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Riflessioni a tastiera aperta – 5 aprile 2013

giovedì, 4 aprile 2013

Le forze della conservazione e della restaurazione cercano alleanze con i protagonisti del cambiamento per assorbirli, snaturarli, comprarli e poi gettarli come rifiuti.
Le mafie sono al lavoro per impedire il cambiamento.
I corrotti sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli evasori fiscali sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Gli usurai sono al lavoro per impedire il cambiamento.
Ecco chi è il nemico del popolo.

Dopo lunga riflessione, sta manica di nullafacenti incapaci superpagati è arrivata ad una conclusione:
tutti i partiti dentro al governo.
Così la muffa umana che risponde al nome di napolitano, bersani, berlusconi, monti, casini, ecc, ecc non cambierà nulla, a cominciare da se stessi.
Mi sia consentito:
andate a cagare.

Pur di salvare la corporazione mafiosa dei tabaccai e la enorme quantità di tasse pagate quotidianamente attraverso l’acquisto delle sigarette a combustione si addita come pericolosa la sigaretta elettronica.
Questo non è un paese normale:
che vi prenda un cancro ai polmoni, idioiti!

Due pattuglie della Polizia di Stato che sgombrano i venditori abusivi di merci contraffatte o non idonee alla vendita n Unione Europea vicino al mercato del Rosati, in Corso Roma a Foggia.
Lasciati crescere in numero e banchetti senza limiti, tali soggetti hanno esondato il mercato stesso e invaso vie e marciapiedi limitrofi che non sono adibite al mercato.
Il risultato è che pretendevano di vendere scarpette Nike contraffate alla metà del prezzo di quelle originali proprio dinanzi al negozio dei commercianti che vendono le originali a prezzo pieno, in commercio stabile.
Il limite è ampiamente superato.
Tali sgomberi andrebbero effettuati quotidianamente, con sequestro delle merci, dei banchi e dei mezzi utilizzati per il loro trasporto.

Il business voluto dalla giunta municipale foggiana Ciliberti delle società collegata al comune e controlate al 100% miete ancora vittime.
Un amministratore di Cartolarizzazione srl in vende immobile e intasca il frutto della vendita invece di versarlo nella casse della società.
Quanta infedeltà ha prodotto la giunta del giudice ed ex funzionario prefettizio orazio ciliberti?
Quanto ancora devono pagare i cittadini foggiani per colpa loro?
Quanto ancora nasconderanno le reali situazioni debitorie sanate senza vereificare la loro liceità?

Un caso di pishing?
I codici di accesso e governo del conto corrente sono stati sottratti?
E come?
Via internet?
In altro modo?
Da chi?
In favore di chi?
Fra il fallimento AMICA e il fallimento MPS (bancarella depositaria dei fondi sottratti) chi sarà stato a fregare un milione di euro ai foggiani?
E come al solito, nessuno è responsabile di nulla.
E allora sì, fa comodo credere che sia a causa di un fenomeno come il pishing che si siano volatilizzati quei soldi.
Ma l’è una roba da pesci, senz’altro.
Questo caso mi ricorda quello del famigerato furto alle cassette di sicurezza della banca di Roma qui a Foggia. Entrarono con le chiavi e senza scassinare alcuna serratura.
Ma le chiavi della banca non venivano cambiate da decenni, difficile capire chi avrebbe potuto venderne una copia ai ladri.
Così come i codici di sicurezza per l’accesso al conto corrente MPS di Amica: da quanto tempo non venivano cambiati i codici?
E lo so, prima o poi mi sparano.
Per il momento schiattano loro.

Se veramente volete eliminare le mafie e contenere il mondo della illegalità, occorre istituire il reato di comportamento mafioso e punrilo con la pena di morte.
Io, per esempio, ho ricevuto un messaggio sibillino da uno sconosciuto su Facebook, in un compoirtamento nettamente mafioso:
“Fra chiamami un attimo mi raccomando a. Come parli”
Cosa ne volete fare di uno così?
Un uomo morto, ecco cosa ne dovete fare.

Radete al suolo la corea del nord e visto che siamo in tema di pulizie, radete al suoolo anche l’iran e tutte le tribù talebane. Se non lo farete, chiunque d’ora in poi si sentirà in diritto di minacciare chiunque.
Ne va del futuro del pianeta:
tagliamo i rami secchi della follia e della ignoranza in tutto il mondo.

Queste sono stronzate tutte italiane che nel mondo normale non vengono comprese.
Un premier temporaneo che può governare solo per la ordinaria amministrazione da garanzie ufficiali all’estero su questioni che non potrà mai governare.
Stronzate pazzesche sono queste.
Ma non si rendono nemmeno conto?

Ogni volta che a Foggia ci si avvicina alla soluzione della crisi del ciclo dei rifiuti e si punta alla differenziata e al riciclo, si apre contemporaneamente una crisi politica municipale.
Ma guarda che caso.

Beh, c’è chi la Pasquetta la passa a Peschici a soli 100 km da casa, con colazione al sacco (panini, molto buoni, ma pur sempre panini) consumata a ridosso del mare (tre metri) e chi invece passa la frontiera con la famiglia e trasferisce in Svizzera 110 chilogrammi di lingotti in oro, furtto di azioni mafiose, corruzione, evasione fiscale e contributiva, o usura, o chissà cos’altro ancora.
Si tratta di piccole differenze negli stili di vita.

Consiglieri regionali calabresi usavano i rimborsi dei gruppi politici anche per acquistare i “Gratta e Vinci”.
E gratta gratta, e magna magna, e fotti fotti, e alla fine schiatti.
Fucilateli sul posto, davanti all’ingresso principale della regione.
Questa casta politica non ha diritto di continuare ad esistere ed insistere.

Siamo troppi su qesto pianeta e le attività di questi troppi, anche solo respirare e mangiare, producono livelli di anidride carbonica enormi, livelli che il pianeta non può più smaltire.
Ci stiamo suicidando a seguito del fallimento di tutte le politiche demografiche, sia nazionali che globali.
Complimenti.
E vi definite anche esseri intelligenti.
Suicidatevi in massa, stupidi idioti senza cervello.

Il potere pubblico abusato è sempre arrogante e violento: forte con i deboli e debole con i poteri forti.
Perdenti, siete solo dei perdenti che passano il loro tempo a cercare di chiudere la bocca di chi li descrive per quel che sono:
dei poveri perdenti, meschini, inetti, incapaci e idioti.

Io non ho capito, se può, qualcuno mi spieghi.
Premesso che le aziende italiane perlopiù non hanno mai pagato le tasse e, in tempi di crisi come questi, continueranno a non pagarle, qualcuno mi spieghi perché per restituire miliardi di euro alle iprese che evadono fisco e contribuzione previdenziale si debba aumentare la pressione fiscale aumentando la già abominevole aliquota irpef.

Basta delegare, basta farsi dividere, basta farsi fregare:
“La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, sono direttamente legislatori e amministratori della cosa pubblica.”

Bulgari, Dolce & Gabbana ed ora, Mediolanum:
provato che le aziende italiane evadono le tasse volontariamente.

“Monito della Ue: «Non più tempo all’Italia per il taglio del deficit»”
E adesso tastiamo la (in)capacità delle classi dominanti idagliane, ancora una volta.
Ma questa , è anche l’ultima volta.
Poi, sarà il caos.

E visto che in Europa non si è fatto pulizia delle banche inutili e dannose, degli stati viziosi e dannosi, degli stili di vita nocivi e velenosi, ecco che il mondo intero ha deciso di abbandonare l’Europa al proprio destino abbandonando l’acquisto di quote del debito pubblico in euro.
Preparatevi al peggio.


Non è il primo sindaco negli USA che ordina ai propri concittadini di armarsi e non resterà nemmeno l’unico.

Nascere buono e ricevere una buona educazione rappresenta un vero disastro personale per una persona come me.
Poi un bel giorno diventi egoista e chiedi, in cambio delle proprie virtù, il carcere per chi mi ha fatto del male, il decadimento sociale ed economico per chi avversa la mia persona.
Sono pronto a vendere la mia anima a chi garantirà queste mie richieste.
E non chiederò un posto di lavoro o una cadrega del potere pubblico al solo fine del mio appagamento.
Voglio avere potere per esercitarlo e vedere il dolore scritto in modo indelebile sul volto di chi mi ha fatto del male.
Chi è in grado di pagare il prezzo che chiedo si faccia pure avanti.
Io sono pronto.
Astenersi perditempo e senzapalle.

Se in Gran Bretagna hanno varato un piano di quasi cento miiardi di sterline di tagli con perdita secca di 400.000 inutili posti di lavoro pubblici e in USA han fatto altrettanti tagli alla spesa pubblica con tagli pari a 750.000 posti di lavoro pubblici, cosa dovrebbero fare in Italia per varare un taglio serio che permetta al paese di affrontare e contrastare la crisi?
Niente, in Italia non fanno niente:
immobilizzano la politica e le istituzioni pur di non dover cambiare lo status quo di mafiosi e corrotti, di evasori fiscali e di usurai.
E allora, vi auguro una buona pasqua, nel senso di morte e resurrezione di uno stato che non esiste più, se pur sia mai esistito in Italia uno stato democratico (veramente), libero (dalle mafie) e repubblicano (no, non di “cosa nostra”).
Buona pasqua.

I politici italiani sono solo die ladri.
PD e PDL votano a favore della costituzione del gruppo parlamentare dei Fratelli d’Italia (FLI) che costerà 400.000 euro/anno ai cittadini italiani.
Il gruppo è di soli 9 membri,mentre il regolamento prevde per la costituzione di un gruppo un minimo di 20 parlamentari.
Sono ladri, tutti ladri. Porci, tutti porci.

Il debito privato e la riduzione del risparmio sommati al debito pubblico, propongono il fallimento complessivo di ogni politica di un paese.
Il prezzo da pagare è alto e lo paga solo il popolo sovrano, piuttosto che quei politici che hanno sbagliato tutto, a danno e debito di tutti.

Vorrei sapere cosa hanno fatto fitto e compagnia bella nel governo del cdx alla regione Puglia per la Capitanata. La Puglia prima di tutto, ovvero la Puglia dopo di tutti?
Questo governo ha costruito edifici nell’ospedale foggiano, ha offerto spazi ai nuovi reparti e adesso farà assunzioni nei ruoli sanitari offrendo una percentuale di assunzioni a Foggia inferiore solo a quelle offerte a Bari. Antonio Pepe ha annunciato il suo fine corsa politico e Leonardo di Gioia è passato armi e bagagli dall’opposoizione del cdx nel governo regionale alla guida dell’assessorato al bilancio.

Sentite spesso parlare di democrazia liquida, di democrazia diretta.
Ecco un buon esempio di democrazia diretta:
un referendum che chiama il popolo sovrano svizzero a decidere quale deve essere il tetto degli stipendi dei top manager.
Questo deve essere il punto di arrivo anche in Italia.

Venire a sapere che la mafia in Italia controlla 10 miliardi di produzione agroalimentare mentre stai facendo colazione è una cosa magnifica.
Lo stato non vuole eliminare le mafie, altrimenti avrebbe già punito il reato mafioso con la pena di morte.
Ed io non so cosa mangio, cosa metto nel mio stomaco …
E non so nemmeno se quel che mangio è stato prodotto nelle vicinanze di una discarica abusiva di rifiuti tossico nocivi.
Stato mafioso ed omertoso.

Dovete sapere che, la peggiore specie di politici, tecnocrati e burocrati italiani ha sempre la stessa medesima risposta al rafforzamento di una moneta che diminuisce invece in qualche caso le esportazioni per l’aumento di valore della valuta nella quale vengono contrattate merci e servizi.
Insomma, servono danari alla spesa pubblica sempre in crescita? E quale sarebbe il problema: stampiano nuovisodi da spendere. Il rafforzamento dell’euro diinuisce in qualche paese dell’eurozona le speortazioni? Si stampa altra valuta e si svaluta la moneta aumentando quatità e velocità di moneta in circolo neol sistema.
Ma le merci e di servizi, non si dovrebbero vendere in base alla loro “qualità”? E se sono di bassa credibilità e qualità è naturale che un aumento del loro prezzo li rende invenduti. Ma cosa c’entra il rafforzamento dell’euro in questa scelta? Niente. Solo si scarica retoricamente e demagocicamente la responsabilità della inettitudine politica, tecnocratica, burocratica e sindacale sulla moneta Euro. Ma non c’entra nulla, è solo il segnale dell’idiozia che avanza … Un paese distrutto dalle proprie classi dominanti, questa è l’Italia oggi.

Porteremo il mare a Foggia
Porteremo l’aeroporto a Foggia
Porteremo la TAV a Foggia
Porteremo l’autostrada a Foggia
il mare non c’è, l’aeroporto non decolla, la TAV non ferma a Foggia e l’autostrada non passa da Foggia.
Viva la classe dirigente foggiana!
Avevamo l’acqua del Sele e non l’abbiamo più, avevamo il secondo nodo ferroviario italiano e non lo abbiamo più, avevamo una speranza per il futuro e non abbiamo più nenanche quella …

In questo mondo vai avanti solo se sei un corrotto, un omosessuale o un mafioso.
No grazie, preferisco vivere in miseria la mia seconda metà della vita, piuttosto che appartenere ad una di queste categorie.
C’è chi dice no.
Ed è felice lo stesso.

Il tempo passa, ma la vita è sempre quella:
quella delle persone con cui sei cresciuto, con cui ha fatto esperienza, nel bene e nel male, nella fiducia e nell’amicizia.

Sono stufo di questi incapaci che si nascondono dietro un muro di irresposnabilità istituzionale.
Cessi son nati e da cessi muoiono.
Sono sempre stati contrari alla tutela degli interessi del popolo sovrano.
Cadono anche per questo.

Quando uno nasce cretino, al massimo, morirà idiota.

Lei non sa chi sono io!
Forse no, ma ne ho una idea sempre più consistente.
Sarà sicuramente un dipendente pubblico o qualcosa di simile.

Assolutamente in sintonia con Beppe Grillo:
L’aula parlamentare non ha bisogno di una maggioranza di governo e di un esecutivo in carica per legiferare.

Certo che sparare con armi da guerra su bersagli inermi e disarmati è proprio un bel essere professionisti della sicurezza.
Quanto sarei curioso di vederli in azione in Somalia, in Mali o in Nigeria senza copertura NATO, ONU o di altre potenze militari.

Politici e partiti italiani associati in favore della corruzione elevata a sistema

lunedì, 10 settembre 2012

Sessanta miliardi di euro è la stima della corruzione in Italia.

L’emergenza corruzione viene ignorata dalla partitocrazia idagliana, che è invece perno cnetrale di un reato, come quello corruttivo, tipicamente politico e/o burocratico.

La casta politica idagliana continua nella sua azione corruttiva del benessere del paese, depista, deconcentra, distrae l’attenzione del popolo sovrano in finte diatribe politiche al fine di distogliere l’attenzione della opinione pubblica da una questione centrale della fallimentare condizione socio-economica italiana:

la lotta ed il contrasto alla Corruzione.

Tutti i partiti politici idagliani offrono un vergognoso spettacolo di attendismo nell’affrontare il nodo della corruzione che è potente impedimento allo sviluppo economico e all’ingresso di investimenti stranieri in Italia, cosa che consente alle caste ed alle corporazioni mafiose idagliane alleate della partitocrazia di mantenre il loro status quo di classe dirigente esclusiva ed inamovibile.

Il finanziamento illecito ai partiti ed ai politici idagliani resta inoltre ed in gran parte ancorato all’introito corruttivo, garantendo un sistema di inamovibilità delle generazioni politiche vecchie e corrotte ed un argine invalicabile a giovani generazioni di politici che non accettino il compromesso della corruzione come potere finanziario da giocare nella competizione malata e degenerata fra politici e partiti idagliani, corrotti e troppo spesso anche associati a delinquere, essendo il partito politico appunto, una associazione in se.

Ma senza una legislazione anti-corruzione sarà impossibile imboccare la via della crescita e dello sviluppo economico e della produzione di una ricchezza che sia diffusa e condivisa, oltre che prodotta in modo legale.

La questione morale della corruzione dilagante idagliana pretende uno sforzo importante alla casta politica, che dovrebbe imporre una punizione dura al fenomeno corruttivo, una punizione importante che sia sicuro deterrente alla ulteriore diffusione di una corruzione che è ormai elevata a sistema:

l’ergastolo fine vita senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Politica è in movimento: il paese invece no

domenica, 26 giugno 2011

Il tramonto del berlusconismo apre la strada ad un movimentismo politico affatto identico al fenomeno della compravendita di parlamentari cui abbiamo sinora assistito.

La consolidata incompatibilità fra L’Italia dei Valori ed il fronte del centrodestra, era sinora tutta insita nella incompatibilità fra l’ex giudice di Mani Pulite Antonio Di Pietro e l’ex indagato Silvio Berlusconi.

L’annuncio di un futuro ritiro dalla scena politica, ha riaperto un feeling mai sopito fra, certe posizioni del centro destra e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, movimento politico che ho personalmente e da sempre classificato come non omogeneo alla sinistra italiana.

Antonio Di Pietro non è compatibile con il PD che non vota il ddl anticorruzione, ma non ha ancora forse ben chiaro cosa voglia dire avere a che fare con un PDL governato da un gruppo di politici meridionali che non vuole fermare la corruzione.

Evidentemente Di Pietro punta al centro dei due schieramenti, riaprendo la porta di un terzo polo che è uscito umiliato e mortificato dalle ultime elezioni amministrative, tanto da ridurre (e finalmente!) al silenzio il presidente della Camera dei Deputati, rappresentante di se stesso.

Le voci di corridoio che vedono Berlusconi strizzare un occhio all’intramontabile Casini, pongono però seri dubbi fra la compatibilità dell’UDC di Casini (quella responsabile dello scandalo mafioso dei cannuoli alla siciliana di Totò Cuffaro) e l’IDV della Legalità e della Giustizia.

No, non è un terzo polo quello che avanza, piuttosto, sembra la solita maccheronata all’italiana in salsa partitocratica.

Anche l’indeformabile Lega Nord si mostra (e per la prima volta in assoluto) in un momento di riflessione interna, tutto incentrato anch’esso sul dopo Bossi, visto che si profila all’orizzonte un dopo Berlusconi:

i due attori del famigerato patto di ferro, pare andranno incontro ad un medesimo futuro, cui il patto di sangue sottoscritto, li ha condannati.

SEL e PD, senza l’IDV, hanno pochissime speranze di competere in una tornata elettorale contro la PDL, a meno che, la Lega Nord non decida di non appoggiare in futuro il partito meridionalista berlusconiano, senza Berlusconi.

Il siciliano Alfano, come il siciliano Schifani infatti, pare dialoghino molto bene con la siciliana Finocchiaro (vedere l’artificioso naufragio del DDL anticorruzione al senato), ma non pare abbiano molto da dire ad una Lega Nord che non è compatibile con interessi politici avversi e/o diversi a quelli del nord, mentre il governatore siciliano Lombardo, si dimostra assai meno lombardo di quanto il suo cognome facesse supporre.

Il silenzio che proviene dal colle del Quirinale, rotto solo in favore di un intervento urgente del governo a tutela della città natia di Giorgio Napolitano (super partes sino in fondo), fa riflettere su quali decisioni ha in animo di adottare il capo dello stato nei confronti di questa empasse politica piuttosto imbarazzante.

Probabilmente il governo potrebbe attirare la fiducia del colle con un provvedimento di favore (l’ennesimo mascherato da intervento di urgenza) nei confronti della città di napoli, facendo piovere un po di danaro pubblico da sprecare nella ennesima emergenza rifiuti che è tutta da addebitare alla irresponsabilità politica napoletana, se non fosse per l’aut aut dell’alleato leghista, il quale richiama una sentenza della magistratura che impedisce l’esportazione della monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Situazione complessa, la cui risoluzione dirà chi governa l’esecutivo:

la maggioranza di governo o il colle del Quirinale?

E nella querelle nata dalla richiesta leghista del trasferimento (fallito) dei ministeri da roma al nord, chi governa l’esecutivo fra:

la maggioranza di governo ed il Campidoglio?

Una battaglia tutta incentrata fra il centralismo di un potere dispotico e conservatore come quello delle paludi romane avverso a quello innovatore e riformatore del leghismo padano.

Vincerà il migliore o vincerà ancora la partitocrazia che governa trasversalmente i palazzi del potere romano?

Ecco in sintesi, alcuni movimenti politici il cui dispiegamento disegnerà il futuro di questa assai malridotta italia, ormai prossima al tracollo socio-economico cui, una casta politica assai vetusta ed egoista, pare averla condannata.

Capitani coraggiosi cercansi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La negazione volontaria dell’evidenza, la travisazione intenzionale della realtà

martedì, 16 novembre 2010

L’attacco alla Lega continua, vergognoso, impudente, violento, insinuante, devastante.

Un attacco concentrico che tende a terrorizzare il popolo sovrano, a devastare un intero paese, a negare l’evidenza ed a travisare la realtà.

E’ ancora una volta “dall’eroe Saviano” che proviene l’ennesimo “attacco cronometrico” alla Lega, nel contesto di una “volontariamente procurata crisi politica” che sta devastando il paese, piegando le istituzioni e negando alle nucleazioni fondamentali della società, le famiglie e le aziende, una via d’uscita dalla crisi, aggredendo consapevolmente e premeditatamente il buongoverno, il riformismo e l’unica speranza di questo paese:

la Lega Nord.

L’obiettivo del tradimento di Fini, l’obiettivo dell’attacco a testa bassa di Saviano, l’obiettivo dei Casini, dei Bersani, dei Vendola, dei Rutelli è sempre stato uno, ed uno solo:

– aggredire violentemente la Lega,

– delegittimarla,

– provocarla continuamente nella illusoria speranza di ottenerne una reazione errata che sia prova della sua
“illegittimità politica” a governare il paese.

Questa italietta ipocrita e scorretta che disconosce in modo assoluto il valore della sicurezza e del suo governo è uno squallore assoluto.

Questa politica omicida è una malversazione intenzionale dell’interesse generale.

Questa volgare indecenza senza alcuna valorizzazione con la realtà, questa “monnezza mediatica” che la realtà distorce, che la realtà piega, è la prova che in questo momento storico, vi è una “intenzione omicida” nel paese:

si vuole uccidere l’unico movimento politico che ha realizzato il più grande contrasto alle organizzazioni criminali di stampo mafioso che la storia repubblicana italiana conosca,
attraverso la semplice negazione della verità.

E quando in un paese civile e democratico si nega pubblicamente e senza alcuna vergogna o remora morale la verità storica dell’unico impegno politico che possa essere definito sano, onesto, leale e corretto, allora possiamo ben affermare che questo stato di diritto, questo stato di fatto, questo stato democratico, ha fatto il suo tempo.

Se uno stato democratico, in virtù della libera espressione della parola e delle idee, consente linciaggi pubblici mediatici che accusano incredibilmente e senza alcuna prova oggettiva di voler “costituzionalizzare le mafie” quell’unico movimento politico che non si sottopone al ricatto elettorale mafioso in quelle regioni dove le mafie provano ampiamente di “indirizzare e prostituire” il libero voto del popolo sovrano,
se uno stato democratico lascia che uno squallore simile avvenga alla luce del sole, attraverso i canali televisivi della televisione pubblica e negando il “diritto ad alcuna replica”, nello stesso luogo pubblico che ha originato un simile “danno”, allora è lecito pensare ed affermare che:

Questo Paese non si salverà, la grande stagione dei diritti risulterà effimera, se non nascerà in Italia un nuovo senso del dovere ”

E che ad affermarlo fosse un filosofo della politica, un filosofo del diritto, un profondo conoscitore dei termini di “stato” e di “democrazia”, un democratico cristiano e non un leghista, questo è un dato di fatto incontrovertibile.

Questo paese non si salverà, poichè è da sempre orientato al suicidio, moralmente orientato a crocifiggere il bene e ad esaltare il male.

No, questo paese, non si salverà.

Poichè è sempre più chiara ed evidente l’intenzione di molti, di troppi,

di volerlo premeditatamente suicidare.

Ma che sia ben chiaro a tutti:

nonostante si sprechino enormi energie nel senso della delegittimazione politica della Lega Nord, nonostante esista una volontà costante e continua in molti settori di questo paese che resistono alle riforme ed al cambiamento (oranizzazioni mafiose in primis) di attentare alla stessa esistenza della Lega Nord,
io, leghista per scelta avversa ad “ogni cultura mafiosa”, affermo che la Lega non si vende, non si piega e non si spezza.

Perchè i leghisti sono persone per bene che tentano di cambiare un paese disgraziatamente condizionato dalle mafie, dalle caste mafiose e da quelle caste e quelle corporazioni che vivono e vivono bene di questo “status quo criminale e mafioso”, sia pur per vendere libri coraggiosi che non intaccano le mafie nella realtà nemmeno di striscio.

Perchè le mafie si combattono con i fatti, e non con le parole.

Perchè gli unici uomini e le uniche donne che hanno dimostrato di saper combattere le mafie con i fatti, sono i leghisti.

Ed ora potete anche impazzire di invidia e di gelosia, sbavare rabbia e odio per quel che non siete e non sarete mai, potete pure tutti impazzire per la Lega, ma sia ben chiaro che voi la Lega non la fermerete, così come non avete mai fermato – se non con le parole – le mafie, allorquando la Lega non ancora esisteva e non ancora governava la sicurezza di questo paese.

E allora, ancora Tutti Pazzi per la Lega.

E allora, viva la Lega, viva i leghisti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Faites vos jeux

martedì, 5 ottobre 2010

Le parti sociali, lo stato di diritto e il paese reale.

La leader degli industriali italiani, Emma Marcegaglia (un ottimo esempio di come nelle leadership le donne abbiano qualche carta in più da giocare rispetto a “certi uomini” contemporanei – i miei complimenti a Confindustria per la scelta -) riunisce le parti sociali in un tavolo di confronto fra imprese e sindacati per concordare «convergenze chiare su analisi, obiettivi e cose da fare».

La capacità di riunire attorno ad un tavolo sereno ed equilibrato datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori in un autunno caldo che sembra non dover mai finire, pretende però altrettanta capacità di ascolto e di sensibilità da parte della politica.

A tal proposito però la Marcegaglia precisa che l’iniziativa promossa dagli industriali ed abbracciata da ben 17 sigle di rappresentanza corporativa, «non è un tavolo politico», e che, anzi, rifiuta anche la definizione di «approccio corporativo» dell’iniziativa, e che, sottolinea ancora la Marcegaglia, «non nasce per criticare la politica. Non è un tavolo che si fa dettare l’agenda dalla politica ma non è neanche contro la politica».

Quanta intelligenza e sensibilità “politica” dietro queste dichiarazioni.

Peccato non avere allo sviluppo economico una Emma Marcegaglia.

Ma ecco gli obiettivi concordati in questo tavolo di quelle forze sociali «che sono le colonne portanti dell’economia del Paese»:

1 – «una riforma fiscale condivisa a invarianza di pressione fiscale, con una ricomposizione a favore dei lavoratori e delle imprese. Indicheremo dove aumentare la pressione fiscale se vogliamo diminuirla da altre parti»;

2 – semplificazione delle procedure burocratiche e degli assetti normativi in favore di uno snellimento dei vincoli che incidono sulle strategie e sugli obiettivi aziendali, riforma già avviata con l’abrogazione di ben 375.000 inutili provvedimenti, e con tagli ancora da attuare «alla burocrazia inutile» e «tagli alla spesa pubblica improduttiva»;

3 – una nuova metodologia di lavoro ed un nuovo approccio al dialogo fattivo fra le parti sociali, con la costituzione di tavoli tecnici dai tempi rapidi e proponendo insieme la «proroga degli ammortizzatori in deroga, la detassazione del salario di produttività e la garanzia di pensione per quei lavoratori in mobilità che rischiano di perdere l’aggancio alla finestra di accesso al pensionamento».

Bene, anzi benissimo: ottimo lavoro.
Ora però, resta da chiarire quale identità e quale forza avrà l’interlocutore privilegiato delle parti sociali nei prossimi e decisivi anni, e cioè, il governo.

Un governo c’è, come vi è pure una ampia maggioranza che lo sorregge.

Ma solo in apparenza.

Appena il governo accenna alla risoluzione di uno solo dei mille problemi che il paese vive con estremo malessere, ricompare una componente della maggioranza di governo che appare cieca e sorda dinanzi ad ogni decisione che voglia intraprendere il premier Berlusconi, pretendendo “la preventiva discussione” (in camera caritatis) di ogni singolo documento e di ogni singolo testo, come di ogni singolo aspetto delle riforme che intenda varare l’esecutivo.

Ed ecco sorgere il quesito prospettato dal sempre attento ministro dell’interno italiano:
“il problema è verificare se la maggioranza ha la possibilità di operare, altrimenti, come ho già detto, è meglio votare subito. Noi volevano votare subito, poi abbiamo appoggiato lealmente il governo. Vedremo nelle prossime settimane se ci saranno veramente le condizioni di continuare”.

Ci saranno le condizioni per consegnare al paese un governo forte che assicuri la realizzazione delle riforme in tempi stretti?

Oppure il paese rischia di dover subire una nuova discontinuità governativa causata dall’erosione del potere decisionale da parte delle minoranze che sostengono il governo a tutto scapito delle scelte sulla attuazione del programma della maggioranza?

“Sarebbe terrificante finire come il governo Prodi”, così termina la sua disamina il ministro dell’interno Roberto Maroni.

Bene, anzi male.

Siamo alle solite con il vecchio e brutto vizio del parlamentarismo italiano, siamo di fronte, ancora una volta, al ricatto che piccole minoranze impongono al paese, alle parti sociali, allo stato di diritto, alle famiglie e alle aziende italiane.

La politica dell’ago della bilancia, la piccola politica di bottega di piccole botteghe politiche arse dall’ambizione di governare senza averne il mandato, governare senza averne i numeri ed il consenso.

Personalmente, non riesco ad abituarmi a questo titanismo da nanismo politico, non mi abituerò mai a questo continuo ricatto che deve subire un paese in piena crisi socio-politico-economica da parte di una pirateria politica che non fa onore al nostro paese e ci squalifica al livello di paesi del terzo e del quarto mondo.

E questo pensiero viene fuori ben chiaro dalle dichiarazioni del ministro Maroni.

Siamo ad un punto di svolta:

o si continua a governare o si va tutti di fronte agli elettori, a farsi valutare per le proprie (ir)responsabilità politiche.

Sempre che nel mezzo del cammino per le elezioni, si insinui un altro vecchio e brutto vizio della politica italiana:
l’inciucio del cosidetto “governo tecnico”, termine generico che nasconde la pericolosa volontà di cambiare le regole del gioco poco prima del voto, al fine di proiettare migliori condizioni per la raccolta del consenso per se stessi o anche solo per negarle ad altri, anche e soprattutto se, “gli altri”, è quella maggioranza che sosteneva il governo dimissionario e che ha impedito alla minoranza nel governo di realizzare l’ennesimo infimo ricatto politico da piccole botteghe, chiare od oscure che siano.

Già, poichè dietro tutta questa vicenda vi è il motivato sospetto che forti poteri occulti ancora presenti trasversalmente nelle istituzioni italiane vogliano conservare, mantenere e restaurare un forte potere di condizionamento delle istituzioni democratiche, potere che con riluttanza andrebbe al voto senza tentare di vincere la mano barando.

In questa ottica, la scelta più sensata e ragionevole, sarebbe proprio quella di restituire al popolo sovrano il ruolo di mazziere della democrazia, decretando con il voto, la sconfitta definitiva di un modo di “fare politica” che è da dimenticare.

Per sempre, per tutti, per un futuro vero ed una libertà autentica.

Faites vos jeux.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X.

Pier Ferdinando Casini

martedì, 24 agosto 2010

Pier Ferdinando Casini non è mai stato un politico da prima fila.

Deve ringraziare Tangentopoli, che sfolti le prime linee della Democrazia Cristiana facendo venir fuori peones e casinisti,
che videro cadere dall’alto una opportunità politica mai guadagnata sul campo.

Casini non è uno statista.

Casini non è un grande politico capace di realizzare convergenze parallele.

Casini non è un leader.

Casini è colui il quale ha consentito a gente come Salvatore Cuffaro detto Totò, di devastare il governo siciliano e di favorire gli interessi mafiosi.

Casini è stato il progenitore del tradimento politico della seconda repubblica, instaurando la prassi del tradimento come impedimento alla continuità e alla stabilità governativa, al fine della restaurazione di una democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista della prima repubblica.

Per questa colpa fu scacciato malamente dal governo Berlusconi.

Per questo motivo non vi è possibilità per Casini di rientro nel governo Berlusconi.

Questo è Pier ferdinando Casini.

Un nulla politico catapultato sul palco della politica nazionale per errore.

Un errore che il paese sta pagando molto caro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lega, cambiamento e riforme sotto attacco: la conservazione manovra per restaurare l’instabilità del governo

lunedì, 2 agosto 2010

Una analisi degli attori che sono protagonisti degli ultimi eventi politici italiani, consente una lettura notevolmente interessante della crisi politica attuale, tutta finta, da manuale del teatrino della I repubblica, ed evidentemente interessata a conservare e restaurare un modello di potere che vedeva il potere statale gestito all’ombra delle segreterie politiche, della partitocrazia e del correntismo, piuttosto che alla vivida luce del governo e del potere esecutivo, cui è sempre stato sottratto con macchinazioni e depistaggi incredibili, rendendo il paese praticamente ingovernabile e non garantendo la dovuta continuità e stabilità governativa.

Signori e Signore, accomodatevi pure, e leggete l’elenco degli attori di lunghissimo corso di questa politica, di colro i quali vivono professionalmete la politica praticamente da sempre, non vivendo mai, neppure per un attimo, il senso del dovere nei confronti del popolo sovrano, che vorrebbe un cambiamento vero, a cominciare da quelle persone che sono in politica praticamente da sempre, e che hanno vissuto di politica, piuttosto che vivere per la politica, per qule bene comune che rivendicano in ogni parola, che disperdono in ogni azione.

Pierluigi Bersani, attuale Segretario del Partito Democratico:

vice presidente della Comunità montana piacentina; vice presidente del Comitato Comprensoriale; consigliere regionale per la circoscrizione di Piacenza nelle liste del Partito Comunista Italiano con incarichi in Giunta regionale sino al 1990, quando ne diventa Vice Presidente; nel luglio dle 1993, in piena era di Tangentopoli, viene eletto presidente della Regione Emilia Romagna; viene rieletto ancora nel 1995, con il nuovo metodo della indicazione diretta del candidato presidente; ministro sia nel I governo Prodi (durato solo 887 giorni, pari a 2 anni, 5 mesi e 4 giorni, che vedeva al dicastero dell’Interno con delega alla protezione Civile, l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) sia nel II governo Prodi (durato solo 722 giorni, pari a 1 anno, 11 mesi e 19 giorni).

Massimo D’Alema, attuale presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza:

da sempre considerato “figlio del partito comunista”;
è figlio d’arte, il padre fu segretario regionale del Partito Comunista Italiano della Liguria;
a 9 anni rappresentante dei Pionieri (associazione comunista per ragazzi sino ai 15 anni);
segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana dal 1975 al 1980; segretario regionale del Partito Comunista Italiano in Puglia, dove appoggia le giunte regionali indicate come fautrici del successivo tracollo finanziario regionale sia a guida PSI che DC);
segretario nazionale del Partito Democratico della Sinistra dal 1994 al 1998 e presidente dei Democratici di Sinistra dal 2000 al 2007;
presidente del Consiglio dei Ministri dal 21/101998 al 25/05/2000 primo ed unico premier del Partito Comunista Italiano; ministro degli esteri e vice presidente del consiglio dei ministri nel governo Prodi II.

Pier Ferdinando Casini, attualmente leadre dell’UDC (senza esserne il segretario?!):

inizia 31 anni fa la lunghissima carriera politica di Casini, inizia come consigliere comunale della democrazia Cirstiana a Bologna, nel lontano 1980;
nel 2001 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati;
nel 1994 fonda con Clemente Mastella il CCD, dichiarandosi favorevole a un’alleanza con la Lega Nord di Umberto Bossi, il Movimento Sociale Italiano di Gianfranco Fini e la nuova formazione politica di Silvio Berlusconi;
successivamente lascia l’alleanza con Mastella che passerà ad appoggiare il centro sinistra e fonda con Rocco Buttiglione l’UDC;
nel 2006, in piena campagna elettorale, dichiara che se il numero di consensi raccolti dallo stesso Casini e da Gianfranco Fini superassero quelli raccolti da Silvio Berlusconi, essi si sarebbero alernati alla guida del governo, dichiarazione che trova il niet assoluto dell’altro grande alleato di Berlusconi: la Lega Nord;
con la partecipazione ai governi Berlusconi, Casini ed il suo movimento politico iniziano una azione di crescente contrasto alle attività del governo, insidiandone la stabilità e la continuità governativa ed aprendo la strada ad una rottura dell’alleanza politica con Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi.

Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera dei Deputati:

è stato segretario del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale il movimento politico che ha raccolto l’eredità storica e politica del Partito Fascista;
presidente di Alleanza Nazionale per tredici anni, dalla fondazione nel 1995 fino al 2008;
vicepresidente del Consiglio dei ministri dei governi Berlusconi II e III;
nel III governo berlusconi è stato anche ministro degli Affari Esteri.
In una intervista dice di lui Pino rauti: “Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Fini ha semplicemente ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo sempre sostenuto, e cioè che il “fascismo di destra” non è fascismo, e non lo è mai stato”.
nel gennaio 2007 Silvio Berlusconi dichiarò Fini come suo successore in caso di creazione di un partito unico, incontrando i dissensi della Lega e dell’UDC.
a seguito della nascita del nuovo soggetto politico Popolo della libertà ad opera di Silvio Berlusconi, Fini riferì che An non vi avrebbe fatto parte, manifestando così un aperto dissenso verso l’alleato della ormai “ex coalizione” del cui governo aveva fatto parte;
Fini avrà una posizione negativa e polemica verso il neonato PDL, rifiutando più volte l’invito di Berlusconi a confluirvi, per poi cambiare diametralmente opinione appena due mesi dopo, quando cade il governo Prodi, affrettandosi a riavvicinare la sua posizione a quella di Silvio Berlusconi e della PDL, nel quale partito unico del cdx AN confluirà definitivamente;
nel luglio del 2009, dopo una serie di polemiche ed attacchi durissimi al premier Silvio Berlusconi, Fini viene espulso dal PDL ed invitato a dimettersi dalla terza carica istituzionale della Presidenza delle Repubblica, ottenuta grazie ai voti del pDL di Silvio Berlusconi e della Lega Nord di Umberto Bossi.

Scusate l’incompletezza, ma il tempo stringe e il quadro generale sembra comunque un po’ più chiaro, adesso.
Io, per campare, lavoro e se pure faccio politica nel mio piccolo a tempo quasi pieno, non godo dei privilegi della politica stessa e non ci guadagno nulla dalla politica (se non tanti nemici e tanti problemi), e quindi mi scuserete gli eventuali errori e le dimenticanze che posso aver avuto nella esposizione.

Dunque, chi resta fuori da questa nomenklatura figlia, sorella e madre del passato?

I nomi di questi altri attori, prendono tutti origine dall’inizio di quella che viene definità come II repubblica, personaggi che hanno dato e danno il massimo sforzo per creare un futuro diverso e meno schiavo della partitocrazia, più libero e completamente sganciato dalla logica partitocratica che ha prodotto la caduta della I repubblica.
Questi nomi, a causa della loro opera politica, del cambiamento e del vento riformatore che hanno incarnato, sono continuamente osteggiati, contrastati e violentemente combatutti dagli attori della conservazione, dai fautori della politica del no a tutti i costi, da tutti coloro i quali vorrebbero continuare a gestire il potere pubblico senza renderne conto al popolo sovrano, ignorando il consenso popolare, mischiando le carte in un teatrino indecente, cambiando continuamente governi al fine di non cambiare mai nulla, dimentichi di essere stati essi stessi i protagonisti di tutto quel che la gente comune vuol cancellare, vuol dimenticare, vuole annientare.

Ed infatti, è il consenso popolare che manca agli attori sopra indicati ed è sempre il consenso popolare che cresce verso gli attori di questa altra categoria politica, altra e diversa in tutti i sensi, fedele alle promesse elettorali, ligia nel realizzare il programma di governo, capace di trasformare la volontà popolare del cambiamento in continue riforme realmente realizzate.
Tutte qualità, queste, assolutamente irrintracciabili in quei nomi che campeggiano nelle prime righe di questo post, che hanno governato senza risolvere mai un problema del paese e senza firmare e realizzare mai una delle riforme che hanno sbandierato, una delle idee che hanno sostenuto, e che continuano dissennatamente a tentare di impedire la continuità e la stabilità dei governi che dimostrano con la loro sola esistenza, il fallimento umano e politico di intere generazioni di “politici e di governanti” esprimibili solo fra virgolette, appunto, poichè questo paese, prima dell’avvento della Lega Nord di Umberto Bossi e dell’avventura politica di Silvio Berlusconi, non è mai stato veramente e solamente governato dal potere costituzionale dello stato, ma semmai saccheggiato e dissanguato, impoverito e castrato da poteri pubblici occupati ed infiltrati dalle pieghe del politichese, del teatrino depistatore, della partitocrazia e del correntismo, il tutto condito da altisonanti richiami ad una costituzione irrealizzata nella realtà e spesso depistata dai suoi valori ideali.
partitocratiche e quelle parlamentarizzazioni utili solo a chi sta bene così come sta e gode di un benessere che non merita e cnon vuol condividere.
Ecco l’altra parte del cielo signori e signore, ecco i salvatori della patria, ecco coloro i quali stanno impegnando ogni energia e tutta la loro vita al fine di rendere diretto il governo del popolo, senza quelle paludi del centralismo che ha ucciso il futuro del popolo, sia pure in nome del popolo.

Umberto Bossi leader della Lega Nord e ministro per il Federalismo:
fondatore del movimento politico Lega Nord;
nel 1992 crea l’allleanza con Silvio Berlusconi denominata Polo delle Libertà, che con Alleanza Nazionale vincerà le elezioni e avvierà la serie dei governi a guida Berlusconi, secondo lo slogan del “buon governo”.
Umberto Bossi e la Lega Nord saranno fautori, firmatari e ispiratori della gran parte delle riforme dello stato e dell’ordinamento realizzate durante tutti i governi Berlusconi, contribuendo a creare una immagine di fedeltà politica e di garanzia della volontà popolare mai espressa prima nel paese, avviando una storica inversione di tendenza in termini di garanzia della legalità in politica e della sicurezza dei cittadini e della tutela del territorio, anche attraverso quello che viene definito come la realizzazione del Federalismo Fiscale, una vera e propria rivoluzione nel sistema-stato che punta a impedire gli sprechi delle risorse pubbliche e al loro effettivo indirizzamento alla fornitura di qualità dei servizi essenziali per i cittadini;
la forza della Lega Nord risiede tutta nella indiscussa leadreship bossiana, nel continuo ricambio generazionale assicurato da amministratori locali validi ed efficaci, dalla convinta e ferma volontà che cambiare in meglio questo apese si può, anzi si deve. Ed ogni atto politico della Lega Nord punta costantemente a garantire quella continuità e quella stabilità di governo sinora sconosciute;
Umberto Bossi e la sua Lega Nord, rappresenta un punto di svolta epocale nella gestione della cosa pubblica, esemplare identificazione di capacità realizzativa, di innovazione e di tutela dei cittadini;
la Lega trova sempre maggiori consensi popolari e sempre maggiori dissensi nei politici figli della I repubblica, a riprova dello slogan “la Lega della gente” e non certamente la Lega dei partiti.
Senza della Lega Nord di Umberto Bossi, questo paese non avrebbe trovato mai la strada che conduce ad un futuro di efficacia ed efficenza del sistema stato, eccessivamente centralizzato e nel quale si annidavano da sempre poteri forti, molto più forti dello stato stesso.
Umberto Bossi ha scritto le pagine della storia di questo paese dell’ultimo ventennio, garantendo quel cambiamento e quella libertà, che decenni di partitocrazia, hanno sempre negato ai cittadini.

Silvio Berlusconi, attuale premier italiano:
che dire.
Tutti sanno tutto di Silvio Berlusconi.
E’ il fautore ed il realizzatore del cambiamento di un paese a democrazia bloccata in un paese liberale e democratico basato sull’alternanza di governo, nella stabilità e della continuità governativa.

Per contrastare questa sua capacità, è nato addiritura un metodo politico unico: l’anti-berlusconismo, cui si dedicano tutti coloro i quali vorrebbero avere il suo stesso potere, ma che si dimostrano invece incapaci di essergli anche semplicemente fedeli, se si eccettua il suo più leale alleato, Umberto Bossi.

E’ sul patto di ferro fra Bossi e Berlusconi che si è garantito quel cambiamento che sembrava impossibile in questo paese.
E’ sul patto di ferro fra Bossi e Berlusconi che si fonda il riformismo e l’adeguamento dello stato reale allo stato di fatto, alla società, ai sistemi produttivi.
E’ sul patto di ferro Bossi Berlusconi che si incentra il contrasto di chi vorrebbe tornare indietro, ad una condizione di carrierismo politico sfrenato ed irresponsabile, lontano dalla realizzazione dei programmi di governo, ma schiavo di quei poteri forti che dalle segreterie dei partiti, dai capi corrente, dai CDA di certe SpA, gestivano effettivamente il potere pubblico, a discapito e contro l’interesse dei cittadini.
Ed è su questo patto di ferro che i libri di storia scriveranno che questo paese è cambiato, proprio quando sembrava perduto.
Nonostante i violenti, i rabbiosi e gli invidiosi avversi.

E così, solo dicendo la verità, mi son fatto un’altra serie di nemici potenti.
Tanti nemici, tanto onore.
Bene, potrò consolarmi con il mio onore?

La prima cosa che tenta il potere quando è moribondo, è spezzare le gambe di quegli uomini che contribuiscono a portare sulle spalle idee innovative fatte di amore per sè stessi, per la propria famiglia, per il proprio territorio, per la propria comunità.

Solo così è possibile a chi ostacola il futuro, restare in piedi e potente.

Ma il futuro bussa alla porta di noi tutti.

Anzi, il futuro è già arrivato ed in questo umile post, ne ho descritto incarnazioni e forze, poteri che si confrontano e prepoteri duri a morire.

Ma nn sarò certo mai io quello che per veder cadere una idea o uno stile di vita diverso e/o avverso al mio, punterà a spezzare le gambe altrui, per quanto meritevoli di questo ed altro.

Signori e signore, questa non è l’epica di Sparta e dei suoi 300, ma nn per questo non è una epoca che non possa essere vissuta a viso aperto e petto esposto.

Non abbiate paura, è con la paura che ci hanno fottuto il futuro che avremmo desiderato per i nostri figli.

Non abbiate paura, sinchè ci saranno uomini come quelli che ho indicato, la speranza in questo paese non è morta.

Non abbiate paura, vivete da persone libere.