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Il clan dei siciliani e dei comunisti va al potere

martedì, 13 dicembre 2016

Il disgusto e l’indignazione popolare cresce ogni giorno nei confornti della casta politico-istituzionale italiana

Io non ho più parole per descrivere questo degrado infinito

La casta è deprimente e depressiva della civiltà

Raccolgo qui alcuni pensieri allo sbaraglio che pubblico nei social, trattenendo una nausea esagerata che mi impedisce di dichiarami simile a questi figuri, di condividere con essi anche la sola e mera cittadinanza italiana

Poiché, se loro sono italiani, io non lo sono
Se loro sono civili, io non lo sono
Se loro sono leali, io non lo sono
E viceversa

dopo due napolitano, un mattarella
una serie di premier mai eletti dal popolo sovrano
alfano dopo alfano dopo alfano
serve altro?
democrazia

squadra perdente non si cambia

vogliono bollare come anti-democratico qualsiasi dissenso a stato di sospensione dei diritti democratici e costituzionali
è colpo di stato

la casta ha creato i presupposti per un colpo di mano alla democrazia e alla costituzione, soprattutto, un attentato alla sovranità popolare

napolitano serve renzi che si smarca
passa a berlusconi
riceve da verdini
scambia con alfano
riserva:
gentiloni
arbitra:
sergio mattarella

loro ascendono, il paese affonda:
è indirettamente proporzionale o direttamente sproporzionato?
loro magnano e fottono
noi siamo impoveriti

il pantano politico lo produce la casta politica, che impedisce il libero esercizio della sovranità popolare:
il tradimento è servito

Siamo diventati una sorta di raccolta differenziata di variegate dignità umane calpestate
Siamo carne da macello al mercato dei partiti

Nel sud, se non sei meno che un mafioso, non lavori, non fai politica e a stento sopravvivi al mobbing della condivisione mafiosa e corrotta

storia di due capi di stato napoletani e uno siciliano:
parlamento incostituzionale
governo fallito
niente legge elettorale
insatbilità garantita
Ma complimenti!

Mi trovate in tutto il globo una casta politica che lascia il paese in piena crisi economico-finanziaria privo di governo e legge elettorale?

Regola democristiana imponeva soggetti diversi al governo del paese e al governo del partito
Renzi cade e non si capisce per quale dei due

alfano finocchiaro mattarella grasso:

il clan dei siciliani prende il potere senza avere la maggioranza in parlamento e nel paese, senza essere un partito e nemmeno una maggioranza di governo
Capito?
è un colpo di mano del vizio:
approfitta della instabilità politica per imporre un gruppo politico mai indicato da nessuno, cui mai il popolo sovrano ha delegato alcunché

e fosse solo quello …

Dietro questa facciata Low Profile e Dull, si può leggere di peggio:

la sicilia è nota soprattutto per il vizio e l’incidenza mafiosa, per la corruzione morale e materiale delle sue classi dirigenti;
perché mai dovrebbe esprimere la classe dirigente italiana in un governo debole e posticcio, che procederà in continuità al precedente-fotocopia, bocciato e costretto alle dimissioni, alla distruzione matematica e inintelligente del Paese Reale per affermare follie ideologiche, rivendicazioni territoriali contrarie al concetto di unità del paese e dello stato e ai diritti sanciti in costituzione, violati attraverso una mera e formale applicazione della costituzione?

Un forte indirizzo politico per un governo che non ha alcun sostegno, se non quello meramente formale (ed estorto), da parte del popolo sovrano.

Una forzatura che mattarella ha imposto ad un paese in difficoltà.
Perché? per mera voglia di potere, di prevalere, di imporre una divisione territoriale che è tutto il contrario di quella coesione territoriale che suggerisce un nuovo quanto inutile ministero.

Il comunista napolitano
Il comunista gentiloni
La comunista finocchiaro
Come realizzare un colpo di mano comunista senza avere un voto comunista.
Il clan dei comunisti è notorio, ha la maggioranza in parlamento ed anche nel paese, sebbene non esista un partito comunista italiano e nessuno lo abbia mai votato.

Il clan dei sciliani è la lega del sud?
Il clan dei comunisti è un partito?

Nessuno li conosce, nessuno li ha mai votati o indicati con queste finalità e scopi.

Ma questi clan, governano:

alla faccia e in disprezzo della Costituzione Italiana, del Territorio Italiano e del popolo Sovrano Italiano

Dopo numerosi governi e premier mai indicati dal Popolo sovrano, ecco l’ennesimo schiaffo alla democrazia, piegata a interessi malcelati ma ben visibili, indicibili ma esecutivi, impagabili ma costosissimi per la collettività

Ormai lobby & clan hanno preso il potere, lo hanno occupato, lo hanno piegato a interessi mai pubblicati su di un manifesto di partito o elettorale

E questa, loro la chiamano democrazia

Io la chiamo avversione eterofobica, vendetta dei comunisti sconfitti dalla storia, invasione e prevaricazione di interessi stranieri su interessi italiani costituzionalmente sanciti e garantiti, proprio attraverso l’abuso e l’interpretazione distorta delle regole democratiche:

non per nulla tentano di demolire solo la seconda parte della costituzione, per lasciare in piedi una parvenza, un fantoccio di democrazia e di libertà che nasconda il colpo di mano del vizio comunista, perdente e sconfitto, inesistente in parlamento, per imporre al nord che mantiene in piedi e unito questo splendido paese, una schiavitù totale al parassitismo meridionale, che pretende di vivere e vivere bene, di governare tutti gli italiani, quando non riescono nemmeno a salvaguardare il sud (e di riflesso anche il nord), la loro terra, la propria terra dall’assalto quotidiano di vizio, mafia e corruzione

Se alfano o mattarella o grasso valessero qualcosa come siciliani, la Sicilia sarebbe un territorio civile

Incredibile che alfano sia presente in ogni governo e di ogni colore, quando nella sua Sicilia, non ha mai fatto nulla per niente e per nessuno

Se solo veri siciliani come Falcone e Borsellino potessero parlare, se solo Luigi Pirandello potesse scrivere ancora una delle sue novelle, cosa direbbero?

Qualcosa che non piacerebbe a queste istituzioni avverse al popolo e al territorio e alla tutela degli interessi che hanno spergiurato di difendere

La cosa peggiore è che si autoproclamano “salvatori della patria”

Quando sono proprio i loro comportamenti che uccidono l’Italia

Ma lentamente, come un veleno insidioso che dapprima paralizzi e poi uccida in un sonno privo di sogni, intriso di incubi sinistri

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politica e burocrazia avverse a interesse italiano

giovedì, 7 luglio 2016

Siamo al disastro totale, siamo al fallout dello stato italiano

Ma la casta politico-burocratico-istituzionale continua a offendere e non difendere l’interesse dei cittadini italiani, soggiacendo a interessi stranieri

L’ultimo omicidio di un immigrato clandestino per mano di un cittadino italiano viene distorto in un atto di follia razzista

Invece trattasi dell’effetto naturale della guerra tra poveri stranieri e poveri italiani programmata, pianificata e realizzata dalla casta politico-istituzionale che fa invadere il territorio italiano da immigrati clandestini incontrollati al fine di espropriare i cittadini italiani di benessere, casa, lavoro e di mettere in stato di guerra i poveri stranieri contro i poveri italiani

Uno schifo totale questo stato

Un ennesimo furto è l’ennesimo tentativo del governo di far pagare ai cittadini-contribuenti i debiti di aziende private come le banche, malversate e malgovernate:

è un reato vero e proprio ed è un aiuto di stato, che è VIETATO

Sapete perché l’Italia sta fallendo?

Perché politici e burocrati viziosi, mafiosi e corrotti hanno rubato tutto, hanno creato debito pubblico per rubare ancor più, hanno usato le banche, la previdenza e l’assistenza, la spesa pubblica e i servizi essenziali come bancomat per creare clientela politica, per comprare voti, scambiare voti con favori

Perché politici e burocrati sono la crisi, sono la mafia, sono la corruzione e non elimineranno mai vizio, mafia e corruzione che gli portano soldi e voti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il primato della politica e la giustizia mancata

domenica, 24 aprile 2016

Si manifesta l’insoluto scontro tra poteri in Italia.

La magistratura indaga la politica, la politica attacca la magistratura.

Un cliché, un déjà vu, un comportamento seriale.

Da dove partire per una analisi di questo fenomeno?

Dal suo apparire?

Sì, solo per lo spunto iniziale.

Dal suo agire o non agire?

Sì, per comprendere i motivi per cui la politica agisce o non agisce e la magistratura può agire o non può agire.

Il primato della politica deve essere analizzato scevro delle ideologie o delle letture ideologiche, se si vuol capire cosa è oggi il governo dei popoli e dei territori.

Ecco, abbiamo raggiunto il primo assunto di questa analisi:

politica non è retorica o discorso, politica è governo, mera amministrazione della cosa pubblica e regolamentazione di quella privata.

E qual’è il compito della politica in una democrazia repubblicana?

Governare la spesa pubblica, indirizzare la spesa in un senso o in un altro, erogare servizi alla cittadinanza accessibili, fruibili, efficaci ed efficienti, emanare leggi che regolamentino i comportamenti umani, difendere e tutelare il territorio e il popolo.

Ora, leggendo i giornali e guardando la tv, si rintracciano questi fondamenti della politica?

Abbiamo bisogno di un caso concreto per rispondere alla domanda.

L’ennesimo conflitto tra potere esecutivo e potere giurisdizionale, altrimenti detti potere politico e potere giudiziario, può essere il caso di analisi.

Perché?

Perché è nel conflitto tra poteri costituzionali che si celano i conflitti tra altri poteri, più o meno leciti e/o legali, rappresentabili o temibili.

Perché è un conflitto aperto ed irrisolto, perché la giustizia in Italia non funziona e il rimpallo delle responsabilità tra i poteri in oggetto pone dubbi sui fondamenti e le intenzioni che sorreggono le posizioni in campo.

Questi dubbi vanno sciolti e questa analisi tenterà un procedimento razionale alla comprensione e alla emersione dei motivi che originano questa crisi irrisolta.

Punto Primo

Il primato è della politica:
essa governa, indirizza, legifera, normalizza e regolamenta ogni singolo comparto della pubblica amministrazione, delle funzioni pubbliche, dei poteri pubblici come delimita gli atti umani in atti leciti ed illeciti, legali ed illegali.

Punto Secondo

Il potere giudiziario è potere tra i poteri democratici e costituzionali italiani, autonomo dagli altri poteri e dipendente o indipendente dagli indirizzi politici a seconda dei casi, normalizzato e regolamentato da essi, unico soggetto deputato alla interpretazione e applicazione del diritto oggettivo, di quelle leggi che la politica scrive e impone.

Credo che, posti questi due punti, possiamo passare all’analisi del caso concreto.

La magistratura indaga su presunti comportamenti illeciti di persone vicine a membri del governo (il parlamento va letto in un libro a parte, essendo direttamente rappresentativo del popolo e contenendo un numero incredibile di parlamentari indagati, specchio dei tempi e del popolo che rappresenta) e la politica risponde con attacchi nel metodo (uso o presunto abuso delle intercettazioni e delle indagini) e nelle persone che incarnano il potere giudiziario, una querelle in cui rispunta ciclicamente il fantomatico “partito dei giudici”, qualificando come “politici” i fini delle indagini della magistratura.

Come potete osservare, ad una normale funzione pubblica giudiziaria corrisponde una reazione anormale e conflittuale.

Perché?

Questo accade ogni volta che la magistratura inciampa in soggetti politici o vicini alla politica nel corso delle indagini, sia amministrative che civili e penali.

Quel “ogni volta” rappresenta un elemento di analisi interessante:
manifesta un potenziale e pericoloso diniego da parte della politica di sottoporsi alla legge e alla costituzione, diniego che vorrebbe estendere l’immunità parlamentare a casi di evidente criminalità, organizzata e individuale.

Pochi i casi di accettazione placida ed equilibrata da parte della politica in questi aspetti conseguenti alla normale funzione giudiziaria di indagine e di giudizio, o presunti tali, sino a prova contraria.

Il primo dato che salta agli occhi è proprio questo:

la volontà malcelata da parte di certa parte della politica di porsi al di sopra della legge e della costituzione.

Il caso

In tema di contrasto alla criminalità organizzata (leggi mafia) il premier Renzi affida ad una commissione composta da magistrati, avvocati e docenti universitari il compito di produrre un testo di riforma.

Il primo elemento che salta gli occhi, è la completa mancanza in questa commissione di soggetti provenienti dalle forze di polizia, dai carabinieri, dalla guardia di finanza, dai servizi di intelligence, come se giustizia e sicurezza fossero due facce di due medaglie diverse e non della stessa.

Ricordo a me stesso che i caduti nella guerra tra mafia e stato sono soprattutto magistrati, carabinieri e poliziotti.

Alcuni nomi:

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Carlo Alberto dalla Chiesa, Antonino Cassarà (detto ninni), Beppe Montana.

Il secondo aspetto da rilevare è che questa commissione ha lavorato a titolo gratuito, non oneroso.

La commissione elabora il progetto di riforma della giustizia e lo consegna al committente:

la politica.

Successivamente, il progetto non viene trasformato in un decreto del governo cui imporre la fiducia nel voto parlamentare.

Semplicemente, viene tenuto chiuso in un cassetto.

Tale provvedimento prende il nome di Gratteri, dal suo presidente, Nicola Gratteri

Uno dei dodici componenti della commissione per la riforma della giustizia è Piercamillo Davigo, interprete principale insieme a Matteo Renzi del dissidio nato tra potere politico e potere giudiziario e preso a caso in questa analisi.

Mi sembra che gli elementi di questa analisi razionale aprano una serie di orizzonti, pongano una serie di domande.

Prima Domanda

Perché la politica chiede alla magistratura di produrre un testo di riforma della giustizia che la renda efficace contro le organizzazioni mafiose per poi tenerlo chiuso in un cassetto e decidere di non vararlo?

Seconda Domanda

Il conflitto tra poteri incarnato da Renzi e Davigo ha una relazione, un nesso di causalità (e non di casualità) con la mancata realizzazione della riforma?

Terza Domanda

Quale è il vero indirizzo politico?
A tutela dello stato contro l’anti-stato mafioso?

Quarta Domanda

Perché la politica ha avviato questo conflitto attaccando intercettazioni e magistratura?

Quinta Domanda

Cosa è la trattativa stato-mafia?

Sesta Domanda

Perché l’Associazione Nazionale Magistrati ha eletto come suo presidente Piercamillo Davigo, dopo la produzione della riforma Gratteri e la sua mancata decretazione da parte del governo e legiferazione da parte del parlamento?

Mi fermo qui.

Credo che l’analisi sia sufficiente ad aprire squarci di luce in questo caso di specie come nella analisi di partenza.

Lascio ad ognuno l’elaborazione dell’analisi e il dare risposte alle domande che ho posto.

Una considerazione però la voglio fare.

E la propongo in domande, ancora un volta:

quale valore e significato hanno Michele Emiliano, Antonino Di Matteo e Luigi De Magistris in tutto questo?

Cosa e Chi servono Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?

E qui, gli squarci e i dubbi diventano realtà.

Ma sono mie considerazioni personali.

Consideratele tali.

Buon ragionamento a tutti.

Gustavo Gesualdo

Parlamento esautorato, usurpato, delegittimato

giovedì, 27 novembre 2014

La continua diminuzione di consenso elettorale, comunitario, sociale e politico delle istituzioni racconta bene il distacco ormai incolmabile che separa questo stato italiano dal Paese Reale Italia.

La violenza e la sopraffazione con cui il potere esecutivo ed il sindaco di Roma usurpano impuniti e pubblicamente il potere legislativo ad un parlamento sciatto, vuoto, costoso, inutile e dannoso, raccontano bene lo stato dell’arte nelle istituzioni politiche italiane, il cui massimo capo e custode, ammutolisce sempre più dinanzi ad un disastro annunciato, ma non evitato, dal quale fugge al solo fine di distrarre e protrarre questa infinita agonia istituzionale, cui il paese reale tenta disperatamente di sottrarsi.

Il parlamento italiano non ha più alcun motivo di esistere, avendo la casta partitocratica politico-istituzionale extraparlamentarizzato il suo motivo di esistere:

contenere e rappresentare le esigenze dei cittadini italiani e servirli normalizzando la vita sociale intorno a loro, consegnando loro, un sistema-stato che produce, governa e riproduce un Paese Normale.

Fuori dal parlamento, nelle piazze, nelle strade, nelle case occupate, comprate, vendute, affittate, pignorate dalle banche usuraie si confronta un popolo disunito, disuguale, maleducato, ineducato, lasciato volontariamente nella ignoranza da una informazione complice o succube, tutto, fuorché libera.

Il potere della informazione si è trasferito nel libero mondo del web.

Il potere legislativo ha abbandonato le istituzioni convincendo non pochi italiani che la giustizia, le sentenze, i processi lunghissimi che non puniscono mai nessuno, che non rendono giustizia a chi ha ragione, ma solo al più forte, non può né deve essere più agito nelle aule parlamentari e nelle aule giudiziarie, bensì nel mondo reale del (Tribunale del) popolo virtuale, innamorato di una democrazia diretta che dia le risposte che questa democrazia bloccata e corrotta non offre.

Il potere esecutivo ha abbandonato il governo del paese, del territorio e del popolo, convincendo non pochi italiani che possono e devono difendersi da soli, che la loro sicurezza debba essere difesa ben oltre le forze di polizia e la burocrazia statale.

Tutto questo poteva essere un momento evolutivo, se lo stato avesse accettato e normalizzato le spinte che chiedevano Giustizia e Sicurezza.

Tutto questo poteva essere evitato, se solo la casta non si fosse chiusa in se stessa, credendosi dogma sopra ogni altro dogma, casta sopra ogni altra casta, potere sopra ogni altro potere.

Tutto questo e tutta la violenza, l’ira e l’indignazione che ne seguiranno sono da assegnare alla casta, alla classe dirigente italiana, alle istituzioni, mute, cieche e sorde ai richiami e alle grida di dolore del popolo sovrano.

Ora, il popolo sovrano nega la insostituibile (in una democrazia) delega di sovranità al parlamento, al governo, alle istituzioni e allo stato.

Ora il parlamento è esautorato, usurpato, delegittimato.

Ora, è troppo tardi per cambiare, per riformare.

Ora, è l’ora dei tribunali del popolo, delle ronde del popolo.

Ora, una sentenza emessa dal popolo italiano nel mondo libero del web, vale milioni di volte quella di un tribunale all’uopo abilitato ed istituito.

Ora, il diritto alla difesa personale, il diritto privato alla conservazione e alla difesa del proprio benessere, della propria incolumità come quella dei propri affetti familiari, del proprio patrimonio, supera ogni desiderio di istituto superiore, di potere non riconosciuto, di prepotere mafioso e corrotto.

Ora, un cittadino qualunque afferma, senza timore di essere smentito, che questo stato non è il suo stato, che questo stato non può essere né cambiato né riformato, ma deve essere abbattuto e ricostruito, rifondato, salvando solo i servizi essenziali che dimostrano di funzionare, di essere funzionali alla difesa e alla tutela degli interessi del popolo italiano.

Ma se un cittadino osa affermare queste verità allora viene tacciato d’essere un rivoluzionario:

ma io sono solo una persona normale che desidera uno stato normale che governa un paese normale.

Anormale è questo stato fallito, che va destituito e rifondato.

Gustavo Gesualdo
alias Il cittadino “X”

Riflessioni a tastiera aperta – 2 ottobre 2013

martedì, 1 ottobre 2013

Minchia che disastro che ha combinato la casta

Insomma, i due maggiori politici si dimostrano incapaci di dialogare e di realizzare le riforme che caratterizzano una maggioranza definita delle larghe intese.
Litigano continuamente mentre il governo agonizza immobile come il parlamento, sollecitato ad agire solo in favore di detenuti, criminali, immigrati clandestini e omosessuali, categorie nei confronti delle quali esiste una azione privilegiata di indirizzo politico.
Il popolo sovrano invece,soffre e muore attonito, agonizzando malamente a causa della incapacità politico-istituzionale di fare quel che c’è da fare.
La soluzione è semplice: democrazia diretta, fuori la casta, fuori le classi dirigenti, il popolo indirizza e governa.
Visto che questo sistema è maligno e criminale, lo mandiamo in pensione. Il capo dello stato dichiara lo stato di emergenza, scioglie camere ritira mandato a governo Letta.
Assegna a elemento terzo rispetto alla sindacatocrazia, alla burocrazia ed alla partitocrazia il compito prefissato in “X”anni di realizzare liberalizzazioni, riforme e assetti istituzionali per garantire governabilità e funzionalità dello stato.

Alcuni scrivono che B ha corrotto tutto e tutti.
Non che poi tutto e tutti in questo paese vizioso fossero proprio incorruttibili.

Io non ho votato e non voterò.
Non avallo un sistema di mafiosi e di corrotti, al minimo, di malati di mente e di incapaci, al massimo.
Mediamente idioti, in ogni caso.

In un sistema politico-istituzionale ormai ridotto ad una farsa nella quale gli attori non fanno nulla per impedire il fallimento del paese e si preoccupano esclusivamente di accusarsi reciprocamente di essere la causa di tale disfatta disastrosa mi convinco ogni giorno di più che questa casta non andrà a fare danni altrove con le buone maniere o con la cabina elettorale.
Il che, mi appassiona e mi incuriosisce nel tentare di proiettare tutte le variabili possibili per immaginare quale sarà il futuro di questo paese, assai corrotto e mafioso, troppo, per avere diritto ad una salvezza gratis et amore dai propri vizi e dalle proprie irresponsabilità.
Da spettatore poco attento mi compiaccio di una sola cosa:
di non aver votato per nessuno di questi pazzi suicidi alle scorse elezioni.

Alle iene stanno raccontando di come siano piene di veleno le produzioni agro-alimentari campane.
Mangiate napoletano, morite napoletano.
E se qualcuno denuncia, la camorra lo uccide e il napoletano del colle telefona e mette tutto a tacere.
E l’olimpiade di chi ruba per prima la bici nel mondo?
Ovviamente vince un napoletano!
Minchia, saranno diventati razzisti alle Iene?

A Barack Hussein Obama II è costato molto caro l’aver graziato il criminale di guerra Bashar Hafiz al-Asad di Siria e l’aver graziato anche Hassan Rouhani di Iran:
i repubblicani americani hanno chiuso lo stato federale mancando il finanziamento agli oltre 800.000 dipendenti pubblici federali ed alle strutture federali.
Una situazione inedita per gli USA.
Una situazione che costringerà Obama a dare tagli drastici e lineari alla spesa pubblica americana ovvero lo costringerà ad affrontare il fallimento dello stato federale.

Per veder cadere la casta PD+L + PD-L dovremo vedere rinascere la DC?
E no, ora basta:
ma non muoiono mai questi qui?

Se si desidera veramente eliminare le mafie io ho una soluzione certa e definitiva:
– istituzione del reato di comportamento mafioso;
– punizione del reato associativo mafioso e del reato di comportamento mafioso con la Pena di Morte.
Ogni altra soluzione lascia in vita e in forze le mafie libere di infiltrare e governare lo stato.
Ogni altra soluzione non elimina le mafie.
Per intenderci non servirebbe più dimostrare che un politico è affiliato ad una cosca mafiosa per punirlo, ma basterebbe dimostrare che ha avuto un comportamento mafioso, responsabilità personale (articolo 27 costituzione), per poterlo giustiziare.
E cioè, gente come cuffaro, dell’utri e lombardo ed anche come andreotti, se non fosse stato salvato dalla prescrizione, sarebbero stati giustiziati. Morti.
Non so se è chiara la portata di un tale assetto giuridico in contrasto alle mafie ed ai mafiosi.

E se Telecom Italia passasse in mani spagnole, chi potrebbe impedire alla Eurogendfor di intercettare il capo dello stato italiano che fa pressioni sui giudici?
Cosa contenevano le intercettazioni telefoniche fra napolitano e mancino poi distrutte su volontà di napolitano?
Ve la do io la democrazia.

La mafia politica trema e tenta di rinviare il più possibile il momento della resa dei conti.
Questa è una buona cosa e misura il loro terrore dinanzi alla indignazione del Popolo Sovrano.

ah ah ah quel gran pirla di letta junior pensava di averlo messo nel sacco e un intero partito, il PD, pensava di averlo archiviato.
Invece è ancora berlusconi a dettare la marcia del governo, della sua programmazione, della sua fine e delle successive elezioni.
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.
Nel PD non ci sono palle sufficienti per mandare a casa o in galera un sia pur vecchio berlusconi, stanco e sicuramente rotto di cazzo.
Minchia che casta politica di deficienti sottosviluppati.
Oppure complici interessati?
Perché così cretini non è ammesso né concesso esistere.

L’unico bene per la città di Foggia sono le industrie.
Ma voi, dalle tute blu volete solo il consenso.
Voi, il lavoro lo vedete solo a carico della spesa pubblica.
Il lavoro libera:
dalla dittatura delle sovrastrutture sociali parassitarie e confortevoli, comode e sicure, come quello stipendio a fine mese nella Pubblica Amministrazione.
Ma se aveste vissuto, studiato e lavorato fuori dall’Italia, nei cosiddetti paesi virtuosi, sapreste che il lavoro è privato, è industria, è produttività, non zecca parassitaria, non elucubrazioni mentali, non disconessioni impossibili con la realtà del territorio in cui si insiste e di sui si è chiesto ed ottenuto l’arbitrio del governo.
In nome del popolo sovrano.
Ex comunisti?
Peggio dei democristiani, o perlomeno, tali e quali.

Squinzi: “Italia rischia commissariamento da Ue, Fitch vigila”.
Gesualdo: “un commissariamento dalla Unione Europea?
Magari, almeno hanno finito di rubare come porci i politici idagliani.
Tra risparmio di danaro pubblico, eliminazione degli sprechi, annullamento della corruzione, estinzione della evasione fiscale e inibizione della infiltrazione delle mafie nelle istituzioni idagliane, il commissariamento UE promette di essere un ottimo affare, il miglior affare possibile in alternativa ad una dura dittatura che spenga nel sangue la attuale dittatura delle caste e delle corporazioni mafiose.”

Porci con le ali che cercano di passare per colombe avverse ai falchi!
Ma siamo alla farsa.

Nell’idaglia degli idagliani ogni mimino cambiamento dello status quo(tidiano) crea caos.
Mai una volta che un ordine esecutivo di indirizzo politico venga applicato con la necessaria diligenza del buon padre di famiglia piuttosto di un continuo e intollerabile subdolo contrasto che crea caos nel sistema della pubblica amministrazione al fine di imporre alla politica scelte non lecite né accettabili.
Il primato è della politica.
E se non lo avete imparato all’università, come amministrate la giustizia?
Nel caos vince l’anti-stato.
E chi tradisce lo stato ha un solo diritto:
una punizione esemplare certa e tempestiva.
Sempre che l’interazione italiana sia una considerazione di normalità.
L’aborto è legge.
Obietto!
La riforma della giustizia è legge.
Caotizzo!
Conosco a memoria questo modo di agire che convalida l’antico adagio:
governare gli italiani non è impossibile, è inutile.
Non sanno conformare il loro comportamento alle direttive ricevute.
Qui in Italia le direttive vogliono impartirle tutti, tutti quegli allenatori di un campionato senza giocatori ed esecutori leali e fedeli.
Se i Carabinbieri facessero come fate voi, sarebbero la più antica, leale e fedele istituzione italiana, ancor più antica leale e fedele dello stesso stato italiano?
Vi prego di considerare che essere liberi non vuol dire interrompere e/o ritardare un pubblico servizio al fine di convincere e fare pressioni per la non applicazione di una riforma del sistema giustizia.
Probabilmente occorre affidare per 5 anni all’Arma dei Carabinieri tutti i vincitori di concorso pubblico, compreso e non escluso quello per l’abilitazione alla avvocatura, prima di assegnarli al loro definitivo impegno professionale al servizio dello stato.
E non per niente nella nuova gendarmeria europea (Eurogendfor) delle forze di polizia italiane è stata introdotta solo l’Arma dei Carabinieri nei quadri di comando.
Domanadatevi perché nella Unione Europea dei paesi virtuosi abbiano una tale fiducia nell’Arma.
Forse una tale fiducia ha a che fare con quella lealtà e quella fedeltà alle istituzioni di cui vado scrivendo, anche troppo?.
Buona giornata.
Ma soprattutto, buon lavoro.

Chi credete abbia convinto assad di siria a scendere a migliori consigli:
A – le preghiere dei cristiani;
B – il buonismo dell’idiozia pacifista a tutti i costi;
C – la minaccia di qualche centinaio di F16 nel cielo siriano?

Non siate razzisti: non è vizio, non è sottosviluppo, non è mafia.
è solo il meridione dell’idaglia degli idagliani, è solo quella questione meridionale che le classi dirigenti meridionali idagliane si sono sempre rifiutate di affrontare e risolvere per assicurarsi un serbatoio di clientela elettorale facile da estorcere o da scambiare.
Non siate razzisti: dategli pure un indulto e una amnistia, magari anche un premio in danaro.

giorgio il napoletano: serve stabilità anche per risolvere problema rifiuti
Gustavo Gesualdo: altrimenti dove la buttiamo la monnezza napoletana?

Per ottenere la tessera del partito democratico in idaglia occorre avere un QI inferiore a 50.
Cambiano leader di frequente, cambiano spesso anche il nome, ma restano la più gran massa di imbecilli che si riesca a riunire.
Non so se siano più vili che idioti.
Senzadubbiamente

ComeVoelvasiDimostrare:
non hanno fatto altro che garantire la difesa e la tutela degli interessi di gay, immigrati clandestini, carcerati, delinquenti e pregiudicati a danno della tutela e della difesa degli interessi del territorio italiano, del popolo italiano, dello stato italiano, della patria italiana, della nazione italiana.
Dalle elezioni ad oggi nessuna manovra e nessun indirizzo politico del governo letta è andato nella direzione di cambiare il paese, renderlo globalmente concorrenziale, riformarlo, liberalizzarlo, difenderlo da mafie, corruzione ed evasione fiscale.
La casta politica italiana va eliminata in toto in favore della rinascita del paese reale, preso in ostaggio per garantire la continuazione del prepotere della casta politica, della casta burocratica e della casta sindacale, in particolare delle classi dirigenti meridionali che garantiscono a loro volta ricchezza e benessere nel sud del paese, una ricchezza mai costruita né conquistata ed un benessere mai meritato, cercato, voluto.
Vogliono solo vivere senza sudare, senza lavorare, senza sacrifici e senza produrre nulla di interessante.
Sono ormai come gli zingari: vivono di espedienti.

boldrini, kyenge , idem e cancellieri :
dovevate essere il riscatto delle donne in politica e invece avete rappresentato un vero e proprio fallimento della rappresentanza.

Se avessi un adeguato finanziamento che mi coprisse dai danni di una persecuzione giuridica certa, assurda ed ingiusta, domani mattina rifonderei il partito fascista e ordinerei un costante approvvigionamento di olio di ricino e bastoni randellati nodosi e “picchiosi”.
Non meritano altro, non hanno mai meritato altro:
governare gli italiani non è impossibile, è inutile.
E la chiamano democrazia ….

E per l’ennesima volta, l’avete preso in quel posto senza protestare.
Siete proprio un popolo di coglioni mai visti prima.
Meritate l’estinzione, cazzo.

Un intero paese sotto lo scacco di un pregiudicato che non accetta la giustizia che ha governato e corrotto egli stesso

Ma chi credete che abbia sversato in mare a napoli i reflui delle discariche abusive campane?
Erano uomini dello stato che nascondevano le prove della loro complicità, della loro incapacità, della loro assoluta viltà.

Made in italy la mozzarella di bufala campana dop fatta con latte cagliato e surgelato argentino?
Ma cosa prendete al mattino?
Cocaina impastata con la farina della brioches?

Non riesce a mantenere insieme l’Italia e sogna gli stati uniti d’europa:
un idiota coi fiocchi

Stranieri in classe, bambini con problemi in classe, docenti mai maturati in classe.
In Italia le classi non sono sociali ma demenziali.
Per i normali c’è solo tanta persecuzione, sopportazione e tolleranza.
Il giorno che ne avranno le scatole piene, il potente cadrà, come cadranno i suoi servi sciocchi.

Gli italiani sono tra le migliori menti di questo mondo, tra le migliori braccia e tra le migliori gambe che esseri umani possano vantare. Però decenni di allontanamento obbligatorio e coatto in esilio dal suolo natio di chiunque facesse funzionare il proprio cervello hanno provocato una selezione innaturale:
i più intraprendenti sono andati, i meno, sono rimasti e si sono riprodotti tra loro affinando “certe caratteristiche caratteriali”.
Ecco spiegato in poche righe perché questo popolo non si ribella mai, anche di fronte a soprusi e prevaricazioni delle sue caste dirigenti inccettabili ed impossibili. Hanno creato, selezionandolo, un popolo su misura per le ruberie che compiono.
Altrimenti sarebbero stati già soppressi da una enorme risata.

Il problema delle amicizie è che ognuno ritiene di poter imporre la propria visione ed il proprio valore all’amicizia, sia in ordine di importanza che di portanza.
Il problema delle amicizie è che sono competitive e non rendono complici, non uniscono.
Perché in Italia si uniscono e si associano solo i malintenzionati, ecco perché la vera amicizia resta un passaggio sociale non più transitabile.

Io non faccio accordi con la ‘ndrangheta per vincere primarie ed elezioni, io non salgo sullo yacht di nessuno, io non accetto finanziamenti dalla famiglia Riva, io non prendo danari da monte paschi di siena.
Cosa dice? Io mi chiamo Fassino?
Io non sono fassino e non lo conosco nemmeno uno che si chiama fassino!
Casta non mangia casta, lupo non mangia lupo, mafia non mangia mafia.
Ma arriverà il giorno in cui renderete conto del male che avete sparso consapevolmente quanto irresponsabilmente.
Con voi serve solo il bastone e la carota non per assunzione orale.

Resta il problema grave e serio di un sistema di regole fatto in modo da non poter essere cambiato.
Chiunque vincesse le elezioni, anche con un largo consenso, non potrebbe governare perché minato al senato da una maggioranza sempre risicata voluta dal porcellum e dalla successiva campagna acquisti di parlamentari che cercherebbe di ribaltare il risultato delle urne.
Uno come napolitano al colle poi è una vergogna, uno scandalo.
Ma è lui che conferisce incarichi di governo: un nemico della democrazia che punta solo a conservare il potere della casta.

Dici Italia o italiano e imprenditori, finanziatori, manager, borse e mercati finanziari ti sbattono la porta in faccia.
Perduto ogni riferimento positivo alla italianità in senso commerciale, manageriale e imprenditoriale in Italia: sono tutti fuggiti all’estero e chi non è fuggito, è stato svenduto all’estero.
Grazie casta.

Sì, è vero, è stato il timoniere! Anzi no, è stato il capitano in seconda! Anzi no, è stato il vice comandante! Anzi no, è stata colpa della capitaneria di porto che aveva spente le apparecchiature salva-navi! Anzi no, sono stati gli alieni che mi hanno rapito e mi hanno costretto ad abbandonare nave ed equipaggio senza ordini e naufraghi disperati nel momento del bisogno! Anzi no, è stata mia nonna in carrozzella! Anzi no, è stata la nave che si è inchinata su un lato senza preavviso! Anzi no, anzi sì, insomma, io non c’ero e se non c’ero non ho visto e non ho sentito nulla e se ho sentito o visto qualcosa allora ero ubriaco ed in preda alle droghe!
“Ma cambia spacciatore, vigliacco ubriacone e tossicodipendente che non sei altro, che se ti prendo finisci definitivamente di ammazzare uomini donne e bambini inermi le cui vite erano affidate alla tua (ir)responsabilità.”
Firmato: Gustavo Gesualdo, quello che prima o poi ti rompe la faccia senza tentare di scaricare la colpa su nessuno.

I paesi viziosi sotto tiro:
per ogni carota rifiutata, verrà impartita una bastonata.
Magari funzionasse.
Io userei solo il bastone ed in grandi quantità.

Chi non impara dai propri errori,
o è uno stupido
o è uno interessato

Cari idagliani che amate tanto il multiculturalismo patologico e l’integrazione virale ecco il risultato delle vostre azioni idiote:
casi di tubercolosi in tutta Italia, sia su animali che su persone.
Vi ringrazio per la vostra assoluta idiozia e spero che le vostre famiglie vengano attinte e sterminate da questo male inguaribile, assai contagioso e pericoloso.
Prima però, spero soffriate abbastanza a lungo per comprendere quanto siete stupidi a imporre l’ingresso non controllato e non selezionato di soggetti extra-comnunitari in Italia.
E visto che ci siamo, vi auguro anche un cancro, nel caso sopravviveste alla tubercolosi, alla legionella o a quale ceppo virale importato dai vostri immigrati clandestini, amati
e protetti più di quanto non abbiate mai amato e protetto un vostro concittadino.
Crepate in pace, amen.

Impeachment, stato d’accusa, imputazione per il Capo dello Stato

martedì, 2 luglio 2013

Dopo la strana storia della distruzione delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni intercorse fra nicola mancino, loris d’ambrosio e giorgio napolitano sulla famigerata questione oggetto di indagine da parte della magistratura ordinaria e denominata “trattativa stato-mafia”, vengono alla luce nuove rivelazioni del boss totò riina dal carcere, luogo nel quale rifiuta di incontrare i giudici per subire interrogatori ma anche luogo nel quale avvicina guardie penitenziarie per confidare alcune dichiarazioni, con l’evidente intento di vederle pubblicate, evidentemente.

Leggiamo insieme alcune di queste dichiarazioni pubblicate di giornali italiani:

“l’arresto di riina:
«A me mi hanno fatto arrestare Bernardo Provenzano e Ciancimino e non come dicono i carabinieri»;

l’inizio delle trattative stato-mafia:
«io non ho cercato nessuno, sono loro che hanno cercato me»;

l’attentato di Capaci a Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta e l’attentato contro Paolo Borsellino e la sua scorta:
«Lei mi ci vede a confezionare la bomba di Falcone?»;
«Brusca non ha fatto tutto da solo. Lì c’era la mano dei servizi segreti. La stessa cosa vale anche per l’agenda del giudice Paolo Borsellino. Perché non vanno da quello che aveva in mano la borsa e non si fanno dire a chi ha consegnato l’agenda? In via D’Amelio c’entrano i servizi che si trovano a Castello Utveggio e che dopo cinque minuti dall’attentato sono scomparsi, ma subito si sono andati a prendere la borsa»;

il Papello, i magistrati e i politici italiani:

«Io di questo papello non so niente. Non l’ho mai visto. La vera mafia in Italia sono i magistrati e i politici che si sono coperti tra loro e scaricano ogni responsabilità sui mafiosi. La mafia quando inizia una cosa la porta a termine assumendosi tutte le responsabilità. Io sto bene, mi sento carico e riesco a vedere oltre queste mura»;

giulio andreotti

domanda: «Ma è vera la storia del bacio?»
risposta: «Appuntato, lei mi vede a baciare Andreotti? Le posso solo dire che era un galantuomo e che io sono stato dell’area andreottiana da sempre».”

A questo punto i dubbi sulla esistenza di un alto tradimento e/o di attentato alla costituzione che vedrebbe coinvolta, coinvolgono fra le altre la massima carica istituzionale e costituzionale, quella del presidente della repubblica (rieletto alla vita natural durante occupazione del potere di capo dello stato per ben 14 anni consecutivi), tali dubbi, divengono montagna invalicabile nella normale vita quotidiana di un paese civile e democratico, nella credibilità di uno stato e di una intera comunità.

Occorre sgombrare il campo visivo ed operativo dello stato italiano da ogni dubbio di accordo o trattativa tra lo stato democratico e l’anti-stato mafioso, e per farlo, occorre inchiodare alle proprie responsabilità la massima carica istituzionale, irresponsabile per definizione, se non per alto tradimento e/o attentato alla costituzione, atti riscontrabili nel verificarsi probatorio di una intercorsa trattativa fra stato e mafie e nella successiva distruzione delle prove a carico o a discarico del capo dello stato fatte distruggere su richiesta dello state capo dello stato.
La distruzione delle prove di un grave capo d’accusa nei confronti del presidente della repubblica è aggravante e prova stessa della volontà di nascondere qualcosa e non di essere istituzione trasparente e leale alla carta costituzionale cui è chiamata ad essere primo difensore e tutore.

Se esistesse nel parlamento italiano un gruppo ovvero anche un solo parlamentare libero e responsabile, coscienzioso e cosciente del sospetto serio e insidioso che grava sulla massima autorità costituzionale ed istituzionale italiana, allora tale gruppo o tale parlamentare avrebbe il dovere di chiedere conto al presidente della repubblica del suo operato e dell’uso che egli ha fatto dei poteri, delle funzioni e delle attribuzioni che egli ha esercitato, a tutela di quali interessi egli lo ha fatto (una organizzazione mafiosa italiana è pari ad una holding internazionale estera ovvero ad uno stato estero o comunque non italiano, perché non previsto, tutelato e regolato da nessuna norma italiana, di qualsiasi valore e grado) in virtù della carica rivestita di capo dello stato.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 1 maggio 2013

mercoledì, 1 maggio 2013

Il concertone del Primo maggio serve ad addormentare le coscienze e distrarre l’attenzione dei lavoratori dai problemi del mondo del lavoro, come se essi ne fossero parte ininfluente, inesistente, senza alcun peso e/o valore.

Un posto di lavoro pubblico, una casa popolare, un appalto pubblico contro voti per la casta:
questa è mafia.

In idaglia TUTTI vogliono partecipare a resdistribuire la ricchezza senza mai partecipare alla sua produzione.
Popolo di geni solo furbi e di falliti poeti.

Politica,sindacato,stipendio,privilegio, scansare i carichi di lavoro più impegnativi e di responsabilità.
Questo è il lavoro in Italia.

Non lasciate che vi prendano in giro dal solito giro di valzer delle caste:
solo eliminazione cuneo fiscale e meritocrazia salvano.

Ignorante è chi ignora che ogni nuovo diritto deve avere fondamento giuridico che lo legittimi oltre ad un sostegno finanziario ed economico che lo renda realizzabile.

Dove c’è un mussulmano, il male impera e la violenza avanza.
Fate ancora finta di non aver capito quale è il problema nel mondo?

I sindacalisti italiani non sanno nulla del lavoro:
il lavoro non si da, si produce, come si produce la ricchezza.
Il problema del mondo del lavoro italiano?
Il Cuneo Fiscale.

Il lavoro in Italia uccide chi non lo ha, ma uccide pure chi lo ha:
cosa avranno da festeggiare al 1° maggio?

Quando il popolo degli Abele perde la pazienza, non esiste riparo alcuno per nessun caino. Chi semina vento, raccoglie tempesta.

Pierluigi Bersani è stato perlomeno accoltellato alle spalle, matteo Renzi invece si è suicidato senza aiuto alcuno.

Il Partito democreatico è partito, andato, e mai più tornato.
Renzi senza attributi si è arreso: lo hanno rottamato in culla.

La casta italiana non ha mai fatto altro che questo:
indebitare il popolo per pagare la corruzione e lo spreco.

Nonostante le convergenze parallele delle larghe intese, il Cuneo Fiscale lì è e lì resta, a mortificare il mondo del lavoro.

Almeno in Venezuela i parlamentari si battono sino in fondo per sostenere le loro idee anche usando lemani in parlamento.
In Italia invece, i parlamentari fanno solo ridere.
O piangere.

In Italia l’ironia non sanno nemmeno dove sia di indirizzo:
cosa volete che comprendano di quella svedese o nord-europea?

Enrico Letta non ha capito la condizione tedesca per cui i tedeschi andranno in pensione a 70 anni per colpa di italiani e greci che andavano a 43.

La casta non vuole ridurre spesa pubblica e deficit pubblico, non vuole tagliare, non vuole licenziare:
non tutela ne difende il Popolo.

Analisti, sociologi e psicologi lasciateli perdere:
non è rancore sociale quel che arma le mani dei disperati, ma degrado sociale insopportabile che sfocia in disagio sociale.

Parlano, parlano, parlano, promettono, promettono, promettono, immancabilmente falliscono,falliscono,falliscono. Chi sono? La casta!

Il prossimo che mi chiede cosa voterò lo apostrofo così:
perché, c’è ancora qualche credulone come te che si fa infinocchiare dalla casta?

L’outing è una moda, una pessima, volgare moda dell’anteporre le proprie scelte sessuali private al pubblico che li segue idoli per altri motivi.

Il governo letta-napoletano prima annuncia come prioritaria l’eliminazione del cuneo fiscale e poi la esclude dai primi 10 punti programmatici del governo: idagliani.

Togliere uso Made in Italy a chi non produce in Italia, produce in Italia con semilavorati esteri o rovina il marchio frodando.

Distruggendo le intercettazioni fra napolitano e mancino non saprete MAI la verità sulle trattative traditrici fra stato e mafia.

E mentre la casta se ne va a spasso in vacanza per l’Europa, il paese tracolla sotto il peso della dittatura partitocratica.

Intanto il partito democratico incassa 30 milioni di finanziamento pubblico per il proprio giornale:
carogne partitocratiche del magna, magna.

Se non punge, non è libera informazione, ma patacca senza valore.
Punge? Fa male? E allora sì che è giornalismo, di quello con la G maiuscola.

Qui si muore di fame e questi idioti della casta stanno lì a favorire l’integrazione di omosessuali e di stranieri immigrati illegalmente.

Depressione? Cosa è: uno studio condotto su di un campione di iscritti al PD?

A CHI e a COSA serve un capo dello stato-presidente della repubblica quando esiste già un premier che può essere anche capo dello stato?

Processi non più rinviabili Stop Tanzania attende Stop Non dimenticare di portare con se papa, dell’utri, letta, mangano, alfano, schifani palafrenieri e puttanieri, mafiosi ed evasori fiscali, estorsori e usurai Stop

La durata dell’esecutivo Letta è legata alla maturazione della pensione per i parlamentari della scorsa legislatura, finita prematuramente.

Se Dio (chiunque o qualunque cosa sia) avesse voluto i gay, avrebbe creato tre sessi e non due.

a casta esiste (purtroppo, meglio Democrazia Diretta), sussiste (durevole,è predatore non preda), insiste (ostinata) e persiste (due palle).

Comunione & Aberrazione, Circo Democratico, Partito degli Onesti, casta partitocratica e burocratica tornano al governo.

Per decenni dc e pci si sono fatti (finbto)otruzionismo, come pure pd+L-L. Ora tutte le colpe sono di Grillo e M5S. Ridicoli.

devi tagliare, sforbiciate da fare paura. altrimenti ti togli di mezzo, idiota da baraccone per circo in saldo da fallimento.

Questo governo servirà solo a raggiungere l’agognata meta di un anno di legislatura per maturare pensione a vecchia legislatura, incompiuta.

Sicuramente è meglio una dittatura dura e pura che questo mondo al rovescio, dove chi è ladro, governa e chi, disperato, uccide ma sbaglia persona.

Solidarietà al popolo, che vesta o meno una divisa.
Dannazione alla casta, perché la crisi sono loro.

Con tutto il rispetto, io di politici in Italia non ne vedo nemmeno uno.
Di addetti ai partiti invece anche troppi. Veramente.

In Italia come in Europa manca una destra pro UE e pro Israele.
100 anni dopo, si commettono i medesimi errori, senza imparare nulla dalla storia.

La verginità politica dei grillini urta la “sensibilità” (leggere coda di paglia ben secca) alla casta dei magnaccioni,dei mafiosi e dei corrotti,degli evasori e degli usurai.

Un incredibile governo della restaurazione di casta conservativa si candida a cambiare il futuro. A volte ritornano. No, non sn mai andati via.

Occorre sapere cosa è il fascismo per essere anti-fascista.
Tutti pensano di sapere cosa è stato il fascismo ma non è vero.

Mentre regna la coservazione restaurativa di cadreghe e privilegi di casta, Carabinieri cadono per difendere il Popolo Sovrano.

Mi spiace dover scrivere che il PD è insieme al PDL forza della conservazione di cadreghe e privilegi di Casta corporativa.

Così, dopo averci convinto che la prima repubblica fosse il male assoluto, attuano le “convergenze parallele” delle “larghe intese”

Non può il passato che ha prodotto il presente cambiare il futuro.

Inizia l’operazione salvezza per i banditi )politicamente molto raccomandati) di MPS: non si ravvisano le ipotesi di reato di usura e truffa aggravate.

CL e sinistra distrata, burocrati buoni per tutti i tempi e per tutti i dicasteri, servetti di partito: non cambieranno nulla, come hanno dimostrato sinora.

Essere contestati al ristorante dal popolo sovrano dei cittadini-contribuenti è il viatico migliore per una carriera da ministro.

Voglio vedere la faccia di quei leghisti che appoggiano il governo Letta:
dovrebbe essere fra il paonazzo e il viola.

S’io fossi capo dello stato non affiderei mai l’incarico di governo a persona che pubblicasse intercettazioni stato-mafia, napolitano-mancino.

Grillini ancora non ricattabili: La Casta non li lascia accedere potere pubblico per sanarlo. Casta di mafiosi e di corrotti. Malviventi di stato.

Dario Fo e Renato Brunetta: due aspetti dell’Italia che apprezzo.
Ma non sanno convivere produttivamente.

L’Italia è quel paese reale nel quale lo stato di diritto ha abusato della previdenza per fare assistenza sociale (elettorale).

L’Italia è quel paese nel quale lavoratori dipendenti pubblici e privati e pensionati NON possono evadere le tasse.

Il Problema del paese è salvare l’orgoglio della casta piuttosto della dignità del popolo sovrano. La casta è autoreferenziale.

Quando una Grande Crisi scopre le vesti di un benessere che non è illimitato, si scorge il pube malnutrito di un sano egoismo.

Non esisterebbe una casta politica ladrona e arruffona senza una casta giornalistica quantomeno compiacente se non schiava.

Pesa il no alla BCE per i debiti degli istituti bancari nei paesi viziosi?
Un nome per tutti: Monte dei Paschi di Siena?

Il malcontento del popolo tedesco trova nuovi modi per manifestarsi. I popoli virtuosi pretendono rispetto. Viziosi avvertiti.

La sanità è la madre di tutte le tangenti e il padre di tutti i mali oscuri italiani.Non serve il cittadino, ma lo rende schiavo.

In tribunale è meglio un non ricordo che un non so.

Quello strano sentimento di vergogna italiano che salvaguarda l’orgoglio al costo della perdita della dignità.

Non pare che i paesi virtuosi soffrano di disoccupazione quanto invece, di carenza di manodopera.

Le due italie si allontanano sempre più

sabato, 10 dicembre 2011

il ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera affonda il dito nella piaga delle due italie e dichiara pubblicamente in sede parlamentare nel corso di un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero, parlando dei fondi comunitari europei per il Sud:

Entro l’anno rischiamo di perdere una quantità di miliardi pazzesca. In un momento di scarsità di risorse questo fatto sarebbe mortificante, colpevole e vergognoso.

Ancora una volta, il dito indice si punta ad indicare il mortificante stato neuro-vegetativo del sud italia, declassato a cassetta per le elemosine del resto del paese, base logistica per le infiltrazioni mafiose al nord, mortificazione continua e deprimente di tutto il paese.

Ma guai a dire che esiste una questione meridionale ovvero una conseguente questione settentrionale, o peggio, guai a dire che esiste una emergenza della monnezza napoletana (ma anche campana, siciliana, calabrese e romana) che non si è praticamente mai estinta negli ultimi decenni:

tali verità eterne verrebbero offerte al giudizio di un tribunale ….

L’insensibilità con cui si muove la classe dirigente meridionale spaventa ancor più delle mafie e del parassitismo fannullone nel sud.

Sempre alla caccia di deresponsabilizzazioni totali, mai nel governo effettivo dei territori che si è candidata a governare, mai all’attacco a tesata bassa dei fenomeni mortali della corruzione politica e burocratica e della invadenza mafiosa.

La questione meridionale?

Non è vero, sono tutte fandonie razziste, calunnie belle e buone dirette a mortificare gratuitamente il meridione.

Al danno di un meridione completamente degradato e fallito, si aggiunge la beffa di un non-governo o di un mal-governo delle classi dominanti meridionali, le uniche responsabili di ciò che accade quotidianamente.

E per carità, guai a parlar di secessione con un capo dello stato napoletano convinto, meridionalista indefesso ed anti-nord affermato.

La cosa peggiore di questa maligna condizione che impone al nord del paese una “convivenza della sudditanza e della schiavitù” è l’ignoranza estrema che la anima, l’arroganza e la presunzione impunita di politici meridionali che, con questi atteggiamenti e comportamenti falso-unitari ed avverso-secessionistici, dimostrano di non capir nulla di politica, di economia e di finanza.

La considerazione che sfugge assolutamente a tanta ignoranza è che, specie in un momento storico congiunturale come questo, sarebbe il meridione italiano a beneficiare maggiormente di una divisione del paese, di una sua separazione consensuale fra nord e sud.

Sarebbe il sud ad attirare ingenti finanziamenti dall’estero e non il nord, a causa dei differenti stili, livelli e costi di vita, che vedono primeggiare il sud sotto il profilo dei più bassi costi economici, finanziari e del lavoro.

La capacità di intercettazione di momenti importanti dello sviluppo economico di paesi come gli USA, la Cina e l’India nel mondo europeo si sposerebbe alla perfezione con il modello meridionale, piuttosto economico e con dinamiche perfette per investitori che volessero mettere un piede in Europa con finanziamenti davvero interessanti.

Molto probabilmente un sud così, attirerebbe importanti finanziatori anche dal nord Italia come dal nord Europa.

Ma per avviare questo straordinario volano industriale nel sud, bisognerebbe abbandonare il troppo condiviso parassitismo scansafatiche e fannullone, buono solo a spendere, sprecare e ladrocinare i danari che questo sud pretende dal nord, senza fornire in cambio alcunché.

E questa sarebbe la solidarietà meridionale, questa la coesione sociale sulla quale si fonda l’unità nazionale?

Beh, con questi presupposti non si va da nessuna parte e non si difende alcuna dignità nazionale unitaria, ma la si offende invece, opprimendo territori e popoli produttivi e laboriosi in favore di territori e popoli pigri e svogliati, fannulloni e sfaticati.

Molto meglio per i meridionali un bel posto di lavoro pubblico sotto casa che un posto di lavoro in una fabbrica a 40 chilometri di distanza, non è vero?

E certo, perché i settentrionali che lavorano invece a queste condizioni cosa sarebbero:

degli schiavi e dei succubi innocenti della mentalità mafiosa meridionale?

No, non ci siamo.

Siamo ancora molto lontani da una presa d’atto della classe dirigente meridionale del fallimento dello stile di vita meridionale, impagabile da chiunque, specie da un nord con l’acqua della crisi alla gola.

O la classe dirigente meridionale fa un passo indietro ed avvia una seria ed approfondita considerazione dell’analisi offerta in questo post, oppure la spaccatura fra nord e sud emergerà in modo purtroppo assai violento, suffragato dalla disperazione delle famiglie e delle aziende in crisi, oppresse e dissanguate da eserciti di connazionali che impongono un diktat irricevibile:

fratelli d’italia, schiavi del sud, dovrete spezzare la vostra schiena in un lavoro duro e faticoso per produrre quella ricchezza di cui noi abbiamo diritto (questa poi: siamo alle comiche solidaristiche) e che dobbiamo sprecare senza alcun controllo, critica o rivendicazione.

E se non vorrete stare a questo gioco, allora noi vi chiameremo razzisti.

Se non è estorsione questa, se non è oppressione questa …

L’Italia naviga verso un destino atroce, denso di sacrifici che una parte del paese si rifiuta di affrontare in prima persona, mentre la politica non vuole offrire vie d’uscita a questa situazione molto pericolosa, che può essere esemplificata in una pentola a pressione che, avendo raggiunto e superato la soglia massima di pressione sopportabile, venga spinta ugualmente ben oltre il massimo della pressione consentita e venga privata di ogni valvola di sicurezza, di ogni uscita di sicurezza all’aumento indiscriminato e costante della pressione interna.

E allora sarà meglio che affondi questa Italia, che bruci, che si smaterializzi nella povertà d’animo di quei connazionali che si comportano da schiavisti, violenti oppressori, anche se nelle falsi vesti di democratici totali.

Della democrazia questi signori han capito poco e male.

E della questione morale, ancor meno.

Soprattutto male.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La tessera del partito e del sindacato italiano è la tessera della casta

lunedì, 5 settembre 2011

Ogni giorno più in basso, ogni giorno sempre più in basso.

L’ultima trovata della casta politica italiana per conferire flessibillità al mondo del lavoro e conseguentemente alla economia del paese, sta nel licenziamento del lavoratore dipendente “liberalizzato” (eludendo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – articolo che va asolutamente abrogato, a mio giudizio), quel lavoratore cioè, che non ha in tasca una tessera del sindacato ovvero, una tessera del partito politico che “governa un sindacato”.

Quindi si liberalizza il licenziamento solo dietro il consenso preventivo dei sindacati dei lavoratori.

Capirete bene che, il licenziamento di un lavoratore non iscritto a nessun sindacato e a nessun partito, sarà molto più agevole e facile del licenziamento di un lavoratore iscritto ad un sindacato ovvero ad un partito politico che controlla un sindacato.

Questa, è l’ennesima dimostrazione che la casta politico-burocratica italiana difende solo se stessa ed i suoi adepti, certamente iscritti ad un partito e/o ad un sindacato poichè inseriti nel mondo del lavoro con una raccomandazione politica o sindacale.

Tutti i cittadini che non si sono piegati al ricatto estorsivo della casta partitica o di quella sindacale (famigerato do ut des, o voto di scambio), divengono così cittadini-lavoratori ad altissimo rischio di licenziamento, mentre i raccomandati incapaci e fannulloni della casta, saranno ancora una volta premiati e privilegiati rispetto al cittadino qualunque, rispetto al cittadino-lavoratore X o Y.

Siamo alle soglie del ritorno del fascismo, di quel partito-sindacato cioè, senza della cui tessera, non si poteva vivere, lavorare ed esistere.

Siamo al ridicolo di una casta vile e vigliacca, codarda e vergognosa che tenta ancora una volta di salvare se stessa ed i suoi adepti, così come ha fatto rinunziando alle liberalizzazioni ed alle riforme che aveva promesso, e che non ha intenzionalmente realizzato, a tutela degli interessi delle corporazioni forti, dei poteri forti.

Ho già espresso su questo blog la mia distanza da tale immondizia umana, politica e sindacale che sgoverna questo bellissimo paese pessimamente abitato in questi tristissimi tempi.

Ho già affermato in questo blog che, io non sono un italiano, io non sono come loro, io non lo sono mai stato ed io, non sarò mai come loro, come gli italiani.

E lo confermo, con orgoglio e con felicità:

io non sono come loro, io non sono un italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione, mafie e caste mafiose non fermano il cambiamento

mercoledì, 8 giugno 2011

La Confraternita del Cannuolo domina il parlamento italiano:

No alla supervisione sulla corruzione da parte della Presidenza del Consiglio;

No alla rotazione dei dirigenti nella Pubblica Amministrazione.

Con una votazione al Senato della Repubblica, ramo del Parlamento dove la maggioranza di governo è maggiormente solida, la Confraternita del Cannuolo batte la Compagnia dell’Anello nella votazione del DDL Anticorruzione.

La volontà politica della Casta non vuole abbandonare la via della corruzione per imboccare quella della legalità in questo paese, a quanto pare.

Il problema è annoso ed è culturalmente radicato.

I continui scandali che narrano di un paese gravemente corrotto, riempiono le pagine dei giornali, senza soluzione di continuità, con frequenti ricorrenze, come nel caso dell’ennesimo scandalo sul calcio-scommesse, inquadrato in uno scandalo detto Calciopoli, sempre presente.

Il tecnico boemo Zdeněk Zeman, uomo e sportivo di notevole spessore, ha dichiarato ultimamente che, in Italia, non si può giocare pulito.

Zeman fa parte di quella parte di uomini e di donne che non si vendono, evidentemente.

Non mangia i Cannuoli Zeman, e la sua storia umana e calcistica lo raccontano bene.

Come tutti quelli che non si vendono, fatica di più per lavorare, suda sette camicie per ottenere i risultati, lavora con difficoltà lavora senza continuità.

Ma quella di Zeman è la storia di tanti italiani, stufi di sacrificarsi per vedere arricchiti stuoli di venduti alla corruzione ed alla mafia.

Lo stato non è morto, ma combatte quotidianamente il mondo della illegalità, come dimostra l’ennesima notizia di cronaca odierna che parla di 191 indagati, 150 arresti, del sequestro di beni per oltre 117 milioni di euro, di sequestri (sessanta) di appartamenti, aziende, conti correnti, terreni e cassette di sicurezza e, soprattutto, di collegamenti tra la ‘ndrangheta calabrese e uomini delle istituzioni piemontesi con voti di scambio in diverse elezioni.

L’azione di magistratura e forze dell’ordine contro il mondo della corruzione, delle mafie e dell’illegalità è esemplare, conseguendo negli ultimi anni risultati eccezionali (rispetto ad un certo passato, ma normali in un una democrazia civile) nel contrasto alla criminalità.

No, lo stato di diritto non è morto, tutt’altro:

è sempre più vivo e consapevole delle sue responsabilità nei confronti dei cittadini.

Purtroppo, si registra la negativa presa di posizione di certa politica, che a sua volta, contrasta continuamente questo nuovo corso, fatto invece di uomini e donne, di politici e magistrati, di tutori dell’ordine e burocrati fedeli e leali allo stato di diritto ed al popolo sovrano.

E’ questa una battaglia epica, una guerra senza quartiere alla illegalità.

Ma è anche lo stato di fatto che si muove nella stessa direzione:

vi è una nuova consapevolezza raggiunta dalla classe impenditoriale più fedele alla legge, nuovi moti popolari che riuniscono in piazza moltitudini di giovani reclutati nel mondo sempre meno virtuale e sempre più realmente protagonista di questa nuova era della legalità, nuovi modelli nel mondo sindacale e del lavoro consentono di ben sperare, poichè per la prima volta, si vede un legame diretto e continuo fra stato di diritto e stato di fatto che muove nella stessa direzione:

il recupero della legalità, il constrasto al degrado ed alla criminalità.

E questa, è la forza del cambiamento che avanza, inarrestabile, inderogabile ed imprescindibile, cambiamento che basato su elementi molto ben definiti:

inflessibilità ed intransigenza, costanza e continuità nell’azione di contrasto.

Purtroppo, non è ancora un atteggiamento dominante quello caratterizzato da questi elementi, ma appare sempre più condiviso, testimoniato, incarnato, quanto respinto, contrastato, frenato.

Ed è prorpio l’atteggiamento di impedimento, di contrasto e di ostacolo alle riforma nel parlamento come al cambiamento nel paese che fa ben sperare per il futuro, disegnando questi atteggiamenti una reazione scomposta di coloro i quali non vogliono cambiare nulla nel loro stile di vita, nel loro modo di lavorare, nel loro modo di essere.

Il che singnifica che essi vedono come un pericolo concreto e reale il cambiamento in atto.

Il che significa che questo cambiamento non è una mera promessa elettorale, ma rappresenta un pericolo reale e concreto per chi vive della rassegnazione altrui, del difetto di partecipazione, del comportamento mafioso e violento, in tutti gli ambiti, in tutti i settori.

E non saranno certo due votazioni negative al senato a fermare tutto questo, perchè tutto questo è inarrestabile.

Certamente, la democrazia non è un terreno fertile per il cambiamento, ma lo è certamente per corrotti e mafiosi.

Nonostante questo e proprio per questo motivo, appaludiamo ad un cambiamento radicale del paese che avviene secundum legem e non come storicamente provato, realizzabile in una terribile dittatura.

Una sfida interessante.

Prendiamo atto e andiamo avanti.

Avanti, sempre avanti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X