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La Governance Demografica e dei Flussi Migratori

sabato, 15 novembre 2014
Flussi di Migranti di queste dimensioni sono follia inaccettabile

Flussi di Migranti di queste dimensioni sono follia inaccettabile

La mancata e/o fallita governance demografica e dei flussi migratori a livello ONU ed al livello delle singole nazioni ha consentito che la popolazione mondiale si triplicasse in soli cento anni producendo un cambiamento climatico che mette gravemente in forse la sopravvivenza stessa della vita sul pianeta Terra.

La boldrini e la kyenge sono principali soggetti di codesto malgoverno o mancato governo.

L’Etica della Responsabilità chiede perentoriamente le loro dimissioni.

Invece, con l’arroganza e la presunzione inaudita ed ingiustificata che la contraddistinguono da sempre, la boldrini, come la kyenge, pretende ancora di dare lezioni proprio nel settore della governance pubblica in cui ha segnato il proprio maggiore fallimento, fallimento che è esso stesso responsabile delle violenze che si scatenano in ogni luogo in Italia e che non potranno far altro che evolversi ed acuirsi, espandersi e propagarsi, proprio come la benzina che kyenge e boldrini spargono sulla guerra tra poveri italiani e poveri stranieri, guerra che potrebbe evolvere malignamente in sollevazioni popolari di grave intensità, grado e numero.

L’accoglienza sconsiderata e scriteriata, irragionevole e “di pancia” (in tal caso dovremmo dire “di utero”, nel senso di matrigna, benigna -formalmente buonista e perbenista- e naturalmente isterica -dalla radice del termine utero-) invece che “di testa” (nel senso di intelligente, razionale, ragionevole) è essa stessa la causa della conseguente e naturale mancata integrazione dei soggetti introdotti in modo compulsivo, emotivo, irrazionale ed illogico, e origine primaria e madre delle violenze cui oggi assistiamo.

E visto che in Italia l’arroganza, la protervia, l’ignoranza e la superbia si buttano in enormi quantità sul fuoco della indiganzione popolare, vi dico io come si risolve emergenza climatica, demografica e dei flussi migratori, in Italia e nel mondo:

(1) chiudere frontiere di tutti i paesi alla accoglienza senza criterio e selezione, priva di prevenzione sanitaria e della misurata sicurezza interna;

(2) respingere ogni ingresso imprevisto, clandestino, violento e non autorizzato di migranti organizzando gli ingressi in modo intelligente e razionale in base a criteri selettivi che rispondano alle esigenze e alla domanda interna, ed in base alla sostenibilità ambientale, economica, sociale e del territorio dei paesi cui sono indirizzati i flussi migratori;

(3) espellere dall’Italia soggetti come la boldrini e la kyenge, rei di aver prodotto una situazione lesiva della sicurezza nazionale, del mantenimento dell’ordine pubblico e della prevenzione sanitaria, azioni dovute dallo stato nei confronti dei propri cittadini a tutela della salute e sicurezza pubblica e privata.

Laura Boldrini, Cecile Kyenge, non è il razzismo che provoca le violenze di cui siamo tutti atterriti spettatori, ma codesta violenza è invece prodotta dal fallimento del multiculturalismo, dal malgoverno demografico e dei flussi migratori, dalle politiche dissennate in tema di crescita della popolazione mondiale e nazionale e sua ripartizione attraverso flussi migratori non governati.

Voi due producete violenza, disordini pubblici e mettete in forse la sicurezza del paese che rappresentate, inoltre vi accuso pubblicamente di fomentare volontariamente disordini pubblici al fine di tacciare di razzismo i vostri avvesari politici e zittire in questo modo chiunque si permetta di affermare che difendere la propria cultura, la propria identità, la propria terra, la propria sicurezza interna ed esterna, la propria salute ed il proprio futuro sia una ignominia da trogloditi sottosviluppati, incivili e barbari.
Vi accuso di tradire il giuramento di fedeltà allo stato italiano tutelando e difendendo in esclusiva interessi non italiani a danno degli italiani.

Le accuse sono gravi, serie e pubbliche.

Il capo dello stato, custode della costituzione ITALIANA, NON EUROPEA O DELLE NAZIONI UNITE (il che configurerebbe il reato di alto tradimento), e/o il premier, dovrebbero chiedere la vostra rimozione con atto di imperio, oltre che chiedere di verificare quali delitti abbiate commesso in azioni od omissioni di azioni, atti umani, politici, amministrativi, politici, di rappresentanza e di governo del popolo italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino “X”

La Parabola dell’Ottimismo che cura la Crisi

venerdì, 16 maggio 2014


In Italia, dopo decenni di decrescita, stasi e recessione, la casta politico-istituzionale continua ad annunciare una ripresa o ripresina che non è mai iniziata, una inversione di tendenza del Prodotto Interno Lordo che il governo, il parlamento e la giustizia italiane non hanno mai costruito, mai garantito, mai assicurato, mai assecondato, mai difeso, mai tutelato.

In effetti, il paradosso di questa “parabola” per creduloni è proprio il fatto che la crisi italiana ha radici storiche proprie, evidenziate dal mancato governo del paese, dalla mancata giustizia (non solo giudiziaria, ma anche sociale e civile), da mancate ipotesi di reato da parte del legislatore che hanno il sapore della miopia acuta, della paura cronica, della incapacità politica e legislativa, relativa ed assoluta.

Infatti resta incredibilmente impunito il reato di comportamento mafioso (punito solo nella sua forma associativa, sfidando l’articolo 27 della costituzione che afferma che la responsabilità penale è personale, e non associativa o concorsuale solamente), come resta impunita l’usura, la corruzione, l’evasione fiscale ed ogni altra violazione di legge.

A onor del vero, il legislatore condivide tale responsabilità con la magistratura, chiusa in continue lotte politiche intestine affatto utili se non propriamente dannose al rendere giustizia, ad assicurare la certezza del diritto e della pena, salvo i casi di quei cittadini che osassero criticare il loro sistema giudiziario deficitario e contrario al raggiungimento dei principi costituzionali, salvo richiamare la costituzione per impedire ogni cambiamento al sistema stesso, in virtù di una autonomia che è divenuta essa stessa potere nel potere, potere sopra il potere, prepotere che pretende un primato mai enunciato e garantito.

Ovviamente, essendo la crisi italiana figlia della cattiva conduzione delle caste dirigenti italiane, prime fra tutte, quella politica, quella burocratica, quella sindacale e quella manageriale pubblica, non è possibile che tali caste corporative modifichino e cambino il sistema in virtù di una perdita di potere da esercitare a fini non meglio estrinsecabili e della perdita di quella impunità e intoccabilità delle caste della prescrizione cronica e acuta e della modifica del loro status quo di caste infiltranti il potere pubblico, nella medesima forma e forse con gli stessi fini delle organizzazioni criminali mafiose:

al fine di abusare del potere pubblico per scopi e fini di parte, di corporazione, di casta, personali e famigliari, di cosca, insomma.

Ecco come la casta politico-istituzionale resta imbrigliata in una eterna promessa mai esaudita di eliminare le cause che sono alla origine della crisi stessa, che si poggia su comportamenti politici e d istituzionali errati e abusivi, forse anche illeciti ed illegali, anche se formalmente ineccepibili.

Un esempio:

ordinare di distruggere le intercettazioni telefoniche che coinvolgono il capo dello stato nelle cosìddette “trattative stato-mafia” è un fatto formalmente ineccepibile, con tanto di bollo e di lacca;
ma tale atto non contribuisce a eliminare il dubbio che le istituzioni italiane si siano arrese patteggiando la resa e il tradimento dello stato che dovevano difendere proprio con il maggior nemico, con quelle mafie che sono definite per la loro pericolosità democratica come “anti-stato”;
anzi, tali comportamenti distruttivi e depistanti confermano la volontà di non essere trasparenti, leggibili, corretti sino in fondo, onorabili in ogni senso;
atti ineccepibili quanto pericolosi.

Quindi, sappiate che in Italia, la crisi, la curano con l’ottimismo, sperando che la crisi passi senza alcuna modifica del sistema, che i mafiosi decidano improvvisamente di suicidarsi in massa, che i corrotti (politici & burocrati) vengano incarnati da subitaneo e fulminante senso dello stato e tutti questi elementi di origine della crisi divengano improvvisamente sostenitori sfegatati della Etica della Responsabilità.

Ma, non abbiate timori in tal senso:

grazie alla autoreferenzialità costruita e consolidata nel tempo dalle caste dirigenti italiane, si garantisce una autarchia dittatoriale assoluta mascherata nel bocciolo di una democrazia repubblicana solo formale, completamente bloccata, sicuramente incompiuta ed abusata, certamente infiltrata e deviata.

Non cambierà nulla perché chi deve cambiare le cose, non ha interesse, volontà, capacità, moralità, coraggio, razionalità, intelligenza, civiltà e dignità sufficienti per cambiare.

Adda Passà ‘a Nuttata, Adda Passà sta’ Crisi.

Sì, aspetta e spera:

chi di speranze vive, disperato muore in un paese così corrotto, mafioso e anormale.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Te la do io la spending review

mercoledì, 12 marzo 2014

Du wat duwillist, aber du vat

Volete salvare l’Italia dalla crisi?

Semplice, facile e veloce.

Seguire le seguenti istruzioni.

Se tagliano il cuneo fiscale che è di circa 300mld-anno di almeno la metà, e cioè non meno di 160mld-anno, e dividono fifty-fifty le risorse così liberate tra datore di lavoro e lavoratore dipendente, portiamo gli stipendi italiani in media UE o OCSE, mentre attualmente sono i più bassi della media OCSE, inoltre abbassiamo il costo del lavoro e conseguentemente il costo della produzione industriale e manifatturiera a livelli tali da tornare competitivi nella globalizzazione, nonostante la crisi.

Ma per far questo, occorre fare un taglio della spesa pubblica senza aumentare il debito pubblico e che sia almeno pari alla diminuzione della pressione fiscale effettuata sul cuneo fiscale, basta tagliare il cuneo di circa 160mld-anno, che è pari a circa il 20 per cento della spesa pubblica annua.

Ma la casta politica dei magnaccioni, dei mafiosi e dei corrotti non vuole perdere il suo potere sul consenso che deriva da una spesa pubblica allegra, sprecona e corrotta e non farà tutto questo.

Il problema non sono i numeri e le cifre e nemmeno i tagli:

l’unico problema che abbiamo in Italia è la presenza della casta politica partitocratica, sindacatocratica e burocratica, caste mafiose, corrotte e criminali che vivono parassitariamente sulle spalle dei lavoratori, dei pensionati e dei disoccupati italiani.

Eliminate questa casta criminale e l’Italia, governata come vi ho su indicato, uscirà da questa crisi come un proiettile.

Se poi volete aumentare la velocità di questo proiettile, basterà realizzare quelle famigerate riforme e quelle liberalizzazioni che la UE chiede all’Italia di fare da sempre e che la casta si è sempre rifiutata di fare.

In questo caso, rischiamo di rientrare alla velocità della luce tra le prima potenze economiche globali.

La crisi, il problema, è solo e solamente la casta.

Gustavo Gesualdo
alias il Cittadino X

PS
Le istruzioni sopra indicate sono gratuite.
Se desiderate un programma completo di spending review e cioè, se volete sapere come si fa a prendere le risorse che servono tagliando in modo orizzontale e verticale la pubblica amministrazione italiana, eradicando mali e pesi inutili e dannosi, aumentando e rendendo efficiente la spesa nei settori come la sicurezza, la giustizia e la sanità e senza invitare nessuno al suicidio, potete chiedere il programma completo al numero telefonico sotto indicato.
Quei porci della casta li strapagate per fare solo disastri e malversazione di danari pubblici:
mi dovrete compensare a dovere se volete sapere come fare.
Tanti saluti a tutte le caste corporative, mafiose e corrotte di questa italietta degli idagliani inetti ed incapaci che massacrano paese reale e popolo sovrano, codesti parassiti che stanno mandando al suicidio centinaia di italiani in difficoltà e alla fuga centinaia e migliaia di italiani, con le migliori menti, le migliori gambe e le migliori braccia.

Te la do io la spending review,
te la do io la globalizzazione,
te lo do io il no-euro,
te lo do io il buon governo,
Italia degli Italiani.

3476433643

E adesso, potete andare a celebrare l’ennesima messa funebre della democrazia repubblicana costituzionale nelle urne elettorali, per mantenere i privilegi impagabili di questi parassiti criminali ed assassini e dei loro amici di merende.

Italia: lo stato bordello – Italy: the bordello state – Italien: Das Bordell Zustand – Italie: l’état bordel

venerdì, 9 agosto 2013

James Walston, professore di relazioni internazionali all’American University di Roma, scrisse sulla rivista Foreign Policy:
in Italia, non solo “alcune donne arrivano in parlamento attraverso una camera da letto”, ma soprattutto “donne e uomini, giornalisti e professionisti, hanno dato via le loro menti e i loro principi, anziché i loro corpi”.

Questo il duro commento alla credibilità di professionisti e giornalisti, parlamentari e aspiranti tali in Italia.

Il declino italiano marcia su binari criminali e criminogeni ben noti, nell’assoluto immobilismo politico e della governance pubblica, nella mancata moralità ed eticità degli stili di vita e dei modelli di riferimento che sono più comunemente condivisi.

Il guaio più grosso è e resta l’eccessiva diffusione e condivisione dei comportamenti negativi, specie in soggetti portatori di licenza, concessione, funzione, attribuzione e gestione del potere pubblico.

Tale condivisione e tale diffusione sono talmente estese da rende i comportamenti negativi come “comportamenti maggioritari” nel paese, di una assurda maggioranza che pretende impunità ed immunità, grazie alla regola della maggioranza dei numeri in una democrazia come pretende di essere quella italiana.

Impietosa l’analisi dei fattori del sempre più probabile fallimento italiano che viene taciuta ai cittadini italiani, pubblicata da pochissimi mezzi di comunicazione e di informazione racconta di uno sfacelo totale, di un degrado abissale, di un disagio sempre maggiore che indica come risorse queste negatività e rinnegandoli invece come fattori del fallimento stesso per una economia interna.

Non è infatti singolare il caso in cui vasti strati della popolazione guardino positivamente alla economia sommersa prodotta dal riciclaggio di danari sporchi rinvenenti da:
corruzione politica e burocratica;
arricchimento illecito ed illegale;
fatturato mafioso;
evasione ed elusione fiscale;
estorsione;
usura;
lavoro nero;
truffe, abusi e frodi ai danni della pubblica amministrazione.

Il complesso di queste attività e di tante altre attività dal simile impatto distruttivo sulla economia italiana può essere definito come socialmente pandemico che nella sua radice greca di pandemico, pan-demos, significa appunto “tutto il popolo”.

Lo stato bordello è qundi uno stato in cui una significativa maggioranza di cittadini adotta comportamenti illceciti e/o illegali nella convinzione assoluta di non poter essere perseguiti né puniti per questi comportamenti, proprio a causa della loro diffusione:

mal comune in questo caso vale molto più di un semplice mezzo gaudio, un guaio che possa contare almeno su di una maggioranza nel paese.

Ecco che, una rinascita economica, politica, sociale, finanziaria ed industriale dell’Italia appare come un miraggio irragiungibile proprio a causa della forte ed assai condivisa volontà negativa popolare che la sostiene e la alimenta, una maggioranza del male che diviene automaticamente anche maggioranza elettorale e di consenso.

Come è possibile allora cambiare questo stato bordello in uno stato normale utilizzando i normali strumenti messi a disposizione dalla democrazia repubblicana e costituzionale italiana, se questi stessi strumenti necessitano di maggioranze democratiche per essere utilizzati a pieno titolo?

Non è forse venuto il momento dopo 64 anni di democrazia rappresentativa, 3 repubbliche, 17 legislature, 61 governi, 12 presidenze e 11 capi di stato di arrendersi alla evidenza che, governare gli italiani non è impossibile quanto certamente inutile ai fini del governo stesso in un sistema compiutamente democratico quale quello bloccato ed insabbiato italiano non è mai certamente stato?

Stato, appunto:

Stato.

Gustavo Gesualdo
alias Il Citadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 25 aprile 2013

giovedì, 25 aprile 2013

25 aprile 2013
Continuano a celebrare uno stato di diritto che non c’è mai stato invece di celebrare il funerale del Paese Reale, assassinato da chi aveva giurato di difenderlo.

Ma, una disposizione allegata alla costituzione e definita “transitoria”, quando cesserà di avere effetti definitivi?

Non si fa giorno se non apri la mente al futuro.
Non arriva notte se non ti arrendi al buio.
Non è il mondo che cambia, ma sei tu a farlo.

La scuola italiana è il datore di lavoro pubblico-privato più grande di UE con la più bassa qualità in entrata e in uscita di UE+USA.

NO al finanziamento pubblico ai partiti, ai sindacati, ai giornali, alle imprese, agli amici degli amici e agli amici di merende.
E’ CHIARO?

Il confidare di un disperato affresca l’ultima spiaggia del naufrago:
non trova alternative al proprio destino.

Tassare le sigarette elettroniche sposta la convenienza dei fumatori verso sigarette a combustione e crea grave danno alla salute pubblica.

L’uomo che pianta semi, raccoglie frutti di cui godere insieme ad altri uomini.

Finalmente un giovane a Palazzo Chigi. Non accadeva dai tempi di Goria, accontentato perché gravemente malato.

Roma ladrona, Milano padrona.
Stessa monnezza napoletana.

L’inciucio perfetto: unire il PD ed il PDL attraverso la Letta’s Family.

Il PD sosterrà un governo ad indirizzo politico di destra, con un programma di destra ed una rappresentanza di destra: ma che bravi!

Sembra di vedere un fanta-horror di quelli anche malfatti.
Sempre gli stessi nomi, sempre le stesse figure: cittadini rifiutati dalla casta.

Napolitano: “Piena fiducia in Letta, non ci sono alternative”
Gesualdo: Piena sfiducia nella casta, non vi sono alternative al male assoluto.

Arrestato l’uomo del giaguaro che smacchiava i diamanti del senatur

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»

Deve esserci qualcosa nel gene italiano che non va.
RAZZISTA! FASCISTA!
Deve esserci qualcosa nel modello italiano che non va.
MODELLISTA!

Quando la partitocrazia rinunzia alle indicazioni di indirizzo politico la politica è morta.

Arresti in regione Basilicata:
assessore PD e capogruppo PDL. L’inciucio perfetto.

Non può il passato correggere gli errori del passato, non può il passato incarnare il Futuro

Le larghe intese non esistono, poiché è proprio nella concezione dello stato che si dividono centro-destra e centro-sinistra.

L’isolamento in cui stringono Beppe Grillo e il M5S racconta tutto il terrore che provoca il cambiamento nella casta

Il “profumo” di un nuovo “amato” governo si stende per l’aie

Purché l’investitura di Renzi non significhi l’alleanza con berlusconi, il che ridurrebbe il renzi ad un giovane bersani.

L’invidia, la gelosia, la rabbia e la visione di un potere personale perduto induce idioti a dare del “ladro” agli onesti.
Ma i ladri siete voi

bersani e berlusconi ed i loro alleati rappresentano il problema, non e mai la soluzione

L’unica unità italiana (inciucio concesso solo alla partitocrazia, alla burocrazia e al sindacalismo, non e mai alla libera scelta del popolo sovrano) che vuole la partitocrazia è la continuità con il passato.
Nel bene e nel male.
Piuttosto nel male.

Con un manganello in mano destra e una bottiglia di olio di ricino in mano sinistra:
o l’uno o l’altra.
Per chi rifiuta:
l’uno e l’altra.

Allibito leggo della poca considerazione di napolitano nelle forze partitiche che lo hanno eletto due volte Presidente della Repubblica..
Simili con i simili:
Io non sono loro simile

Tutti insieme quelli che hanno affossato l’Italia dovrebbero salvarla?
Ma cosa abbiamo scritto noi sulla fronte: Joe Condor?

Siamo alla resa dei conti e non si ode il grido del popolo sovrano:
silenziato dalla dalla I repubblica.
E’ stata tutta una farsa.
Ed è finita.

Il tempo passa, la crisi avanza, la casta campa, la capra crepa, il popolo soffre, i mafiosi corrodono, i politici corrompono, io odio tutti.

Dio succede a Dio, Re succede a Re, napoletano succede a napoletano, Dittatore succede a Dittatore, napolitano succede a napolitano e così via

Ma come si fa a comporre un nuovo governo se la legge elettorale fa in modo che ogni governo nasca zoppo?

Le istituzioni sono in mano al terrorismo politico che usa il terrore al posto del mitragliatore

Popolo di anomali greggi di pecore guidato da vecchi rincitrulliti teleguidati

Rispondo così ad un “amico” su FB che afferma che l’opinione del popolo non serve e non vale nulla:
“non finisce qui e non finisce così: forse non vale nulla la tua opinione e forse non vali nulla tu, ma io ho ancora un cuore che batte ed un cervello che ragiona e non mi arrendo”

Dio è morto
Marx è morto
Benito Mussolini è morto
Ed anch’io, non mi sento tanto bene

E basta con questa eterna lagna della scelta del “meno peggio”.
Io non mi accontento: per il futuro globale dei miei figli, solo il meglio.

Le spalle di bersani poggiano sulle spalle di berlusconi e viceversa.
Caduto l’uno, cadrà anche l’altro.
Senzadubbiamente.

Pavidi e trepidi i membri della casta assistono terrorizzati alla fine del magna magna generale e del loro futuro. Inutili, inetti, incapaci, idioti.

Quel che sembra la rottamazione Bersani credo rottamerà Berlusconi: è come con la caduta del Muro di Berlino, laddove cade l’uno e l’altro.

L’intelligenza, l’ignoranza e la questione bizantina

mercoledì, 4 aprile 2012

Quando a stento si rasenta il suolo con il capo, inutili sono le alzate di testa:

si rischia solo di prendere ceffoni a iosa dal primo che passa da lì, per caso.

Manca la qualità umana, manca la stoffa, manca la professionalità.

Tutto qui il deficit italiano.

Ma soprattutto, manca l’intelligenza, emarginata nella società italiana perché estranea all’ignoranza, alla arroganza e alla presunzione, e perché invece provvista di civica educazione.

E allora, è venuto il momento di dire a chi abusa della buona educazione altrui:

siete solo dei porci senza ali, dei bovini che si fanno trascinare con l’anello al naso, dei caproni belanti e petulanti che tutto giudicano e nulla decidono, solo una massa di trogloditi sottosviluppati.

E per far felice il premier Mario Monti, che con molto savoir faire definisce tutte queste brutture umane e sociali come dei “bizantinismi”, aggiungiamo l’epiteto “bizantini”.

Poveri bizantini:

secondo me erano certamente un popolo migliore di questo.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi, Benito Mussolini:

“Governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi Aldo Moro:

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

E la cultura atavicamente radicata in questo paese sa sempre come ripagare chi lo salva o lo valorizza:

lo crocefigge come Gesù Cristo, lo fucila e lo appende a testa in giù in pubblica piazza, lo lascia morire nelle mani del terrorismo politico.

Mario Monti dovrebbe essere insignito del Premio Nobel per la sua opera attuale.

Io li avrei lasciati morire di fame e di sete:

non meritano altro che questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politici & Burocrati: uniti per difendere se stessi e non il popolo sovrano

giovedì, 5 gennaio 2012

Video del 05 01 2012

La Coesione Sociale – di Gesualdo Gustavo

venerdì, 18 novembre 2011

Il nuovo governo della fallimentare repubblica italiana vara un nuovo dicastero:

il ministero alla Coesione sociale.

La evidente volontà di premier e capo dello stato si indirizza inequivocabilmente al salvataggio della unità nazionale così come è, senza alcun senso critico e sentiero razionale, salvando tutti e tutto:

mafiosi, amici di merende dei mafiosi, grandi evasori fiscali, pluriomicidi, stupratori ed assassini alcoolizzati stradali extracomunitari, corrotti e corruttori, parassiti e fannulloni di ogni genere e razza.

I due “grandi statisti” non si avvedono della evidente incongruenza e del fatto che, molto più che evidentemente, la necessità di munire l’azione del potere esecutivo di un dicastero della Coesione sociale, comprova essa stessa come non esista una coesione sociale unitaria italiana.

Un errore di quelli con il botto, una svista allucinante che denuncia con quali pregiudizi ideologici (altro che tecnocratici) si imposti l’azione del governo che intende salvare tutto e tutti, comunque, senza alcuna selezione, in assenza di un qualunque criterio intellettivo.

Il capo dello stato aveva già dismesso i suoi panni di soggetto istituzionale super partes nel suo ultimo viaggio a napoli, la sua città natale, nella quale dichiarò pubblicamente il suo campanilismo napoletano e meridionale, a tutto danno e nocumento del resto del paese, aggiungerebbe un attento osservatore.

Napoli, è la città sulla quale grava gran parte della responsabilità nella perdita verticale di fiducia e nel pregiudizio internazionale sulla Italia intera, nella sua ostinata continuata ed aggravata difesa di uno stile di vita insostenibile ed incivile, nella non persecuzione della illegalità e nella conclamata incapacità di governare la continua emergenza (ormai emergenza nazionale da qualche anno) della Monnezza napoletana, emergenza che è stranamente scomparsa dai disonori della cronaca, sia pure non sia scomparsa la sua monnezza:

dove è finita e/o dove finirà la monnezza napoletana è divenuto un segreto di stato gelosamente custodito.

Altro che KGB, altro che Putin.

Quel che è certo e comprovato è che sia Napolitano che Monti agiscano all’unisono nel rimuovere ogni oggettiva responsabilità napoletana, campana, calabrese, siciliana e, generalmente meridionale (questione assolutamente irrisolta) dalle pur evidenti responsabilità dello stile di vita meridionale nella escalation violenta con cui i mercati ed i paesi esteri hanno preso d’assalto l’intero paese.

Il sospetto che si voglia salvare in toto un paese così chiaramente non coeso e non unito da aver addirittura bisogno di un ministero della coesione sociale, sale vertiginosamente nella lettura attenta della stampa allineata al potere del nuovo MinCulPop, versione tecnocratico-burocratico-comunista, nella convinzione assoluta che, il voler imporre al paese una coesione che non esiste nei fatti, urti irrimediabilmente contro un paese reale frammentato ed oramai spezzato in almeno tre tronconi geografici e territoriali.

Ecco la visione ideologica del potere istituzionale italiano, l’ideologia dell’unitarismo reale (leggi socialismo reale delle repubbliche sovietiche unite con la forza di una dittatura tecnocratico-burocratico-comunista) che si avvale della forza del potere esecutivo per imporre al paese una volontà pregiudizievole ed ideologica, da applicare con tutta la forza pubblica e coercitiva del governo nazionale al paese reale, piaccia o non piaccia, sia condivisa o meno, sia questa volontà possibile, o paradossalmente assurda.

Insieme, uniti, per forza, con la forza, con la propaganda.

Se non è un atto di violenza questo, allora io non so cosa sia la violenza.

Se non è un atto arbitrario questo, allora io non so cosa sia uno stato liberale di diritto.

Se non è una palese ammissione di disunità del paese questa, allora io non cosa significhi il detto popolare “simili con i simili”.

A questo governo che piace così tanto alle autorità europee vorrei ricordare come i trattati europei difendano in modo netto e determinato il valore del diritto della autodeterminazione dei popoli.

A questo Capo dello stato europeista vorrei ricordare che l’adesione dell’Italia alla Unione Europea sottopone la stessa costituzione italiana ad ordinamenti e livelli di giudizio superiori a quello nazionale, difesa e tutela superiore dei diritti che è stata inoltre recepita dalla stessa Italia.

Insomma, non si può far finta di non vedere e non sentire che l’agire dell’esecutivo all’unisono con la massima carica istituzionale italiana “fanno finta” di non sapere e di non capire in relazione al diritto di autodeterminazione dei popoli e di tutela e di difesa delle eventuali minoranze secessioniste italiane richiamata e ammonita in trattati e convenzioni che recano la firma italiana.

Questa limitazione dei diritti fondamentali dell’uomo e delle comunità umane è inaccettabile, è irricevibile.

L’ostinazione con la quale si profonde un enorme impegno nel tacitare le disuguaglianze e le impossibili coesistenze italiane e nel voler imporre a mezzo ministero esecutivo una “coesione sociale” lascia amareggiati e rammaricati, profondamente ed ingiustamente feriti nella più profonda libertà dell’uomo e della donna e di ogni popolo:

quella di autodeterminarsi e decidere in piena libertà di scelta con chi coesistere e con chi no.

Il violento impatto che una coesione imposta coercitivamente ed esecutivamente potrà avere su di un paese reale già molto distante da uno stato di diritto così povero di giudizio giuridico equilibrato e non di parte ed ideologico supera ogni previsione.

In effetti, il voler arbitrariamente salvare comunque e per forza chi è camorrista da chi non lo è, chi è mafioso da chi non lo è, potrebbe avvitare definitivamente il paese reale in un pericoloso vortice che allontani ancor più il paese reale dallo stato di diritto, il paese produttivo di ricchezza dal paese che produce ed esporta illegalità, il paese del made in Italy dal paese che distrugge l’immagine del made in Italy.

Oggi, il potere pubblico italiano ha fatto una scelta ben determinata e precisa, scelta fatta ignorando un reale grido di allarme sulla non unità di un paese che si vuole imporre coeso.

La politica del potere che redistribuisce una ricchezza che non produce, impicca l’economia che produce la ricchezza che altri pretendono di redistribuire arbitrariamente, in un momento di spaventosa crisi interna ed internazionale può creare certamente il presupposto per un fall out totale del sistema economico, stanco di trascinarsi dietro pesi importanti di popolazioni improduttive e parassitarie, di popolazioni fortemente propense alla illegalità ed al degrado.

Non si può chiudere la questione meridionale in questo modo, senza discernere, senza selezionare, senza razionalizzare.

Si conferma così una evidente volontà politica ed istituzionale del potere pubblico che impone messaggi ripetitivi ed arbitrari da MinCulPop:

tutti mafiosi, nessuno mafioso; tutti corrotti, nessuno corrotto; tutti nella monnezza, nessuno nella monnezza.

No, non è così che si risolvono le questioni importanti e storicamente radicate di un paese che è sempre stato definito come quello “delle due italie”.

Ora, la nuova dittatura tecno-burocratica che non è stata eletta direttamente dal popolo sovrano impone il suo diktat:

questo è un governo di salvezza nazionale nel senso che, noi, potere pubblico ed istituzionale, sacrificheremo una parte dle paese (il nord) per salvare un’altra parte del paese (il sud).

E questo atto di imperio, è inaccettabile, irricevibile, ingiustificabile.

L’economia non è una scienza e nemmeno solo una parola:

l’economia è quella cosa che consente a tutti di mettere un piatto a tavola ogni giorno.

L’economia, come la finanza, non accetta imposizioni, non accetta regole anti-economiche, non può consentire il sacrificio del motore economico di una nazione per salvare chi non produce ricchezza sufficiente per il proprio sostentamento, obbligandosi ad elemosinarne in mani altrui.

Non vi è alcuna dignità in tutto questo.

Non vi è alcuna regola economica in tutto questo.

Non vi è alcuna ragione umana in tutto questo.

Non si può risolvere la questione meridionale in questo modo, come non si può mettere a rischio il futuro ed il presente di un intero paese per salvare con la forza chi, non solo non contribuisce in modo importante e nemmeno sufficiente allo sviluppo economico complessivo, ma pesa invece gravemente come un parassita su di esso.

Non si può sacrificare lo sviluppo economico complessivo in una coesione forzata fra chi produce ricchezza e chi la brucia senza rispetto alcuno, bruciando contemporaneamente anche l’immagine stessa di chi produce quella ricchezza, mettendolo in gravi difficoltà, contraffacendo quella ricchezza, derubando quella ricchezza, gravando su quella ricchezza.

Ma quella ricchezza e quella economia sta prendendo il largo da un simile modo di intendere la coesione sociale e la comunità nazionale.

Le imprese fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

I capitali fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

Chiunque sia dotato di intelletto, fugge precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

E se si è arrivati oggi alla imposizione di un ministero della coesione sociale, a cosa arriveremo domani?

Al mobbing ed alla intolleranza del potere pubblico, o peggio, alla persecuzione morale e materiale di ogni libertà fondamentale?

Verrà perseguitato ed incarcerato chiunque dovesse scendere in piazza al grido di libertà?

Quale avallo popolare sorregge tale coesione?

Non so se per fall out economico-finanziario o per fallimento politico-burocratico, ma è forte la sensazione che questa distanza fra stato di diritto (inteso soprattutto come casta tecno-burocratica e come casta politica) ed il paese reale aumenterà considerevolmente, invece di diminuire, sino alla dimensione del distacco.

In quel giorno, eserciti di tecnocrati, burocrati e politici capiranno l’importanza ed il valore della economia che produce ricchezza, del lavoro che produce ricchezza.

E dovranno cercarsi un lavoro, uno vero, per sbarcare il lunario, maledicendo quel giorno in cui decisero di sottomettere arbitrariamente gli interessi di quella parte del paese che producevano ricchezza, ad un sultanato dello sbafo pubblico, ad una dittatura dello spreco pubblico.

Ad ognuno le proprie responsabilità, compresi quei politici che le ragioni riportate in queste righe proclamano a parole, ma non difendono nei fatti.

Poiché è stato varcato il confine della democrazia rappresentativa.

Poiché è stato superato il limite della tolleranza economica.

E non vi è alcuna giustizia in tutto questo.

E men che meno, una coesione sociale, una giustizia sociale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’assenza di dignità e l’orgoglio del prepotere

lunedì, 7 novembre 2011

Due casi della politica italiana, narrano benissimo le miserie dell’essenza politica italiana, incarnata con un misto terribile di assenza di dignità e di orgoglio del prepotere:

il caso Berlusconi ed il caso Vincenzi.

Il premier italiano, ormai decotto e giunto oltre ogni limite di sopportazione da parte di una popolazione assai scontenta ed indignata per le gravi e serie conseguenze di una crisi cui la classe dirigente di governo non sa porre un freno e di cui la casta politica resta in gran parte responsabile, non trova la dignità delle dimissioni, accecato ancora dall’orgoglio del prepotere.

La nave italia affonda ed il suo capitano non cede il timone, in un incubo onirico di irresistibile assuefazione al potere pubblico.

Nel piccolo delle responsabilità del sindaco di Genova Vincenzi, l’altro caso di assenza di dignità e di orgoglio del prepotere.

Nonostante l’allerta meteo lanciata dalle autorità competenti fosse id grado molto elevato, il sindaco non ha ritenuto di chiudere le scuole, provocando così, la morte di alcune persone, di madri e di figlie.

Il delirio si impossessa di entrambe i nostri “eroi”, nelle dichiarazioni prive di ogni senso di responsabilità umana, civica e politica dei due:

Vincenzi: “Tante persone si sono messe in pericolo da sole”.

Berlusconi: «Chi lascia la maggioranza ora tradisce il Paese».

Ecco la peggiore rappresentazione politica italiana, ecco riunite, le peggiori testimonianze di egoismo che prevale sull’altruismo, di assenza totale di spirito di servizio e di sacrificio, di assenza di dignità politica e di orgoglio del prepotere.

Un simile morboso attaccamento alle poltrone del potere pubblico offre migliaia e migliaia di dubbi sulla qualità delle persone che sono chiamate ad insediarvisi.

Un simile comportamento oltraggioso, non è accettabile, ne condivisibile, ne riconoscibile:

andate a far danni altrove, andate fuori dai palazzi del potere, andate a casa, la vostra.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X