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Riflessioni a tastiera aperta – 6 ottobre 2013

domenica, 6 ottobre 2013

Sono sopravvissuto al meridione italiano, alle mafie, alla corruzione, al malaffare, ai malviventi, ai fannulloni ed ai bipedi parassiti.
Sono già a buon punto.
Ma non ho ancora finito il mio lavoro in questa vita.

Impegnarsi in politica in Italia è cosa perfettamente inutile se non si vuol rubare

Papa Francesco su Lampedusa:
la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la facoltà di piangere
Geualdo Gustavo su Lampedusa:
la globalizzazione della ipocrisia ci dona la dittatura di chi ha interesse a tenere aperte le nostre sacche lagrimali e chiusi i nostri cervelli.
Che Dio abbia pietà di voi, ipocriti di ogni genere e grado di interesse.

I politici della casta sono solo dei criminali e da tali andrebbero puniti, segregati, eliminati da un paese che era un piccolo paradiso in terra e che ora è uno lurido cencio sporco e vecchio, lacerato e usurato.
La casta politica italiana è la crisi, è la mafia, è il default.
Le province sono state salvate, il governo è stato salvato, la casta politica è stata salvata, la casta burocratica è stata salvata, il popolo sovrano è stato tradito

Fermati Francesco: nella accoglienza senza ragione stai sbagliando strada

Coloro i quali parlano di accoglienza indiscriminata come risposta ai problemi della globalizzazione erano i medesimi fautori della politica occidentale filo-araba ed anti-israeliana, coloro i quali pretendevano un diritto alla esistenza della Palestina disconoscendone uno pari ad Israele, erano coloro i quali andavano in missioni ufficiali a salutare dittatori di paesi arabi oggi in piena guerra civile, coloro i quali andavano a braccetto con ministri palestinesi espressione del terrorismo islamico, erano i medesimi cretini che bofonchiavano annunciando la primavera araba mai nata, e decaduta in un inverno di sangue e polvere, armi chimiche e guerre civili.
Di cretini è pieno il mondo, ma in Italia i cretini abbondano e sono anche a buon mercato.
Tanto, mica pagano loro per le stronzate che dicono o che fanno.
Idioti irresponsabili

Luci ed ombre mischiano punte di qualità a professionalità nella sanità assolutamente da rivedere, se stiamo almeno ai dati.
Ma una costante c’è ed è inequivocabile:
il meridione non gode di una cura della salute adeguata alla media italiana (non parliamo della vetta, ovviamente).
Questa condizione denuncia la irrisolta questione mderidionale.
Ma scommetto che in quanto ad “occupati” e “spesa” nella sanità meridionale i dati potrebbero affermare una inversione di tendenza rispetto ai dati in exitus da ricoverati.
Ma, le medesime statistiche vengono redatte anche nei confornti della sanità privata e privata convenzionata con il pubblico? Perché se costa troppo e produce poco e male, allora dovremmo rivedere le convenzioni sotto altri orizzonti. Ma non valutate gli exitus, perché quando una struttura ospedaliera privata ha un paziente in emergenza-urgenza, di solito chiama il 118, e la morte avviene nella struttura pubblica. Troppo facile così.

Il Procuratore Capo della Repubblica dott. Leonardo Leone De Castris ha certamente ragione da vendere quando indica nel potere di fascinazione sui giovani delle organizzazioni criminali comuni e mafiose come momento di osmosi fra società sociale e civile e società mafiosa foggiana.
I giovani sono sempre stati giovani, in tutte le generazioni, e per essi termini di valorizzazione della vita come onore, coraggio, giuramento, solidarietà, fiducia, lealtà e fedeltà anche oltre la soglia dell’interesse personale ed economico, anche oltre la mera molla economica possono essere sirene irresistibili, e non scriviamo delle sirene delle FF.OO, certamente. Come dare torto a questo procuratore e a questi giovani quando quei termini di comparazione, quei modelli di riferimento e quegli stili di vita dovrebbero essere quelli della vita istituzionale italiana ma nello stato di diritto della democrazia mancata e bloccata e della repubblica incompiuta di questi termini di paragone, di queste testimonianze, non si trova quasi più traccia? L’antistato ha superato lo stato usando i valori stessi dello stato?
La società mafiosa incarna un modello di società ideale?
Lungi da me un assetto mentale così deformato, proprio io, che chiedo da solo e da sempre la pena capitale non solo per il reato associativo mafioso, ma anche e soprattutto per il reato mai istituito di “comportamento mafioso”, essendo la responsabilità penale nello stato di diritto italiano personale e non collettiva.
Ma certo è che la trasformazione degenerativa del cancro mafioso sembra funzionare perfettamente, costringendo intere generazioni di poco o male educati giovani piuttosto ignoranti a credere che lo stato sia la mafia. Una Matrix in piena regola.
Certo è che chi dovrebbe testimoniare lealtà e fedeltà, onore e coraggio, troppo spesso appare piuttosto evasivo in tal senso, se non proprio avverso.
I miti di una società democratica bloccata e decadente offuscano più di una mente, più di un giuramento.
Ma guai a incarnare per questa società e per questo stato i miti umani che illudono questi giovani distratti e acritici:
allora non sei la soluzione al male, ma il male stesso.
Credi nell’Onore? Stimi il Coraggio?
E ti prendi la solita accusa di nostalgico cassato dalla storia per via di disposizione costituzionale transitoria passata in giudicato che cassa una visione ideologica qualunquista dello stato, impedendo alla formazione delle idee, delle norme, dei miti e degli oltremiti umani italiani di concetti quali l’onore e il coraggio, valori, ideologie e parti politiche messe alla berlina che si vendicano cercando affermazione e riconoscimento in quell’antistato che ha fatto della libertà di parola, di opinione, di idee e di espressione una bandiera ben più credibile di un mero tricolore tradito e consunto dai mille e mille giuramenti traditi.
Cosa fare, io lo so benissimo, ma resto solo ed isolato a crederlo e volerlo.
Cosa non dovete fare voi è regalare valori umani, menti, braccia e gambe che credono nell’ordine, nell’onore e nel coraggio ai peggiori nemici dello stato.
Le strategie partono dalle alleanze.
E questo paese ha urgente bisogno di alleati, non di altri nemici.
Tutto questo detto senza vergogna e senza offesa per nessuno.
Tutto questo scritto e sottoscritto con il sangue della mia vita, al servizio di uno stato cui non ho mai giurato fedeltà, ma che sono costretto a difendere quotidianamente anche da chi è salariato, indennizzato e rimborsato nelle spese per sua difesa e nel suo governo.
Sappiate andare oltre il bene e il male che dovete giudicare.
Ma sappiate essere umani, poco umani, per essere giusti.

Un diritto per essere esercitato va difeso e per essere difeso, va esercitato.
Non vi è altra strada che questa.

Ma il popolo italiano ridotto in miseria e costretto al suicidio o alla fuga dal paese (induzione al suicidio è reato, delitto) non è una tragedia cui avreste il dovere primario di porre rimedio? Oppure è vero quel che si vede da qualche tempo che, il governo italiano tutela in esclusiva gli interessi di immigrati clandestini, detenuti, criminali, pregiudicati, rom e gay? I cittadini normali devono morire senza alcun diritto alla difesa e alla tutela da parte del loro governo? Debbo suicidarsi o fuggire per salvarsi dalla vostra indifferenza? Avete emesso sentenza negativa contro il popolo sovrano italiano? Ed in base a quale potere vi arrogate il diritto di privilegiare talune forme di esistenza piuttosto che la forma principe della cittadinanza? Ma siete del tutto impazziti? La tragedia italiana della miseria quotidiana che induce al suicidio o alla fuga precipitosa da questo paese anormale non vi apre il cuore e la mente a considerazioni di solidarietà e di pietà? Avete forse pregiudizi di tipo razziale, di sesso, di religione o di parte politica con le famiglie, gli imprenditori, le aziende, le industrie, i lavoratori e di pensionati italiani?

Come definire la politica italiana?
La politica senza senso compiuto.

Stasera sono andato a prendere i miei figli che come ogni sera trascorrono un po di tempo all’oratorio della parrocchia.
Ma i ragazzi erano in Chiesa.
Entro e dico al mio primo figlio di raccogliere gli altri (in tutto sono quattro) per andare a casa dove li attendeva come al solito la madre.
Mi sono visto apporre un rifiuto.
Mio figlio veniva impedito di raccogliere fratelli e sorelle per andar via dal tizio che si occupava dell’oratorio.
E questo per ben 5 volte!
Finalmente sono riuscito a riavere i miei figli (sich!), sequestrati da una chiesa che altrimenti avrebbe difficoltà a mostrare quale influenza possiede nelle famiglie parrocchiane alla vigilia delle elezioni politiche.
Complimenti.

La competizione e l’antagonismo politico in tutto il mondo si compone intorno a maggiore o minore presenza dello stato sulla e nella economia.
Ovunque tranne in Italia, laddove la politica ha il grande limite del vizio.

Che pagliacciata: tutto preparato per continuare a rubare tutti insieme ed ancora. Se nel 2012 la corruzione è aumentata di quasi il 70% con queste nuove alleanze del magna magna generale della solidarietà nazionale, come minimo la corruzione politica e burocratica triplica.
Signore e Signori, vi presento la casta politica idagliana.

Maglia nera per l’assistenza ospedaliera la campania, manco a dirlo.
Le regioni del Nord sempre tra le migliori, quelle del Sud sempre tra le peggiori.
Il primo che dice che l’Italia è unita e che la questione meridionale non esiste si prende una pernacchia.

In un paese normale, una parte della popolazione e del territorio nazionale ben determinata e definita (sud) che si vede aggiudicare una cura ed una tutela della salute di gran lunga differente da quella del resto del paese (nord), sarebbe già scesa in strada a protestare contro questo scempio, inferocita ed indignata metterebbe all’indice generazioni di classi dirigenti meridionali che hanno condotto e conducono, hanno rappresentato e rappresentano, hanno governato e governano l’intero paese, a tutti i livelli e in tutti i poteri. Invece, il silenzio avvolge piazze e strade del meridione italiano. Siete proprio dei deficienti senza prezzo: fanno bene se vi sommergono di rifiuti tossici, di governatori regionali froci e di immigrati clandestini perché non vi meritate altro che questo.

Chi tradisce è una merda e questo paese sta morendo sommerso dal tradimento e dalla merda

Lo diceva un mio zio che di politica ne capiva qualcosa che un buon politico è necessariamente un buon giocatore di poker.
Basti vedere l’abuso continuo che fa del bluff uno come berlusconi.

In un programma televisivo stanno raccontando di come siano piene di veleno le produzioni agro-alimentari campane.
Mangiate napoletano, morite napoletano.
E se qualcuno denuncia, la camorra lo uccide e il napoletano del colle telefona e mette tutto a tacere.

A Barack Hussein Obama II è costato molto caro l’aver graziato il criminale di guerra Bashar Hafiz al-Asad di Siria e l’aver graziato anche Hassan Rouhani di Iran:
i repubblicani americani hanno chiuso lo stato federale mancando il finanziamento agli oltre 800.000 dipendenti pubblici federali ed alle strutture federali.
Una situazione inedita per gli USA.
Una situazione che costringerà Obama a fare tagli drastici e lineari alla spesa pubblica americana ovvero lo costringerà ad affrontare il fallimento dello stato federale.

In un sistema politico-istituzionale ormai ridotto ad una farsa nella quale gli attori non fanno nulla per impedire il fallimento del paese e si preoccupano esclusivamente di accusarsi reciprocamente di essere la causa di tale disfatta disastrosa mi convinco ogni giorno di più che questa casta non andrà a fare danni altrove con le buone maniere o con la cabina elettorale.
Il che, mi appassiona e mi incuriosisce nel tentare di proiettare tutte le variabili possibili per immaginare quale sarà il futuro di questo paese, assai corrotto e mafioso, troppo, per avere diritto ad una salvezza gratis et amore dai propri vizi e dalle proprie irresponsabilità.
Da spettatore poco attento mi compiaccio di una sola cosa:
di non aver votato per nessuno di questi pazzi suicidi alle scorse elezioni.

La fine della vita

martedì, 24 settembre 2013

Gli esperti di tutto il mondo affermano che abbiano una decina di anni per salvare la vita su questo pianeta.

E questo è l’ennesimo importante fallimento della politica delle nazioni modello Risiko piuttosto di un governo globale unico, universale, unitario ed univocamente indirizzato, orientato ed eseguito.

Come al solito sia gli esperti che i politici che i giornalisti tacciono qual’è il vero problema, il vero nodo da sciogliere e cioè, l’umanità.

Siamo troppi ed il numero degli esseri umani è triplicato negli ultimi 50 anni e continua ad aumentare senza alcun freno.

Domandina intelligente: come contribuisce una tale popolazione umana alla produzione di CO2?

Respirando innanzitutto.

Poi allevando animali per alimentazione umana, i quali animali hanno la pessima abitudine di respirare anche loro per vivere.

Poi vengono le attività antropiche propedeutiche alla vita umana su questo pianeta come industralizzazione, produzione dell’energia, trasporti, ecc.

Questo gas ad effetto serra (il CO2) aumenta la temperatura terrestre provocando una maggiore e più rapida evaporazione degli oceani, che immagazzinano una quantità di CO2 e di metano enorme, talmente grande che solo il suo immagazinamento nella parte ricoperta di acqua del pianeta consente la vita stessa.

Ma gli esseri umani non emettono solo CO2.

Infatti le loro puzzette emettono gas metano come pure le loro eiezioni emettono metano macerando.

Insomma, ci siamo capiti.

Punto primo: via le democrazie dove non si decide mai nulla e basta un referendum od una sollevazione popolare per cambiare l’indirizzo politico appena intrapreso vanificando ogi azione a salvaguardia della sopravvivenza umana terrestre.

Punto secondo: aggregazione forzata per continenti degli stati e della nazioni, attraverso il federalismo continentale (unica regola: simili con i simili) che rappresenta poi ogni singola nazione ed ogni continente nel governo globale che a sua volta, per divenire autorevole e rispettato deve immediatamente dotarsi del più grande e potente, attrezzato e dotato esercito del mondo e di una potente polizia globale federale.

Punto terzo: governo del globo con una leadreship unica sostenuta da un consigliere per ogni continente planetario.

Punto quarto il governo globale rende esecutive le proprie manovre e le proprie azioni a tutela e difesa dell’umanità in modalità istantanea, usando una forza inaudita ed energica contro ogni avversione all’indirizzo politico globale.

Fine delle democrazie e loro fallimento totale.

Arriva il nuovo ordine mondiale.

Se non dimezziamo subito la popolazione mondiale non potremo assicurare né garantire alcuna continuità alla razza umana.

E senza un governo unico federale globale non si potrà agire nella dovuta agilità e tempestività.

E visto che nessuno si è ancora presentato come candidato al suicidio, non si vede come possa salvarsi questo pianeta.

Fatemi un piacere però, fino a che siamo ancora tutti vivi:

non fatevi chiamare mai più homo sapiens che voi, l’intelligenza umana, non sapete nemmeno dove sta di casa.

Discorsi sulla vita, strofe di esistenza, parole per la sopravvivenza

martedì, 29 maggio 2012

Riporto alcuni brani tratti dal confronto con un amico su Facebook.

L’amico è colmo dell’amore di Dio, così come solo un americano sa essere.

Un amore planetario, che si scontra con la dura realtà.

La dura realtà di un uomo come me, che non riesce mai a spegnere il cervello, nemmeno dinanzi all’amore di Dio e all’amore degli uomini, al concetto di fratellanza e di uguaglianza umana.

Ecco i brani, riporto di seguito solo le mie risposte:

“nella vita spesso si pensa che, per ottenere il bene, bisogna fare del bene. Si confonde facilmente il bene con l’amore. E così, si finse per amare il simile che ti uccide. Per raggiungere l’amore o il bene della pace, in questa valle di lacrime, spesso bisogna far ricorso alla guerra, ovvero, dimostrarsi sempre pronti a difendere bene ed amore. Ovunque. Contro chiunque. Gli esseri umani sono complessi ….”.

” capire …. le regole del pianeta sono differenti dalle aspirazioni dell’umanità. Credere che salvare una vita o mille vite o centinaia di milioni di vite ogni anno sia una cosa amorevole e buona, un bene comune, è un evidente errore. Il pianeta sta morendo, soffocato da una insostenibile umanità, troppo popolato, troppo sfruttato. Ogni nuova bocca che respira e che si nutre, diminuisce drasticamente le aspettative di vita di tutte le altre vite già esistenti. L’amore spinge a salvare ogni vita. La difesa della vita spinge a diminuire drasticamente il numero degli esseri umani, numero raddoppiato negli ultimi 40 anni. …. capire …. capire cosa? le ragioni del cuore? le ragioni del pianeta? le ragione della vita? e di quale vita?”

Le domande sono dure, nude e crude.

Le risposte sono inumane, sebbene umane, poco o troppo umane, a seconda delle visioni.

Ma è vietato non applicare il dono di Dio della razionalità.

Riflettere ed agire conseguentemente oggi sul futuro del pianeta e della stessa sopravvivenza dell’umanità, potrebbe cambiare le cose, potrebbe salvare l’umanià degli uomini e delle donne.

Ma serve coraggio per affermare il bene.

Specie quando in troppi leggono il male come un bene fraterno e uguale a se stesso.

Specie quando esistono religioni, credenze, stili, visioni e modelli di vita inconciliabli ed incompatibili con la sopravvivenza dell’umanità.

Occorre riflettere.

Occorre prendere decisioni importanti, vitali direi.

Occorre agire, occorre reagire all’inazione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

L’insanabile contenzioso sociale europeo

giovedì, 26 aprile 2012

un simbolo di pace? no, un simbolo che denunzia carenza intellettiva

Quanto teme la Norvegia il pluriomicida Breivik?

Molto, moltissimo.

In 40 mila si riuniscono per intonare una canzone odiata da Brievik intorno al carcere dove è detenuto.

I numeri parlano da soli.

La canzone, Children of the Rainbow, è un inno ideologico al perbuonismo e perbenismo idiota, suicida e masochista che vede l’Europa e gli europei soccombere sotto la pressione sociale di immigrati mussulmani che non hanno alcuna intenzione di integrarsi con il modello e lo stile di vita europeo, ma dimostrano invece di essere agenti esterni affetti da fobia anti occidentale.

Questa “riunione canzonatoria” è la dimostrazione provata che esiste un nesso ideologico di causalità in questa faccenda, in questa triste vicenda nella quale hanno perso la vita decine e decine di persone, in questa strage terribile ed orribile, (ma necessaria, come dice Breivik stesso) che lascia aperti interrogativi importanti sul futuro della Norvegia e della Europa.

Questa ninna nanna marxista comunista prova che la strage di Utoya non è opera di un folle, non l’atto indiscriminato di un pazzo.

Questa ninna nanna marxista comunista prova che la strage di Utoya è una strage figlia della contrapposizione ideologica:

è un atto di terrorismo politico che fa emergere un conflitto sociale, un contenzioso sociale, umano e politico europeo che le camere di compensazione istituzionali, democratiche e repubblicane si sono dimostrate incapaci di digerire e/o contenere.

Questo è l’insanabile contenzioso sociale che rischia di spezzare il patto comunitario che unisce le popolazioni europee ed occidentali spesso incapaci di governare i dissidi interni, di regolare l’espansionismo islamico, di superare il ritardo dei paesi del sud europa e di moderare l’eccessiva arrendevolezza dinanzi alle sfide del presente e del futuro da parte delle decadute e decadenti sinistre, arrendevolezza che è figlia di un eccesso di benessere che queste sinistre non hanno prodotto, ma contrastato e goduto contemporaneamente (vivere senza vergogna…), benessere che è scomparso dal nostro presente e dal nostro futuro.

Il braccio di ferro fra Anders Behring Breivik ed il suo paese denuncia le distanze, talvolta incolmabili, che derivano da differenti sitli di vita e di pensiero che si dimostrano inconciliabili ed anzi, in aperto e pubblico conflitto fra loro.

E la prova di tutto questo non sta nella strage compiuta da Anders Behring Breivik ad Utoya e Oslo, ma resta proprio nella risposta socio-politica ai suoi atti che fa emergere un conflitto di visione e di programmazione nel popolo europeo.

Questa strage è frutto della forsennata e idiota politica del multiculturalismo europeo, e rappresenta la messa in soffitta di un frainteso senso di accoglienza di cui abusano coloro i quali pretendono di essere padroni in casa altrui.

E di chi fa credere loro che così sia.

Con l’avallo suicida e morbosamente masochista di “certo arcobaleno” piuttosto tramontato.

Un arcobaleno di razze, di religioni, di stili e modelli di vita dimostratisi ampiamente incompatibili ed inconciliabili tra loro.

“Vivremo insieme, ognuna sorella e ognuno fratello, piccoli figli dell’arcobaleno e di una terra verde”.

En himmel full av stjerner (Un cielo pieno di stelle)
Blått hav så langt du ser (Mari blu fin dove riesci a vedere)
En jord der blomster gror (Un mondo dove crescono fiori)
Kan du ønske mer ? (Puoi chiedere qualcosa di meglio?)
Sammen skal vi leve (Insieme dobbiamo vivere)
hver søster og hver bror (Ogni sorella e ogni fratello)
Små barn av regnbuen (Piccoli bambini dell’arcobaleno)
og en frodig jord. (E un mondo in fiore)
Noen tror det ikke nytter (Alcuni pensano che non sia importante)
Andre kaster tiden bort med prat (Altri sprecano tempo in chiacchere)
Noen tror at vi kan leve av (Alcuni credono che si possa vivere di…)
plast og syntetisk mat. (…plastica e cibo sintetico)
Og noen stjeler fra de unge (E alcuni rubano ai giovani)
som blir sendt ut for å sloss (che sono mandati a combattare)
Noen stjeler fra de mange (Alcuni rubano ai molti)
som kommer etter oss (che verranno dopo di noi)

Ritornello

Si det til alle barna! (Ditelo a tutti i bambini)
Og si det til hver far og mor: (E ditelo a ogni padre e madre)
Ennå har vi en sjanse (Che abbiamo ancora la possibilità)
til å dele et håp på jord. (di condividere la speranza nel mondo)

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il futuro del pianeta – Parte Terza – Il caso varesino

sabato, 12 marzo 2011

Osservo un grafico che sovrappone l’andamento delle variabili nella popolazione mondiale con quello della Co2, meglio nota come anidride carbonica.

Dal 1825 le due linee salgono insieme, costantemente, perentoriamente, senza mai scendere e/o fermarsi, in una costante che indica senza ombra di dubbio che esista un nesso fra le due.

Sembrano affermare con decisione che l’aumento della Co2 in atmosfera sia direttamente proporzionale all’aumento della popolazione umana.

L’inverso non è credibile, in quanto non è dimostrabile razionalmente e scientificamente come dall’aumento della Co2, derivi un aumento della popolazione, quasi che il Co2, si dimostrasse un gas altamente afrodisiaco, provocando un singolare aumento del desiderio sessuale e della conseguente procreazione.

La crescita delle due linee assume un aspetto quasi verticale negli anni che vanno dal 1970 al 2010, gli anni in cui la popolazione mondiale, in assenza di guerre, è passata dai 3,5 miliardi ai 7 miliardi di individui.

Il Fattore più importante della crescita demografica umana si rappresenta piuttosto nella assenza di guerre, nella crescita di un benessere diffuso (il boom economico) e nel correlato e provocato aumento dei consumi.

Semra vi sia una correlazione ulteriore, scendendo nei particolari, negli agglomerati urbani di grandi dimensioni, laddove la produzione di Co2 pare letteralmente “esplodere”.

Pare anche da escludere una correlazione con i “Cicli di Milankovitch” visti come “effetti collettivi delle variazioni dei moti della Terra sul suo clima”, a meno che, per ironia della sorte beffarda, all’aumento della popolazione terrestre vada affiancato un analogo e temporalmente adiacente fenomeno del riscaldamento globale causato dal posizionamento dell’asse terrestre (modificatosi ieri di ben 10 centimetri a causa del terremoto che ha colpito il Giappone), ovvero dall’effetto gravitazionale dei pianeti Giove e Saturno (i più massivi del sistema solare), oppure da un aumento della irradiazione derivante da un aumento dell’attività solare, od anche da un fenomeno altrimenti attribuibile di aumento del “forcing solare”.

Ma questi, sono indimostrati effetti di correlazione fra l’aumento della popolazione ed aumento della massa di Co2 presente in atmosfera.

Differente è il fenomeno dell’umento dell’azione negativa di alcuni gas sullo strato di ozono, strato di gas che filtra le radiazioni solari rendendole umanamente accettabili, fisicamente e chimicamente vivibili.

Ma questo ultimo caso trova ancora una volta correlazione con l’aumento della popolazione umana e delle attività antropiche necessarie al mantenimento in vita di un sempre maggiore numero di individui.

Sembra quindi affermabile che, l’aumento della popolazione umana, è fattore scatenante principale dell’aumento in atmosfera di questi gas (gas ad effetto serra), compresa la Co2, gas che producono squilibri chimico-fisici importanti, causa a loro volta di sconvolgimenti climatici subiti dal nostro pianeta in questi tempi.

Il primo livello

Appurato che questo assioma aumento della popolazione=aumento dei gas sia causa principale della devastazione climatica ed atmosferica che subiamo e che, questo assioma sia fonte principale dell’aumento delle temperature terrestri e dell’effetto serra, passiamo ad una analisi di secondo livello:

il rapporto fra gli elementi principali di danno che provengono dall’aumento demografico e le conseguenti dinamiche chimico-fisiche.

La popolazione umana ed animale produce attraverso la fase ventilatoria, uno scambio con l’ambiente esterno di due gas:

introita ossigeno ed espelle anidride carbonica.

In una condizione normale introita mezzo litro di gas e ne espelle altrettanti.

Ma solo in condizione respiratorie normali, escludendo quindi ogni attività fisica che tende ad aumentare la quantità di gas scambiati sino ad un volume pari a 3/4 litri per atto respiratorio.

Ora, moltiplicate questi dati per 7 miliardi, tanti quanti sono gli esseri umani sul pianeta ed otterete l’ossigeno consumato dall’umanità e l’anidride carbonica emessa in atmosfera, fermandoci al solo dato respiratorio, vitale per eccellenza.

Quanti atti respiratori al minuto?

Quanti un un’ora?

Quanti gas scambiamo noi esseri umani ogni giorno?

La matematica non è il mio forte:

lascio a voi l’esercizio di questa proiezione.

Ma gli esseri umani per vivere mangiano, cibandosi anche di animali.

E gli animali, respirano anche loro, consumando ossigeno e producendo anidride carbonica.

La popolazione mondiale animale, sopravanza notevolmente in termini di numeri quella umana.

E siccome anche gli animali per vivere, oltre a respirare, mangiano, lascio a voi l’ingrato compito di analizzare e calcolare:

quanti sono gli animali nel mondo:

quanto ossigeno consumano e quanta anidride carbonica producono (notate che gli animali da allevamento per alimentazione umana come i maiali ed i bovini, hanno capacità polmonari di gran lunga maggiori di quelle umane e scambiano di conseguenza, una maggior quantità di gas per ogni atto respiratorio);

quanto ossigeno e quanta anidride carbonica vengono prodotti per alimentare, curare, riprodurre e far crescere la popolazione animale allevata per scopi alimentari.

Ora, dopo aver risolto questi rebus matematici, ottenete un dato complessivo di quanto ossigeno consuno e di quanta anidride carbonica producono gli esseri viventi terrestri partendo da un solo dato:

la mera sopravvivenza degli esseri umani, tradotta nell’atto respiratorio e nella mera alimentazione da fonte animale.

Poi, vi sono da calcolare le attività antropiche che definirei di terzo livello:

l’industria (produzione, trasformazione, etc), il trasporto (automobili, aerei, treni, etc) e tutte le altre attività antropiche come la deforestazione (la flora respira anch’essa, con benefici effetti sul clima) e l’urbanizzazione (edilizia, strade ed autostrade, etc) del pianeta.

Sentite un po di più il peso dell’anidride carbonica su di voi?

Beh, anch’io ho la strana sensazione di respirare un’aria non proprio perfetta per la respirazione umana.

Mah, sarà colpa delle sigarette.

Ohps, anche quelle bruciano ossigeno e producono gas tossici.

Mettete nel conto anche queste.

Abbiamo raggiunto un grado di analisi (affatto scientifica, per carità) sufficiente a meglio comprendere quali siano i fattori che sono alla base degli socmpensi climatici in atto, compreso l’aumento delle temperature e l’aumento della produzione di gas responsabili dell’aumento dell’effetto serra, un effetto che normalmente serve a garantire la vita su questo pianeta, ma che pare sia in costante aumento ultimamente.

Un aumento delle temperature che rischia di aumentare la evaporazione degli oceani e di liberare nell’atmosfera terrestre qunatità veramente importanti di anidride carbonica, il cui più grande giacimento terrestre (il 78% del totale), è imprigionato proprio nelle acque dei mari.

Ecco, il quadro analitico è ora completo.

Le politiche demografice nazionali

La capacità umana di mettersi al riparo da potenziali danni che mettono in pericolo la sopravvivenza della vita su questo pianeta, sinora si è radicata sul contrasto alle guerre (triste dirlo, ma sinora è stato l’unico fattore determinante nel contenimento della crescita demografica planetaria) ed in pressioni ed inviti, più o meno ascoltati, a non favorire l’aumento della popolazione umana nel globo.

Un fallimento totale.

Il boom economico ed il conseguente aumento dei consumi nelle aree del nord, del centro e del sud asiatico (Russia, Cina, India, etc), ha creato un conseguente boom demografico eccezionale, don una conseguente diminuzione della mortalità derivante adi nuovi mezzi per la cura della salute che hanno raggiunto queste aree.

Anche il continente africano vede un continuo aumento della popolazione, anche se all’origine di questo aumento non vi è certamente un boom economico, quanto evidentemente regole ancestrali religiose che promuovono la poligamia (quadro estensibile al sud est asiatico, dove è maggiormente diffusa la religione islmamica) ed una profonda ignoranza di base ovvero una istintiva quanto autolesionista convinzione che, riproducendo maggiormente, aumentino di conseguenza le probabilità di sopravvivenza del proprio genere genetico.

Niente di più falso, ma anche niente di più difficile da spiegare a chi combatte quotidianamente per la mera sopravvivenza, sia individuale che genetica.

Nel contempo, nei paesi a civiltà avanzata, la diminuzione della crescita demografica ha creato un falso convincimento per cui, la decrescita demografica (conseguente al convincimento intelligente e razionale che non si può continuare a crescere demograficamente e nei consumi per sempre, poichè “infinito” è un termine sconosciuto alla madre terra) , debba essere compensata dall’ingresso di flussi migratori provenienti da quei paesi che continuano a crescere in modo selvaggio e senza alcun controllo politico, democratico e demografico.

E’ l’assalto alla diligenza più importante e pericoloso degli ultimi cento anni:

la sostenibilità ambientale dei territori dei paesi sviluppati è ormai giunta ad un punto critico e la loro sussitenza era legata al consumo di risorse che provenivano dai paesi non sviluppati che, con il loro improvviso sviluppo incontrollato, hanno iniziato un consumo sconsiderato di quelle risorse che non vengono più trasferite nei paesi sviluppati.

Risultato?

L’assalto alla diligenza del benessere nei paesi ricchi rappesenta un afllimento ed un grave ed insidioso pericolo, poiché nella diligenza stessa non vi è un tesoro da condividere, ma una crisi da risolvere, cui i novelli flussi migratori contribuiscono all’aggravamento.

L’evidenza di questa semplice realtà produce un meccanismo di autodifesa nei paesi sviluppati, meccanismo che tende a rifiutare l’ingresso di nuovi flussi migratori, nella avveduta consapevolezza di non poter offrire nulla ai nuovi arrivati, nemmeno un posto di lavoro, che non risulta disponibile nemmeno per i residenti.

Le politiche demografiche mondiali

Il sostegno di un progresso industriale che pare non confrontarsi con i limiti delle risorse naturali, corre parallelo ad un dato fondamentale:

il consumo.

Taluni indicano nella crescita demografica un fattore di crescita economica derivante dalla semplice equazione per cui, maggiore presenza umana, produce maggiori consumi.

Il che, rappresenta un dato in se, assolutamente vero, incontrovertibile.

Ma l’aumento dei consumi produce anche un aumento a catena della Co2 prodotta, dell’ossigeno consumato, della produzione di alimenti da fonte animale, e così via, riproducendo nel contesto globale, l’effetto del “cane che si morde la coda”, affermando quel fenomeno antropico che sembra tutto volto a cercare il proprio danno, la propria estinzione.

Il ruolo della leadership politica mondiale in questo senso, assume un rilievo eccezionale.

Purtroppo, gli avvenimenti degli ultimi tempi, non offrono molto spazio alla speranza della creazione di una politica transnazionale e globale che combatta gli effetti negativi riprodotti da stili di vita negativi nelle nazioni dle mondo.

Il ritorno dopo un paio di secoli alla guida della leadership economica mondiale di Cina ed India, provoca contraccolpi notevoli nelle democrazie occidentali che sinora, hanno tentato una normalizzaizone globale dei sistemi.

Ma tali democrazie si sono indebolite a causa di due fenomeni:

1 – la crisi finanziaria e la conseguente crisi economica

- la crisi finanziaria
le sovrastrutture finanziarie occidentali sono letteralmente crollate sotto il peso insostenibile di una esigenza di ricchezza impossibile ed infinita, oltre che fine a se stessa:
la finanza ha smesso di essere fattore di sviluppo e di crescita al settore industriale per divenire essa stessa sistema produttivo di danaro a scapito del sistema produttivo e delle sue regole.
Il sistema bancario mondiale si è scoperto avere completamente dimenticato la sua identità di sostegno alle imprese umane per divenirne appendice senza alcua finalità eco-indutriali ed eco-sociali, figurarsi eco-logiche.
Le logiche del comparto bancario e finanziario non sono più utili al sistema, ma appaiono sempre più impazzite deformazioni cancerogene cellulari, tanto da creare esse stesse, la più grave e profonda crisi socio-economica-finanziaria globale dell’ultimo secolo, crisi che ha colpito, per ironia della sorte, proprio quei paesi che l’ahhno creata e sostenuta.

- la crisi economica e dei fattori della produzione
l’assetto dei consumi nell’ambito del sistema capitalistico è stato sinora condizionato dalla regola del consumismo, regola che non può più essere sopportata così come è per molto ancora nei paesi maggiormente industrializzati, poichè i parametri del costo delle democrazie, del costo del lavoro, del costo delle garanzie civili ed in favore dei più deboli, del costo e dell’approvigionamento delle risorse indispensabili alla produzione, non consentono più ai paesi sviluppati di competere con mercati deregolati come quelli emergenti, anche a seguito della diminuità capacità di approvvigionamento di quelle risorse che servivano, ad un dato prezzo, di produrre in un regime di libera concorrenza internazionale.

2 – l’attacco all’Occidente del terrorismo nella volontà espansionistica ed egemonizzante islamica

L’11 settembre 2001 ha segnato una svolta a causa di follie espansionistiche anti-liberali islamiche che hanno colpito i stessi simboli dell’occidente ricco e sviluppato.
Ancor prima, altri atti terroristici islamici hanno colpito le Twin Towers come le effigi del dio Buddah, confermando una volontà negazionista della libertà in tutto il pianeta, contro tutti i sistemi, contro tutte le religioni contro tutti gli stili di vita differenti da quello islamico, attuando contemporaneamente una subdola infiltrazione dei sistemi democratici occidentali attraverso l’introduzione di cellule islamiche fondamentaliste nei sistemi democratici, allo scopo di ribaltarne i governi proprio attraverso l’arma della crescita demografica, presenza che pesa e non poco nelle regole della democrazia, laddove è la maggioranza dei numeri a governare un paese, e a dettarne le regole che difendono, tutelano e garantiscono uno stile di vita piuttosto che un altro.

La difesa del territorio dai flussi migratori indiscriminati e potenzialmente insidiosi e pericolosi per l’identità territoriale

Gli Stati Uniti d’America sono da sempre all’avanguardia nella difesa del loro territorio da attacchi demografici attraverso l’applicazione di filtri che impediscano un irrazionale ingresso di flussi migratori.
L’Unione Europea invece, sia nella sua struttura sovranazionale, sia intesa come somma di stati liberi ed indipendenti, ha commesso molti e gravi errori in tal senso, riempiendo a dismisura il territorio del vecchio continente di nuovi flussi migratori tendenti ad estorcerne il potere, a distorcerne il governo, a pretenderne il mero mantenimento.
Gravi problemi vivono paesi europei laddove l’ingresso indiscriminato di immigrati hanno prodotto profonde ferite sociali e continui conflitti comunitari, hanno gravato sulla capacità di sviluppo e di mantenimento di stili di vita ed identità profondamente radicati nell’essenza stessa di quei paesi, raggiungendo soglie di crticità allarmanti.
In tutti i paesi europei vi è una risposta sempre più forte a questi pericoli, a queste insidie, nella crescita dei consensi ottenuti da quei leader politici che hanno spauto meglio incarnare la garanzia non solo ideale di una difesa della identità e del territorio.

La risposta della politica vera: il caso varesino

In Italia, da un paio di decenni, tali incarnazioni ideali di libertà vengono ben rappresantate da un movimento politico che ha fatto della difesa di uno stile di vita condiviso e della difesa del territorio e della sua gente, una bandiera sempre più sostenuta dal consenso popolare.
La Lega Nord per l’Indipendenza della Padania nasce nella provincia di Varese per poi espandersi rapidamente in tutto il nord e non solo.
La tutela del territorio, della popolazione e di uno stile di vita a Varese, rappresentano un nucleo importante di questa nuova “strada politica”, opponendosi costantemente ai tentativi di aggressione demografica, urbana ed edlizia, difendendo strenuamente un territorio che ha conservato maggiori caratteristiche naturalistiche sul modello elvetico e tedesco, piuttosto che su quello medio italiano.
La natura ancora vive e palpita in un territorio che ha saputo comunque bilianciare una industrializzazione anche importante con il rispetto dell’ambiente, non solo naturalistico, ma anche urbanistico.
Il consumismo forsennato è stato contemperato a Varese da uomini e donne che hanno chiesto ed ottenuto di coniugare libertà ed ordine, produzione di ricchezza e salvaguardia dell’ambiente.
Una battaglia che è ancora in atto, che ancora viva e combattuta.
E’ da Varese che parte un segnale positivo per tutto il paese, è da Varese che uomini e donne coraggiosi dimostrano come sia possibile contrastare gli attacchi dei gruppi che vorrebbero tarsformare questa magnifica realtà in un mattonificio devastante, per aumentare senza senno un insediamento demografico ed urbano che ucciderebbe e per sempre una identità orgogliosamente difesa.
E’ sempre da Varese che partono uomini e donne al servizio dello stato che offrono modelli ineguagliati di continuità e di capacità di governo, fedeli e leali, senza alcun timore reverenziale per quegli oscuri poteri che restano nell’ombra a tentare di massacrare il territorio e di uccidere il futuro di ognuno di noi.
E’ ancora da Varese che parte l’offensiva vincente a quel mondo inutile di prezzolati parrucconi che se ne fregano della difesa di una identità territoriale e tentano forsennatamente e continuamente di devastarla, di assassinarla.
Ed è comunque da Varese che son parti uomini e donne capaci di fermare le mafie, capaci di interrompere quell’azione devastante e davastatrice che le organizzazioni mafiose praticano quotidianamente contro le aziende e le famiglie italiane, producendo una concorrenza sleale nel campo della imprenditoria, concorrenza che uccide ricchezza e posti di lavoro, in cambio di una affermazione negativa del male mafiosio e del suo progressivo manifestarsi.
Ed è girando nottetempo nei dintorni di Varese che io ammiro la passeggiata di un magnifico esemplare di cervo maschio, aggirarsi fra le strade di un sobborgo varesino.
Ed è quella per me, la prova che un modello umano e politico vincente, non può discostarsi da un assetto naturale della vita, laddove, la difesa di una vita, di un suo stile orgogliosamente affermato, di un territorio orgogliosamente difeso.
Il caso varesino di resistenza alle tentazioni del facile arricchimento edilizio che stuprerebbe invece un territorio ancora intatto e la difesa ad oltranza di un modello di vita che si dimostra ogni giorno sempre più vincente, mi convincono sempre di più che questo modello è il modello iedale da seguire e da interpretare in tutto il paese, in tutta europa, se si vuol tendere ad una vita che sia vita, di un simile che sia simile, di cervo che sia libero, di un territorio che si difende, di un popolo che testimonia ogni giorno di più, granitiche capacità di governo, di buongoverno, di pulizia ed igiene mentale e comunitaria.
Il modello varesino è punto di riferimento imprescindibile in questo nuovo solco umano e politico che vede nella difesa della sicurezza in ogni suo senso, l’unica strada da percorrere, l’unica difesa possibile, l’unica capacità di governo del territorio, l’unico stile di vita accettabile, sia dagli uomini che dalla natura.
E tutto questo perchè io possa ammirare un magnifico cervo libero, consapevole che la sua libertà, è strettamente collegata alla mia.
Ed io, sono profondamente orgoglioso di poter godere di questa libertà, di poter partecipare a questa battaglia per la vita.
Per quella vita che va difesa, va interpretata, va rivendicata.
Per quella vita che altri, chiedono costantemente di sopprimere, di cancellare, di stuprare, in virtù di diritti acquisiti e mai guadagnati, ed in virtù di doveri sempre reclamati, ma mai esistiti.
L’unico diritto che ho è quello di difendere la mia vita e la mia libertà, come quella dei miei simili.
L’unico dovere che ho è quello di difendere la mia vita e la mia libertà, come quella dei miei simili.
Null’altro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X