Articoli marcati con tag ‘organizzazione delinquenziale’

La corruzione in Italia non esiste : per forza e valore di legge

giovedì, 31 maggio 2012

In questo momento nelle puzzolenti aule parlamentari di questo infame paese, si sta discutendo se sia corruzione una dazione in regalie piuttosto che una dazione in danaro.

Così, se si offre ogni anno la vacanza estiva e quella invernale al politico o al burocrate corrotto, non è reato, se si fa dono alla moglie del politico o del burocrate corrotto di gioielli esclusivi, non è reato, se al politico o al burocrate corrotto viene regalata un’auto lussuosa e gli si pagano le spese del relativo mantenimento non è reato, se si regala una villa o un appartamento al politico o al burocrate corrotto non è reato.

L’apoteosi della malavita criminale fatta legalità, l’invito esplicito a infrangere la questone morale e penetrare lo stato di diritto di altra malavita borderline.

Come potete vedere dalle proposte politiche di alto livello e spessore presenti oggi in Italia, la corruzione, la concussione e l’abuso d’ufficio non esistono più:

sono stati debellati a mezzo depenalizzazione legislativa.

Confermo la mia personale opinione di libero cittadino che questo paese sia profondamente corrotto in ogni sua forma ed espressione e che le aggregazioni di consenso a tali formule depenalizzanti, indulgenti, condonanti, amnistianti e grazianti sia evidentemente una aggregazione associativa di stampo mafioso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mediaset, Forza italia, PDL, Berlusconi e la mafia

giovedì, 24 maggio 2012

Per anni ed anni si sono rincorsi i dubbi ed i sospetti di contiguità, cointeressenza e condivisione fra la figura di Silvio Berlusconi, la sua creatura televisiva Mediaset, i suoi più stretti collaboratori siciliani, il suo palafreniere-finto-stalliere mafioso, il movimento politico Forza Italia ed i successivi e precedenti denominati Casa della libertà, Polo della Libertà, Popolo della Libertà.

Certamente, riguardo alle attività imprenditoriali e politiche del Berlusconi, motivi di dubbio e di sospetto in odore di mafia, ve ne sono in quantità, grande quantità.

I continui estenuanti e strenui tentativi di salvare i berlusconiani dalle patrie galere poi, rappresentano un vero e proprio monolite-baluardo a difesa della illegalità e della mafiosità, travisati e travestiti in “tutela della libertà di fare il comodo proprio nella sicurezza di una totale impunità e immunità, personale, imprenditoriale e politica”.

Ma quello che veramente impressiona è la “tutela mediatica” che impone alla pubblica opinione l’impero televisivo berlusconiano, ancor oggi.

L’odierna intervista trasmessa dal tg Studio Aperto del canale Italia Uno di Mediaset alla moglie di un boss mafioso al fine di rendere pubblica la posizione di una organizzazione mafiosa nella resposnabilità di un attentato terroristico-mafioso che nei giorni scorsi ha provocato la morte di una ragazza di 16 anni ed il ferimento di altre 6 innocenti tagazze, offre uno spaccato della Mediaset come di un megafono delle organizzazioni mafiose, di una televisione a difesa delle mafie.

Noi non ammazziamo bambini, dice la mafiosa.

Non è vero:

le mafie hanno sempre ucciso selvaggiamente anche donne e bambini, hanno violentato questo paese sin dalla culla, lo hanno ridotto in fin di vita e mai, mai e poi mai, meriterebbero una intervista televisiva nazionale per discolparsi.

L’unica cosa che meritino i mafiosi è la pena di morte.

In nessun paese normale e civile si intervista la moglie di un boss mafioso per rendere pubblica la posizione di una organizzazione mafiosa, signor silvio berlusconi.

In Italia invece, gli amici degli amici, lo fanno.

Mai a difesa del popolo delle aziende, delle imprese e delle famiglie, sempre a difesa di chi sbaglia, di chi ruba, di chi è corrotto e di chi è mafioso.

A quattro lustri dall’inizio della epopea berlusconiana, si raccolgono numerosi elementi a favore di tesi che le aule giudiziarie fanno semplicemente scadere oltre i termini, ma che nelle case delle famiglie italiane e negli uffici delle imprese italiane non scadranno mai, come non scadrà mai il ricordo dei servitori leali dello stato caduti per mano mafiosa ed omissione di soccorso e di tutela statale.

Il desiderio di silvio berlusconi di passare alla storia però, a quanto pare verrà soddisfatto:

ma non passerà alla storia per aver cambiato il paese, verrà invece letto nei libri di storia per averlo reso peggiore di quanto non lo fosse già.

Il che, è un miracolo in se.

PS
Non faccio un link alla intervista su citata, poiché non voglio fare pubblicità alle mafie e perché, sinceramente, mi fa schifo.

Se volete vederlo però, cercatelo nel web:

purtroppo, è disponibile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Corruzione e Furto

mercoledì, 14 marzo 2012

Ogni volta che la Magistratura e gli investigatori delle Forze dell’Ordine sorprendono un politico o un burocrate italiano con le mani nel sacco della corruzione, ecco arrivare la solita frase giustificativa:

non ho messo un solo euro nelle mie tasche personali, quelli, erano danari per il partito.

Insomma, la vecchia ed irrisolta solfa dei finanziamenti illeciti ed illegali ai partiti politici, ottenuti con l’estorsione, l’abuso d’ufficio, la minaccia di non garantire un diritto acquisito e normalmente esercitabile dal cittadino-lavoratore.

Ma è ora di fare chiarezza, una volta per tutte, su questo equivoco sui termini di ladro e di corrotto.

Rubare per il partito, invece che per se stessi, è sempre rubare.

Essere corruttibile per il partito, invece che per se stessi, è sempre essere corruttibili.

Un ladro non si distingue dal fatto che rubi per se o per altri, ma per il fatto che egli rubi.

Un corrotto non si distingue dal fatto che egli si faccia corrompere per se o per altri, ma per il fatto che egli pretenda ed incassi una tangente.

Insomma, in un paese dove le mafie imperano come primo agente economico e l’usura massacra famiglie ed aziende sane insieme alla evasione fiscale ed alla corruzione, ecco che alla fine della fiera, un corrotto non è nemmeno un corrotto ed un ladro non è un ladro.

Sta di fatto che per me, un mafioso è un morto che cammina, un corrotto è un delinquente che abusa del potere pubblico al fine di arricchire illecitamente ed illegalmente se e/o il suo gruppo politico, ed un ladro è uno che ruba, sia che compia l’atto per se che per conto terzi.

Intanto, la normativa anti-corruzione viene insabbiata da decenni dalla casta politica italiana.

Io rubo, tu rubi, egli ruba, noi, rubiamo, voi rubate, essi rubano.

E tutti stanno zitti, perché semmai, rubano tutti.

E l’italia è di nuovo unita dal nord al sud sotto il segno della corruzione:

ma bravi!

Questa è l’italia.

Ed io, evidentemente, non sono italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X