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Popolo contro Popolo: Dividi et Impera

domenica, 28 aprile 2013

La Casta partitocratica, burocratica, sindacale e corporativa che scende a vile trattativa con le mafie e ne cancella le prove con la distruzione delle intercettazioni che provano l’alto tradimento istituzionale del popolo sovrano impone un antico “impero del male”, quello che vede la conservazione restaurativa dell’abuso del potere pubblico ottenuto con la frammentazione e la divisione del tessuto sociale.

Decenni di contrapposizione sterile ed inutile fra destra e sinistra fra rossi e neri, fra democristiani e comunisti, di abiura della storia italiana fascista è servita solo a dividere il popolo per imperarlo e derubarlo a piacimento.

Tutto il veleno sparso dalla Casta fra il popolo mette oggi come ieri il popolo dei nuovi poveri contro Carabinieri.

Una guerra (in)civile fra poveri per mantenere lo status quo dei privilegiati, delle carogne partitocratiche, della casta che non rinuncia al finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali, ai sindacati ed ai soli noti amici degli amici e degli amici di merende.

Difendono solo e sempre Caino, sino al punto che Abele diviene egli stesso il peggiore Caino, poiché non esiste forza più potente di un popolo di persone civili, educate e moderate cui venga sottratto il futuro per se stessi e per i propri figli.

Nessuno tocchi Abele, Nessuno.

Pena Capitale per Caino.

O non vi sarà un futuro per nessuno.

Chiunque esso sia.

State dalla parte giusta o preparatevi a pagarne il costo.

Casta di ladri, malviventi, farabutti, delinquenti, mafiosi, corrotti, puttanieri, prostitute e miserabili di ogni genere e grado, senza alcun metro etico o morale cui confrontare la propria azione.

Siete la peggiore espressione del popolo italiano, siete i più inetti, incapaci, inutili ed idioti escrementi viventi esistenti sulla faccia di questa Terra.

Siete voi la crisi, non la soluzione ad essa.

Siete voi ad armare le mani del popolo italiano, indotto a scendere in piazza, l’un contro l’altro armato.

Che siate maledetti, voi e le vostre maledette famiglie di inutili cessi senza cervello.

Che possiate pagare il prezzo peggiore, alla fine di questa fiera del male che non avete prevenuto, gestito, governato.

Siete sempre stati voi il problema e MAI la soluzione.

Che possiate perire nelle fiamme del peggiore inferno, luridi porci sfaticati e fannulloni senza valore.

Che Dio abbia pietà di voi, perché gli uomini l’hanno definitivamente persa.

E vaffanculo, con tutto il cuore e con la mente:

è certamente meglio una dittatura dura e pura che questa farsa finta e falsa di un simulacro senza sostanza di democrazia bloccata ed impedita, ingessata ed immobilizzata al fine di far prevalere la forza sulla ragione, l’abuso di potere sui cittadini probi e onesti.

Che torni il Fascismo e vi giustizi tutti:

sarà sempre meglio di quello che avete fatto voi al popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Arbeit macht frei – work sets you free – il lavoro rende liberi

lunedì, 19 settembre 2011

Il lavoro rende liberi, il lavoro rende umani, il lavoro rende uguali, il lavoro fa dei ragazzi e degli infanti immaturi, degli uomini e delle donne, degli adulti forti e uniti, decisi e determinati, mai vili ma coraggiosi, sempre attenti al valore del fare, del lavorare, del sudare, del rischiare per avere in cambio il pane quotidiano e quella ricchezza necessaria per vivere in modo onesto e dignitoso, per assicurarsi una discendenza ed una prosecuzione nel tempo.

Questo insegna il mondo del lavoro, a questo educa il lavoro, a questo serve il lavoro, oltre l’aspetto produttivo in senso stretto.

Vi sono paesi nei quali per generazioni e generazioni si è abiurato il lavoro, quello che sporca le mani, quello che sporca le scarpe, quello che impolvera i volti, quello che costa energie e sacrificio.

Il risultato è quello cui assistiamo leggendo la quotidiana decadenza del mondo europeo ed occidentale, preso d’assalto da orde di non occidentali, di non europei, di non cristiani e di anti cristiani che assolvono a quel lavoro che i giovani mai divenuti adulti non vogliono imparare.

L’esempio italiano è quello in cui le mortificazioni, le devianze e gli abusi subiti dal mondo del lavoro appaiono maggiormente evidenti.

In italia la casta dominante infatti, non è stata selezionata in base alla proprie capacità, ai sacrifici affrontati, al sudore versato, ai rischi corsi, ma è stata selezionata per decenni e decenni secondo il metro della familiarità (assimilazione del medesimo metodo di corporazione a fondamento delle organizzazioni mafiose italiane, fondate sul concetto di famiglia, di cosca familiare), assumendo esclusivamente familiari, affini ed iscrittti al partito ed al sindacato nella pubblica amministrazione (creando così il più grande esercito di lavoratori dipendenti pubblici inefficienti e fannulloni di tutte le pubbliche amministrazioni dell’intero pianeta), succedendo al governo della res pubblica di padre in figlio, abusando del potere pubblico per creare enormi patrimoni e ricchezze inaudite senza versare mai il relativo costo richiesto dal mondo del lavoro, quello vero, quello serio:

il sacrificio.

Così il mondo del lavoro e della produzione in italia (sia pubblico che privato, purtroppo, poiché la casta ha invaso anche la sfera del mondo privato, condizionandone negativamente le scelte ed estorcendone le ricchezze) è divenuto il mondo del lassismo e dei raccomandati, un mondo patologicamente ammalato, abusato come ammortizzatore sociale e diretto da legioni di inutili e lavativi, che però appartengono o sono iscritti alla giusta “famiglia” o cosca, o casta corporativa, segreta o meno che sia.

I giovani sono così cresciuti senza mai divenire adulti, spaventati dal sacrificio di avere una compagna od un compagno con cui condividere tutto, ricchezza e povertà comprese, terrorizzati dall’idea di avere dei figli e quindi, delle responsabilità che impongono sacrifici innumerevoli ed enormi, mai ripagati e soprattutto, amorevolmente donati.

Così, questo enorme asilo dell’infanzia a cielo aperto che è divenuta l’italia affronta un futuro denso di nubi nere e funeste con una casta dominante incapace ed una classe dirigente affiliata e sottomessa a ordini di valori ed interessi affatto conciliabili con quelli dell’interesse nazionale o della tutela e difesa degli interessi dle popolo sovrano.

Deficienti maleducati, idioti senza alcuna intelligenza, incapaci senza senso comunitario alcuno rappresentano l’essenza della dirigenza comunitaria italiana, di questa aggregazione inumana ed incivile oltre che maleducata di inetti assai pericolosi, di sciocchi egoisti senza senno, di stipendiati molto lautamente che non lavorano mai, che non producono alcunchè di socialmente rilevante, di pubblicamente utile, di unitariamente incollante.

Questa accozzaglia di uomini e donne mai nati, di mogli e mariti mai divenuti, di padri e di madri senza figli, questa accozzaglia di imberbi egoisti ignoranti ed arroganti, questi esseri umani malnati e maleducati, esattamente questa casta corporativa rappresenta il problema da risolvere, il nodo da sciogliere, il contrario del senso dello stato, l’esatto opposto del signficato di politica al servizio dei cittadini.

Ancor oggi, la continuazione perpetua della casta familiare delle cosche al potere è perfettamente leggibile nello schieramento degli emergenti:

immaturi che non hanno mai lavorato un solo giorno della loro vita.

Un tempo, vi erano famiglie baronali e potentati economici familiari che per mantenere il contatto con la realtà introducevano i propri figli a generazioni alternate nella amministrazione dell’industria di famiglia, non senza averli inseriti segretamente com semplici operai nei processi produttivi, nel più assoluto anonimato, per poter toccare con mano il peso del lavoro, il sacrifico e la fatica che il lavoro impone, l’effettiva o manacata collaboraizone degli operai alle strategie aziendali.

Ma questo metodo, questo esempio, non è stato seguito dalla casta i cui raccomandati di famiglia venivano inseriti in banca direttamente nei consigli si amministrazione e non a partire dal livello operativo bamcario di base: lo sportellista.

Così le banche han smesso di capire cosa avveniva al loro interno ed hanno perso ogni indirizzo, ogni utilità.

Così anche il governo, i poteri e le funzioni esecutive della pubblica amministrazione a tutti i livleli della cosa pubblica è oggi affidato a generazioni di inutili parassiti.

Il lavoro rende liberi, certo.

Ma non è questo il caso italiano, certamente.

In italia il lavoro viene abusato al solo fine di sottomettere i meritevoli ed i capaci al giogo degli inutili e dei parassiti, con la conseguenza che ogni governo è oggi senza significato, senza senso, senza direzione, appunto, avendo letto la casta della nomina a direttore il solo lauto stipendio, i privilegi connessi e i carichi di lavoro inesistenti, invece di leggervi sacrificio personale e spirito di servizio.

Per questo motivo l’italia non si salverà:

perchè non è più in grado di cambiare se stessa in modo evolutivo e normale, se non in modo anormale e rivoluzionario.

Perchè ormai solo una sanguinosa rivoluzione civile potrebbe cambiare le cose, anche se non si vede in qual senso, mancando quelle qualità materiali e morali degli uomini e delle donne maturi, selezionati sin dai tempi della scuola per avere un ruolo nella società che sia compatibile con le proprie capacità e meriti, mancando assolutamente una classe dirigente che conosca il senso ed il valore della leadreship.

Non vi sono leader in italia, ma solo boss.

E questo racconta bene la miserevole condizione italiana e dice tutto sulle inesistenti qualità che sorreggono chi gestisce il potere, che definiscono chi governa il destino.

Non vi sono pastori, non vi sono guide, non vi sono leader in italia, ma solo boss regrediti al livello animale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La tessera del partito e del sindacato italiano è la tessera della casta

lunedì, 5 settembre 2011

Ogni giorno più in basso, ogni giorno sempre più in basso.

L’ultima trovata della casta politica italiana per conferire flessibillità al mondo del lavoro e conseguentemente alla economia del paese, sta nel licenziamento del lavoratore dipendente “liberalizzato” (eludendo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – articolo che va asolutamente abrogato, a mio giudizio), quel lavoratore cioè, che non ha in tasca una tessera del sindacato ovvero, una tessera del partito politico che “governa un sindacato”.

Quindi si liberalizza il licenziamento solo dietro il consenso preventivo dei sindacati dei lavoratori.

Capirete bene che, il licenziamento di un lavoratore non iscritto a nessun sindacato e a nessun partito, sarà molto più agevole e facile del licenziamento di un lavoratore iscritto ad un sindacato ovvero ad un partito politico che controlla un sindacato.

Questa, è l’ennesima dimostrazione che la casta politico-burocratica italiana difende solo se stessa ed i suoi adepti, certamente iscritti ad un partito e/o ad un sindacato poichè inseriti nel mondo del lavoro con una raccomandazione politica o sindacale.

Tutti i cittadini che non si sono piegati al ricatto estorsivo della casta partitica o di quella sindacale (famigerato do ut des, o voto di scambio), divengono così cittadini-lavoratori ad altissimo rischio di licenziamento, mentre i raccomandati incapaci e fannulloni della casta, saranno ancora una volta premiati e privilegiati rispetto al cittadino qualunque, rispetto al cittadino-lavoratore X o Y.

Siamo alle soglie del ritorno del fascismo, di quel partito-sindacato cioè, senza della cui tessera, non si poteva vivere, lavorare ed esistere.

Siamo al ridicolo di una casta vile e vigliacca, codarda e vergognosa che tenta ancora una volta di salvare se stessa ed i suoi adepti, così come ha fatto rinunziando alle liberalizzazioni ed alle riforme che aveva promesso, e che non ha intenzionalmente realizzato, a tutela degli interessi delle corporazioni forti, dei poteri forti.

Ho già espresso su questo blog la mia distanza da tale immondizia umana, politica e sindacale che sgoverna questo bellissimo paese pessimamente abitato in questi tristissimi tempi.

Ho già affermato in questo blog che, io non sono un italiano, io non sono come loro, io non lo sono mai stato ed io, non sarò mai come loro, come gli italiani.

E lo confermo, con orgoglio e con felicità:

io non sono come loro, io non sono un italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La truffa alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana

giovedì, 21 luglio 2011

Fottere il prossimo tuo, non fare nulla e non lasciare che altri possano fare, non riformare ne cambiare niente e soprattutto, non consentire che altri riformino ovvero mutino lo status quo della dittatura abusiva della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Questo è il dogma vincente della inciviltà italiana, questo è il male assoluto che uccide il popolo italiano, questo è il comportamento negativo che sta suicidando il paese intero, sia quello che condivide, alimenta, promuove e progapa questo comportamento, sia quella parte del paese e del popolo che non lo condivide affatto.

Alcuni esempi della fregature, delle prese in giro, delle frodi e delle truffe che “questo stato democratico” ha assegnato al popolo sovrano:

– nel 1993 un voto referendario, strumento di democrazia diretta, determina con il 90% dei consensi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (la madre di tutte le corruzioni politiche);
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu cambiare il nome alla vecchia legge (Piccoli) del 1974 e rinominare il finanziamento pubblico ai partiti come “rimborso elettorale” ed il voto referendario fu aggirato, truffato, delegittimato:

il principio del finanziamento pubblico ai partiti, abrogato dal popolo sovrano, venne di nuovo sostenuto normativamente e soprattutto rifinianziato.

– nel 1985 un altro voto referendario determina con l’80% dei consensi l’introduzione della “responsabilità civile dei magistrati che sbagliano”;
la risposta della casta politica dei truffatori di professione fu approvare in parlamento una legge che sottraeva il magistrato che sbaglia alla propria responsabilità civile, facendola ricadere invece sull’ente stato:

così il magistrato che sbaglia, continua a sbagliare (quanti sono i delinquenti ed i mafiosi che escono dal carcere per errori tecnico-giuridici, errati calcoli temporali dei processi e decorrenza dei termini?) e fa pagare il conto allo stato, invece di pagarlo di tasca propria, con il paradosso che, la casta politica dei truffatori di professione, fa pagare al popolo sovrano un errore che danneggia proprio i cittadini che sono vittime della cattiva amministrazione della giustizia.

La vera truffa alla napoletana, la frode professionale, la scorrettezza assoluta, l’infedeltà incarnata, la slealtà rappresentata:

questa è la casta politico-burocratico-partititica che gestisce il potere pubblico in nome del popolo sovrano, contro gli interessi del popolo sovrano.

E questi sono solo alcuni esempi:

potrei tranquillamente pubblicare (come già fanno altri civilissimi, dignitosissimi, democraticissimi e liberissimi blog italiani), la lista completa dei politici indagati per corruzione, falso ideologico, abusi vari e continuati del potere pubblico, per confermare che è sicuramente la casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano il male assoluto italiano, confermando che solo una assoluta distruzione di questa casta rappresenti l’unica via d’uscita futura per il popolo che lavora e per le famiglie che combattono quotidianamente per una vita dignitosa o per la mera sopravvivenza.

La truffa italiana alla napoletana è il male assoluto della inciviltà italiana perchè truffa il nord assoggettandolo ad un sud truffaldino, mafioso, fannullone e profondamente ancorato al mondo della illegalità, poiché è ampiamente provato quanto lo stato dei politici e della dirigenza meridionale non contrasti appropriatamente la casta corporativa che abusa del potere pubblico per il proprio interesse e per i propri privilegi contro la tutela degli interessi e la garanzia del popolo sovrano.

In questo stato di fatto e di diritto, lo stato stesso è messo in discussione, nella sua incarnazione di stato criminale e stato criminogeno, nella sua componente maligna di pluralità di caste del potere pubblico che vivono di danaro pubblico, di privilegi pubblici, di intoccabilità pubblica, di impunibilità pubblica, di irresponsabilità pubblica.

Basterebbe una sola norma per mettere le cose al loro posto, riportando nell’alveo della responsabilità personale, politica e professionale quei funzionari dello stato che usano il potere dello stato contro il popolo e non in suo favore, compresi i reati di corruzione e di concussione, reati che vertono entrambe intorno al cardine del potere pubblico politico-amministrativo e burocratico, basta una legge con un solo articolo:

“chiunque rivesta funzioni, attribuzioni o eserciti poteri pubblici ovvero agisca in funzione di incarichi pubblici è punito per tutti i reati commessi in uso o abuso di dette funzioni e poteri con la pena prescritta dalla legge, caso per caso, moltiplicata per tre (3) volte unificando le pene per i reati di corruzione, concussione, peculato e abuso d’ufficio nella misura unica applicabile da 6 a 12 anni di reclusione”.

Cosicchè, se una corruzione può essere punita con sei (6) anni di detenzione, la pena viene automaticamente portata a diciotto (18) anni.

Attualmente sono previsti i seguenti reati (che andrebbero unificati sul versante della pena) con le seguenti pene previste, caso per caso:

Concussione > da 4 a 12 anni

Corruzione per un atto di ufficio > fino ad 1 anno

Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio > da 2 a 5 anni

Corruzione in atti giudiziari > da 3 a 8 anni

Per questi reati, come per quelli simili di istigazione alla corruzione, peculato, abuso d’ufficio, ect., la pena prevista andrebbe quindi unificata in un minimo di 6 ad un massimo di 12 anni di reclusione.

Se venisse applicato il moltiplicatore qui proposto, le pene minime partirebbero da un minimo di 18 anni sino ad un massimo di 36 anni di carcere.

Stesso dicasi per l’abuso di ufficio, reato dietro al quale si cela spesso l’interesse privato e personale ad accelerare o a frenare una pratica d’ufficio, in favore di qualcuno (perchè ha già pagato l’estorsione corruttiva) o in sfavore di qualcun altro (per fargli capire che se non paga la tangente, la sua pratica verrà insabbiata).

Detto e fatto.

Semplice e veloce.

Ovviamente, inapplicabili per il reato di corruzione, di concussione e di abuso d’ufficio devono essere tutti gli sconti di pena.

Ovviamente la sentenza va emessa prima che il reato cada in prescrizione o deceda per decorrenza dei termini.

Ovviamente, come accade in tutti i paesi occidentali, normali, democratici e liberi, se prendi 18 anni di detenzione, te li fai tutti, caro corrotto.

E senza sconti.

Si dovrebbe inoltre, reintegrare immediatamente la responsabilità civile personale dei giudici e vietare assolutamente e perentoriamente ogni tipo di finanziamento pubblico ai partiti politici, in ogni caso e per sempre, per restituire legalità ad uno stato che è ormai una feroce dittatura delle caste private che dominano il popolo attrverso l’uso deviato o l’abuso del potere pubblico.

Andrebbe anche imposto un limite temporale ala durata di ogni livello di giustizia, in modo da garantire l’emissione di una sentenza certa, serena e definitiva entro e non oltre 18 mesi dall’inizio del processo (6 mesi la durata di ognuno dei livelli di giustizia previsti: 12 mesi per due livelli, 18 mesi per tre livelli).

Questo dovrebbe assicurare immediatamente lo stato di diritto ai cittadini, questo dobìvrebbe garantire la casta al popolo sovrano.

Immediatamente e senza alcuna ulteriore perdita di tempo.

Ovvero, qualche cittadino coraggioso, dovrà pensare a portare queste eclatanti inottemperanze, omissioni, complicità materiali e morali e degenerazioni del sistema statale italiano degradato da sempre alla solita truffa alla napoletana nei confronti del popolo sovrano, dinanzi a livelli giurisdizionali superiori ed internazionali, che possano accogliere istanze di secessione da parte di quei territori e di quei popoli che avanzassero e manifestassero volontà di secessione da questo stato di fatto e di diritto della casta politico-burocratico-partititica dei truffatori di professione del popolo sovrano.

Un cittadino qualsiasi, un cittadino qualunque,un cittadino X.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Default Italia: Nord sacrificato per salvare il Sud

lunedì, 11 luglio 2011

Siamo ormai in una condizione politica tragicomica, fonte di grosse e gravi preoccupazioni provenienti dall’interno come dall’esterno del paese.

Una casta politica inaccettabile resta abbarbicata alle poltrone del potere senza soluzione di continuità, aprendo l’ennesimo abuso illusorio di un salvataggio italiano che doveva essere avviato oltre venti anni fa e che la casta politico-burocratico-partitocratica italiana ha sempre impedito, facendo continuo scudo alle riforme ed al cambiamento del paese, della sua struttura statuale, dello status quo delle caste e delle corporazioni che lo compongono.

Nonostante sia sempre più chiaro come sia proprio l’elemento politico il fenomeno umano più dannoso per il paese, il governo continua la sua navigazione a vista, molto pericolosa, specie se connotata da un condizionamento emergenziale (da sempre tanto gradito alla casta) che tutto consente, specie di:

non osservare regole, leggi, prassi e comportamenti normalmente ritenuti insopprimibili.

Ma il governo in un ambito emergenziale è quello che piace più di ogni altra cosa alla casta politica ed alle organizzazioni mafiose:

l’emergenza del terremoto in Abruzzo e l’emergenza della monnezza napoletana, raccontano benissimo di quali e quanti affari loschi e molto remunerativi si celino da sempre dietro gli stati di emrgenza italiani.

Dalle discariche abusive allo sversamento in mare di veleni terribili, dal business dei termovalorizzatori alla ricostruzione post-terremoto:

questo è il regno della emergenza, il miglior ambiente dove continuare a fare affari abusando del potere pubblico alla piena luce del sole.

In questa pessima condizione di crisi totale del paese, il rischio di un default italiano appare molto più concreto del prevedibile, o meglio, di quanto non lasciassero prevedere i poteri della politica e della informazione, che hanno sottaciuto continuamente al popolo sovrano i rischi cui esso andava incontro senza rimedi duri, determinati, efficaci ed incisivi sull’apparato pubblico, sulla sua spesa, sul suo deficit, sul diminuito risparmio pubblico e privato.

Ma la cosa che è stata sempre e molto gravemente tacitata, è proprio il vero nodo del rischio paese:

un centro-sud che vive quasi esclusivamente consumando la enorme ricchezza di benessere prodotta nel Nord.

Le “sparate” di alcuni ministri della repubblica sul grave danno che arrecano al paese la conurbazione napoli-caserta, la regione calabria e la regione sicilia, le espressioni violente dei ministri che hanno definito questo stato di diritto come uno “stato criminale” o addirittura come uno “stato criminogeno”, aprivano squarci di verità che venivano immediatamente oscurati dalla stampa di regime, condannati dai vertici istituzionali, subissati di ingiustificate e diffamanti accuse di razzismo.

Il regime della casta ricatta ora l’intero paese per una conservazione del suo status quo.

In particolare, il maggiore e peggiore ricatto lo subisce il Nord, terra che è in potenza la regione europea più ricca e forte, e che viene invece bruciata in un sacrificio mai autorizzato, per salvare quei popoli e quei territori che, con il loro stile di vita incivile e sprecone, illegale e mafioso, portano la responsabilità primaria del rischio default italiano.

Il Nord poteva e può salvarsi imboccando una sola ed unica strada:

quella della secessione da questo stato di fatto e di diritto impazzito, egoista ed egocentrico, razzista e criminale, buonista in senso negativo e criminogeno.

Ma anche chi si proponeva politicamente per garantire questa strada di salvezza, non ha mantenuto patti e promesse, offrendosi oggi come il salvatore di una patria che egli stesso e per primo, ha sempre abiurato ed accusato di essere l’origine di ogni male del Nord.

Il sistema politico è quindi in un corto circuito all’interno del quale, quel che afferma o promette un componente della casta stessa, non trova adeguato riscontro fiduciario sia all’interno che all’esterno del paese, come nella realtà quotidiana.

La verità è che siamo vicini ad uno stato comatoso, soporifero dell’azione politica, impaurita e resa vile da scelte epocali e coraggiose che devono essere intraprese, ma che non trovano incarnazione alcuna.

Da questa situazione se ne esce in un unico modo, percorrendo una unica strada:

una manovra finanziaria di sangue e di lacrime, fatta di puro dolore e coercizione pubblica, che garantisca effettivamente un adeguamento degli asset economico-finanziari della spesa pubblica in modo da impedire la generazione di nuova spesa pubblica e nuovo debito pubblico.

Nel contempo, servono idee geniali e facilmente realizzabili in breve tempo, per ridare immediata forza di recupero ad una economia ormai piuttosto delusa e provata, decimata dalle delocalizzazioni e da un sistema bancario che garantisce eslclusivamente il proprio interesse di piccola bottega degli orrori sociali ed economici.

Oppure, in alternativa, una immediata separazione del Nord dall’italia, potrebbe garantire (sottolineo potrebbe, poiché è già molto in ritardo questo processo indipendentista) una sopravvivenza sia al nord secessionista che al al resto del paese che resterebbe così libero di agire in modo concreto, veloce ed efficace manovrando su di una economia di sistema omogenea a se stessa, con realtà omogenee fra di loro, contesti comportamentali omogenei e compatibili fra di loro, rilasciando di fatto la possibilità di meglio intervenire esecutivamente con un provvedimento governativo, che, attualmente, essendo emanato da un unico governo nazionale unitario ed applicato ad un sistema paese che non è affatto unito ed omogeneo, ottiene un risultato di tipo Y a palermo, un risultato di tipo x a napoli, un risultato di tipo Z a roma, un risultato di tipo F a Torino, un risultato di tipo N a Verona ed un risultato di tipo L a Milano.

Lo sconquasso del sistema attuale è assai evidente:

l’italia non è mai stata una sola ed unita al suo interno, ma invece è una realtà molto differente ed affatto unita, se non addirittura presentando tratti di incompatibilità assoluta al suo interno.

Chi ha affermato sinora il contrario, mentiva ben sapendo di mentire e ben sapendo che, prima o poi, quella menzogna sempre nascosta e mai riconosciuta, avrebbe condotto il paese al tracollo, al suo fallimento totale.

Ed è importante sottolineare come, coloro i quali che hanno fatto di questa menzogna un dogma coercitivo ed estorsivo sul Nord, siano oggi seduti fra le più alte cariche istituzionali, difesi e tutelati da un sistema corporativo e delle caste che continua a vivere di menzogne e di uno status quo impagabile da chiunque.

Quei signori che hanno contribuito con la loro azione o, molto più spesso e volentieri, con la loro inazione ed omissione politica ed istituzionale a condurre il paese al rischio di fallimento, ebbene quei signori non verranno puniti per le loro responsabilità, essi non si dimetteranno avvinti dalla loro coscienza e da una questione morale che essi non hanno mai conosciuto, sostenuto ed incarnato.

In questo paese, nessuno paga il suo prezzo se promette una cosa e poi fa esattamente il contrario di quel che serve per raggiungerla, per realizzarla.

In questo paese il prezzo più alto lo pagano sempre coloro i quali hanno il coraggio di dire le cose così come sono, di vivere da uomini e donne liberi, di vivere come io vivo da sempre:

senza vergogna.

Ma ormai troppo stanchi di sopportare l’ignoranza e l’arroganza altrui, quelle madri meretrici e quei padri di incerta identità che sono certamente all’origine dell’avvitamento del sistema paese su se stesso.

Io, da questo blog, chiedo giustizia.

Io, chiedo responsabilità.

Io chiedo punizione per chi sbaglia (chiunque egli sia, su qualunque poltrona del potere egli segga, qualunque tipo di “intoccabilità” la sua casta gli abbia disegnato intorno) e chiedo il premio per chi merita.

Io pretendo libertà e giustizia.

Io invoco ogni possibile azione che, come sopra descritto, conduca a risultati certi, prevedibili e quantificabili.

Io voglio per me, e per coloro che vivono come me del proprio duro lavoro quotidiano e della osservanza scrupolosa delle leggi, io voglio, io chiedo, io invoco ed io pretendo la secessione da tutto questo, da tutti questi.

Ora o mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Se le classi politiche avessero un rating, la casta italiana avrebbe rating Junk

mercoledì, 6 luglio 2011

Il Rating Junk è espressione gergale dei frequentatori dei mercati finanziari.

Significa “spazzatura” e ratifica l’impossibilità sopravvenuta di un paese di assolvere alle proprie obbligazioni assunte.

Tale impossibilità ad assolvere alle proprie obbligazioni, deriva da questioni strettamente legate alla conduzione dei conti pubblici, delle situazioni debitorie, del deficit o disavanzo raggiunto, dell’andamento dell’economia, del risparmio pubblico, del risparmio privato, del buon funzionamento del sistema creditizio, dell’andamento dell’indice del Prodotto Interno Lordo.

Sapete, è un po come quando un buon padre di famiglia si reca in una banca per chiedere un prestito, o una linea di credito:

valutano il suo rating, la sua capacità di poter rimoborsare quel prestito, di garantire quella linea di credito, di assolvere alle sue obbligazioni.

Ecco come, i nostri diligentissimi, fedelissimi, onestissimi ed incorruttibili dirigenti poilitici e burocratici, hanno condotto i conti pubblici, il deificit ed il debito pubblico ad un elevato grado di rischio per il paese, poichè, pur di mantenere inalterati privilegi e prebende politiche e burocratiche, poltrone e prepoteri della casta, essi hanno martellato negli anni sia cittadini lavoratori e famiglie, sia imprese e mondo economico, aumentando sempre più la pressione fiscale (pur avendo spudoratamente mentito nella sua diminuzione), invece di ridurre i costi di una politica che, è ampiamente dimostrato, non vale assolutamente nulla, è anzi assai dannosa e conduce l’intero paese al collasso.

Ecco, per fare un parallelo molto realistico, se la casta politica italiana avesse un rating, questo giudizio sarebbe appunto junk, spazzatura.

Proprio perchè incapaci assoluti ad assolvere alle obbligazioni prese nei confronti del popolo, proprio perchè menzogneri di professione durante le campagne elettorali, proprio perchè assolutamente inaffidabili sotto ogni punto di vista.

Spazzatura, solo e solamente spazzatura.

Senza voler inserire nel giudizio di rating, il grado di corruzione e/o di mafiosità …

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lo sviluppo fra Bunga Bunga e Waka Waka: altri danari gettati nel cesso di un sud assoggettato alle mafie e alle caste corporative.

giovedì, 23 giugno 2011

Quando si parla di sviluppo, bisogna intendersi bene sul sull’uso o sull’abuso di questo termine, in Italia.

Sono più di 60 anni che si investono danari nella cloaca meridionale in Italia, con il solo risultato che, ad arricchirsi, sono stati mafiosi, politici e burocrati corrotti, caste corporative e mondo della illegalità, tutti, tranne le popolazioni meridionali.

E se qualcuno ritiene questo un discorso razzista, si sbaglia di grosso, poiché il razzista è lui, e quelli come lui che continuano a finanziare progetti di sviluppo del sud per arricchire solo ed esclusivamente mafiosi, politici e burocrati corrotti, dimostrando un vero razzismo verso quelle popolazioni meridionali che vengono nuovamente depredate dei finanziamenti per lo sviluppo e di quelle settentrionali che vengono ancora una volta derubate della propria ricchezza.

Il provvedimento per lo sviluppo io non l’ho letto, tanto è inutile, avendo compreso come ragiona chi lo ha scritto:

mantenere ogni privilegio di casta, di corporazione, di professione, impedendo l’accesso alle professioni, al mondo del lavoro, agli appalti pubblici, ai finanziamenti pubblici, ai posti di lavoro pubblici, impedendo l’accesso alla burocrazia e alla politica a tutti coloro i quali non accettano questa visione mafiosa ed ostruttiva dello sviluppo del paese.

L’unico vero provvedimento per lo sviluppo che funzioni è quello che prevede la pena capitale per tutta questa casta politica invereconda, ignobile ed assassina:

è la casta burocratico-partitocratica l’unico vero impedimento allo sviluppo del paese, eliminando la quale, si avrebbe immediatamente uno sviluppo potente e deciso del popolo.

Poichè la casta si tramanda il potere di generazione in generazione, di famiglia in famiglia, di potere in potere, di corporazione in corporazione, di professione in professione, diviene assolutamente impossibile ottenere uno sviluppo generalizzato serio che provveda a redistribuire una grande ricchezza in modo equo e democratico.

Oggi invece accade che la casta erode tutta la ricchezza possibile, occupa tutto il potere possibile, impedisce l’accesso ad ogni mondo e settore che produca potere alle nuove generazioni di giovani, specie quelli che non appartengono o non giurano fedeltà alla casta stessa.

Altro che giuramento di fedeltà alla Repubblica, queste caste corporative si sono costruite uno stato privato travestito da stato di diritto.

Ecco svelato il mistero di pulcinella di uno sviluppo che non arriva mai e non arriverà nemmeno questa volta.

O si cambia tutto il sistema, o gli unici ad arricchirsi saranno sempre gli stessi.

A voi la scelta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La dittatura della Casta e la schiavitù del Popolo Sovrano

domenica, 29 maggio 2011

Siamo in piena crisi economica, successiva ad un periodo di recessione.

La crisi economica è globale, così come la crisi finanziaria che l’ha provocata.

I paesi a democrazia avanzata, in rapida crescita economica e sociale ovvero i paesi civili del mondo occidentale sono in ripresa economica.

L’Italia no, recede ancora, ovvero è appena stabilizzata su di una crescita di poco superiore allo zero.

I fattori che sono alla base di questo andamento in controtendenza li conosciamo oramai a memoria:

una pubblica amministrazione inefficace ed inefficiente, spesso corrotta, sempre parassitaria del sistema;

una pressione fiscale eccessiva;

una iperburocratizzazione che inibisce l’insediamento di nuove attività imprenditoriali;

una giustizia tardiva ed ingiustamente punitiva del sistema produttivo come del lavoro privato, che inibisce gli investimenti dall’estero;

una casta politica fannullona, parassita, corporativa, immatura, maleducata, incivile e corrotta;

un sistema statuale che nella sua forma di stato di diritto, non è sovrapponibile allo stato di fatto, ovvero a quel paese reale che non si sente rappresentato, tutelato e garantito dallo stato di diritto.

Potremmo andare avanti, sino a toccare la mafiosità dei sistemi, ma al fine della nostra escursione in questo paese della dittatura di casta e della schiavitù del popolo, possiamo fermarci a questa analisi.

Le aziende fuggono via dal paese, esternalizzando i loro impianti produttivi in paesi meno burocratizzati e corrotti del nostro, ed esportando nei paradisi fiscali i loro utili, così sottratti al fisco attraverso una massiccia evasione.

L’apparato pubblico continua ad erogare servizi non adeguati al grado di sviluppo del paese e continua a pesare in modo opprimente sulla spesa pubblica, proprio quella spesa che sta portando l’Italia alla rovina con un debito pubblico esorbitante.

I lavoratori dipendenti pubblici sono presenti in un numero superiore di sei o sette volte alla media europea, pesando gravemente sul bilancio statale, denunciando un assenteismo dal lavoro ingiustificato e contando su di una pressochè assoluta immunità dal licenziamento ovvero dalla decurtazione dello stipendio in caso di crisi, come accade in questi tempi.
Inoltre, i dipendenti pubblici rientrano nella categoria dei potenziali corrotti e corruttori insieme alla casta politica, essendo la corruzione originata da abusi e delitti commessi nell’ambito delle funzioni pubbliche, e non di quelle private.

I lavoratori dipendenti privati sono coloro i quali sorreggono le sorti del paese rappresentandone l’unico fattore produttivo autentico del mondo del lavoro, ma altresì esposti al licenziamento come ad una contrattazione del lavoro eccessivamente politicizzata e sindacalizzata, molto distante dalle loro reali esigenze.
Percepiscono gli stipendi più bassi della media dei paesi europei.

I lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, sono gravati di un enorme peso fiscale cui non possono sottrarsi, avendo la normativa italiana lasciata la possibilità di evadere facilmente il fisco alle attività autonome, imprenditoriali e societarie, ma proibendo punitivamente di fatto e di diritto l’evasione fiscale ai lavoratori dipendenti, che sono colpiti alla fonte ed in modo preventivo dal fisco.

Per tutti i motivi elencati il rischio di povertà aggredisce principalmente la categoria dei lavoratori dipendenti privati, in modo quasi esclusivo, colpendo così proprio la stratificazione sociale e del lavoro più produttiva e contestualmente più debole di tutte le altre.

Ecco in sintesi, quella che oggi possiamo definire come la dittatura della Casta dei Furbi e la schiavitù del Popolo Sovrano dei lavoratori dipendenti del settore privato.

Schiavi a tutti gli effetti, privati anche della libertà di evadere il fisco, che di questi tempi equivale all’annullamento di un ammortizzatore sociale importante cui tutte le categorie su esposte possono accedere, tranne quella dei lavoratori dipendenti che pagano sino all’ultimo euro della tassazione imposta dallo stato.

Ecco dimostrato in poche parole come, lo stato italiano abbia ridotto in schiavitù quei cittadini che producono effettivamente quella ricchezza di cui tutte le altre categorie su elencate si soddisfano ampiamente, in un regime che potremmo definire “di esclusiva dittatoriale”, eliminando ogni logica e razionale ripartizione della ricchezza prodotta.

Ecco dimostrato che questo, non è un paese normale, non è uno stato democratico, non è una nazione civile.

Un moto popolare devastante e rabbioso, solo questo si merita questo paese snaturato e razzista nei confronti dei suoi concittadini più deboli e maggiormente produttivi.

Giovambattista Vico nelle sue parabole evolutive dei corsi e ricorsi storici, sarebbe una lettura interessante per le caste privilegiate e profondamente razziste che sfruttano un popolo in modo così indecente.

Il popolo è ignorante, il popolo è fesso, questo pensa questa casta arrogante e prevaricatrice.

Ma il popolo è anche quello che ha detto la parola fine a tutte le dittature di questo mondo.

Il popolo dei fessi e le caste dei furbi.

Il popolo dei lavoratori e le caste mafiose.

Il popolo delle rivoluzioni ed i patiboli sporchi del sangue dei furbi.

Uno scenario storico possibile questo.

Uno scenario storico che potremmo certamente definire come un “Déjà vu”, che è la sensazione di aver già vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando.

Appare vero in tutti e due i significati.

Una ispirazione sindacale, corporativa, rivoluzionaria e reazionaria potrà ricorrere storicamente per vedere di nuovo i treni italiani arrivare e partire in orario, per rivedere affermati i diritti dei lavoratori, per restituire le terre a chi le coltiva, per osservare stupiti una città costruita in cento giorni senza che alcuna mazzetta sia stata pagata?

Questo è il nostro destino?

Questo il nostro futuro?

Come?

Avete paura di una dittatura?

Perchè, questa che viviamo, non è forse una feroce e maligna dittatura della casta dei privilegiati?

Chi vivrà, vedrà.

Firmato:

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

Lega sotto attacco: i conservatori attaccano il futuro del paese

lunedì, 3 maggio 2010

Leggendo le notizie quotidiane provenienti dal mondo della politica, ci si avvede che oggi, è una di quelle giornate in cui è chiaro e limpido il quadro trasversale delle forze politiche che non servono il paese, che non vogliono le riforme, che sono ostili agli interessi del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Gli attacchi alla Lega e alle riforme del cambiamento dle paese hanno un nome ed un cognome.

Leggete i giornali di oggi, guardate ed ascoltate i notiziari, e leggerete i nomi dei politici e degli schieramenti politici che si dimostrano forti oppositori al cambiamento e avversi agli interessi del paese.

Questi nomi, vanno definitivamente associati al termine “tradimento” ed il loro comportamento è definibile come “conservatore” dei privilegi della casta delle poltrone e della mala politica.

Mandiamoli a casa: la loro

martedì, 27 aprile 2010

Un presente sempre più disperato uccide gli esseri umani più deboli:
i bambini.
C’è chi li annega, c’è chi li brucia, chi li uccide a coltellate e chi li abbandona appena nati in una busta di plastica.
Padri di famiglia che perdono il lavoro e si suicidano sulla via di casa, madri rese folli di terrore che sopprimo i loro figli …..
Che brutti tempi siamo costretti a vivere, che malessere disumano siamo costretti a subire.
Mancanza di speranza e incertezza nel futuro spazzano il nostro quotidiano, piegando le volontà meno forti, rendondo folli le menti meno equilibrate.
Il paese ha bisogno di speranza e di cambiamento, ma la casta politica italiana pare essere cieca e sorda a questi richiami.
Il paese urla di dolore e la casta se ne disinteressa completamente.
Unica e sola, la Lega naviga in questo mare in tempesta a testa alta, senza mai piegare le spalle, issando un vessillo che è divenuto l’unica concreta speranza di un futuro migliore:
la bandiera delle riforme e del federalismo.
Gli altri politici è come se non esistessero, troppo impegnati in piccole faccende personali, bieche provocazioni razziste, troppo occupati delle loro poltrone e dei loro privilegi per rendersi interpreti delle esigenze del paese.
Un mondo impazzito è questo.
Un mondo che merita solo di essere mandato a casa.
La loro.