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Riflessioni a tastiera aperta – 10 dicembre 2013

martedì, 10 dicembre 2013

Se il Popolo non si divide
la casta non impera

In Italia i giovani nascono già vecchi e corrotti da un sistema che seleziona ed include mafiosi ed espelle ed esclude meritevoli, leali e corretti.
In Italia la crisi è il sistema.

L’Unione Europea ha finanziato alle bancarelle idagliane attraverso la BCE ben 230 miliardi di euro perché venissero garantiti prestiti ad aziende e famiglie italiane in difficoltà.
Invece, c’è stata una stretta creditizia in Italia.
La UE è dalla parte del popolo italiano, le banche idagliane invece, sono dalla parte della casta.

Voglio proprio vedere come risolve senza danni il nodo ucraino lo zar putin:
secondo me non se la cava a buon mercato come è accaduto con la siria.

Sia pure il 9 dicembre non sia stato organizzato dalla triplice sindacale o dalla casta partitocratica non penso avrebbero ottenuto un risultato migliore di quello ottenuto dal Coordinamento del 9 Dicembre.
Nessuno ha pagato bus, nessuno ha pagato colazioni, pranzi e cene al sacco, nessuno ha promesso posti di lavoro o fatto altre promesse elettorali.
Sia pure a macchia di leopardo, il risultato ottenuto è certamente utile alla comprensione che il popolo tende a sganciarsi dalle logiche di partito o di sindacato e che sta imparando a non fari più mettere l’un contro latro armati per fare la felicità, la ricchezza e il potere delle caste corporative mafiose e corrotte che infiltrano la repubblica ed impediscono la democrazia.
L’inizio della fine:
penso sia stato uno slogan appropriato.

Giornalai, altro che giornalisti: se esistesse un mercato internazionale dei giornalisti, quelli italiani non li comprerebbe nessuno!

Penso non si sia mai sentito in una pubblica manifestazione di contestazione dello stato in questo paese i manifestanti urlare a Polizia e Carabinieri che si toglievano il casco:
“Siete come noi”; “Poliziotto, uno di noi”. Fa riflettere.
Fossi al posto della casta dirigente italiana comincerei seriamente a preoccuparmi:
il popolo ha deciso di non farsi mai più dividere per essere imperato e derubato.

una poltrona a me, poi una poltrona a te, poi una poltrona al nostro amico, poi un’altra poltrona al nostro camerata e poi un’altra poltrona al nostro compagno.
Abbiamo trasmesso la spartizione dei privilegi e delle poltrone delle larghe intese ristrette solo ai militanti dei partiti politici.
Cittadini non tesserati non verrano contemplati se non per contribuire a mantenere i privilegi delle caste e delle corporazioni come quella della camera di commercio, inutile e costosissima, che andrebbe chiusa e di cui andrebbero licenziati tutti i dipendenti e gli amministratori.
Se non si è protetti di un partito non si ha diritto alcuno.
E andiamo avanti, vediamo che si fa male per primo.
O per ultimo.

In Italia facciamo prima e meglio a mettere tutto nelle mani dell’Arma dei Carabinieri e pensionare definitivamente e senza pensione tutti i politici, i pubblici amministratori, i burocrati e i sindacalisti.
Viva l’Arma dei Carabinieri.

Manca il governo, mancano i governanti e mancahi sappia governare e abbia il coraggio necessario per governare. Invece di parlare, parlare, parlare ….
Casta: razza di idioti e di vili senza speranza

La BCE (la tanto vituperata Euopa dell’Euro) ha finanziato le banche italiane con ben 230 miliardi di euro destinati esclusivamente ad aprire linee di credito per famiglie ed aziende italiane.
Le banche hanno preso i soldi e non concedono i prestiti.
L’ennesimo furto aggravato dalla complicità della casta politica e burocratica.

Cammino in una piazza abbastanza centrale di Foggia e mi avvedo che un tizio, avendo mangiato qualcosa al forno lì vicino e abbandonato l’auto in divieto di sosta, getta in terra il tovagliolo di carta con cui manteneva il cibo.
Gli dico indicando la carta in terra: questa è sua.
Fa finta di non capire.
Ripeto e lo invito a gettare la carta in un cestino.
Si irrita e mi manda a quel paese.
Lo appello “foggiano” e gli ripeto di lasciare pulita la strada.
Si irrita, viene verso di me, mette la mano dx in tasca come se volesse tirare fuori un coltello.
Mi inquieto, arretro di due passi, mi preparo all’attacco, alzo la voce e gli intimo:
se tiri fuori un coltello ti spacco la faccia.
Arretra sino all’auto e scappa inseguito dai miei improperi.
Foggiani: uappe ‘e cartone … mafiosi da quattro soldi.

Se i criminali sapessero che dietro la porta di ogni abitazione, di ogni commerciante, di ogni artigiano, di ogni azienda e famiglia italiana vi fosse ad attenderli una bocca da fuoco e persone addestrate ad usarla, penso che avremmo una verticale caduta del numero delle rapine, dopo una iniziale moria di criminali imprudenti. Ecco cosa penso.

La casta politica invita all’ottomismo:
peggio di così è possibile e riusciremo a massacrare tutto e tutti.
Ma riusciremo a farlo solo con il vostro silenzio e la vostra sottomissione.

L’unica vera azione rivoluzionaria che andrebbe propagandata ed incarnata?
Lo sciopero generale del voto.
Senza delega di sovranità, la casta è destituita.
La sovranità appartiene del popolo.
La sovranità è tua: non regalarla a mafiosi e corrotti.

Tutto fumo e niente arrosto.
Tante parole e mai fatti.
Tutti i privilegi del potere pubblico.
Mai il suo esercizio.

Tutti sanno che dentro la UE sei salvo e fuori dalla Unione Europea si muore di fame e di freddo e si finisce ostaggi e pedine di mafiosi come putin.

Illegittime le camere, illegittimo il capo dello stato, illegittimo il governo:
è un golpe istituzionale, intervenga l’esercito per riportare condizioni di democrazia in questa dittatura della casta partitocratica.

Un piccolo ospedale presenta notevoli rischi per i pazienti, laddove un intervento di appendicite acuta in una piccola struttura ospedaliera presenta rischi maggiori di un intervento di alta chirurgia effettuato in un policlinico.

L’unico mafioso buono è un mafioso morto

L’Italia è stata ridotta ad una immensa discarica abusiva da politici, istituzioni, imprenditori e organizzazioni mafiose

Svuotiamo le carceri e visto che ci troviamo, anche il parlamento, il csm, il quirinale, il governo, il senato, ecc, ecc, ecc.

Hey, traditore: tu non sei il parlamento, non sei il governo;
l’indirizzo politico non ti appartiene:
non sei tu il destinatario di alcun potere di cui ti arroghi il diritto e l’esercizio abusivo.

Volete che predica il prossimo futuro di questo paese?
Subito, serviti:
durante le feste natalizie o subito dopo napolitano e la cancellieri liberano i delinquenti dalle carceri per fare un regalo al popolo italiano.
Ma il vero regalo sarà per il legale rappresentante delle mafie: berlusconi.

Un lombardo dopo un lombardo ed un altro lombardo alla guida della Lega:
il Veneto è stato sconfitto e sottomesso ancora una volta.

Chi di abuso ferisce, di abuso perisce

cassazione dei malati di mente

“OFFERTE DI LAVORO – GUARDIA GIURATA
Manpower – Brescia – 600-900 € al mese”
Mettono una pistola in mano ad una guardia che verrà retribuita anche con soli 600,00 euro al mese.
Questa Italia non ha il diritto di sopravvivere:
deve fallire miseramente per poter risorgere gloriosamente.

Non puoi tenere la ciccolata insieme alla m…a con la forza della legge. Chi sa fare qualcosa, chi merita qualcosa non vuole più tirare la carretta per altri dieci fannulloni e parassiti che vivono sulle sue spalle.
I migliori andranno comunque via, in un modo o nell’altro.

Mi sono sempre domandato:
a cosa e a chi serve una camera di commercio il cui segretario ottiene stipendi doppi del presidente americano che è l’uomo più potente del pianeta Terra?
Altra clientela, altra mafia, altro giro, altra corsa.
E io pago.

La Mafia non è solo Riina e Provenzano

Giornalisti italiani : schiavetti scendiletto dei politici e dei sindacalisti .
La figura obbligatoria del direttore responsabile l’ha inventata il fascismo per controllare l’informazione in dittatura ma la usano comunisti , socialisti , liberali e democristiani per controllare l’informazione in democrazia :
viola l’articolo 21 della costituzione .

Camminare per strada a Foggia e sentire degli uomini anziani che discutono della crisi dei nostri giorni.
Uno di loro afferma: pulcinella ci ha ammazzato ….
Oggi mi sento meno solo.

Caduto l’ennesimo pino a Foggia.
Tranquilli, nessun ferito e pochissimi danni e il pino si è piuttosto “coricato” su di un edificio invece di crollare al suolo.
Non si prende ancora coscienza che la provincia del vento (la città più ventilata d’Italia è Volturino) e che i cambiamenti climatici in atto (che rinforzano i venti) sono entrambe incompatibili con chiome di alberi troppo folte sulle quali il vento può fare maggiore pressione e radici che si propagano in orizzontale piuttosto che in verticale, assicurando una minore presa e tenuta oltre che un vero e proprio minor radicamento dell’albero al suolo (e un dissesto grave e serio dei marciapiedi e dei manti stradali, con rinnovato pericolo per la circolazione di mezzi e pedoni).
Non so se l’amministrazione comunale si sia dotata di una mappatura delle criticità, cioè di quegli alberi che, a vista d’occhio, sembrano manifestare volontà suicide piegandosi sino a schiantarsi al suolo, così come accadde e come accade per la “emergenza palme”.
Per mia personale esperienza ed a seguito della mancanza di una quarantina di alberi in soli tre isolati in Viale Cristoforo Colombo e volendo seguire l’esempio del cittadino Mario Vasciminno che ha adottato, creato, mantiene e rende usufruibile il bel giardino di Via Silvio Pellico angolo Viale Ofanto, in questo seguito da numerosi altri cittadini foggiani che hanno adottato altre aiuole o giardini, ho avuto un contatto con la burocrazia comunale del ramo tecnico chiedendo se potessi io, insieme ad altri cittadini, piantare nuovi alberi sostituendo quelli mancanti.
La risposta è stata che no, non si può, o meglio nì, in teoria si potrebbe, ma nella pratica forse sì solo a condizione che i nuovi alberi siano del tipo dei cipressi del cimitero e che non richiedano alcuna manutenzione e/o potatura, poiché il comune non era in grado di assolvere a queste manutenzioni (questo, prima del ritorno dei potatori e dei curatori del verde pubblico).
Insomma, per fuggire dal pericolo dei “pini suicidi” si viaggia verso “cipressacee e betullacee omicide”, in quanto il loro polline scatena l’allergia e la conseguente e pericolosa asma bronchiale in un territorio provinciale che subisce già un pesante quanto sconosciuto “inquinamento da pollini”.
Dalla padella alla brace, insomma.
Sarebbe bello che una completa inchiesta giornalistica che contenesse tutte le informazioni per fare una corretta scelta nel verde pubblico fosse realizzata, pubblicata e resa così disponibile per la politica, la burocrazia e la buona amministrazione municipale.
E visto che di brace trattiamo, aggiungiamo altra legna al fuoco della cittadinanza urbana foggiana e lanciamo anche l’idea di istituire il primo “Pubblico Registro Ciclistico Locale” d’Italia, con la assegnazione di una targa ufficiale e personale ad ogni bicicletta e con la impressione della numerazione matricolare della targa anche sul telaio della bici e dei suoi accessori, provvedimento utile a scongiurare i danni e i furti che i proprietari di biciclette subiscono sempre più spesso, purtroppo, magari monitorando con telecamere (o facendo le vigilare) le rastrelliere pubbliche per lo stazionamento delle medesime bici.
In Svizzera le bici hanno una targa:
stai a vedere che è per una pubblica utilità e per una pubblica sicurezza?
Buona giornata a tutti.

incapaci per natura, ladri per inclinazione, idioti per genetica

Il ministro dell’Interno polacco riferendosi al comportamento dei tifosi laziali:
“ITALIANI BANDITI”.
Domanda (im)pertinente:
perché la TESSERA del TIFOSO non è utilizzata per arginare i banditi italiani che usano lo sport ed il tifo sportivo per fare violenza gratuita?

Per lo schifo di servizi che si riceve in cambio ad una pressione fiscale così forte, potremmo anche appaltare tutto il welfare ai cinesi, ottenere un notevole incremento della qualità, della quantità e della fruibilità dei servizi e risparmaire almeno la metà della spesa pubblica attuale.

Diceva Falcone che la mafia è un fenomeno umano e come tale, ha un inizio e una fine. Sapete quale è la fine di ogni fenomeno umano? La morte. Pena di morte per i mafiosi, altrimenti voi non volete l’eliminazione delle mafie. E ditelo chiaro che vi piacciono le mafie, su. Abbiate il coraggio di dire che contrastare le mafie non è ELIMINARE le mafie e c’è chi, apertamente non vuole la eliminazione delle amfie. Pena di morte per i mafiosi e per i loro amici di merende, visto che ci siamo e che c’è ancora qualcuno che li difende.

Lo stato non fa paura a chi usa il terrore per affermarsi.
Pene dure e punizioni certe.
Gettarli in celle singole senza alcuna pietà e voglia di recuperare ciò che non è recuperabile.

Il nord va alla resa dei conti con il proprio futuro.
Io faccio il tifo per il modello veneto.

Non sono in cerca di guai, ma se i guai mi cercano, allora non mi tiro indietro

Non sapete guidare?
Avete preso una patente di guida chissà come o “per grazia clientelare o corruttiva ricevuta”?
E allora perché vi mettete alla guida di mezzi di trasporto mettendo a rischio l’incolumità fisica e mentale altrui?
Idioti Patentati!

Io ho terminato la mia pietà e la mia pazienza:
non ne ho più per nessuno

Se avete amici o conoscenti di cui vi è noto che paghino per fare sesso con minori (sia femmine che maschi) sia in Italia che all’estero sputategli in faccia, cancellate il loro numero dai vostri cellulari ed il loro volto dai vostri ricordi e denunciateli o segnalateli alle autorità competenti.

Oggi ho avuto l’ennesima prova che nascere e vivere al sud è la più grande fregatura che la vita possa regalare.
Una donna di mezza età, nubile e senza problemi di salute accusa improvvisamente un mal di testa che lei stessa definisce successivamente come “mortale” unito a nausea e vomito (avevo paura di morire).
Si rivolge ad uno pseudo-cardiologo che la visita e la rimanda a casa, senza consigliare (ovviamente: non ci vuole una laurea in medicina e chirurgia e una specializzazione in cardiologia per capire che un mal di testa molto serio potrebbe essere di competenza di un neurologo) una visita neurogologica, una tac alla testa, ovvero un qualsiasi approfondimento diagnostico utile a prevenire un tale evento.
Ora, quella donna langue in un letto della rianimazione dell’Ospedale di Foggia, colta da aneurisma e conseguente emorragia che ha colpito entrambe i lobi del cervello.
Ditemi un po, non sarebbe omicidio questo?
E non merita una fucilazione un idiota del genere?
Altro che stipendio pubblico da cardiologo:
se fosse stata mia sorella eri già morto e defunto, coglione!
Te, chi ti ha selezionato in concorso pubblico, chi ti ha assunto e chi ti paga lo stipendio, razza di assassino che non sei altro.
Io ho approfittato raccontando ai miei due figli maggiori quel che è successo ad una persona che loro conoscevano benissimo e affermando che, vivere a Foggia, nel sud di questa Italia di merda, significa morte certa.

Lo stato ed il popolo italiano sono traditi, svenduti ed asserviti alle mafie

venerdì, 24 agosto 2012

La polizia speciale interforze della Divisione Investigativa Antimafia (DIA) e la magistratura speciale antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), entrambe impegnate mono tematicamente al contrasto delle organizzazioni mafiose italiane, entrambe volute, sognate e fortemente desiderate dai giudici assassinati dalle mafie Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, rappresentano il caposaldo contro l’azione delle mafie, l’unico argine alla sopraffazione delle mafie sullo stato.

Ed è per questo malcelato motivo che, i complici e gli affiliati alle mafie nelle istituzioni italiane stanno lentamente distruggendo la forza investigativa antimafia, attraverso azioni di contrasto ed attraverso atti politico-amministrativi di riduzione delle risorse stanziate e destinate alla lotta alla mafia.

Dopo aver distrutto il Pool Anti mafia, la casta politica più corrotta e mafiosa dell’intero globo terrestre, si prepara a rendere inermi anche la DDA e la DIA, per spianare la strada del potere pubblico all’anti-stato mafioso.

E fu questo anche il destino dell’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, le cui indagini svolte quella sul Policlinico Umberto I di Roma, sulle Asl di Castellammare di Stabia e di Vibo Valentia, sui test universitari per l’accesso alle facoltà di medicina e odontoiatria, sulle procedure di assunzione di personale ausiliario tecnico e amministrativo dell’Ufficio scolastico provinciale di Napoli, evidenziarono un sistema illecito ed illegale assai diffuso e condiviso:

l’Alto Commissariato anti corruzione fu dapprima privato dei trasferimenti e dei finanziamenti dello stato e poi fu desparecido in un accorpamento suicida, che lo dissolse nel nulla fermandone le indagini.

Dopo lo stop alle indagini anti corruzione dell’Alto Commissariato, ecco arrivare dalla casta politica italiana l’ennesimo stop alle indagini anti mafia di DIA e DDA, tramite una riduzione dei finanziamenti trasferiti dallo stato.

Ma proprio in un momento di crisi, questo fatto equivale a regalare lo stato repubblicano e democratico alle mafie, che rappresentano le uniche forze in grado di fare economia in questo momento.

Significa svendere sicuramente tutto il patrimonio statale italiano alle mafie, le uniche in possesso di quelle risorse economiche e finanziarie per acquistare azioni delle partecipate statali (industrie che costruiscono armi, aerei, elicotteri, ecc) ed immobili dello stato.

Anche un potenziale smantellamento delle società di servizi in settori strategici come quello della distribuzione del gas ad uso domestico, della raccolta e della gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani e del trasporto pubblico, conduce ad una maggiore infiltrazione delle organizzazioni mafiose nei gangli vitali del potere statale anche a livelli inferiori come quello municipale e della acquisizione di maggiore potere nel governo delle risorse strategiche ed indispensabili alla comunità italiana.

Così, le organizzazioni mafiose attaccano anche il potere privato italiano, infiltrandolo attraverso l’usura, proprio ora che gli istituti bancari e finanziari grandemente finanziati dallo stato negano l’accesso al credito alle imprese e alle famiglie italiane.

Così le organizzazioni mafiose stravincono la concorrenza con le imprese sane della imprenditoria italiana, ergendosi esse stesse a sistema economico e finanziario secondari, aprendosi strade alternative alla contrattualizzazione iperburocratica e politica attraverso la corruzione ovvero il do ut des dello scambio del voto:

consenso popolare che le mafie controllano perfettamente in sicilia, calabria e campania e determinante per la formazione di una qualunque maggioranza di governo contro l’assegnazione di appalti pubblici, di concorsi pubblici, di svendite del patrimonio pubblico.

Qui e adesso non è con la svendita del patrimonio pubblico alle mafie che si spezza il meccanismo di aumento della spesa pubblica e conseguentemente dell’innalzamento del debito pubblico.

Le forti frizioni ed i contrasti fra la magistratura inquirente e le massime istituzioni italiane (napolitano, d’ambrosio e mancino) nella ipotesi del gravissimo reato di alto tradimento nella trattativa fra lo stato e le organizzazioni mafiose e che avrebbe avuto come conseguenza la riduzione della carcerazione dura del 41 bis a carcerazione normale per centinaia di pericolosi mafiosi, offre uno spaccato di non trasparenza nelle posizioni di alcune istituzioni italiane e degli uomini che le ricoprono nella lotta alla mafia:

chi intende eliminare le mafie non scende vilmente a patti con esse tradendo così il popolo sovrano.

Roma e Milano, in quanto rispettivamente capitale politica e capitale economica del paese, subiscono un attacco feroce da parte della infiltrazione mafiosa, che non esista a trasformare in luoghi da far west le strade e le piazze cittadine, al fine di affermare il potere e la violenza mafiosa.

Tutto questo, è inaccettabile.

Solo la punizione dei comportamenti mafiosi con la pena di morte e la punizione dell’ergastolo fine vita per i complici e gli affiliati mafiosi nelle istituzioni potranno essere argine sufficientemente solido per consentire all’Italia di divenire e di evolversi come un paese normale nella civiltà europea ed occidentale.

Poiché non vi potrà mai essere un qualunque sviluppo economico in tali condizioni di degrado civile, istituzionale e politico.

Poiché non vi potrà mai essere democrazia repubblicana e libertà personale, individuale e collettiva in presenza delle mafie.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Meglio una pecorella o uno spaccarotella?

sabato, 3 marzo 2012

Resto sempre dell’avviso che,
non sempre certamente,
ma talvolta e sempre più spesso nei tempi moderni,
è meglio uno spaccarotella che una pecorella.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Roberto Saviano: il nord, la Lega, e il contrasto alle mafie

mercoledì, 28 luglio 2010

Mi sono appena cancellato dal gruppo su facebook “Nessuno Tocchi Saviano”.

Perchè?

Perchè appare evidente che il saviano usi la sua notorietà contro l’unico movimento politico che ha reso possibile il più grande contrasto alle mafie che questo paese abbia mai vissuto.

Al contrario di tanti altri partiti politici, che il contrasto alle mafie lo preferiscono parlato in tv e scritto sui giornali, la Lega Nord lo ha incarnato e lo ha portato al governo del paese come mai nessuno, in tutta la storia di questo paese.

Dalle parole che leggo nelle interviste rilasciate dal Saviano in questi giorni, appare quasi che le infiltrazioni mafiose provenienti dal sud del paese siano state agevolate al nord, ignorate, sottostimate, quasi accettate.

Invece la realtà ci dice che sono state represse e contrastate con una grande azione giudiziaria e investigativa che ha tarpato le ali al tentativo mafioso di agire liberamente nel nord, quel nord che non ha mai amato le mafie, non le mai condivise, non le ha mai difese.

Quel che dice Saviano contro la Lega è ingiusto e tradisce una posizione politica, un pregiudizio politico.

In passato ho stimato saviano che ha fatto semplicemente il suo dovere di cittadino e di cronista nel pubblicare le infamie mafiose, un dovere che risonosco non essere comune nel sud del paese, ed è questo,forse, il motivo del successo mediatico e giornalistico del mito di Saviano e dei suoi scritti di denuncia.

Ho dovuto ricredermi oggi, dopo che vedo la sua azione diretta ingiustamente contro chi le mafie le ha contrastate veramente e, forse, per la prima volta (visti i risultati mai ottenuti in precedenza, da nessun governo), dal governo del paese.

Questa posizione di Saviano è ingiusta e pregiudizievole.

Non è giusto prendersela propio con il movimento politico che ha garantito legalità e sicurezza più di chiunque altro in questo paese.

Ed ancora più ingiusto è il suo alludere che qui al nord, sinora la Lega abbia dormito e non abbia contrastato adeguatamente le mafie.

Ma si accorge il Saviano dell’assurdità di quel che dice?

E si rende conto il Saviano che con queste accuse offusca e getta ombre terribili e temibili sull’operato dell’autorità giudiziaria e degli investigatori di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza?

Cosa vorrebbe dire il Saviano, che magistratura e forze dell’ordine abbiano anche loro sottostimato le infiltrazioni mafiose provenienti dal sud e dirette a infestare anche il nord del paese?

Nessuno di loro ha dormito, caro Saviano, mentre le mafie del sud tentavano di estendere i loro tentacoli nel nord.

Ed i risultati si vedono.

Le ultime operazioni narrano di investigazioni, intercettazioni, pedinamenti, installazione di telecamere e di un duro lavoro da parte di tutti gli operatori della giustizia e delle forze dell’ordine nel nord come nel sud del paese, al fine di impedire alle mafie di penetrare nel tessuto sociale, nella politica, negli affari, nei grandi appalti, a cominciare da quello dell’Expo di Milano.

Nessuno nel nord ha dormito nel contrasto alle mafie, men che meno, magistratura e forze dell’ordine.

Compresa quella “Lega della gente” che il Saviano dimostra di odiare così profondamente, quella Lega che ha più volte dichiarato dagli scranni del governo che il livello di vigilanza delle istituzioni sulle infiltrazioni delle mafie del sud nel nord sarebbe stato massimo e che il governo assicurava (per la prima volta nella storia d’Italia) misure preventive per impedire che le mafie mettessero le mani sui grandi appalti dell’Expo.

E la risposta dello stato, del governo, della magistratura e degli investigatori tutti, c’è stata, eccome se c’è stata.

Una risposta alle mafie che profuma di legalità, che odora di maggiore sicurezza nella vita dei cittadini.

Ma evidentemente, il nuovo ruolo politico assunto dal Saviano offusca la sua visione e lo rende attore di una brutta pagina della sua vita, una pagina che non lo vede a sostegno di chi, nel proprio duro lavoro quotidiano, nel proprio impegno politico, nelle proprie funzioni pubbliche, dimostra che le mafie le combatte con i fatti, e non con le parole.

Fatti, non parole ci vogliono in politica come nella vita di tutti i giorni.

Quei fatti che Saviano oggi pretende di non vedere.

Quei fatti che oggi danno torto a Saviano e alla sua visione distorta del nord.

Quei fatti che oggi riportano alla ribalta l’ottimo lavoro congiunto fra forze dell’ordine e magistratura nel contrasto alle mafie nel nord.

Il nord ha risposto, la gente del nord ha risposto, le isitituzioni hanno risposto, le autorità hanno risposto, la politica ha risposto:

subito.

Al nord, nessuno rende la vita facile alle mafie.

Riveda la sua posizione, signor Roberto Saviano:

è ingiusta.

E ricordi che il contrasto alle mafie esisteva prima di saviano, esisterà dopo saviano, esisterà senza saviano ed esisterà anche nonostante saviano.

Poichè lo stato esiste ben oltre un saviano.

Le olimpiadi padane della sicurezza

sabato, 5 giugno 2010

Beh, roma non si smentisce.

A Venezia come a tutto il nord, resta una strada alternativa da percorrere:

le olimpiadi padane.

Io le immagino come una sequenza di eventi sportivi e non solo sportivi, che si agganci a manifestazioni fieristiche, presentazione delle nuove tecnologie e delle nuove tecniche, organizzate con la goliardica allegria dei “Giochi senza Frontiere”, laddove le squadre partecipanti debbano impegnarsi in prove mutidisciplinari legate al territorio.

A partire dalla prima olimpiade interforze dei reparti speciali e delle polizie pubbliche e private del mondo, unite ad una manifestazione fieristica sul mondo della armi corte e lunghe, sui differenti metodi di difesa personale (russo, israeliano, etc).

Le gare dovrebbero ovviamente premiare le squadre che meglio si distinguano nel tiro (statico, dinamico, sportivo, etc), nelle arti marziali (karate do, tae kwon do, boxe tradizionale, boxe tailandese, systema, aikido, kick boxing, taiJi quan, jeet kune do, ju do, kendo, krav maga, sambo, etc), in prove di intelligence investigativa e scientifica, in prove di ricerca oggetti e di persone con l’ausilio di unità cinofile, etc.

Non penso esista una vera e propria olimpiade delle arti marziali adottate per la difesa personale nel mondo, sarebbe la prima volta in assoluto che si confronterebbero tutte le arti marziali e le tecniche da difesa civile e militare del mondo, riconosciute o non dal coni.

Ma anche gare specialistiche multidisciplinari che vedrebbero confrontarsi con spirito di corpo, ma atteggiamento agonistico quanto goliardico, tutti i reparti speciali addestrati per settori:
montagne (alpini), acqua (lagunari, seal, marines, etc), terra (competizioni di percorso accidentato con carri armati, fanteria, bersaglieri, etc), aria (paracadutisti, soccorso con elicotteri, acrobazie aeree, etc), salvataggio (Vigili del Fuoco, pompieri, guiardie costiere, etc.) e così via, portando ad un confronto anche tecnologico.

Penso ad una manifestazione con il clima felice e giocoso che ricordo proponeva il ciclo di “Giochi senza frontiere”, laddove squadre miste si impegnavano in obiettivi comuni e procedevano secondo una classifica generale.

Una sorta di maratona dello sport applicato alla sicurezza, tema che di questi tempi, non è affatto secondario.

Un interessante profilo di questa ipotetica manifestazione è anche quello del recupero di fiducia reciproca e di quel sentire comune fra cittadini e forze dell’ordine, un modo originale per far comprendere quanti sforzi e quanti sacrifici impegna oggi l’attività del contrasto alla criminalità, sempre più avanzata tecnologicamente, sempre più competitiva e preparata.

Penso anche ad un settore dedicato alla intelligence, laddove il gioco sportivo si mischia ad una realtà fatta di chimica e fisica, di indagini elaborate quanto affascinanti, visto anche il successo delle fiction che sono dedicate alla investigazione scientifica.

Un gioco, tutto sommato, che offra momenti di incontro e socializzazione fra appartenenti a forze uguali e diverse, come può essere nel caso dei carabinieri e della polizia, dualismo presente anche in altri paesi europei.

Tutto sommato, l’agonismo non ha mai fatto male a nessuno, anzi.

E’ l’antagonismo che andrebbbe evitato.

E non c’è ninete di meglio che il profilo educativo di un gioco per avvicinare posizioni che concorrono alla tutella dello stesso bene, il più grande bene comune, quello della sicurezza.

E con un ministro intelligente, sensibile e volitivo come l’on. Roberto Maroni agli affari interni, chissà che queste parole in libertà non possano divenire una realtà.

Una realtà positiva, figlia di un agonismo positivo alla competizione, al concorrere, al gioco inteso come fattore fondamentale di socializzazione e di confronto.

Più ci penso, e più mi piace.

Per il momento, resta solo un sogno nel cassetto.

Intercettazioni: un disastro politico

sabato, 29 maggio 2010

La nuova normativa che stenta a nascere sulla limitazione dell’uso a fini di indagine e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche continua a ricevere importanti opposizioni.

Dopo il mondo della magistratura e della informazione, anche gli investigatori della polizia, attaverso le associazioni che li raggruppano, fanno sentrie la loro voce contro quello che definiscono “un bavaglio” e indicano gravi limiti alla garanzia della sicurezza nel paese in caso di varo di questo decreto limitativo dell’uso a fini di indagine e della pubblicazione delle intercettazioni.

Un disastro questo decreto, avversato all’interno come all’esterno del paese, un disastro che dovrebbe portare alle dimissioni del ministro siciliano alfano che continua a riproporlo e modificarlo in tutte le salse, tranne quella più giusta e condivisa.

Non si scherza con la sicurezza e con il contrasto al mondo della illegalità, specie in un paese come il nostro, dove l’illegalità diffusa e la corruzione dilagano e le mafie rappresentano un serio rischio alla stassa sopravvivenza del concetto di sicurezza dei cittadini.