Articoli marcati con tag ‘partiti politici’

Impeachment, stato d’accusa, imputazione per il Capo dello Stato

martedì, 2 luglio 2013

Dopo la strana storia della distruzione delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni intercorse fra nicola mancino, loris d’ambrosio e giorgio napolitano sulla famigerata questione oggetto di indagine da parte della magistratura ordinaria e denominata “trattativa stato-mafia”, vengono alla luce nuove rivelazioni del boss totò riina dal carcere, luogo nel quale rifiuta di incontrare i giudici per subire interrogatori ma anche luogo nel quale avvicina guardie penitenziarie per confidare alcune dichiarazioni, con l’evidente intento di vederle pubblicate, evidentemente.

Leggiamo insieme alcune di queste dichiarazioni pubblicate di giornali italiani:

“l’arresto di riina:
«A me mi hanno fatto arrestare Bernardo Provenzano e Ciancimino e non come dicono i carabinieri»;

l’inizio delle trattative stato-mafia:
«io non ho cercato nessuno, sono loro che hanno cercato me»;

l’attentato di Capaci a Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta e l’attentato contro Paolo Borsellino e la sua scorta:
«Lei mi ci vede a confezionare la bomba di Falcone?»;
«Brusca non ha fatto tutto da solo. Lì c’era la mano dei servizi segreti. La stessa cosa vale anche per l’agenda del giudice Paolo Borsellino. Perché non vanno da quello che aveva in mano la borsa e non si fanno dire a chi ha consegnato l’agenda? In via D’Amelio c’entrano i servizi che si trovano a Castello Utveggio e che dopo cinque minuti dall’attentato sono scomparsi, ma subito si sono andati a prendere la borsa»;

il Papello, i magistrati e i politici italiani:

«Io di questo papello non so niente. Non l’ho mai visto. La vera mafia in Italia sono i magistrati e i politici che si sono coperti tra loro e scaricano ogni responsabilità sui mafiosi. La mafia quando inizia una cosa la porta a termine assumendosi tutte le responsabilità. Io sto bene, mi sento carico e riesco a vedere oltre queste mura»;

giulio andreotti

domanda: «Ma è vera la storia del bacio?»
risposta: «Appuntato, lei mi vede a baciare Andreotti? Le posso solo dire che era un galantuomo e che io sono stato dell’area andreottiana da sempre».”

A questo punto i dubbi sulla esistenza di un alto tradimento e/o di attentato alla costituzione che vedrebbe coinvolta, coinvolgono fra le altre la massima carica istituzionale e costituzionale, quella del presidente della repubblica (rieletto alla vita natural durante occupazione del potere di capo dello stato per ben 14 anni consecutivi), tali dubbi, divengono montagna invalicabile nella normale vita quotidiana di un paese civile e democratico, nella credibilità di uno stato e di una intera comunità.

Occorre sgombrare il campo visivo ed operativo dello stato italiano da ogni dubbio di accordo o trattativa tra lo stato democratico e l’anti-stato mafioso, e per farlo, occorre inchiodare alle proprie responsabilità la massima carica istituzionale, irresponsabile per definizione, se non per alto tradimento e/o attentato alla costituzione, atti riscontrabili nel verificarsi probatorio di una intercorsa trattativa fra stato e mafie e nella successiva distruzione delle prove a carico o a discarico del capo dello stato fatte distruggere su richiesta dello state capo dello stato.
La distruzione delle prove di un grave capo d’accusa nei confronti del presidente della repubblica è aggravante e prova stessa della volontà di nascondere qualcosa e non di essere istituzione trasparente e leale alla carta costituzionale cui è chiamata ad essere primo difensore e tutore.

Se esistesse nel parlamento italiano un gruppo ovvero anche un solo parlamentare libero e responsabile, coscienzioso e cosciente del sospetto serio e insidioso che grava sulla massima autorità costituzionale ed istituzionale italiana, allora tale gruppo o tale parlamentare avrebbe il dovere di chiedere conto al presidente della repubblica del suo operato e dell’uso che egli ha fatto dei poteri, delle funzioni e delle attribuzioni che egli ha esercitato, a tutela di quali interessi egli lo ha fatto (una organizzazione mafiosa italiana è pari ad una holding internazionale estera ovvero ad uno stato estero o comunque non italiano, perché non previsto, tutelato e regolato da nessuna norma italiana, di qualsiasi valore e grado) in virtù della carica rivestita di capo dello stato.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Politica italiana : una fetida latrina a cielo aperto

lunedì, 17 settembre 2012

E siamo alle solite:

i destri chiedono pietà per la loro incapacità, ma chiederanno il voto per fermare i sinistri.

I sinistri, come al solito, sono degli autolesionisti e sono bravissimi ad autoestromettersi dalle responsabilità legate al governo del paese, maleducati come sono a vivere all’ombra delle irresponsabilità di una troppo comoda opposizione storica.

Votare il meno peggio?

In Italia non esiste un meno peggio politico, poiché i politici italiani appaiono piuttosto inetti, corrotti e mafiosi, in egual misura, sia centristi che destri e sinistri, poiché essi son tutti costretti a contendersi il voto ed il consenso controllato dalle mafie, voto certamente determinante per la formazione di un governo democratico di maggioranza.

Quindi, ergo:

no grazie, preferisco vivere.

Non si compete con il nulla.

Non si confonde la cioccolata con la merda per fare un favore al nulla fetido ed appiccicoso di una latrina a cielo aperto.

Rispetto per tutti, paura per nessuno.

Quel rispetto che la merda pretende sempre, ma non offre mai.

Quella paura di cui la merda soffre sempre, ma non riconosce mai.

Buona latrina a tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politici e partiti italiani associati in favore della corruzione elevata a sistema

lunedì, 10 settembre 2012

Sessanta miliardi di euro è la stima della corruzione in Italia.

L’emergenza corruzione viene ignorata dalla partitocrazia idagliana, che è invece perno cnetrale di un reato, come quello corruttivo, tipicamente politico e/o burocratico.

La casta politica idagliana continua nella sua azione corruttiva del benessere del paese, depista, deconcentra, distrae l’attenzione del popolo sovrano in finte diatribe politiche al fine di distogliere l’attenzione della opinione pubblica da una questione centrale della fallimentare condizione socio-economica italiana:

la lotta ed il contrasto alla Corruzione.

Tutti i partiti politici idagliani offrono un vergognoso spettacolo di attendismo nell’affrontare il nodo della corruzione che è potente impedimento allo sviluppo economico e all’ingresso di investimenti stranieri in Italia, cosa che consente alle caste ed alle corporazioni mafiose idagliane alleate della partitocrazia di mantenre il loro status quo di classe dirigente esclusiva ed inamovibile.

Il finanziamento illecito ai partiti ed ai politici idagliani resta inoltre ed in gran parte ancorato all’introito corruttivo, garantendo un sistema di inamovibilità delle generazioni politiche vecchie e corrotte ed un argine invalicabile a giovani generazioni di politici che non accettino il compromesso della corruzione come potere finanziario da giocare nella competizione malata e degenerata fra politici e partiti idagliani, corrotti e troppo spesso anche associati a delinquere, essendo il partito politico appunto, una associazione in se.

Ma senza una legislazione anti-corruzione sarà impossibile imboccare la via della crescita e dello sviluppo economico e della produzione di una ricchezza che sia diffusa e condivisa, oltre che prodotta in modo legale.

La questione morale della corruzione dilagante idagliana pretende uno sforzo importante alla casta politica, che dovrebbe imporre una punizione dura al fenomeno corruttivo, una punizione importante che sia sicuro deterrente alla ulteriore diffusione di una corruzione che è ormai elevata a sistema:

l’ergastolo fine vita senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione e Furto

mercoledì, 14 marzo 2012

Ogni volta che la Magistratura e gli investigatori delle Forze dell’Ordine sorprendono un politico o un burocrate italiano con le mani nel sacco della corruzione, ecco arrivare la solita frase giustificativa:

non ho messo un solo euro nelle mie tasche personali, quelli, erano danari per il partito.

Insomma, la vecchia ed irrisolta solfa dei finanziamenti illeciti ed illegali ai partiti politici, ottenuti con l’estorsione, l’abuso d’ufficio, la minaccia di non garantire un diritto acquisito e normalmente esercitabile dal cittadino-lavoratore.

Ma è ora di fare chiarezza, una volta per tutte, su questo equivoco sui termini di ladro e di corrotto.

Rubare per il partito, invece che per se stessi, è sempre rubare.

Essere corruttibile per il partito, invece che per se stessi, è sempre essere corruttibili.

Un ladro non si distingue dal fatto che rubi per se o per altri, ma per il fatto che egli rubi.

Un corrotto non si distingue dal fatto che egli si faccia corrompere per se o per altri, ma per il fatto che egli pretenda ed incassi una tangente.

Insomma, in un paese dove le mafie imperano come primo agente economico e l’usura massacra famiglie ed aziende sane insieme alla evasione fiscale ed alla corruzione, ecco che alla fine della fiera, un corrotto non è nemmeno un corrotto ed un ladro non è un ladro.

Sta di fatto che per me, un mafioso è un morto che cammina, un corrotto è un delinquente che abusa del potere pubblico al fine di arricchire illecitamente ed illegalmente se e/o il suo gruppo politico, ed un ladro è uno che ruba, sia che compia l’atto per se che per conto terzi.

Intanto, la normativa anti-corruzione viene insabbiata da decenni dalla casta politica italiana.

Io rubo, tu rubi, egli ruba, noi, rubiamo, voi rubate, essi rubano.

E tutti stanno zitti, perché semmai, rubano tutti.

E l’italia è di nuovo unita dal nord al sud sotto il segno della corruzione:

ma bravi!

Questa è l’italia.

Ed io, evidentemente, non sono italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il default greco è il fallimento del sud

sabato, 10 marzo 2012

Le società di rating internazionale Fitch, Moody’s e Dagong, decretano insieme a tutto il mondo economico globale che conta il fallimento del sud europa, seria fonte di preoccupazione per l’economia e la finanza globale a causa di uno stile di vita aberrante ed errato, costoso e sprecone, in ogni caso, insostenibile ed impagabile.

Il collasso contemporaneo di quasi tutti i paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo, sia africani che europei, dimostra quanto siano sbagliate le scelte operate nel bacino mediterraneo ed in generale nel sud dell’Europa.

Stili di vita completamente folli ed impagabili, oltre che profondamente egoisti, hanno scosso come un terremoto l’egitto come la spagna, la libia come la grecia, il portogallo come il maroccco, l’italia come la tunisia.

Resteranno incise nella pietra della storia le parole scritte dal giornalista tedesco Jan Fleischhauer (Der Spiegel) che descrivono meglio di ogni altra cosa qual cancro stia portando alla morte questa Unione Europea:

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?

Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

……

Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.

Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso. ….”.

Bastava una semplice visita a Napoli o in Grecia per prendere coscienza della natura maligna del cancro che infiltra ed uccide il mondo economico, politico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Un cancro che viene straordinariamente sottovalutato ed ignorato dalla stragrande maggioranza della casta politica italiana che dovrebbe pur comprendere dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi quando è il momento di parlare (mai per i responsabili del default italiano) e quando tacere.

Ma, evidentemente, essi non sanno più quel che fanno.

Sia pure essi lo abbiano mai saputo in vita loro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lega Nord: il razzismo, la xenofobia e la mafiosità. Degli altri …

domenica, 13 marzo 2011

Sempre al centro di polemiche ingiuste e vessatorie, la Lega Nord continua nella sua opera politica, impavida, irremovibile, granitica.

Eppure, nell’ultimo anno, abbiamo assistito ad un vero e proprio “tutti contro la Lega”, che io ho definito in “Tutti Pazzi per la Lega”.

Valanghe di insulti e di accuse senza costrutto, montagne di delazioni e di tentativi di spaccare l’unico movimento politico che ha deciso da sempre , di stare fra la gente e di rappresentarne ogni esigenza.

Ancora accuse volgari di xenofobia sono state cancellate in un sol colpo, laddove, la scelta di affidare la guida del partito nella città di Malnate (al confine con la capitale varesina della Padania) ad una donna malnatese, di colore e per giunta di origini tunisine, ha scatenato l’ennesimo putiferio di polemiche.

Ma, la regola della militanza in Lega, è ferrea, ed Hajer Fezzani, la rappresenta in pieno.

Mondo della (dis)informazione ed avversari politici, hanno già dimenticato che è proprio la Lega Nord, ancora una volta nel varesotto, che ha già dimostrato nei fatti, di essere l’unico movimento politico italiano a credere in una donna (in un paese dalle cronache che raccontano spesso di uno stile di vita violentemente sessista) e di colore, per giunta, sino a farne il primo sindaco di un comune italiano che fosse di sesso femminile e di colore.

Anche nel caso del sindaco di Viggiù, Sandra Maria Cane, non è stata la provenienza territoriale, ne il sesso e nemmeno il colore della pelle a condizionare una scelta che è poi risultata vincente contro una lista del “tutti dentro”, compreso il PDL.

La scelta di affidare il partito a Malnate ad Hajer Fezzani, ha aperto un dibattito ovunque, tranne che nella Lega Nord.

Poichè la Lega è abituata a realizzare una politica dei fatti che corrisponda alle esigenze della gente, avendo già dimostrato che, nessun pregiudizio politico, ideologico, di sesso e/o di razza, può influire nelle scelte leghiste.

Ed è proprio questa “politica dei fatti” che procura alla Lega una nutrita schiera di mendaci delatori.

A tanti brucia la capacità leghista di assicurare nei fatti stabilità e continuità nelle alleanze di governo, basate sul varo di riforme importanti ed epocali, che puntano a dare al paese un futuro migliore, un assetto più forte ed efficace alle istituzioni.

A troppi brucia la capacità leghista nei fatti di annientare le organizzazioni mafiose e di arginare la loro avanzata nel territorio e nella società italiana.

Cosicchè, mentre negli altri partiti politici italiani si difendono i diritti costituzionali a parole, la Lega li tutela nei fatti.

Mentre negli altri partiti si chiede maggiore attenzione al mondo femminile ed agli immmigrati che in questo paese hanno dimostrato di sapersi integrare e di apportare ricchezza umana e politica, la Lega valorizza le donne e gli immigrati integrati nei fatti, riconoscendo loro un ruolo che si sono bravamente conquistate nel movimento leghista, tanto che, proprio a Malnate, non solo il partito è diretto da una donna di provenienza extracomunitaria, ma anche il candidato sindaco leghista è una donna.

E mentre a destra e a manca si organizzano convegni e conferenze stampa, si scrivono libri e chilometri di giornali su come risolvere in un sol colpo questione meridionale e questione settentrionale, su come si possano difendere aziende e famiglie italiane dalla violenza, dalla corruzione e dalla usura mafiosa che tenta continuamente di infiltrare molti settori dello stato, la Lega combatte nei fatti le mafie, proponendo un nuovo modello di attacco che si è dimostrato vincente, e muove da sola, sempre nei fatti, verso la risoluzione delle questioni meridionale e settentrionale (due facce della stessa medaglia) attraverso l’assetto federalista del paese (Roberto Maroni: “le organizzazioni mafiose sono incompatibili con il Federalismo”), disegnando così, un nuovo ed originale modo di interpretare ed incarnare l’azione politica, che riscuote sempre maggiori consensi, nel popolo e fra la gente ed al di là dei confini italiani.

Mentre i detrattori ed i delatori della Lega manifestano segni di sempre maggiore squilibrio politico, allontanandosi dal consenso popolare di loro spontanea volontà.

Poiché, il Popolo, ha compreso quale immane sforzo il leghismo stia mettendo in campo per assicurare difesa e tutela di famiglie ed aziende italiane, come pure ha visto schiumare la rabbia degli invidiosi e degli gelosi all’angolo delle loro bocche, tanto da apparire occupati solo in una continua quanto disperata opera di violenza verbale, morale e politica nei confronti dei leghisti.

Ed il Popolo Sovrano appare sempre più orientato ad offrire alla Lega Nord il suo consenso elettorale, anche in quelle regioni laddove sinora, il simbolo della Lega, non ha mai raccolto un solo voto.

E tutto questo senza promettere un solo posto di lavoro pubblico od offrire un solo appalto pubblico a coloro i quali dimostrano di non meritarlo.

In questo quadro, sono meglio comprensibili i colpi di coda isterici e nevrotici di un sistema politico destinato a scomparire, un sistema basato sulla politica delle parole ed assolutamente contrario ad una politica che risolva i problemi della gente con i fatti e nei fatti.

Con una semplicità che lascia sbalorditi.

Con una volontà ferrea e granitica.

Con un agire leghista che sbugiarda i veri sessisti ed i veri razzisti, spesso molto prezzolati e sicuramente parrucconi, comunque menzogneri di professione.

Volete cambiare questo paese una volta per tutte?

Beh, allora non dovete perdere questo treno di sola andata per il futuro:

il treno leghista.

Ricordatevene quando sarete chiusi in una cabina elettorale e, con un tratto di matita, potrete liberare un futuro migliore per i vostri figli.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega della Gente

sabato, 13 novembre 2010

L’attacco al federalismo ed al riformismo leghista muove i suoi ultimi passi.

La casta politica peggiore si oppone al cambiamento dello status quo che garantisce privilegi inauditi e spreco di danaro pubblico ingiustificabile.

Questa casta ha paralizzato il governo ed ha abbandonato il paese a se stesso, condannandolo ad un futuro di malessere e di insicurezza.

Gli interessi delle famiglie e delle aziende non trovano alcuna rappresentenza politica, se non nell’azione della Lega Nord.

Il quoziente familiare che avrebbe dovuto tutelare le famiglie italiane non è mai stato varato.

Le aziende trovano in questa casta partitica un ostacolo e non una difesa, un nemico e non un complice.

E mentre il paese chiede almeno che siano eliminati gli sprechi dell’apparato pubblico sia nazionale che locale e che vengano eliminati i fattori che conducono alla delocalizzazione all’estero dei siti industriali italiani, questa indecente casta partitica gioca sporco e pretende di fermare il paese, di piegarlo ancora una volta ad interessi che non hanno nulla a che fare con quelli delle famiglie e delle aziende.

Quale valore e quale senso ha una aprire una crisi di governo in questo momento storico se non quello di affossare ancor più il paese in una crisi già di per se dolorosissima?

Forse il senso di creare fratture socio-economiche tali da rendere irriducibili le distanze fra il paese reale e lo stato di diritto?

Forse il senso di fermare il più grande contrasto al mondo delle organizzazioni mafiose che questa repubblica abbia mai testimoniato?

Ma il compito della politica non dovrebbe essere l’esatto opposto?

E questa “cosa”, la possiamo chiamare politica?

Per fortuna che la Lega c’è, altrimenti questo paese non avrebbe più alcuna speranza per il futuro, altrimenti, le famiglie e le aziende italiane dovrebbero trasferirsi in massa in paesi come la Germania, laddove una casta politica siffatta, non avrebbe motivo di esistere.

E di resistere.

Dopo lo storico fenomeno della migrazione delle famiglie dall’Italia, è iniziato anche il fenomeno della migrazione delle aziende.

Da qui, fuggono tutti, atteriti.

Da questa condizione di “follia politica suicida” scappano via, tutti.

O paventano di farlo.

Di questo passo, per ottenere lo status di rifugiato politico all’estero nel futuro, sarà sufficiente presentare un passaporto o un documento di identità della repubblica italiana, un documento valido e non scaduto che attesti che il soggetto ha avuto la sfortuna di nascere in un paese dove la politica è pura follia e le istituzioni sono spesso piegate e deviate a mero “strumento” di questa follia, dove lo stato viene suicidato e l’anti-stato avanza.

Non è possibile condividere questa follia, come non è possibile che questa follia venga ancora tollerata.

Non ci si può prendere gioco così impunemente degli interessi di un intero paese, non si può ricattare un intero paese a fini di mera bottega partitica, come non si può giocare con il futuro della aziende e delle famiglie.

Queste semplici considerazioni di un cittadino “X”, di un cittadino qualunque, sono utili alla migliore comprensione di quale sia il “vero problema” di questo paese?

E se l’anti-politica avanza, se l’anti-stato corrode e corrompe, perchè nello stato vi è solo la Lega Nord a chiedere e pretendere di cambiare questo status quo?

Perchè questa casta partitica pretende di agire in un sistema di monopolio (non autorizzato, non delegato, non condiviso) nel governo del paese?

Perchè le regole democratiche consentono a questa casta partitica di produrre una politica che non incontra la domanda di cambiamento dello status quo da parte del popolo sovrano?

Forse gli studi di un certo Antoine-Augustin Cournot, – filosofo, matematico ed economista francese – sull’incontro fra domanda ed offerta in un libero mercato possono aiutare a comprendere meglio cos asta accadendo in Italia in questo momento.

Forse, lo studio delle regole che consentono non un primato della politica, ma un primato del monopolio o dell’oligopolio partitocratico, possono aiutarci a capire quella voglia matta che hanno famiglie ed aziende di fuggire da questo paese.

Perchè se la partitocrazia intende ancora produrre una offerta di servizi pubblici (l’impegno politico è il servizio pubblico per eccellenza) in un regime in cui decide essa stessa a quali condizioni di qualità e quantità offrire tali servizi e, soprattutto, a quali costi, ebbene, domanda ed offerta di tali servigi non si incontreranno casualmente formando un “prezzo” economicamente interessante ed un rapporto fra quantità e qualità conveniente, impedendo di fatto al popolo quella partecipazione attiva che contribuisce alla formazione di un “prezzo politico” accettabile, di un “prezzo comunitario” considerabile, di un “patto sociale” interessante.

E se tale punto viene deciso autonomamente dagli interessi delle segreterie partitiche, allora, domanda ed offerta non si incontreranno mai, poichè non ci sarà nessun popolo disposto a pagare un prezzo inaccettabile, punitivo, fuori mercato.

E allora, questo popolo, nelle sue forme fondamentali nucleali di famiglie ed aziende, potrebbe dedicere di rivolgersi altrove, laddove l’offerta di servizio pubblico complessiva, risponda meglio alle loro esigenze.

Ed è proprio quel che sta accadendo.

E non c’è da meravigliarsi se l’offerta politica leghista riscuote sempre maggiori consensi dal popolo sovrano in questo mercato monopolista, poichè la sua è una offerta “ritagliata” per soddisfare le esigenze del popolo, e non per curare gli interessi delle segreterie partitiche.

L’offerta politica leghista quindi, spacca il mercato politico, aprendo strade di libertà mai percorse prima in questo paese “bloccato”.

E la reazione scomposta e indecente della casta partitica peggiore cui stiamo assitendo in questi giorni, valida questa teoria in modo perfetto.

Ecco spiegato perchè la lega della gente è un movimento popolare, mentre tutti gli altri partiti politici sono attanagliati da una profonda crisi che rischia seriamente di mettere in forse il futuro del paese, una crisi “isterica” che è il male assoluto del sistema stato, una crisi di nervi che valida totalmente le scelte leghiste.

Tutti pazzi per la Lega Nord, insomma.

Ancora e per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X