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Il diritto quando viene abusato diviene privilegio arrogante ed ignorante

lunedì, 24 settembre 2012

Ogni mattina accompagno a piedi i miei figli presso le rispettive scuole.

Ogni giorno, dinanzi all’8° circolo didattico San Pio X in Foggia, una scuola elementare, trovo immancabilmente un’auto che invade totalmente le strisce pedonali antistanti l’ingresso della scuola, impedendone quindi un passaggio agevole e sicuro.

Ogni giorno, mi scontro con una “signora” assai incivile che pretende di parcheggiare lì a causa della invalidità della figlia, che frequenta quella scuola.

Ogni giorno questa “signora” ignorante ed arrogante pretende di parcheggiare in pieno sulle strisce pedonali, ma si arroga il diritto di non esporre sulla sua auto il contrassegno che autorizza al parcheggio nelle aree destinate alla sosta dei mezzi che trasportano invalidi.

Ogni giorno chiedo alla “signora” perché la sua auto non viene parcheggiata nel posto riservato agli invalidi, sempre libero, e perché la sua auto si presenta sempre priva del contrassegno invalidi per la sosta.

Ogni giorno “la signora” risponde che ha dimenticato il contrassegno a casa.

Ogni giorno dichiaro la mia convinzione che quel contrassegno circoli invece su altra auto diversa da quella con cui “la signora” accompagna la figlia invalida e che probabilmente quel contrassegno per invalidi venga utilizzato come “pass parcheggia dove vuoi” da qualcuno che non trasporta l’invalido cui quel pass è indissolubilmente legato.

Ogni giorno la polizia municipale, presente al battibecco, non eleva processo verbale nei confronti della signora, la quale avrà anche diritto a parcheggiare nel posto per invalidi (diritto sacrosanto per il quale io in prima persona mi batterei), ma temo non possa occupare totalmente l’attraversamento pedonale di una scuola alla sua apertura mattutina, con un viavai importante di bambini e genitori.

Insomma, ogni giorno occorre impegnarsi a difendere la civiltà dalla inciviltà e se stessi dall’arroganza altrui.

E questo avviene perché chi è deputato a controllare ed a processare verbalmente il comportamento di chi sbaglia volontariamente ogni giorno, non lo controlla e non lo punisce ai sensi della normativa vigente.

N.B.
tratto dal sito dell’ACI:
Il servizio di trasporto scolastico assistito

Presso il Comune di Foggia è attivo il servizio di trasporto e assistenza al trasporto per alunni disabili – dalla rispettiva abitazione alle varie sedi scolastiche (andata e ritorno) – e il servizio di trasporto connesso ad attività didattiche, educative ed assistenziali.

L’ufficio comunale competente è: Servizio Scolastico Amministrativo

Nel comune di FOGGIA il trasporto è attuato nei confronti di alunni e studenti disabili residenti che frequentano le scuole cittadine di ogni ordine e grado.

Il servizio viene erogato tramite l’ATAF con due scuolabus

Le modalità e i tempi di fruizione del servizio sono : ogni anno , nel mese di settembre, è possibile presentare istanza (modulistica presente nel sito del comune) per usufruire del servizio .

Per richiedere il servizio di trasporto scolastico si deve essere in possesso della certificazione medica attestante la disabilità e/o invalidità.

Il servizio è gratuito ed è valido per tutta la durata dell’anno scolastico.

Uso corretto del contrassegno disabili
Il contrassegno consente ai veicoli al servizio della persona disabile:

di parcheggiare (sosta)
o negli appositi spazi riservati nei parcheggi pubblici, ad eccezione degli spazi di parcheggio personalizzati (cioè riservati a un singolo titolare di concessione);
o nelle aree di parcheggio a tempo determinato, senza limitazioni di orario e senza esposizione del disco orario, ove previsto (art. 188, c. 3, CdS);
o nei parcheggi a pagamento (delimitati dalle cosiddette strisce blu), gratuitamente, anche quando gli spazi riservati risultino già occupati;
o nelle zone a traffico limitato (Ztl), senza limiti di orario, quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (art. 12 D.P.R. 503/1996);
o nelle zone a traffico controllato (Ztc);
o nelle aree pedonali urbane (Apu), quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (art. 12 D.P.R. 503/1996);
o in caso di blocco, sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse e per esigenze di carattere militare oppure quando siano previsti obblighi e divieti, temporanei o permanenti, anti-inquinamento, come le domeniche ecologiche o la circolazione per targhe alterne (art. 188 Regolamento di esecuzione del CdS);
o nelle zone di divieto o limitazione di sosta, purché il parcheggio non costituisca intralcio alla circolazione.
Il contrassegno invalidi non autorizza alla sosta nei luoghi dove le principali norme di comportamento lo vietano, vale a dire dove reca intralcio o pericolo per la circolazione.
Non è quindi consentita nei seguenti casi:
ƒ dove vige il divieto di sosta con rimozione forzata;
ƒ dove vige il divieto di fermata;
ƒ in corrispondenza di: passo carrabile, attraversamenti pedonali e ciclabili, ponti,dossi, cavalcavia, strettoie, passaggi a livello, gallerie, segnaletica verticale occultandone la vista, aree di fermata bus, corsie di scorrimento dei mezzi di
trasporto pubblico;
ƒ in corrispondenza o in prossimità delle intersezioni;
ƒ in seconda fila, sui marciapiedi, sulle piste ciclabili, contro il senso di marcia;
ƒ nelle aree riservate ai mezzi di soccorso e di polizia;
ƒ negli spazi per i mezzi pubblici;
ƒ negli spazi di parcheggio personalizzati (ad personam) cioè riservati a un singolo titolare di concessione con apposita segnaletica che riporta il numero dell’autorizzazione;
ƒ nelle zone a traffico limitato (Ztl), quando non è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità;
ƒ nelle aree pedonali urbane (Apu), quando non è autorizzato l’accesso anche ad una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La cioccolata, la merda e lo sviluppo

sabato, 31 marzo 2012

Perché l’Italia non trova la strada per uno sviluppo che sia umano, politico, economico e finanziario?

Perché in questo paese la cioccolata ha deciso di non condividere più la merda.

Se chi ha responsabilità di governo non elimina la merda dal paese, la cioccolata o si isola e se ne frega, o se ne va in altri luoghi dove la cioccolata venga ricompensata da cioccolata e non da merda e dove la merda, non venga pagata come cioccolata.

Ed è tutto qui, tutto in questa svista l’empasse del paese, una svista che confonde i sensi:

stesso colore, ma non lo stesso sapore ed odore.

La casta politica ha il dovere di agire eliminando questa svista prodotta da un eccesso di benessere che ha privilegiato la merda, e non può ne deve chiedere maggiore partecipazione e coesione sociale ad una cioccolata ormai distaccata ed isolata dai maltrattamenti ricevuti.

La casta politica deve agire, deve ricondurre la cioccolata ad elemento principe da assaporare e deglutire e la merda a mero escremento da defecare.

Altrimenti è tutto inutile.

Altrimenti lo sviluppo non potrà insediarsi un un paese in cui si è commesso un grave errore di valutazione che si pretende paghino cioccolate estere e nazionali.

Non si può pagare la merda al prezzo della cioccolata e pretendere di pagare la cioccolata ad un prezzo di merda.

E men che meno, si può pretendere una fusione ed una coesione fra merda e cioccolata, poiché la cioccolata preferirebbe fuggire piuttosto che essere disciolta in un cesso.

Ed è tutta questa merda che frena lo sviluppo, più di ogni altra cosa.

E non è di alcun interesse che la merda sia maggioranza nel paese e possa prevalere con il pretesto democratico:

merda è, e merda resta.

Una maggioranza di merda non produce il cibo degli dei, ma solo tanta altra merda.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X