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Referendum 2006 – Referendum 2016: dieci anni gettati nel cesso

domenica, 17 aprile 2016

La grande epoca delle riforme.

Il distacco tra lo stato e il Paese Reale fonda dubbi nella tenuta del Sistema.

La partitocrazia tenta di riformare il sistema che essa stessa ha creato.

La sinistra (e parte della destra stessa) abbatterono le riforme del 2006 con un referendum.

Oggi rischiamo di vedere abbattute le riforme del 2016 con un referendum dalla destra (e parte della sinistra stessa).

Io non credo al caso e nemmeno al caos.

Credo piuttosto che la casta tenti di mostrare uno spirito riformatore che nella realtà, non riforma il Sistema che ne è alla base.

Ognuno vuol interpretare la parte del Salvatore della Patria.

In realtà, nessuno cambia nulla per non dover perdere il potere che detiene, per mantenere tutto inalterato:

clientela politica, burocrazia folle e corrotta, mafie pericolose.

Ma questo stato di cose incrina ancor più il debole legame tra stato e Paese Reale, ogni giorno che passa, la fiducia tra popolo sovrano e sistema partitocratico si riduce, si spegne.

Cosa hanno cambiato nella realtà i dieci anni passati da una riforma ad un’altra?

Nulla.

E cosa cambiano le cosiddette riforme?

Nulla.

Ma allora, queste riforme, sono il vero problema o un falso problema?

Risolvono per davvero i problemi e le crisi che stanno devastando la società italiana?

Ovvero servono solo per mantenere alta una bandiera nel tentativo di mantenere vivo l’interesse degli italiani?

Quale valore ha in questa dimensione il votare per un polo o l’altro, un partito o l’altro?

E non sono le riforme stesse solo un modo come un altro per spingere un popolo sovrano indignato a conferire ancora e ancora la delega elettorale e di sovranità ad una casta che, nella realtà, non cambia mai nulla?

I due momenti di rottura in questi ultimi venti/trenta anni sono stati due movimenti politici:

la Lega Nord e il M5S.

La Lega ha fatto molto, sia dal punto di vista del potere esecutivo che del potere legislativo, nelle more di una opposizione asfissiante che infine ha bocciato le riforme del 2006, anche grazie al tradimento delle forze della propria coalizione.

Il M5S tenta di bypassare il medesimo pericolo negando alleanze con parti politiche diverse dalla propria, per non fare il gioco della partitocrazia che tutto assorbe e tutto omologa al fine di non cambiar nulla.

Le spinte verso il cambiamento sono sempre avversate, in tutto il mondo.

Basterà pensare al caso di Donald J. Trump in America, avversato dal duopolio dei clan Bush e Clinton.

Ovvero al caso Le Pen in Francia, avversato dal duopolio dei clan Hollande e Sarkozy.

Ma il caso italiano è aggravato dalla mancata percezione della realtà da parte del popolo sovrano.

Anche in questo caso, il mondo dell’informazione gioca un suo ruolo dominante (o dominato, a seconda della dignità che veste i singoli attori).

Il M5S ha bypassato anche questo scoglio, con la geniale intuizione di Gianroberto Casaleggio di usare lo strumento del libero web per informare direttamente i cittadini, evitando quanto più possibile la contaminazione degli interessi di parte incarnati da questo o quello strumento informativo.

Ma la risoluzione di molti di questi problemi che impediscono un normale governo politico del paese passa proprio attraverso il recupero di quel consenso italiano che non va più a votare, per gli uni e per gli altri, consenso che diviene maggioranza, ogni giorno di più.

Ed è proprio qui che si intersecano e si uniscono gli interessi dei grillini e della partitocrazia:

far tornare gli elettori a votare.

Ed è proprio questa gara referendaria che sembra voler ottenere un nuovo interesse e consenso popolare ed elettorale per il Sistema.

Ho sempre e sin dal primo momento affermato che non si può cambiare un sistema nato, creato e costruito per non cambiar nulla dal suo interno, osservando le sue regole, fatte apposta per assorbire il malumore generato da esigenze irrisolte della popolazione, piuttosto che risolvere i problemi che sono alla radice di quei malumori.

Ed oggi, continuo a pensare che questo problema esista e persista, rendendo difficile se non impossibile riuscire in una simile impresa.

Sempre che non si voglia solo cambiare i nomi iscritti sulle porte dei palazzi del potere statale piuttosto che cambiare proprio quei palazzi, quei poteri.

Quando manca la fiducia è tutto più difficile.

Specie quando è stata tradita troppe volte.

E quel che vedo, serve solo a far guadagnare fiducia al sistema.

Cosa cambierà?

E quando?

Tranquilli, non cambierà mai nulla, poiché nulla, niente e nessuno può cambiare questo sistema mafioso e corrotto dal suo interno.

Una possibilità c’è, ma è in mano alla partitocrazia istituzionale:

dichiarare lo stato di emergenza e assumere in un solo soggetto l’intero potere pubblico, per cambiare per davvero e con celerità tutto quel che va cambiato.

E voi, credete veramente che un corrotto si manderà in galera con le proprie stesse mani, che un mafioso investa enormi finanze per infiltrare il potere pubblico per poi consentire che si elimini la mafia?

Se credete questo, allora non avete capito con chi avete a che fare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La politica, il metodo, le idee, le ideologie e il controllo della informazione

mercoledì, 13 aprile 2016

La scomparsa di Casaleggio viene abusata per interessi di parte.

Mi dispiace, perché la razionalità di Gianroberto viene confusa con l’ideologia, con le parti, la destra e la sinistra:
Casaleggio non era un ideologo, egli applicava il metodo razionale della informatica alla realtà umana.

La sua non era una idea, ma un metodo nato da una intuizione e condito da una idea buona.

Ogni tentativo di scardinare il sistema italiano della democrazia bloccata ha visto l’informazione e il suo controllo al centro di ogni iniziativa.

Berlusconi aggredisce la politica e la penetra proprio attraverso il mondo della informazione, essendone un imprenditore, un editore.

Scardina il controllo monocratico che la casta detiene in monopolio RAI proponendo una alternativa privata al monolite pubblico, controllato dai partiti.

La sua non era una idea, ma un metodo nato da una intuizione e condito da una idea buona.

La differenza sta tutta in un nome, che rappresenta la distinzione tra due metodi comparabili (sino ad un certo punto), ma non accomunabili:

Marcello Dell’Utri, l’organizzatore di Forza Italia e l’amico degli amici.

Lungi da me assimilare i due momenti storici e gli attori che li hanno incarnati, ma serve una comparazione storica per indicare come, in una democrazia, il controllo della informazione è il vero Grande Fratello, quel signore che in alcuni casi, oscura la verità per non doverla governare e in altri casi fa emergere la verità per governarla.

La differenza c’è e si vede pure.

Sarebbe un grave errore (voluto e volontariamente perseguito a fini di interesse di parte e di partito) quello di voler confondere le idee di Casaleggio con le ideologie:

serve solo a schierare tutto e tutti nel gioco del “dividi et impera”, robetta da politicanti di strada. elemosinanti della società che ambiscono a governarla.

A dimostrarlo è proprio quella riforma della “alternanza” voluta da centro destra e centro sinistra e utile a cristallizzare la politica sull’antagonismo e non sui problemi e le crisi che la politica dovrebbe invece governare.

Dividi il popolo e potrai farne quel che vuoi.

Ecco perché le accuse lanciate a berlusconi di essere un qualunquista mi fanno sorridere:

nulla di più sbagliato per un soggetto politico che ha perseguito la divisione del popolo sovrano e non la sua unità, la divisione dell’Italia e non l’unità degli italiani, nella menzogna politicamente corretta di un partito politico che porta il nome di Forza Italia.

Politicamente corretto, senzadubbiamente, nel pieno solco della casta politica italiana.

L’insegnamento di Casaleggio è invece qualcosa di profondamente popolare, umanamente popolare, di quel popolo che invece puzza al naso dei radical chic, di destra e di sinistra, troppo nobili per interpretare e servire un popolo così popolare, ma altrettanto furbi da volerlo ingabbiare e soggiogare.

Non tutti hanno sottolineato che l’opera di Casaleggio è stata un’opera a difesa della libertà, proponendo un sistema alternativo alla influenza di televisioni e giornali, partiti e sindacati, un metodo che nel mondo libero di internet, ha dato una vera rappresentanza alla volontà popolare, libera da deviazioni e interpretazioni.

E una cosa del genere è la realizzazione del dettato costituzionale, abiurato e depistato dalla partitocrazia, divenuta mafia aggressiva del sistema invece che traduzione e governo delle esigenze del popolo sovrano.

Il popolo è ignorante:

noi siamo la casta, i nobili, i ricchi, i soddisfatti, gli integrati e adattati.

Se non è discriminazione questa, non so quale sia il significato del termine discriminazione.

La libertà offerta e creata da Casaleggio è stata proprio quella di una scelta alternativa, veramente alternativa al sistema partitocratico, quello dei puzzolenti lontano un miglio che hanno la puzza sotto al naso.

Egli ha profanato il sistema cancerogeno della partitocrazia, delle mafie e della corruzione, sia morale che materiale.

Infatti l’altro elemento di distinzione tra la casta e il progetto Casaleggio sta proprio nella distinzione tra partito politico e movimento popolare come tra onesti e disonesti, corrotti e non corrotti, mafiosi e non mafiosi.

Questa distinzione ha messo in risalto e reso di pubblico dominio l’uso mafioso che si fa del potere pubblico, a danno della tutela e della difesa degli interessi del popolo sovrano.

E questo ha fatto incazzare tutta la casta, tutta la partitocrazia, tutti i corrotti e tutti i mafiosi.

Prova evidente della bontà del progetto, del metodo usato e della buona idea che ne è alla base.

Ha funzionato.

Casaleggio è uno dei pochi esseri umani, viventi e non (almeno sino a qualche giorno fa) che ha cambiato la realtà, l’ha modificata e piegata alla sua volontà, dimostrando così che i prepoteri e i prepotenti hanno tanto potere nei nostri confronti quanto siamo disposti a concederne loro.

In questo senso, Casaleggio ha insegnato qualcosa anche a me.

Nonostante restino le mie perplessità di una applicazione funzionale agli obiettivi e ai fondamenti del suo metodo:

le idee, specie e soprattutto quelle buone, camminano sulle gambe dei malcapitati uomini che le sorreggono ed io non vedo molti Gianroberto in giro.

Attenzione a questo passaggio:

la differenza tra un partito di sistema e un movimento popolare sta nell’esempio che danno i propri leader.

Il segno distintivo è proprio nella leadership intesa come capacità di emergere attraverso un consenso allargato e protetto e la capacità di emergere con i tesseramenti e le regole fatte apposta perché magnifici leader come Casaleggio non possano mai arrivare a gestire il potere pubblico:

immaginate solo per un momento cosa avrebbe potuto fare un leader come Gianroberto disponendo del potere pubblico quando aveva già dimostrato di poter cambiare radicalmente la realtà senza quel potere pubblico, con le sue sole mani, gambe e cervello.

Sarebbe stato semplicemente perfetto, impareggiabile, inarrivabile.

Avrebbe sottomesso il potere pubblico alla influenza del popolo, avrebbe realizzato la costituzione italiana (non nel senso formale, ma in quello sostanziale, reale) come mai nessuno aveva neanche mai provato a fare.

Ed è proprio questo che la casta partitocratica del dividi et impera teme di più:

porterebbe alla sua scomparsa definitiva, con la perdita dei motivi che la reggono e della distorsione delle regole che la sorreggono.

Mi piego in ginocchio dinanzi ad tale e nobile tentativo, davanti a questo sogno a questa speranza che io ho coltivato e sognato ogni giorno della mia vita.

Le idee camminano sulle gambe degli uomini.

Sono molto curioso di vedere quale leader, con quale intelligenza e con quale metodo continuerà questa immane e nobile opera di restaurazione della democrazia, della legalità, della onestà, in un paese paurosamente infiltrato e governato proprio dalla illegalità e dalla disonestà.

Son sempre pronto a cambiare idea su uomini e cose, a patto che essi cerchino e trovino la realizzazione dei loro progetti nella realtà.

Tutto il resto non mi interessa.

E non mi rende nemmeno felice.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

Il Sud, la mafia, la politica e la democrazia mafiosa

mercoledì, 6 gennaio 2016

Et voila

Come Volevasi Dimostrare

Anche i grillini pizzicati a far patti con la camorra napoletana per avere voti e garantire posti di lavoro pubblici per i parenti dei mafiosi:

l’onestà andrà di moda.

Ma non in questa Italia, non nel sud di questa Italia.

Sempre le intercettazioni tra mafiosi (Dio le benedica e le mantenga) ci rivelano uno spiraglio di verità reale in questo nuovo scandalo della pizza connection condita di cannuoli alla siciliana:

«Adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di ottant’anni. Si devono portare là sopra, e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle»

Questo fatto non mi sorprende e non mi meraviglia:

affatto.

Chiunque prenda voti nel sud deve scendere a patti con la malavita, con i delinquenti, con la criminalità e con le organizzazioni mafiose.

E tutti prendono voti al sud, tranne la Lega Nord.

E il fatto che gli ultimi tre mandati alla presidenza della repubblica italiana siano andati ad un napoletano (con il record assoluto di due mandati consecutivi) ed a un siciliano raccontano bene questa condizione di sudditanza del sistema democratico al controllo assoluto e totale che hanno le mafie nel Paese Reale.

Se ci andasse un veneto o un lombardo al Colle del Quirinale o a palazzo Chigi, magari ascolteremmo ben altra musica, come ai bei tempi di Roberto Maroni.

Ma la mafia vieta allo stato di concedere che anche il nord venga rappresentato equamente nelle istituzioni come in tutti i livelli burocratici e tecnocratici, nei gangli di quello stato che parla dialetti meridionali, che nasconde segreti maligni e stringe patti e trattative con le mafie.

E non è un caso che il leader del M5S sia un napoletano.

Come non è un caso che beppe grillo chiese ed ottenne di incontrare giorgio napolitano, il gran maestro dell’inciucio stato-mafia.

E sempre nelle intercettazioni di una indagine contro la ‘ndrangheta (operazione “Kyterion 2″) si legge:

” … quando sono andato io c’era Massimo Ranieri, Gianni Letta… in questa caserma che abbiamo fatto insieme pure le fotografie ho e un latro… era un latro importante… invece ora, a novembre, mi danno Cavaliere del lavoro, devo andare da Napolitano, devo andare… perché poi conosci una fascia di persone…”.

Per un attento osservatore come me, nato e cresciuto nel sud, non serve leggere per capire, non serve chiedere per capire:

nel sud tutto è mafia, è tutta una mafia, la stessa, senza distinzione di ruolo e di parte, di stato o antistato.

La puzza si sente, appesta ogni cosa, soprattutto il potere pubblico.

La mancata previsione e punizione del Reato di comportamento mafioso in un paese così mafioso attesta e certifica da quale parte stiano le istituzioni politiche e i legislatori italiani.

Le troppe volte in cui si stralciano posizioni scomode dai processi mafiosi, le troppe volte in cui i mafiosi escono di galera per prescrizione o per decorrenza dei termini ovvero, udite udite, perché un giudice non ritenga di origine mafiosa una guerra sanguinosa tra clan mafiosi nelle strade di Bari a colpi di pistole e mitra d’assalto, tutte queste “troppe volte” sono di troppo, ma rappresentano anche il pane quotidiano nel sud, purtroppo.

Non se ne esce.

Non certo in una democrazia così piegata al ricatto mafioso del consenso, non con un voto così fortemente e totalmente indirizzato dalle mafie verso politici accondiscendenti, ricattabili, complici, idioti e incompetenti, messi lì apposta perché nulla cambi, perché lo stato non prevalga, perché la mafia resti il potere assoluto, l’unico potere.

La mafia infiltra lo stato attraverso la politica, ricattandola con il voto:

non potrà mai essere una casta politica piegata a codesto ricatto a sconfiggere la mafia, ad eliminarla, a metterla al muro e fucilarla come merita.

Non c’è che una sola via d’uscita:

Dichiarare lo Stato di Emergenza

Adottare il codice militare penale di guerra

Istituire la Pena di morte per i mafiosi e i corrotti, per politici e burocrati che violano il giuramento di fedeltà allo stato, che lo tradiscono

Altrimenti ci prendiamo tutti in giro.

Ed io, non amo perdere il mio tempo con chi non vuol cambiare nulla perché sguazza bene nella merda.

Depenalizzare?
Indulgere?
Amnistiare?
Perdonare?

Tutti verbi che si coniugano con mafia, democrazia mafiosa, stato mafioso.

No grazie, preferisco vivere e morire da uomo libero.

Magari morire sotto i colpi di questa società mafiosa, che uccide negando il lavoro, la libertà e la dignità umana piuttosto che con la pistola o con il mitra.

Ti deridono, attentano alla tua integrità morale e materiale, fisica e mentale.

Ma io non mollo, non cedo, non mi piego e sogno il momento in cui li vedrò davanti ad un plotone di esecuzione, in pubblica piazza, dopo la messa domenicale e prima del sacro pranzo domenicale, dinanzi alle loro famiglie, ai loro figli, ai loro amici di merende.

Sogno quella scarica di piombo che, unica, potrà salvare questa Italia da questi italiani.

Che siano maledetti.

In questa vita e non in un’altra, in questo tempo e non mai.

O loro o io:

insieme MAI.

Non c’è posto per entrambi in questa mia vita massacrata dal vostro essere merda di fogna tracimata ed emersa in enormi quantità sino ad assurgere al merito di dignità umana, di corpo sociale, di classe dirigente.

Non c’è una terza via.

Non c’è mai stata.

Quando quella merda raggiungerà anche le vostri menti e rischierà di affogarvi, allora capirete che non vi è una via di mezzo, che non può coesistere lo stato con la mafia, capirete che uno dei due è di troppo.

E capirete anche che il perdonismo e il perbenismo non sono altro che frecce nell’arco del vostro assassino.

Allora e solo allora capirete che è una questione di sopravvivenza, di vita o di morte.

Allora sognerò Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa e li vedrò ridere, finalmente soddisfatti, finalmente vendicati.

Siamo in stato di guerra contro mafia e corruzione, contro mafiosi e corrotti:

combattete, difendetevi o fuggite, come fanno i tanti italiani che scelgono l’esilio rifuggendo da questa merda pestilenziale, da questo cancro mortale.

Torneranno solo se voi vi dimostrerete all’altezza della grande storia italiana, romana e latina.

Altrimenti, quella storia e quella grandezza saranno condannate alla estinzione, per sempre confuse con furbizia e ignoranza, masochismo e menefreghismo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 7 settembre 2013

sabato, 7 settembre 2013

11/09/2001New York – USA
11/09/2013Damasco – SYRIA
go, go, go!

Putin, ti assicuro che se anche un solo missile a medio raggio che hai consegnato a siria e iran colpisce il suolo italiano abbastanza vicino a dove io vivo con la mia famiglia, vado a roma e prendo a calci nel culo tutta la tua ambasciata, compresi e non esclusi tutti i russi che trovo nel viaggio da qui a roma e ritorno.
Non scherzo, sorta di mafioso che non sei altro:
vai fuori dai coglioni del mar Mediterraneo che non è casa tua.

Napolitano: “Necessarie decisioni lungimiranti.
Ue modello di successo, ma serve salto qualità”

Gesualdo: Serve salto qualità? Qualità?
E cosa ne sapete voi della casta della “qualità”, abituati come siete a scendere a qualunque compromesso e con chiunque?
Qualità significa selezione, non degenerazione.

Della chiusura e dellìaccorpamento dei piccoli tribunali

Niente:
in Italia non si riesce a realizzare una sola riforma.
Così incarnato è il senso di avversare, contrastare, eludere o evadere un dispositivo di legge, un comando esecutivo, un progetto riformatore che appena si verifica uno scuotimento nell’immobile pantano del “non fare e non far fare”, ecco arrivare le caste corporative che scuotono l’albero dell’ordinato governo della cosa pubblica, sia che esse siano dei tassisti, dei farmacisti che degli avvocati.
In democrazia in un sistema così, con soggetti che si comportano così, non si può cambiare nulla.
Che paese anormale che è questo.

Della Russia di Putin e del terrorismo contrastato a fasce alterne

In occasione della Giornata della solidarietà nella lotta contro il terrorismo in Russia si ricordano le vittime del terrorismo, come nel caso della Strage di Beslan il massacro avvenuto fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l’edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini: l’intervento delle forze speciali russe causò la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti.
Oggi, quella stessa Russia del medesimo Putin nega un intervento armato a punizione delle stragi indiscriminate di popolazione inerme, sia adulti che bambini, da parte delle autorità siriane con mezzi di distruzione di massa, bombe chimiche.
La Russia di Putin ha due pesi e due misure nel colpire o nel difendere il terrorismo islamico, a seconda delle convenienze e delle strategie.

Governo italiano?
Governo?
Quale governo?
Dove? Come? Quando?
Il governo italiano esiste solo per i gay, per i clandestini e per i carcerati.
Tutti gli altri italiani sono senza governo, al minimo, e con il governo contro, al massimo.

La politica italiana mette i BTP e le borse sotto pressione?
Scusate, ma quale politica?
Quella che rappresenta il problema principe in questo paese invece di essere contributo alla soluzione dei suoi problemi?
Non avete ancora capito che non se ne esce così?
Non avete ancora copreso che è la politica IL problema italiano?
E chiamatela politica:
questa è anti-politica, tutto il contrario di quel che dovrebbe essere la Politica.

Non mi importa molto della politica dell’idaglia degli idagliani, ma è evidente che non capite nulla di democrazia: non esiste democrazia nella quale una parte politica o più parti politiche siano escluse dalla rappresentenza di idee e persone, di diritti e di doveri.
Se siete a questo punto di pregiudizievole convinzione, siete peggio del peggiore dei vostri nemici.

Tagliare sulla sicurezza quando serve sicurezza non è indice di sanità ed equilibrio mentale

Una atipica dislocazione diametrale di interessi comuni e condivisi allea la destra estrema italiana alla sinistra estrema dell’ex blocco sovietico russo.
Anche l’antica scelta anti-ebraica di certa destra italiana si sposa nell’alleanza con folli dittatori come assad, massacratore del proprio popolo e (ex?) grande amico del governatore comunista pugliese vendola.
Tempi bui, tempi bui quando gli estremi si toccano.
Colpa di chi si definiva moderato mentre si è dimostrato solo un ladro, un mafioso, un corrotto e un corruttore.
Chi credete che in Italia finanzi la destra estrema (per carità e per pazienza, non confondete la destra con il fascismo che dimostrate di non aver letto una sola virgola della storia del secolo scorso)?
Putin attreverso Berlusconi o Berlusconi direttamente per ricambiare i piaceri di Putin nel godimento delle risorse strategiche russe?
E siamo alle solite: dal petrolio deriva la nostra storia e dal petrolio ci viene incontro il nostro futuro.
Interessante questa evoluzione delle opposte rive sinistre e destre in Italia, sul punto di ricongiungersi ed allearsi su scelte di un pragmatismo da socialismo reale.

Famiglia di razzisti quella dei kyenge, da quanto si può vedere.

Senza un bombardamento a tappeto di Iran e villaggi talebani (ovunque allocati) non si potrà mai veramente aggredire l’estremismo ed il fondamentalismo islamico e distinguerlo dalla massa dei mussulmani moderati.

Auto Blu: costano un miliardo di euro degli 800 spesi ogni anno dalla Pubblica Amministrazione. Io la darei solo a Capo dello stato, Premier, Capo della Polizia, Comandante dei Carabinieri e (Vice)Presidente del CSM, tutte rigorosamente blindate.
Tutti gli altri, possono scegliere fra la pedovia, la ciclovia, la motovia o la autovia: sempre e solo privata.

Come berlusconi, letta spera che sia l’ottimismo a risolvere i problemi dell’Italia, poiché, proprio come berlusconi, letta non è capace di risolvere un bel nulla.
Un altro povero idiota che tira a campare.
Poveri noi.

Dei continui episodo di violenza ad operatori sanitari in Puglia

Mi sia consentito ricordare, qualunque sia la modalità che si cerchi in questa situazione per garantire più sicurezza alle unità operative sanitarie maggiormente esposte a potenziali e gratuite violenze che, le Guardie Particolari Giurate non possono essere utilizzate per la tutela della persona fisica né per il mantenimento dell’ordine pubblico, stante l’attuale normativa e configurazione giuridica delle GPG italiane, cui è stato conferito il titolo di incaricato di pubblico servizio mentre da corte superiore europea veniva imposto a mezzo sentenza il conferimento del titolo di pbblico ufficiale.
Non mettiamo in sicurezza gli operatori sanitari mettendo fuori dalla sicurezza e dalla garanzia dell’azione operativa chi è sprovvisto dei titoli per operare in piena e totale SICUREZZA.

Ecco appunto: cercate di evolvere, poiché questo pianeta non accetta che una umanità realistica, priva di malati di mente alla guida di paesi con o senza armamento per la distruzione di massa (nucleare, chimico, siria, iran, corea del nord), priva di poveri illusi a caccia di sogni realizzabili, un pianeta che accetta una civiltà umana solo a patto che l’uomo superi il concetto attuale di umanità, procedendo verso una nuova intelligenza razionale, priva di miti irrealizzabili, quella altrimenti definita come dell’oltre-uomo e del super-uomo.
Le guerre esistono perché esiste una umanità arretrata e incivile, che usa armi chimice per massacrare i suoi simili al fine della lotta per il potere.
Svegliatevi, o tacete per sempre.

Burocrazia + Sindacatocrazia + Partitocrazia = Anti-Democrazia

Una associazione a delinquere finalizzata all’abuso del potere pubblico per fini di esclusivo arricchimento personale, famigliare, di partito, di sindacato e burocratico.
L’associazione a delinquere che ruba democrazia e libertà, ricchezza e benessere.

L’articolo 27 della costituzione detta che la responsabilità penale è personale. Mi domando allora perché in Italia non venga previsto e punito il reato di comportamento mafioso oltre quello associativo. Fucilate in piazza i mafiosi, i corrotti e gli usurai e vedrete che belpaese torna a trovarci.
Altrimenti: vietato lamentarsi.

La mafia fra dirigenza burocratica e politica:
questo è il male italiano da eliminare definitivamente, un patto mafioso e scellerato stipulato fra caste mafiose per affossare il paese, i territori e il popolo sovrano.

Solo in un paese anormale come l’Italia il premier del governo in carica annuncia favore all’intervento armato internazionale in Siria a difesa del popolo siriano fatto oggetto di uso di armi di distruzione di massa (chimiche) mentre il ministro della difesa dello stesso governo si permette di prendere una posizione diamentralmente opposta a quella dell’indirizzo politico del premier senza essere defenestrato, dimesso o licenziato in tronco.
Paese di pulcinella, certo.

Se solo per un minuto poteste mettervi in quei panni, in quella divisa, per strada, con il caldo e con il freddo, con un salario misero, con un pericolo ricco, per dare sicurezza a chi la chiede e contrasto a chi lo evita.
Pensateci bene: la sicurezza non è un elemento naturale, ma una costruzione umana.
Pagata a costi umani.

Sanità pubblica & sanità privata convenzionata:
genitrici di tutte le tangenti e di tutte le corruzioni.
Nel silenzio ultradecennale omertoso e complice degli organi di ispezione, di controllo e di indagine.

Eliminare cuneo fiscale ed effettuare tagli lineari alla spesa pubblica:
altrimenti ci arrabbiamo

Magnifici idioti del governo italiano che strombazzano che c’è una ripresa in Italia!
Ed ancor più idiota è quel giornalista professionista che pubblica di queste veline a pagamento ed ancr più idioti quelli che votano questa casta di parassiti bugiardi e pericolosi.

Di Beppe Grillo ce n’è uno:
tutti gli altri fan nessuno.

La nave Italia cola a picco come la nave concordia:
malguidata e malgovernata, abbandonata sulle secche di un fallout terribile da chi aveva giurato di difenderla.

Aumenta e quasi raddoppia la spesa pubblica fra agosto 2012 (5.986 milioni) e agosto 2013 (9.200 milioni).
Lo stato italiano affonda letteralmente nel silenzio omertoso e mafioso della casta politica, della casta burocratica e della casta della (dis)informazione.
Le classi dirigenti italiane dopo crolli quotidiani della borsa e anni di downgrade e caduta verticale del PIL, di aumento della spesa pubblica contestuale ad un aumento delle entrate annunciano pubblicamente che l’Italia cresce:
sono dei criminali che pensano di curare con l’ottimismo i mali gravi e seri di un paese immobilizzato ed imbalsamato.

Manifattura industriale in ripresa in USA e in CINA.
In Italia i politici continuano a diffondere ottimismo senza avere un solo dato micro o macro economico o finanziario in positivo.
Questo accade quando la politica economica si fa con la bocca invece che con il cervello e con il cuore.
Casta politica italiana: e sai cosa sono.

Il sistema bancario italiano è sano, anzi, sanissimo.
Firmato casta politica dei magnaccioni.

Hey, napoletano del colle, innominato innominabile sempre attento alle morti bianche e alla sicurezza sul lavoro, ti ricordi che sei sempre stato tu promotore, fautore e fiancheggiatore dello svuotamento delle carceri italiane, degli indulti vergognosi, eh, ti ricordi?
E quali reati hai lasciato impuniti, secondo la tua eccelsa ed impareggiabile conoscenza giuridica?
Quali? Dai che ci sei, un altro piccolo sforzo e ci arrivi anche tu.

“…. Le Regioni, da Roma in giù, sono un cancro. Quando va bene sono orientate alla gestione del consenso, quando va male alla gestione del malaffare ….”.
Chi lo ha detto?
Professor Mariano D’Antonio, ordinario di Economia dell’Università Federico II di Napoli ed assessore al Bilancio della giunta napoletana Bassolino tra il 2008 e il 2010.

Dopo gli infiniti e mai veramente puniti scandali di comune di Foggia , AMICA SpA , AMGAS SpA , GEMASpA e Camera di Commercio di Foggia dei vari Ciliberti e Tavasci , ecco venire a galla lo scandalo dei bilanci falsati alla Provincia di Foggia .
Ovviamente, come è già è accaduto in passato, nessuna amministrazione citerà nessun responsabile per i danni ricevuti dalla cittadinanza foggiana come nessun politico di nessun partito o movimento politoco ha denunciato queste gravissime malversazioni come i seguenti atti omissivi tendenti ad occultarle e farle pagare in esclusiva ai cittadini foggiani, così depredati e defraudati di ogni diritto e dovuta informazione.
Considerazioni personali:
che si chiami PD o PDL , sempre della stessa minestra riscaldata si tratta;
ora si capisce meglio il triplo salto mortale di Leonardo di Gioia da destra a sinistra in cerca evidentemente di tutele da chi ne vanta e ne usa in magistratura ;
la questione meridionale è tutt’altro che risolta;
la questione morale è tutt’altro che risolta;
le province vanno chiuse e vanno licenziati di conseguenza tutti i dipendenti ed i burocrati delle province;
non andrò mai più a votare per nessuno poiché non intendo avallare questo sistema.

Fottetevi invidiosi, bavosi e gelosi:
bianco non è male, eterosessuale non è male, occidentale non è male.
Il male siete voi, con la vostra conclamata incapacità di essere all’altezza, di competere con noi, con la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra libertà, la nostra netta ed insuperata capacità di essere civili.

Illecito significa essere contro lo stato
non si può pretendere di rappresentare, governare e indirizzare lo stato se si rappresenta un elemento illecito anti-stato.

E come si giustifica il sistema mafioso del cementificio-appaltatore? Come si giustifica il cemento che al “primo assaggio” appare di una certa qualità e ai successivi (non controllati) è di ben altra e pessima qualità?
Come si giustifica la mafia italiana del cemento?

Ed ora, dopo il finto problema IMU ecco arrivare il finto problema IVA.
Politici idagliani:
veri professionisti del nulla.
Ma non vi rendete conto della grandissima presa in giro?
Il buco creato nel bilancio pubblico italiano derivante dalla abolizione dell’IMU DEVE ESSERE RIPIANATO.
Che si chiami IMU o ServiceTax, che differenza fa?
Sempre il popolo italiano la pagherà!
La pressione fiscale resterà inalterata!
Vi fregano e voi li applaudite pure!
Ma che idiozia!
Queste finte guerre di posizione servono solo a distrarre il popolo e dividerlo, per derubarlo, depredarlo, imperarlo.
SVEGLIATEVI ITALIANI

E cosa te ne fai della libertà se sei impedito nel suo esercizio da un mondo che gira esclusivamente attorno al dio danaro?
Considero il sistema economico, della produzione e del lavoro americano un sistema valido e che funziona.
Ma deve pur esserci un minimo salario condiviso, non può esserci il nulla che corrisponde a tanto duro lavoro.

E lo sfregio ad ogni legge, norma e principio generale umano, politico, civile e civico si ripete alla vigilia di ogni competizione elettorale, questo schifo vergognoso e scandaloso dell’abuso di potere pubblico in virtù della raccolta del consenso necessario a mantenere in piedi questo sistema mafioso riparte indisturbato.

Da qualche tempo è iniziato il gioco delle clientele.
Il consenso in questa Italia si compra, si vende e si scambia, non si conquista.
Ed in queste condizioni, è preferibile non andare a votare, per non sostenere questo sistema assai mafioso, corrotto e corruttore.

Chissà come mai e perché (non rispondete: è una domanda retorica questa) i movimenti ed i partiti politici riformatori, liberalizzatori e fautori del cambiamento e dell’ammodernamento del paese, appena entrano nei palazzi del potere istituzionale, cambiano atteggiamento e comportamento, divengono meno irruenti e riformatori, moderano e temperano linguaggio e contenuti.
In una parola: si integrano perfettamente al sistema che volevano cambiare e ne divengono, per primi, strenui difensori e sostenitori.
Sempre così, da quando io possa ricordare, è semrpe stato così, ogni volta, per tutti: si normalizzano in men che non si dica.
Sarà l’odore del potere … che logora e cambia.

La clientela politica, burocratica e sindacale, il consenso acquistato, venduto e scambiato e la mafia diffusa e condivisa.

Si avvicinano nuovi venti di vecchie campagne elettorali.
Così, tutta quella pubblica amministrazione che eroga servizi essenziali ai cittadini, indice appalti per lavori pubblici e concorsi pubblici per posti di lavoro con carichi di lavoro inesistenti, cerca di prenderne il controllo spintonando a destra e sinistra i veri e leali lavoratori, costringendoli a spostarsi per poter raccogliere in prima persona “il grazie” sentito di chi accede a servizi pubblici e concorre ad appalti e concorsi pubblici causa voto di scambio.
Sindacalisti da quattro soldi bucati, burocrati irresponsabili, sleali e infedeli, politici senza alcun valore e merito premono sul più grande erogatore di clientela da tarsformare in consenso elettorale, e cioé, sulla Pubblica Amministrazione.
Fosse per la mia sola volontà, oscillerebbero appesi ai rami degli alberi delle piazze centrali di ogni città e paese.
Intanto, le modifiche sul reato di voto di scambio si arenano e si insabbiano, per facilitare questa merda mafiosa e corrotta nella sua quotidiana opera di distruzione delle istituzioni democratiche, dello stato di diritto e del paese reale.
Simili con i simili, carogne con le carogne.
Mafia non mangia mafia, corrotto non mangia corrotto, casta non mangia casta.
Dovete stare vicini-vicini, stretti-stretti in piccole e luride celle in attesa della chiamata del boia:
ecco cosa dovreste fare e dove dovreste essere.
Ma non è detto che non finisca così, anche questa volta.

Scusi dottore, ho ucciso mio marito con una picconata alla testa:
mi certifica che è morto per infarto?
Certo signora, le spedisco subito il certificato medico di morte.
Intanto dica alla ditta di pompe funebri di chiudere quel buco nella testa di suo marito, mi raccomando.
Ma certamente dottore, senzadubbiamente.

Equazione matematica:
se alle donne che sono effettivamente e veramente fatte oggetto di violenza, femminicidio e discriminazioni inaccettabili si possono destinare alcune postazioni sicure sui treni, per il nuovo genere ideologico omosessuale che soffre di manie di persecuzione e chiede addirittura e con forza l’istituzione del reato di omofobia potremmo assegnare dei vagoni in esclusiva e adeguatamente isolati senza essere tacciati di razzismo ?
Questo mondo è impazzito e nel suo impazzimento è impossibile leggere i doni di Dio e della Natura, emancipati democraticamente a godimento sessuale elevato a terzo genere sessuale, inesistente in natura.
Fermate il mondo, voglio scendere.

A Foggia vince solo e sempre la lobby dei palazzinari:
ci sono più palazzi che persone, ci sono più mafiosi che ladri.
E di ladri, non ce ne sono pochi ….

Il PRG di Foggia è stato progettato, sviluppato e realizzato su dati demografici doppi rispetto a quelli attuali, lasciando infatti invenduti molti edifici ed appartamenti che non trovano collocazione nel mercato ormai più che saturato.
Perché allora costruire ancora e ancora e ancora nuovi edifici se non esiste un fabbisogno di case cui rispondere?
Per fare gli interessi di chi?
O di Cosa?

Per troppo tempo lo stato ha vissuto nel terrore della mafia,
piuttosto che i mafiosi nel terrore dello stato.
(frase non mia)

Siate ottimisti:
il bicchiere non è mezzo vuoto,
non è nemmeno mezzo pieno,
il bicchiere semplicemente non c’è più,
insieme al piatto, al tavolo e al frigorifero!

La clientela, la mafia ed il consenso in Italia

giovedì, 29 agosto 2013

Da qualche tempo è iniziato il gioco delle clientele.
Il consenso in questa Italia si compra, si vende e si scambia, non si conquista.

Ed in queste condizioni, è preferibile non andare a votare, per non sostenere questo sistema assai mafioso, corrotto e corruttore.

Si avvicinano nuovi venti di vecchie campagne elettorali.

Così, tutta quella pubblica amministrazione che eroga servizi essenziali ai cittadini, indice appalti per lavori pubblici e concorsi pubblici per posti di lavoro con carichi di lavoro inesistenti, cerca di prenderne il controllo spintonando a destra e sinistra i veri e leali lavoratori, costringendoli a spostarsi per poter raccogliere in prima persona “il grazie” sentito di chi accede a servizi pubblici e concorre ad appalti e concorsi pubblici causa voto di scambio.

Sindacalisti da quattro soldi bucati, burocrati irresponsabili, sleali e infedeli, politici senza alcun valore e merito premono sul più grande erogatore di clientela da tarsformare in consenso elettorale, e cioé, sulla Pubblica Amministrazione.

Fosse per la mia sola volontà, oscillerebbero appesi ai rami degli alberi delle piazze centrali di ogni città e paese.

Intanto, le modifiche sul reato di voto di scambio si arenano e si insabbiano, per facilitare questa merda mafiosa e corrotta nella sua quotidiana opera di distruzione delle istituzioni democratiche, dello stato di diritto e del paese reale.

Simili con i simili, carogne con le carogne.

Mafia non mangia mafia, corrotto non mangia corrotto, casta non mangia casta.

Dovete stare vicini-vicini, stretti-stretti in piccole e luride celle in attesa della chiamata del boia:
ecco cosa dovreste fare e dove dovreste essere.

Ma non è detto che non finisca così, anche questa volta.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

I ladri di sogni

lunedì, 12 agosto 2013

Questa è la breve storia del male infinito creato da un male inaudito.

Vi siete mai domandati quale sia la cosa peggiore che ha fatto la casta dirigente italiana, assai mafiosa e corrotta?

Cancellare anche solo la possibilità di sognare un futuro migliore, personale, famigliare, lavorativo, professionale e collettivo.

Ecco cosa.

Alle ristrettezze di una crisi si può sopravvivere adattandosi:

alla mancanza di sogni no.

Che siate stramaledetti:

all’infinito.

Gustavo Gesualdo

La catena italiana del potere democratico

mercoledì, 15 maggio 2013

In teoria, il popolo Sovrano cede la sua sovranità a mezzo delega rappresentativa parlamentare a politici proposti dal mediatore istituzionalizzato e costituzionalizzato dell’esercizio del potere sovrano.

Sempre in teoria, ricevuto questo potere, i parlamentari della casta partitocratica dovrebbero adempiere alla realizzazione del programma di governo promesso e proposto in campagna elettorale e premiato dai cittadini a mezzo voto-cessione di sovranità.

In effetti, in questo Paese allucinante, mafioso, corrotto e degradato, ma soprattutto incivile e vizioso che è l’Italia, ecco cosa accade nella realtà:

1 – le promesse elettorali, pregne di viltà e di bugie, atte a conquistare esclusivamente la simpatia ed il consenso del popolo sovrano a mezzo impegni impossibili da mantenere nella realtà, si dimostrano una vera e propria truffa continuata ed aggarvata dalla premeditazione e dal metodo associativo, una frode democratica a cielo aperto;

2 – i partiti politici che vincono le elezioni trasformano l’esercizio della sovranità mediata e derivante da delega-truffa elettorale, in atti di imperio, volti a tutelare esclusivamente l’interesse di casta corporativa mafiosa e non, a difendere e tutelare gli interessi del popolo sovrano defraudato cosaì dell’unico potere democratico reale di cui dispone: il voto;

3 – la casta partitocratica utilizza la normazione e la regolamentazione legislativa al fine di impedire ogni cambiamento dello status quo di questa dittatura istituzionale sul popolo sovrano come nel caso della legge elettorale, che impedisce comunque e a chiunque di ottenere un numero sufficiente di parlamentari (in specie senatori) al mantenimento di una solida maggioranza di governo;

4 – la casta partitocratica, burocratica e sindacale ottiene così un privilegiato accesso all’abuso del potere pubblico, reinvestendo in se stessa, infiltrando il potere pubblico attraverso il pesante condizionamento dei concorsi pubblici (magistratura, polizia, carabinieri, esercito, guardia di finanza, sanità, casa, servizi essenziali e sociali, ecc.) e degli appalti pubblici, che vengono concessi solo ad affiliati alla mafia o amici degli amici, in modo da poter contare sempre sull’appoggio del mobbing mafioso avverso quei cittadini che, singolarmente e/o colletivamente, tentano di spezzare questa catena mafiosa della corruzione istituzionale dei poteri dello stato abusati a fini anti-democratici e contro gli interessi del popolo Sovrano.

Se ti opponi puoi morire (attraverso una iperburocratizzazione che inmpedisce volutamente accesso tempestivo e fruttuoso alla tutela della propria salute, per fare solo un esempio), puoi essere oggetto di indagini (pilotate al fine di danneggiare l’immagine di persona pubblica onesta, leale e corretta), puoi essere mobbizzato quotidianamente in un crescendo di abusi reiterati, o perire nella mancata od omessa erogazione di servizi pubblici e quant’altro sia in grado di essere abusato come metodo mafioso di coercizione a mezzo abuso del potere pubblico.

Per cui, ai cittadini qualunque che osassero respingere la condivisione di una tale violenza pubblica sopra soggetti evidentemente ed enormemente più deboli, viene servito un piatto avvelenato che punta a degradare la capacità di fidesa personale e di offesa del sistema mafioso del cittadino “X”, costringendolo a chiedere tutele alla parte avversa a quella che lo aggredisce, in modo da aver condizionato ed acquisito al sistema mafioso e corrotto quel cittadino che non si riconosceva in esso, che lo contrastava, che lo derideva o che lo affrontava a petto nudo, accusandolo di aver occupato abusivamente in nome della democrazia il potere pubblico al fine di abusarne a danno della democrazia e della cittadinanza libera e civile, attiva e disinteressata.

Infine, ma non per ultimo, il miglior mobbing è quello del mantenere fuori dal mondo del lavoro (sempre in abuso del poetere pubblico) i cittadini qualunque, quei cittadini “X” che saranno costretti a dissidi quotidiani con il proprio mondo famigliare, di relazione e di socialità, negando loro il riconoscimento sociale, giuridico, civico e civile della partecipazione alla produzione della ricchezza e del benessere e alla morte prima morale e poi materiale cui porta l’esclusione dall’accesso alla ricchezza, l’impoverimento, la fame di pane quotidiano e la sete di soddisfazioni personali, professionali, di comunità che solo la ricchezza ed il benessere possono offrire.

Quest’ultima, è la più bieca ed usata arma di sterminio da parte della casta partitocratia, burocratica e del potere mafioso e corrotto esercitato in abuso del potere pubblico.

E tutto questo è quel che sta capitando a me, nell asperanza di veder emergere una reazine rabbiosa pubblicamente espressa e da reprimere duramente con “giustificato motivo di pericolosità sociale”.

Ma non per questo mollo, non per questo mi arrendo.

Morirò, piuttosto che conformarmi alla mafiosità e alla corruzione imperante laddove si tenti di sdoganarle dalla illegalità attraverso l’affermazione che, se la gran parte della gente si comporta così, attraverso un travisato e dabusato concetto democratico, il mafioso ed il corrotto, il degenerato e l’anormale, sei tu e non loro.

Morirò piuttosto, mi ucciderete:

ma non mi avrete.

Mai.

Morirò come ho sempre vissuto:

da uomo libero.

Cani.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

Riflessioni a tastiera aperta – 25 aprile 2013

giovedì, 25 aprile 2013

25 aprile 2013
Continuano a celebrare uno stato di diritto che non c’è mai stato invece di celebrare il funerale del Paese Reale, assassinato da chi aveva giurato di difenderlo.

Ma, una disposizione allegata alla costituzione e definita “transitoria”, quando cesserà di avere effetti definitivi?

Non si fa giorno se non apri la mente al futuro.
Non arriva notte se non ti arrendi al buio.
Non è il mondo che cambia, ma sei tu a farlo.

La scuola italiana è il datore di lavoro pubblico-privato più grande di UE con la più bassa qualità in entrata e in uscita di UE+USA.

NO al finanziamento pubblico ai partiti, ai sindacati, ai giornali, alle imprese, agli amici degli amici e agli amici di merende.
E’ CHIARO?

Il confidare di un disperato affresca l’ultima spiaggia del naufrago:
non trova alternative al proprio destino.

Tassare le sigarette elettroniche sposta la convenienza dei fumatori verso sigarette a combustione e crea grave danno alla salute pubblica.

L’uomo che pianta semi, raccoglie frutti di cui godere insieme ad altri uomini.

Finalmente un giovane a Palazzo Chigi. Non accadeva dai tempi di Goria, accontentato perché gravemente malato.

Roma ladrona, Milano padrona.
Stessa monnezza napoletana.

L’inciucio perfetto: unire il PD ed il PDL attraverso la Letta’s Family.

Il PD sosterrà un governo ad indirizzo politico di destra, con un programma di destra ed una rappresentanza di destra: ma che bravi!

Sembra di vedere un fanta-horror di quelli anche malfatti.
Sempre gli stessi nomi, sempre le stesse figure: cittadini rifiutati dalla casta.

Napolitano: “Piena fiducia in Letta, non ci sono alternative”
Gesualdo: Piena sfiducia nella casta, non vi sono alternative al male assoluto.

Arrestato l’uomo del giaguaro che smacchiava i diamanti del senatur

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»

Deve esserci qualcosa nel gene italiano che non va.
RAZZISTA! FASCISTA!
Deve esserci qualcosa nel modello italiano che non va.
MODELLISTA!

Quando la partitocrazia rinunzia alle indicazioni di indirizzo politico la politica è morta.

Arresti in regione Basilicata:
assessore PD e capogruppo PDL. L’inciucio perfetto.

Non può il passato correggere gli errori del passato, non può il passato incarnare il Futuro

Le larghe intese non esistono, poiché è proprio nella concezione dello stato che si dividono centro-destra e centro-sinistra.

L’isolamento in cui stringono Beppe Grillo e il M5S racconta tutto il terrore che provoca il cambiamento nella casta

Il “profumo” di un nuovo “amato” governo si stende per l’aie

Purché l’investitura di Renzi non significhi l’alleanza con berlusconi, il che ridurrebbe il renzi ad un giovane bersani.

L’invidia, la gelosia, la rabbia e la visione di un potere personale perduto induce idioti a dare del “ladro” agli onesti.
Ma i ladri siete voi

bersani e berlusconi ed i loro alleati rappresentano il problema, non e mai la soluzione

L’unica unità italiana (inciucio concesso solo alla partitocrazia, alla burocrazia e al sindacalismo, non e mai alla libera scelta del popolo sovrano) che vuole la partitocrazia è la continuità con il passato.
Nel bene e nel male.
Piuttosto nel male.

Con un manganello in mano destra e una bottiglia di olio di ricino in mano sinistra:
o l’uno o l’altra.
Per chi rifiuta:
l’uno e l’altra.

Allibito leggo della poca considerazione di napolitano nelle forze partitiche che lo hanno eletto due volte Presidente della Repubblica..
Simili con i simili:
Io non sono loro simile

Tutti insieme quelli che hanno affossato l’Italia dovrebbero salvarla?
Ma cosa abbiamo scritto noi sulla fronte: Joe Condor?

Siamo alla resa dei conti e non si ode il grido del popolo sovrano:
silenziato dalla dalla I repubblica.
E’ stata tutta una farsa.
Ed è finita.

Il tempo passa, la crisi avanza, la casta campa, la capra crepa, il popolo soffre, i mafiosi corrodono, i politici corrompono, io odio tutti.

Dio succede a Dio, Re succede a Re, napoletano succede a napoletano, Dittatore succede a Dittatore, napolitano succede a napolitano e così via

Ma come si fa a comporre un nuovo governo se la legge elettorale fa in modo che ogni governo nasca zoppo?

Le istituzioni sono in mano al terrorismo politico che usa il terrore al posto del mitragliatore

Popolo di anomali greggi di pecore guidato da vecchi rincitrulliti teleguidati

Rispondo così ad un “amico” su FB che afferma che l’opinione del popolo non serve e non vale nulla:
“non finisce qui e non finisce così: forse non vale nulla la tua opinione e forse non vali nulla tu, ma io ho ancora un cuore che batte ed un cervello che ragiona e non mi arrendo”

Dio è morto
Marx è morto
Benito Mussolini è morto
Ed anch’io, non mi sento tanto bene

E basta con questa eterna lagna della scelta del “meno peggio”.
Io non mi accontento: per il futuro globale dei miei figli, solo il meglio.

Le spalle di bersani poggiano sulle spalle di berlusconi e viceversa.
Caduto l’uno, cadrà anche l’altro.
Senzadubbiamente.

Pavidi e trepidi i membri della casta assistono terrorizzati alla fine del magna magna generale e del loro futuro. Inutili, inetti, incapaci, idioti.

Quel che sembra la rottamazione Bersani credo rottamerà Berlusconi: è come con la caduta del Muro di Berlino, laddove cade l’uno e l’altro.

Herr Muller, Angela Merkel, l’Esm, l’Efsf e la BCE all’italiana

venerdì, 29 giugno 2012

Il pressing italiano per evitare la dichiarazione e conseguentemente l’assoggettamento dell’Italia ad un piano di austerity che pieghi la volontà politica italiana ad un programma di buongoverno e del risanamento del debito e del bilancio pubblico italiano da raggiungere attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica che sia ben chiaro e definito negli step finanziamento UE a condizione del rispetto dei patti da parte italiana così come avviene per la Grecia, offre uno spunto di riflessione sulla premeditazione delle richieste italiane che pretendono di essere sganciate da ogni diretta contropartita.

Si parte dalla svendita del Sì italiano alla guerra anglo-franco-americana alla Libia di Gheddafi contro l’insediamento dell’italiano Mario Draghi alla poltrona-chiave della European Central Bank, si passa attraverso la sostituzione della figura del premier Silvio Berlusconi con quella del Premier Mario Monti e si arriva all’odierno attacco concentrico al cancellierato tedesco retto da Angela Merkel.

Il tema è quello dell’abuso proprosto dall’Italia del Fondo Salva Stati da gestire in proprio dalle singole nazioni, nel tentativo di eludere il meccanismo merkeliano del “salvataggio al prezzo della unificazione politica europea sotto la bandiera tedesca”, meccanismo che dovrebbe impedire agli stati in fallimento del sud Europa di continuare e consolidare in questa nuova visione europea comportamenti, modelli e stili di vita che producono un continuo ed incontrollato aumento della spesa pubblica e del coneguente infinito aumento dei relativi debiti pubblici sovrani, che andrebbero saldati e compensati con una continua emorragia del fondo salva stati che diverrebbe così, una strada defintiva per eludere ogni riforma ed ogni liberalizzazione come anche ogni visione di intergrazione europea vera e propria, lasciando intatto il nodo centrale delle crisi e dei fallimenti statali attuali.

Tirando le somme, l’Italia spinge per aiuti finanziari europei che però non debbano essere appellati per tali e, soprattutto, per evitare una dichiarazione di fallimento dello stato italiano che condurrebbe ad una resa dei conti interna piuttosto violenta, poiché l’indebitamento pubblico italiano corrisponde stranamente alla somma delle corruttele politiche e burocratiche.

Sarebbe molto difficile per la classe dirigente italiana, assia corrotta e mafiosa, nascondere i veri motivi che sono alla abse della galoppante spesa pubblica produttiva di un debito che non è affato pubblico, ma partitocratico, di casta e di corporazione mafiosa in abuso del potere pubblico e costituita in danno del popolo sovrano.

Resta inspiegabile al “cittadino X” tedesco, denominato “Herr Muller”, perché il popolo tedesco debba essere costretto a pagare per un debito pubblico costruito in maniera così fraudolenta e delinquente, secondo il metodo mafioso della violenza, dell’abuso del potere pubblico e della omertà.

Il ritratto che se ne trae è infatti esattamente quello di una vera e propria estorsione mafiosa italiana ai danni del popolo tedesco da parte delle caste e delle corporazioni mafiose italiane.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lavoratori con salari sempre più bassi traditi da politici e sindacalisti

domenica, 10 giugno 2012

Leggo le stime degli ultimi dieci anni sulla “crescita” (sarebbe meglio parlare di andamento) dei redditi nelle famiglie italiane.

Vanno bene i redditi da lavoro autonomo con un 15.7%.

Mantengono inalterato il loro valore i redditi da lavoro dipendente, dirigenti ed insegnanti (apparato pubblico).

Perdono addirittura valore i redditi nelle famiglie di operai, commessi e apprendisti -3.2%.

Riporto, a scanso di equivoci che, i redditi da lavoro dipendente in Italia sono mediamente i più bassi in Europa e nel mondo Occidentale, riscontrando contemporaneamente il più alto costo del lavoro europeo e occidentale.

Il cuneo che consente un simile risultato, è il cosiddetto cuneo fiscale.

Così, i salari in Italia non crescono perché lo stato nei prelievi coercitivi ed obbligatori, fiscali e previdenziali, si incunea nel costo del lavoro rendendolo inappetibile ai finanziatori esteri e non competitivo con i mercati esteri del lavoro.

Inoltre, va sottolineato come il prelievo fiscale e previdenziale in Italia venga coercitivamente sottratto alla fonte.

Insomma, il lavoratore autonomo è libero di pagare o meno le tasse e di pagare o meno la quota previdenziale per i propri dipendenti, mentre i lavoratori dipendenti, non possono assolutamente evadere il fisco o evadere il contributo previdenziale.

Ma il dato veramente interessante che salta agli occhi in questa analisi è il tradimento dei sindacati e dei partiti nei confronti dei lavoratori dipendenti, nella misura di un diminuito salario e di un invariato o addirittura aumentato peso del fisco.

Sindacati e partiti offrono ancora una volta lo spettacolo della inettitudine, della incapacità, del tradimento e della mancata tutela e difesa delle famiglie italiane, tartassate e massacrate in un mondo del lavoro distrutto dalla incompetenza, dalla immeritocrazia e dalle raccomandazioni politiche e sindacali.

Hanno ucciso l’uomo ragno, chi sia stato non si sa ….

Si sa, si sa:

c’è tanto di nome e cognome inciso sul coltello che trafigge alle spalle il popolo dei lavoratori italiani.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X