Articoli marcati con tag ‘Oriente’

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Libia: il giorno della vendetta

domenica, 20 marzo 2011

Sicuramente, alle spalle dell’intervento occidentale sotto il cappello ONU e NATO di questi giorni sul territorio libico, esistono motivi di riequilibrio nel settore strategico delle fonti energetiche fossili (petrolio e gas metano), come certamente esitono volontà di appropriazione indebita su queste risorse.

Certamente, non possiamo nasconderci queste realtà.

Se la Libia non possedesse tali risorse di idrocarburi, probabilmente l’Occidente lascerebbe liberamente massacrarsi le parti in causa come è avvenuto ed avviene in altri paesi arabi, in piena crisi di identità.

Io voglio però ricordare come questa guerra ha risvolti vendicativi antichi, mai sopiti, mai dimenticati.

E parlo dell’attentato terroristico avvenuto in Lockerbie (Scozia-GB) del volo Pan Am 103 esploso in volo causando la morte delle 259 persone a bordo dell’aereo e di 11 persone a terra, colpite dai rottami dell’aereo.

Come parlo della famigerata strage di Ustica, dell’abbattimento di un aereo di linea italiano, un Douglas-DC9 della Itavia, avvenuto il 27 giugno 1980. 23 giorni dopo, un MIG militare libico fu, ritrovato abbattuto sul suolo italiano.

Oggi è il giorno della vendetta anche per 81 italiani caduti per colpa della follia libica.

Quella follia da sempre frammista all’insofferenza ed all’intolleranza che gli stati etici arabi estremisti, che le folli dittature religiose islamiche, nutrono nei confronti del diavolo, di quegli infedeli che a causa della loro non-islamicità, debbono morire o arrendersi e sottomettersi all’Islam.

Il diavolo siamo noi, tutti gli infedeli alla religione islamica, massacrati dagli attentati dell’11 settembre 2001, quegli attacchi suicidi da parte di terroristi islamici contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d’America, contro la libertà dell’Occidente, contro ogni libertà individuale e collettiva riconosciuta dal mondo delle libere democrazie.

Ebbene, io non condivido tutto questo, io non mi sottometto all’Islam.

Sarà anche barbaro ed incivile l’uso della forza a fini di vendetta, ma ricordo a me stesso ed a tutto il mondo libero occidentale come, quale pericolo assumono tali follie per la nostra stessa sopravvivenza.

Non so se questa azione militare possa essere definita una vendetta, ovvero un’azione a difesa e tutela della nostra libertà.

Lascio ad ognuno di noi, la libera scelta di quale posizione e/o opinione esprimere su questi fatti odierni, ma sono certo e convinto che quanto accade oggi in Libia, non è un male in quanto tale, una violenza gratuita, una ingerenza inaccettabile, ma una azione che sento vicina, non lontana dagli interessi del nostro stile di vita, della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri morti ammazzati dal terrorismo islamico, che essi fossero a New York, che essi fossero a Lockerbie, che fossero ad Ustica.

La difesa di un sentimento di appartenenza comune, non conosce limiti, non conosce distinzioni, non conosce storie differenti.

O l’Occidente si salva tutto, o la sua storia, la sua cultura, la sua religione, il suo stile di vita e la sua innata propensione alla difesa del nostro comune stile di vita, non potranno sopravvivere al confronto delle barbarie e delle violenze odierne.

E non è una questione di bandiere, di ideali, ma di territorialità, di stili di vita, di lotta per la sopravvivenza della libertà dei primi e della mera soprravvivenza dei secondi.

O noi, o loro.

E’ la legge della natura, è la legge della sopravvivenza.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La difesa della sicurezza e la caduta del mondo islamico

domenica, 6 marzo 2011

I rappresentanti del mondo cristiano vengono uccisi o perseguitati nel mondo islamico.

Politici cristiani, ministri cristiani, governatori cristiani vengono assassinati nei paesi islamici.

Uomini e donne cristiani ed ebraici vengono perseguitati, oppressi e massacrati dalla religione islamica, in virtù della Sharia, della legge sulla blasfemia o, semplicemente per non aver abbracciato la religione islamica.

Tutto questo è inaccettabile.

Il silenzio che l’ONU, gli USA e la UE esprimono da troppo tempo su queste persecuzioni non è più accettabile, se pur vi è stato un momento in cui esso poteva esserlo.

L’esplosione dell’intero mondo islamico, racconta molto bene il grado di immaturità civile e democratica dei paesi a religione islamica, e le uccisioni e le stragi nei confronti degli infedeli, raccontano benissimo il sentimento profondamente egocentrista, assoluto, inalternativo, antidemocratico e profondamente razzista della cultura islamica nei confronti dei non islamici.

Le espressioni razziste della dittatura iraniana nei confronti dello stato democratico di Israele (baluardo intransigente dello stile di vita occidentale ad Oriente), le sue continue minacce pubbliche e manifeste nei confronti del popolo israeliano vengono eccessivamente tollerate e mai punite o contrastate.

La caduta del mondo islamico, l’implosione degli stati arabi, la violenta guerriglia interna, la negazione dei diritti riservata alle donne e agli infedeli, la crudele persecuzione di cristiani e ed ebraici, il terrorismo internazionale e la visione espansionistica egemonizzante e delirante che proietta l’islam moderno, ha raggiunto un limite di rischio complessivo eccesivo, sia nelle sue azioni che nelle sue visioni.

Dai servizi di intellicence provengono segnali preoccupanti sul nuovo modus operandi del terrorismo islamico che infiltra le cellule di popolazioni islamiche che risiedono nei paesi occidentali, laddove punta ad un isolamento degli islamici residenti per creare nuove generazioni di terrore anti libertario non più di nazionalità straniera, ma residenti e naturalizzati in loco.

I nuovi e massicci flussi migratori derivanti dalla fuga dai paesi islamici in fiamme, favoriscono certamente il progetto di espansione islamica in Occidente.

Enti sovranazionali come l’Unione Europea sembrano disinteressati a questi nuovi potenziali attacchi demografici, nonostante in vari paesi europei i movimenti politici che contrastano tali invasioni, raccolgano sempre maggiori consensi nella popolazione, sempre più sensibile nei confronti di questi pericoli.

Il distacco di certa politica parruccona e disinteressata ai veri problemi della gente però, paga un prezzo sempre maggiore.

In Italia, il movimento leghista, si distingue in questa difesa del territorio e delle popolazioni del nord, prestando alla politica nazionale italiana elementi di straordinario valore politico e di governo.

Il cambiamento del paese, il suo adeguamento alle sfide contemporanee, il riformismo non solo federalista, il contrasto fermo, deciso e, per la prima volta vincente sulle organizzazioni mafiose, rappresentano solo alcuni aspetti di una politica che fa del rigore morale e della militanza politica poggiata saldamente su di una base rocciosa e movimentista, uno stereotipo inimitato e di successo, seguito con grande interesse anche nei paesi europei.

Il leghismo interpreta nel modo migliore il comune sentire del popolo, creando un movimento culturale che supera ogni rappresentanza, che conta discepoli ed apostoli capaci e fedeli, che offre, unico, un baluardo difensivo al novello attacco espansionista islamico, ponendo incessantemente la tutela del nostro stile di vita e la sicurezza di famiglie ed aziende al centro delle sue attività.

Un modulo politico ed umano vincente, che si oppone a tutte le forze negative che occupano il nostro presente e pre-occupano il nostro futuro.

Un modulo che andrebbe valorizzato, sostenuto e potenziato e non vessato ed attaccato.

Una idea che coincide sempre più con il diritto di libertà delle popolazioni europee ed occidentali, ovunque allocate.

Una azione di difesa e di tutela insostituibile nei confronti della odierna caduta del mondo islamico, che rischia di alimentare ulteriormente e di aprire nuovi spazi di movimento al terrorismo internazionale.

Una difesa che tende a proteggere la gente qualunque dall’imperante decadenza di un certo mondo occidentale, troppo grasso e ben nutrito per comprendere sino in fondo a quali pericoli stiamo andando incontro, a quali rischi è esposto il nostro stile di vita e la nostra libertà.

Uno scudo si erge a difesa della libertà.

Una spada si protende verso ogni pericolo.

Un popolo si oppone alla contemporanea visione arrendevole e decadente, un popolo che sa di non poter perdere questa sfida mortale.

Un popolo che sa di dover vincere questa immane ed epocale sfida.

Nonostante tutto.

Nonostante tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X