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Outing : sono un Diabetico

sabato, 23 novembre 2013
Misurazione della Glicemia

Misurazione della Glicemia

Da quando sono tornato a Foggia, il primo maggio 2012, rifiutando lo stile di vita, le regole e i modelli di riferimento della foggianità e dopo 6 anni di pellegrinaggio nel nord del paese, non ho fatto altro che chiudermi in me stesso e rifiutare quella realtà da cui ero rifuggito in precedenza.

Attività fisica ridotta a zero, sedenteriatà a gogo, rifiuto di uscire per non dover incontrare la maleducazione e l’ignorante arroganza che pervade molti, troppi aspetti della vita nella mia città natale.

Così, non prestando la dovuta attenzione a sintomi evidenti come la secchezza delle fauci e le frequenti minzioni notturne, continuavo a farmi del male senza prenderne coscienza.

Eppure, la mia genetica predisposta al diabete avrebbe dovuto aprire i miei occhi, accendere la mia mente ad una analisi ed una osservazione di quanto stava accadendo.

E dire che, per un certo periodo, sostenni anche l’incarico di segretario di una associazione di diabetici:

medico cura te stesso.

Sta di fatto che improvvisi mancamenti e strani giramenti di testa mi indussero a ricorrere al Pronto Soccorso in una occasione e da lì, iniziò la mia conclamata appartenenza al mondo dei diabetici.

Veramente non era solo la glicemia ad essere fuori controllo:

fra glicemia, colesterolo e trigliceridi i valori nelle mie analisi partivano da 400 e finivano a quota 500.

Mi sono cercato un infarto:

capita a chi rifiuta la realtà che lo circonda in modo totale e carnale, così come io rifiuto la realtà foggiana, meridionale e italiana.

Inconsciamente ho cercato la morte, mi sono autoescluso, mi sono arreso alla mia prigionia ed ho probabilmente tentato di mettere fine definitivamente a questo sequestro di persona.

Grazie alla professionalità del reparto di endocrinologia dell’ospedale di Foggia, ho rimesso a posto le cose e sono riuscito a controllare i valori glicemici grazie all’uso della dieta, dei medicinali e dell’insulina.

Già, l’insulina, l’ormone della crescita dei bambini nella pancia materna, l’ormone senza del quale, si perde la capacità di equilibrare i livelli glicemici nel sangue.

Ma ragazzi, la schiavitù delle 4 siringhe di insulina al giorno e di tutte le altre medicine hanno scosso il mio carattere, hanno ferito il mio ego.

E allora, senza avvisare i medici, una volta rientrato alla vita quotidiana e dopo qualche mese di cura perfettamente eseguita, ho iniziato gradualmente a diminuire l’apporto calorico della dieta alimentare, aumentare l’attività fisica e diminuire le somministrazioni di insulina.

Funzionava: la glicemia era sotto controllo.

E allora, dopo aver comunicato la mia intenzione ad una dottoressa che mi seguiva in ospedale, aver ricevuto il suo ok al tentativo in atto e conosciute le modalità migliori per la diminuzione delle somministrazioni di insulina, piano piano, ma determinatamente, giorno dopo giorno, ma gradualmente, sono riuscito a fare a meno delle somministrazioni di insulina.

Felice del risultato raggiunto, ho continuato ad aggredire anche la farmacologia orale che seguivo, riducendola il più possibile.

Oggi, sono un diabetico con tutte le qualità e le criticità di un diabetico:

devo resistere ad attacchi di fame diabolici (devo smettere di vedere Man Versus Food!), continuare con regolarità l’attività fisica e controllare sempre i livelli glicemici nel mio sangue, ma, sono piuttosto contento di aver vinto (anche se non completamente: il diabete ce l’ho e me lo devo tenere e saper gestire) le mie piccole-grandi battaglie contro la patologia sociale del secolo e del millennio.

Non tutti i diabetici sono uguali e rispondono allo stesso modo alla variazione nella attività fisica, nella dieta e nella somministrazione dell’insulina, per cui, vi prego, non fate quello che ho fatto io senza consultare preventivamente il vostro medico di fiducia.

Però vi prego ugualmente di imitarmi nel mantenere alta e ferrea la volontà di contrastare una patologia che, se non adeguatamente equilibrata, promette un futuro assai incerto e insicuro.

Ecco, solo questo, volevo dirvi solo questo:

spero che questo mio outing faccia sentire meno soli e deboli i diabetici e più attenti ai segnali che manda il proprio organismo tutti gli altri.

Una malattia la manda Dio, ma ad evitarla ci devo pensare io.

Buona Giornata a tutti i diabetici.

Gustavo Gesualdo

Paralizza la politica italiana, sfascia il governo, impedisce le riforme

mercoledì, 28 aprile 2010

L’attività politica di Gianfranco Fini è tesa a paralizzare la politica italiana, a sfasciare il governo del paese e ad impedire le riforme del cambiamento.
Come un virus fini sta corrodendo dal di dentro le istituzioni, ne blocca le funzioni vitali, le rende inoperative, proprio quando la crisi economica pretende manovre tempestive per salvare vita e lavoro a famiglie ed aziende italiane, duramente colpite anch’esse da questa forma virale di irrazionalità finiana.
Incredibile il silenzio che proviene dalla opposizione, cui certamente questo gioco fa comodo, ma che resta anch’essa esterrefatta dalle follie quotidiane compiute dalla virologia finiana.
Incredibile anche il silenzio delle istituzioni, che assistono inermi allo sfascio continuo creato ad arte da fini.
Tutti fermi, con il fiato sospeso, a guardare una minoranza politica piccola piccola che manda in rovina famiglie e aziende italiane.
Questo atteggiamento di attesa e di silenzio nuoce gravemente al paese, distrugge la fiducia delle famiglie e delle aziende nelle capacità della politica di dare risposte tempestive ed esaustive ai propblemi quotidiani sempre più gravi e seri della gente.
Il cancro della crisi attanaglia l’Italia, ma il virus finiano, riesce a far danni ancora maggiori.
Cercasi politico con attributi veri che sbatta fuori fini e la sua irrazionale violenza devastatrice dalle alte poltrone parlamentari, dal governo e dalla vita di questo paese.
Fini è la patologia che uccide l’organismo italiano:
cercasi cura efficace.
Subito.
Altrimenti il malato potrebbe decedere nella spasmodica attesa di una cura.