Articoli marcati con tag ‘napoletani’

Riflessioni a tastiera aperta – 08 settembre 2012

sabato, 8 settembre 2012

“Pdl: Formigoni rilancera’ da Verona Macroregione Nord”

Ci voleva una indagine della magistratura per corruzione aggravata a carico del governatore lombardo formigoni per ricordare al partito degli onesti (PD+L) che esiste una questione settentrionale.
Ora, ci vorrebbe qualcuno che spieghi a formigoni che esiste anche una questione meridionale e che non si può, assolutamente non si può stare con due piedi in una sola scarpa … bucata.
Formigoni e Fitto sono incompatibili fra loro, negli interessi di cui si sono fatti portatori.
E non si può rilanciare artatamente un progetto come quello della Macroregione Nord, senza sbattere il muso contro un segretario siciliano come Alfano.
Delle due l’una:
o si è dei falsi congiurati o si è degli idioti associati.

Monti: in Italia “ci vorrebbe un governo politico”
Gesualdo: in Italia ci vorrebbero dei politici veri

Draghi, lo Spread rivendicato ed il PIL dimenticato
Metti un italiano alla Presidenza della Banca Centrale Europea (BCE) e questi non perderà tempo nel trasformarla nella più grande Bad bank del mondo.
Draghi rischia un procedimento giudiziario ed uno disciplinare a causa dell’inutile scudo anti-spread.
La vittoria di Pirro di Draghi salva la faccia alla partitocrazia italiana, assai corrotta e mafiosa, inetta ed incapace nel governare il paese come nel difenderlo dalla costante e potente infiltrazione delle organizzazioni mafiose.
Qualcuno dovrebbe ricordare a draghi &co, perché 1.000 punti di SPREAD non valgono un solo punto di PIL e perché una politica monetaria, finanziaria ed economica della BCE (Merkel: la BCE non si sostituisca al ruolo politico) che veda un Sì convinto degli USA non sia proprio interessante per la UE:
delle due l’una:
o si difende l’Eurozona o si difende l’USAzona.

Il pluriomicida francesco schettino dopo aver fatto naufragare la costa concordia sugli scogli: “Maro’, chaggio cumbinato”
Gesualdo: schettino merita di finire impalato insieme a tutti quei soggetti che gli hanno consentito di lavorare a gradi di competenza e di responsabilità che schettino non conosceva e che non aveva mai imparato.

Il Presidente uscente USA Obama alla Convention Democratica
Sto ascoltando Obama alla Convention democratica.
Per me, Romney non vale un decimo di questo Obama.
Vedremo poi cosa ne pensa il popolo americano.

Della perduta “valenza sociale” delle mafie italiane
Un tempo, le mafie italiane svolgevano il compito di “tutela sociale” di un territorio e di un popolo ivi residente rispetto ad altre organizzazioni criminali esterne ed estere.
Oggi, i mafiosi italiani, arricchiti ed imborghesiti, dimentichi del valore della parola data e dell’onore, sottobraccio a finti imprenditori e politici corrotti, temono le organizzazioni mafiose albanesi, rumene, russe, cinesi e bulgare.
Un tempo, soggetti mafiosi di provenienza estera sarebbero scomparsi in una qualche cavità carsica o in un qualche pilone in cemento armato della Salerno-Reggio Calabria (sarà per questo motivo che non la ultimano mai?).
Un tempo, quando gli uomini mafiosi erano uomini d’onore.

Nicole minetti, contrariamenta a quanto dichiarato e promesso, non si dimetterà dalla cadrega di consigliere regionale lombardo.
Se nel consiglio regionale lombardo esistessero politici ideologicamente e politicamente liberi e non indagati dalla magistratura, nessun consigliere lombardo dovrebbe presentarsi in aula sino a quando non si fosse assicurata l’assenza della minetti.
Ma gli attributi minimi indispensabili per fare Politica con la P maiuscola non si vendono all’ipermercato e politici che lo hanno veramente duro, non ne esistono.
Scusate il gioco di parole in presenza di un soggetto come la minetti.
nicole minetti ed il suo disperato amore per un benessere mal guadagnato:
Sms e telefonate piene di sfoghi e insulti contro il premier («È un pezzo di merda… pur di salvare il suo culo flaccido»; «Mi ha rovinato la vita. È un vecchio»). Litigi su passaggi di case («Amò, ma è serio che alla Fico ha regalato la casa? Amò, se è vero, ti giuro che scateno l’inferno»; «a febbraio è pronto il vostro trilocale»). Nuovi testimoni che descrivono le feste di Arcore («Un puttanaio, c’erano 20 ragazze che si spogliavano e si toccavano e alla fine sono andate via con l’autista del presidente e con le buste»; «La sera di San Valentino tutte indossano un babydoll rosso»; «Finita la cena, il presidente disse: E ora facciamo il bunga bunga. E spiegò che era una cosa sessuale»).
Tratto da Il Sole 24 Ore

Arrestata la banda bassotti : hanno ucciso l’uomo ragno
Il cuneo fiscale non può essere rimosso o ridotto e la detassazione del lavoro dipendente non potrà mai essere realizzata a causa del fatto che l’80% del contributo fiscale effettivamente incassato dallo stato italiano proviene proprio da lavoro dipendente e pensionati.
Si verifica che tutte le corporazioni e le caste socio-politico-economiche differenti da cittadini-lavoratori-dipendenti e pensionati, evadono il fisco e non contribuiscono alla comunità statale.
Una vera e propria frode di stato ultradecennale.

Il PIL italiano è in continua caduta libera.
Questo fatto pesa molto più del mitico spread.
Se continua così, l’Italia dovrà chiedere inevitabilmente l’aiuto dei paesi europei.
Così potremo finalmente sapere cosa c’è scritto nelle pieghe del bilanci pubblici italiani.

Berlusconi testimonia davanti ai PM di Palermo: «Da dell’Utri nessuna estorsione, ho solo aiutato un amico»
Anche il vittorio mangano, boss mafioso siciliano e stalliere-dipendente berlusconiano di villa ad Arcore era un amico da aiutare?
Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei.
E cosa fai.
Il mafioso, il pappa, il puttaniere, il lobbista deviato, il politico fallito ….
“Monti, la crisi si allontana. Squinzi, autunno bollente”
Gesualdo: elle due l’una, o si va su o si va giù.

Due coppie di napoletani sbattutti fuori dal selezionatore della discoteca Amnesia di Ibiza
Motivo:
«i napoletani non li vogliamo, non possono entrare perché rubano».
All’estero i napoletani hanno la credibilità degli albanesi in Italia.
Il problema è spiegare ai cittadini stranieri che dire italiano non vuol dire necessariamente dire siciliano, calabrese, napoletano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’informazione assassinata e massacrata: blog nel mirino

domenica, 29 aprile 2012

La viltà di uno stato senza diritto alcuno garantito nella realtà e che tenti costantemente di tacitare la voci libere dentro e fuori dal web,
è impressionante.

In realtà già l’articolo 21 della Costituzione italiana non riesce a garantire nei fatti la libertà di informazione, così come scriveva benissimo Giovanni Spadolini:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi.

L’informazione libera in italia non esiste e non è mai esistita.

Oggi, il ministro della repubblica delle banane al ciocccolato, una misconosciuta napoletana, tale paola severino, ha annunciato al festival del giornalismo di Perugia che bisogna zittire e mettere a tacere la libera informazione anche sul web, oltre che nella realtà, limitando per legge la libertà di espressione dei blogger.

Un vile atto di prevaricazione e di abuso del potere pubblico, evidentemente.

Invece di aprire nei fatti l’accesso ad una LIBERA INFORMAZIONE, la napoletana severino pretende di chiudere quei pochi canali di libertà di informazione esistenti.

Cosa vuole la napoletana severino:

che non si diffonda la verità sullo scandalo napoletano della monnezza, della camorra, della illegalità diffusa e condivisa, sul parassitismo napoletano, sul NO napoletano incivile ed ingiustificato alla costruzione di un termovalorizzatore a napoli?

Vuol chiudere la bocca ai cittadini la severino?

Vuole la severino che le connessioni camorra-politica non vengano diffuse attraverso la pubblicazione delle intercettazioni?

Vuole la severino che il popolo non sia sovrano e non possa esercitare il suo diritto primario all’informazione?

Vuole la severino castrare la pubblica opinione ed impedire l’ascesa politica degli opinion leader come nel caso di Beppe Grillo?

Cosa è questa ingiusta impennata nella negazione di libertà ai blogger:

una vendetta personale per interposta persona dell’orgoglio ferito alla napoletana nei confronti dell’ultima dichiarazione del blogger Beppe Grillo che definisce giustamente il capo dello stato come una inutile “salma” politica?

E allora, cara napoletana severino, si prende anche lei quel che si merita.

Null’altro che un bel:

Vaffa!

Il ministro della (in) giustizia napoletano insieme al capo dello stato napoletano pensino a garantire giustizia giusta, equa e tempestiva al popolo sovrano invece di sparar idiozie a tutto spiano nel campo dell’informazione, che resta una cenerentola inseguita dal popolo e negata dalle isituzioni.

Volete impedire che il popolo legga dalle intercettazioni quali sporche verità si nascondano dietro la facciata pulita dei palazzi del potere pubblico e politico?

Ma pensate a governare e a far funzionare il paese, se ne siete capaci, altrimenti abbiate almeno il buon gusto e la dignità di restare in silenzio o di trasferirvi altrove a sparar idiozie da funzionari pubblici che non funzionano affatto.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ennesimo scandalo napoletano

mercoledì, 21 marzo 2012

Sedici giudici tributaristi delle Commissioni tributarie napoletane accusati di essere al servizio della camorra napoletana.

Otto tra funzionari e impiegati della commissione tributaria provinciale e di quella regionale.

Un componente dell’ Autorità garante per il contribuente della Campania.

Un noto docente universitario di Diritto tributario della Università pubblica Federico II di napoli.

Un corollario di avvocati e commercialisti.

Un “mercimonio delle sentenze”, così ha definito questo sporco intreccio affaristico-mafioso il giudice delle indagini preliminari.

Resto ancora allibito (ma non certamente sorpreso) nell’assistere ai profondi sconvolgimenti sociali ed economici che investono gli apparati della Pubblica Amministrazione italiana, scandali che vengono svelati dalla pregevole azione della Direzione distrettuale antimafia e dalla Magistratura Ordinaria.

Il senso di marcia è sicuramente quello giusto.

Ma, a proposito di giustizia e di morale, mi domando:

1. cosa ha prodotto un simile squallore?

2. chi ha consentito che questo accadesse?

3. quale radice porta la responsabilità umana, civile, morale e professionale di tutto questo?

4. raccolte le mele marce dall’albero, quali frutti porterà quest’albero nel futuro?

5. perché dovrei sentirmi coeso e concittadino con tutto questo schifo quotidiano?

6. qual tipo di politica malata ha chiuso gli occhi o favorito o concorso o, addirittura, dato vita ad un tale schifo?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il default greco è il fallimento del sud

sabato, 10 marzo 2012

Le società di rating internazionale Fitch, Moody’s e Dagong, decretano insieme a tutto il mondo economico globale che conta il fallimento del sud europa, seria fonte di preoccupazione per l’economia e la finanza globale a causa di uno stile di vita aberrante ed errato, costoso e sprecone, in ogni caso, insostenibile ed impagabile.

Il collasso contemporaneo di quasi tutti i paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo, sia africani che europei, dimostra quanto siano sbagliate le scelte operate nel bacino mediterraneo ed in generale nel sud dell’Europa.

Stili di vita completamente folli ed impagabili, oltre che profondamente egoisti, hanno scosso come un terremoto l’egitto come la spagna, la libia come la grecia, il portogallo come il maroccco, l’italia come la tunisia.

Resteranno incise nella pietra della storia le parole scritte dal giornalista tedesco Jan Fleischhauer (Der Spiegel) che descrivono meglio di ogni altra cosa qual cancro stia portando alla morte questa Unione Europea:

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?

Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

……

Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.

Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso. ….”.

Bastava una semplice visita a Napoli o in Grecia per prendere coscienza della natura maligna del cancro che infiltra ed uccide il mondo economico, politico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Un cancro che viene straordinariamente sottovalutato ed ignorato dalla stragrande maggioranza della casta politica italiana che dovrebbe pur comprendere dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi quando è il momento di parlare (mai per i responsabili del default italiano) e quando tacere.

Ma, evidentemente, essi non sanno più quel che fanno.

Sia pure essi lo abbiano mai saputo in vita loro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Unione Europea si infrange sullo scoglio napoletano

martedì, 7 febbraio 2012

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?

Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare.

E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla.

In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti.

Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé.

Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.

D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta.

Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini.

E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).

Il carattere nazionale è un po’ come le disparità fra i sessi.

Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro.

Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla.

A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera. In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno.

Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali.

Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether.

I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.

Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come autoaccusa.

Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta.

In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi.

E stranamente funziona sempre.

Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro.

Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza.

Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato.

Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la psicologia dei popoli, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé.

Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.

Difetto congenito dell’euro?

La camicia di forza per culture diverse

Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza.

Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.

Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso.

Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi.

Si vedrà come andrà a finire.

Le nazioni possono cambiare.

Questa, volendo, è la consolazione.

Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa.

I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio.

Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi.

A volte più di una generazione.

Jan Fleischhauer”.

Ma il signor Jan Fleischhauer sa che il citato capitano Schettino è napoletano e non italiano?

Poiché il prosieguo del suo scritto cambierebbe grandemente il suo oggetto finale se così fosse.

Non lo stereotipo italiano alla gogna della storia e del volgere generazionale, bensì lo stereotipo e lo stile di vita malato e deteriorato napoletano alla ghigliottina dell’umanità.

Agli occhi di un tedesco, come di un europeo come di un occidentale la differenza fra un italiano ed un napoletano non sembrerà così importante, ma in italia, tale differenza è sostanziale e vitale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

La mafia in italia? Più viva e popolare che mai.

mercoledì, 28 settembre 2011

Il ricatto napoletano

mercoledì, 27 luglio 2011

Contro ogni regola di legge,

contro ogni sentenza della magistratura,

contro ogni senso del pudore,

contro ogni logica e ragione,

contro ogni principio della legalità,

contro ogni principio morale e politico,

contro ogni senso di giustizia,

contro ogni tutela degli interessi del popolo sovrano,

contro ogni interesse nazionale,

ancora una volta e per l’ennensima volta,

il parlamento più ridicolo, scandaloso e corrotto di tutta l’europa e dell’intero mondo occidentale, ha votato l’ennesima “legem contra legem”, l’ennesima legge che autorizza i napoletani a violare ogni principio giuridico della responsabilità personale e collettiva, ogni senso del dovere, ogni rispetto della legge, ogni rispetto dell’unità nazionale.

Ancora una volta si forza la legge e la giurisprudenza per sottomettere il paese alla volontà arrogante, ignorante ed incivile dei napoletani, obbligando coercitivamente altri territori ed altri popoli a ricevere per l’ennesima volta quella monnezza napoletana che i napoletani si rifiutano di differenziare, raccogliere, smaltire, riciclare.

L’ennesima legge vergognosa, l’ennesimo atto d’imperio, l’ennesimo favoritismo, l’ennesima violazione di legge, l’ennesima volgare ed arbitraria violazione dell’etica, della politica e della morale, l’ennesima evidenza che la casta politica italiana ha eletto i napoletani a popolo fuori legge, senza legge, senza alcun dovere civico e politico, senza alcuna responsabilità verso se stessi e verso quei popoli e quei territori che sono costretti a pagare il conto che i napoletani non vogliono pagare, a smaltire la monnezza napoletana che i napoletani non vogliono smaltire, a pagare danni enormi di perdita di immagine del paese unitario, del suo prodotto interno lordo, del suo marchio commerciale Made in Italy.

Una costellazione di appelli pro-napoletani vengono lanciati da un capo dello stato napoletano che dovrebbe solo trovare il coraggio umano e politico di dimettersi e di allontanarsi e per sempre da qualunque consesso civile e democratico, non dimenticando di portare con se tutti i napoletani che, come lui, credono che l’essere napoletano sia salvacondotto sicuro per violazioni di legge senza alcuna punizione.

Sarà forse per queste motivazioni che un capo dello stato napoletano spende tanto tempo alla difesa della unità nazionale, allo scopo di favorire i napoletani piuttosto dei milanesi, dei veronesi, dei torinesi, dei trevigiani?

Ed è mai possibile che nessuna voce si erga nel parlamento italiano a denunziare questa scandalosa e vergognosa sottomissione della nazione agli interessi esclusivi dei napoletani?

Possibile che nessun professionista dell’informazione insorga, che nessuna associazione protesti, che nessun cittadino denunzi?

Ma che paese è mai questo?

Ma che politica è mai questa?

Ma che schifo inverecondo è questo stile di vita, questo comportamento tenuto dalle istituzioni italiane, nelle sue omissioni, nei suoi favoritismi, nella sua certificazione che la napoletanità è fuori legge, non punibile dalla legge, non sottomissibile alla legge?

Mi vergogno profondamente di essere un italiano, mi vergogno assolutamente di condividere alcunchè con questo paese degenerato e devastato.

Vorrei solo perdere ed al più presto la cittadinanza italiana, per non dover mai più essere confuso con uno qualunque di questi italiani, con una sola di queste schifezze immonde.

Vergognatevi, vergognatevi, vergognatevi.

Siete un male senza speranza, siete il cancro del paese, siete lo squallore e la vergogna di un intero popolo.

E adesso, godete pure dei danari sottratti in emergenza al popolo italiano e continuate pure a gettare per strada i vostri rifiuti nella certezza che qualche altro italiano sarà costretto a occuparsene.

Ma fatelo nella certezza di essere un popolo immorale e fuori legge, senza scrupoli e truffatore per antonomasia.

Un popolo così, non ha il diritto di esprimere il capo dello stato, ne alcuna altra istituzione nazionale.

Mentre il governo coccola i napoletani, li inserisce in un alveo fuori legge di non subordine alla legge, mentre la casta politica insulta il paese favorendo sempre e solo i napoletani, senza imporre l’abbattimento degli edifici costruiti abusivamente, senza imporre la legge ai napoletani.

Di fatto, non esiste più uno stato democratico unitario, ma una dittatura della casta politica che favorisce sempre e solo i napoletani, punendo ingiustamente il popolo del nord.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

napoli fuorilegge: stato omissivo

martedì, 19 luglio 2011

Mentre la nave italiana rischia l’affondamento per manifesta incapacità al governo della sua casta politica, restano ancora aperti enormi squarci di incomprensibile tolleranza di comportamenti anomali condivisi e di stili di vita negativi perpetrati e mai puniti, se non propriamente incoraggiati e/o premiati.

La vicenda della monnezza napoletana e dell’abusivismo edilizio in campania raccontano come si coinsenta da sempre ai napoletani di arrecare danno all’intero paese, imponendo poi con decreti immorali il non rispetto della giusrisprudenza italiana per consentire per l’ennesima volta di trasferire la monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Ma c’è di più.

Da quando il comune di napoli vede alla sua guida il magistrato-sindaco Luigi De Magistris, non solo abbiamo assistitio all’evoluzione ancora una volta maligna della crisi del ciclo dei rifiuti napoletani, ma non si è visto nemmeno un solo abbattimento dei palazzi edificati a napoli, costruiti abusivamente e sconosciuti al catasto (ed anche al fisco) per almeno i 7/10 del totale.

Sversamenti di liquami altamente tossici in mare, dispersione nell’ambiente di rifiuti tossico nocivi celati nelle discariche abusive, massacro del marchio made in italy, corruzione dilagante, cosche camorristiche imperanti, illegalità estremamente diffusa e condivisa, enorme propensione alla truffa, tutti questi comportamenti incivili e devastanti non sono mai stati adeguatamente contrastate e puniti dallo stato, che anzi, negli ultimi decreti, offre ancora una volta spreco di danaro pubblico e concede il nulla osta per lo sversamento in altre regioni della monnezza napoletana.

Evidentemente le definizioni di “stato criminale” e “stato criminogeno” coniate da due ministri della repubblica italiana, rimandano il pensiero proprio a questa assenza di ordine pubblico e di uso della forza pubblica per riportare civiltà, sicurezza e giustizia in regioni come la sicilia, la calabria e la campania, veri e propri cancri mortali dello stato italiano.

Lo stato italiano infatti, si è reso sempre manifestamente ed ampiamente omissivo nei confronti delle degenerazioni siculo-calabro-campane, consentendo e per decenni una indisturbata crescita delle organizzazioni mafiose, un dilagare di stili di vita incivili e fondati sulla violazione delle leggi anzichè della loro osservanza.

E se esistono vaste zone e regioni del territorio italiano che rappresentano una macchia indelebile sulla identità ed unità nazionale, lo si deve solo ed esclusivamente ad uno stato omissivo e permissivo, debole e degenerato, vile e disonorato.

Se esistono popoli, territori e regioni laddove la legge dello stato non viene osservata, se e sistono città come napoli che sono completamente fuori dalla legge italiana, tutto questo lo dobbiamo alla assenza di contrasto al mondo delle illegalità da parte dello stato, dalla tolleranza perbenista e perbuonista che lo stato ha sempre voluto dimostrare nei confronti di popoli e di territori che stavano distruggendo l’immagine stessa dello stato, dalle sue fondamenta.

E se questo stato italiano cadrà in una profonda ed irreversibile crisi, la responsabilità di questa condizione negativa ricadrà tutta ed esclusivamente sulle spalle della casta politico-burocratico-partitocratica italiana, ed in particolar modo della dirigenza politica e burocratica meridionale, che ha da sempre tollerato che vaste aree geografiche del territorio italiano fossero lasciate preda del mondo delle mafie e della illegalità condivisa e diffusa, a tutto danno delle altre parti del paese, costrette invece ad osservare la legge e pagare i molteplici danni procurati dai “soliti furbi”.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Adda passà a nuttata: amma campa’ tutte quante

domenica, 10 luglio 2011

Se qualcuno chiedesse perché un paese che era fra i più ricchi, floridi e produttivi di tutto il mondo si sia ridotto ad una passo dal fallimento, beh, non dovreste cercare la risposta nella crisi economico-finanziaria o in altri fenomeni esogeni al sistema-italia.

La risposta a quella domanda è certamente:

una filosofia di vita perdente e certamente dannosa, uno stile di vita che possiamo riassumere nelle famigerate frasi napoletane:

Adda passà a nuttata e Amma campa’ tutte quante.

Così si è governato questo paese a tutti i livelli e da sempre, con un senso di irresponsabilità gravissimo, con una totale assenza di spirito di sacrificio, con una “voglia di fare saltami addosso” che accompagna da sempre il comportamento della casta politica italiana.

Mai si è affrontato seriamente un solo problema posto sul tavolo della discussione politica, mai si sono dimostrati capaci di risolvere alcunchè, ne vogliosi di cambiare nulla dello status quo generalizzato che poggia proprio su questa filosofia:

Adda passà a nuttata, amma campa’ tutte quante.

Sì è fatto scorrere tutto, si è fatta scivolare via ogni occasione di risolvere anche una sola delle annose questioni che attanagliano in maniera sempre più stringente il benessere e la ricchezza del popolo dei lavoratori.

Ogni governo ha semplicemente rimandato al successivo il fardello del varo delle riforme, campando alla giornata.

E non si riesce mai a crocifiggere un politico alle sue responsabilità:

sguscia via come un pesce viscido di palude.

Scandali corruttivi, infiltrazioni mafiose, una casta politica indecente ed immorale:

tutto questo sta trascinando il paese in un enorme rischio-collasso.

Ma se chiedete ad un politico italiano cosa farà per impedire tutto questo, egli non risponderà direttamente, ma svicolerà via sia verbalmente che per via pedestre, poichè per lui, tutto si risolve con:

Adda passà a nuttata, amma campa’ tutte quante.

Così ogni emergenza acuta del paese è divenuta cronica, così ogni monnezza abbandonata nelle strade dal malgoverno della casta politica è rimasta lì a creare nuove emergenze.

Questa casta alla napoletana, ha toccato e superato ogni limite accettabile, infranto ogni regola etica o morale possibile, si è alleata solo per fregare il prossimo suo, si rinsalda solo quando c’è da evitare il carcere ad un politico indagato.

Adda passà a nuttata, amma campa’ tutte quante:

questo è tutto il senso, il valore e la forza della casta poltica italiana, fortemente condizionata dalla fiolosofia di vita napoletana del godi adesso di tutto e non pensare ai problemi:

quelli non si risolvono mica con l’impegno, no, basta attendere, “aspiette ch’adda passà a nuttata”.

Chi ha suicidato l’italia, volontariamente, coscientemente, volutamente?

I politici che hanno atteso che passasero le nottate e le giornate, senza mai attendere ai loro doveri, ma solo ai loro piaceri.

Così come accade in questi giorni in cui urgono interventi decisi sulla spesa e sula debito pubblico con tagli decisi e forti al mantenimento della casta politica e invece, si assite all’immobilismo più totale, alla paralisi di goni decisione politica.

I paesi ed i mercati esteri hanno perso la fiducia nelle capacità del paese di venir fuori da questa crisi.

Ma hanno pienamente ragione, essi cercano e pretendono risultati razionali dla governo italiano e non sono mica così fessi da attendere che il tempo passi e che i problemi si risolvano da soli.

Basta guardare ciò che resta di napoli:

un cimitero della civiltà, un camposanto della monnezza, un degrado sociale inarrivabile.

Ed è proprio quella filosofia, quello stile di vita che deve sparire e per sempre dalla mappa della geo-politica italiana, ed è proprio quello stile di vita, quella napoletanità che bisogna evirare dal sistema, quel “Adda passà a nuttata” che deve essere estratto con la forza dalle menti e dalle azioni della politica.

La nottata (l’ennesima di una storia pluridecennale) è passata e la monnezza non se ne è andata da sola.

Dobbiamo estirparla questa filosofia sucida ed incivile, dobbiamo impedirle di arrivare mai più a condizionare il governo, sia pure del più piccolo comune, della più piccola ASL.

Dobbiamo smascherare la furbizia e punirla, ovunque essa si manifesti, ovunque essa sopravviva, ovunque essa si riproduca e si propaghi.

Dobbiamo uccidere quel “amma campà tutt’ quant” attraerso il quale abbiamo perso il contatto con il mondo reale, che ha fatto allontanare definitivamente lo stato di diritto dallo stato di fatto.

Amma campà tutt’ quant?

Ma dove sta scritto che è questo il comportamento da seguire, la testimonianza da incarnare?

Ma dove sta scritto invece, che non sia un comportamento questo, da punire?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Monnezza Napoletana in cerca d’autore

giovedì, 7 luglio 2011

Scrissi questa lettera aperta a cavallo fra il 2007 ed il 2008, allorquando la monnezza napoletana cercava, ieri come oggi, di essere esportata a causa della assoluta incapacità napoletana di gestirla.
Penso sia il momento migliore per riproporla.
Buona lettura.

Cari napoletani:

tenetevi la vostra monnezza

Non vogliamo entrare nelle scelte della vostra vita quotidiana, non ci interessa opinare sui vostri stili di vita, non ci interessa nulla del vostro quotidiano, come non ci interessa ricevere la vostra monnezza:

tenetevela

Tenetevi tutti i vostri problemi, poiché essi non ci interessano.

Tenetevi anche Napolitano, Mastella, Pecoraro Scanio, Bassolino e Jervolino, tenetevi pure la vostra monnezza, tenetevi tutta la vostra camorra, tenetevi tutto questo, poiché esso appartiene a voi, alla vostra vita quotidiana, ma non appartiene a noi.

Non fate arrivare a Foggia nemmeno un grammo della vostra monnezza, poiché siamo costretti a sopportare già troppo da “certa napoletanità” contemporanea.

De Gennaro, non esporti la monnezza napoletana a Foggia, poiché dovrà mettere in conto una forte reazione, civile e civica, per carità, ma determinata e manifesta.

La monnezza, portatela nella casa di Napolitano, in quella di Mastella, a casa Pecoraro Scanio, al domicilio di Bassolino o nella residenza Jervolino.

Mandatela in Germania, nascondetela sotto terra, datela da mangiare ai vostri animali da allevamento, inquinateci i vostri fiumi, distruggetevi il vostro futuro, ficcatevela dove più ritenete opportuno infilarla ma, non esportatela a Foggia.

Per il vostro bene.

Per il nostro bene.

Gustavo Gesualdo,
alias,
il cittadino X
Messaggio-Manifesto ai “signori politici” foggiani:
non fate entrare la monnezza altrui a Foggia