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Il piano segreto di Enrico Letta

martedì, 25 giugno 2013

Non Sento, Non Vedo, Non Parlo

Vi svelo il piano segreto che il premier Letta impone all’Italia e agli italiani:

sopravvivere.

La casta del nulla politico PD + PDL, dopo aver sgovernato il paese durante tutta la seconda repubblica italiana si ripresenta compatta, unita e come al solito gravemente scorretta sul palco del teatro della partitocrazia italiana.

A Enrico Letta serve tempo e ne prende a dismisura, rinviando gli accapi più importanti, determinanti e qualificanti del programma di governo.

Letta junior ha bisogni di eliminare le prove della origine politica, sindacale, burocratica e partitocratica alla crisi che l’Italia vive in modo grave e serio.

Letta e Berlusconi devono mantenere ed occupare il potere per impedire a Beppe Grillo di scoprire le carte delle mafie che infiltrano, ricattano, affiliano, guidano ed indirizzano le istituzioni democratiche, deve assicurarsi che nessuno possa rendere pubbliche le prove che la casta politica è responsabile primaria ed assoluta della svendita del paese reale e dello stato di diritto alle organizzazioni mafiose, alla corruzione politica e burocratica, alla usura bancaria e mafiosa, ad una evasione fiscale che impone con l’abuso della forza e del potere pubblico l’obbligatorietà di contribuzione fiscale esclusivamente ai ceti più deboli, a quei lavoratori dipendenti pubblici e privati e a quei pensionati cui lo stato impedisce la libertà di evadere le tasse prelevandole forzosamente alla fonte, unico caso al mondo di limitazione della libertà di non contribuire volontariamente al fisco riservata a classi sociali, economiche e del lavoro ben determinate ed individuate, in modo da poter garantire esclusivamente l’arricchimento indiscriminato dei ceti ricchi a cagione e danno dei ceti poveri.

E la chiamano democrazia.

In una democrazia non si consente ad un Capo dello stato coinvolto in un gravissimo scandalo di svendita del potere statale e di alto tradimento nei confronti del popolo sovrano e delle istituzioni democratiche di imporre la distruzione delle prove che lo possano scagionare o accusare di trattativa diretta con le mafie a scopo terroristico ed eversivo.

In una democrazia non si consente una continua litania della deresponsabilizzazione politica e burocratica, tale e tanta da rendere ingovernabile alcunché sia pubblico potere, volutamente, per poter imbrigliare libertà e democrazia e far vincere ed imperare un corpo dirigente assai mafioso e corrotto, colpevole di volontario fallimento dello stato di diritto e del paese reale, al fine di continuare ad assoggettare il primo ed il secondo alla proditoria, proterva, ignorante ed arrogante prepotenza di classi dirigenti che sono solo da fucilare, senza alcun processo, in luogo pubblico.

Ciechi e sordi ai continui richiami della Germania, della Unione Europea, dei paesi virtuosi nord europei, delle ultime esternazioni di J.P. Morgan, della FED, del FMI e di tutte le sovrastrutture finanziarie mondiali, codeste tre scimmiette del “non vedo, non sento, non parlo” sgovernano fra gli scandali del ministro J. o del ministro K., che attaccano proditoriamente il tessuto e l’unità della cittadinanza italiana e del popolo sovrano nel colpevole silenzio delle massime istituzioni repubblicane:

una condizione di continuo scandalo e di emergenza democratica, condizione ormai divenuta insostenibile, irricevibile, inaccetabile, imprescrivibile.

Il piano segreto del governo dei rinvii e dell’immobilismo predisposti e realizzati da un finto fuoco incrociato fra PD e PDL che fa sembrare centrale il perno IVA-IMU e tende invece a far dimenticare le vere ed autentiche emergenze del paese:

eliminazione del cuneo fiscale, imposizione di nuove tassazioni patrimoniali e finanziare, eliminazione delle organizzazioni mafiose, risoluzione della questione morale, risoluzione della questione meridionale, risoluzione della questione settentrionale, assicurare giustizia certa e tempestiva, diritto certo e punizione certa, garantire sicurezza, giustizia e legalità a tutti indistintamente dalla appartenenza a corporazioni mafiose, liberalizzazione dei meccanismi che impediscono al mondo del lavoro italiano di essere competitivo con il mondo del lavoro e della produzione globalizzato.

Ecco il piano segreto della casta ed il programma di sgoverno di Enrico Letta:

sopravvivere, sopravvivere, sopravvivere, anche a costo di suicidare il paese reale e tradire ancora una volta, per l’ennesima volta, lo stato e le istituzioni democratiche, il popolo sovrano ed il paese reale, le famiglie e le aziende italiane.

In poche parole, questi inetti, questi inutili, questi incapaci idioti tirano solamente a campare, superare l’estate, anche e soprattutto in barba a quegli italiani che si sono già tolti la vita e che se la toglieranno e la toglieranno anche alle loro innocenti famiglie smarriti di fronte ad una crisi che li distrugge, sia materialmente che moralmente.

Che Dio abbia pietà di loro:

dal popolo non potranno mai più ricevere pietà umana e carità cristiana, per raggiunto e superato abuso di ogni limite:

del limite di sopportazione umano e del limite di sopportazione cristiana.

Che Dio li maledica, tutti

Che gli uomini e le donne di buona volontà li condannino alla punizione eterna dell’esilio sine die.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

La catena italiana del potere democratico

mercoledì, 15 maggio 2013

In teoria, il popolo Sovrano cede la sua sovranità a mezzo delega rappresentativa parlamentare a politici proposti dal mediatore istituzionalizzato e costituzionalizzato dell’esercizio del potere sovrano.

Sempre in teoria, ricevuto questo potere, i parlamentari della casta partitocratica dovrebbero adempiere alla realizzazione del programma di governo promesso e proposto in campagna elettorale e premiato dai cittadini a mezzo voto-cessione di sovranità.

In effetti, in questo Paese allucinante, mafioso, corrotto e degradato, ma soprattutto incivile e vizioso che è l’Italia, ecco cosa accade nella realtà:

1 – le promesse elettorali, pregne di viltà e di bugie, atte a conquistare esclusivamente la simpatia ed il consenso del popolo sovrano a mezzo impegni impossibili da mantenere nella realtà, si dimostrano una vera e propria truffa continuata ed aggarvata dalla premeditazione e dal metodo associativo, una frode democratica a cielo aperto;

2 – i partiti politici che vincono le elezioni trasformano l’esercizio della sovranità mediata e derivante da delega-truffa elettorale, in atti di imperio, volti a tutelare esclusivamente l’interesse di casta corporativa mafiosa e non, a difendere e tutelare gli interessi del popolo sovrano defraudato cosaì dell’unico potere democratico reale di cui dispone: il voto;

3 – la casta partitocratica utilizza la normazione e la regolamentazione legislativa al fine di impedire ogni cambiamento dello status quo di questa dittatura istituzionale sul popolo sovrano come nel caso della legge elettorale, che impedisce comunque e a chiunque di ottenere un numero sufficiente di parlamentari (in specie senatori) al mantenimento di una solida maggioranza di governo;

4 – la casta partitocratica, burocratica e sindacale ottiene così un privilegiato accesso all’abuso del potere pubblico, reinvestendo in se stessa, infiltrando il potere pubblico attraverso il pesante condizionamento dei concorsi pubblici (magistratura, polizia, carabinieri, esercito, guardia di finanza, sanità, casa, servizi essenziali e sociali, ecc.) e degli appalti pubblici, che vengono concessi solo ad affiliati alla mafia o amici degli amici, in modo da poter contare sempre sull’appoggio del mobbing mafioso avverso quei cittadini che, singolarmente e/o colletivamente, tentano di spezzare questa catena mafiosa della corruzione istituzionale dei poteri dello stato abusati a fini anti-democratici e contro gli interessi del popolo Sovrano.

Se ti opponi puoi morire (attraverso una iperburocratizzazione che inmpedisce volutamente accesso tempestivo e fruttuoso alla tutela della propria salute, per fare solo un esempio), puoi essere oggetto di indagini (pilotate al fine di danneggiare l’immagine di persona pubblica onesta, leale e corretta), puoi essere mobbizzato quotidianamente in un crescendo di abusi reiterati, o perire nella mancata od omessa erogazione di servizi pubblici e quant’altro sia in grado di essere abusato come metodo mafioso di coercizione a mezzo abuso del potere pubblico.

Per cui, ai cittadini qualunque che osassero respingere la condivisione di una tale violenza pubblica sopra soggetti evidentemente ed enormemente più deboli, viene servito un piatto avvelenato che punta a degradare la capacità di fidesa personale e di offesa del sistema mafioso del cittadino “X”, costringendolo a chiedere tutele alla parte avversa a quella che lo aggredisce, in modo da aver condizionato ed acquisito al sistema mafioso e corrotto quel cittadino che non si riconosceva in esso, che lo contrastava, che lo derideva o che lo affrontava a petto nudo, accusandolo di aver occupato abusivamente in nome della democrazia il potere pubblico al fine di abusarne a danno della democrazia e della cittadinanza libera e civile, attiva e disinteressata.

Infine, ma non per ultimo, il miglior mobbing è quello del mantenere fuori dal mondo del lavoro (sempre in abuso del poetere pubblico) i cittadini qualunque, quei cittadini “X” che saranno costretti a dissidi quotidiani con il proprio mondo famigliare, di relazione e di socialità, negando loro il riconoscimento sociale, giuridico, civico e civile della partecipazione alla produzione della ricchezza e del benessere e alla morte prima morale e poi materiale cui porta l’esclusione dall’accesso alla ricchezza, l’impoverimento, la fame di pane quotidiano e la sete di soddisfazioni personali, professionali, di comunità che solo la ricchezza ed il benessere possono offrire.

Quest’ultima, è la più bieca ed usata arma di sterminio da parte della casta partitocratia, burocratica e del potere mafioso e corrotto esercitato in abuso del potere pubblico.

E tutto questo è quel che sta capitando a me, nell asperanza di veder emergere una reazine rabbiosa pubblicamente espressa e da reprimere duramente con “giustificato motivo di pericolosità sociale”.

Ma non per questo mollo, non per questo mi arrendo.

Morirò, piuttosto che conformarmi alla mafiosità e alla corruzione imperante laddove si tenti di sdoganarle dalla illegalità attraverso l’affermazione che, se la gran parte della gente si comporta così, attraverso un travisato e dabusato concetto democratico, il mafioso ed il corrotto, il degenerato e l’anormale, sei tu e non loro.

Morirò piuttosto, mi ucciderete:

ma non mi avrete.

Mai.

Morirò come ho sempre vissuto:

da uomo libero.

Cani.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

Il fallimento della casta politica italiana

venerdì, 9 settembre 2011

Un totale fallimento ad opera di una casta politica e di governo che si è dimostrata assolutamente incapace di governare il paese, di realizzare le riforme e di liberalizzare ogni forma di sottomissione della economia alla negativa influenza del potere pubblico, quel potere di cui la casta dominante politico-burocratico-sindacale abusa ampiamente, al fine di tutelare gli interessi della casta stessa e delle corporazioni affiliate ad essa.

La ricetta salvatutto del federalismo fiscale naufraga nel fuoco incrociato del potere centrale e nazionale che non cede nulla ai livelli di governo più vicini ai cittadini e dalla stessa azione del governo, che agisce in diminuzione della spesa solo nei confronti dei comuni e delle regioni e mantiene invece inalterata la spesa pubblica a livello centrale, quel livello che rende tutto oscuro, compreso il comprendere come vengono spesi i danari dei cittadini prelevati coercitivamente con il fisco.

Inoltre il programma di governo che prevedeva l’intera approvazione del federalismo esporta temporalmente il completamento normativo federealista ben oltre la durata stessa della legislatura, offrendo una visione piuttosto arrogante della maggioranza parlamentare che sostiene il governo, convinta di poter imporre l’approvazione di decreti governativi ben oltre la durata dello stesso esecutivo.

Un atto questo, che denota una capacità politica limitata ovvero una furbizia tesa a frodare il consenso popolare ottenuto per un pacchetto di riforme importanti come quella federalista, nella piena coscienza che il federalismo non sarebbe stato effettivamente varato entro la naturale durata della legislatura, limite temporale invalicabile per il potere esecutivo, ovvero che il federalismo non avrebbe dovuto essere mai approvato nella realtà, ma solo sbandierato e promesso.

Il mancato abbattimento del fenomeno disastroso dell’assenteismo nel lavoro dipendente pubblico, la mancata e drastica diminuzione dell’incredibilmente enorme ed eccessivo numero dei dipendenti pubblici italiani, il mancato inserimento del metodo meritocratico nel sistema della pubblica amministazione e la mancata diminuzione delle innumerevoli poltrone del potere pubblico a disposizione della casta, rende impossibile diminuire la spesa pubblica e conseguentemente, il debito pubblico italiano.

Le mancate liberalizzazioni delle categorie professionali corporative al sistema delle caste dominanti come la categoria dei tassisti, lascia immutato il quadro di immobilità assoluta all’interno del quale si muove il mondo della economia.

La mancata eliminazione del cosìddetto cuneo fiscale, che non fa la felicità dei lavoratori dipendenti come quelle degli imprenditori aumentando il costo del lavoro italiano a tutto favore della spesa pubblica invece che della produzione di ricchezza privata, affossa definitivamente un mondo del lavoro in profonda crisi, senza vie d’uscita.

La mancata diminuzione della pressione fiscale ha costretto, oltre ad altri fattori negativi come l’impossibilità di ottenere una giuistizia certa e veloce, molte aziende italiane a delocalizzare fuori dai confini nazionali le proprie attività produttive, assai maltrattate dalla pessima gestione dei poteri statali italiani.

Il mancato contrasto alla corruzione delle caste politica e burocratica, mette in ginocchio un paese completamente schiavizzato da un regime di illegalità assai diffusa, di corruzione dilagante e di libera azione delle organizzazioni mafiose nella realtà economica e sociale.

La mancata erezione di un sistema di controlli efficace ha infine impedito un adeguato contrasto alla enorme massa di evasione fiscale rilevata in italia, dentro la quale si nascondono gli affari delle organizzazioni mafiose, le corruttele politiche e burocratiche ed infine, solo infine, l’evasione delle aziende e delle famiglie italiane.

Insomma, l’intero disegno politico di mancanze della casta diviene esso stesso atto di violenza nei confronti del paese, delle aziende e delle famiglie italiane, costrette a subire politica e burocrazia profondamente corrotte, organizzazioni mafiose in aperta concorrenza con l’economia sana e reale e le vere e proprie frodi di una politica che manca ad ogni promessa fatta, si sottrae ad ogni programma sottoscritto, ad ogni impegno preso, aggravando il tutto con l’adozione di comportamenti di una scaltrezza maligna ed inaudita, posti a prevedere ed organizzare sempre la truffa ai danni del popolo sovrano in modo da oscurare e deresponsabilizzare ogni comportamento, ogni azione, ogni atto politico, sia singolo che di casta che riconduca la responsabilità umana, civica, politica e burocratica a chi di dovere.

Il fallimento della casta politica italiana rappresenta quindi il vero nodo della crisi del paese, nodo che o va affrontato e sciolto, ovvero apre la porta a pensieri popolari condivisi di abbattimento delle regole democratiche, vere dighe di difesa delle caste, piuttosto che poteri che offrano servizi efficaci ed efficienti al popolo sovrano dei cittadini italiani.

L’idea di fare a meno di una democrazia che ha fatto emergere il peggio del paese alla elezione di rappresentanza, di guida e di governo del popolo, piace ogni giorno di più, viene evocata ogni momento di più.

E se la democrazia ha fatto della politica italiana il tempio della idiocrazia e degli immeritevoli, allora è forse proprio qualcosa nei meccanismi democratici che impedisce al paese di essere un paese libero e ricco, felice e sereno.

Ovvero, ci si deve arrendere al convincimento storicamente fondato che sia qualcosa nella composizione del popolo italiano il difetto originario che consente di corrodere se stesso all’infinito, senza limite di continuità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega della Gente Qualunque

sabato, 18 settembre 2010

Il PDL cerca stabilità nel governo, dopo la spaccatura provocata dal tradimento finiano.

Il PD si spacca (come è ormai tradizione nella sinistra sinistrata italiana) frantumando ogni possibilità di accesso del Partito Democratico nell’enclave dei movimenti politici stabili ed affidabili, di quelle parti politiche che si dimostrano capaci di garantire nell’alternanza al governo del paese, continuità e stabilità degli esecutivi.

Il fronte del csx si scompone nella impossibilità e nella incapacità dei suoi leader di mettere insieme vendoliani, dipietrini, democratici e grillini.

Il fronte del cdx si interroga se sia meglio recuperare i traditori casinisti ovvero i traditori finiani, posto che restino assolutamente inaffidabili entrambi.

Unica, la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, naviga nel mare sicuro della propria integrità e graniticità, qualità che la rendono l’unico movimento politico presente nella scena degli ultimi quattro lustri, a poter garantire lealtà nelle alleanze e stabilità nei governi, realizzazione delle riforme e dei programmi elettorali.

In un quadro siffatto, al popolo italiano converrebbe certamente avere la sola Lega al governo del paese, sicuro che, programma di governo e riforme, andrebbero certamente a buon fine.

Ma per raggiungere codesto obiettivo, oltre alla incapacità di tutti gli altri schieramenti politici di aggregarsi e mantenersi stabili su programmi comuni, condivisi e concretamente realizzabili (cosa che pare certa, vista la voglia di tradimento, l’antagonsimo sfrenato e l’insaziabile ambizione personale che anima le loro schiere), bisognerebbe assicurare alla Lega un consenso elettorale ampio e maggioritario.

E questa opzione sembra farsi strada ogni giorno di più nel paese, anche in quel sud martoriato e dannato che vede nella Lega, l’unica via di scampo da un futuro fatto di malessere e di dolore.

Così, mentre continuano veti incrociati e tradimenti, la Lega si propone, a ragione, come l’unico movimento politico veramente affidabile dell’intero arco parlamentare.

Perchè la Lega parla alla gente, perchè questa, è la Lega della gente e non delle caste o delle corporazioni.

Nel vulgo politico odierno, l’unica bandiera che garrisce felice al vento è quella della Lega, con buona pace dei nanismi politici dall’insaziabile quanto ingiustificata ambizione.

E questa condizione, fa letteralmente impazzire tutta la politica italiana.

E allora:

Tutti Pazzi per la Lega.

Ancora una volta.

E per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il governo dell’antimafia e la finta crisi politica

giovedì, 5 agosto 2010

Appare singolare la posizione del gruppo parlamentare dei finiani, i quali raccolgono la gran parte del loro consenso in quei territori ove la mafia è nata ed è più forte e radicata: il meridione.

Il distacco dalla maggioranza di governo dei finiani corrisponderebbe alla nuova posizione assunta da Fini verso la questione morale e nel quadro di un maggiore contrasto alla criminalità organizzata, la mafia.

Ma si può uscire da una maggioranza di governo e dal governo che più ha contrastato le mafie in tutta la storia della repubblica italiana e dare come unica giustificazione proprio la questione morale delle connessioni fra mafia e politica?

Se il premier Berlusconi e la maggioranza di governo che lo sostiene, ottengono straordinari risultati positivi proprio nel constrasto alle mafie, perchè i “difensori del meridione” nella maggioranza si distaccano?

Quale meridione difendono codesti signori politici?

Quello che questo governo cerca disperatamente di salvare o quello che lo vede definitivamente ostaggio delle mafie?

Spesso, nelle chiavi di lettura della politica italiana, bisogna ben distinguere dalle altisonanti dichiarazioni dai veri scopi e fini delle parti politiche in campo, per comprendere meglio posizioni, obiettivi e schieramenti.

E lo schieramento cui aderiscono oggi i finiani è ricco, anzi ricchissimo di formazioni politiche che prendono voti quasi esclusivamente nel sud, poprio in quelle regioni in cui le mafie sono più forti e radicate, proprio in quelle regioni dove le mafie hanno dimostrato di controllare il voto ed il consenso elettorale, proprio in quelle regioni dove questo governo ha avviato una operazione di pulizia materiale e morale mai vista prima d’ora, riconosciuta e riconoscibile come tale dentro e fuori i limiti nazionali.

Sintetizzando, la riflessione cui nessuno in questo paese attanagliato dalle mafie può sottrarsi è questa:

se per la prima volta un governo riesce a spazzare via le mafie dal territorio ed a sequestrare le immense ricchezze rapinate alle aziende e alle famiglie del sud dalle mafie, perchè proprio in questo momento storico e non in un altro, parte della maggioranza di governo che trae il suo consenso quasi esclusivamente nel sud, decide di abbandonare il governo e tradire i patti elettoriali ed il programma?

Perchè i finiani oggi si alleano con forze politiche come l’udc, che hanno governato regioni come la Sicilia con uomini come Salvatore Cuffaro, detto Totò, pluri-indagato ed anche condannato per reati riconducibili ad una gestione della cosa pubblica sospettata di favorire la mafia siciliana?

Quale valore ha questo comportamento di fatto che contrasta fortemente con le altisonanti ed ideali affermazioni di moralità e di libertà di Gianfranco Fini?

Quale è il punto del programma di governo che più di altri ha irritato i finiani?

Forse quel Federalismo Fiscale che aumenta il grado di responsabilità amministrativa verso il basso, che impedisce lo spreco del danaro pubblico, che tende ad ottimizzare i servizi offerti al cittadino in relazione al loro costo economico ed alla qualità espressa?

In una parola, quel federalismo Fiscale che impedirebbe l’accesso al potere locale ad amministratori incapaci o peggio, favoriti dalle mafie, di avere una spesa incontrollata e oscura, di abusare del potere politico in cambio di voti e di consenso elettrorale?

E nn è forse questo tradimento del giugno 2010 figlio di quel tradimento del giugno 2006 nel quale proprio Alleanza Nazionale fece mancare voti e impegno al referendum sulla devolution?

Perchè ogni qual volta si intende riformare questo paese, diminuire in termini di numeri e di costo il peso della politica, rendere più efficente l’amministrazione a livello regionale e locale, i politici di questo “strano fronte del meridione”, tradiscono i patti elettorali e attentano alla sopravvivenza del governo?

Quale è la questione meridionale in questo contesto?

Quale è la questione morale in questa condizione?

Vi lascio con un abuso letterario, che offre migliori condizioni di comprensione immediata di quel che sta accadendo nella politica italiana, in questo momento:

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse mafia, le riforme sprofonderei.

Non dirmi parole:

dimmi cosa fai,

e ti dirò chi sei.