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Riflessioni a Tastiera Aperta – 27 maggio 2014

martedì, 27 maggio 2014

Cosa serve sapere?
E cosa cambia se so?
So di vivere, so di morire.
Ma se non vivo, cosa serve morire?
Se non volo, a cosa servono le ali?

Senza finanziamenti pubblici o privati,
senza tangenti e corruttele,
senza alleanze mafiose e con salario a metà:
quella di Beppe Grillo è vittoria, non sconfitta.

La casta vorrebbe Grillo finito, mafie vorrebbero Grillo finito, corrotti vorrebbero Grillo finito.
Io no.
Ma perché?
Perché no.

Gruppo dirigente? Cosa dirige, il traffico? Se si ha consenso si DEVE governare, tagliare spesa e cuneo, riformare.

Vivo in una città dove genitori di ragazzi maleducati aggrediscono un parroco durante funzione pubblica sul sagrato.
Vivo è eufemismo:
odio.

Ecco, è a questo punto che io mi perdo e non mi riconosco più in questa comunità: qui resto solo, deluso, arrabbiato.

Cosa loro è, visto dalla loro parte, cosa nostra:
evidente errore di interpretazione della res publica in salsa mafiosa.

Politici specchio dei cittadini?
Ne sono loro espressione, esatta rappresentanza, identica essenza, perfetta coincidenza.
Lo so, lo sento, lo pago.

Identità del sentire è sensibilità rapportata alla esperienza e valorizzata con intelligenza: cosa non comune in Italia

Siamo rimasti in pochi, troppo pochi per cambiare qualcosa: ma soffriamo terribilmente, come se fosse colpa nostra.

E si lamentano se l’Italia ha una immagine poco dignitosa nel mondo … guardate e stupite che fenomeni da baraccone …

Tutti mafiosi, nessuno mafioso, tutti corrotti, nessuno corrotto. Evidente errore di interpretazione della democrazia.

Battuta degenere, che rappresenta povertà interiore, insicurezza estrema ed esterna un nulla che deve rapportarsi per esistere.

Italiani chiedono a UE di cambiare indirizzo, ma sono incapaci di cambiare, liberalizzare, governare e riformare l’Italia.

Renzi è più forte e più impotente che mai:
senato e province sn ancora lì, nessun taglio a cuneo e spesa, né riforme o liberalizzazioni

Vergogna italiani, vergogna: più di 2 anni per vedere un video in aula e pluriomicida francesco schettino a piede libero per strage della Costa Concordia.

La Russia dello zar Putin attacca, aggredisce e invade un paese della Unione Europea.
Chiedo immediato intervento della NATO e dell’ONU.

E allora, se tanto mi da tanto, addio centrodestra:
questo Berlusconi non ha capito niente di quello che sta accadendo nel paese.

Cosa credevate, di poter affrontare lealmente chi non è leale, onesto, corretto e fedele allo stato, pur avendo giurato fedeltà ad esso?

La politica di padre in figlio, di generazione in generazione: una cosa che doveva scomparire con i dinosauri e invece impera (Raffaele Fitto).

Non è dire quello che si pensa il problema della sinistra italiana, quanto è invece il “fare”. Cosa fate?

bah, Michele emiliano che fa i complimenti a Raffaele Fitto :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

bah, Silvio Berlusconi che tira la volata elettorale a Matteo Renzi :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

Matteo Renzi ha vinto con un forte consenso conservatore, termine contrario a quello di rottamatore.

E come lo cambiate, lo riformate e lo liberalizzate un paese che non vuol cambiare nulla, che è conservatore?

In una parola, un paese conservatore, nel peggiore dei sensi che ha il termine pur dignitoso di conservazione.

Grillo ha sbagliato a perdere verginità politica schierandosi a sinistra con Berlinguer.
Qualunquismo non ha parte politica.

Il perdono è viltà travestita da coraggio

cani sguinzagliati a raccogliere voto antiberlusconismo per portarlo a conti fatti al berlusconismo

se siamo ridotti ad attendere che altri cadano per noi rialzarci, allora siamo ridotti male, molto male.

Tanti voti in un Pd debole e vile, incapace di riformare e liberalizzare, tagliare e licenziare sono uno spreco incredibile.
Tempo sprecato.

Continuo a pensare che un movimento euroscettico non dovrebbe prendere poltrone e stipendi da Unione Europea.

Per arretrare, occorre avanzare.
Renzi e il gambero che ha promesso eliminazione senato e province ed è arretrato sino a salvarle entrambe.

Renzi non ha avuto nemmeno il coraggio minimo necessario di mettersi in gioco e di candidarsi.
Vile oltre che idiota.

Renzi è forte e non lo sa;
Berlusconi ha perso e non lo sa;
Grillo non ha né perso né vinto e non lo sa.
Questa è l’Italia che non sa.

Un insicuro al governo di un paese che pretende sicurezza: siamo fregati, non conosce nemmeno limiti sua forza e/o debolezza.

La maggioranza c’è ed ha vinto le elezioni: cosa aspetta? Immobile come Letta? Non deve far finta di governare, ma governare.

Nessuno strumentalizzi religione per violentare popolo e privarlo di libertà di agire per propria tutela e difesa:
nessuno ne ha il diritto.

Credete che abbiano vinto i progressisti alle elezioni?
No: ha vinto la più vecchia e becera conservazione avversa al cambiamento.

Lascia ammutoliti il vuoto e il nulla che circondano la conservazione italiana:
il cambiamento è stato fermato e credono di aver vinto

Come si risolvono problemi e crisi in Italia? Non si risolvono. Si integrano nel sistema

Ha vinto partito del non voto, che è primo partito in Italia e in Europa.
Questo è unico dato serio.
Resto è avanspettacolo.

Per adesso è solo dittatura del comunismo: un comunista impera in Russia e un comunista impera in Italia.

Se ne devono andare tutti:
il tempo è scaduto e l’oste della storia chiede pagamento del conto.
Tempo scaduto.

Battuti in politica estera da un assad e putin, europei sn scettici:
abbiamo guerra alle porte e nessun esercito europeo pronto a difenderci

Errore europeo è stato fondare europa dai vertici invece che dai popoli:
il vuoto politico è di rappresentanza e lo spazio di manovra è finito.

Mi spiegate quale altro paese del mondo che si autodefinisce democratico impone la censura e l’esilio ad una idea politica?

a Foggia si cammina su tappeti di propaganda elettorale e promotori presidiano ingressi urne elettorali

Trasferimento mafie a nord completato.
Risolte in un colpo questione meridionale, morale e settentrionale.
Tutti mafiosi, nessuno mafioso.

Pane e pallone. Poi quando si tratta di governare il proprio come l’altrui destino, vincono sempre mafiosi e corrotti.
Vi sarà una relazione?

Continuiamo a fare finta che non esista una questione meridionale per tener contento qualche bacucco incipriato e impolverato.

Quando popolo ragiona con stomaco o con cuore invece che con testa, le classi dirigenti non hanno ben governato quel popolo

Goduria leggere i lamenti dei berlusconiani che piangono per storture sistema politico che subisce B, come se non fosse stato B la politica.

“Napoli, scoperti quattro falsari: sequestrati 8 milioni di euro”
Volevano uscire dall’euro e stampare una moneta locale, taroccata, napoletana

Mio Dio, che squallore. Che propaganda terroristica senza dignità: demonizzare sempre e comunque non è politica

La tessera del pane è terminata?
No problem: avviata azienda del contrabbando di voti propone tessera falsa, ma autentica

Putin andava fermato prima, sula via di Damasco. Ora è stretto il passaggio a Est

Thailandia: sciolto il senato.
Almeno loro ci sono riusciti a sciogliere il senato, noi no.
Il senato ha sciolto l’Italia e suoi governi.

Si prospetta una estate in cui migliaia di migranti sbarcheranno ogni settimana in Italia.
Respingere? Selezionare? Zitto, razzista! … evvabbè…

Apparteniamo a generazione boom demografico conseguente a boom economico. Casta nn ha governato boom.
E se casta non ha governato boom economico,figurarsi se casta riesce a governare crisi economica.
Politica è crisi: non soluzione.

Anche le mafie hanno compreso potere strategico del settore energetico.
Lo Stato no: continua a dipendere da strategie esterne.

Gravi incendi divorano Stati uniti d’America:
(1) è cambiata strategia terroristi islamici;
(2) è cambiato il clima in modo pericoloso.

Beppe Grillo è smart ,
Matteo Renzi è scrapped ,
Silvio Berlusconi è over.

Renzi raddoppia e rilancia: faremo, risolveremo, cambieremo, riformeremo.

Berlinguer fallì la sua battaglia politica morale :
chi e cosa vi consente di credere che farete quel che lui non ha fatto?

Mario Borghezio : l’Italia agli italiani.
Matteo Salvini : l’Italia deve essere unita.
Gustavo Gesualdo : Quale puntata mi son perso?

Le mafie uccidono senza pistole: ti rendono asociale, ti emarginano, ti tolgono il lavoro e la voglia di vivere. Bang, bang.

Ennesima Frode della casta:
cambiati parametri misurazione PIL per creare ripresa che non c’è e restare in rapporto deficit-PIL sforandolo.

governo immobile irrita indignazione popolare

paura di un tribuno internettiano e di un tribunale del popolo del web?
Ma, allora, è internet il mondo reale!

In USA hanno innalzato limite scientifico di obesità per diminuire numero eccessivo di americani obesi.
In Italia aumentano PIL con sommerso e illegale per curare crisi.

In Italia esiste una sorta di pressione fiscale non ufficiale,occulta,non documentata o documentata a parte, come nel caso delle inutili e costosissime camere di commercio

Gli altri hanno tanto potere su di noi (e sui nostri marchi e prodotti), quanto noi ne concediamo loro di avere.
Colpa nostra.

Mi domando : come mai è sempre differente l’affluenza al voto nei cosiddetti “seggi volanti” o “seggi a domicilio”?
mumble, mumble ….

Mi domando: ma quanti saranno i cassonetti di rifiuti che conterranno schede elettorali dopo il “libero” voto?
mumble, mumble ….

Liberalizzare immediatamente con atto di imperio esecutivo del governo autorizzazioni taxi:
lo stato è più forte di tutto e tutti o non è.

La Sicurezza è arte, professione, limite invalicabile, tranquillità sociale e non stipendio sicuro a fine mese.

Liberare economia reale da peso intollerabile di spesa pubblica insostenibile: tagli a cuneo e spesa, riforme, liberalizzazioni.

Ogni giorno,più volte al giorno, si ha notizia di salvataggio centinaia di migranti.
Attendo speranzoso notizia che informi salvataggio Italia.

Se alfano è unica speranza prenoto viaggio per morte dolce in Svizzera.

Solo in Italia si cura la crisi peggiore con il solo ottimismo: governo immobile deraglia paese in fallimento vizio.

L’uomo che non guarda al passato non merita un futuro diverso da quello che ha già vissuto.

Se fossi di destra avrei non pochi problemi e dubbi ad identificarmi. Non vedo nulla che soddisfi spirito liberale o conservatore. Vedo Nero

Se leader paesi viziosi non risolvono crisi e vizio a casa loro, dovranno subire scelte esterne realizzate in casa loro.

Alla fine cerino resterà in mano a popolo sovrano: politica incapace governare paese crea fuochi fatui.

Alle aziende che sopravvivono alla crisi servono mercati diversi da nostro: massacrato da malapolitica, burocrazia, ingiustizia

Buddismo e Cristianesimo sono due religioni umane, profondamente ed umanamente umane.
Troppo umane per questi tempi inumani.

Grave errore è stato abbandonare la fonte di energia nucleare:
espone la giovane Europa agli umori dei prepotenti di turno.

Risorse fuggite estero Stop paese complicato da povertà Stop mafie, corruzione e usura valorizzate al massimo Stop

Controllo reciproco di prossimità tra casta politica e casta burocratica è primo passo verso efficienza PA.

Educare demolendo sessualità normale e naturale è attacco al cuore della educazione civica.
Non esiste terzo sesso in natura: è costruzione ideologica.

In Italia non si fa selezione ingresso ma buttafuori in discoteche e si fa selezione ingresso per università per buttare fuori.

Riflessioni a tastiera aperta – 14 ottobre 2012

domenica, 14 ottobre 2012

Regione Lombardia, formigoni, berlusconi, alfano

Il siciliano alfano continua ad influire, un giorno in una direzione, il giorno dopo nella direzione opposta alla precedente, nelle questioni interne alla regione Lombardia.
Un siciliano, con tutto quel che significa la regione sicilia, può influire nelle questioni lombarde?
Uno che non riesce a normalizzare la propria regione sicilia, con quale arroganza pretende di impartire indirizzi politici in altre regioni?
Come pretende il siciliano alfano di governare politicamente le scelte lombarde, quando non sa impedire le scelleratezze regionali tipicamente siciliane dei suoi siciliani Cuffaro & Lombardo?

Prima il Nord, ovvero prima il peggio del sud?

Ora sarà il Veneto ad essere il punto di riferimento italiano.
Così come avrebbe dovuto essere da sempre, visti i risultati.

Leggendo dell’ennesimo episodio di violenza gratuita e violazione della legge da parte di immigrati extra-comunitari

Volendo pur rispettare i diritti fondamentali dell’uomo e della donna, mi dite perché dovremmo consentire un continuo degrado sociale delle nostre comunità al costo di un diritto alla immigrazione altrui che si trasforma in un diritto alla devastazione socio-economica nostra?
Ma, vi rendete conto che tanti di questi immigrati han confuso il nostro paese per un territorio dei senza legge, dei senza doveri, dei solo diritti e privilegi (forse anche a ragione ed a seguito del cattivo esempio ricevuto)?
E il danno (non solo biologico) inferto alle popolazioni residenti, il degrado civile ed il disagio sociale derivanti, chi lo valuta, chi lo esamina, e soprattutto, chi lo paga?

Della “normalità foggiana”

Foggiani:
non sono normali.
Ne volete una prova?
Instaurato un regime di parcheggio a pagamento urbano (eccetto per i residenti) di strisce blu, i foggiani evitano il pagamento parcheggiando l’auto ovunque:
attraversamenti pedonali, passi carrabili, scivoli per accesso ai marciapiedi per disabili, angoli delle strade, incroci, ecc.
La soluzione foggiana per un problema foggiano?
Punire pesantemente a mezzo processo verbale (magari non applicando la tolleranza dei 2/6 del massimo) chi tenta di evitare il pagamento del parcheggio, devastando ed impedendo così, con un parcheggio selvaggio pressoché impunito, la libera circolazione di pedoni e autoveicoli?
No, troppo intelligente, troppo razionale, troppo normale.
I foggiani vogliono l’eliminazione delle strisce blu.
Fuggi da Foggia …..
…. di corsa e senza guardarti indietro, mai più.

Dell’andare, del tornare, del restare, del ripartire e del fuggire

Maledetto il giorno in cui sono tornato, maledetto quel giorno in cui ho deciso di venire in questa latrina incivile.
Ma avrò ragione di voi e della vostra stupidità.
Garantito.
Nessuno ha la testa più dura della mia:
sino a quando resto a Foggia, le mie proproste avranno vita e gambe su cui camminare.

Fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani

Sarà meglio introdurre un po di sana teutonica razionale intelligenza a Foggia, visto che quel che c’è si crede più furbo di quel che è..

Della Unione Europea

Esiste una questione di fondo irrisolta:
entriamo in Europa sol perchè ci conviene ovvero perché vogliamo parteciparvi?

Della Evasione Fiscale

Ma vai via squinzi e di’ ai tuoi iscritti di PAGARE le TASSE:
l’80% del gettito fiscale in Italia proviene da lavoro dipendente e pensionati.
Vergognatevi, banditi travestiti da persone per bene!

Della assicurazione alla Fiat Punto della Municipale di Foggia che costa 5.300 euro all’anno

Stamane son passato in auto dinanzi al municipio di Foggia, dove era parcheggiato il carro attrezzi per la rimozione della auto, ho abbassato il finestrino, mi sono accostato ed ai due vigili (non chiamateli poliziotti, per carità) ho urlato:
e questo, così grande cosa costa di assicurazione annuale, trentamila euro??!!??
Ma attenzione: l’assessore competente (un ex dirigente della Polizia di Stato, un “tecnico”) dichiara:
tutto legale e regolare.
Ha già imparato come si fa politica a Foggia ….

Mai letto Platone; ma osservo che avrei potuto scrivere quel che ha scritto, tanto lo condivido

“… Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza, che della tirannide è pronuba e levatrice.
Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo.”
Aristone, detto Platone

Delle Trattative fra stato e mafia e dei Tradimenti dle Popolo Sovrano

Se qualcuno pensa di uscir fuori dalle proprie responsabilità per il rotto della cuffia, si sbaglia.
Questa brutta faccenda, avrà ripercussioni dolorose e imprevedibili.

Il benservito alla casta politica da Super Mario

Mario Monti: abbiamo fatto riforme sofferte ma siamo più popolari dei partiti che non le avevano fatte.

Dell’Italia repubblicana e democratica, liberale e mafiosa

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»
Dalla nascita della repubblica Italiana ad oggi, nulla è cambiato.
Tangentopoli non è stata una stagione, ma una intera repubblica del malaffare, della malversazione, del dominio mafioso e della tutela dei delinquenti.

Il ministro della Giustizia Paola Severino:
siamo di fronte a una seconda Tangentopoli

Il Cittadino X, Gustavo Gesualdo:
no, non siamo di fronte ad una seconda Tangentopoli o ad una terza Repubblica;
è sempre la stessa repubblica della corruzione e delle tangenti, la medesima da ben 64 anni.

La fine del virtuoso asse franco-tedesco ed il fallimento del Vizio elevato a Sistema

domenica, 9 settembre 2012

La Francia della cirsi economica vissuta in alleanza con i paesi viziosi in fallimento controllato del sud Europa invece che insieme ai paesi virtuosi del nord Europa, perde pezzi importanti del porprio benessere economico-finanziario.

Ed ora, il presidente francese Hollande, potrebbe perdere l’uomo più ricco di Francia e d’Europa, Bernard Arnault, che pare abbia chiesto la nazionalità belga.

Anche le banche francesi, a seguito dell’aumento della (op)pressione fiscale voluto da Hollande, pare stiano progettando e valutando l’abbandono del sistema francese per il migliore e più solido sistena economico-finanziario inglese, trasferendo i loro interessi a Londra.

Hollande, dopo aver svuotato la Francia del suo potere e della sua credibilità potrà rifarsi con l’introito di soggetti provenienti dai paesi viziosi, come immigrati extra comunitari, africani, spagnoli, siciliani, greci, rom, calabresi, stiniti, portoghesi, zingari e campano-napoletani, per garantire alla Francia odierna, un fallimento sicuro e totale.

Che questa debacle sia di monito a quella politica italiana che chiude gli occhi dinanzi a alla realtà di una crisi che non ha cause esogene, ma è tutta fondata su sistemi errati di modelli socio-economici, finanziari fallimentari, stistemi negativi di stili di vita impossibili ed impagabili, di elevati livelli di inciviltà e di disservizi insopportabili, tutti basati sulla grandeur di un benessere che si copre non piovesse dal cielo gratis et amore dei per essere sperperato e derubato, ma che invece era frutto di continuo buongoverno da parte di una politica accorta e intelligente, come quella tedesca e non certamente come quella francese o italiana.

Senza cervello, non si va da nessuna parte, se non all’inferno in terra del vizio elevato a sistema.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La restaurazione conservativa della casta politico-burocratico-partitocratica

martedì, 23 agosto 2011

La crisi e l’immobilismo del sistema del potere pubblico italiano corrisponde esattamente al rifiuto della casta politico-burocratico-partitocratica di diminuire la spesa pubblica ed il debito pubblico, di cui, questa casta corporativa, si nutre e difende con estrema violenza.

Come nel 2006, anche nel 2011 la casta politico-burocratico-partitocratica si oppone subdolamente ad ogni cambiamento, soprattutto a quei cambiamenti che potrebbero modificare o eliminare quelle sacche di esenzione dal rispetto della legge come è quella delle regioni meridionali italiane, laddove avviene di tutto e di più in violazione della legge, con enormi difficoltà da parte della magistratura e delle forze dell’ordine nel perseguire, prevenire e punire tali reati, tali violazioni del codice penale, prima fra tutte, la corruzione politica e la corruzione burocratica.

Asserragliati dietro una finzione politica unitaria che di unitario evidenzia solo la tutela e la difesa di interessi che appaiono assolutamente contrari a quelli del popolo sovrano, la casta impedisce l’emanazione di ogni normativa anti corruzione, e soprattutto, ostacola ogni buongoverno che liberalizzi veramente il sistema paese (basti guardare alla liberalizzazione delle professioni, impedita con la violenza politica dei parlamentari della maggioranza di governo che fanno parte della intoccabile corporazione dei “professionisti”), diminuisca il costo della politica e della burocrazia, ne sani i comportamenti illegali, ne governi effettivamente la vita, anzichè esserne governato in disfunzione dell’interesse generale.

L’interesse particolare contro l’interesse generale:

ecco a cosa è ridotta l’azione politica ed istituzionale dei quadri dirigenti politici e burocratici italiani.

Dalla prima repubblica ad oggi, nulla è cambiato, soprattutto non è cambiata la capacità della casta politico-burocratico-partitocratica di bloccare il sistema democratico per poterne governare nelle segreterie delle parti politiche e sindacali il potere pubblico, sottraendolo ad ogni controllo, ad ogni ispezione, ad ogni inchiesta giornalistica e indagine giudiziaria.

La innovativa azione politica del movimento leghista in questi ultimi anni, ha avuto come risultato il riavvicinarsi, il ricompattarsi ed il massificarsi della casta, dispersa e disarmata dallo scandalo di Tangentopoli e riunita sotto l’egida di una mascherata volontà unitaria, che difende invece in esclusiva interessi particolari, personali e di corporazione.

La magnifica azione di contrasto alle organizzazioni mafiose, la prima in assoluto nella storia della repubblica italiana condotta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni inoltre, uccide alla base i sistemi mafiosi che devastano il sud del paese e tentano continuamente l’attacco alle ricche e civili regioni del nord.

Tale contrasto mette in gravi difficoltà tutte quelle forze politiche che raccolgono gran parte del proprio consenso nelle regioni meridionali, in quelle regioni laddove le mafie hanno dimostrato, e da sempre, di poter condizionare il consenso elettorale, indirizzare massicciamente ed efficacemente il voto popolare.

Così il paese appare spaccato e degradato, destinato ad un futuro temibile la cui unica soluzione positiva resta nella scomparsa della sua casta politico-burocratico-partitocratica.

Non vi sarà salvezza in questo paese per nessuno sino a quando la casta resterà salda nella continuazione unitaria dell’abuso del potere pubblico a fini particolari e personali.

Almeno sino a quando il popolo non si rivolterà contro questa casta dispotica ed egoista ovvero sino a quando una parte del popolo rivendicherà la propria indipendenza e secessione da tutta questa infamia inumana, immorale, illegale ed incivile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il nuovo mondo non attende nessuno

sabato, 30 luglio 2011

Gli Stati Uniti d’America in crisi su un debito pubblico a stelle e strisce che è totalemente in mano ai cinesi.

L’Europa in crisi profonda di identità paga il costo del fallimento di un modello socio-politico multiculturale che è fallito in partenza ed il malfare dei paesi che si sono indebitati sino al collo nella convinzione che avrebbero trovato in ogni caso un idiota che rifinanziasse il loro debito pubblico all’infinito, consentendogli un tenore ed uno stile di vita ben superiore alle loro possibilità e capacità.

Cina e India riprendono il loro naturale posizionamento di leader economici globali, perduto con la nascita e l’evoluzione degli Stati Uniti d’America, l’avvento del colonialismo e delle due grandi guerre.

La Russia post-comunista, pur nelle sue difficoltà sociali ed identitarie, si profila come un paese solido, politicamente esperto e ricco di risorse strategiche naturali.

Dalle ceneri di una Europa devastata dall’invasione di flussi migratori soprattutto islamici, poco o affatto integrati, risorge una Germania finalmente riunita, equilibrata, forte e politicamente razionale, leader indiscussa dotata di importanti capacità di tenuta socio-economica alla crisi e di resistenza alle aggressioni esterne.

Francia e Gran Bretagna, scosse sin dalle fondamenta da questioni sociali ed economiche importanti ed alle prese con presenze importanti di immigrati islamici affatto integrati o intenzionati ad integrarsi, rifuggono dai problemi interni avviando una neo colonizzazione dei paesi ricchi di risorse energetiche come la Libia, contribuendo ad accendere il fuoco delle sollevazioni popolari in tutto il Mediterraneo.

L’Italia perde negli ultimi venti anni tutte le posizioni dominanti nelle classifiche dei paesi industrializzati e di potenza economica, riducendo sempre più il proprio ruolo e la propria identità, sia interna che esterna.

Alle prese con una situazione dei conti pubblici impossibile ed un sistema di gestione della cosa pubblica che sembra fatta apposta per favorire un sistema corrotto e politicamente instabile, dotato di una classe dirigente che appare più come un fattore di aggravio di ogni crisi piuttosto che elemento di propulsione e di soluzione delle crisi stesse.

Dotata di un welfare e di una pubblica amministrazione costosi, inefficienti e spreconi, che non fanno la felicità dei cittadini, bensì quella dei furbetti e dei corrotti, impedita nella competizione produttiva da una pressione fiscale che non fa la felicità degli imprenditori e nemmeno dei lavoratori dipendenti, bloccata da una giustizia lenta e incerta che allontana i finanziatori esteri e fa fuggire precipitosamente le aziende italiane che delocalizzano le loro imprese all’estero in paesi dove la corruzione sia un fenomeno contenuto, constratato e controllato, la giustizia un elemento di certezza e di equilibrio, la pressione fiscale un fenomeno sopportabile e lo spreco ed il ladrocinio continuo del danaro pubblico solo un vecchio ricordo da dimenticare.

In questo quadro si muovono gli interpreti della crisi del secolo, di una crisi che offre aspetti di positiva selezione dei paesi come delle aziende che corrispondono a criteri di sana efficienza, come pure dei soggetti individuali e delle corporazioni che in uno stato inefficiente e politicamente malgovernato, trovano molteplici motivi di arricchimento ingiusto ed immorale, se non illecito ed illegale, così come l’informazione pubblica quotidianamente asservita e silenziosa, tanto da imporre a nuovi segretari di partito, la mera intenzione di costruire “partiti degli onesti”.

Il rischio default è vicino ad ogni paese che non riesca a garantire efficienza amministrativa, buongoverno dei conti come degli apparati e dei poteri pubblici, senso del dovere e spirito di sacrificio.

Soprattutto, di una classe politica che sia costituita da lavoratori ed imprenditori, e non di politici di professione, mai impegnati (nemmeno un giorno) nel mondo del lavoro privato non collegato o condizionato dalle scelte politiche (la storia imprenditoriale del premier dimostra come l’impresa italiana sia subordinata totalmente alle scelte politiche e richiami imprenditori indirizzati al facile arricchimento procurato dagli appalti pubblici, dalle riserve pubbliche, dai finanziamenti pubblici e dai concorsi pubblici), in grado di interpretare e conseguentemente di governare un paese che lavora per vivere, nelle difficoltà di una profonda crisi aggravata dalle scelte opportunistiche, egoistiche ed assolutamente idiote di una casta politica che andrebbe rinnovata in toto, di un sistema politico-istituzionale che andrebbe riformato, dimagrito e indirizzato a migliori intenzioni di tutela degli interessi di un popolo sovrano che è stato espropriato di ogni bene, compreso quel bene comune che una res pubblica nazionale come è quella italiana, pretende arrogantemente di governare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Evasione fiscale ed incoscienza civile producono ingiustizia sociale

giovedì, 2 giugno 2011

I dati resi noti dall’ultima stima sui redditi non dichiarati ai fini dell’Irpef e contenuta nel rapporto finale del tavolo sulla riforma fiscale fanno raggelare il sangue.

Lavoratori autonomi e imprenditori evadono in media più della metà delle tasse dovute.

Nel mondo dei redditi prodotti sugli immobili l’evasione fiscale supera i tre quarti del dovuto.

Nel mondo del lavoro dipendente sono quasi tre milioni i lavoratori irregolari.

Il quadro che ne esce è grave e preoccupante, un vero e proprio allarme sociale.

Nessun mezzo di informazione italiano sofferma la sua attenzione sul fatto che emerge preponderante in tema di contribuzione fiscale:

i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, sono gli unici a pagare per intero la tassazione Irpef allo stato, poichè prelevata forzosamente, obbligatoriamente e coercitivamente alla fonte, senza alcuna possibilità e libertà di evadere il fisco in tal senso.

Peggio solo la posizione dei pensionati, che pare contribuiscano in misura addirittura superiore al dovuto: 7,7% in più.

L’ammontare del reddito prodotto in Italia ed evaso totalmente, l’indice della “economia sommersa”, viene stimato fra i 255 ed i 275 miliardi di euro, e composto per un 37% da lavoro non regolare.

Nulla si sa invece, sulle stime della evasione fiscale sui reddditi prodotti dalle attività illecite ed illegali delle organizzazioni mafiose e sul mancato contributo fiscale dei redditi prodotti dai delitti di corruzione, di usura e di riciclaggio.

Una dittatura feroce che sottomette lavoratori dipendenti e pensionati, una dittatura che crea una ingiustizia sociale intollerabile proprio nei confronti degli strati più deboli della popolazione, in specie se si guarda ai lavoratori dipendenti del settore privato, coloro i quali creano la ricchezza di cui il paese intero gode, con le proprie mani, con il proprio ingegno, con la propria fatica, con il sudore della fronte ed il sangue versato.

L’elevata pressione fiscale e l’assoluta mancanza di una coscienza civile in questo paese, hanno prodotto la più devastante delle dittature socio-economiche di tutti i paesi occidentali, cui va aggiunta la violenza inaudita e la competizione impossibile che lavoratori e imprenditori italiani subiscono dalle organizzazioni mafiose, di cui, la ‘ndrangheta, risulta essere la prima azienda italiana per fatturato.

Il popolo viene così spolpato vivo dal prelievo fiscale, scarnito dalle mafie, usurato dal mondo del prestito illegale, dissanguato dalla corruzione che devasta la pubblica amministrazione, massacrato dai cicli finanziari di un sistema bancario che non svolge alcuna funzione sociale, usurpato della casa da un sistema economico immobiliare che nega la funzione sociale della casa e nega l’83% della contribuzione fiscale sui redditi prodotti dal bene casa.

Una miseria sociale ed economica importante che proietta l’immagine di uno stato incapace di governare il paese reale, di difendere le stratificazioni sociali, economiche e del lavoro più deboli, di rendere efficace la macchina della pubblica amministrazione, di contrastare la corruzione politico-burocratica, di prevalere sulle mafie, di impedire l’usura.

Si potrebbe ben dire che la mission della identità statuale italiana abbia fallito i suoi obiettivi primari, senza alcun dubbio.

E la mancanza di una gravissima reazione popolare si legge fra una rassegnazione atavica di un popolo di lacchè e l’aspetto compensativo di una illegalità straordinariamente diffusa che produce comunque reddito a sua volta.

Lo stato italiano così dimostra di aver fallito in pieno ogni appuntamento con la fratellanza delle libere democrazie occidentali, rivelandosi nella realtà una feroce dittatura del popolo, asservito all’arricchimento illegale ed alla violazione costante e dominante della legge.

Ecco dimostrato che:

la coercizione statale della macchina burocratica viene applicata in modo maligno e selettivo nei confronti del popolo meno ricco;

la politica sindacale italiana ha prodotto i salari mediamente più bassi e maggiormente colpiti dal fisco di tutto il mondo occidentale;

la casta politica è troppo corrotta al suo interno per essere capace di cambiare questo stato di fatto che produce una ingiustizia sociale impossibile da sopportare;

la giustizia italiana non è argine sufficiente per garantire, almeno sul piano giudiziario, un recupero minimo sufficiente di dignità e di difesa degli interessi del popolo e del cittadino qualunque.

I poteri dello stato, in aperto conflitto fra loro, non esercitano il potere e la coercizione in favore del bene comune, mostrandosi invece evidente nella realtà, una tutela corporativa di caste incivili ed egoiste, corrotte e mafiose, che si impongono vittoriose sulla massa popolare, asservendola ed impoverendola costantemente.

Servizi pubblici inefficienti o addirittura sbarrati all’accesso dalla richiesta corruttiva, mostrano un distacco enorme fra lo stato di diritto ed il paese reale e collocano la casta politica, burocratica e sindacale italiana, all’ultimo posto nella graduatoria delle civiltà libere e democratiche.

Personalmente, mi rifiuto di credere che tutta questa situazione sia nata quasi “per caso”, credendo invece con assoluta fermezza al fatto che, lo stato di diritto, sia deviato dalle sue prerogative e nell’uso dei suoi poteri da corporazioni incivili, associate al solo fine di sottrarre ogni diritto ed ogni ricchezza al popolo italiano.

Questa visione personale, incontra la definizione di un ministro della repubblica italiana che ha definito questo stato di diritto e stato di fatto come uno “stato criminale”.

L’unica via di uscita da questa penosa condizione, è rappresentata dal varo immediato di riforme incisive e rivoluzionarie del sistema stato, della gestione dei suoi poteri, dell’equilibrio dei suoi poteri, dell’uso della forza e della coercizione da parte dei suoi poteri.

In questa dinamica riformatrice, si confronta la vera politica dalla politica delle corporazioni feudatarie e criminali che conducono il paese verso un pericoloso crinale di povertà e di ingiustizia.

O si varano subito le riforme oppure dovremo prepararci ad un futuro buio e freddo.

O si eliminano i fenomeni mafioso, corruttivo ed usuraio, ovvero il popolo sovrano dovrà affrontare l’inverno più rigido della sua pur breve storia.

Ed ora, potete festeggiare degnamente l’unità di uno stato che vi asserve e vi umilia senza difendervi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il debito pubblico italiano non parla una sola lingua

sabato, 30 ottobre 2010

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy ritrovano l’intesa del duopolio europeo franco-tedesco, un asse fra Berlino e Parigi che passa per il vertice di Deauville.

Così inizia il nuovo corso della politica europea, con la delibera del consiglio UE che ha dato il via alla costituzione di un fondo anti-crisi (che salva i paesi UE eccessivamente indebitati dal fallimento) ed alla modifica del patto UE per la stabilità.

La UE dei 27 ha così ceduto le armi dinanzi al diktat franco-tedesco.

Il timore di altri fallimenti statali come quello greco, ha spinto il consiglio europeo ad accelerare i tempi delle necessarie modifiche al Patto UE ed alla costituzione del fondo che salverà gli stati in gravi difficoltà finanziarie.

Il tutto avverrà a condizione di una vigorosa stretta sui debiti pubblici.

Dal 2011 la UE si salvaguarda dalle brutte sorprese che potrebbero arrivare da quei paesi europei che non garantiscono un rientro del debito pubblico nelle medie concordate.

Il punto cruciale è proprio questo:
come dovranno rientrare i paesi eccessivamente indebitati, in quanto tempo dovranno farlo, con quali criteri di rientro?

Il primo distinguo viene dalla considerazione del dato del debito pubblico comparato con quello del debito privato.

Ma è ancora argomento oggetto di discussione.

Di certo vi è che verranno imposti calendari di rientro stringenti, con sanzioni che si prevede saranno automatiche ed improrogabili, oltre alla più volte paventata “sospensione del diritto di voto”, la più temuta delle sanzioni non finanziarie.

In pratica, i paesi europei meno virtuosi, si troverebbero nella condizione di partecipare al finanziamento della Unione Europea, senza godere del diritto di voto nelle scelte esecutive e legislative.

In tema del budget 2011 alcuni paesi, fra i quali l’Italia, hanno chiesto che gli aumenti non superino la soglia del 2,91% piuttosto che quella del 6% richiesta da commisisone e parlamento europeo.

La richiesta è guidata dalla Gran Bretagna, impegnata in una formidabile stretta sul debito pubblico interno che punta ad una drastica riduzione in soli quattro anni, con una perdita in posti di lavoro pubblici prevista in una cifra molto prossima al mezzo milione, senza contare i tagli ai budget ministeriali che comporteranno conseguenze occupazionali anche sul fronte del privato convenzionato che offra servizi pubblici.

Per quanto riguarda la crisi economico-finanziaria che investe tutti i paesi membri invece, si apre una prospettiva futura di lacrime e sangue.

I tagli cui dovranno necessariamente ricorrere i paesi meno virtuosi saranno sicuramente dolorosi quanto inevitabili.

Il caso italiano offre diversi spunti di riflessione in tal senso, avendo l’Italia un gran numero di dipendenti pubblici, molto al di sopra della media europea, e localizzati proprio nelle regioni economicamente depresse.

Come si potrà diminuire drasticamente l’enorme debito pubblico italiano (che ne nasconde uno di euguali dimensioni rinvenente dalla situazione debitoria degli enti locali) senza incidere sulla occupazione nella pubblica amministrazione nazionale e locale e conservando una offerta di servizi in quantità e qualità sufficienti a soddisfarne la domanda?

Questo problema è ancora tutto da affrontare e questa domanda non sembra trovare risposta.

Va sottolineato come siano sempre le regioni italiane depresse a rappresentare una continua violazione di ogni patto di stabilità a fronte di una erogazione quanti-qualitativa dei servizi ben al di sotto della media italiana supportata da una contemporanea quanto eccessiva ed ingiustificata presenza di risorse umane.

Il federalismo fiscale appare l’unica risposta concreta da dare a queste domande, ma l’indirizzo politico delle regioni italiane depresse e meno virtuose non sembra coincidere con l’esigenza di un rientro del debito pubblico.

La continua delocalizzazione dei siti industriali italiani, l’eccessiva pressone fiscale ed il fenomeno della evasione fiscale tollerata in virtù delle deficenze statali, aggrava il quadro complessivo, portando la massa dei problemi da risolvere ad una condizione di estrema criticità, cui, il continuo flagello di una politica governativa fortemente contrastata e vilipesa da tradimenti interni e assalti alla diligenza delle opposizioni, non appare offrire prospettive di serenità, stabilità e continuità necessarie all’adempimento di riforme strutturali urgenti come quelle richieste dal momento internazionale.

Sembrano in troppi coloro che giocano al “tiro della corda” oggi in Italia.

Sembrano invece pochi coloro che hanno responsabilmente coscienza del fatto che una corda troppo tirata, inevitabilmente si strappa.

E non sarà l’ennesimo rabberciato governicchio del “tutti dentro”, ne’ tantomeno una paventata modifica della legge elettorale a garantire una maggiore continuità ed una decisa e determinata stabilità al governo del paese.

Ma questo linguaggio, dettato dalla prudenza e dal rispetto della dignità di un popolo, dei suoi interessi e delle sue istituzioni, pare non sia un linguaggio comunemente condiviso, tanto da avvalorare l’ipotesi che l’italia non sia un paese unico ed indivisibile, nemmeno nella semplice comprensione di un linguaggio comune, minimo comune denominatore di ogni aggregazione umana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Le famiglie piangono e le aziende delocalizzano mentre la casta litiga

domenica, 4 luglio 2010

La politica italiana si trova di nuovo (ma che novità…) in una condizione di stallo.

Le famiglie piangono il benessere di cui non dispongono più, le aziende delocalizzano i loro siti produttivi cercando migliori condizioni di sviluppo e quella ragionevolezza politica e sindacale che non trova una corrispondenza in questo paese.

Gli imprenditori ed i lavoratori assistono inermi a contese e battaglie politiche che sentono ancora una volta distanti, inutili alla risoluzione dei loro problemi quotidiani.

Resta incomprensibile ad un padre di famiglia che naviga in un mondo del lavoro sempre più a rischio, la lettura di battaglie libertarie come quella sulle intercettazioni.

Se fosse questo padre di famiglia ad essere intercettato, egli non avrebbe nulla da temere:

che interesse avrebbe un investigatore o un magistrato nei suoi resoconti giornalieri che narrano di scelte sul tipo di pasta da mettere sul desco quotidiano, sulle pene serali di un genitore preoccupato per i suoi figli che ritardano il rientro, sul confronto con i colleghi di lavoro nella valutazione del rischio che il datore di lavoro delocalizzi l’impresa e li lasci a casa, sull’innalzamento dei prezzi dei servizi indispensabili (acqua, luce, gas, etc), sui commenti che fa una madre di famiglia in apprensione per il suo bebè a fronte delle violenze che hanno vissuto inermi bimbi in mostruosi asili nido, sulle disquisizioni fra tifosi sui mondiali di calcio, …..

Il buon padre di famiglia, non teme di essere intercettato, e non comprende come mai, la nuova legislazione in itinere sulle intercettazioni debba influire sul progresso di quel cambiamento e di quel riformismo che dovrebbe asciugare le spese pazze ed irragionevoli di uno stato eccessivamente centralizzato e costoso, spese che aumentano a dismisura quel debito pubblico cui egli sarà costretto a contribuire con una sempre maggiore pressione fiscale.

Il buon padre di famiglia non comprende perchè la maggiore tutela della casta politica italiana tradotta in lodi, legittimi impedimenti, limitazioni a indagini investigative, inchieste giudiziarie e mondo dell’informazione siano così importanti quando, il popolo sovrano, ha ben altri e seri problemi con cui confrontarsi quotidianamente.

Il buon padre di famiglia non comprende l’istituzione di un ministero per l’attuazione del federalismo quando sa benissimo che la riforma federalista vede già ministri leghisti impegnati lavorare a tutto spiano fra assurdi veti incrociati per realizzare quel federalismo fiscale che diminuirà lo spreco e lo sperpero di danari pubblici che fanno diminuire ogni mese la sua busta paga in maniera sempre più vistosa.

Il buon padre di famiglia non comprende perchè il suo posto di lavoro attuale e quello futuro dei propri figli debba essere messo seriamente a rischio da un pesante cuneo fiscale e contributivo che non rende felice il lavoratore dipendente italiano con il salario medio più basso d’Europa, ma nemmeno fa la felicità del suo datore di lavoro che conosce il più alto costo medio del lavoro in Europa.

Il buon padre di famiglia non riesce a comprendere e giustificare il perchè il reo di un omicidio in Italia non paga mai la propria pena detentiva, ed esce dal carcere perchè depresso o perchè le carceri sono inadeguate o perchè l’amministrazione della giustizia non riesce a completare l’iter processuale prima della scadenza dei termini previsti dalla legge.

Tutto questo, il buon padre di famiglia non lo comprende, non lo può comprendere, non lo vuole comprendere.

Certa casta politica dovrà pur comprendere che la misura è colma e qualcuno dovrà pur fare un passo indietro.

Il buon padre di famiglia di passi indietro, ne fa ormai decine al giorno.

Ora, ad eccezione dei politici leghisti che di passi indietro ne fanno ormai decine al giorno al fine di realizzare le riforme ed il cambiamento di questo paese, vi sono politici della casta disposti ad interpretare ed incarnare il principio giuridico del buonpadre di famiglia?

E se la risposta è sì, prevarranno essi sull’egoismo e sulla cura di interessi che con il futuro di famiglie ed aziende, di lavoratori e di imprenditori, non hanno nulla a che fare?

Il buon padre di famiglia attende risposte.

Risposte concrete:

fatti, non parole.

Pressione fiscale, rendite finanziarie e delocalizzazione delle imprese

lunedì, 28 giugno 2010

La pressione fiscale in italia è aumentata nel 2009 passando dal 42,9 al 43,2 (in rapporto fra pressione delle tasse e dei contributi e PIL) e portando l’italia dal 7° al 5° posto nella infelice classifica dei paesi con le peggiori statistiche nei conti pubblici e della pressione fiscale (ISTAT).

Il picco italiano nel 2009 invece si attesta al 43,7%, uguagliando il record italiano raggiunto di quel governo Prodi che varò l’Eurotassa.

Il dato non è confortante, specie se si guarda a questa pressione come ad una delle principali concause che portano le imprese italiane a delocalizzare i loro siti produttivi all’estero, insieme all’alto costo del lavoro (cui corrisponde invece un basso livello degli stipendi però), frutto della famigerata cuspide fiscale che si insinua fra quanto costa ogni lavoratore e quanto invece quel lavoratore intasca.

E’ sempre l’imponenza di uno stato estremamente costoso a fare la differenza, aggravando seriamente la crisi economica subita da famiglie e aziende italiane.

Peggio dell’Italia in questa classifica fanno l’Austria (43,8), il belgio (45,3), la Svezia (47,8), e la Danimarca (49%), rispetto ad una media europea dei 27 del 39,5%.
La Francia si colloca alla pari del dato italiano.

Occorre sottolineare però che il dato statistico non tiene conto della quantità e qualità dei servizi offerti al cittadino-contribuente, in cambio del prelievo fiscale e del costo contributivo.

Se questo dato fosse rilevato e confrontato, l’Itaia sarebbe certamente regina assoluta di questa graduatoria che misura l’infelicità delle comunità sociali e produttive rispetto allo stato che le governa.

Nn sono infatti paragonabili i servizi e gli aiuti offerti a famiglie ed aziende dei paesi sopra citati con quelli di cui “godono” i cittadini italiani.

Un esempio vale per tutti:
benchè la Francia si presenti secondo il dato statistico alla pari con l’Italia, il corrispettivo welfare che assite i cittadini francesi è enormemente più soddisfacente in qualità e quantità di quello italiano.

Per non parlare della qualità sanitaria francese e dei trasporti (su rotaia ad alta velocità) che colloca la Francia ai vertici nelle posizioni mondiali per qualità dei servizi offerti.

Inoltre, il premier italiano si è pronunciato a sfavore di un umento della pressione fiscale sulle rendite finanziarie italiane (Tobin Tax), varata e caldamente consigliata da Unione Europea e dalla Germania, e non si sa quale decisione prenderà il premier italiano sulla proposta del G20 che prevede la restituzione ai contribuenti di parte dei contributi statali ricevuti dalle banche nel pieno della crisi finanziaria.

La situazione italiana presenta un quadro affatto rassicurante nel suo complesso cui si aggiungono, come al solito, scelte politiche e di governo che non intendono andare nella direzione del bene comune al costo di perdere il relativo consenso elettorale.

Insomma, nelle politiche del governo italiano manca il coraggio di interpretare scelte anche impopolari, ma che apportino certamente un miglioramento della situazione complessiva, come testimonia il continuo ostracismo cui è sottoposto ogni cambiamento del paese ed ogni riforma, prima fra tutte, quella del federalismo fiscale.

Tirando le somme, alla condizione complessiva italiana va aggiunto il costo di una politica timida, costosa, sprecona e piuttosto vile, che non interpreta volentieri il ruolo riformatore imposto dai tempi moderni.

Alla sola eccezione del movimento politico che del federalismo e del riformismo italiano, ha saputo meglio incarnarne scelte ed indirizzi, quella Lega Nord che nonostante sia confinata in scelte di governo del paese che appaiono in un primo momento difficili ed impopolari, ottiene invece sempre maggiori consensi popolari, segno che coraggio e lealtà, pagano ancora in politica in questo paese immobilizzato dal terrore di fare scelte e e di formulare indirizzi politici.

Ma solo chi non fa nulla, non sbaglia e non rischia critiche.

E questo, appare invece sempre più il momento del fare, del cambiare, del riformare un paese che deve ritrovare la fiducia in se stesso e nelle sue principali qualità, non certamente nel segno della tacitazione delle critiche o dell’imbavagliamento di magistratura e informazione, quanto nel senso di un cristallino impegno per il bene comune, per il buongoverno del paese.

Post pubblicato da Radio 24, la radio de “Il Sole 24 Ore”.
A partire dal minuto 5 e secondi 15
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=nazionale-paese-calcio-azzurri

Il cambiamento va incarnato da una politica matura e responsabile

martedì, 1 giugno 2010

Il prelievo fiscale in Italia ha raggiunto punte intollerabili, sia sulle imprese e sui datori di lavoro, che sulle famiglie e sui lavoratori dipendenti del settore privato.

E’ il settore privato, in tutti i suoi aspetti a produrre la ricchezza ed il benessere in questo paese come in tutti i paesi del mondo, ed è proprio questo comparto ad essere il più vessato e tassato.

Lo stato non produce ricchezza, per cui i dipendenti pubblici rappresentano esclusivamente un onere, una sorta di corto circuito finanziario.

Anche il prelievo fiscale da lavoro dipendente nel comparto pubblico rappresenta un giro di cassa che parte dal prelievo fiscale su tutto il comparto privato, viene redistribuito sotto forma di salario e, assurdo degli assurdi, nuovamente tassato come se provenisse dalla produzione di reddito e di ricchezza, cosa che non è, ma che anzi, va solo a nutrire il formidabile appetito della pubblica amministrazione centralizzata.

In queste partite di giro l’unico a guadagnarci è il costosissimo stato centralizzato romano.

Perdono solo i cittadini che vivono di impresa privata, sia che siano imprenditori, sia che siano lavoratori dipendenti.

Delle imprese pubbliche e dei servizi offerti dallo stato centrale in cambio del prelievo fiscale, è meglio non trattarne:
è il perno negativo che avvolge ogni questione italiana, partendo daglli appalti pubblici, passando attraverso la corruzione di pubblici amministratori e burocrati, per arrivare ai servizi essenziali come il trasporto pubblico e la sanità pubblica ed il sistema delle convenzioni, vera cerniera fra sistema pubblico e privato, fra interesse privato e interesse pubblico, fra stato di fatto e stato di diritto.

Il sistema pubblico non rappresenta certamente l’eccellenza, sia se paragonato ad altri sistemi pubblici di paesi democratici ed occidentali come il nostro, sia se valorizzato al sistema privato.

Anzi.

Inoltre, il sistema privato italiano deve concorrere con il potere economico e finanziario delle organizzazioni mafiose, che si dimostrano capaci di indirizzare gli appalti ed i finanziamenti pubblici.

Se a questo quadro negativo aggiungiamo un sistema bancario immaturo, affatto solido e indisposto a concorrere ai rischi delle imprese e delle famiglie italiane con servizi utili ed efficaci, possiamo meglio cpmrendere le potenzialità di un comparto privato che sopravvive a tutto questo, nutre tutto questo, e viene disservito, maltrattato, stratassato, usurato e malgestito da una politica che si dimostra lontana dalle logiche aziendali e produttive e da un sistema corrotto in maniera impossibile, fortemente condizionato dalle mafie e sempre indulgente verso un dilagante e storicizzato quanto diffuso sistema della illegalità.

Sistema sì, poichè esso lo è, come quello della corruzione morale e materiale, come quello delle organizzazioni delinquenziali semplici e mafiose.

Ma guai a manifestare pubblicamente tali verità:
nulla di più facile che si diventi il bersaglio preferito di questo sistema, che può contare su una simbiosi estrema di quelle cellule negative che sono presenti nello stato, ad ogni livello, e che di questo sistema si nutrono abbondantemente e quotidianamente.

L’ennesimo grido di allarme in Confindustria esprime tali questioni nell’ultima “Agenda per l’Italia 2015″, compresa l’ennesima diffida alla politica italiana ad adempiere alle richieste di questo stato di fatto, miloni di anni luce lontano da questo stato di diritto.

Ma l’unica risposta positiva che proviene dalla politica è riscontrabile esclusivamente nelle scelte della Lega di Umberto Bossi, che propone un sostanziale dimagrimento di posti di lavoro parlamentari e del sistema pubblico, visto ormai come il parassita che arrichendosi di impossibili privilegi e prepotere arrogante, denutre il paese.

Le scelte leghiste del federalismo fiscale trovano alleanze e consensi variabili nel sistema politico italiano, a riprova del fatto che esse non difendono interessi sempre uguali e sempre riconoscibili e riconosciuti dalle lobby parlamentari, ma spazia di volta in volta cercando e trovando inaspettate sponde anche in quei movimenti politici come L’Italia dei valori dell’ex giudice Antonio Di Pietro, protagonista della famigerata tangentopoli italiana e nelle scelte di Confindustria, che vede il federalismo fiscale e un regime di austerity e di responsabilizzazione del governo e nel governo del sistema pubblico come l’unica proposta valida presente nella politica contemporanea.

Tali scelte incontrano anche la palude della politica romana fatta di do ut des, di veri e propri ricatti politici che tentano di estorcere voti e consenso alla Lega in cambio della realizzazione delle riforme e del cambiamento di cui il sistema privato e produttivo italiano necessita urgentemente.

Ma tali scelte vanno sostenute dalla politica, sia vista come soggetti parlamentari singoli che come gruppi parlamentari, cui stia veramente a cuore il bene comune di un paese che incontra proprio nella gestione politica il suo primo nemico, come avviene troppo spesso e purtroppo volentieri.

E’ venuto il tempo di scegliere da che parte stare, è venuto il tempo delle scelte importanti e decisive per la stessa sopravvivenza dello stato, così come lo abbiamo inteso sinora.

Riuscirà la casta politica italiana a votare il riformismo federalista e del buongoverno della Lega, senza sentirsi per questo punta nell’orgoglio ovvero ferita nella propria dignità umana e politica?

Non è mai troppo tardi per fare le scelte giuste.