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Il Sud è antitetico al Nord

mercoledì, 22 gennaio 2014

Gli opposti si attraggono o si respingono?

Gli opposti si attraggono o si respingono?


Nel caso di specie dell’abbandono degli escrementi di animali domestici come i cani, si evidenzia la diametrale ed estrema diversità tra popoli entrambe italiani, ma affatto simili, antitetici l’uno all’altro nella reciproca collocazione geografica e politica, mentale e culturale.

Ecco l’ennesima prova inconfutabile di incompatibilità di comportamenti e stili di vita, di modelli di riferimento e di indirizzo umano, politico, amministrativo e di governo tra il nord e il sud d’Italia.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune campano di Napoli attiva un contrasto che impone il prelievo del sangue dei cani domestici per la estrazione del DNA di ogni cane da confrontare successivamente con il DNA riscontrato dalle cacche ritrovate per strada: punizione in caso di riscontro positivo che va da euro 25,82 a euro 154,94.

Nel contrasto alle deiezioni dei cani abbandonate dai loro padroni nelle strade cittadine, il comune veneto e trevigiano di Conegliano attiva un contrasto che prevede una sanzione di ben 100 euro che si applica non solo nei confronti di chi non raccoglie gli escrementi, ma anche di chi passeggia senza avere con sé sacchetti, palette e contenitori necessari per intervenire in caso di necessità, oltre chi porta a spasso il proprio cane senza guinzaglio o senza museruola (nei casi previsti).

La visione che ne possiamo trarre è estrema, antitetica e ridicola nello stesso momento.

Immaginate il costo che dovrebbe sostenere la comunità per la estrazione ed il confronto del DNA tra sangue prelevato ai cani iscritti nella anagrafe canina (a Napoli questo obbligo di legge è ampiamente disatteso) ed escrementi abbandonati in ambito urbano.

Immaginate come sia possibile costituire una anagrafe del DNA canino in una città dove non si riesce nemmeno a far decollare l’anagrafe canina, prevista dalla legge e disattesa dalle autorità e dalla cittadinanza.

Immaginate l’assurda quantità di danaro e di risorse umane che dovrebbe impegnare questa guerra religiosa alla cacca in chiave napoletana e immaginate anche quanti posti di lavoro inutili si potrebbero artificiosamente creare con questo artifizio incredibile che usa tecnologie di laboratorio avanzatissime e costosissime per contrastare una violazione piuttosto banale nel grado di importanza dei dover essere da imporre in un’area geografica afflitta da problemi ben più gravi ed irrisolti di questo.

Invece in Veneto si punta al sodo:
il padrone del cane è attrezzato per la raccolta dei escrementi?
No, non lo è? Multato attraverso processo verbale con emissione di una sanzione pecuniaria pari a 100 euro.

Ovviamente occorre pensare che questa sanzione funziona in misura diretta e proporzionale alla civiltà, al senso del rispetto e della osservanza della legge e alla educazione della cittadinanza, poiché sarebbe inutile un simile contrasto in un quadro in cui i padroni dei cani circolassero con la paletta per la raccolta degli escrementi dei loro cani al solo fine di evitare la sanzione, lasciando poi comunque abbandonati tali escrementi per le vie e le piazze della città.

Altre considerazioni le potrete fare voi, riflettendo ancora su questa breve analisi comparata nella difficoltà della applicazione di norme comportamentali e sanzioni correlate in base alla localizzazione geografica, regionale e di latitudine in Italia.

Immaginate per un attimo cosa voglia dire emettere un atto esecutivo di indirizzo politico del governo valido per tutto il territorio nazionale, atto che potrebbe avere l’effetto desiderato in alcune zone del paese, il contrario dell’effetto desiderato in altre zone, un altro effetto da quello desiderato in alcune altre e nessun effetto in altre ancora.

E dopo questa dimostrazione analitica, c’è ancora qualcuno avverso al federalismo?

L’unico modo di governare e tenere unito in uno stato democratico un paese così differente al suo interno è quello di consentire governi locali autonomi e differenti, uniti e solidali per rispondere a comportamenti, stili di vita e modelli di riferimento assolutamente distanti, opposti, antitetici e incompatibili tra di loro, comportamenti, prassi, consuetutidini e usi che rispondono ad esigenze e visioni di vita inconciliabili tra loro.

L’altro modo di governare e tenere unito in un paese così differente al suo interno è quello di chiuderlo in una dittatura dura e ferrea, che modifichi ed unifichi i comportamenti dei cittadini fino ad ottenere uno standard minimo comune accettabile di omologazione comunitaria e di condivisione sociale.

I metodi nel secondo caso sono noti:

fucilazioni di massa, manganellate a milioni, immense e straordinarie bevute di olio di ricino.

La scelta sta a voi.

Ma ricordate:
non scegliere equivale a scegliere la seconda opzione;
rimandare la scelta equivale a scegliere la seconda opzione;
fare finta che i problemi non esistano equivale a scegliere la seconda opzione.

E non credo sia il caso.

Gustavo Gesualdo

Non hanno capito nulla laggiù al Nord

lunedì, 23 settembre 2013

Ancora una volta un lombardo alla guida della Lega Nord?

Ma, allora, non hanno capito nulla laggiù al nord, non hanno imparato niente dalle passate esperienze di alleanza politica con il demonio.

Se i veneti accetteranno questa “cauzione”, sarebbe l’ennesimo errore del popolo veneto:
con un segretario federale lombardo i veneti non saranno mai indipendenti, non avranno mai la secessione dall’Italia e nemmeno maggiore autonomia, non saranno mai rispettati dallo stato italiano in misura adeguata al loro straordinario apporto al Paese Reale, non saranno mai ammessi alla leaderhip del paese per cambiarlo, rinnovarlo, riformarlo e liberalizzarlo e saranno condannati per sempre a fare i portatori d’acqua al berlusconi di turno, che sia centro, di destra o di sinistra, alleato a mezzo voto di scambio con le mafie meridionali per ottenere una maggioranza parlamentare sufficiente a governare, e questo a causa del porcellum, la legge elettorale voluta dalla casta e incarnata dal lombardo calderoli, legge che serve a mantenere schiavo il nord del vizio del sud imponendo alleanze forzate ed inderogabili che sottomettano il virtuosismo al vizio, che impongano ai politici candidati alle primarie interne dei partiti o alle elezioni ufficiali di trattare con le mafie lo scambio di voti e consenso contro assegnazione concorsi ed appalti pubblici, oppure finanziamenti illeciti personali o ai partiti, nell’evidente tradimento del giuramento solenne di difesa dello stato, del popolo, del territorio e delle istituzioni democratiche al fine di assicurare quella clientela politica, di consenso e di forza mafiosa capace di piegare lo stato alle mafie, la virtù al vizio, l’intelligenza alla furbizia condivisa.

Così nè la questione meridionale, né la questione settentrionale né tantomeno la questione morale, insomma, nessuna di queste questioni assassine della democrazia e della libertà in Italia saranno mai affrontate e risolte.

Idagliani: da nord a sud schiavi e servetti delle mafie e della illegalità diffusa, della corruzione e dell’usura mafiosa, della evasione fiscale e dell’abuso di potere, del vizio e della furbizia scambiata per intelligenza, .

Prima il Nord?

Sì, ma solo dopo il peggio del Sud.

Ed è questo che uccide il Paese, più di ogni altra cosa, quando basterebbe per salvare tutto e tutti mandare in vacanza l’elettorato siciliano, calabrese e campano per un paio di legislture (minimo dieci anni, visto che le legislature in idaglia possono durare anche solo qualche mese), in modo da rendere possibili le formazioni di maggioranze meno aggredite ed infiltrate dalle organizzazioni mafiose e dal vizio, entrambe provatamente anime del sud del mondo, oltre che di quello italiano ed europeo.

Occorre creare un cordone sanitario intorno alla democrazia per salvarla e realizzarla, ovvero rinunciarvi per sempre, essendo essa in totale ostaggio alle mafie.

Scegliete e schieratevi:

il futuro inizia da oggi.

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X

Politica italiana : una fetida latrina a cielo aperto

lunedì, 17 settembre 2012

E siamo alle solite:

i destri chiedono pietà per la loro incapacità, ma chiederanno il voto per fermare i sinistri.

I sinistri, come al solito, sono degli autolesionisti e sono bravissimi ad autoestromettersi dalle responsabilità legate al governo del paese, maleducati come sono a vivere all’ombra delle irresponsabilità di una troppo comoda opposizione storica.

Votare il meno peggio?

In Italia non esiste un meno peggio politico, poiché i politici italiani appaiono piuttosto inetti, corrotti e mafiosi, in egual misura, sia centristi che destri e sinistri, poiché essi son tutti costretti a contendersi il voto ed il consenso controllato dalle mafie, voto certamente determinante per la formazione di un governo democratico di maggioranza.

Quindi, ergo:

no grazie, preferisco vivere.

Non si compete con il nulla.

Non si confonde la cioccolata con la merda per fare un favore al nulla fetido ed appiccicoso di una latrina a cielo aperto.

Rispetto per tutti, paura per nessuno.

Quel rispetto che la merda pretende sempre, ma non offre mai.

Quella paura di cui la merda soffre sempre, ma non riconosce mai.

Buona latrina a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia fallisce nella monnezza napoletana

martedì, 17 luglio 2012

In pochi giorni, l’agenzia di Credit Rating Moody’s declassa di ben due livelli il debito sovrano e fa altrettanto con regioni, enti e finanziarie locali.

Il crack è di quelli senza ritorno, specie per città come quella di napoli, il cui rating è ormai prossimo alla valutazione junk, che significa rifiuto, scarto finanziario, monnezza, appunto.

Così si decreta l’ennesimo downgrade italiano, frutto di uno “stile di vita” e di un modello a-sociale errato e suicida:

quello napoletano.

Certa napoletanità infatti trascina il paese nel vortice del fallimento, guidandolo dalla Presidenza napoletana della repubblica, una presidenza che attacca a testa bassa la Procura della Repubblica di Palermo che inadaga le istituzioni italiane nella resa dei vertici istituzionali nella ormai famigerata “trattativa mafia-stato”, a seguito delle indicazioni provenienti da intercettazioni telefoniche che vedevano coinvolto il napoletano ministro dell’Interno e Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura nicola mancino ed il Colle del Quirinale, retto da un Capo dello Stato napoletano già ministro dell’Interno.

Invece di rendere pubbliche le intercettazioni telefoniche che sono alla base delle indagini della procura palermitana, il Quirinale adotta misure di tutela, di contrasto, di chiusura e di insabbiamento istituzionale che rendono impossibile al cittadino qualunque il verificare se i vertici istituzionali abbiano o meno tradito (Alto Tradimento) lo stato ed il popolo sovrano svendendoli alle Organizzazioni mafiose.

Mentre aleggia sulla Italia contemporanea quel “Mafiosen” di Angela Merkel, adottato con una rinnovata misura del rigore nei confronti dell’Italia all’indomani dell’annuncio del rientro in politica di silvio berlusconi.

Se ne trae una complessiva sensazione di durezza nei confornti di un paese assai corrotto e mafioso come è l’Italia, paese che pretende di non ricevere i controlli di una superiore unità politica europea che possa controllare i bilanci pubblici e limitare l’abuso del potere pubblico.

Ora la corda politica è molto tesa e rischia di spezzarsi nel fallimento dell’intero paese.

Alcuni provvedimenti riporterebbero certamente ed in breve tempo l’Italia fra le grandi potenze mondiali.

I provvedimenti sono questi:

1 – esclusione dall’Italia delle regioni sicilia, calabria e campania;
2 – adozione della Pena di morte per i comportamenti mafiosi, per la corruzione politica e burocratica.

Ma un vertice istituzionale che aggredisca la Procura di Palermo, Oggi come Ieri, ha sin troppo timore di quel che accadrebbe se i comportamenti mafiosi fossero eliminati e duramente puniti:

sarebbe la fine di ogni trattativa, la fine dell’equilibrio disegnato fra stato e mafie, ogni verità salterebbe fuori, ed il potere pubblico, griderebbe vendetta per tutti gli abusi e le prevaricazioni subite.

Intanto mi domando:

ma quali eccelse esperienze, facoltà e capacità avranno sottomesso le cariche istituzionali italiane ad una dittatura napoletana, campana e siciliana in tutti questi anni?

Chi ha tradito e chi ha difeso il popolo?

Ed è stato un basso, un medio ovvero un Alto Tradimento?

E soprattutto:

chi mai pagherà con la propria vita per tutto questo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Schettino, vile e codardo pluriomicida è libero: mai in carcere

giovedì, 5 luglio 2012

Nella migliore tradizione napoletana e nel più completo rispetto della tempistica e del metodo mafioso, il vile codardo pluriomicida Francesco Schettino viene rimesso in libertà dalla ingiustizia idagliana, posto che sinora, Schettino non aveva neppure scontato un sol giorno nelle patrie galere, ma aveva dimorato nella sua comoda casa, permettendosi addirittura una fuga di piacere per il pranzo pasquale.

Beh, mancava solo l’ennesimo abuso del rito cristiano del perdono per un tale codardo ed assassino.

Ovviamente, il tutto avviene in un silenzio piuttosto colpevole, complice ed omertoso della informazione idagliana, che dovrebbe invece accogliere inorridita e in un mare di proteste la notizia della messa in libertà di un tal gaglioffo, vile e codardo, le cui mani sono lorde del sangue di tantissime morti innocenti.

Ma in idaglia, mafioso non mangia mafioso, e così via.

Anzi, talune testate riportano addirittura la contraffatta pubblicità di uno schettino eroe, che avrebbe salvato con coraggio ed intelligenza, migliaia di passeggeri.

Ma che schifo di paese è mai questo?

Quali squallidi figuri amministrano la (in)giustizia in Italia?

Quali uomini codardi e capitani pluriomicidi governano le navi nel mare nostrum?

Chi ha formato e chi ha addestrato gli uni e gli altri?

Chi li ha laureati e chi li ha selezionati?

Ma la vera domanda da porsi è questa:

chi pagherà per la perdita verticale di credibilità del sistema di controllo navale italiano e chi pagherà per la inutile e, per certi versi, cercata e voluta morte di decine di viaggiatori-passeggeri-turisti a bordo della Costa Concordia?

Beh, un po come tutte le tragedie idagliane, anche questa si avvia ad una conclusione senza trovare e punire un colpevole, un reo, un assassino, un lurido e vile codardo che venga rinchiuso vita natural durante in una cella penitenziaria, a scontare i suoi evidenti deficit professionali e le sue imperdonabili insufficienze e deficienze (in)umane.

Ma è proprio questo che avviene da decenni in Italia:

si premia chi non merita e si procede irrazionalmente verso scelte che producono un sicuro fallimento.

Lasciate perdere le massonerie e le paventate lobby bancarie:

in Italia vi è abbastanza merda da lordare ed infettare il mondo intero.

francesco schettino presidente della repubblica italiana subito!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Der Spiegel e l’irresponsabilità dello stile di vita italiano

venerdì, 27 gennaio 2012

Der Spiegel:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

Esiste una Questione Meridionale nel mondo.

Esiste una Questione Meridionale in Europa.

Esiste una Questione Meridionale in Italia.

Parafraso l’affermazione del periodico Der Spiegel mettendo il dito nella piaga italiana:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse napoletano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

No, mani sul cuore, non mi sono affatto meravigliato che al comando della nave Costa Concordia vi fosse un napoletano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Costa Concordia, Schettino, De Falco, Severgnini e la monnezza napoletana

venerdì, 20 gennaio 2012

La verità sul naufragio della Costa Concordia la racconta Beppe Severgnini Sul Financial Times.

Ma solo in parte.

Coscientemente Severgnini paragona la nave italia che affonda alla nave concordia, che affonda anch’essa nella irresponsabilità di uno stile di vita che appare sempre più determinate nell’affondamento del paese come della nave.

Sub coscientemente Severgnini associa la monnezza napoletana, la monnezza berlusconiana e le figure napoletane di de falco e di schettino, ma non affonda il colpo.

Lascia intendere ma non è preciso.

Soccorro a questa imprecisione del Severgnini.

Il comandante napoletano Schettino ha affondato la Concordia e messo in pericolo la vita dei passeggeri?

Sì.

Ma il comandante napoletano De Falco non ha ottemperato al suo dovere di vigilanza e di prevenzione, mettendo anch’egli, nelle sue omissioni, in pericolo la vita dei passeggeri del Concordia.

Sì.

Due facce della stessa medaglia:

l’irresponsabilità che uccide ed affonda la nave italia e la nave concordia.

Simultaneamente.

Senzadubbiamente.

Dove sono sul tavolo politico le soluzioni esecutive per:

la questione morale,
la sicurezza dei cittadini,
l’efficienza della pubblica amministrazione,
la selezione dei quadri dirigenti?

(clicca qui per vedere ed ascoltare il commento de Il Cittadino X su Youtube)

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
Guardare per credere.

La Crisi delle Democrazie Occidentali

martedì, 9 agosto 2011

Assistiamo ormai da un ventennio, alla caduta ed alla decadenza delle democrazie occidentali liberali, bloccate al loro interno dalle corporazioni e dalle caste del (pre)potere politico, vinte, piegate, sconfitte e soggiocate a loro volta dalla storica vittoria sul comunismo.

Dalla caduta del Muro di Berlino e dal conseguente smantellamento della Cortina di Ferro inizia infatti la caduta verticale del dominio globale delle democrazie occidentali liberali, incapaci di innovare la propria politica senza l’antagonismo anticomunista.

La corona del nuovo dominio globale è infatti da assegnare alla Cina, unica figlia sopravvissuta insieme a Corea del Nord e Cuba, di quel comunismo tanto combattuto dalle democrazie occidentali.

Ma è molto improbabile che sia l’ideologia comunista il valore di riferimento che si dimostra vincente nella Cina contemporanea, quanto un mercato economico in forte crescita che trascina nel suo sviluppo tumultuoso anche la società cinese, ma che non riesce a prenderne e condizionarne più di tanto, le redini politiche.

La Cina, al contrario degli states infatti, è una repubblica socialista governata da un partito unico.

E questo aspetto affatto secondario alla sua prevedibile crescita economica, le consente di navigare i mari agitati dei tempi di crisi moderni con adeguata sicurezza, potendo contare su di un potere esecutivo saldo e forte, continuativo, stabile e politicamente governato.

La politica delle libere democrazie occidentali appare invece in profonda crisi di identità, insicura, ferita a morte dalle sue stesse regole democratiche.

E’ grazie alla regola dei numeri che, per esempio, all’interno delle potenze economiche e nucleari europee si sono aperte profonde crisi di identità, avendo concesso un ingresso senza limiti a milioni di immigrati di religione mussulmana, affatto inclini alla integrazione, ed anzi, fortemente motivati nel raggiungere il potere in europa attraverso la regola democratica dei numeri e piegarla alla legge coranica della Shariʿa.

Ed è sempre grazie allla regola dei numeri che all’interno di paesi avanzati come l’Italia, si sono aperte profonde crisi di identità regionale e di rappresentanza avendo il sud, raggiunto la maggioranza numerica e democratica, esprimendo così un potere dominante nel parlamento, un potere che non è affatto libero dai condizionamenti mafiosi, dalla incapacità di governo dei suoi quadri dirigenti e da uno stile di vita assolutamente incompatibile ed antitetico con un ordinamento giuridico che garantisca diritti e imponga doveri, dato che appare evidente come le regioni meridionali siano assolutamente e da sempre malgovernate, impegnate a rivendicare solo dirittti, ma mai inclini a rispettare le relative regole.

Così, grazie alla regola democratica dei numeri e delle maggioranze, le scelte ragionate, le intelligenze acute e le volontà politiche siano sottomesse ad una casta politica insignificante, immorale, troppo spesso corrotta, talvolta mafiosa, ma soprattutto, senza alcuna capacità di interpretare le esigenze del popolo ed offrire risposte che lo soddisfino.

Così le esigenze delle famiglie e delle aziende italiane ed europee, vengono sottomesse a stili di vita assai improduttivi, prevaricatori ed arroganti, non assimilabili e nemmeno integrabili nelle società civili occidentali.

Così, le garanzie democratiche si dimostrano mera riserva proliferativa di territori e popoli fuori legge e di soggetti il cui comportamento risulta altamente pericoloso per la sopravvivenza dei paesi europei ed occidentali così come sono oggi.

Va sottolineato come, il paese occidentale che rappresenta maggiormente il mito della interazzialità e della multiculturalità incontri la sua prima vera crisi di identità e di potere, vedendosi addirittura svalutare in credibilità e fiducia dalle società internazionali di rating, proprio nei tempi in cui ha espresso il suo primo presidente “differente” dai precedenti.

Gli Stati Uniti d’America inoltre, debbono la garanzia sul loro debito pubblico interamente alla buona volontà del popolo comunista cinese, il che, rappresenta una duplice sconfitta storica per l’America.

Non bisogna dimenticare però, che un certo margine di perdita di credibilità, di immagine e di potere gli states lo abbiano incontrato anche a causa degli attentati terroristici del fondamentalismo islamico, volti proprio a minare alla base il potere e l’immagine dell’infedele occidentale per eccellenza:

la libera e democratica America.

Da non sottovalutare anche il fallimento della esportazione delle democrazie nei paesi arabi mussulmani come l’Irak o l’Afghanistan, fallimento che nasce anch’esso da una cocente delusione storica:

la raggiunta convinzione che la religione islamica sia assolutamente antitetica al sistema democratico e civile occidentale.

Tutto questo quando il presidente USA risponde al nome di Barack Hussein Obama II:

un paradosso che solo la bizzarria della storia poteva inventare.

Il Mediterraneo appare come un fattore ad alto rischio per l’europa, essendo proprio i paesi dell’area mediterranea o comunque dell’area meridionale europea, quelli esposti ad un maggior rischio di default:

Grecia, Italia, Spagna, Portogallo.

Mentre i paesi arabi mediterranei sono tutti in preda a rivoluzioni interne terribili, condizione di crisi che peggiora ancor più l’intero quadro socio-politico-economico europeo, come si nota nell’intervento armato nella crisi libica.

Una certezza emerge da questa analisi:

lo stile di vita e di governo delle popolazioni dell’europa meridionale è fallito, rischiando di trascinare con se, il resto delle popolazioni e dei paesi europei.

Non sono infatti di poco conto le spinte separatiste che vive questa europa contemporanea (proprio nel suo cuore direzionale in un Belgio ormai prossimo alla secessione interna) nata come una europa delle nazioni, anzichè come una europa dei popoli.

Come non sono affatto da trascurare il massacro norvegese messo in atto del giovane Ander Behring Breivik, gli odierni tumulti inglesi ed il malessere che serpeggia sempre più in questa europa che è tutta da rifare, soprattutto nelle sue scelte impossibili e suicide che prevedono una sempre più possibile maggioranza democratica nel prossimo futuro che non risponda più alle radici cristiane, civili, storiche e culturali dei popoli europei.

Va inoltre valutato storicamente e politicamente come, in taluni paesi del sud del mondo, sia ormai dimostrato come non sia possibile applicare un sistema democratico liberale e civile basato sulla alternanza.

Una prova vivente ne è l’Italia, passata da una repubblica socialista governata da un partito unico (fascismo) per approdare ad una sempiterna democrazia bloccata, all’interno della quale si è strenuamente impedito a certa immaturià ed irresponsabilità politica delle eterne opposizioni di raggiungere il potere e, laddove invece esse siano riuscite nell’intento di governare il paese, abbiano miseramente fallito, cadendo sotto il peso della loro cattiva predisposizione alla disciplina ed all’ordine.

Prego raccogliere la similitudine fra il fascismo storico italiano ed il comunismo cinese moderno:

entrambe, possono essere definite come delle repubbliche socialiste governate da un partito unico.

Prego anche raccogliere le sempre più motivate e numerose voci che chiedono l’intervento di governi dal potere non subordinato alle normali regole democratiche, al fine di superare le molteplici crisi in atto nelle democrazie occidentali.

Prego raccogliere le sempre maggiori e numerose spinte separatiste di popolazioni che non condividono affatto stili di vita che sono alla base delle crisi contemporanee, sia politiche che sociali, che economiche e finanziarie.

Un esempio ne è ancora l’Italia, unita con la forza in un paese che non è mai stato omogeneo ed integrato.

E sono sempre e proprio le mancate integrazioni il leit motiv dei nostri giorni.

Politici illuminati capaci di comprendere tale analisi e costruire un futuro adeguato cercansi.

Non è più il tempo delle partitocrazie:

è venuto il tempo degli uomini e delle donne di coraggio che sanno superare la vergognosa presenza politica di idioti e di incapaci assolutamente immeritevoli di rappresentare e di governare alcunchè.

Il treno della storia non ha mai aspettato nessuno, men che meno indecisi ed insicuri, ovvero ammaliati e soggiogati dal potere in quanto tale.

Bisogna far presto, prima che la democrazia uccida ciò che resta dell’europa e prima che i mercati perdano ogni fiducia nella possibilità delle potenze europee ed occidentali di risolvere i loro problemi.

In Cina infatti i mussulmani che protestano con violenza non trovano terreno fertile, ma anzi, vengono probabilmente utilizzati per rendere fertile il terreno cinese.

Basterà ricordare come il presidente cinese Hu Jintao lasciò precipitosamente il G8 dell’Aquila in l’Italia per rientrare in Cina a soffocare la crisi nello Xinjian, provincia nordoccidentale della Cina dove vive una maggioranza di etnia musulmana turcofona e dove erano in corso violenti incidenti con centinaia di morti, fra gli uiguri (mussulmani) e i cinesi di etnia han (che è maggioritaria in Cina).

E c’è ancora qualche decadente idiota politico che in Italia ed in Europa sostiene fortemente l’ingresso di paesi a maggioranza mussulmana come la Turchia nella Unione Europea:

misteri degenerativi delle democrazie e del frainteso senso della libertà individuale e collettiva.

Anche per queste evidenti idiozie, il sistema democratico occidentale appare in una crisi senza uscita, profonda e per certi tratti, suicida.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Italia fallout. Unica soluzione: la Secessione del Nord

domenica, 10 luglio 2011

La questione della monnezza napoletana offre una possibilità irripetibile al secessionismo del nord:

chiedere alla magistratura ordinaria italiana, e se non eventualmente soddisfatti, rivolgendosi ai superiori livelli giudicanti europei ed internazionali per ottenere una sentenza che riconosca come dannoso ed incivile lo stile di vita napoletano, che risonosca quindi, l’assoluta incompatibilità fra lo stile di vita napoletano e quello civile del nord.

Ci fu un tempo lontano in cui, il meridione, esprimeva intelligenze straordinarie come quelle di Ettore Majorana o di Luigi Pirandello.

Ed è proprio ad una novella di Luigi Pirandello cui faccio riferimento:

La Patente.

Il nord, se vuol avviare un processo non rivoluzionario, non bellico, non violento di secessione dal sud o da parte di esso, deve ottenere la patente di territorio e di popolo oppresso e reso schiavo da quello stato unitario dal quale chiede l’indipendenza.

Questo è il solo ed unico modo di fare la secessione in Italia:

quello legale, quello tutelato e garantito dal diritto internazionale.

Bisogna portare in una aula di tribunale tutti quei comportamenti negativi che infrangono i fondamenti dello stato unitario, della sua integrità, della sua immagine comunitaria e sociale:

il concetto di mafiosità, la corruzione elevata a prassi quotidiana, l’illegalità diffusa e promossa.

Bisogna chiedere ed invocare giustizia nei confronti della schiavitù del nord al sud, nei confronti della espansione mafiosa dal sud al nord.

Bisogna fare di ogni singola oppressione subita dla nord, una battaglia civile, politica e giudiziaria.

Solo così si potrà ottenere libertà, benessere e sciurezza.

Solo così.

Ed in nessun altro modo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Napoli: problemi irrisolti fra nuovi appalti e operazioni di immagine

domenica, 5 giugno 2011

Nulla di nuovo sotto il vesuvio.

Il nuovo sindaco napoletano della città di napoli, nei suoi primi atti di governo della città, dimostra di non voler risolvere nemmeno una delle tante emergenze che attanagliano i napoletani e ne minano gravemente i rapporti con il resto del paese.

Luigi De Magistris, una immagine da campione della legalità e di cavaliere incorruttibile, avvia in due atti il ripristino della legalità a napoli:

1 – annuncia l’intenzione di costruire un nuovo stadio comunale;

2 – invita il presidente degli Stati Uniti d’America Obama a visitare la città di napoli.

Una operazione che punta esclusivamente al ripristino dell’immagine della città e non al ripristino della legalità.

Un nuovo mega-appalto pubblico per accontentare la tifoseria napoletana e la corporazione degli edili, puntando tutto l’indirizzo politico comunale sulla economia di una edilizia storicamente malata.

Nulla ha imparato il De Magistris da un film del 1963 ambientato a napoli e dal titolo “Le mani sulla città”, film che racconta come in una realtà economicamente malata come quella napoletana (e per certi versi, sicuramente anche italiana), la speculazione edilizia e la corruzione tentano sempre l’invasione ed il condizionamento nelle scelte politiche.

In particolare, vi è una frase di quel film che disegna perfettamente lo stato di degrado raggiunto dalla economia italiana:

« Quello è l’oro oggi. E chi te lo dà? Il commercio? L’industria? L’avvenire industriale del Mezzogiorno, sì! Investili i tuoi soldi in una fabbrica: sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia. Ti fanno venire l’infarto cu sti’ cose. »

Sembra il Marchionne-pensiero odierno.

Come non dar ragione a questa visione?

Nella prospettiva di un imprenditore puro in Italia, la scelta è duplice ed obbligata:

o perire nel degrado dello scontro e non dell’incontro fra forza lavoro, imprese, banche e poteri dello stato, ovvero delocalizzare i propri siti industriali all’estero, alla ricerca di una normalità economica, finanziaria e fiscale che non esiste in questo paese, educato storicamente alla contrapposizione ed all’antagonismo dalla sinistra.

Sono ancora tutti dei partigiani, uomini di parte che combattono l’interlocutore e non dialogano con esso al fine di affermare il bene comune e conseguire l’arricchimento generale.

Ma torniamo al caso napoletano.

Il sindaco di napoli Luigi De Magistris appare molto cauto e furbo, a giudicare dal suo procedere prudentemente lontano dall’affrontare la montagna di problemi irrisolti sotto la quale giace la città che pretende di governare.

La stessa frase del premier sulla mancata candidatura del ministro Carfagna alla poltrona di sindaco di napoli, sottolinea gravemente come il problema principe della napoletanità resti il ripristino della legalità:

non ho candidato la Carfagna a napoli perchè non volevo darla alla camorra.

Gravissima affermazione, pregna del senso di inattaccabilità del sistema mafioso ed illegale a napoli.

Ma la cautela e la furbizia del sindaco De Magistris, d’altro canto, non parlano la lingua del nuovo corso napoletano, tanto annunciato nelle promesse elettoralistiche.

Il degrado civile, sociale ed economico, l’abusivismo edilizio, la corruzione, la mentalità camorristica, non si combattono con un appalto pubblico ed un invito ad Obama, invito che, nel caso fosse accettato, imporrebbe al presidente americano di lasciare a casa il suo Rolex.

Sono ben altre le scelte che affrontano di petto i problemi di napoli.

Il programma elettorale di De Magistris è sintetizzato in un file pdf che raccoglie le istanze e le proposte dei napoletani, prendendo per questo il nome di “Le proposte dei cittadini”.

Leggiamone una per tutte:

“Giustizia legale, retributiva e fiscale: quindi legalità e sanzioni certe contro corruzione, malgoverno, mafie locali, abusi edilizi, ricatti ed altri reati commessi sul territorio.”

Sintomatico appare come si ignori l’emergenza rifiuti in molte di queste proposte.

La giusta risposta a queste proposte è la costruzione di un nuovo stadio o l’invito a cena per Obama?

Il nuovo corso di napoli non pare avviato verso la risoluzione dei problemi fondamentali della città stessa.

Come non pare che il comune di napoli possa affrontare un nuovo corso con una macchina burocratica inefficente e straordinariamente lenta, come pure, pare impossibile affrontare il mare dei problemi irrisolti della città di napoli senza un dialogo continuo ed aperto con il governo del paese.

Fossi in De Magistris, aprirei un canale diretto di dialogo continuo con il ministro dell’Interno Roberto Maroni, poichè appare abbastanza evidente che, senza una stretta collaborazione fra forze di polizia e amministrazione comunale, il contrasto all’illegalità diffusa nella sua parte più viva e bisognosa di applicazione della Forza Pubblica di contrasto, non sia un obiettivo raggiungibile.

Quel che è certo, è che l’unico modo di imporre la legalità in una città così degradata, deve essere l’imposizione del rispetto della legge.

E questa, non è mai stata e mai sarà, una operazione di immagine, ma di sostanza.

La domanda giusta è:

quanto può incidere sullo stile di vita napoletano un sindaco napoletano?

Quanta furbizia, tipicamente napoletana, intende applicare De Magistris nel governo della città e con quanta invece intelligenza e razionalità, vuole governarla?

La furbizia è quella che seglie le scorciatoie ed i raggiri, quella che ha affondato napoli nel più buio degrado.

L’intelligenza è quella che risolve i problemi alla radice, con umiltà e spirito collaborativo.

Vedremo nei prossimi atti del governo comunale, il vero indirizzo politico del sindaco De Magistris.

In bocca al lupo.

Purchè si scelga il lupo giusto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X