Articoli marcati con tag ‘ordine dei giornalisti’

Il dato ufficiale sui salari è irreale

domenica, 3 marzo 2013

Questo è un tipico esempio di notizia ufficiale, ma irreale.

Nella pubblicazione di molti organi di informazione italiani e tratta da un report dell’ISTAT, compare la notizia che i salari italiani sarebbero oltre 14 punti sotto quelli tedeschi, ma sarebbero comunque poco sopra la media dei salari europea.

Questo dato è falso.

Infatti, per ottenere questo risultato il report prende il dato del salario lordo (senza nemmeno confrontarlo con il potere d’acquisto), compreso quindi della tassazione, che non va al lavoratore, ma allo stato.

Sappiamo tutti che il cuneo fiscale, e cioè la fiscalità presa alla fonte su lavoro dipendente e pensionati in Italia (non si può evadere come fanno i professionisti, gli artigiani, i lavoratori autonomi, gli industriali, ecc) è la più elevata di tutto il mondo occidentale, e non fa la felicità dei datori di lavoro che hanno il costo del lavoro mediamente più elevato e non fa nemmeno la felicità dei lavoratori, che ottengono i salari mediamente più bassi.

Se poi aggiungiamo il dato non ufficiale ma molto reale per cui, il prelievo fiscale avviene oggi per l’80% ai danni di lavoratori dipendenti e pensionati e solo per il 20% nei confronti del mondo del lavoro autonomo, commerciale, delle professioni, del lavoro artigianale e industriale, allora avremo un quadro di squilibrio fiscale terribile, ingiusto, scorretto e disonesto.

Inoltre, integriamo con il dato per cui, lavoratori dipendenti e pensionati (le pensioni non sono agganganciate al costo della vita e all’inflazione da anni ormai) non possono godere dell’ammortizzatore sociale della evasione fiscale, concesso e garantito invece a tutti gli altri protagonisti del mondo sociale e del lavoro.

Ecco come fregano il popolo sovrano:

offrendo dati irreali, quantunque, ufficiali.

Matrix è qui.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadio X

La libertà di stampa in italia non esiste

mercoledì, 5 maggio 2010

Silvio Berlusconi:
«se c’è una cosa su cui in Italia, c’è la sicurezza di tutti, è che abbiamo fin troppa libertà di stampa. Credo che questo sia un fatto che non è discutibile».

Sulla libertà di stampa in Italia, Berlusconi rischia l’ennesima imbarazzante dichiarazione menzognera.

La libertà di stampa in Italia è infatti ridotta al lumicino dalla obbligatorietà della figura del direttore responsabile (figura voluta dal fascismo proprio per sottoporre al potere politico la libertà di stampa), condizione che viola apertamente l’articolo 21 della costituzione.

Inoltre è stato proprio berlusconi a restringere ancor più il numero delle persone “autorizzate” a fare informazione in Italia, prescrivendo per legge che l’iscrizione allordine dei giornalisti – che è la precondizione per assurgere alla figura di direttore responsabile – sia subordinata al possesso del titolo di laurea.

Considerando che l’Italia detiene anche il triste primato di minor presenza di laureati di TUTTI i paesi occidentali, civili e democratici, ne deriva una ancora maggior restrizione delle persone abilitate a fare informazione.

Insomma, in parole povere, è castrando l’informazione attiva che in Italia si è giunti alla morte della informazione passiva, indicando come attiva, quella di chi è ritenuto idoneo a DARE informazioni (stampa, radio, tv, etc) e indicando come passiva, quella di chi RICEVE informazioni (i cittadini qualunque, i cittadini X).

La libertà, caro presidente, non è una parola da sorseggiare a piacimento, ma la realizzazione completa di un grado di civiltà attualmente sconosciuto nel nostro paese.

Personalmente continuo a credere che Berlusconi sia l’unico politico in grado di guidare questo paese in questo momento, ma non credo più che lo stesso Berlusconi sia il difensore delle libertà in questo stesso paese.

E mi scuso se mi sono consentito questa libertà di parola, opinione ed espressione.

Mi consenta, caro Berlusconi, mi consenta di riportare il pensiero del ben più autorevole Giovanni Spadolini su questo argomento:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.

Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

P.S.
Ringrazio pubblicamente l’America, la Patria delle libertà, per averci donato il meraviglioso e veramente libero mondo del web, proprio quel libero mondo cui i dittatori cinesi e iraniani, oltre che il premier italiano Silvio Berlusconi, vorrebbero volentieri mettere un bel bavaglio.

Aboliamo l’Ordine dei Giornalisti, aboliamo la casta della disinformazione

sabato, 27 marzo 2010

L’Ordine dei Giornalisti rappresenta una casta inutile e dannosa che si interpone fra il libero esercizio della informazione ed il popolo sovrano cui questo esercizio vieneconcesso di diritto e precluso di fatto.
L’ordine dei giornalisti e la figura del direttore responsabile violano l’articolo 21 della costituzione italiana, impedendo l’accesso a chi fa informazione, filtrando e controllando così l’informazione in Italia.

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi.

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