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Il golpe bianco è fallito, ma il governo ne esce indebolito

giovedì, 30 settembre 2010

Scrissi questo post qualche tempo fa.
Penso sia ancora attuale.
Lo ripubblico.

Esiste uno schieramento politico trasversale in Italia che punta alla conservazione di un modello statale sprecone e costoso, di un centralismo che nasconde mille rivoli di spesa incontrollata, di uno status quo della casta politica eletta nel meridione che resta assolutamente irresponsabile rispetto al disastro della questione meridionale e certamente responsabile rispetto alla questione settentrionale.

Esiste un modus operandi occulto ad escludendum della Lega Nord di Umberto Bossi, un fumus persecutionis che vuole conservare un nord ricco e produttivo ridotto in schiavitù di un sud che distrugge enormi risorse e produce illegalità diffusa e mafie.

Questo schieramento tenta il golpe bianco ai danni del governo italiano puntando a renderne instabile la maggioranza politica, ed in particolare, cercando di ostacolare in tutti i modi quell’alleato che garantisce continuità e stabilità governativa, che testimonia lealtà ai patti sottoscritti in campagna elettorale, che resta fedele alla sovrana volontà popolare, che opera per la distruzione definitiva delle organizzazioni mafiose, che offre un ottimo esempio di eticità e di moralità applicata nell’amministrazione della cosa pubblica:
la Lega Nord di Umberto Bossi.

In questo quadro, l’anti-berlusconismo, la questione meridionale e la questione morale risultano essere dei miseri espedienti che celano i veri obiettivi politici di questo golpe bianco, che non opera «al fine di mutare la Costituzione dello Stato italiano e la forma di governo con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale», ma opera certamente al fine di conservare privilegi, poltrone, incapacità ed irresponsabilità della casta politica attraverso l’abbattimento di quel governo che uccide le mafie e riforma il paese.

Un golpe bianco che impedisce il mutamento, per conservare poteri e privilegi inauditi, e continuare a gestire la cosa pubblica irresponsabilmente.

Lo schieramento del golpe bianco gioca pericolosamente con il precario equilibrio istituzionale, gioca drammaticamente con il futuro di questo paese, gioca sporco sulla testa di quei cittadini che pretendono di rappresentare.

L’attacco al buon governo ed al riformismo leghista si svolge con cinica pervicacia.

L’attacco al nord che produce ricchezza si evidenzia nel celato ricatto secondo il quale, il nord deve continuare a provvedere al mantenimento di tutto e di tutti, senza avere il diritto di governare il paese, di cambiarlo, di riformarlo.

Questo golpe bianco della restaurazione conservativa va isolato e depotenziato, va ridotto alla impossibilità di nuocere al paese, va ricondotto ad un concetto di legalità istituzionale autentico, secondo il quale, uno sparuto gruppetto di parlamentari, non può godere dell’alto riferimento istituzionale come del prestigio e del potere della presidenza della camera dei deputati.

Questa guerriglia politico-istituzionale va immediatamente fermata.

Questi guerriglieri balneari, questo schieramento del nulla politico, questa modalità di intervento politico smodato ed irresponsabile nella vita del paese va isolato e non riprodotto od avallato.

Se alle opposizioni politiche può far comodo il mare agitato di una crisi politica che si insinua pericolosamente nella generalizzata crisi socio-economica che vive il paese, questo non può essere motivo sufficente per offrire contributi ed appoggi insperati alla disperazione di questa guerriglia balneare.

L’anti-berlusconismo tiene insieme questa accozzaglia politica?

La maligna avversione al riformismo leghista offre motivi politici per stare insieme-contro invece di individuare e perseguire quei motivi per stare insieme al paese, condividerne il momento di grave difficoltà e offrire serie vie d’uscita e di difesa?

Abbattere il governo Berlusconi per far cosa?

Per mettere su l’ennessima alleanza di disperati per un governicchio dei ricatti e delle beghe che cadrebbe al primo scandalo come è accaduto a tutti i governi senza la guida berlusconiana?

Nessuno di questi guerriglieri balneari ha potere e prestigio sufficente per garantire stabilità e continuità di governo al paese.

Nessuno schieramento nato dalla voglia di distruzione potrebbe costruire alcunchè.

Mettete sotto l’ombrellone l’orgoglio ferito, guerriglieri balneari, poichè il nord è veramente stanco.

E il Nord, non è un signor Nessuno, ma è quel galantuomo che nonostante tutto, consente a tutti di mettere un piatto a tavola in questo paese.

Non esagerate, altrimenti oltre al piatto, potreste perdere anche tavolo e sedie, pignorati da quella miseria politica, morale e materiale che alimentate tanto volentieri.

Comprese quelle comode poltrone del potere che vi piacciono tanto e delle quali, Nessuno vuol rinunciare.

Il mio nome è Nessuno.

Ma chiamatemi Presidente ….

Analisi Politica

giovedì, 5 agosto 2010

Gianfranco Fini andava messo immediatamente di fronte alle sue responsabilità politiche, sin dalle primissime uscite con cui mandava a dire attraverso il suo fido bravo Italo Bocchino che, o si assicurava maggior potere e successione politica a Fini, ovvero una nuova politica antagonista si sarebbe affacciata all’interno del governo.

Per questo motivo, fondai immediatamente un gruppo su facebook che titolava “Fini dimettiti!” nella convinzione che ogni altra strada diversa da questa, avrebbe portato a conseguenze difficilmente reparabili e a danni inevitabili.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale di tutta la politica italiana è e resta il federalismo fiscale, che guarda caso vedeva una forte opposizione di UDC, AN e parte di FI già nel giugno 2006 (referendum sulla devolution), trasversalismo che nel giugno 2010 si ripresenta in uno schieramento nel quale, l’empasse berlusconiana nei confronti del tradimento finiano, ha dato adito a più di qualche dubbio sulla reale volontà del governo di varare il federalismo fiscale entro l’estate.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale della politica italiana è evidentemente quello del federalismo.

La soluzione del nodo, è quella del varo del federalismo.

La gente della Lega ne ha le scatole piene di questo teatrino politico mentre la Lega stessa raccoglie sempre maggiori consensi al di fuori del suo nucleo storico popolare, a dimostrazione del fatto che anche la gente comune condivide l’azione politica leghista, la sua lealtà ed affidabilità politica, la sua capacità di garantire continuità e stabilità al governo.

L’unico governo che potrebbe fare a meno della Lega Nord è quel governo da inciucio che più di un nostalgico restauratore della I repubblica indica come la soluzione finale.

Finale sì, per il paese però:
sarebbe il colpo di grazia inferto ad un paese stanco che vuole cambiare ciò che la partitocrazia parlamentare vuole conservare.

Stanchezza popolare che potrebbe in breve divenire rabbia rispetto alla perpetuazione di giochetti e di teatrini politici incuranti delle sofferenze che corpo sociale e produttivo del paese stanno affrontando:
da soli.

Ma questo è proprio il fine dei restauratori e dei conservatori:

provocare sino allo stremo la Lega Nord, nella speranza di veder apparire una reazione scomposta da etichettare immediatamente come “inaffidabilità politica” della stessa Lega Nord e costruire una campagna elettorale su questa miserabile dimostrazione.

Ma questo giochetto non funziona più:

la Lega è divenuto un movimento politico avveduto e maturo e non cadrà mai in questo trabocchetto infame e truffaldino.

E allora, cosa accadrà?

Il parlamentarismo e la partitocrazia opporranno certamente forti resistenze ad un eventuale scioglimento delle camere provocato dalle dimissioni dell’attuale governo, almeno non senza perpetuare l’ennesimo tentativo di fare quel “governo di unità nazionale” che nessun elettore ha mai votato, che nessuna forza sociale e produttiva ha mai desiderato, che nessuna alleanza politica ha mai candidato.

Le segreterie politiche della partitocrazia tentano ancora una volta il colpo di coda della restaurazione.

Tenteranno ancora una volta il golpe bianco con un governo che nessun elettore ha mai delegato, con una maggioranza che non ha mai ricevuto delega di sovranità e di governo.

Perchè se si va ad elezioni in questa situazione, potrebbero veder uscire dalle urne elettorali una Lega ancor più forte.

Molto più forte.

Cosa che al paese non potrebbe fare che bene.

Cosa che il trasversalismo nemico del paese e del popolo sovrano, cosa che i nemici della democrazia e della libertà, devono temere, più di ogni altra ….

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X