Articoli marcati con tag ‘politica antagonista’

Hanno ucciso l’Uomo ragno: chi sia stato non si sa

domenica, 31 ottobre 2010

Dopo l’evolvere del male oscuro della politica italiana che ha condotto l’esecutivo più attivo, dinamico, decisionista e riformista della storia della repubblica italiana alla paralisi totale, possiamo tirare le prime somme dei danni.

Ha vinto la parte peggiore del paese, ha vinto la restaurazione di quelle prassi umane e politiche che hanno distrutto questo paese, ha vinto la conservazione di quegli stili di vita incompatibili con il governo di uno stato moderno ed avanzato, ha vinto la casta delle poltrone e dei privilegi, la casta che vuole l’assenteismo sul luogo di lavoro, la casta che non vuole l’eliminazione delle mafie, la casta che non vuole ridurre il debito pubblico, la casta che non vuole il varo di un dispositivo che elimini la corruzione in questo paese.

E questo, in barba alla cura degli interessi delle aziende e delle famiglie italiane.

E’ stato fermato il più grande contrasto al mondo delle organizzazioni mafiose che un governo ed un ministro dell’interno di questa repubblica abbiano mai realizzato:

ma ci rendiamo conto della gravità della cosa?

Ci rendiamo conto che questo fatto equivale ad una resa dello stato nei confronti dell’anti-stato?

E’ stato fermato l’unico governo che ha restituito una casa a chi l’aveva perduta a causa di un terremoto e lo ha fatto in brevissimo tempo, fatto unico nella storia dei terremotati italiani, rimasti negli “alloggi temporanei” (leggi container) anche per più di cinquanta anni.

E’ stato fermato l’unico governo che ha risolto la questione della monnezza napoletana, questione poi riaperta e non governata al livello locale, al solo fine di fare un torto al governo del paese ed un favore alle organizzazioni camorristiche.

E’ stato fermato il federalismo fiscale, l’unica riforma che poteva tenere insieme questo ingovernabile paese.

Si è verificato un vero e proprio golpe bianco, un vero e proprio rivolgimento ordito nei palazzi del potere, nelle segreterie di quella partitocrazia che ha devastato questo paese, pensando solo ad arricchire i propri adepti.

Il riformismo leghista è stato fermato da coloro i quali vivono e vivono benissimo in questo sistema statuale malato, in questo sistema statuale che lo stesso ministro delle riforme Umberto Bossi ha definito come “criminale”.

E’ stato fermato il governo che ha spazzato via tanto marciume dalla nostra vita quotidiana, ed è stato fermato proprio per questo motivo:

perchè questo marciume si è coalizzato contro la possibilità reale e concreta che si diminuisse il numero delle poltrone, degli assurdi privilegi feudatari ed gli ingiustificabili costi di questa inutile, dannosa e “criminale” casta politica e della sua alleata più forte ed antica, la casta burocratica.

Ma se il marcio non potrà essere tirato via, se il malessere del paese non potrà essere sanato, se le organizzaizoni criminali di stampo mafioso non possono essere fermate, se l’assenteismo, il fannullonismo ed il menefreghismo imperante non possono essere fermati, allora, per quale motivo dovremmo stare ancora tutti insieme appassionatamente?

Ognuno per la propria strada.

E ad ognuno, le proprie responsabilità.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Un golpe piccolo piccolo

martedì, 6 aprile 2010

Ed ecco che emerge con chiarezza assoluta il fine ultimo di Gianfranco Fini.
Il contrasto, la melina e l’ostacolo continuo all’azione del governo e al varo delle riforme ha un unico fine:
quello di ricattare Berlusconi al fine di “ereditare” la leadership della PDL.
E lo fa in perfetto stile mafioso, per interposta persona, lo manda a dire, piuttosto che chiederlo apertamente.
E’ ancora il napoletano Bocchino a fare l’ambasciatore finiano che porta pene.
Chiede espressamente la leadership del PDL per Fini, dopo aver fatto una raffica di dichiarazioni che mettono in forse il voto dei finiani per il varo delle riforme cui il paese necessita grandemente.
Ma questo non può essere, e spiego il perchè.
Nella PDL Fini è una piccola minoranza e non può quindi chiedere la leadership, non sarebbe affatto democratico e liberale, cosa che Fini sventola sempre di essere, e non lo è nei fatti.
Una PDL guidata da un vecchio politico come Fini non otterebbe mai una alleanza come quella attuale fra Lega e PDL, basata su un patto di ferro molto corretto, sia politicamente che umanamente, che lega Berlusconi a Bossi.
Se manca Berlusconi l’alleanza basata sul patto di ferro viene meno.
Di politici che sanno solo dire di NO e che usano il ricatto politico a Fini personali di crescita politica, la gente non ne può più.
I continui attacchi e le provocazioni quotidiane dei finiani alla Lega hanno acceso un clima all’interno del quale è difficile proporre una alleanza fra Fini e Bossi.
In ultimo, Gianfranco Fini non è Silvio Berlusconi, ed in considerazione di questo fatto, una PDL guidata da Fini si ridurrebbe in breve tempo sotto la soglia del 10%, favorendo le sinistre.
Gianfranco Fini:
ma da che parte stai?

P.S.
Che sia ben chiaro a tutti:
se una piccola minoranza politica come quella dei finiani, talmente piccola da essere mionoranza anche nel partito della PDL oltre che nel paese, abusa delle tecniche politiche al fine di impedire le riforme, rendere ingovernabile il paese, diffonde timori ed ansie ad arte, per ottenerne la leadership senza averne il relativo consenso, ebbene, se questa piccola minoranza ed il suo leader forzano le regole democratiche, piegano il sistema, abusano del potere pubblico derivante dalla terza carica dello stato, aggirano il sistema democratico ed applicano il metodo del ricatto politico sulle riforme, l’insieme di queste attività può essere definito come un golpe.
Un golpe piccolo piccolo, considerando le dimensioni politiche e di consenso di chi se ne fa interprete.
Ma pur sempre di un tentativo maldestro di presa del potere si tratta.
Un tentativo che non passa attraverso l’urna elettorale, ma attraverso una attività contraria al bene comune degli italiani.
Una attività anti-res publica che tenta la scalata alla repubblica.
Si commenta da sola.