura.

I popoli europei cominciano a porsi domande interessanti sul futuro dell’euro, sia inteso come concezione politica, che geografica, che economica e monetaria.

Un cittadino tedesco infatti, non riesce a comprendere perché egli debba sacrificare il credito internazionale della potenza economica tedesca ed i suoi personali e familiari interessi per salvare l’italia, un paese che fallisce miseramente a causa della corruzione politica e burocratica dilagante (fenomeno assolutamente fisiologico nel resto d’Europa che vede invece nell’utilizzo dei finanziamenti e nella gestione degli appalti pubblici cifre percentuali prossime alla totalità delle somme erogate per l’italia) e della oramai potentissima holding mafiosa italiana, prima azienda italiana per fatturato, in grado di assicurarsi il 90% dei grandi appalti pubblici italiani.

Un cittadino tedesco, ovvero un cittadino francese non riesce a comprendere perché con il sacrificio dei popoli francese e tedesco si dovrebbe salvare un paese che è ormai integralmente preda delle mafie e della prassi corruttiva:

se agli italiani piace vivere al di sopra delle loro possibilità, il cittadino europeo non comprende affatto perché debba essere chiamato a fare sacrifici enormi per pagare i debiti insoluti italiani, frutto non della crisi o della sfortuna, ma figli di uno stile di vita assolutamente errato, gravemente degradato, assai incivile e soprattutto, affatto considerabile come un “modello ed uno stile di vita europeo”.

Simili con i simili.

Questa è la prima regola di ogni aggregazione umana, di ogni popolo, di comunità sociale, di ogni paese e di ogni nazione civile che sia degna di questo nome.

Ma la similitudine difetta invero e, soprattutto nella parte più meridionale dell’italia, laddove lo stile di vita pare abbandonare decisamente le vesti europee e si copre di comportamenti assai deplorevoli e devastanti per la società italiana, come l’incredibile vicenda della Monnezza napoletana, ancor oggi sottoposta al vaglio attento delle istituzioni e della azioni europee, preoccupate della incapacità italiana di governare un semplice ciclo dei rifiuti in alcune regioni come ovviamente la Campania, ma anche la Sicilia, la Calabria ed ultimamente anche la regione Lazio, che ospita addirittura la capitale italiana, Roma.

A dire il vero, è tutta l’Europa del sud che si dimostra afflitta da questa degenerazione e maleducazione incivile, anche se, il caso italiano, si arricchisce di due fattori difficilmente eguagliabili in tutto il mondo civile:

l’elevazione della corruzione a sistema di vita e l’affermazione del metodo mafioso come regola generale.

Il cittadino tedesco resta sempre più perplesso dei sacrifici che dovrà sopportare per consentire ad un tale degrado umano di sopravvivere.

In effetti, l’attuale governo italiano ottiene un certo successo nelle borse mondiali proprio grazie al sostegno soprattutto di Francia e Germania, che attraverso la BCE stanno garantendo il debito pubblico sovrano italiano, la solvibilità italiana e la stabilità italiana.

Anche la FMI corre in soccorso del premier Monti, generando un nuovo clima di fiducia nella ormai fallita unità ed integrità italiana.

Eppure qualcosa non quadra ancora in tutta questa vicenda, nonostante i dubbi del cittadino tedesco, di quello francese e di quello europeo in generale.

Vediamo di eviscerarli questi fenomenali dubbi, uno per uno.

– Mafia, Corruzione ed Evasione Fiscale -

Il premier Monti non elenca mai queste due piaghe italiane nelle sue apparizioni pubbliche, pare che per Mario Monti, corruzione e mafie non esistano in Italia.

Infatti pare scomparso dal programma di questo governo ogni provvedimento anti-mafia ed anti corruzione.

Strano, alquanto strano, effettivamente.

Se mafia e corruzione sono fenomeni in grado di muovere enormi ricchezze in Italia, non si comprende perché il premier Monti non vada a cercare il recupero delle cifre da capogiro che rappresentano il giro d’affari di corruzione e mafia in Italia invece di massacrare ancora una volta famiglie ed aziende italiane, che sono state già gravemente ferite dalla crisi e dallo stato di mafiosità imperante e di libertà assente in cui versa l’economia italiana.

Perché una famiglia italiana deve vedere ancora una volta mortificato il proprio futuro pensionistico, e deve essere costretta obtorto collo a subire un ulteriore aggravamento della già eccessivamente gravosa pressione fiscale (per chi le tasse le paga, ovviamente)?

Per fare forse un piacere alle famiglie e alle aziende mafiose?

Ed a quale titolo e con quale presunzione arrogante si impone un analogo sacrifico alle famiglie ed alle aziende tedesche e francesi?

Perché i sempiterni mali italiani li debbono sempre pagare i soliti fessi e mai i soliti furbi, li pagano sempre le famiglie e le aziende sane ed invece mai e poi mai viene addebitato un euro o lira che sia alle famiglie e le aziende mafiose, alle famiglie dei politici e dei burocrati corrotti ed incapaci?

E perché non si approfitta oggi della favorevole posizione derivante dalla crisi in atto per cancellare una volta per tutte mafia e corruzione dal vocabolario corrente italiano?

- L’illegalità diffusa, i ritardi e le assenze della Pubblica Ammininstrazione, le lentezze burocratiche e la (in)giustizia italiana –

Parliamoci chiaro:

la delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, la fuga dei cervelli italiani all’estero ed il mancato ingresso di finanziatori esteri in Italia sono fenomeni sociali, economici ed umani mortali che non possono essere addebitati alla sola presenza delle potentissime organizzazioni mafiose ed al pur dilagante fenomeno corruttivo, ma fanno i conti con una illegalità assai diffusa e purtroppo in molti casi anche tollerata, se non addirittura sostenuta e condivisa, come pure gli impossibili ritardi o le vere e proprie assenze del servizio pubblico incarnato dalla Pubblica Amministrazione sia locale che nazionale, come anche le intollerabili lentezze burocratiche ed amministrative che pare siano messe lì apposta per invitare (meglio dire per estorcere) il malcapitato a superarle con una tangente corruttiva, come pure l’incredibile giustizia italiana, che uno studio del CNR definì come tra le più arretrate d’Europa, appunto.

Tutta questa matassa di fenomeni italiani assai intrecciati fra di loro rende impossibile una vita normale delle famiglie e delle aziende che decidessero di intraprendere l’avventura della vita terrena ovvero l’alea di una attività imprenditoriale in Italia.

Eppure, anche quelle soluzioni che urgono per eliminare tali ingorghi appaiono come assenti ingiustificate nell’azione del governo Monti, che di liberalizzare e riformare il mondo del lavoro e della vita in questo paese anormale, pare abbia dimenticato l’urgenza ed addirittura, l’esistenza.

Nessuna riforma strutturale, ne tanto meno, alcuna liberalizzazione delle professioni, delle arti e delle attività sottoposte a licenze pubbliche si impone nell’agire dell’esecutivo italiano:

il paese non viene così ammodernato e reso competitivo sul piano internazionale.

– La Spesa Pubblica, il Parassita Pubblico ed il Debito Pubblico –

L’imponente massa di dipendenti pubblici e di cariche politico-amministrative che gravano pesantemente sulla spesa pubblica come nella costruzione del debito pubblico, avvisano il presente che non è possibile tentare il salvataggio del paese in queste condizioni di spesa pubblica indecente e soprattutto, improduttiva e parassita.

Ma anche in questo caso, il governo Monti, l’attuale esecutivo italiano in carica, non offre alcuna soluzione di riduzione drastica ed immediata della spesa pubblica e di contenimento del debito pubblico che passi attraverso un salasso doveroso e necessario della pubblica amministrazione, elemento indicato fra le concause primarie del fallimento italiano nel suo peso e nella sua inefficienza cronica e conclamata.

Se l’Inghilterra per venir fuori dal rischio di downgrade e di fall out avviò anch’essa dopo aver cambiato governo una notevole riduzione della spesa pubblica taglia di ben 81.000.000.000 di sterline e la perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro, ma programmando un rientro in sostanziale pareggio dei conti pubblici entro l’attuale legislatura, non si comprende perché l’Italia, causa e movente del paventato fallimento europeo e del prossimo possibile downgrade di ben 15 paesi europei, non debba imporre altrettanti sacrifici.

L’Italia deve urgentemente tagliare l’enorme e spropositato numero di posti di lavoro pubblici in una quota che va da un terzo sino ed oltre la metà dei suoi dipendenti pubblici, come pure deve urgentemente asciugare drasticamente ogni aspetto dell’intervento statale nella vita del paese (imponendo la regola che ognuno paga per i propri errori – esempio: paghino i napoletani il costo ed il danno della loro ingovernata monnezza e non tutti gli italiani indiscriminatamente, comprese e soprattutto quelle popolazioni che invece governano virtuosamente il loro ciclo dei rifiuti come la loro amministrazione locale ), ogni presenza ossessiva e devastante del pubblico nel privato.

Eppure, di queste misure, non si trova alcuna traccia nel governo Monti, affacciatosi alla ribalta con una misera manovra di appena 24 miliardi di euro, derivante da pochissimi tagli alla spesa pubblica e troppi aumenti della pressione fiscale sui soliti fessi, visto che chi le tasse le evadeva prima della crisi, non le pagherà certamente oggi, che la crisi c’è e si sente.

Insomma, l’ingiustizia sociale di cui si veste l’azione del premier Mario Monti, si scontra con le altisonanti e roboanti indicazioni di indirizzo politico del suo esecutivo alla coesione sociale e alla giustizia sociale preannunciate dal Monti stesso.

Oltre ovviamente alla “strana dimenticanza” della esistenza di mafie e corruzione in quantità industriali in un paese di furbetti che tace alla solidaristica e generosa Europa che esiste un altro debito pubblico italiano grande almeno quanto il primo, nascosto ed originato dal malgoverno locale, regionale, provinciale e comunale.

E allora torna la domanda iniziale:

perché un cittadino tedesco, un cittadino francese o un cittadino europeo dovrebbe sacrificare il proprio futuro rovinare la serenità e compromettere la stabilità delle proprie famiglie come delle proprie aziende per salvare una tale ecatombe di guai e di difetti incorreggibili ed incorretti che si definisce come l’Italia?

Ma se l’Italia non procede per prima lungo la strada dei tagli e delle riforme, delle liberalizzazioni e della pulizia morale, perché il cittadino europeo dovrebbe essere costretto a pagare il conto delle mafie e dei corrotti?

Interrogato il morto, nessuno rispose.

Ovviamente.

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento, ma forse sono molti i cittadini europei ed italiani affatto inclini a pagare il conto di una casta politica allucinante, sulla quale si è potuto fondare un impero della illegalità e della punizione ingiusta della meritocrazia fatto di politici e burocrati corrotti e di mafiosi molto ricchi e potenti.

E se la politica e la burocrazia sono corrotte, che paghino loro il debito pubblico che si è costruito per saziare il loro infinito appetito.

Che paghino le classi dirigenti italiane il prezzo della loro incapacità e/o disonestà.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’italia è fallita

giovedì, 20 ottobre 2011

Il continuo declassamento del sistema paese italia indica un fallimento totale delle sue istituzioni democratiche, politiche e di governo.

Il fallimento italiano infatti, offre l’occasione di analizzare quanto danno e nocumento abbiano causato in decenni di disfattistico parassitismo e di egoismo senza freni inibitori le due corporazioni che sono maggiormente responsabili del fallimento italiano:

la casta politica italiana;

la casta burocratica italiana.

L’italia è fallita.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade italia – Declassamento debito pubblico italiano

mercoledì, 5 ottobre 2011

Non sono nemmeno passate 24 ore dalle ultime dichiarazioni del ministro delle finanze italiano che rassicuravano sulla tenuta dei conti pubblici nonostante la crescita zero che la società di rating internazionale Moody”s declassa di ben tre livelli proprio il debito pubblico italiano, frutto di decenni di spesa pubblica senza limiti e di conti pubblici fatti alla napoletana, cioè male, molto male, anzi, malissimo.

Il fallimento del sistema italia ottiene un’altra certificazione ufficiale, l’ennesima, se ve ne fosse stato il bisogno.

La casta politica e quella burocratica si sbracciano nell’inutile tentativo di difendere l’indifendibile apparato pubblico italiano, macchina spaventosamente costosa quanto troppo spesso inutile ed inefficiente.

Evidentemente, le caste corporative del prepotere pubblico difendono solo ed esclusivamente il loro status quo, i loro privilegi strapagati, il loro potere pubblico.

Già, il “loro potere pubblico”, poiché lo scollamento fra paese reale e pubblica amministrazione in italia è divenuto una frattura insanabile, un crepaccio incolmabile.

Quel potere pubblico che è stato ideato e progettato per essere al servizio dei cittadini, del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane, è oggi utilizzato come una clava contro gli interessi dei cittadini, abusato in ogni modo da una casta corporativa dominante che rappresenta essa stessa il limite assoluto del fallimento italiano.

Il taglio del rating sul debito pubblico italiano proietta un outlook negativo sulla tenuta dei conti pubblici italiani ed è stato motivato dall’andamento negativo di tre fattori di rischio:

1 . l’aumentato rischio italiano nella possibilità di reperire fondi;
2 . l’aumentato rischio sulla decrescita economica;
3 . l’aumentato rischio per la messa in atto dei piani di austerità varati dal governo italiano.

Un declassamento di ben tre livelli per il rischio sul debito pubblico italiano che lo porta a sole cinque livelli dai famigerati junk bonds, quelle obbligazioni definite come “spazzatura” perché ad alto rischio di solvenza e rendimento.

Si annota infatti, che le manovre del governo italiano non diminuiscono affatto la spesa pubblica, che continua a volare e crescere, determinando una conseguente crescita del debito pubblico sovrano.

Si ringrazia la casta politico-burocratico-partitocratico-corporativa italiana per il magnifico esempio di inettitudine e di inefficienza dimostrato nel tempo ed in questi anni di crisi in particolare, laddove il limite peggiore da superare per il sistema paese non è al crisi internazionale in quanto tale, ma i limiti impossibili della sua stessa classe dominante, tutta da sostituire e nel più breve tempo possibile per salvare il salvabile.

Se pur vi sia ancora qualcosa salvare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade Italia – italian government in trouble – italienischen Regierung in Schwierigkeiten

lunedì, 26 settembre 2011

Il governo italiano naviga in serie difficoltà dopo il downgrade che ha colpito l’intero sistema paese, il sistema bancario ed ultimamente, alcuni comuni importanti del nord (Milano, Bologna, Genova), alcune regioni (Sicilia, Emilia Romagna, Liguria, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia) e le due province di Roma e Mantova.

Le società di rating internazionale esprimono così il loro dissenso rispetto al modo di produrre spesa pubblica incontrollata e conseguente debito pubblico che crea notevoli imbarazzi al sistema economico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Eppure il governo italiano pare proprio non accorgersi di quanto pericolosa sia la condizione in cui naviga un paese stressato e depresso come l’italia in un momento di crisi così grave e duraturo.

Le ultime esternazioni del ministro della Pubblica Amministrazione che fanno seguito all’ennesimo annuncio di misure in favore della crescita economica lanciato ieri dal premier, aprono un panorama piuttosto deludente rispetto alle scelte politiche che intende portare avanti il governo italiano.

Innanzitutto, non si fa alcuna menzione in tali misure preannunciate da un ministro del governo di una determinata, convinta e drastica diminuzione della spesa pubblica italiana, di come questa spesa debba essere drasticamente diminuita e di quali spese debbano essere eliminate o modificate dalle voci del bilancio statale.

In buona sostanza, la scelta governativa non sembra puntare alla riduzione della spesa pubblica e del debito pubblico italiano.

In riguardo alla semplificazione amministrativa, si addensano ombre e dubbi su quello che sembra l’ennesimo regalo di questa maggioranza di governo alla azione delle organizzazioni mafiose, attraverso la eliminazione della obbligatorietà della certificazione antimafia per le aziende che intendano partecipare a concorsi in appalti pubblici.

Detto questo, in un quadro di continui avvisi di garanzia e richieste di arresti per esponenti di spicco, ministri e parlamentari di questa maggioranza di governo, reati contestati che vanno dalla corruzione al concorso esterno in associazione mafiosa.

L’indicazione politica dell’esecutivo italiano che sembra emergere con più chiarezza è e resta quella di lasciare intatta l’enorme mole di spese, sprechi, abusi e costi della casta politica e di quella burocratica che gravano in maniera importante e pesante sul bilancio statale, sulla spesa pubblica e nell’innalzamento del debito pubblico.

Insomma, il governo italiano aumenta ulteriormente la pressione fiscale che attanaglia imprese e famiglie per continuare a spendere e sprecare questo danaro così faticosamente guadagnato e prelevato coercitivamente dallo stato, aprendo un forte dissidio interno che rischia di aggravare ancor più il distacco fra paese reale e pubblica amministrazione che, in italia, ha assunto una insolita equazione per cui, è il cittadino lavoratore, il cittadino imprenditore, il cittadino componente di una famiglia che è al servizio dello stato e non il contrario.

Lo stato, la pubblica amministrazione, non intende recedere e rinunziare a nessuna delle prebende, a nessuno dei privilegi, a nessuna poltrona del potere pubblico, a nessun posto fisso ed intoccabile di lavoratore dipendente pubblico, facendo ricadere invece tutte le spese e gli addebiti della crisi sul paese reale, ormai stanco di trascinarsi un baraccone così inutile, dannoso e costoso come è quello della pubblica amministrazione italiana, sia sotto il profilo politico che burocratico.

Il governo italiano decide così di non ottemperare alle richieste dei mercati internazionali e delle sovrastrutture economico-finanziarie come la BCE e le società di rating che chiedono insistentemente liberalizzazioni e riforme strutturali oltre che mere privatizzazioni.

Al governo italiano non interessa affatto diminuire la spesa pubblica o il debito pubblico (che continuano infatti a crescere, mese dopo mese), ma interessa esclusivamente salvaguardare e tutelare i politici indagati dalla magistratura per ipotizzati delitti (violazioni del codice penale), mantenere intatti lo status quo delle caste politica e burocratica e massacrare invece l’economia italiana ed il paese reale, quelli che producono la ricchezza necessaria al paese con il duro lavoro quotidiano e la grande difficoltà di avere una classe dominante oppressiva e repressiva.

Almeno sino a quando la BCE interromperà gli acquisti sui BTP italiani e le società di rating internazionali declasseranno ulteriormente un paese che sembra sempre più condotto verso l’autodistruzione da parte di chi ha spergiurato invece di salvaguardarne e difenderne interessi e obiettivi sociali, comunitari, economici e finanziari.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade italia : Standard & Poor’s taglia il rating italiano

martedì, 20 settembre 2011

Fallimento annunciato

A dire il vero, il preannunciato taglio del rating italiano lo attendevo per il 17 settembre, conseguentemente alla estromissione di Unicredit Banca e Intesa Sanpaolo dall’Euro Stoxx 50, avvenuta in data 15 settembre ed alla ridicola comica politica delle manovre finanziarie annunciate. modificate, eliminate, ritirate, ripetute, di cui nessuna ha colto nel segno delle richieste dei mercati internazionali e dei paesi europei “amici” dell’italia, quelli che sarebbero chiamati a rispondere del debito pubblico italiano in caso di default definitivo del sistema paese italia.

Invece è oggi Standard & Poor’s a determinare l’annunciato downgrade italiano, nonostante il tentativo di intimidazione partito proprio nei confronti delle due più importanti agenzie di rating internazionale (Moody’s e Standard & Poor’s) proveniente dalla Procura della repubblica italiana di Trani che aveva avviato un fascicolo sulle due agenzie americane, sotto la spinta di denunce generiche di associazioni di consumatori italiane e di un loro omologo greco, denunce che favoleggiano di un «atto criminoso organizzato dalla mafia finanziaria internazionale».

Ma il tentativo italo-greco di contrasto giudiziario (ma guarda caso, proprio i due paesi maggiormente a rischio default in Europa) non ha intimidito le agenzie di rating, che hanno continuato ad analizzare i continui errori del governo italiano nel rispondere alle richieste esogene al sistema italia che chiedevano una significativa contrazione della spesa pubblica (che invece è aumentata!), contenimento e diminuzione del debito pubblico, varo effettivo delle riforme strutturali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, indirizzi peraltro già contenuti nel programma della maggioranza di governo e puntualmente quanto volontariamente disattesi dalla casta politico-burocratico-partitocratica italiana.

Ma le caste corporative che effettivamente governano il paese hanno impedito ogni sostanziale modifica del loro status quo, ogni possibile perdita di potere e di ricchezza raggiunto sinora, aprendo la strada al downgrade di tutto il sistema paese.

La casta dominante non ha varato nessuna manovra “lacrime e sangue” che diminuisse di almeno la metà l’enorme, inutile ed ingiustificato numero posti di lavoro pubblici, delle poltrone, dei privilegi e dei costi della casta politica, condannando così l’italia ad un fallimento annunciato.

Ed è proprio un fallimento annunciato e non contrastato del sistema italia quello di cui assistiamo oggi.

A vuoto sono andati i richiami continui e pressanti delle agenzie di rating internazionale, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, e di autorevoli leader politici e di governo europei che richiamavano il governo italiano al proprio dovere, come pure numerosi e continui sono stati i moniti indignati partiti dalle parti sociali come il potente sindacato degli industriali italiani e le numerose grida allarmate provenienti dal libero mondo del web, a partire proprio da questo blog.

Ma la casta politica ha fatto finta di non udire il grido di dolore che partiva dal basso e nemmeno i richiami provenienti dall’alto, ed ha praticato procedimenti inutili che avevano il solo scopo di procrastinare e ritardare le scelte difficili e coraggiose che il momento imponeva.

Con tali comportamenti, la casta si è resa colpevole e responsabile in toto di questo fallimento annunciato, come pure ha contribuito grandemente e gravemente alla continua e massiccia perdita di credibilità del sistema italia, già depresso dalla continua e dilagante corruzione politica e burocratica, dalla oppressione e dai condizionamenti delle numerose organizzazioni mafiose operanti in tutto il territorio italiano, dalle ampie fette di mercato economico e produttivo illecite o illegali, dal mondo del lavoro nero, dalla intollerabile pressione fiscale che grava su famiglie ed aziende italiane, dalla enorme evasione fiscale che grava sui conti pubblici, dall’impossibile degrado delle società meridionali e napoletana in particolare, responsabile di gran parte della caduta di credibilità del paese, anche a causa della infinita emergenza della monnezza napoletana e della extra territorialità concessa ai napoletani in tema di rispetto della legge.

Ora, il sistema esogeno a quello italiano ha fatto la prima mossa, declassando il rating italiano e limitando l’acquisto dei BTP italiani.

La casta politica italiana è avvisata:

ogni errore d’ora in poi, sarà pagato da chi lo commette.

La casta politica italiana è avvisata:

il popolo non può essere raggirato ancora, nemmeno una volta, mai più.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto
l’Incorruttibile

Declassamento italia – Downgrade italy – Downgrade italien

lunedì, 12 settembre 2011

Come ben si legge in un pezzo del quotidiano Il Sole 24 Ore a firma Stefano Folli dell’11 settembre, vi è un “Quadro politico debole, la corda si sta spezzando”.

Il quadro politico italiano infatti crolla letteralmente sotto le proprie debolezze e le proprie menzogne, tutte tese a frodare ancora una volta il popolo sovrano dei cittadini lavoratori italiani, le aziende e le famiglie italiane.

Infatti, come nel caso della Devolution (Devoluzione) del 2006, anche oggi la promessa diminuzione del numero delle poltrone politiche nel parlamento italiano, è silenziosamente quanto omertosamente scomparsa dall’ordine del giorno del consiglio dei ministri italiano (come pure è scomparsa la normativa anti corruzione), offrendo uno spaccato di viltà e di grave debolezza della casta politica italiana.

Questa sfiducia ormai certificata anche a livello internazionale sulle insufficienti capacità politiche e sulla incapacità di mantenere una promessa fatta al paese da parte della casta dominante politico-burocratico-sindacale italiana, eleva di per se il rischio di declassamento del rating di fiducia ed espone il paese ad un nuovo quanto antico rischio:

la determinata volontà della casta di sopravvivere a se stessa ed al collasso del paese, mentendo spudoratamente.

La menzogna che sottace una frode, è vista molto, ma molto male dai mercati internazionali che, in tempi di crisi come questi, valutano contestualmente il rischio paese legato ai parametri del proprio debito pubblico e della capacità di diminuirlo, ma valuta anche e soprattutto la fiducia che offre la classe politica dominante.

Insomma, se i conti pubblici italiani non piacciono ai mercati internazionali, non sarà certo la “credibilità” della casta a garantire e rassicurare le società internazionali di rating, anzi, tutt’altro.

Anzi, il fattore politico della casta politico-burocratico-partitico-sindacale italiana, diviene esso stesso elemento negativo, fattore di sfiducia, di insicurezza.

In effetti, la casta italiana naviga in una serie di scandali che coinvolgono l’ex dirigente del partito democratico, molto vicino ai segretari (DS-PD) Fassino e Bersani, leader dell’opposizione politica italiana, come pure continua la catena di scandali nei quali viene coinvolto da anni il premier Berlusconi, sia in prima persona che come leader dell’ormai famigerato “partito degli onesti”.

E se la questione morale nella politica italiana di destra e di sinistra, di governo e di opposizione, viene costantemente travolta, e da sempre in dubbi continui di corruzione, allora la fiducia dei mercati nella capacità politica italiana di uscire fuori dal tunnel della crisi, si valorizza intorno allo zero assoluto, ovvero in qualcosa di meno dello zero.

La contestuale espulsione delle due principali banche italiane (Intesa Sanpaolo e Unicredit) dall’Euro Stoxx 50 (indicatore che rappresenta i titoli delle 50 blue chip più capitalizzate della Zona Euro, elaborato dalla Stoxx Limited, una joint venture formata da Deutsche Borse AG, Dow Jones & Company e SWX Group) e del nuovo stato di osservazione da parte delle agenzie di rating sull’italia, che potrebbe portare ad un declassamento dell’italia a motivazione congiunta:

– I – sfiducia nella capacità dell’economia e della finanza italiana di resistere alla crisi;
– II – sfiducia nella capacità della politica e della burocrazia italiana di opporsi alla crisi.

Ma la casta italiana continua a mentire garantendo che il sistema bancario italiano fosse solido.

La notizia odierna che vede nell’occhio del mirino delle agenzie di rating internazionale (Moody’s) un prossimo declassamento delle principali banche francesi (Bnp Paribas, Societe Generale e Credit Agricole) a causa della loro eccessiva esposizione verso la Grecia, conferma che l’emozione negativa di piena sfiducia che i mercati internazionali hanno assunto nei confronti della zona euro, dei paesi ad alto rischio di fallimento come Italia, Spagna e Grecia (già crollata) e nei confornti del sistema bancario italiano e francese, anche se per motivi diversi.

Se infatti, per le banche francesi vale una sovra-esposizione nei confronti del fallimento greco, in quello italiano valgono motivazioni differrenti quali l’immaturità del sistema banacario italiano (da poco passato da un sistema usuraio che produceva ricchezza con i tassi di interesse ad un sistema legale nel quale le banche guadagnano sui servizi offerti e non sulla capacità di “strozzare” i propri clienti) e la sudditanza eccessiva del sistema delle banche al potere partitico della casta.

La sempre maggiore irrequietezza della Germania, il paese che viene chiamato a saldare i conti in saldo negativo dei paesi a rischio fall out europei racconta invece di una solida economia, di un sano sistema bancario e di una forza finanziaria ancora sufficienti a mantenerla sul podio di leader europeo, podio che non viene riconosciuto invece dal partner francese.

L’irrequietezza tedesca si evidenzia proprio nelle crisi intervenute nella scelte economiche fatte a livello di BCE, pagate nei fatti da una Germania stanca di mantenere stili di vita incivili ed immorali, se non proprio illeciti, che stanno conducendo al fallimento dei paesi del sud europa.

I prossimi giorni che partono dal 15 settembre e sino alla fine del mese, riveleranno il destino dell’italia e dell’europa, compresi eventuali colpi di scena e improvvise quanto prevedibili crisi finali di un sistema, quello italiano, impossibile da mantenere, eccessivamente costoso, comprendente una spesa pubblica allucinante e una casta politica inutile.

Per chi non crede ai miracoli, esistono veramente pochi motivi per essere ottimisti, nonostante taluni imbelli, abbiano sinora eretto gran parte della politica economica italiana proprio sull’ottimismo, a copertura ovviamente della truffa sotto celata:

la frode di una casta politica che tenta di sopravvivere continuando a sprecare e sgovernare, senza preoccuparsi molto delle conseguenze di tali azioni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Default Italia: Nord sacrificato per salvare il Sud

lunedì, 11 luglio 2011

Siamo ormai in una condizione politica tragicomica, fonte di grosse e gravi preoccupazioni provenienti dall’interno come dall’esterno del paese.

Una casta politica inaccettabile resta abbarbicata alle poltrone del potere senza soluzione di continuità, aprendo l’ennesimo abuso illusorio di un salvataggio italiano che doveva essere avviato oltre venti anni fa e che la casta politico-burocratico-partitocratica italiana ha sempre impedito, facendo continuo scudo alle riforme ed al cambiamento del paese, della sua struttura statuale, dello status quo delle caste e delle corporazioni che lo compongono.

Nonostante sia sempre più chiaro come sia proprio l’elemento politico il fenomeno umano più dannoso per il paese, il governo continua la sua navigazione a vista, molto pericolosa, specie se connotata da un condizionamento emergenziale (da sempre tanto gradito alla casta) che tutto consente, specie di:

non osservare regole, leggi, prassi e comportamenti normalmente ritenuti insopprimibili.

Ma il governo in un ambito emergenziale è quello che piace più di ogni altra cosa alla casta politica ed alle organizzazioni mafiose:

l’emergenza del terremoto in Abruzzo e l’emergenza della monnezza napoletana, raccontano benissimo di quali e quanti affari loschi e molto remunerativi si celino da sempre dietro gli stati di emrgenza italiani.

Dalle discariche abusive allo sversamento in mare di veleni terribili, dal business dei termovalorizzatori alla ricostruzione post-terremoto:

questo è il regno della emergenza, il miglior ambiente dove continuare a fare affari abusando del potere pubblico alla piena luce del sole.

In questa pessima condizione di crisi totale del paese, il rischio di un default italiano appare molto più concreto del prevedibile, o meglio, di quanto non lasciassero prevedere i poteri della politica e della informazione, che hanno sottaciuto continuamente al popolo sovrano i rischi cui esso andava incontro senza rimedi duri, determinati, efficaci ed incisivi sull’apparato pubblico, sulla sua spesa, sul suo deficit, sul diminuito risparmio pubblico e privato.

Ma la cosa che è stata sempre e molto gravemente tacitata, è proprio il vero nodo del rischio paese:

un centro-sud che vive quasi esclusivamente consumando la enorme ricchezza di benessere prodotta nel Nord.

Le “sparate” di alcuni ministri della repubblica sul grave danno che arrecano al paese la conurbazione napoli-caserta, la regione calabria e la regione sicilia, le espressioni violente dei ministri che hanno definito questo stato di diritto come uno “stato criminale” o addirittura come uno “stato criminogeno”, aprivano squarci di verità che venivano immediatamente oscurati dalla stampa di regime, condannati dai vertici istituzionali, subissati di ingiustificate e diffamanti accuse di razzismo.

Il regime della casta ricatta ora l’intero paese per una conservazione del suo status quo.

In particolare, il maggiore e peggiore ricatto lo subisce il Nord, terra che è in potenza la regione europea più ricca e forte, e che viene invece bruciata in un sacrificio mai autorizzato, per salvare quei popoli e quei territori che, con il loro stile di vita incivile e sprecone, illegale e mafioso, portano la responsabilità primaria del rischio default italiano.

Il Nord poteva e può salvarsi imboccando una sola ed unica strada:

quella della secessione da questo stato di fatto e di diritto impazzito, egoista ed egocentrico, razzista e criminale, buonista in senso negativo e criminogeno.

Ma anche chi si proponeva politicamente per garantire questa strada di salvezza, non ha mantenuto patti e promesse, offrendosi oggi come il salvatore di una patria che egli stesso e per primo, ha sempre abiurato ed accusato di essere l’origine di ogni male del Nord.

Il sistema politico è quindi in un corto circuito all’interno del quale, quel che afferma o promette un componente della casta stessa, non trova adeguato riscontro fiduciario sia all’interno che all’esterno del paese, come nella realtà quotidiana.

La verità è che siamo vicini ad uno stato comatoso, soporifero dell’azione politica, impaurita e resa vile da scelte epocali e coraggiose che devono essere intraprese, ma che non trovano incarnazione alcuna.

Da questa situazione se ne esce in un unico modo, percorrendo una unica strada:

una manovra finanziaria di sangue e di lacrime, fatta di puro dolore e coercizione pubblica, che garantisca effettivamente un adeguamento degli asset economico-finanziari della spesa pubblica in modo da impedire la generazione di nuova spesa pubblica e nuovo debito pubblico.

Nel contempo, servono idee geniali e facilmente realizzabili in breve tempo, per ridare immediata forza di recupero ad una economia ormai piuttosto delusa e provata, decimata dalle delocalizzazioni e da un sistema bancario che garantisce eslclusivamente il proprio interesse di piccola bottega degli orrori sociali ed economici.

Oppure, in alternativa, una immediata separazione del Nord dall’italia, potrebbe garantire (sottolineo potrebbe, poiché è già molto in ritardo questo processo indipendentista) una sopravvivenza sia al nord secessionista che al al resto del paese che resterebbe così libero di agire in modo concreto, veloce ed efficace manovrando su di una economia di sistema omogenea a se stessa, con realtà omogenee fra di loro, contesti comportamentali omogenei e compatibili fra di loro, rilasciando di fatto la possibilità di meglio intervenire esecutivamente con un provvedimento governativo, che, attualmente, essendo emanato da un unico governo nazionale unitario ed applicato ad un sistema paese che non è affatto unito ed omogeneo, ottiene un risultato di tipo Y a palermo, un risultato di tipo x a napoli, un risultato di tipo Z a roma, un risultato di tipo F a Torino, un risultato di tipo N a Verona ed un risultato di tipo L a Milano.

Lo sconquasso del sistema attuale è assai evidente:

l’italia non è mai stata una sola ed unita al suo interno, ma invece è una realtà molto differente ed affatto unita, se non addirittura presentando tratti di incompatibilità assoluta al suo interno.

Chi ha affermato sinora il contrario, mentiva ben sapendo di mentire e ben sapendo che, prima o poi, quella menzogna sempre nascosta e mai riconosciuta, avrebbe condotto il paese al tracollo, al suo fallimento totale.

Ed è importante sottolineare come, coloro i quali che hanno fatto di questa menzogna un dogma coercitivo ed estorsivo sul Nord, siano oggi seduti fra le più alte cariche istituzionali, difesi e tutelati da un sistema corporativo e delle caste che continua a vivere di menzogne e di uno status quo impagabile da chiunque.

Quei signori che hanno contribuito con la loro azione o, molto più spesso e volentieri, con la loro inazione ed omissione politica ed istituzionale a condurre il paese al rischio di fallimento, ebbene quei signori non verranno puniti per le loro responsabilità, essi non si dimetteranno avvinti dalla loro coscienza e da una questione morale che essi non hanno mai conosciuto, sostenuto ed incarnato.

In questo paese, nessuno paga il suo prezzo se promette una cosa e poi fa esattamente il contrario di quel che serve per raggiungerla, per realizzarla.

In questo paese il prezzo più alto lo pagano sempre coloro i quali hanno il coraggio di dire le cose così come sono, di vivere da uomini e donne liberi, di vivere come io vivo da sempre:

senza vergogna.

Ma ormai troppo stanchi di sopportare l’ignoranza e l’arroganza altrui, quelle madri meretrici e quei padri di incerta identità che sono certamente all’origine dell’avvitamento del sistema paese su se stesso.

Io, da questo blog, chiedo giustizia.

Io, chiedo responsabilità.

Io chiedo punizione per chi sbaglia (chiunque egli sia, su qualunque poltrona del potere egli segga, qualunque tipo di “intoccabilità” la sua casta gli abbia disegnato intorno) e chiedo il premio per chi merita.

Io pretendo libertà e giustizia.

Io invoco ogni possibile azione che, come sopra descritto, conduca a risultati certi, prevedibili e quantificabili.

Io voglio per me, e per coloro che vivono come me del proprio duro lavoro quotidiano e della osservanza scrupolosa delle leggi, io voglio, io chiedo, io invoco ed io pretendo la secessione da tutto questo, da tutti questi.

Ora o mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il “Partito degli Onesti”

mercoledì, 6 luglio 2011

Che io ricordi, la storia di Forza Italia prima e quella della PDL dopo, sono storie costellate di scandali politici, morali e giudiziari.

Non ricordo di una sola riforma che sia nata, cresciuta, maturata e varata in ambito FI o PDL.

Quel che ricordo è solo una lunga serie di scandali, a partire da quelli numerosissimi nei quali è rimasto coinvolto Silvio Berlusconi, in assoluto, il premier più coinvolto in scandali di tutto il mondo occidentale.

Un bel record, davvero, di quelli che vanno incorniciati e ricordati nei libri di storia.

P2, P3, P4, sono alcune delle sigle che indicano con quale volontà e con quale ostinazione si intenda abusare del potere pubblico in questo paese.

Intrecci di poteri dello stato utilizzati come favori ai “fratelli”, per indirizzare appalti pubblici, distorcere sentenze.

Per chi non conoscesse la storia dell’unità d’italia, quella vera, non quella che viene oggi propagandata e diffusa coercitivamente, le sigle P2, P3 e P4, sono sigle di logge massoniche seguenti la prima loggia massonica italiana, quella alla quele erano iscritti alcuni fondatori della patria: la Loggia Propaganda.

Da cui la Loggia Propaganda 2 (P2) e così via.

Eppure, i gran maestri della massoneria internazionale, si erano opposti alla costituzione di logge massoniche a sud delle Alpi, ben conoscendo e sin da allora, l’altissimo rischio di abuso cui sarebbero state sottoposte tali logge in quell’insicuro magma umano e politico che era ed è l’Italia.

Ed avevano pienamente ragione:

la massoneria in Italia è stata rappresentata solo da infinite degenerazioni, deformazioni e degradazioni della fratellanza, così come ci viene riportato dai continui scandali riferiti a logge che siano riconosciute o meno dal Grande Oriente d’Italia.

Così infatti, venne chiamata la prima loggia massonica ufficiale, quella del Supremo Consiglio d’Italia del Rito Scozzese Antico ed Accettato:

la prima a nascere ad Oriente delle Alpi, a Milano.

Seguirono la nascita di altri Supremi Consigli, a Torino, Napoli e Palermo.

L’unico consiglio che venne riconosciuto dalle giurisdizioni nord e sud degli USA fu quello di Torino.

Già da allora i massoni non si fidavano di “certi italiani”:

evidentemente li conoscevano bene, molto bene.

Fatto sta, e venendo ai giorni nostri, che il concetto della fratellanza massonica in italia viene costantemente deviato ed asservito all’unico scopo di procurare ricchezza in maniera immorale ed illegale contando su di una impunibilità elevata ad arroganza e di un certo potere di intercettazione e di distorsione delle indagini su codeste malvivenze.

Di fatto, resta assolutamente certo che, una tale sovrapposizione fra politica e massoneria deviata, ha prodotto e produce solo sconquassi nel paese.

Per non parlare invece degli intrecci che da sempre accompagnano la PDL siciliana, calabrese e campana con le relative organizzazioni mafiose della mafia siciliana, ‘ndrangheta calabrese e camorra napoletana:

questo argomento apre un capitolo terrificante sul potere estorsivo che hanno le mafie nei confronti di certa politica e di certi politici in quelle terre, potere che è legato alla capacità mafiosa di orientare in maniera massiccia il consenso popolare, capacità che ha spesso incontrato l’ingordigia, la viltà e l’arroganza politica.

L’arroganza politica è quella cosa che fa dire al siciliano alfano, il giorno stesso della sua investitura a segretario della PDL, che egli vuole un partito degli Onesti, salvo ritrovare il giorno seguente, fra le pieghe della manovra finanziaria 2011 del governo, l’ennesima truffa salva-berlusconi, affatto onesta, sia materialmente che moralmente, sia politicamente che umanamente.

E così continua a navigare la PDL, che vuol fondare un partito degli onesti a parole, ed un altro meno onesto nei fatti.

Sarà già arrivata l’ora della P5?

Tanto prima o poi, con questi personaggi politici, non ci sarebbe da meravigliarsi, affatto.

Ma il problema non è tanto una questione di sigle, quanto una questione morale inesistente in questo paese, che aspira alla fratellanza internazionale e non riesce a produrre che piccoli sgorbi politici, loggette della truffa e dell’arroganza, maniaci del potere e dell’arricchimento personale, psicopatici ossessionati dalla propria grandezza politica, pari solo all’ampiezza della loro morale smarrita.

Avevano ragione i grandi maestri della massoneria internazionale:

a sud delle Alpi, non cresce il germe della dignità e della civiltà umana, ma solo quello della sopraffazione e della mafiosità.

Solo che loro lo dicevano 200 ani fa, mentre qui e adesso, vi sono ancora stuoli di politici e giornalisti che non hanno ancora ben compreso come, l’italia nasce e diviene grande solo in virtù dell’intervento di poteri molto ben determinati, poteri che sono stati anche traditi da questa classe politica e dell’informazione contemporanea.

E questi poteri, questi enormi complessi finanziari globali, sono anche quelli che danno i voti alle pagelle dei singoli paesi:

Grecia e Portogallo ne sanno già qualcosa, cannibalizzati a causa dei loro stessi errori politici.

Ed ora, su. festeggiamo il partito degli onesti, almeno fino a quanto potrà reggere anche questa nuova bugia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X