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L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La truffa politica alla napoletana: promettere sempre, mantenere mai

domenica, 17 luglio 2011

Cosa unisce l’intera casta politica italiana è certamente la sua ferrea volontà di raggiungere e mantenere il potere pubblico con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.

Sul come si possa arrivare a conquistare la maggioranza del consenso elettorale le notizie che raccontano di rischieste più o meno esplicite di voti a componenti delle organizzazioni mafiose e gli accordi cui sono costrette le forze politiche deboli e vili con le mafie, descrivono un impietoso scenario di bassezze umane e politiche che vanno dallo scambio voto – favori politici (appalti pubblici, posti di lavoro pubblici, etc) sino a condizioni di vero proprio cointeresse politico-mafioso, ben raccoglibili nella frase del premier che impedì la candidatura del ministro napoletano Mara Carfagna alla poltrona di sindaco di napoli per non doverla consagnare alla camorra, come fosse già evinto che, un cittadino napoletano, ancorchè ministro della repubblica, non sia in grado e non abbia qualità sufficienti per resistere alle tentazioni delle sirene mafiose.

Sul come invece si conservi tale potere raggiunto con il contributo di simili mezzi vergognosi, non vi è alcun dubbio:

procedere nell’iter tecnico-giuridico per il perseguimento di quelle riforme come il Federalismo Fiscale, procrastinadone invece l’effettiva e completa realizzazione in tempi futuri piuttosto lontani, potendo così scaricare la responsabilità del non raggiungimento di tali promesse riforme su condizioni future non prevedibili e non previste.

Così, la casta politica impedisce il regolare alternarsi delle forze politiche al governo del paese, inchiodandosi alle poltrone del potere, piegando tutto e tutti alla continuazione di un potere che diviene esclusivamente fine a se stesso, e mai e non più fine al raggiungimento della realizzazione dei programmi elettorali.

In sintesi si può disegnare un triste panorama politico ed umano nel quale, le partitocrazie che raggiungono il potere pubblico, evitano subdolamente di raggiungere quegli obiettivi programmatici promessi in campagna elettorale il cui eventuale raggiungimento, svilirebbe ogni altra motivazione di esistenza e resistenza al potere, così come, il raggiungimento degli obiettivi e degli scopi associativi dei partiti e dei movimenti politici, segnerebbe la fine della esistenza stessa dei partiti e dei movimenti, per raggiunto scopo sociale.

Così, si rimanda artatamente ogni obiettivo raggiungibile, continuando a prometterne il raggiungimento, pur rimandando contestualmente sine die la loro effettiva realizzazione.

Questa filosofia deriva direttamente dalla prassi della prima repubblica in pieno stile democristiano, all’interno della cui ispirazione si raccomandava strettamente di promettere un “sì certo e convinto” a coloro i quali si avvicinassero al potere pubblico per ottenere un appalto pubblico o la vittoria in un pubblico concorso ovvero un qualsiasi favore, negandone successivamente la realizzazione di un tale evento, poichè una volta raggiunto l’obiettivo di quei potenziali elettori, non sarebbe stato più possibile indirizzarne e condizionarne il voto ed il consenso.

Uno squallore schifoso trasformato in procedura politica di governo, un vomito umano eretto a prassi politica di riferimento attraverso il male assoluto dell’italia:

la raccomandazione politica degli immeritevoli portatori di voti e di consenso, costituiti a futura dirigenza burocratica a sostegno di questa immonda casta politica.

Questa è la casta politica italiana, questa la loro miserevole condizione umana e politica, questa è la loro classica truffa alla napoletana:

promettere sempre e mantenere mai, occupare il potere con qualsiasi mezzo per non rinunciarvi mai più.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X