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Pressione fiscale, rendite finanziarie e delocalizzazione delle imprese

lunedì, 28 giugno 2010

La pressione fiscale in italia è aumentata nel 2009 passando dal 42,9 al 43,2 (in rapporto fra pressione delle tasse e dei contributi e PIL) e portando l’italia dal 7° al 5° posto nella infelice classifica dei paesi con le peggiori statistiche nei conti pubblici e della pressione fiscale (ISTAT).

Il picco italiano nel 2009 invece si attesta al 43,7%, uguagliando il record italiano raggiunto di quel governo Prodi che varò l’Eurotassa.

Il dato non è confortante, specie se si guarda a questa pressione come ad una delle principali concause che portano le imprese italiane a delocalizzare i loro siti produttivi all’estero, insieme all’alto costo del lavoro (cui corrisponde invece un basso livello degli stipendi però), frutto della famigerata cuspide fiscale che si insinua fra quanto costa ogni lavoratore e quanto invece quel lavoratore intasca.

E’ sempre l’imponenza di uno stato estremamente costoso a fare la differenza, aggravando seriamente la crisi economica subita da famiglie e aziende italiane.

Peggio dell’Italia in questa classifica fanno l’Austria (43,8), il belgio (45,3), la Svezia (47,8), e la Danimarca (49%), rispetto ad una media europea dei 27 del 39,5%.
La Francia si colloca alla pari del dato italiano.

Occorre sottolineare però che il dato statistico non tiene conto della quantità e qualità dei servizi offerti al cittadino-contribuente, in cambio del prelievo fiscale e del costo contributivo.

Se questo dato fosse rilevato e confrontato, l’Itaia sarebbe certamente regina assoluta di questa graduatoria che misura l’infelicità delle comunità sociali e produttive rispetto allo stato che le governa.

Nn sono infatti paragonabili i servizi e gli aiuti offerti a famiglie ed aziende dei paesi sopra citati con quelli di cui “godono” i cittadini italiani.

Un esempio vale per tutti:
benchè la Francia si presenti secondo il dato statistico alla pari con l’Italia, il corrispettivo welfare che assite i cittadini francesi è enormemente più soddisfacente in qualità e quantità di quello italiano.

Per non parlare della qualità sanitaria francese e dei trasporti (su rotaia ad alta velocità) che colloca la Francia ai vertici nelle posizioni mondiali per qualità dei servizi offerti.

Inoltre, il premier italiano si è pronunciato a sfavore di un umento della pressione fiscale sulle rendite finanziarie italiane (Tobin Tax), varata e caldamente consigliata da Unione Europea e dalla Germania, e non si sa quale decisione prenderà il premier italiano sulla proposta del G20 che prevede la restituzione ai contribuenti di parte dei contributi statali ricevuti dalle banche nel pieno della crisi finanziaria.

La situazione italiana presenta un quadro affatto rassicurante nel suo complesso cui si aggiungono, come al solito, scelte politiche e di governo che non intendono andare nella direzione del bene comune al costo di perdere il relativo consenso elettorale.

Insomma, nelle politiche del governo italiano manca il coraggio di interpretare scelte anche impopolari, ma che apportino certamente un miglioramento della situazione complessiva, come testimonia il continuo ostracismo cui è sottoposto ogni cambiamento del paese ed ogni riforma, prima fra tutte, quella del federalismo fiscale.

Tirando le somme, alla condizione complessiva italiana va aggiunto il costo di una politica timida, costosa, sprecona e piuttosto vile, che non interpreta volentieri il ruolo riformatore imposto dai tempi moderni.

Alla sola eccezione del movimento politico che del federalismo e del riformismo italiano, ha saputo meglio incarnarne scelte ed indirizzi, quella Lega Nord che nonostante sia confinata in scelte di governo del paese che appaiono in un primo momento difficili ed impopolari, ottiene invece sempre maggiori consensi popolari, segno che coraggio e lealtà, pagano ancora in politica in questo paese immobilizzato dal terrore di fare scelte e e di formulare indirizzi politici.

Ma solo chi non fa nulla, non sbaglia e non rischia critiche.

E questo, appare invece sempre più il momento del fare, del cambiare, del riformare un paese che deve ritrovare la fiducia in se stesso e nelle sue principali qualità, non certamente nel segno della tacitazione delle critiche o dell’imbavagliamento di magistratura e informazione, quanto nel senso di un cristallino impegno per il bene comune, per il buongoverno del paese.

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”.
A partire dal minuto 5 e secondi 15
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=nazionale-paese-calcio-azzurri

Non funziona, l’equilibrio fra i poteri dello stato non funziona

mercoledì, 17 marzo 2010

Ormai declassato a lotta fra caste che abusano del potere pubblico invece di renderlo con spirito di sacrificio come servizio dovuto ai cittadini qualunque ed al popolo sovrano, l’equilibrio fra i poteri dello stato (magistratura, governo, parlamento) non funziona più, se pure ha mai funzionato.
Volete una prova?
Ma la avete sotto i vostri occhi.
Oggi la lotta è fra il ministro della giustizia alfano ed il premier berlusconi contro la magistratura inquirente di trani che indaga il presidente del consiglio.
mancino (vice presidente del scm) e napolitano (presidente della repubblica e presidente del csm) nella cabina di regia.
Ieri la lotta era fra il ministro della giustizia mastella ed il premier prodi contro la magistratura inquirente calabrese che indagava il presidente del consiglio prodi, con la medesima cabina di regia: napolitano e mancino.
E la storia si ripete in un conflitto che non fa assolutamente del bene al paese e non risponde alle esigenze dei cittadini qualunque, che vivono la loro vita quotidiana all’ombra delle tresche fra palazzi di potere.
Da tangentopoli ad oggi non si è ancora risolto il problema dell’equilibrio fra i poteri dello stato.
Un’altra occasione mancata per avvicinare il paese reale a quello dei palazzi del potere, ormai ciechi e sordi al grido di dolore che proviene dal popolo sovrano.
Così, non si va da nessuna parte.
Così si da ragione a gente come de magistris, di pietro e grillo.
Così, non si governa, non si fanno le riforme, non si rende giustizia.
Non sono contento.
Affatto.

Reminiscenze – La questione morale e le moderne schiavitù umane

sabato, 13 febbraio 2010

martedì, 27 novembre 2007
La questione morale e le moderne schiavitù umane

notizia
2007-11-25 16:00
Scoperti 52 lavoratori “in nero” o irregolari
Operazione della Guardia di Finanza in attivita’ del Salento
(ANSA) – LECCE, 25 NOV – Cinquantadue lavoratori ‘in nero’ o irregolari sono stati scoperti dalla GdF nel corso di controlli in attivita’ commerciali del Salento. Durante l’operazione e’ stato anche scoperto e denunciato un evasore totale. Dall’inizio dell’anno nella sola provincia di Lecce, i militari della Guardia di finanza hanno scoperto 839 lavoratori in nero o irregolari e 99 evasori totali o paratotali.

Ecco cosa si alimenta il mondo della illegalità:
facendo entrare in modo folle e sconsiderato sul suolo nazionale italiano, clandestini che non avranno l’opportunità di trovare un lavoro in queste terre tradizionalmente affamate di lavoro.

Chi favorisce in qualsiasi modo l’ingresso clandestino di individui non inseribili nel mondo del lavoro legale, favorisce consapevolmente il mondo del lavoro nero, illecito ed illegale.

Chi prepara e favorisce l’accoglienza di persone entrate clandestinamente in Italia, destina queste stesse persone ad un destino inumano, di sfruttamento morale e materiale intollerabile.

Chi favorisce l’accoglienza di queste persone i questi termini, si rende responsabile di terribili delitti, quali la loro consapevole resa in schiavitù (perlomeno morale, se non materiale) e li destina come manovalanza alla disponibilità della delinquenza comune e di quella organizzata.

Prenderemo coscienza prima o poi, del male che stiamo facendo a noi stessi ed a loro, se continuiamo ad accogliere in questo modo barbaro ed incivile persone cui non possiamo offrire un futuro?

Questa non è altro che l’ennesima coltellata alla questione morale di questo paese, poichè chi permette che avvenga tutto ciò, dimostra di non avere una etica ne’ tantomeno una morale.

Raccoglie invece consenso spicciolo e occasioni di arricchimento personale, dimostrando ancora una volta, di disconoscere ogni e qualsiasi questione morale, anteponendo i propri interessi personali ad ogni altro senso di umanità e di comunità sociale e civile.

Ad ognuno, le proprie responsabilità.

Il cittadino X, alias, Gustavo Gesualdo

Quando scrissi queste considerazioni, il csx era al governo del paese e la bandiera dell’accogllienza indiscriminata di immigrati clandestini sventolava orgoiosa e rigonfia.
Forse pensavano così di fare un torto alla Lega.
Invece facevano un gran male al paese e a queste moderne schiavitù umane.
Alla luce dei fatti di Losarno, questo malgoverno delle vite umane e del paese, assume tratti di fredda e lucida premeditazione.
Non si può far finta di non sapere cosa sarebbe accaduto con una così sciagurata politica dei flussi migratori.
L’ultimo governo Prodi è stato certamente il più cieco e fallimentare governo della repubbica italiana.
Peggio solo i precedenti governi, sempre a guida Prodi.
E parlano ancora di questione morale.
Ma con quale coraggio……

Reminiscenze – Serate romane

venerdì, 12 febbraio 2010

mercoledì, 6 giugno 2007
John va a cena da Silvio.

Ciao John, come va?
Bene Silvio, caro amico mio, bene. Buona questa … come la chiamate? Mortatela?

Mortadella, John, mortadella, è fatta con la carne di maiale, quella vietata ai musulmani.

Oh, che gente. Non sanno quello che si perdono: è buonissima!

Hai mica visto o sentiito Romano, oggi, John?

Chi? Cosa?

Er mortadella, John, il mortadella.

Buona quella Silvio, buona.

Sì, va beh.

Dicevo il faccia di mortadella …

Chi?

Oh, sì, va beh, vah.

Vuoi assaggiare il prosciutto, John?

Come è fatto il prosciutto, Silvio?

Con il porco John, come la mortadella.

Ah, adesso ho capito, Silvio!

Il porco …

Veramente parlavo della mortadella …

Contempraneamente, nella stessa città in un altro luogo …

Vincenzo, te l’avevo detto di andarci piano, li hai fatti incazzare!

Oh, Romano, quelli avevano il fiato sul collo di Massimo. Se arrivano a lui, per noi c’è l’esilio, magari in Tunisia, come è successo a Bettino.

Massimo, cosa c’entra Massimo adesso.

Sai, quelle inchieste … Quella società off shore …

Porco mondo! Ma come hanno fatto a …

Eh, come hanno fatto … non lo sai il detto?

No, quale?

Scherza con i santi, ma lascia in pace i fanti?

I fanti, ma quali fanti?

Quelli della Finanza, Romano, quelli della Finanza …

Porco …

Il cittadino X

Per non dimenticare il caso Visco-Speciale, per non dimenticare le storture di una casta che si spera, sia morta e sepolta.

Reminiscenze – Incubi ricorrenti

venerdì, 12 febbraio 2010

martedì, 23 ottobre 2007
Incubi ricorrenti

Caro Mastella, io sottoscritto, Romano Prodi, presidente del consiglio dei ministri italiano, ti rinnovo la mia fiducia per il delicato incarico di ministro della giustizia che svolgi per mia delega, nel mio governo, nonostante tu, abbia intenzionalmente fermato il magistrato che indaga su di me e compromesso seriamente le indagini che mi vedono indagato.

Senza parole …

Il cittadino X

Gustavo Gesualdo

Scritto nel momento storico nel quale il premier Prodi confermava la propria fiducia e quella del governo da lui guidato al guardasigilli Mastella, responsabile dell’insabbiamento e di un contrasto acerrimo e violento alle indagini della magistratura che vedevano coinvolto Romano Prodi.
Con la sepoltura delle indagini Why Not e Poseidon, spariscono anhe i motivi di tale coinvolgimento.
Non sapremo mai la verità su questi inquietanti episodi, su questi incubi ricorrenti.

Reminiscenze – La sostenibilità ambientale

domenica, 7 febbraio 2010

La sostenibilità ambientale:
un tema caro alla sinistra sinistrata che sgoverna l’Italia.

Per sostenibilità ambientale si indica il limite entro il quale l’ambiente circostante che produce il nutrimento necessario alla sopravvivenza umana, regge l’urto delle attività antropomorfe.

Ora guardatevi intorno: cosa vedete?

Cemento, asfalto e automobili dappertutto, centri abitati sempre più invasivi dell’ambiente naturale circostante, insediamenti industriali
sempre più aggressivi del territorio, produzioni agricole estensivo-intensive che devastano l’ambiente e che non sono più sufficienti al
sostentamento delle genti che popolano il territorio stesso, sfruttamento del suolo e del sottosuolo aggressivo e devastante,
inquinamento (atmosferico, acustico, elettromagnetico, da pollini,
delle falde acquifere, etc.) ormai giunto al punto critico di non ritorno.

A questo aggiungetevi la progressiva desertificazione dei terreni,
la siccità sempre più presente, l’inquinamento da veleni per il
trattamento in agricoltura, l’infiltrazione delle falde acquifere da parte
delle acque salate e dagli agenti chimici dispersi a vario titolo
nell’ambiente, l’effetto serra e tutte le altre variabili esogene non
dipendenti dalle attività umane.

Ora domandatevi:
per quanto tempo ancora il il territorio italiano potrà sostenere il peso di tutto questo?

E domandatevi ancora:
perchè il governo italiano consente ancora l’ingresso di clandestini extracomunitari quando il territorio in cui viviamo, la nostra società, l’economia e l’alto livello dei servizi offerti al cittadino è ormai arrivato al punto di massima insostenibilità per le persone che già ora sovraffollano queste terre?

Perchè il governo vuole regolarizzare ancora centinaia di migliaia di clandestini extracomunitari quando non vi sono aspettative di vita
decenti per i nostri giovani che non trovano nemmeno un lavoro per
vivere ed una casa per mettere su una famiglia?

Se abbiamo già passato da molto tempo il limite della sostenibilità ambientale del nostro territorio, perchè consentiamo l’ingresso di altre persone cui non possiamo garantire nemmeno una casa, un lavoro, un futuro civile?

Perchè il governo italiano prepara con perniciosa precisione una imminente guerra fra poveri senza casa e senza lavoro?

E se a tutto questo aggiungiamo l’ulteriore inquinamento dell’ambiente sociale e comunitario con la reimmissione in libertà di criminali e malviventi assicurati alla giutizia dalle forze dell’ordine, condannati alla detenzione dalla magistratura, e liberati dall’indulto governativo, non otteniamo forse un bel calderone pre-rivoluzionario?

Ma cosa dobbiamo credere allora, che il governo italiano attenti
all’ordine pubblico, minacci la normale conduzione di una vita civile e
sociale, ricerchi ostentatamente l’eliminazione della borghesia alta e
media attreverso l’impoverimento delle corporazioni sociali autonome
e professionali al fine di riprodurre una società con pochi soggetti
molto ricchi e troppi soggetti troppo poveri che entreranno in un
inevitabile conflitto diretto senza la consueta mediazione moderatrice
ed ammortizzatrice dei ceti sociali intermedi, eliminati di fatto dai
recenti decreti governativi?

Questo governo vuole uccidere il popolo dei moderati, distrugge i
ceti tradizionalmente moderanti, devasta la società italiana rendendo
insostenibile la vita civile e democratica.

Come vedete, il lupo perde il pelo ma non il vizio, ed un comunista, sia pur travestito da social-democratico in odore di margherite ed ulivi varii, resta un pericoloso e dannoso comunista:

reazionario, rivoluzionario ed antidemocratico.

Protesto vigorosamente contro questo modo di agire politico-amministrativo e denuncio l’intenzione del governo Prodi di istituire un clima da guerra civile fomentando la contrapposizione fra classi sociali e la chiara intenzione di agire contro l’interesse del popolo italiano in virtù di una ideologia sconfitta dagli uomini liberi delle terre libere e dalla storia della civiltà umana:

l’inumana ideologia comunista.

A questo attentato all’ordine democratico e civile della società
italiana, risponderò ovunque:
nelle aule dei tribunali, nelle piazze, nei palazzi del potere, fra la gente.

Alla lotta a questa incivile aggressione alla vita civile e democratica del nostro paese, sono chiamati tutti gli uomini e le donne liberi della nostra terra, a difesa di un futuro messo in seria compromissione dal governo comunista denominato governo Prodi.

Foggia lì 31/07/06
Gustavo Gesualdo

English version
by
Daniela Vandelli

Reminiscences – Environmental sustainability
Environmental sustainability
a theme dear to the left left disgoverned Italy.

For environmental sustainability indicates the extent to which the environment that produces the food necessary for human survival, are holding up activities apes.

Now look around you: what you see?

Concrete, asphalt and cars everywhere, towns ever more invasive to the natural environment, industrial settlements
increasingly aggressive land, extensive agricultural production-intensive that devastate the environment and that are no longer sufficient to
livelihood of the people who inhabit the territory itself, the exploitation of the soil and subsoil aggressive and devastating,
pollution (air, noise, electromagnetic, from pollen,
aquifers, etc.). now reached the critical point of no return.

To this add the progressive desertification of land,
increasingly present drought, pollution from toxic substances for
treatment in agriculture, infiltration of groundwater by
of saltwater and chemical agents dispersed in various capacities
the environment, global warming and all other exogenous variables not
dependent on human activities.

Now ask yourself:
how long the Italian territory can support the weight of all this?

And ask yourself again:
because the Italian government still allows the entry of non-EU immigrants when the territory in which we live, our society, economy and the high level of services offered to the public is now reached the point of maximum untenable for people who already overcrowded these lands?

Why the government wants to regulate still hundreds of thousands of illegal immigrants when there are non-life expectancy
decent for our young people who can not find even a job for
live and a house to put on a family?

If we have already spent a long time limit the environmental sustainability of our territory, which allowed the entry of others to whom we can not guarantee even a house, a job, a future status?

Because the Italian government made with precision pernicious an imminent war between the poor homeless and jobless?

And if we add to this the further pollution of the social and community at large with the release of criminals and thugs GiuTiz brought to the police, sentenced to imprisonment by the courts, and freed dall’indulto government, perhaps we do not get a nice pot pre-revolutionary?

But what are we to believe then that the Italian government attention
public order, threatening the normal operation of a civil life and
social, ostensibly seek the elimination of high and middle class
Average attreverso depletion of Corporate Social autonomous
and professional in order to reproduce a society with few subjects
very rich and too many people too poor to enter into a
unavoidable direct conflict without the usual mediation moderator
and amortization of intermediate social classes, in fact eliminated by
Recent government decrees?

This government wants to kill the people of the moderates, destroys
classes traditionally moderating, ravage the Italian company making
untenable civil and democratic life.

As you can see, the wolf loses his hair but not the vice, and a common, albeit disguised as a social-democratic smell of marigolds and various trees, remains a dangerous and damaging to the Communist

reactionary, revolutionary and anti-democratic.

I protest vigorously against this way of doing politics and administration and termination of the Prodi government’s intention to establish a climate of civil war, fomenting conflict between social classes and the clear intention of acting against the interests of the Italian people by virtue of a defeated ideology by free men and free land from the history of human civilization:

the inhuman Communist ideology.

In this attack the democratic and civil society
Italian, answer anywhere:
in courtrooms, in squares, in palaces of power among the people.

In the fight against this barbaric assault on civil and democratic life of our country, are called all the men and women free of our land, in defense of a future spent seriously impaired by the communist government called the Prodi government